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ATTENZIONE: Questo topic è SOLO PER LE PERSONE CHE SI SONO ISCRITTE nell'altro topic, e cioè(oltre a me):
+++Eric_Draven+++
Selphie(la dea)
Mirko Celentano
reverendo wolfwood
Silver Element
Tutti gli altri sono pregati di non postare qui.
Ok, raga, ho pensato di scrivere un paio di regole( so che le regole sono brutte e noiose e io personalmente le odio, ma qualcuna è necessaria per non rendere questo gioco un gran casino):
1. Fate agire solo il vostro pg, e non quelli degli altri; se proprio ritenete necessario far agire un pg di un altro, prima chiedetegli il permesso!
2. Scrivete post di almeno 6-7 righe
3. Se non vi dispiace non postate la vostra firma, così la storia è di più semplice lettura
4. please reverendo, non scrivere in arancione, se per te non è un problema
5. BUON DIVERTIMENTO!!!!!!!!! :pinkhappy:
Dunque, IO INIZIOOOO!
Il sole era quasi al tramonto, Ailyn camminava verso il suo villaggio, Galahi. Era stata chiamata al villaggio di Yera per curare un uomo che presentava strane macchie sul volto. Arrivata lì, aveva scoperto che si trattava solo di un'allergia ad un tipo di bacca e la sue magie di guarigione non erano state necessarie; aveva applicato sul volto dell'uomo un po' di erbe curative e le macchie si erano subito schiarite. Era rimasta a Yera per due giorni, poi aveva deciso di ripartire per Galahi. I due villaggi non distavano molto tra loro, circa 6 ore a piedi, ma la strada che li congiungeva si inoltrava per un lungo tratto all'interno di un bosco, e ciò poteva essere pericoloso. I Khai spesso si nascondevano tra gli alberi delle foreste. Ailyn aveva attraversato il bosco a passi veloci, stringendo in mano il piccolo pugnale di neolux regalatole da Renth tanti anni prima. Lo aveva tenuto serrato tra le dita, costringendosi a non pensare a ciò che quel pugnale le ricordava. Ogni volta che si trovava a dover attraversare una foresta ( e non era un evento raro, dato che molte volte veniva chiamata dai villaggi vicini al suo per curare dei malati o dei feriti), Ailyn non riusciva a imporsi di non provare paura. Eppure quando le veniva chiesto se volesse essere accompagnata da qualcuno da un villaggio all'altro, rifiutava. Nessuno avrebbe saputo che lei aveva paura. Nessuno. Ma quando aveva messo piede fuori dal bosco, si era sentita sollevata. Anche quella volta, come tutte le altre, non aveva avuto spiacevoli incontri. I Khai non si facevano vedere in quella zona da almeno sette anni, e di questo Ailyn non poteva che essere contenta. Il terrore provato dagli abitanti dei villaggi si era leggermente attenuato e la sua vita in quel periodo era in apparenza stranamente tranquilla. Continuò a camminare in direzione di Galahi. Si sentiva stanca, non vedeva l'ora di riposare nel suo letto. Ma...c'era qualcosa, qualcosa che non riusciva a spiegarsi, qualcosa che somigliava ad un presentimento. Morte, disse una voce nella sua mente. La ignorò; eppure si sentiva inquieta. Affrettò il passo. Ora riusciva a scorgere da lontano quasi tutte le case del villaggio. Vide del fumo. I camini? No, era troppo, fumo...troppo... Morte, la voce ripetè nella sua mente. Iniziò a correre...giunse alle porte del villaggio. E tutto quello che vide fu...Morte. Morte, desolazione e ... silenzio. Si fermò di colpo. Non poteva essere. Non stava accadendo realmente. I Khai non si spingevano in quelle zone da sette anni....Ma era reale. Quell'incubo era reale. Avanzò lentamente tra le piccole stradine e le case distrutte. A terra, i corpi senza vita delle persone che avevano vissuto con lei per dieci anni; alcuni di loro avevano ancora tra le mani i rozzi strumenti che avevano usato per difendersi....chi un'ascia per tagliare la legna, chi un coltello da cucina...ma non erano bastati. Contro i Khai quelle armi non servivano a nulla e gli abitanti di Galahi non avevano abbastanza denaro per comprare un numero sufficiente di armi al neolux...e solo per questo erano stati massacrati e il loro villaggio bruciato...il suo villaggio...I maledetti maghi di Zael...Sentì di nuovo crescere dentro di sé l'odio...Poi, mentre pensieri carichi di rancore si affollavano nella sua mente, sentì un fioco lamento, e qualcuno (qualcosa?) che le tirava un lembo del mantello. Abbassò lo sguardo e ciò che vide la riempì di orrore. Era Dani, il figlio del fabbro, una bambino di soli 5 anni. Il suo volto era imbrattato di sangue, e la manica sinistra della sua piccola tunica di lino pendeva, vuota e insanguinata. Un Khai gli aveva tranciato di netto un braccio; con l'altro tirava debolmente il suo mantello. Ti prego, Ailyn, aiutami...mamma non si sveglia...per favore, tu la puoi curare...Ailyn lo guardò negli occhi, erano spalancati e in essi si intravedeva un lieve bagliore di follia....Mi dispiace io...non posso fare nulla ,fu tutto quello che riuscì a dire, e cercò di liberare il suo mantello dalla stretta del bambino. Ma non ci riuscì...quella presa era stranamente forte...Aiutami...ti prego..., la voce di Dani era roca, e quegli occhi...stavano diventando rossi... Uccidilo, disse la voce nella sua mente. Ailyn prese il suo pugnale. Ma non ci riuscì, tutto quello era troppo per lei....Troppo!Con uno strattone liberò il mantello e poi iniziò a correre...via da quell'orrore, via da quell'incubo...Il cuore le martellava in petto mentre lottava per non urlare. Non seppe per quanto corse (un'ora...due?), e in che direzione. Si fermò solo quando Galahi, no, i resti di Galahi, erano ormai lontani. Nel suo cuore c'era solo terrore, e nella sua mente la voce che continuava a ripeterle: Dovevi ucciderlo, diventerà un Khai, sarà dannato, dovevi ucciderlo... Avrebbe voluto piangere, ma da troppo tempo non lo faceva, e le lacrime non salirono ai suoi occhi. Era atterrita e stremata. Il mondo vorticava intorno a lei...E poi non vide più nulla, e cadde a terra, priva di sensi.
Rumore...persone...pensieri...Il bar "Angelo Bianco" nel villaggio di Dhena era stranamente affollato.
Kire cercò di isolare la mente dal mondo reale, voleva solo pace e quiete, ma il frastuono dei nonnetti seduti al bancone era insopportabile.
I lunghi capelli rossi gli scendevano sul viso coprendo in parte i suoi occhi grigi e spettrali. Se li sistemò lagandoli con un fermo din argento.
Si alzò, si diresse al bancone, lasciò i soldi e se ne andò.
L'aria fredda e pungente era quasi un solievo per lui. Gli ricordava la gioventù passata con Yeda e Farg, i suoi genitori adottivi. Gli ricordava i bei momenti passati con loro nei campi. Gli ricordava gioia, un sentimento che ormai non provava più da molto...troppo tempo.
La sua spada era legata a tracolla. Non si ricordava a chi fosse appartenuta, ma era sicuro che la lama non era al neolux...era una comune lama, fredda e tagliente.
Lasciò il villaggio e si diresse verso la prateria. Non lo spaventava l'idea di incontrare dei Khai, ma aveva paura di se stesso. Era coscente che se fosse stato morso da uno di quei terribili mostri avrebbe perso il senno. Aveva paura di vivere, vivere e diventare un Khai.
Era ormai sera quando decise di accamparsi vicino ad una fattoria nel mezzo di una radura. Era lontano dalle zone frequentate dai Khai e piantò la sua tenda senza nessun timore.
Non dormivo ormai da giorni....e quando lo facevo i miei sogni diventavano incubi. Sognavo morte...i miei genitroi...la ragazza nella foto... Kire prese la foto che teneva con se. La scrutò nei minimi dettagli.
La ragazza ritratta era una giovane fanciulla di 20 anni circa. Aveva dei capelli biondo chiarissimo lunghi fino alle spalle. I suoi occhi erano blu chiarissimo, erano quasi penetranti...Kire distolse lo sguardo dala foto....gli rammandava troppe cose, cose che voleva dimenticare.
si usì un rumore. Un rumore di un motore, probabilmente quello di un idrovolante o di un velivolo...Che diavolo...come fa quel coso a volare....da più di dieci anni ormai non se ne vedono in giro. Riflettè un attimo sulla situazione. Restare all'aperto con quel coso che gli svolazzava sopra non era una buona idea.
Si rifugiò nel fienile della fattoria...si addormentò ed aspettò l'alba.
eric era in quel bosco da tre giorni come al solito era dasolo, il bosco gli sembrava strano troppo tranquillo troppo silenzioso. al lui piace cacciare nel bosco per tenersi occupato e non pensare troppo, era nonve anni che viaggiava dasolo e solo non pensando troppo era rimasto sano. ad un tratto eric sentì un rumore sentiva la foglie secche che scricchiolavano sotto qualcosa di leggero e aggraziato, non doveva essere pericoloso ma eric si nascose ad attenderlo. .....una ragazza?....... era un una ragazza giovane, aveva lo sguardo spaurito come se fosse braccata, eric rimase nascosto e lasciò passare la ragazza senza che lei si accorgesse della sua presenza. eric rimase incuriosito da quella giovane e decise di seguirla tenendosi a debita distanza, normalmente non gli interessava quello che faceva la gente chiunque fosse ma l'espressione di quella ragazza lo incitava a seguirla. continò a pedinare la fancilla per un paio d'ore fino a quando si trovò difronte a un villaggio ....qulla ragzza dev'essere entata......... arrivato in prossimità del villaggio vide uno spettacolo orribile che nella sua vita aveva visto fin troppe volte........no ancora una volta! maledetti!...... il villaggio era stato attaccato e distrutto, eric etrò girò per le vie desolate e tristi fino a quando non rivide quella ragazza, parlava con un bambino ferito, .... il bambino!! si ata trasformando!!!!....... la ragazza tirò fuori u pugnale ma ma non colpì il bambino esitò e poi fuggi fuori dal villaggio, eric si precipitò dal bambino, lo guardò dall'alto con freddezza mentre i pensieri gli affollavano la mente ...... è uno di loro non posso l'asciarlo vivo........... quella ragazza la lasciato vivo deve conoscierlo....... è solo un bambino.. eric estrasse la spada chiuse gli occhi e disse ....... scusa piccolo ma nella mia vita ne ho viste troppe di queste cose....... e con un sol colpo lo uccise, gli diede lultimo sguardo e poi si voltò come se non fosse successo nulla,doveva raggiungere quella ragazza e doveva farlo in fretta.
Desper vagolava da 2 giorni in quella valle brulla.
Il vento era gelido e pungente e il sole stava tramontando.
Finalmente intravide un villaggio e vi entrò, erano tutti rintanati in casa e nessuno sembrava disposto ad ospitare viandanti stanchi, tantomeno con un aspetto sinistro. Delle nuvole si stavano avvicinando... "un'altra nottataccia"... pensò.
Cominciò a bussare alle porte alla ricerca di un riparo, ma nessuno sembrava disposto ad ospitare stranieri. Un'altra porta, uscì una donna che le disse:- non abbiamo spazio per gli stranieri...- un bambino le stringeva la gonna e guardava impaurito gli occhi di Desper:-non importa...- disse lei un po' burbera.
Uscì dal villaggio e si inoltrò nella foresta..."ho ancora qualche maledetta abitudine da Khai"... pensò e iniziò a disporsi alla meglio.
Vide una ragazza correre via e poco dopo un ragazzo che le correva dietro..."Quanta fretta!"... pensò, poi si disse:- forse dovrei seguirli....- poi aggiunse:-... o forse dovrei farmi i fatti miei!-
L'ultima volta che si era interessata al destino di qualcun'altro la sua vita è stata sconvolta... "ricorda, solo se ti pagano... Solo se ti pagano..."
Si addormentò avvolta nel suo mantellone nero, sopportando il peso di tutte quelle catene.... Sognò il suo passato, la sua casa, la sua famiglia.... Improvvisamente cambiò tutto; arrivarono quelle bestie maledette come una tempesta nera e quando se ne andarono lei era sola e spaventata e iniziava a trasformarsi....
Il suo corpo mutava... Uccideva la gente perchè era matta e poi uccideva sè stessa, ma l'inferno risputava la sua anima... C'erano tante voci che chiedevano pietà, piangevano.... Erano un peso sul suo petto che non sarebbe mai riuscita a levare.... Si svegliò di soprassalto e pensò..."quello che è successo a me potrebbe succedere a qualcun'altro"... si alzò e riprese la sua roba:- solo una controllatina!- si disse e partì all'inseguimento dei 2 tipi che aveva visto, forse riusciva a raggiungerli....
L'alba si insinuò nella mente di Kire come un coltello affilato, lo costrinse a svegliarsi, lo costrinse ad aprire gli occhi, a ritornare alla normalità, ritornare al presente.
Si preparò per affrontare un altro duro viaggio. Un'altro giorno di scarpinate nel mezzo di boschi, radure, valli e villaggi...
Si sistemò i lunghi capelli ramati e si incamminò verso il prossimo villaggio.
Mentre camminava delle confuse idee gli apparvero, ricordi, emozioni, persone che ormai non avrebbe più rivisto. Il passato lo perseguitava, più si sforzava di non pensarci e più quello si insinuava nella sua mente. Era come un chiodo fisso, come un proiettile immobile nella sua testa, era li che aspettava una risposta, aspettava di essere rimosso.
Il sole lo accecava e lo costrinse a chiudere per un attimo gli occhi. Era nelle vicinanze di un bosco, sapeva cosa c'era li attorno. Appena riaprì i suoi occhi grigi e spettrali, si ferò di scatto.
C'era un uomo davanti a lui, non sembrava molto umano, probabilmente era stato morso da un Khai. Barcollava e cercava di avvicinarsi a Kire.
Che cosa doveva fare, la sua spada si era dimostrata inefficace contro i Khai, ma forse la mutazione non era ancora completa...Tanto vale provare, forse funziona.
Lentamente estrasse la spada che portava a tracolla; mentalmente si preparava allo scontro, cercava di prevenire eventuali sbagli...doveva stare lontano dai suoi artigli e dai suoi denti. Improvvisamente scattò contro l'uomo e lo colpì in pieno torace. L'uomo cadde a terra e non si rialzò...E' fatta, funziona!! poi sentì qualcosa che si muoveva alle sue spalle. Il tizio era già in piedi, pronto ad attaccarlo Ok...come non detto.
Kire cominciò a correre il più veloce possibile, ma il Khai lo stava raggiungendo. Doveva trovare qualcosa, qualcosa che facess male....Qualcosa che lo fermi!!.
Improvvisamente una freccia sibilò nell'aria. Colpì l'uomo in piena fronte. Era una freccia al neolux...
Due soldati in divisa si avvicinarono a Kire. Avevano l'uniforme dei maghi di Zael...
Era raro vedere soldati in divisa...quasi impossibile...
Scrutarono l'uomo dai capelli rossi con molto sospetto, come se si aspettassero di vederlo trasformarsi da un momento all'altro.
-Chi sei? Identificati!- gli intimò uno dei due...ma Kire taccque
-Non hai sentito quello che ti ho detto...- ripetè l'uomo
Kire si sistemò i capelli e come se niente fosse accaduto passò vicino ai due soldati e si incamminò verso il bosco poco distante.
I due sguainarono le loro spade e gli si lanciarono contro. Kire sorrise.
Con un solo colpo di spada disarmò i due, poi sorrise nuovamente in modo irnoico e disse Illusi... e se ne andò, lasciando li i due guerrieri di Zael.
DarkBlade dopo 2 giorni di cammino arrivò alle porte della città di Cael. Il sole faceva capolino da dietro le montagne e illuminava il suo volto buio per le due notti precedenti insonni passate a camminare "il peggio deve ancora arrivare" disse sospirando profondamente. Non aveva tutti i torti. Infatti due guardi della città gli intimarono di fermarsi. Lui sorrise appena e appena finirono di parlare Dark Blade sguaina le Katane esegue un balzo e ,riatterando, ne infilza una proprio nello spazio dell'armatura nel collo. Contemporeanamente trafigge il corpo dell'altra guardia "dilettanti, ancora non hanno capito con chi hanno a che fare" disse mentre puliva la sue spade. Ormai il sole era già nitido nel cielo e DarkBlade era arrivato proprio sotto le mura gigantesche della città. Inizialmente tentò di scalarle ma senza successo anche perchè non c'era nessun appiglio "Niente da fare" disse "l'unico modo è camuffarmi ed entrare nella città passado per la porta principale" Si avvio verso le due guardie morte e si misi l'armatura e l'elmo la spada e qualche moneta d'oro appartenenti alla prima guardia uccisa, e si avviò tranquillamente verso la sua meta. Le due guardie lo fecero passare senza problemi, ma appena avrebbero visto i suoi corpi avrebbero sicuramente sospettato di lui. Entrato in città vide che le cose erano peggiorate da allora. Infatti ogni cosa era diventata computerizzata. Proprio mentre stava pensando a ciò un uomo incappucciato aon una tunica nera gli disse"ti ricordi di me? Vero Darkblade" Quest'ultimo fu preso da un brivido lungo la schiena pensando di ricordare quella voce come una persona a lui familiare...
erano ore che eric tentava di raggingere la ragazza ma ormai ne aveva perse le traccie ma dentro di lui sentiva che era vicina. la sua testa era piena di pensieri, perchè seguiva quella ragazza non gli interessava degli altri, magari doveva lasciare perdere, magari quella ragazza non era nessuno. eric però non si dava per vinto nel viso spaurito di quella giovane aveva visto qualcosa gli ricordava lui quando 9 anni prima partì per il suo viaggio......devo raggiungere quella ragazza...... si diceva eric. lei sebrava sapere molto riguardo ai khai, forse lei poteva dargli una mano a capire la folli che ha invaso il mondo, la stessa follia che ha ucciso i suoi genitori. eric era fuori dal villaggio diroccato, si guardava intorno ma non riusciva a vedere quella ragazza qundo ad un tratto vide delle impronte......devono essere le sue..... pensò eric. le seguì fino a quando il sole non stava per scomparire dietro le maestose montagne. un ombra, un omra attirò eric, eccola era lei!!! finalmente l'aveva raggiunta era li ad un centinaio di metri di distanza. eric si avvicinò senza fare rumore e gli arrivò alle spalle, e gli disse una frse inquietante quasi come volesse fargli paura......dovevi ucciderlo!! mai esitare!!....
I Khai...I Khai!!!Ailyn sentiva urlare intorno a sè mentre fuggiva tra le fiamme. Dov'era Renth...non lo vedeva...e il suo fratellino...era ancora dietro di lei? C'era troppo fumo e non riusciva a capire dove dovesse andare...Un Khai davanti a lei...i suoi occhi rossi la fissavano assetati di sangue....E poi sentì una voce, la voce del suo fratellino che gridava..."Ailyn, sorellina, aiutami...aiutami...mi hanno preso, mi fanno male..." Ailyn si girò...e lui, piccolo, impaurito era a terra, disteso...lo guardò in volto...ma quello non era il volto del suo amato fratello...era il volto di Dani, e si stava trasformando..."Aiutami, Ailyn aiutami!"
Ailyn aprì gli occhi di colpo, e d'istinto portò la mano al pugnale che era appeso alla cintura.Il cuore le batteva in petto all'impazzata. Era stato un incubo. Solo un incubo.Ma quello che era accaduto al suo villaggio non lo era stato. Era tutto così atrocemente reale, e lei era di nuovo completamente sola al mondo, di nuovo senza una casa, di nuovo senza un posto dove andare. La testa le faceva male in maniera terribile, e aveva dolore anche alla caviglia sinistra. Forse correndo era inciampata in qualcosa (un cadavere, sei inciampata in un orrendo cadavere, diceva la voce nella sua testa) ma non riusciva a ricordarlo, o probabilmente non voleva. Già; voleva solo dimenticare.Eppure non era possibile. Si costrinse a mantenere la calma. Doveva pensare ad andare avanti (andare...e dove?), doveva fare qualcosa. Guardò verso l'orizzonte; il sole era tramontato, e alcune nuvole passeggere erano tinte di arancione e rosa(no, rosso, come il sangue degli innocenti, come gli occhi dei Khai). Era rimasta svenuta...per quanto tempo? Non riusciva ad immaginare se quel tramonto era lo stesso che stava per guardare quando era giunta a Galahi, o quello del giorno dopo. Comunque era pericoloso restare lì; se i Khai si stavano spingendo di nuovo in quelle zone, forse avrebbero sentito il suo odore e l'avrebbero attaccata. Benchè la caviglia le facesse male, si alzò in piedi; ma la testa le girava e fece fatica a mantenersi dritta. Era molto debole, avrebbe dovuto mangiare; ma non aveva niente con sè, e comunque era troppo nauseata per pensare di mettere in bocca qualcosa. Dunque cercò di orientarsi;non vedeva i resti di Galahi; quindi doveva essersi allontanata di parecchio. E poichè in realtà tutto quello che riusciva a scorgere era solo una immensa distesa d'erba, le era impossibile capire in che direzione fosse fuggita. Poi, mentre si guardava ancora intorno, si rese conto di essere osservata. Qualcuno la stava spiando; non lo vedeva, ma riusciva a percepirne la presenza ( era stato Renth a insegnarglielo..."Impara a vedere anche senza gli occhi", le aveva detto). Khai? No, impossibile, i Khai si muovevano sempre in gruppo, mentre lei sentiva la presenza di una sola persona ( o essere...o qualunque altra cosa fosse). Restò ferma, fingendo di non essersi accorta di nulla, e prese in mano il pugnale. Si sarebbe difesa; e inoltre era esperta nel creare scudi di protezione e magie di invisibilità; se chi la stava seguendo aveva intenzione di aggredirla (poteva essere un ladro, o un maledetto stupratore), lo avrebbe ucciso senza dargli neanche il tempo di guardarla in volto. Eppure aveva la netta sensazione che questo non sarebbe accaduto. Ne era quasi certa, ma restò vigile. Lasciò che l'essere si avvicinasse; lo sentiva muoversi silenzioso come un felino (era qualcuno abituato a nascondersi?), eppure con la sicurezza e la rapidità di chi sa di non essere visto. In breve fu alle sua spalle; Ailyn si preparò a colpire.
"Dovevi ucciderlo!! Mai esitare!!" La frase era stata pronunciata da una voce maschile. Ailyn si voltò di scatto, gli puntò il pugnale alla gola e lo guardò in viso. Era un umano, almeno in apparenza. Un ragazzo intorno ai 25 anni, forse qualcuno in più, con i capelli neri, lisci e lunghi, i baffi e il pizzetto; nei suoi occhi scuri, stranamente sottolineati da un filo di matita nera, si leggeva qualcosa di incomprensibile, un misto di crudeltà e pietà. Ailyn notò tutto questo nel giro di un attimo,poi la frase che aveva appena ascoltato risuonò nella sua testa e tutta la calma che aveva cercato di raccogliere svanì in un lampo, cancellata dall'immagine di Dani che implorava il sua aiuto. Spinse il pugnale leggermente più in avanti, fino a sfiorare la gola di quello strano uomo. La lama era tagliente e vide uscire una minuscola goccia di sangue.
"Ora dimmi chi diavolo sei e perchè mi seguivi", disse con voce bassa ma carica di rabbia, "e soprattutto come ti permetti di dire a me, maga di quella che una volta era chiamata Gilda di Farn, cosa avrei dovuto fare!" Detto questo, notò al fianco dell'uomo un lungo spadone; la sua lama brillava dei riflessi delle ultime luci del giorno. Era armato; ma non era certamente un mago, mentre lei, lei era una maga di Farn. E non aveva paura.
la ragazza puntò alla gola di eric il suo affilato pugnale procurandogli un apiccola ferita che neanche gli fece cambiare espressione in volto.....determinata la ragazza!.... pensò. eric la guardava negli occhi con un misto di rabbia e compassione per la morte del bambino......"Ora dimmi chi diavolo sei e perchè mi seguivi", disse con voce bassa ma carica di rabbia, "e soprattutto come ti permetti di dire a me, maga di quella che una volta era chiamata Gilda di Farn, cosa avrei dovuto fare!"... le parole della giovane non turbarono eric, sbattè lentamente le palpebre come per dimostrare superiorità e disse..... una maga? la gilda di fran? non mi interessa chi sei!!! hia risparmiato un kahi! cosa avevi in testa MaGa....disse in modo dispregiativo.....i kahi non devono restare in vita non imparta chi era il khai prima della trasformazione, tuo padre, tuo fratello o il tuo migliore amico, un khai va ucciso sempre!!!! quei maledetti sono così numerosi perchè ci sono molte persone che hanno troppa pietà! non hanno il coraggio di ucciderli, si fanno paralizzare dai sentimanti!!! ricorda un khai non è più la persona che conoscievi è solo una bestia capace di uccidere!!! ho dovuto uccidere quel bambino, in breve tempo avrebbe ucciso degli innocenti. anche lui lui voleva morire glielo leggevo negli occhi che avrebbe preferito morire invece di diventare una di quelle maledette belve......eric smise di parlare e con uno scatto fece cadere in terra il pugnale della giovane, la fisso, prese la sua spada e la lasciò cadere a terra, fece un tonfo cupo..... stai tranquilla non voglio farti del male..... si sedette a terra con la schiena appoggiata a una roccia e guardò nuovamente la ragazza..... perchè ti seguo mi chiedi? inizialmente non solo per curiosità, ma qundo ti ho vista nel villaggio mi hai fatto ricordare la mia infanzia, anche il mio villaggio è stato distrutto, ventun' anni fà, i miei genitori sono morti, e ho disperso mio fratatello, magari è morto, o peggio è diventato un khai!! non ti pare abbiamo qualcosa in comune?
Kire attraversò il bosco ed arrivò al villaggio di Her. Uno dei villaggi più piccoli di quel territorio...era composto da una locanda e un negozio.
Entrò nella locanda. Tutte le persone si girarono e lo fissarono, come se fosse stato uno spettro...cosa volevano da lui che cosa stava accadendo.
Fuori udì dei rumori...armature...spade che sbattevano contro metallo...Non avrei dovuto lasciare vivi quei due soldati...ora hanno chiamato rinforzi....maledizione!
Tre guerrieri fecero irruzione nella locanda. Uno spaccò un tavolino ed intimò ai presenti di uscire al più presto.
Nell'aria c'era tensione. Nell'aria c'era paura.....c'era morte....
Una guardia colpì Kire alla testa con l'elsa della spada. Lo avevano colto di sorpresa...Kire svenne
-Prendetelo e portatelo al fortino di Glode-
-Si signore....lo vuole vivo o morto...-
-Vivo...e requisitegli quella spada...voglio esaminarla!!-
Si girò e uscì dalla locanda...
"Aspetta" continuava a ripetere DarkBlade "dimmi chi sei" Ormai il sole era quasi alto all'orizzonte e la figura nera sparì in mezzo ai mercati. Continuò a cercare fino al tramonto "dovrò trovarmi un posto dove dormire" disse avviandosi verso una locanda. Entrando vide che questa era popolata da esseri di ogni genere dai goblin agli orchi... "cosa vuoi straniero" gli disse il locandiere con aria sospetta. "solo..." rispose "...una stanza per dormire ed un pasto caldo da mettere sotto i denti" "va bene" replicò "fanno 3 monete d'oro". DarkBlade pagò con i soldi rubati alla guardia e si sedette al tavolo. Finto di mangiare salì al piano superiore per andare a dormire. Ma prima chiese al locandiere dove fosse la sua stanza e si fece dare la chiave. Entrò nella sua camera e neanche aveva finito di aprire la porta che due mezz'orchi si avventarono contro di lui con due spaventose asce. Uno lo colpì alle gambe ferendolo, e cadendo svenì...
"Che ne facciamo di lui?" disse l'altro orco. In quel momento entrò quell'uomo misterioso vestito di nero che disse senza esitare "uccidetelo...!!"
"spero non sia troppo tardi..." pensò Desper correndo come una pazza..."magari erano inseguiti... Magari..."
Si fermò... "parlano?" si nascose e li ascoltò.... Il ragazzo si sedette...
"devo chiedergli se va tutto bene?"
fece un respiro e uscì dal nascondiglio, le mani alzate:- vi ho visti correre come dei pazzi e ho pensato che magari foste seguiti da qualche khai... Va tutto bene?-
li osservò e solo in quel momento si accorse che non aveva pensato alla loro reazione al suo aspetto... "penseranno che stia per trasformarmi... Perchè non mi faccio gli affari miei ogni tanto? Speriamo che non fraintendano e che non saltino alle conclusioni..."
subito dopo che eric fece quella domana sentì una voce.......tutto bene?..... allora eric si girò di scatto e vide una ragazza, o qualcosa di simile, da dove veniva? doveva seguirli da temo, come mai eric non l'aveva sentita? forse i suoi pensieri gli avevano annebbato i sensi. quella ragazza era strana aveva gli occhi innietati di sangue e denti aguzzi come un vampiro, non era umana, non del tutto almeno. sembrava un khai ma era strana. eric la guardò ancora per un momento mentre il sole era quasi del tutto scomparso dietro le montagne, aggrottò le ciglia e si passò lentamente una mano tra i capelli, lui aveva già visto quella ragazza, ma dove? eric era turbato non riusciva a ricodare, eric riprese la sua grossa spada da terra e si avvicinò alla strana creatura prima con passo fermo e poi con uno scatto si portò davanti a lei e con una gomitata scraventò a terra la creatura, sembrava sofferente, allora eric con la solita freddezza gli mide un piede sul petto per tenerla ferma a terra. eric si voltò verso la maga e gli disse....... mi sembi una esperta, secondo te cos'è queta creatura? posso ucciderla oppure hai qualcosa da ridire anche su questa creatura?..... eric guardò nuovamente la creatura...... non sò dove ma ti ho già vista, oggi non sono dell'umore giusto per queste cose, chi sei?! da dove vieni?! .... eric tolse il piede dal petto della creatura e poi con voce tonante disse........su rispondi!!.....
Era accaduto tutto così terribilmente in fretta che Ailyn si sentiva frastornata. Le parole di quell'uomo (ha ucciso Dani, ha ucciso un bambino e se ne sta lì seduto tranquillamente senza battere ciglio....), e poi era stata disarmata (quest'uomo è abile con la spada, stai attenta, non fidarti...)... e lui che diceva di non volerle fare del male ( non fidarti, non fidarti) ...e poi era comparsa quella "cosa", quell'essere che assomigliava ad un'umana in piena trasformazione, che però paradossalmente chiedeva se erano inseguiti dai Khai (stupida, sei una stupida, non ti sei neanche resa conto che c'era qualcos'altro che ti seguiva di nascosto).
E ora lei era lì che guardava impietrita la creatura immobilizzata a terra dal piede di quell'uomo.
"Cos'è questa creatura?" lui le aveva chesto. E cosa diamine vuoi che ne sappia io? Sarà un altro di quegli esseri maledetti, che se ne vadano all'inferno, e tu con loro; per oggi ne ho passate abbastanza, ho visto il mio villaggio, la mia casa, distrutti, ho visto sangue e sofferenza, ho ricordato cose che mi hanno fatto male, un male atroce. Voglio solo stare da sola e non pensare. Fa' come ti pare, falla fuori e lasciami in pace. Queste erano le parole che salirono alle sua labbra, dettate dall'odio e dal dolore. ma non le pronunciò. Invece, raccolse il suo pugnale da terra e con cautela si chinò su quello strano essere. La osservò con attenzione; il suo volto era quasi completamente coperto da un velo, attraverso cui si intravedevano lunghi denti aguzzi; i suoi occhi erano rossi. Quelli erano segni inquivocabili, era un Khai. Stava per dire all'uomo di ucciderla, ma lo sguardo di quella creatura la lasciò senza parole. Non era lo sguardo di un Khai, era quello di un'umana. In esso non c'era traccia di crudeltà; solo, si scorgeva una profonda tristezza indurita dalla solitudine. La rabbia di Ailyn si dissolse. Non fidarti, non fidarti, non fidarti...potrebbe essere un nuovo trucco di quei maledetti Khai...Ma non voleva vedere scorrere altro sangue innocente; non l'avrebbe sopportato. Si alzò, e guardò l'uomo negli occhi. "Non è un Khai, ne sono certa. Ne ho visti anche troppi nella mia vita, e lei non è una di loro. Ti dirò di più: è un'umana." E fu sicura di quest'ultima cosa solo dopo che l'ebbe detta. "E riguardo al bambino...è vero, hai fatto la cosa giusta, quella che io non sono riuscita a fare, anche se non so come ti sia possibile non provare rimorso"( stupida, perchè ora ammetti le tue debolezze e lasci che quest' uomo incontrato per caso, di cui non sai neanche il nome, le conosca?), fece una pausa ( odiava quella voce nella sua testa..."Basta!" avrebbe voluto gridare, ma doveva restare calma, calma)e guardò di nuovo la creatura ( le riusciva difficile definirla "ragazza"). "Ma lei...lei no, non è come loro. "
Perso in troppi pensieri che affolano la sua mente, Kragh osserva se stesso attraverso un ruscello tentando di identificarsi (chi sono...... cosa sono questi guanti dalle lame bianche?....... da dove vengo? dove vado? [ahahahahahah] cosa? chi è? {sciocco non penserai di potermi battere} cosa diavolo.... VIA ANDATE VIA)
Scuote la testa scacciando via le voci, i pensieri, forse se stesso....
In lontanza ode strani vociari che alle sue orecchie appaiono stranamente comprensibili... un linguaggio Khai....
"shat usnd lkaj eyea" *sento presenze piu avanti*
Impugna staldamente i suoi due guanti e scruta profondamente la poca ma fitta vegetazione che si trovava alle sue spalle, improvvisamente i suoi grigi occhi notano attraverso l'oscurita della vegetazione un breve bagliore intenso balzare rapidamente tra gli alberi
#........ fa come ti ho insegnato#
quella maledetta voce lo aveva distratto ancora una volta la sua testa si riempie di voci e luoghi distanti... una visone. una torre, tre uomini al loro interno che si scontrano, uno scontro magico, i tre sembrano molto stanchi.... all'improvviso un enorme bagliore.
Finalmente ritornato alla realtà Kragh vede tre khai che si stavano avventanto contro di lui inerme... o quasi....
Un ghigno si stampa sulla faccia di Kragh che improvvisamente con solo due gesti lancia un onda d'urto contro i due khai alla sua destra che cadono a terra e con un balzo felino gli si avventa contro tagliandogli la gola
L'altro sventurato mentre tentava di attaccarlo viene impalato da una delle sue lame nel petto e tramite una cantilena magica il suo corpo prende fuoco.
Soddisfatto di cio, Kragh prende la testa di uno dei khai e ne beve il sangue.
Sconcertato da quest'ultimo suo gesto involontario riprende il suo viaggio alla ricerca di se stesso, decide di costeggiare il fiume pensando che condurrà da qualche parte di certo.
-...lei è umana...- disse quella misteriosa ragazza. Da quanto tempo non sentiva più quella parola riferita a lei?
Si alzò e disse:- sì, sono un'umana!- poi guardò torva il ragazzo e borbottò:- Che maniere incredibilmente fini!Vedi cosa succede a preoccuparsi per gli altri? - una folata di vento le scostò il mantello lasciando intravedere le numerose catene che portava addosso, si affrettò a richiuderlo e chiese:- Sapete che non è prudente correre in giro sotto gli occhi di tutti?- si rivolse di nuovo al ragazzo e disse:-preferirei che tu non lo facessi più!- poi chiese a tutti e due:-Come vi chiamate?-
una umana!!!!! quella strana ragazza ha detto che qusta ignobile creatura è un umana?! allora eric guardò quegli occhi rossi e i denti aguzzi...... possibbile? un umana?....... continava a pensare eric. guardò la ragazza con sguardo pensieroso poi rivolse i suo occhi neri di nuovo alla creatura...... come vuoi, la lascierò viva...... disse con tono amichevole, guardò nuovamente la maga e con tono leggermente scocciato disse..... spero che non ti sbagli..... tolse il piede dal petto della creatura, rimise il suo spadone dietro la schiena, alzò lo sguardo verso le motagne e gurdò il sole svanire dietro di esse, era notte. eric si sedette nuovamente a terra con lo schiena appoggiata alla medesima roccia di prima, stette in silenzio per qualche secondo poi disse..... romorso, sensi di colpa, ah, ho imparato a fare a meno di questi sentimenti, in nove anni di viaggio ho sempre cancellato le mie colpe, se mi lasciassi prendere dal rimorso non riuscirei a sorpavvivere, anche se quella volta sulle montagne di khoriw........ eric abbassò gli occhi e si zittì poi alzò nuovamente la testa..... niente ignora quello che ho detto...... eric si alzò in piedi e si avvicinò lentemente all maga..... sono eric, eric draven..... disse, tendedogli amichevolmente la mano.
Desper li guardò e pensò "so già a cosa pensano: ignobile creatura, non può essere un'umana.... Sono tutti uguali, si fermano tutti alle apparenze..."
Senza accorgersene bisbigliò:- nessuno può cancellare le proprie colpe, dopo averle commesse fanno parte di te... Puoi solo aggiungerne e caricarti anche quelle degli altri, ma non puoi cancellarle!-
Non si aspettava rispetto da quei 2 ed era abituata a non riceverne da nessuno quindi si voltò dall'altra parte e guardò il cielo nuvoloso, le nubi erano nere come il fumo... "Sembra venga direttamente dall'inferno... Come quelle maledette creature!"abbassò lo sguardo e sussurrò:- Perchè? Perchè non vivo? Perchè?-
Guardando i 2 ragazzi aveva capito che nessuno l'avrebbe mai accettata per com'era, capiva il suo isolamento.... "per me c'è solo la solitudine... Non capisco perchè mi sto facendo di questi problemi, pensavo di esserci abituata.... Sono già 2 anni che sono in queste condizioni..." si ritrovò a pensare.
Questa situazione è assurda, pensò Ailyn mentre guardava quell'uomo (Eric Draven, dunque è così che si chiama) che le tendeva la mano con fare amichevole... come se fosse il momento adatto per fare amicizia! Amicizia, poi...non ci credeva; da quando aveva 10 anni era sempre stata abituata a cavarsela da sola; di amici...bè, non ne aveva bisogno. Comunque, decise di rispondere.
"Ailyn Siren", disse con voce piatta, e si voltò per andarsene senza stringergli la mano. Aveva altri pensieri per la testa, e non poteva perdere tempo con lui, nè con quell'altra cosa. Yera...era il villaggio più vicino a Galahi; se i Khai si stavano muovendo in quelle zone...forse avrebbero attaccato anche Yera. Doveva avvertire gli abitanti di stare pronti ad un' eventuale aggressione da parte dei Khai; e doveva farlo in fretta; forse poteva essere già troppo tardi. Ma mentre stava già per muovere il primo passo, un pensiero la bloccò. Doveva camminare di notte per sei ore, e attraversare un bosco, con un gruppo di Khai che si aggirava da quelle parti. Era pericoloso, molto pericoloso. Da quella lontana notte in cui era scappata da Farn, non le era mai capitato di aver paura di morire (non le importava molto di vivere in quel mondo) e aveva spesso viaggiato di notte da sola. Ma questa volta era diverso. Non poteva permettersi di morire, perchè se fosse accaduto nessuno avrebbe avvisato gli abitanti di Yera del pericolo imminente. Era necessario che arrivasse sana e salva. Forse...forse se non fosse stata da sola...avrebbe avuto più possibilità di sopravvivere se fosse stata attaccata. Non hai mai chiesto a nessuno di accompagnarti...ma che ti succede, Ailyn? Da quando ti abbandoni a queste debolezze? sei debole...debole... . Ma doveva prendere una decisione. E la prese.
Si voltò indietro, e guardò Eric. "Devo andare a Yera, devo avvisare gli abitanti di quel villaggio che i Khai sono in queste zone e che devono stare pronti a difendersi." Si infilò il cappuccio del mantello, per difendersi dal freddo della notte che avanzava. "Da qui sono circa sei ore di viaggio a piedi. Tu dici che abbiamo qualcosa in comune...e forse è vero. Anch'io ho perso qualcuno, molti anni fa, a causa dei Khai....ma non mi va di parlarne. Ho visto che sei abile con la spada...Dunque accompagnami fino a Yera, ho paura di essere attaccata dai Khai e non riuscire a raggiungere il villaggio...e questo non posso permettere che accada. Inoltre anche per te è pericoloso viaggiare da solo in questa zona. In due avremo più possibilità di sopravvivere."
Aveva fatto uno sforzo tremendo per pronunciare "Ho paura". Ma non aveva altra scelta. Ora doveva aspettare la risposta di Eric; ma mentre lo faceva, sentì che la creatura stava sussurrando qualcosa..."Nessuno può cancellare le proprie colpe... perchè non vivo..."; nello stesso momento notò che anche lei era armata. E aveva una spada al neolux. E allora le venne un'idea:in tre c'erano ancora più possibilità di sopravvivenza.
"E anche tu...ragazza...non so quale sia la tua storia, nè dove tu stia andando...ma vale lo stesso discorso che ho fatto a Eric. E' pericoloso viaggiare da soli. E anche io e te abbiamo qualcosa in comune: ci portiamo dietro una colpa. Forse se verrai a Yera con me potrai riscattare la tua."
Non aveva mai fatto un discorso del genere, non aveva mai chiesto aiuto. A nessuno. E ora lo aveva chiesto a due sconosciuti, di cui non sapeva quasi niente. Si rese conto che la vita la stava costringendo a cambiare...e non sapeva se questo le faceva piacere.
aiylin..... eric conoscieva un apersona che si chiamava così questo lo fece pensare ma poi tornò al presente.....yera dici?.... non sono visto bene in quel villaggi...... ma vi darò una mano....... doveva tornare a yera in quella città era un ricercato! aveva commesso qualcosa di terribile non amava perlarne e non voleva che aiylin e la creatura scoprissero troppo su di lui, non voleva avere problemi..... non credo che ci bastino sei ore per arrivare a yera, il bosco è molto inticato e pericoloso, l'ho attraversato più volte....... eric stava aiutando delle person, non gli succedeva da tempo, forse era solo perchè non voleva vedere un altro villaggio distrutto anche se si trattava di yera, non voleva rivivere nuovamnete il suo passato..... in quel bosco non mi preoccuperei troppo dei khai, non sono loro la minaccia maggiore, è notte sarebbe meglio guardarsi dagli alberi....... eric ritornò con la mente all'ultima volta che etrò in quel bosco di notte, c'era qualcosa di srano la natura sebrava viva e così era, una corrente magica aveva dato vita agli alberi e a tutto il bosco, si poteva sentirlo respirare. questa volta doveva attravesare il bosco di freatta, non avrebbe potuto sopportare il peso di altre due vite sulle spalle..... bene allora incamminiamoci, e che nessuna di voi due mi sia di peso, non volgio problemi!... guardò la creatura e disse.... il tuo nome!
Correva...Kire stava correndo in un lungo corridoio in fiamme....sembrava una torre...poi improvvisamente delle guardie gli bloccarono il passaggio...una si avventò contro di lui, ma una ragaza uscita dal nulla gli si parò davanti prendendo il colpo al suo posto...Kire la guardò in faccia....Nooo!! Rena....no!!
Si svegliò di scatto urlando...poi tutto tacque...
Frugò nelle tasche interne della giacca, ma no trovò quello che cercava...tutto era diverso...alla sua vista si presentava una visione distorta della realtà, uno specchio rotto, un mondo incoprensibile, un mondo dove niente e tutto si equivalgono...la sua mente.
Era in una umida cella, probabilmente in una prigione di un castello, ma non avrebbe saputo dire quale...
Quei tizi gli avevano preso la spada...doveva recuperarla; ad ogni costo.
Si avvicinò alle sbarre. Una guardia gli si avvicinò. Cominciò a prenderlo in giro, Kire non ci fece caso. Poco dopo un'uomo avvolto in una tunica bianca gli si presentò davanti alla cella...sorrideva in modo enigmatico
L'uomo aveva dei capelli simili a quelli di Kire...cambiava solo il colore...erano nero corvino.
Fece cenno alle guardie di aprire la cella e disse
-Benvenuto Kire Deathlok...la tua fama è arrivata fino a quì-
Kire sapefa a cosa stava alludendo e ora rammendava persino il nome dell'uomo
Sir Shanazy Lewis Andor. Cavaliere di milizia quelle parolo uscirono amare dalla sua bocca
-Vedo che ti ricordi Kire...-
Avrei preferito dimenticare...
-Non puoi negare il tuo passato, come non puoi negare la morte di...-
Non pronunciare il suo nome. Te lo dico da "amico"...non provocarmi...rischieresti grosso Shan
Shan fece cenno a Kire di uscire.
Kire avava pessimi ricordi di Shan. Erano stati amici d'infanzia, entrambi si erano innamorati follemente della stessa ragazza, Rena Yin. Shan era diventato sin da giovane Cavliere delle truppe armate dell' esericto, Kire invecie era stato scartato alle selezioni...
I due si somigliavano molto, i loro caratteri però erano molto diversi, Shan era un egoista introverso, Kire era altruiste ed estroverso.
-Vieni Kire...ti porterò a fare un giro per il mio castello-
L'uomo dall chima rossa nen era troppo entusiasta dell'idea...ma forse così sarebbe riuscito a fuggire...
...se non hai niente di meglio da fare...
Il suo nome... tacque per qualche secondo poi disse:-non ricordo il mio nome, ma da quando sono in queste condizioni mi faccio chiamare Desper.-
sospirò poi riprese:- penso anch'io che proseguire in 3 sia meglio che da soli e non ti preoccupare, grand'uomo....- fece al ragazzo:- so difendermi!- e strinse l'elsa della spada... Il vento era incredibilmente freddo e il cielo sempre più nuvoloso...
"verrà un temporale..." -sarebbe meglio partire subito!- concluse e aspettò una risposta....
Dunque la cosa sembrava decisa: avrebbe viaggiato con quei due. Eric le era sembrato contrariato all'idea di andare a Yera; quando aveva sentito il nome di quel villaggio Ailyn aveva notato che era comparsa una strana espressione sul suo viso... Comunque non aveva detto nulla. Quindi sarebbero andati insieme; anche la creatura (Desper...che strano nome...) era d'accordo. Fu proprio a lei che Ailyn si rivolse.
"Hai ragione, Desper. L'aria si sta fecendo fredda e il cielo sembra carico di pioggia. Faremmo meglio a muoverci."
E iniziò a incamminarsi in direzione di Yera, seguita dai suoi due nuovi compagni. Era strano viaggiare in compagnia. Da un certo punto di vista le dava fastidio...aveva sempre amato la solitudine delle sue lunghe camminate da un villaggio all'altro; erano i momenti migliori per pensare, mentre con quelle persone accanto a lei non riusciva a concentrarsi e riflettere. Eppure c'era un che di rassicurante nella loro presenza. Le venne in mente un proverbio...un detto che aveva sentito parecchie volte,e a cui non aveva mai fatto molto caso. "Chi viaggia con un compagno ha sempre le spalle coperte". Diceva così? O forse diceva qualcosa a proposito dell'amicizia, tipo "La spada dell'amico ti protegge le spalle"...Non lo ricordava precisamente...Ma cosa diavolo stava pensando!!!! Come se quei due strani individui fossero suoi...amici! Erano solo due improvvisati compagni di viaggio, che le erano necessari. Erano con lei per pura utilità. Non fidarti...non fidarti, non fidarti, non fidarti di nessuno, la voce continuava a martellare nella sua mente.
Mentre camminava sentiva come un rumore di qualcosa che si trascinava....Ma cosa...? Poi le venne in mente ciò che aveva intravisto per un attimo quando il mantello di Desper si era sollevato: catene. Enormi e pesantissime catene. Ma perchè se le portava dietro? Quale terribile segreto doveva trascinarsi, insieme a quelle catene. Provò un'immensa pietà per lei, e si voltò a guardarla...Pensò di avvicinarsi a lei, e di chiederle: "Cosa ti è successo? Cosa ti ha ridotto in questo stato miserabile?" Ma non lo fece. In fondo...perchè avrebbe dovuto chiederglielo? Non erano affari suoi...Eppure era tentata di farlo; non sapeva perchè.
E Eric...? Certo anche lui...era strano. Un uomo abituato alla solitudine, che però aveva accettato di accompagnarla. Un uomo freddo...ma cosa si celava dietro quella freddezza? All'inizio le aveva dato fastidio. Tutte quelle parole di disprezzo...rivolte a lei, rivolte a Desper... "Non voglio che mi siate di peso. "Così aveva detto. Eppure era sicura che dietro quelle parole...ci fosse dell'altro. Lo sentiva. Aveva letto nei suoi occhi qualcosa come...una paura di prendersi responsabilità delle vite altrui. Forse anche lui...chissà quale doloroso ricordo si portava dietro. Come lei...
Ma cosa stai pensando, Ailyn, cosa stai pensando! Cosa t'importa di loro, devono solo accompagnarti fino a Yera, che t'importa se hanno sofferto, cosa sono in realtà!Che ti succede!
Si accorse che stava fissando Eric mentre camminava e distolse immediatamente lo sguardo. Non voleva che lui o Desper indovinassero i suoi pensieri. S'impose di pensare solo alla strada che aveva davanti e di mettere da parte tutto il resto. Arrivare sana e salva a Yera. Di questo, solo di questo le doveva importare. Mancavano ancora cinque ore circa di viaggio, e dovevano ancora attraversare il peggio: la foresta.
e così eric era di nuovo in compagnia nel suo lungo viaggio, era la seconda volta che si ritrovava con delle persone a viaggiare, non gli piaceva questa situazione, sperava solo che quelle due ragazze se la sapessero cavare. eric non poteva fare a meno di pensare a yera, ricordava nitidamente ogni cosa, tre anni prima viaggiando per le montagne attorno a yera trò un amuleto, l'amuleto di skors, si diceva che tale amuleto fungesse da protezione contro qualsiasi attacco di khai eric quando lo trovò lo prese senza pensarci due volte ma appena lo fece uno strano uomo forse un eremita lo fermò dicendogli che quell' amuleto non era sicuro da portarsi dietro, eric lo ignorò come al suo solito e proseguì per la sua srada. eric dopo aver preso l'amuleto andò a yera, entò in un bar per prendere qualcosa da bere ma si sentiva stravo, era l'effetto dell'amuleto. eric cominciò a impazzire e a diventare violento uccise sei persone i quel bar poi usci fuori distrusse quel maledetto amuleto e tentò di fuggire dall città ma era tardi tutte le autorità lo stavano cercando per avere salva la vita dovette uccidere alcuni soldati, cercava di non imbattersi in uno scontro diretto voleva solo fuggire ma l'uccisione di quei soldati fu inevitabile. eric fuggì in un piccolo vicolo e si accasciò a terra gravemente ferito, fu trovato da una ragazza allora diciassettenne che lo portò in casa sua. eric si svegliò in un letto quella ragazza era li accant......finalmente ti sei ripreso..... disse lei, eric alzo la testa e gli disse..... qual' è il tuo nome?...........jasmine..... rispose la ragazza.
E:grazie jasmine per avermi salvato, ma perchè l'hai fatto?
J:ti ho visto in difficoltà, mi è sembrto giusto farlo....
E:forse meritavo di morire, non di essere salvato
J:non dire così
E:lo dici solo perchè non sai cosa ho fatto
J:si che lo sò, tu sei l'assassino del bar
E:non era mia intenzione farlo, un a-am-amuleto, non è colpa mia, forse non mi crederai
J:io ti credo
E:gezie jasmine
J:e il tuo di nome?
E:eric draven
J: non è sicuro che tu rimanga quì eric devi andartene non devi più farti vedere
E:me ne vado subito
eric ringraziò jasmine, gli disse che non sarebbe ritonato e se ne andò. eric da allora non era mai tornto a yera sulla sua testa c'era una taglia di 80000 corone d'oro. perchè stava tornando a yera? forse era giunto il momento di fare i conti con il suo passato che aveva cancellato e ora riaffiorava: sperava solo che nessuno lo avrebbe riconosciuto, in fondo erano passati tre anni. mentre camminava con le due ragazze non poteva fare a meno di pensare a tutto ciò ma una cosa lo distolse dai suoi pensieri, la foresta, erano arrivati.
Desper si guardava intorno, sapeva che nascosti nel buio c'erano decine di khai.
Poteva percepire la loro presenza, essendo per metà khai. Stringeva forte la sua spada, pronta ad attaccare qualsiasi cosa orrenda che le si piazzasse davanti.
"Che rumore che fanno le mie catene!" pensò "non ci avevo mai fatto caso... Spero di non essere troppo rumorosa e se anche lo fossi giuro che il primo khai che mi trovo davanti lo maciullo!!!" sospirò.
Faceva molto freddo, stava per piovere e lei viaggiava con 2 compagni di cui sapeva a malapena il nome... "buffo" pensò.
Il viaggio continuava in silenzio quando dal folto degli alberi uscirono 3 khai...
"ma guarda un po'!" si disse, estrasse fulminea la spada e si lanciò su uno dei khai.
Lo colpì con fendente al bacino e lo fece cadere con uno sgambetto, roteò la spada e gli moncò la testa. Si risistemò e si voltò verso gli altri, per vedere a che punto erano.
Kire e Shan salirono delle lunghe scale. Arrivati in cima si ritrovarono in un ampio spazio, sembrava quasi un laboratorio. Macchinari d'avanguardia, macchine tecnologicamente avanzate, e molte parsone che lavoravano e correvano in giro senza sosta.
Quel posto era angosciante. Intravide dall'altra parte dell'amio salone due spade...erano identiche...una era la sua.
-Bello vero?-
-Cosa? Piuttosto dimmi dove siamo...-
-Siamo nel mio castello...a qualche migio dal villaggio di Yera- Shan scoppiò in una fragorosa risata
Kire non ne era sorpreso, aveva sempre sospettato che l'uomo fosse malato di mente.
Shan si sipostò verso la bacheca dove erano appoggiate le due spade. Ora che era vicino Kire notava alcune differenze, riconosceva la sua spada.
-Guarda...ora faremo un esperimento...-
-Cosa stai blaterando...di che esperimento parli...-
-Modificherò la struttura delle due spade infondendo in una i poteri della luce e nell'altra quelli dell'oscurità-
-Ma esiste già il neolux...-
-Quello è solo un metallo di scarto, una risorsa temporanea...ma con queste due spade...niente potrà più ostacolare i nostri piani....-
Terminò con un'altra risata diabolica.
L'esperimento cominciò....sebrò un durare in eterno. I colori nella stanza si alternavano, come se ci fosse un arcobaleno. Poi una luce accecante.
Le spade erano ancora li...identiche tranne per la lama. La prima aveva una lama bianche, brillante, come il sole; l'altra aveva una lama scura quasi viola, che non manteneva una forma stabile, mutava in continuazione.
I pensieri nella mente di Kire scorrevano come un fiume in piena...Devo prendere tutte e due le spade e scappare da quì...è troppo pericolosa lasciarle a Shan e ai Maghi di Zael si guardò attorno e vide una finestra...mi spiaccicherò...ma è la mia unica possibilità
Respirò profondamente. Si tolse la giacca nera, si sciolse i capelli. poi si girò verso Shan e disse
La tua ospitalità lascia a desiderare vecchio mio... Quindi....io me ne vado!
Scagliò una magia elementale su Shan e le guardie, che colte di sorpresa non riuscirono a difendersi.
Kire corse verso le spade, ruppe la vertina, avvolse la spada di luce nella sua giacca e se la legò a tracolla, prese la spada i tenebra in mano tenendola pe il manico. Corse fino alla finesta e...si gettò.
Cadde per circa due metri, non era tanto, am quanto bastava per rimanere ferito dalla caduta...corse, corse...e consinuò a correre in direzione di Yera
il bosco era frddo e umido i khai erano ovunque si poteva sentire il loro rivoltante odore, eric faceva strada visto che conoscieva bene quel posto. prima o poi qualche khai sarebbe saltaro fuori per attaccarli, era inevitabile ma non era affatto un problema lui temeva gli alberi, i millenari protettori della foresta, gli alberi non amavano gli intrusi e se qualcosa fosse andato stornto non avrebbero esitato ad attaccare. eric sentì un rumore alle spalle, si girò di scatto e vide tre khai, uno attacco desper un altro la maga e il terzo si dirigeva verso di lui. eroc rimase immobile mentre il khai si avvicinava, l'ignobile creatura gli si portò di fronte con tutta la sua possenza e gli ringhiò in faccia, eric non batte ciglio. il khai elzò una zampa per colpire eric ma lui schivò il colpo come se nulla fosse, il khai stizzito tentò di colpire eric con un colpo di coda raso terra eric lo saltò poi con la solida freddezza prese la spada e con uno scatto andò sotto il collo del khai e li colpì a morte passandolo da parte a parte, estrasse la spada e la rimise dietro la schiena.
Correva...stava correndo a perdifiato. il villaggio non era lontano ma si sentiva già stanco. La sua mente vagava, era stordito, la sue gambe si muovevano per forza d'inerzia. Qualcosa lo rendeva debole...La spada... si disse tra se e se....lei ti sta rendendo debole, ti sta privando delle energie...
Non poteva gettarla via, non poteva permettere che i Maghi di Zael le trovassero e la usassero per i loro sporchi lavori...Pensa Kire, pensa... ma nonostante tutti i suoi sforzi la sua mente si rifiutava di collaborare.
Ho trovato; il fuolard!! srtappò via il foulard dalla manica d se lo legò alla mano sino a formare un rudimentale guanto...speriamo che isoli almeno in parte la spada.....
Era quasi arrivato...alla sua destra c'era un bosco...a sinistra c'era il villaggio...
Avrebbe voluto correre fino al villaggio, ma non riuscì a muoversi. Svenne.
La sua mente rimase vigile per alcuni secondi ancora Spero che qualcuno mi trovi, prima che arrivino quelli di Zael oppure dei Khai...allora serebbe davvero la mia fine...
Erano usciti fuori all'improvviso; tre Khai li avevano attaccati. Meglio...non avrò più tempo per fare stupidi pensieri. E ora vedremo se viaggiare in tre è stata una buona idea o no. Non aveva mai combattuto contro dei Khai, ma non le importava; non aveva paura. Non poteva averne, e doveva vendicare gli abitanti di Galahi. Eric e Desper se la cavavano bene; l'uno era rimasto immobile ad aspettare le mosse del suo avversario, l'altra si era lanciata all'attacco in maniera fulminea. Ailyn vide il terzo Khai avvicinarsi a lei. Sapeva di non avere la forza di Eric e l'abilità di Desper con la spada, quindi doveva giocare sul suo punto forte: la rapidità. Il Khai si lanciò su di lei: lei schivò di lato con un balzo e una capovolta e si rimise in piedi alle sue spalle. Nella sua mente iniziò a tessere l'incantesimo di invisibilità. Il Khai si voltò...la vide...e poi non più. Il suo non era un incantesimo potente, e con persone dotate di poteri magici non funzionava...non sapeva se avrebbe avuto effetto su un Khai, ma a quanto pareva sì, dal momento che non riusciva a vederla. Muovendosi con estrema rapidità ( quanto poteva durare l'incantesimo? Era da così tanto tempo che non lo usava...) gli fu di nuovo alle spalle, estrasse il pugnale e glielo piantò nella nuca. Il Khai emise un verso spaventoso. Eppure non era morto. Ailyn lo colpì di nuovo, questa volta alla schiena, e il Khai si accasciò a terra. Allora la vide e lei se ne accorse (devo perfezionarmi, è durato troppo poco, troppo poco...se fossero stati in due contro di me non ce l'avrei fatta...), ma per lui era troppo tardi, Ailyn gli piantò la piccola lama al neolux nel cuore ( o almeno nel posto in cui credeva che ci fosse il cuore) e fu finita. Dunque...hai vinto. O così sembra. Ma non aveva tempo per mettersi a pensare. Eric e Desper avevano finito i loro avversari senza troppi problemi (hai avuto una giusta intuizione, sono degli ottimi compagni) e stavano pulendo le loro spade. Ailyn fece altrettanto con il suo pugnale. Era quasi sicura che non avrebbero subito altri attacchi dei Khai; il bosco giungeva al termine.
"Siete feriti?" chiese quasi automaticamente agli altri due. Era la domanda che un guaritore doveva sempre fare al termine di una battaglia. Ma le sembrava che nessuno dei due lo fosse. Ma...c'è qualcuno che si lamenta...lo sento...sta soffrendo...devo andare da lui. Forse è stato ferito dai Khai ( e allora in questo caso...devi ucciderlo...) Non capiva se sentiva quei lamenti con le orecchie o con la mente. Non sapeva se anche Desper e Eric li sentivano. Ma disse senza esitazione: "C'è qualcuno che è in pericolo. Io vado a vedere, sono una guaritrice ed è il mio compito curare i feriti. Spero che mi accompagnerete, se ci fossero dei Khai o qualche altra creatura maledetta io...avrò bisogno delle vostre spade" e si mosse senza guardarsi indietro, verso il margine del bosco. Non voleva sapere se Eric e Desper la stavano seguendo. Forse avevano deciso di seguire ognuno la sua strada. Ma lei doveva comunque andare.
Percorreva una strada a lui ignota costeggiando il fiume, ma era sempre meglio che vagare a caso dentro la foresta dove la visuale era notevolmente ridotta.
L'aria era umida e le ossa ne risentivano abbondantemente, di certo costeggiare il fiume non era una buona idea con quel tempo, ma era l'unica cosa a cui aveva pensato per ora.
La notte stava arrivando, doveva trovare un riparo, nei dintorni nulla solo una piccola collina davanti a lui. Il passo si fece sempre piu pesante e improvvisamente tornarono quelle voci a tormentare la sua esistenza.....
[ihihihihihih....... bravo ragazzo...... AHAHAHAHAHAHAHAH] (........) [cosa hai moccioso, hai paura? AHAHAHAHAHAHAH] {..........combatti...............sei il solo.......................nuova era.......................} (cosa volete da me, CHI SIETE!) la sua mente venne avvolta dal vuoto, all'improvviso una nuova inquetante voce si fece strada attraverso il silenzio, giunse tagliente come a voler far scoppiare il cranio. $kusn kranbe gharew tarkarn..... KARARKARN!!$ una frase che fece arrestare il suo viaggio.... *Altri arriveranno a pretendere il tuo sangue..... IL MIO SANGUE!!* divenne sempre più opprimente
$kusn kranbe gharew tarkarn..... KARARKARN!!$ $kusn kranbe gharew tarkarn..... KARARKARN!!$ $kusn kranbe gharew tarkarn..... KARARKARN!!$
Attanagliato da questa cantilena si sentiva debole e stava chinandosi al suolo, stava per perdere i sensi, stava.....
#Non ti ho creato affinche fossi debole! rialzati!#
"AAAAAAAAAAAAAAAAAAARGH" un urlo, le mani che stringono sulla tempia quasi a voler far uscire forzatamente tutto cio che è al suo interno, e poi di nuovo il silenzio. Kragh affannato si rialza da terra e riprende il viaggio, nell'aria oltre alla persistente umidità ora avverte qualcosa di diverso, odore di morte..... odore di khai! Affretto il passo, vide in lontananza un piccolo villaggio; mentre proseguiva verso di esso le sue lame iniziarono a risplendere, quasi a voler chiamare qualcosa... qualcuno.....
Il suo sguardo venne attirato dalla vista di un uomo non molto distante dal villaggio, accasciato al suolo, più si avvicinava e più le lame emettevano bagliore.
decise di controllare, seppure con sospetto di cosa si trattava..
"qualcuno in pericolo?" Desper non capiva, come faceva a sapere che c'era qualcuno in pericolo? Dovevano essere cose da mago, ma all'improvviso si rese conto che la ragazza stava correndo via. La inseguì, manteneva sempre la parola data e lei aveva promesso di accompagnarla a Yera e così avrebbe fatto...Improvvisamente si fermò, si voltò verso il ragazzo e chiese:-tu hai intenzione di seguirla?- mentre aspettava la risposta mille pensieri le si affollarono in testa... "Possibile che io non riesca più a vivere in solitudine? Non conosco neanche queste persone, ma ho quasi paura che mi lascino sola... Cosa mi sta succedendo? C'è qualcosa di più grande di tutti noi in gioco? Perchè penso a tutto questo ora?" un lampo squarciò il cielo e fu seguito un potente tuono....
Iniziò a piovere e loro erano ancora in una foresta infestata da khai e dio solo sa quali altre creature...
ailin era corsa via, ........qualcuno in pericolo?........pensò eric, desper gli chiese se anche lui l'avrebbe seguita...... non mi interessa se qualcuno è in periolo ma visto che a viera che ho promesso ad ailyn che l'avrei portata a yera non credo di avere altra sciela........ così anche eric si mise a correre per uscire dal bosco......qualcuno in pericolo? perchè quella maga non si fa gi affari suoi, non possiamo permetteri di perdere tempo yera potrebbe non esistere già più, devo uscire da questa foresta prima che gli alberi si accorgano della nostra presenza..... tutti questi pensieri affollavano la mente di eric, ma ecco! vedeva l'uscita della foreste, ailyn era li insieme ad un uomo ferito ed ad un altro tizio, eric si fermò di fonte a loro senza dire una parola. si guardò intorno, vide una spada luminesciente.......ed ora quella che cos'è..... pensò eric. ......non cè tempo per stare qui cura quell' uomo e andiamo a yera!..... disse rivolgendosi ad ailyn.
Raggiunse Ailyn e vide che era insieme ad altra gente...
-che diavolo...- borbottò.
"Come aveva fatto a sapere che quell'uomo era ferito?" si chiese Desper.
Erano cose che non capiva: stare con altra gente, socializzare... Erano cose della sua vita passata di cui non aveva memoria.
Aveva commesso di nuovo lo stesso errore: uscire allo scoperto senza pensare alle conseguenze, come avrebbero reagito al suo aspetto?
Cautamente chiese ad Ailyn:-chi sono questi 2?-
Si sentiva già gli occhi puntati addosso, immaginava già cosa avrebbero pensato ed era sicura della loro reazione: altri 2 che avrebbero tentato di ucciderla...
Kire era disteso in mezzo alla radura, al limitare del bosco e a poca distanza da Yera. Aprii gli occhi, la sua vista era offuscata, non vedeva bene. Tentò di alzarsi, barcollò per alcuni istanti.
Gli parve di vedere delle persone, ma non riusciva a capire se erano li per catturarlo o no.
-Shan!! Non mi prenderai...- gridò...
Era confuso, gli si presentavano alla mente dei ricordi...vide dinanzi a se una ragazza
-Rena?!- non capiva se la visione era reale oppure no. Improvvisamente la sua vista cominciò a schiarirsie si accorse che davvero c'era una ragazza davnti a se, anzi c'erano anche altre tre persone.
Strinse la spada oscura con la mano...era pronto per combattere, la sua mente era oscurata per colpa della spada, credeva di avere davanti dei seguaci di Zael.
Stava per scagliarsi all'attacco, ma svenne nuovamente. Quella spada che stringeva con tanto accanimento gli aveva rosciugato quasi del tutto le forze...
...Shan...ti...odio per quello che hai fatto.... disse con le sue ultime forze...
sperava in cuor suo che quelle persone fossero li per salvarlo e non per riportarlo dal castello...
Eric e Desper avevano deciso di seguirla. Forse, come lei, non aevano più niente da perdere. Ailyn uscì dal bosco; sentiva quei lamenti sempre più vicini. Sono nella mia mente, pensò. Gli altri non li sentono. In lontananza, vide qualcuno a terra. E' lui; è lui che mi chiama, che ha bisogno di me. E affrettò il passo. Ma mentre si avvicinava, si rese conto che non era la sola ad essersi accorta di lui. Qualcun altro si stava avvicinando. La prima cosa che notò era la sua altezza. Doveva superarla di circa quaranta centimentri. Un gigante...? Le vennero in mente le favole che qualcuno le aveva raccontato quando era bambina, nel palazzo della Gilda. Non pensare idiozie, Ailyn. Cerca piuttosto di capire che intenzioni ha. Si avvicinò ancora. Ora poteva vedere meglio la figura a terra: era un ragazzo sui venticinque anni, con i capelli lunghi, del colore del rame. Stava sussurando qualcosa...Ti odio per quello che hai fatto...Poi perse completamente i sensi. Sembrava ferito alle gambe. I Khai? Erano stati i Khai a ridurlo così? Devi ucciderlo, se sono stati i Khai devi ucciderlo....E vedrai altro sangue...BASTA! Non doveva lasciarsi prendere dalle emozioni. Sii razionale, sii razionale. Intanto l'altro uomo si stava avvicinando. Ailyn si voltò indietro per controllare dov'erano Eric e Desper. Sì, erano dietro di lei. Se quell'uomo voleva attaccarli, avrebbe trovato pane per i suoi denti. In tre contro uno...non avrebbero avuto problemi. Aveva iniziato anche a piovere. Ailyn si avvolse meglio nel suo mantello, e si chinò sul ragazzo. E una luce...l'accecò. E adesso cosa diavolo...Una spada. Aveva con sè una spada la cui lama emanava un bagliore soprannaturale. Questo non è neolux...eppure la lama è intessuta di incantesimi...incantesimi di luce...Poteva sentire il potere della spada; era una cosa che non le era mai accaduta prima, e ne ebbe paura. Avrebbe voluto allontanarsi...ma c'era ancora qualcos'altro. Un'altra spada, e , se possibile, ancora più strana della prima. La lama era del colore del cielo notturno. Un incantesimo dell'oscurità! Si alzò di scatto. Quel ragazzo era un discepolo dei maghi di Zael! Solo a zael si usava quel tipo di magia, non c'erano altre spiegazioni. E ora...cosa avrebbe dovuto fare? Si accorse all'improvviso che l'altro uomo, quello che aveva visto da lontano ( il gigante, pensò involontariamente) era di fronte a lei e osservava il ragazzo a terra. Aveva dei guanti dotati di lame, e quelle lame brillavano. Sembrava che reagissero alle due spade...Non sapeva più cosa pensare. Un altro mago di Zael? Come si era trovata in mezzo a tutto ciò?
"Cura quell'uomo e andiamo a Yera", la voe di Eric risuonò come proveniente da un altro mondo. Già...Yera. Lo scopo per cui si erano messi in cammino...ma il villaggio, poteva vederlo in lontananza, sembrava che non fosse stato ancora attaccato. Poteva attendere. Ora c'era qualcosa di molto più importante: un mago di Zael ferito. L'uomo alto continuava a fissare il ragazzo in silenzio. Lo guardò in faccia, e un brivido le percorse la schiena. Questo non è umano, pensò, e aveva la stessa consapevolezza di quando aveva capito che Desper non era un Khai. Si voltò verso Eric.
"Eric, Yera...mi sembra in salvo, per ora, e forse può aspettare. Ma...credo che questo sia un discepolo dei maghi di Zael. Vieni e osserva" e gli indicò le due spade. Intanto si chideva cosa stesse pensando il gigante (smettila di pensare alle favole, smettila!), che era ancora in silenzio. Le faceva stranamente paura, anche se non sembrava che volesse attaccarli. Sembrava interessato solo alle spade.
"Chi sono questi due?" Anche Desper si era avvicinata.
Vorrei saperlo, pensò Ailyn.
"Quello a terra...credo sia un mago di Zael. Ha con sè due spade, entrambe dotate di poteri molto forti, che solo a Zael sarebbero in grado di creare. Guarda tu stessa. Riguardo all'altro...forse dovresti chiederlo a lui."E guardò di nuovo il gigante(basta, basta, non chiamarlo così!). E di nuvo ebbe paura di lui.
Eric si era chinato sul ragazzo dai capelli rossi.Ailyn notò che si era fasciato la mano con cui reggeva una delle due spade. Perchè? ,si chiese. E poi un'altra domanda. Devo curare le sue ferite? Se non lo faccio subito, potrebbe morire. Ma non sapeva cosa fare, ed era attanagliata dai dubbi. Continuava a piovere. Decise di aspettare per sentire il parere di Eric e Desper. E credi che ne possano capire più di te che sei una maga? Forse non potevano, ma non voleva prendere da sola quella decisione, le sembrava troppo grande. Gocce di pioggia battevano violentemente sul suo mantello.
Kire sentiva le persone accanto a lui...si ricordava quello che gli avevano insegnato Dove? si chiese....un'altra domanda senza risposta.
La voce di un uomo gli risuonava nella mente...gli diceva cose strane...Zael, Shan e Rena...e lui...erano in qualche modo legati...ma come?? ancora domande senza risposta...
Cercò di aprire gli occhi ma non ci riusciva....cercò invece di pensare, pensare in modo che qualcuno potesse sentirlo....sperava che qualcuno di quegli estranei potesse recepire il suo messaggio
Si concentrò...Aiutatemi...non voglio farvi del male. Dovete aiutarmi, quelli di Zael e Shan mi stanno cercando...dovete aiutarmi...ora non gli restava che sperare...sperare che qualcuno avesse il potere di leggere i pensieri...
eric si avvicinò al ragazzo a terra lo guardò per un momento poi lo prese per i capelli per alzargli la testa.......un mago di zael? non mi posso certo definire un esperto ma, gurdando così a prima vista è probabile...... lasciò andare la testa dell uomo e guardo ailyn.......yera è salva hai ragione, per ora almeno....... eric si girò e vide desper che si avvicinava.......desper! vieni! dimmi un pò secondo te chi è quest' uomo?..... ericfu attirato nuovamente dalla spada era viola e continuava a cambiare forma.......magia delle tenebre, chi è quest'uomo...... pensò eric. non riuscive a distogliere lo sguardo da quella spada lo affacinava e lo ipnotizzava allo stesso voleva distogliere lo sguardo ma non ci riusciva, era attirato da quell' arma. eric sentì un fischio nella testa, sempre più forte, non riusciva più a resister, strizzo gli occhi, si alzò in piedi velocemente e fece qualche passo indietro barcollando. quella spada gli stava facendo venire in mente tutti i pensieri che aveva rimosso, tutte le cose terribili, tristi e dolorose che gli erano successe riaffioravano nella sua mente, era insopportabile....... andate via!!! via!!! basta!!! ahhhh!!!!....... si mise tutte e due le mano nei capelli e cadde in ginocchio rannicchiato.......no!!! no!!! non è colpa mia!!! non sono stato io!!!!....... ora il fischio era sostituito da una voce.....assassino, mostro........ continuava aripetere quella voce nella sua mente....... lei è morta, è colpa tua...... la voce non voleva andarsene. eric non ne poteva più la sua testa stava esplodendo......bastaaaaaaaaa!!!!!!!....... eric diede un pugno a terra. tutto ad un tratto le voci scomparvero, eric si alzò ancora barcollando, si avvicino al ragazzo a terra e diede un calcio alla spada......chi è quest'uomo?!
Giunto nei pressi di dell'uomo le sue spade ormai erano di una luce bianca intensa, quasi accecante, ma Kragh non ci fece caso. Davanti a lui ora c'era quest'uomo dai capelli rossi che impugnava due spade.... una come le sue lame! un altra nera di un buio sinitro al quale non sapeva dare spiegazioni.
Davanti a lui oltre a quell'uomo altre persone, una ragazza dai capelli argentati, uno ragazzo dai capelli neri che si stava comportanto in strana maniera e...... per un attimo si sbalordi della sua vista un ragazza che sembrava un khai, ma non lo era... non percepiva il loro odore. Il suo sguardo viene subito riattirato dal ragazzo e dalle sue spade...
[prendi le spade, uccidili tutti! conquista la città!!] {quell'uomo ci serve vivo, lui puo aiutarci} #SCAPPA, PRESTO ARRIVERANNO KHAI!# [UCCIDILI!] #nasconditi! fa come ti ho insegnato! SCAPPAA!# $fhag ushs GHASJ$ {devi sapere cosa sa quell'uomo] (STATE ZITTI! ANDATE VIA DA ME! CHE COSA VOLETE, COSA VOLETE!!!!!) #prendi le lame e scappa!# $ghak juhh bksa$ [uccidili tutti......... AHAHAHAHAHAHAHAH]
I suoi pensieri vennero distolti da quel ragazzo dai capelli neri che si stava comportando in una strana maniera mentre osservava la lama nera. Capii che quella spada andava distrutta, loro discutevano su Yera, forse era quel villaggio poco distante. Prese la spada dalle mani del ragazzo la poso a terra senza dir niente agli altri e con una antica formula dissolse quella spada in polvere, neanche lui si ricordava questa formula, non sapeva nemmeno chi fosse. Ma quel ragazzo in qualche modo aveva risvegliato qualcosa in lui, nella sua memoria. Prende il ragazzo sollevandolo per un fianco, assicura l'altra spada bianca al ragazzo e inizia a pensare una magia mentalmente. "lui viene con me......" Detto questo sparisce usando una magia di basso livello di spostamento temporale e si ritrova alle porte del villaggio di Yera.
Kragh entra nel villaggio in cerca di una locanda e vide in quella che doveva essere la piazza locale una piccola locanda, la gente del luogo guardava con sospetto lui e il ragazzo, ma sopratutto sembravano spaventati dalle loro lame che continuavano ad emettere un bianco bagliore. A lui non iteressava, voleva solo sapere di piu su quelle lame, e aveva bisogno di quel ragazzo. Entrò nella locanda e il continuo vociare si interruppe al loro ingresso, avevano gli occhi di tutti puntati contro....
"Oste.... una stanza...." da quanto tempo non dormiva in un villaggio? troppo, per quel poco di cui si ricorda.
"Mi spiace ma non accettiamo stranieri come voi qui" disse l'oste con voce tremante
"......una stanza...." ripete Kragh, i suoi grigi occhi fissavano il volto dell'oste nel quale notava un espressione mista fra la paura e la curiosità
"ecco.... noi....."
[........uccidili...........]
"UNA STANZA!!!!" la sua voce tuono nel silenzio della locanda, il suo volto era cambiato, dall'espressione calma di un uomo a quella di un furioso assassino
{.........non creare altri guai.......} posa sul bancone alcune monete d'argento, la sua faccia ora aveva assunto un espressione rassicurante. L'oste alla vista di quelle monete e al cambiamento improvviso di quello strano uomo poso la chiave sul bancone senza pensarci sopra due volte, poi un po titubante prese i soldi e accostandosi lontano dal bancone inizio a contarli.
Kragh salì in stanza portandosi dietro di se il ragazzo, era pesante lui assieme a quella spada, per questo ci mise un pò per salire tutta la scalinata che conduceva alle stanze. Entro nella stanza corrispondente al numero inciso sulla chiave e gettò il ragazzo sul letto, prese una sedia e si appoggiò di fianco alla finestra ad osservare il cielo.... ora fuori pioveva...... si perse in mille pensieri....
Quando Kire riprese i sensi si ritrovò in una stanza di una locanda. Istintivamente strinse la mano con il foulard...non sentiva più la spada.
Che diavolo?!....la lama oscura...non c'è più... era preoccupato...non ricordava che cosa fosse successo. La stanza era fredda, fuori pioveva...la vista era ancora offuscata, ma distingueva bene le persone.
C'era qualcuno con lui nella stanza. Era vicino alla finestra...stava guardando il celo...
Chi è quest uomo...dove sono le altre persone che avevo visto prima di svenire... il pensiero che cuell'uomo avesse ucciso quelle persone innocenti lo faceva sbollire di rabbia...cercò però di mantenere la calma.
-Chi sei?- disse con il tono più calmo che riuscì a trovare
Senza aspettare la sua risposta pose subito un'altra domanda
-Sei delle legioni di Zael? Ti ha mandato quì Shan, vero? Cosa ne hai fatto della lama oscura? queste erano solo poche delle domande che aveva in mente, ma che non riuscì a dire...
Cosa sarebbe accaduto ora?
-Non so se è un mago di Zael, però possiamo curarlo e scoprirlo!- disse, ma subito dopo Eric iniziò a comportarsi in maniera strana. Riconobbe quello sguardo nei suoi occhi e disse:- che cosa ti dicevo? Nessuno può cancellare le sue colpe, sei un illuso se speri di farlo!- poi, improvvisamente il ragazzo alto raccolse quello svenuto e sparì. "questa poi!" si rivolse a Eric ed Ailyn e disse:- dobbiamo seguirlo, forse quello era un mago di Zael e se lo era poteva dirci qualcosa su quelle maledette spade!!- attese una rispota mentre la tempesta infuriava sempre più forte. Parlò ancora:-Dobbiamo restare uniti, non possiamo dividerci proprio ora. è in gioco qualcosa di più grande di noi e dobbiamo arrivare in fondo alla questione... Vi prego di ascoltarmi, non vi sto chiedendo di diventare amici o roba simile, vi sto chiedendo unione, coesione. Se qualcuno sta tramando qualcosa dobbiamo fermarlo, non ci dobbiamo arrendere...- si fermò, era stupita di quello che aveva detto, non sapeva nemmeno se erano tutte parole sue, ma sapeva che non si sbagliava; stava accadendo qualcosa di inspiegabile e quello che serviva era unione.
Non aveva intenzione di sentirsi dire dei no e inconsapevolmente sperava con tutta sè stessa che quei 2 compagni di viaggio approvassero.
Le tremavano un po' le gambe, temeva in un rifiuto proprio ora che si sentiva accettata da qualcuno per quello che era.
Forse voleva anche essere loro amica, ma non lo sapeva. Non sapeva niente.
Non sapeva ciò che voleva, nè perchè avesse detto quelle parole. Sapeva solo che era la verità e che non avrebbe accettato un no!
andare a yera..... pendava eric. prima o poi avrebbe dovuto affrontare il suo passato, non voleva farlo ma doveva, poi pensò.....jasmine..... eric voleva rivederla chissà se abitava ancora yera? eric aveva deciso doveva andare a yera doveva scoprire chi era quell' uomo e soprattuttosapere cos'erano quella spade che gli avevano fatto ricordare il passato. non c'era più nessun motivo per continuare a viaggiare con desper e ailyn ma qualcosa dentro di lui gli diceva che quelle due ragazze erano legate a lui in qualche modo. non si era ripreso ancora del tutto dall'esperienza appena vissuta ma aveva viaggiato già molte volte in condizioni peggiori quindi non c'era nessun problema. tutto ad un tratto eri sentì un rumore alle sue spalle, un khai! li aveva seguiti fuori del bosco, con tutto iltrambusto non se ne erano accorti. quel khai era enorme e correva ruggendo verso le ragazze che erano disorientate eric si mise di fronte al khai, estrasse la spada e la tagliò letteralmente in due. dopo aver ucciso il khai eri si girò verso desper e gli disse......va bene, a yhera!.... vieni con noi ailyn....
Scomparso...il gigante se n'era andato chissà dove, e si era porato via anche il ragazzo e la spada di luce. Un incantesimo spazio - temporale; solo i maghi esperti erano in grado di usare quel tipo di magia. Un'altra diavoleria di quelli di Zael, senza dubbio un altro dei loro dannati esperimenti. Non gli era bastato distruggere mezzo mondo, dare vita a delle creature mostruose e senz'anima e far sì che gli abitanti di Vandel vivessero costantemente presi dal terrore; ora si stavano inventando qualcos'altro. Bastardi, dannati bastardi. E l'effetto delle loro maledettissime armi...l'aveva visto su Eric. Quando aveva guardato la spada oscura aveva avuto delle visioni...o chissà che altro; sembrava in preda alla follia; si era alzato barcollando. E poi il gigante aveva distrutto la spada. Ma...perchè? Non aveva senso.
Pioveva e pioveva.
Poi le parole di Desper: Ci sono in gioco cose più grandi di noi...ci vuole coesione.Non dobbiamo arrenderci. Un Khai fu improvvisamente davanti a lei...Eric si frappose e lo eliminò con la sua spada. Altro sangue...Eric aveva accettato la proposta di Desper.
Gli eventi si sucedevano uno dopo l'altro davanti a lei, le scivolavano addosso come le gocce di pioggia. E ora cosa avrebbe dovuto fare?
Rimase in silenzio. Sapeva che Eric e Desper aspettavano una risposta, ma le parole non uscivano dalla sua bocca. Fidarsi...di loro?No, era escluso. Non ti sei mai fidata di nessuno; trova un valido motivo per farlo adesso. Non lo trovò.
"Mi dispiace, ragazzi. Io sono fuori da tutto questo. Ne ho già passate abbastanza" sussurrò. Ma gli altri non l'avevano sentita. Dai, abbi il coraggio di dirlo più forte!
Ma non lo fece. Invece si chiese: cos'avrebbe voluto Renth? Lui cos'avrebbe fatto?
Lui era andato in fondo alle cose, e l'aveva fatto da solo. Lei aveva due compagni e voleva tirarsi indietro? E aveva la presunzione di dire che Renth era stato il suo padre adottivo? Come i padri lasciano in eredità ai figli i loro beni, forse Renth...mi ha lasciato in eredità il compito di mettere fine a tutto questo. Lui vorrebbe questo...Se accetterai, dovrai affrontare di nuovo tutti i tuoi ricordi, dovrai tornare a convivere con i tuoi sensi di colpa! Lo so, ma non posso deluderlo. Non posso.
"Desper...forse hai ragione. Ma non so se saremo in grado di affrontare quello che ci troveremo davanti. Io conoscevo una persona, molto tempo fa...era un mago dai poteri infinitamente più grandi dei miei, e molto più esperto di me. Lui cercò di scoprire un modo per mettere fine al potere di Zael, ma...nessuno ha mai saputo che fne abbia fatto. Comunque, io voglio tentare, sono stanca di vivere di angoscia e terrore e non voglio più vedere sofferenza intorno a me. Nessuno merita di vivere come sta vivendo ora la gente del nostro mondo. Sono con voi."
E quando disse quell'ultima frase, sentì che stava mettendo la sua vita nelle mani di quelle due persone coosciute per caso, e che loro stavano facendo lo stesso, e seppe che da quel momento tutto sarebbe cambiato per lei, forse in meglio, forse in peggio.
"Dobbiamo andare a Yera, certo. Devo parlare con il capovillaggio, devo avvisarlo che ci sono gruppi di Khai in questa zona. E bisogna trovare un modo per avvisare anche gli altri villaggi. Ci penseremo strada facendo."
Guardò Eric. " Ma prima...Eric devo capire quallo che ti è successo quando hai guardato la spada oscura. Mi è necessario per cercare di comprendere che tipo di incantesimo è stato usato per crearla." E per sapere se sei davvero in grado di proseguire fino a Yera, o sei ancora troppo debole e sconvolto, ma il tuo caratterere freddo e orgoglioso ti impedisce di dircelo, pensò senza dirlo.
"Lascia che io ti esamini con la mia magia."
E si avvicinò a lui.
non toccarmi maga!!! tieni la tua magia lontano da me!! per oggi ne ho avuto anche troppo di stupidi incantesimi!! son in grado di arrivare a yera senza nessun problema, questa la cosa che conta...... eric non voleva che ailyn usasse la sua magia su di lui, sapeva che era per aiutarlo ma non voleva che lei e desper sapessero chi era realmente e cosa aveva fatto in passato, aveva paura che ailyn avrebe letto i sui pensier, i suoi ricordi, ed eric non voleva sarebbe stato molto meglio per tutti non sapere nulla. il suo passato prima o poi sarebbe riaffiorato, ora stava andando a yera, era solo il primo passo. i tre si misero in cammino, era distava solo un oretta di cammino, eric per tutto il tempo fu distante non poteva fare a meno di pensare a yera e a jasmine, stava infrangendo la promessa che gli aveva fatto......non ritornerò più a yera per il bene di tutti, te lo prometto....... questo aveva detto quella sera a jasmine prima di andarsene. ecco, yera, era li davanti ai suoi occhi era giunto il momento di entrare e affrontare una piccola parte del suo passato. prima di entrare eric si rivolse ad ailyn.....scusa se prima sono stato duro con te ma..... non importa, entriamo....
Orgoglioso! Stupido uomo orgoglioso! Non hai neanche idea di che effetti tremendi possono avere sulle persone le magie dell'oscurità! Mah...fa' come vuoi, pensò Ailyn quando Eric si allontanò bruscamente da lei. Per il momento non aveva intenzione di insistere, ma ne avrebbero riparlato. Doveva andare a fondo a quella questione della spada, e dal momento che era andata distrutta e quei due individui ( il gigante e il ragazzo) erano scomparsi e forse non avrebbe mai più avuto occasione di incontrarli, Eric, anzi, la mente di Eric, era l'unico mezzo per saperne di più. Vedi? Avevi intenzione di fidarti di loro? Stupida! Chissà Eric cosa nasconde, cosa non vuole che tu sappia!
Vide che Eric e Desper si erano già rimessi in cammino in direzione di Yera, e li seguì. Non ci furono parole tra di loro in quell'ora di cammino; proseguivano in silenzio, ognuno assorto nei suoi pensieri. Eric in particolare le sembrava molto tormentato, come se una scelta o un dubbio atroce gravasse su di lui. Forse è ancora l'effetto della spada oscura. Ti avrei aiutato se me ne avessi dato la possibilità, pensò con rabbia. Perchè ti interessi del suo stato d'animo? ha fatto la sua scelta, non vuole essere aiutato. Decise di smettere di pensare e si chiuse completamente in sè stessa. La pioggia continuava acadere violenta; si strinse meglio nel suo mantello.
SEmbrò passata un'eternità quando finalmente giunsero alle porte di Yera; invece era passata non più di un'ora; ancora non albeggiava. Fu allora che Eric le si avvicinò e le chiese scusa per il suo comportamento. Pensa che tu ci sia rimasta male, che tu ti sia interessata di lui! Metti in chiaro le cose, Ailyn!
"Eric, che questo ti sia chiaro.", gli rispose. " L'unico motivo per cui ti ho chiesto di lasciarti esaminare è perchè devo saperne di più sulla spada oscura. Non mi interessa quello che nascondi, non mi interessa nient'altro che quella spada. E ti esaminerò. Non ora, ma lo farò. Con o contro la tua volontà", la sua voce era calma, ma dentro di sè era ancora nervosa, arrabbiata con Eric e con sè stessa. Non aspettò una sua risposta (non era il momento di fare questioni), e fece qualche passo in avanti.
All'entrata del villaggio c'erano due contadini che facevano il turno notturno di guardia. Ailyn si rivolse a Eric e Desper.
"Aspettatemi un attimo qui; vado a parlare con le guardie. Di solito a Yera non vedono di buon occhio gli stranieri, soprattutto se si presentano a quest'ora di notte. Ma a me...mi conoscono molto bene e si fidano. Se gli spiego che siete con me ci faranno entrare senza problemi. E...", si fermò un attimo prima di dire quell'ultima cosa. Non era piacevole da dire nè da sentirsi dire, ma doveva farlo. "Desper, ti prego...cerca di coprirti il più possibile con il mantello...non so come potrebbero regire gli abitanti di Yera se vedessero che aspetto hai." Sapeva che le aveva detto una cosa crudele, che aveva sottolineato la sua diversità, ma era necessario. Avevano già avuto abbastanza guai in quella giornata, ci mancava solo che qualcuno nel villaggio la scambiasse per un Khai e l'attaccase. Ancora una volta provò pietà per lei.
Lasciò indietro di qualche passo Desper e Eric e si avvicinò ai contadini. I due la guardarono con sospetto.
"Farrel, Grey...sono io, Ailyn", e si tolse il cappuccio del mantello; i suoi capelli argentati, bagnati di pioggia, le ricaddero sulle spalle.
Uno dei due le rispose.
"Ailyn! Ma che fai di nuovo qui? Sei andata via appena stamattina...E hai attraversato la foresta di notte? Perchè?"
"Devo parlare urgentemente con il capovillaggio Hetan. Ti prego, Gray, vai ad avvisarlo che mi recherò subito da lui."
L'uomo che era rimasto in silenzio si inoltrò velocemente per le strade di Yera.
L'altro aveva assunto un'espressione spaventata.
"Che sta succedendo, Ailyn? Stanotte...si è già presentato qualcun'altro qui a Yera, un po' più di un oretta fa. Di solito la gente non viaggia mai di notte. C'è qualcosa che non va, è così, vero?"
Qualcun altro? No...non poteva essere...!
"Chi, Farrel, chi è venuto? E dov'è adesso? Dimmelo, presto!"
L'uomo sembrava sempre più spaventato.
"Erano in due, uno molto alto che portava in braccio l'altro, privo di sensi. Sembrava gravemente ferito, per quasto io e Gray li abbiamo fatti passare senza creargli problemi. Ora credo che siano alla locanda...Abbiamo sbagliato? Ailyn, che succede?
Ailyn era senza parole. Quei due...erano a Yera! Perchè erano lì? Se erano maghi di Zael...sarebbero potuti andare al fortino di Glode, lì vicino, o teletrasportarsi direttamente a Caer...Altre domande senza risposta.
"Ne parlerò con il capovillaggio, e lui deciderà cosa riferirvi. Fammi entrare, ora. " Si voltò indietro e indicò Eric e Desper. "E quei due, sono con me. Vi potete fidare di loro come vi fidate di me. Senza il loro aiuto non avrei raggiunto viva il villaggio, credimi."
Farrel fece un cenno d'assenso. " Va...bene."
Ailyn si avvicinò ai suoi due compagni, e sussurrò:
"Avete sentito? Quei due sono alla locanda. Penso che dovremmo farci quattro chiacchiere...ma non ora. Siamo stanchi e loro non si muoveranno, almeno fino a domani, perchè il ragazzo con i capelli rossi era ferito e non poteva viaggiare. Prendete una stanza alla locanda; dite che state con me e non vi daranno problemi. Mangiate e riposatevi, " soprattutto tu, Eric, che ne hai particolarmente bisogno, avrebbe voluto dire ma non lo fece. Orgoglioso com'è, se gli dicessi queste parole sarebbe capace doi non mangiare e non dormire per due giorni! " e...fatevi dire la stanza in cui sono quei due individui, e cercate di tenerla d'occhio. Ma per favore, aspettatemi prima di fare qualunque mossa. Non attaccateli: almeno uno dei due è un mago molto potente e se ci fosse uno scontro potrebbe accadere qualosa agli abitanti di Yera. "
Fece una piccola pausa.
"Io devo parlare subito con il capovillaggio, non posso riposare. Vi raggiungerò più tardi alla locanda. "
Detto questo li guardò per un attimo negli occhi, poi si voltò e si diresse verso la strada in cui si trovava la casa di Hetan.
ailyn ando dal capovillaggio.......su desper andiamo....... eri cominciò a camminare seguito da desper che si era coperta per non dare nell' occhio. passarono davanti ale guardie eric abbassò la testa per non farsi riconosciere, le guardie lo guardarono, l'vevano forse riconosciuto?.......la spada!.... pensò eric, il suo enorme spadone, forse l'avevano riconosciuto, è un arma molto particolare difficile da togliere dalla mente, forse con le tenebre sarebbe passato inosservato. le guardie si guardarono e una prlò nell'orecchi all'altra......seguimi desper...... eric affrettò il passo e svoltò in un vicolo, continuò a camminare, conoscieva quelle strade quei vicoli, se ben ricordava non molto lontano c'era una locanda, eric si fermò un attimo per ricordare la strada, metre si guardava intorno vide la sua sua foto su un muro....ricercato, 80000 monete d'oro..... eric strappò il cartello senza dare troppo nell'occhio, non voleva farsi notare da desper. eric riprese a camminare e arrivò alla locanda. entò e si avvicinò al locandaire
L: buona sera, desiderate?
E: una stanza, per questa notte
L: ecco quì ce nè proprio una disponibile.... la numero 6
E: bene, ci porti la cena in stanza
L: si, ma cè la sala da pranzo non preferite...
E: in stanza!
L: come vuole... ha bisogno di qualcos'altro?
E: due uomini, uno alto e l'altro ferito, alloggiano quì?
L: si sono andati in stanza un ora fa.
E: bene...
L: mi serve uno dei vostri nomi prima di darvi la stanza
E: jazh drevert
L: molto bene la cena arriverà a momenti
E: salderò il conto domani
eric sali in stanza seguito da desper, non aveva dato ul suo vero nome non era prudente. entrato si tolse la giacca, appoggiò la spada al muro e si sedette sul letto apettando la cena. dopo dieci minuti bussarono alla porta eric andò ad aprire, prese i due piatti senza far entrare il locandiera in stanza, diede un piatto a desper........tieni desper, sebra buono, ahh l'ho sognato unpasto del genere, è dadue giorni che non mangio e da un mese che non faccio un pasto come si deve...... eric si mise sul letto e iniziò a mangiare.
Kire si era alzato al letto in cui era seduto...che cosa stava accadendo...perchè tutto era così complicato...chi era quell'uomo, quella cosa che era li davanti alla finestra.
Kire voleva andarsene, voleva fuggire da li, fuggira da quella stanza. Per andare dove...
Perchè...perchè la lama oscura non è quì....che fine ha fatto.... pensò....
Delle voci si insinuarono nella sua mente, qualcuno parlava con lui telepaticamnete....ma chi era?
...fai come ti ho insegnato...usa le telepatia...fuggi.... quella voce mentale, l'aveva già udita altre volte...che fosse Shan?? No, non avrebbe avuto motivo per aiutarlo...ma allora chi?
Si fece coraggio...sperò che qualcuno lo potesse udire...sperò e cominciò...
-Qualcuno può sentirmi?...Aiuto...sono in una locanda con una spece di "gigante"...tiratemi fuori da quì...
Per un attimo sperò quasi che anche Shan avesse recepito quel messaggio...non gli importava chi fosse venuto in suo soccorso....bastav che lo portasse fuori di li e lontano da quello strano uomo....
Perso negli svariati pensieri che affollavano la sua mente, Kragh si ritrovò ad osservare la pioggia attraverso quella fredda stanza. Improvvisamente il suo continuo pensare venne distolto dal ragazzo, si era ripreso incredibilmente in fretta.
"chi sei?" disse.
Cosa rispondergli? Come rispondergli, e se forse lui era un nemico? come mai aveva le sue stesse lame? voleva sapere
"Sei delle legioni di Zael? Ti ha mandato quì Shan, vero? Cosa ne hai fatto della lama oscura?" disse il ragazzo.
Kragh lo scrutò per un po senza dir nulla, poi estrasse da dietro alla schiena le sue lame e le avvicino a quella del ragazzo. Le lame ripresero a emettere quel bianco bagliore che illuminava la stanza intensamente, le allontanò e se le posò lontane da quella spada.
"chi sono?..... non lo so....." la sua voce era carica di tristezza
"non preoccuparti per quella spada, l'ho distrutta...... ma voglio sapere cosa sono. devi dirmi quello che sai!"
"Chi è questo Shan? un tuo amico? ti ha dato lui le spade? tu mi conosci?" si agitò improvvisamente.
{attento, sa usando la telepatia per chiamare qualcuno..... forse rinforzi....}[io l'avevo detto... uccidilo ora presto!]
"VOGLIO SAPERE TUTTO SU QUESTE LAME! PARLA!" la sua voce era carica di rabbia ora.
La tempesta proseguiva fuori dalla stanza, mentre al suo interno ora solo lo scroscio della pioggia interrompeva quel silenzio che si era venuto a creare.
Kragh tento di scrutare la mente del ragazzo tramite lo sguardo, ma non riusci a leggervi nulla che lo poteva riguardare, penso che forse aveva qualche protezione addosso ed attese le risposte del ragazzo lottando contro se stesso per non perdere il controllo.
Avevano detto di sì, erano rin lei... Si accorse che era stranamente felice...
Erano arrivati a Yera, stava filando tutto liscio anche se si era accorta che c'era qualcosa di strano legato a Eric, stava pensando giusto a questo quando lui la distrasse porgendole un piatto... -Io...- iniziò lei, aveva qualche problema nel dirlo, ma poi si fece forza e disse:- Io volevo ringraziarvi, nessuno mi aveva mai trattata come... come... un essere umano con dei sentimenti... Grazie!-
Stava per mettersi a mangiare, ma esitò un attimo... guardò per un secondo Eric assorto nei suoi pensieri, poi disse quasi sossurrando:-Ora dovrei scoprirmi il volto per riuscire a mangiare... Ti prego di non farti impressionare dai miei occhi o dai miei denti...- Attendeva una risposta mentre guardava la finestra rigata dalla pioggia e pensava "chissà quei 2 strani tipi dove stanno!"
desper lo stava ringraziando era da tanto che non sentiva la parloa grazie, inizialmente non si fidava di quella strana creatura ma dovette ricredersi.....non cè bisogno che mi ringrazzi, sonoa bituato anc'io ad essere trattato come una creatura pregevole, un assassino, non mi pace qundo la gente lo fa, per questo ti tratto come una semplice umansa...... desper gli disse che doveva scoprirsi il viso e di non impressionarsi. impressionare eric era una cosa difficile lui nei suoi nove anni di viaggio aveva visto di tutto, aveva visto cose di cui la gente non era neanche a conoscenza e non sarebbe stato certo il viso di desper a stupirlo o inorridirlo......scopri pure il tuo viso desper non cè nessun problema.....non rinnegre mai chi sei....... perchè diceva questo eric aveva sepre tentato di nascondere chi era in realtà, molti dicevano che era un assassino e forse avevano ragione non solo per i problemi che aveva avuto a yera ma per tante altre cose che eric aveva commesso, eric non ama parlare delle sue colpe o dei dolori che lo affliggono, perchè vuole cancellarli per rinnegere chi è veramnte, ma ormai si è reso conto che non può più farlo un girno le sue colpe sarebbero venute fuori una ad una, era inevitabile........ ora non pensare a quei due uomini desper, mangia e riacquista le forze, orma quei due ce li abbiami in pugno, apettamo solo che arrivi ailyn...... già ailyn, se l'era quasi dimenticata, stava andando dal capovillaggio.......spero che da lui non parli di me, ma soprattutto spero che non veda le mie foto, in giro per la città ce ne dovevano essere molte, in fondo una taglia da 80000 monete d'oro farebbe gola a chiunque...... eric non poteva fare a meno di pensare a tutto ciò mentre aspettava che desper scoprisse il viso
Desper annuì, lentamente si scoprì... Aveva quasi paura di compiere quel gesto...
Iniziò a mangiare e pensò a tutto quello che era successo... Si ricordò solo in quel momento un particolare "Eric aveva strappato qualcosa da un muro, mi piacerebbe chiederglielo, ma di sicuro non mi risponderebbe... Dopo tutto sono affari suoi..." Involontariamente chiese:-cosa c'è in questo paese che ti spaventa così tanto?- anche lei non era tranquilla a Yera, in fondo era il paese dei cacciatori di taglie, pieno di assassini senza scrupoli che non ci avrebbero messo niente a ucciderla...
Aspettava una risposta anche se più o meno se la figurava già: un lungo silenzio, mezza frase, ma poi avrebbe lasciato perdere... "Da quando siamo partiti fa così a risponderti" pensò.
cosa cè in questo paese che ti spaventa tanto? questa frase mise in difficoltà eric, odiava parlare di queste cose ma forse desper doveva saperlo forse lei avredde potuto capirlo come jasmine aveva già fatto, ed eric doveva pur sfogarsi con qualcuno era arrivata l'ora di parlareprese un sedia e si mise di fronte a desper, la guaro neglio occhi ..... tre anni fa sono venuto in questo villaggio, portavo con me una pietra, si diceva che proteggesse dai khai, mi fermai in una taverna non lontano da dove siamo ora, dopo qualche minuto quella pietra mi fece uno stano effetto, impazzii, mi alzai dal tavolo e massacrai sei persone innocenti, uscii dal locale distrussi quella maledetta pierta e tentai di fuggire ma ormai tutte le guardie mi erano addosso, ho dovuto ucciderne parecchie per poter salvarmi, mi rifugiai in un piccolo vicolo ferito e stanco, una ragazze del luogo mi portò a casa sua per curarmi, mi ha dato una mano, e poi sono fuggito dalla città, ora sulla mia testa pende una taglia di 80000 monete d'oro..... gli mostrò la sua foto che aveva staccato dal muro, poi riprese a parlare......... spero che tu capisca ora....... sia ben chiaro ti ho raccontato qualcosa di me ma non aspettarti che ti racconti altro, sono troppi i ricordi dolorosi che ho rimosso dalla mia mene, questo è solo uno...... non dire nulla ad ailyn, ne a nessun altro sara più tranqulla se non saprà niente di tutto questo, tu non sai nulla, io non ti ho detto niente, charo? posso fidarmi?...... eric la guardò un ultima volta, .......in fondo si capiscie che è un umana, non è poi così strano il suo aspetto......pensò eric...... mi raccomando desper non una parola, se ti chedono qualcosa tu nega, perfavore.
Quello strano uomo davanti a lui si stava agitando...come se volesse reprime qualcoso nel profondo dell'anima...
Kire si frmò a riflettere Non sa chi è Shan...eppure ha detto che ha distrutto la lama oscura...come diavolo ha fatto...
Kire cercò di alzarsi dal letto, ma non ce la fece...le sue gambe erano ancora ferite, forse un guaritore sarebbe servito a qualcosa ora...
Sospirò e rispose alle domande...
-Quelle spade....le ho trafugate dal fortino di Glode, poco lontano da quì-sorrise ripensando al volo che aveva fatto dalla finestra, poi riprese a parlare
-Shan...non posso definirlo ne un amico, ne un nemico....lui ha creato le spade...ma tempo fa ha fatto una cosa davvero imperdonabile....una cosa che non gli perdonerò mai-
Vecchi ricordi invasero la sua mente. Rena....una lacrima scivolò sul viso di Kire.
Guardò l'uomo e scosse la testa....-Anche se hai distrutto la lama oscura...Shan ne può produrre ancora...ha innestato la magia delle tenebre in quella spada-
-Le tue lame probabilmente sono state create con lo stesso metodo- disse mentre indicava le lame dell'uomo...
-Purtroppo però per ora possiamo fare ben poco...io ho le gambe fracassate...e senza un guaritore non portò alzarmi da quì per un bel po'....-
-Mi spiace...ma è la prima volta che ti incontro....-
Si distesesul letto e pensò...pensò al passato al suo passato....un passato che non augurava a nessuno....
-Ah...grazie per avermi portato quì....se non mi avessi preso tu...non saprei come sarebbe finita....- sospirò -Mi chiamo Kire...Kire Deathlok.......
Ora aveva la quasi certezza che quell'uomo non aveva cattive intenzioni...ma un ultimo pensiero gli solcò la mente...se quest'uomo non conosce Shan allora come diavolo ha quelle lame...
Camminava sotto la pioggia per le piccole stradine del villaggio. In giro non si vedeva nessuno, tutti dormivano e i suoi passi rompevano il silenzio che regnava intorno a lei. Era rasicurante essere di nuovo tra esseri umani...e vivi. Si, ma per quanto? I Kahi verranno anche qui, e distruggeranno, e uccideranno...Affrettò il passo; superò la piazza centrale di Yera e svoltò in un vicolo a sinistra. In fondo a quel vicolo c'era una delle poche case in cui era accesa una luce a quell'ora; la casa del capovillaggio di Yera, Hetan Aster. Ailyn bussò alla porta di legno, e immediatamente una donna venne ad aprirle .
"Ailyn...entra. Sei tutta bagnata e infreddolita, mettiti vicino al fuoco"
"Grazie Glenn."
Ailyn entrò e immediatamente sentì il calore proveniente dal camino diffondersi in tutto il suo corpo. Era la prima sensazione piacevole di quella giornata. Ma non poteva rilassarsi.
"Hetan? Dov'è?"
La donna rispose subito: "Gray è venuto ad avvisarci del tuo arrivo. Hetan è sveglio, è di sopra. Vado a chiamarlo", e scomparve su una piccola scala che conduceva al piano superiore.
Ailyn si tolse il mantello e lo mise ad asciugare vicino al fuoco.Poi prese una sedia e si sedette. Dopo pochi minuti, un uomo sulla cinquantina, magro, alto e con la barba e i capelli grigi scese dalle scale, calmo e silenzioso. Si sedette su una sedia davanti a lei, e disse con un sospiro: " Deve essere successo qualcosa di molto grave se hai attraversato il bosco di notte e con questa pioggia. Dimmi tutto, Ailyn."
C'era in quell'uomo Hetan Aster, qualcosa che Ailyn ammirava, e qualcosa che odiava profondamente. Quello che ammirava erano la sua calma, la sua capacità di dare saggi consigli anche quando le situazioni sembravano disperate. Una volta era stato un mago della Gilda di Trassel, uno dei più esperti nell'uso delle magie elementali; forse il più esperto. poi, quando la sua Gilda era caduta, aveva preso la decisione di non usare mai più la magia; a qualunque costo. Questo era ciò che Ailyn odiava.
"Hetan...i Khai sono tornati a muoversi in queste zone. Hanno distrutto Galahi."
Hetan emise un altro sospiro; sembrava rassegnato.
"Era ciò che temevo mi dicessi." Volse lo sguardo verso il fuoco. "Nessun sopravissuto a Galahi?"
"Nessun sopravvissuto. Almeno credo."
"Capisco. Quindi immagino che noi di Yera e degli altri villaggi dovremmo stare pronti alla difesa."
"E' per questo che sono venuta immediatamente ad avvisarti. Avevo paura che fosse già troppo tardi..."
"Troppo tardi...mi chiedo per cosa. Non abbiamo abbastanza armi al neolux per difenderci; nè noi di Yera, nè tantomeno gli abitanti dei villaggi qui vicino. Quando i Khai ci attaccheranno, non avremo possibilità di sopravvivenza. Mi dispiace che tu abbia fatto un viaggio a vuoto, ma non credo che potremmo preparare un'adeguata difesa."
Il tono rassegnato di Hetan la fece andare su tutte le furie. Lui era un mago di Trassel, come poteva parlere così!
"Che cosa stai dicendo!" il suo tono era alto, stava quasi per urlare. "C'è del denare che conservate, vero? Il ricavato del raccolto di quest'anno! Dammi quei soldi, e andrò io stessa al fortino di Glode a scambiarli con armi al neolux!"
"Soldi?" un altro sospiro. Hetan era ancora maledettamente calmo. "Non abbaimo niente, Ailyn. Niente di niente. Solo quel poco che ci basta per andare avanti, finchè non verranno i Khai a distruggerci."
La rabbia di Ailyn cresceva.
"Allora dobbiamo organizzare un assalto al fortino, e prendere quelle armi con la forza! Io e te siamo in grado di usare la magia e..."
Hetan fece un cenno, come per fermarla.
"Sai che ho giurato di non usare mai più la magia. Mai più. E' qualcosa che porta solo danni alla gente."
"E io, allora, che la uso per curare le persone? Che mi dici di questo?"
"Non so che dirti. Questa è la mia scelta."
"Tu sei un mago di Trassel, Hetan! In questo modo disonori la tua Gilda!"
Ailyn stava urlando. Hetan guardò nel vuoto; poi disse a voce bassa:
"Quella Gilda non esiste più"
Cadde il silenzio tra di loro. Ailyn cercò di ritrovare la calma. Stai calma, stai calma, stai calma, stai calma...
"C'è un' altra cosa di cui ti volevo parlare, Hetan" , ma ora non ne era più sicura. "Credo che a Zael...stiano tentando degli altri esperimenti con le magie della Luce e dell'Oscurità. Ho visto due spade...avevano lame trattate con incantesimi, ma non erano lame di neolux."
Hetan la guardò negli occhi; il suo sguardo era triste.
"già...Renth me lo aveva detto, prima di partire...se non li fermiamo, chissà cosa potranno fare un giorno o l'altro."
Che diritto hai di nominare il nome di Renth? Tu che sei rimasto qui a guardare, metre lui andava ad affrontare i maghi di Zael da solo! Stai calma, stai calma...
"Io voglio e devo andare in fondo a questa cosa."
E allora Hetan le sorrise.
"Anche Renth disse così. E disse che tu eri potente, anche se allora eri solo una bambina...e che se lui non ce l'avesse fatta...allora ce l'avresti fatta tu."
Ailyn rimase senza parole. Renth aveva detto così?
"Io andrò. E non da sola. Ma ho bisogno che tu mi aiuti."
"Mi dispaice Ailyn. Non posso aiutarti in nessun modo."
Ailyn non lo ascoltò.
"Le due spade di cui ti ho detto...Una è andata distrutta, l'altra è qui a Yera, nelle mani di due che credo che siano maghi di Zael. Devi aiutarmi a prenderla ed esaminarla, tu sei molto più esperto di me nelle arti magiche..."
Hetan si alzò come una furia dalla sedia e urlò.
"A Yera! E tu vuoi che io e te ci scontriamo con due maghi di Zael! Non pensi a che conseguenze ci potrebbero essere per gli abitanti del villaggio! E' una follia, Ailyn!" Si calmò e si rimise a sedere. "Farò finta di non aver sentito nulla. Se tu vuoi rischiare , fallo pure...ma lontano da qui. Non dirai a nessuno quello che hai detto a me, e nessuno lo saprà, almeno finchè questi due di cui mi hai parlato non se ne saranno andati. L' incolumità dei miei abitanti per me viene prima di tutto."
Incolumità? Che incolumità può esserci se a Zael fanno questi esperimenti e intanto i Khai distruggono il nostro mondo ogni giorno di più?
Non disse niente. Non aveva più la forza per discutere.
Hetan riprese, e questa volta il suo tono era più dolce, quasi paterno.
"Mi dispaice, Ailyn. Mi dispiace che le cosa stiano così, mi dispaice di non essere paritito con Renth dieci anni fa...sono solo un vecchio rassegnato. Ma se nel tuo viaggio ti troverai a passare per Xiphon...allora...lì sì, troverai qualcuno che ti potrà aiutare sul serio."
Xiphon...era un villaggio che si trovava un po' più a nord di Caer. Era lontanissimo da Yera, che si trovava a sud.
"Che vuoi dire?"
"A Xiphon si rifugiò il mago più esperto della mia Gilda, Jan Fersal. So che Renth ebbe contatti con lui, prima di scomparire nel nulla. Forse lui sa cosa aveva scoperto a Caer."
"Capisco. Dunque non abbiamo nient'altro da dirci."
Ailyn voleva andarsene. Prese il suo mantello, lo indossò e si avviò verso la porta. Mentre usciva, disse sottovoce:
"Addio Hetan Aster. Non so se avremo più occasione di rivederci."
E uscì; il freddo e il vento la fecero rabbrividire per un attimo. Iniziò a camminare verso la locanda.
Hetan dunque non l'avrebbe aiutata; ma in fondo sapeva ancor prima di entrare in quella casa che non avrebbe ricevuto aiuto. E questo Jan Fersal...era lontano miglia e miglia da lì. Era sola, come lo era sempre stata.
Poi un pensiero attraversò la sua mente. No, io ho due compagni. Non sono sola. E' a loro che devo chiedere aiuto, è con loro che prenderò le decisioni. E non fallirò; non scomparirò nel nulla come Renth. Perchè non sono sola.
Non capiva se lo pensava davvero, o cercava di convincersene. Ma ora...doveva riflettere su cosa fare con quei due che avevano la spada di luce. E ci avrebbe riflettuto insieme a Desper e Eric.
Desper osservò la foto... -non una parola!- promise poi aggiunse:-So cosa provi... è normale che tu non ne voglia parlare...- Ripensò a tutte le persone che aveva ucciso... Portava un loro segno smpre con sè....
Aveva caldo e si tolse il mantello; avrebbe voluto togliersi anche le catene... quelle pesantissime catene di metallo che si trascinava sempre dietro... Non avrebbe mai potuto toglierle... A volte la notte sognava le voci delle persone che aveva ucciso e piangevano, supplicavano, chiedevano pietà...
Si portò una mano alla fronte, più ci pensava e più le scoppiava la testa.
Si stese sul letto a guardare il soffitto... "quanto diavolo ci mette Ailyn?"
pensò... Poi si rivolse ad Eric:- perchè non vuoi parlarne con Ailyn? Prima o poi lo scoprirà anche perchè ha promesso che avrebbe analizzato la tua mente per scorpire qualcosa di più sulla spada di oscurità!-
Le sembrava di essere una professoressa "sono affari suoi Desper... Smettila!!"
-se non vuoi dirmelo fa lo stesso!- aggiunse.
Bussarono alla porta... Poteva essere Ailyn, come poteva non esserlo...
Non dovevano vederla a viso scoperto! Fece una capriola e scese dal letto poi si infilò in tutta fretta il mantello, ricoprendosi il volto....
La porta si aprì lentamente...
no desper non ho intenzione di parlarne ne con ailyn ne con nessun altro, chiaro?! ho i miei buoni motivi!!!....... il motivo di eric per non parlare con ailyn era semplice, lui era continuamente inseguito da cacciatori di taglie e da tante persone che l'odiavano e se avrebbe continuato a viaggiare con ailyn lei non si sarebbe sentita sicura, preferiva che le sue compegne di viaggio si sentissero al sicuro, era lui che doveva preoccuparsi dell' arrivo di qualcuno, in questo modo il viaggio sarebbe statopiù tranquillo per tutti. eric non voleva assolutamente farsi analizzare la mente da aylin, perche la vicenda di yera era solo uno dei segreti che eric si portava con se come un fardello e non voleva fossero scoperti per nessun motivo. la notte era fin troppo silenziosa, voleva consulatre il suo libro e aggiungere desper alle strane creature che li aveva annotato. eric portava sempre con se un libro in cui disegnava tutte le creature straneche vedeva e scriveva accanto le relative informazioni, avrebbe aggiunto anche desper nel suo libro, era la prima volta che vedeva un semplice essere umano ferito da un khai e non portare a termine la propria trasformazione, era qualcosa di staraordinario........povera desper non dev' essere facile vivere così.......pensò eric.....magari esiste un modo per farla tornare umana.....forse ad un tratto il silenzio fu rotto da qualcuno che bussava alla porta...... forse è ailyn...... desper si mise il mantello ed andò ad aprire.......
Kire era disteso sul letto e i suoi lunghi capelli ramati gli sendevano sul viso coprendogli parzialmente il volto. Scrutò la stanza...era semplice...un letto, un comodino, un tavolo e una piccola lampada. Si senntiva il profumo del legno.
Erano ormai anni che non ci pensava più...quell'aroma di legno fresco.
Fuori pioveva, anzi diluviava.
Chiuse gli occhi. Avrebbe voluto dormire...cadde in un sonno profondo
Correva in un prato fiorito, teneva la mano a Rena...insieme erano...erano felici. Si distesero entrambi nel prato. C'erano tantissimi fiori. Kire ne colse uno e lo diede a Rena...sembrava felice. Parlarono, parlarono per ore. Niente avrebbe mai cancellato quei ricordi dalla sua mente; aveva amato quella ragazza con tutto il suo cuore. Quelli erano stati i momenti più felici della sua vita...
Come in un vecchio film...ci fu una dissolvenza d'immagine nella sua mente...nel suo sogno.
Era in un vicolo circondato da quattro individui incappucciati, pioveva,...brandevano delle spade stranissime, tutte e quattro brillavano di luce prorpia. Rena era li con lui. Kire le stringeva la mano. Improvvisamente uno dei quattro tizi gli si scagliò contro puntando la spada dritta al suo cuore...Rena gli si mise davanti per proteggerlo...l'amore uccide...cedde al suolo...senza vita.
Kire pianse, pianse come un bambino in fasce. Avrebbe voluto strangolare quell'uomo, ma non ne ebbe la forza.
-Ha,ha,ha. Stupida donna.- disse l'uomo che l'aveva trafitta
Quel giorno il mondo gli cadde addosso...
Non è finita...tocca a te ora...è il tuo turno Kire...non stava sognado...qualcuno la stava contattando telepaticamente...ma chi era??
Rena era di intralcio...tu mi sei necessario invece...quella voce mentale non gli era nuova...
Si svegliò di soprassalto. Il cuore gli batteva nel petto ad un ritmo impressionante, quasi volesse sfondargli il petto.
Qualcuno bussò...non alla loro porta, ma a quella vicina...Kire ebbe un sussulto.
Cercò di rilassarsi...ma non ci riuscì...era troppo teso...qualcosa non quardava...ma cosa??
Entrò nella locanda e si avvicinò al bancone dove si prendevano le stanze. Una ragazza dai lunghi capelli castani legati in una treccia la guardò con aria spaventata.
"Ailyn...allora è vero quello che ho sentito...sei qui...perchè?"
Ancora qualcuno che voleva spiegazioni. Non ne poteva più.
"Ne ho parlato con il capovillaggio. Sarà lui a dirvi tutto quando lo riterrà opportuno."
La ragazza rimase delusa.
"Capisco." Restò per un attimo in silenzio. Poi disse: "Ma non c'è pericolo, vero? E' tutto a posto....vero Ailyn?"
Le tornarono in mente le parole di Hetan: Non dirai a nessuno quello che hai detto a me. Lui lì era il capovillaggio, e doveva rispettare le sue decisioni e le sue regole. E comunque come avrebbe potuto dire a quella ragazza impaurita: "Ci sono dei Khai qui intorno che presto verranno a farvi a pezzi, e intanto di sopra ci sono due individui, che probabilmente sono maghi di Zael, che possiedono una spada dai poteri sconosciuti" ?
"Sì. E' tutto a posto, stai tranquilla."
Vorrei essere anch'io come lei...poter essere tranquillizzata da qualcuno...
La ragazza sembrava più serena.
"Allora sei sicuramente qui per curare qualcuno, no?", la sua voce ora era allegra. Stava sorridendo. "Ti do la solita stanza?"
Anche Ailyn sorrise di rimando, ma il suo sorriso era venato di amarezza.
"Ti ringrazio, ma non credo che avrò il tempo di dormire. Puoi invece dirmi che stanza hanno preso un ragazzo e una ragazza che sono arrivati qui poco tempo fa. Son miei..." si fermò all'improvviso. Poi continuò. "...miei amici. Devo parlare con loro."
"Quelli Sono... tuoi amici?" sembrava perplessa."Bè...sono nella stanza numero sei. Si sono fatti portare da mangiare in camera."
"Ti ringrazio...e invece due stranieri...uno alto, l'altro ferito e con i capelli rossi?"
"Sì...sono nella stanza accanto, la cinque."
Erano accanto alla stanza di Desper e Eric. Meglio. Sarebbe stato più facile tenerli d'occhio.
"Grazie ancora."
Si avviò verso le scale che conducevano al piano superiore, dove c'erano le stanze. Poi si ricordò di una cosa e tornò indietro.
"Lana..."
La ragazza si girò.
"Dimmi Ailyn...oh, perdonami! Vuoi mangiare qualcosa, vero?"
Mangiare? No, non ci aveva proprio pensato. Aveva ancora la nausea.
"No, non è questo. Ho già mangiato, grazie. Ma se quei due della stanza cinque dovessero andarsene...mi potresti venire a chiamare immediatamente? E' importante."
E allora lo sguardo della ragazza divenne di nuovo spaventato. Ma disse soltanto, a voce bassa:
"D'accordo. Lo farò."
Ailyn la guardò, e poi salì al piano di sopra. Passò davanti alla stanza cinque ( Quei due sono lì dentro con la spada...che diavolo staranno escogitando...) e raggiunse la sei. Bussò ed entrò senza aspettare nessuna risposta.
La stanza non aveva il camino, ma era calda. Desper era in piedi vicino alla porta , Eric era seduto su uno dei due lettiche erano in quella camera.; avevano appena finito di mangiare e avevano l'aria di chi ha fatto un lungo discorso. Non sapeva che dire. Dunque, disse la prima cosa che le venne in mente, e che era la pura verità.
"Sono distrutta."
In silenzio, si tolse il mantello e si stese sul letto libero. Era ancora tutta bagnata di pioggia.
"Non credo che vi dispiacerà se il letto si bagna. Comunque non ce la farei a stare in piedi neanche un minuto di più."
Guardava il soffitto...voleva solo rilassarsi e non pensare a niente...
Ma che stai dicendo? Il letto? Sei stanca? Cosa gliene può importare! Parla di cose serie!
Già. Non c'era tempo per rilassarsi.
"Immagino che vogliate sapere cosa mi ha detto il capovillaggio. Bene, ve lo dirò. Non vuole che ci scontriamo apertamente con quei due; teme che ci possano essere conseguenze per gli abitanti di Yera. E forse ha ragione. Quello alto è un mago molto potente, e in più...hanno quella spada. Dunque non possiamo fare irruzione nella loro stanza; e loro non devono sapere che siamo qui, o potrebbero attaccarci."
Continuò a guardare il soffitto...un ragno tesseva la sua tela in un angolo.
E smettila di pensare al ragno! Trova una soluzione!
"Ragazzi..." si alzò a sedere e si avvolse in una coperta. "Mi dispiace, ma io...non so cosa fare. Non so proprio come dobbiamo comportarci. Comunque credo che se vogliamo andare in fondo a tutto questo, prima o poi dovremo andare al centro del problema, Caer. Ma per ora...dobbiamo decidere cosa fare con quei due. Spero che voi abbiate pensato a qualcosa mentre ero via."
E lo sperava davvero. Non aveva proprio la forza di pensare più a niente.
beh veramnete...... disse eric con tono un pò imbarazzato...... non abiamo pensato a un piano....... avevano perso troppo tempo a parlare del passato e di tutto il resto che eric non aveva pensato a cosa fare con quei due, eppure erano nella stanza accanto...... comunque sia hai ragione, non possiamo entrare e attaccare quei duemeghi sappiamo troppo poco, non è ancora il momento...... eric saebbe potuto uscire dalla stanza andare dai due maghi e sfidarli ma non sarebbe stato saggio, poteva rimanerci secco e poi più quei due rimanevano in vita più lui poteva scoprire su quelle spade........ dici che per andare al centro della questione dobbiamo andare a cear? te lo ha detto il capovillaggio? se cear è la nostra meta non ci sono problemi sò la strada! ma non bisogna avere fretta bisognerà aspettare la prossima mossa di quei due poi valuteremo l'eventualità di intramprendere il lungo viaggio fino a cear....... cear, finalmente un meta gradita a eric, una bella città, dove nessuno gli dava la caccia e il vento freddo gli avrebbe presto fatto dimenticare le torride giornate del sud....... sono le quattro di notte, tra meno di due ore, sorgerà il sole, perleremo meglio domani mattina, prima di tutto aspettaimo e stiamo a vedere cosa fanno quei due, poi qualiasi sia la nostra meta dovremmo fare rifornimenti, cibo, bussola, una cartina e naturlamente dovremmo dare una sistemata alle armi dal fabbro, non possiamo affrontare un viaggio senza lame affilate, l' nica cosa che possiamo fare adesso e riposarci..... ailyn era praticamnete distrutta, non si era fermata un attimo, i letti in camera erano solo due....... ailyn, hai bisogno di riposare sei sfinita, prendi pure il mio letto, riposati, io non dormo, non ho sonno...... eric si alzò dal letto e andò a sedersi su una sedia, distere le gambe e incrociò le braccia, era sicuro che ailyn avrebbe avuto qualcosa da ridire, accettare il letto sarebbe stato scoprire le sue debolezze, ma eric non era in vena di discutere, se ailyn avesse replicato eric avrebbe troncato la discussione sul nasciere. ailyn doveva riposare, non si poteva permettere di viaggiare in quelle condizioni.
(Shan..... Shan........... il fortino di Glode..... li sono state fatte le spade.... devo saperne di piu....) [uccidi il ragazzo! FALLO ORA!........... porta la sua testa al fortino e chiedi della lame....... IHIHIHIHIHIHIHIHIHIHIH] #............attaccare...........................in.............................
........................................................glode...................
..........verità]
{.....bisogna fare attenzione...... quella è una zona di Zael} (.....Zael......... chi è Zael?)
{non essere sciocco............ loro governano sul mondo........]
(devo saperne di piu.... andrò a Glode!) [AHAHAHAHHAHAHAHAH, uccidili tutti...... IHIHIHIHIHIHIHIHIH]
"Come temevo...." disse Kragh interrompendo il silenzio della stanza
"Non sai nulla di queste lame..... Ho letto nel tuo sguardo; mi spiace per lei....."
"Io andrò in quel fortino di Glode.... ma dato che non conosco la strada ti chiedo di accompagnarmi fino nelle immediate vicinanze. E' tutto ciò che ti chiedo"
Kragh si avvicino al ragazzo e impose le sua mani sulle gambe del ragazzo, pochi istanti dopo un alone bluastro si sprigiono dalle sue mani avvolgendo le gambe del ragazzo.
"Dovresti essere in grado di camminare ora, partiremo domattina, sempre che tu voglia accompagnarmi"
Detto questo si mise disteso sul letto, e dormì. Sogno luoghi distanti, persone, case, nomi che non aveva mai visto o sentito. Un immagine improvvisamente, delle sbarre... fredde sbarre che lo tenevano imprigionato in una buia stanza, si sveglio di soprassalto, ormai la notte era passata ed era pronto per andare a trovare questo Shan.
Dormire...Poteva dormire con quei problemi che l'assillavano? Ma...in fondo non poteva fare nulla in quel momento. Doveva aspettare le mosse di quei due per capirne di più; quindi forse la cosa migliore che poteva fare era recuperare le forze.
Eric...era stato gentile, le aveva ceduto il suo letto, e ora sedeva su una sedia, stranamente tranquillo. Le dava fastidio aver mostrato di essere stanca...credeva che Desper e sporattutto Eric le avrebbero deto che era debole e incapace...invece Eric l'aveva capita...aveva compreso la sua stanchezza. Era...strano; non le capitava da così tanto tempo.
"Cerchiamo di riposare tutti e tre, abbiamo avuto tutti quanti una giornata tremenda. " disse. Poi si rivolse a Eric. " Grazie, Eric. Ho bisogno davvero di un po' di riposo...ma ti prego, cerca di recuperare anche tu le forze, nessuno di noi può permettersi di non avere la mente completamente lucida, dal momento che abbiamo deciso di seguire questa strada."
Non sono brava a mostrare la mia riconoscenza; non ci sono abituata. Ma spero che abbia capito comunque che gli sono grata per avermi compresa. E prima o poi dovrò esaminare la sua mente; è estramamente importante. Ma ora sono troppo stanca...
"Lana, la ragazza che si occupa della locanda, ci avviserà se i due maghi se ne vanno. Quindi credo che possiamo riposare tranquilli...ammesso che ci riusciamo dopo tutto quello che abbiamo visto oggi." Disse ancora.
Poi si stese sul letto e si rannicchiò su un lato a pensare.
Che cosa nasconde Eric? Perchè non vuole che io lo esamini? E' un uomo strano...in poche ore l'ho visto essere freddo e spietato e poi gentile...quasi protettivo. Non riesco a capirlo. Ma forse anche la sua vita...è stata piena di dolore. E anche quella di Desper...con il suo aspetto spaventoso...mi chiedo se sia sempre stata così...oppure forse prima era un normale essere umano...
Era talmente sfinita che in pochi minuti cadde in un sonno profondo. E fece un sogno strano e confuso.
Era tornata alla Rocca di Farn...e la sede della Gilda era stata ricostruita...tutte le persone che credeva fossero morte erano lì, come se i Khai non avessero mai distrutto nulla. E c'era anche Renth, e le diceva: "Tu sei molto potente, tu puoi trovare un modo di riportare la tranqullità nel nostro mondo". Ailyn si sentiva a casa, dopo tanto tempo...ma dov'era suo fratello? Non riusciva a vederlo...c'erano tutti...ma lui...dov'era? Iniziava a chiamarlo...e all'improvviso Renth non c'era più...al suo posto c'erano Eric e Desper. Eric le diceva "Tuo fratello...devo ucciderlo si sta trasformando...è fuggito..." "No!" gridò lei, " Tu non lo toccherai!" e iniziava a correre, fuori dal palazzo della Gilda, in strade che non aveva mai visto...Doveva trovarlo...Poi tutto diventava confuso...e si trovava in un vicolo. C'era qualcuno che la teneva per mano...Ma chi...? Era circondata da quattro uomini incappucciati (maghi di zael...sono maghi di zael?) e ognuno di quelli aveva in mano una spada di luce...come quella del ragazzo dai capelli rossi...E voltandosi vide che era prorio lui che la teneva per mano...Ma chi diavolo sei...non riusciva a a parlare...Poi vide che uno di quegli uomini si lanciava sul ragazzo...e allora senza sapere perchè lei gli faceva scudo con il suo corpo...e la lama entrava nel suo petto...la sentiva lacerarle la carne...il cuore... e mentre cadeva a terra sentiva una voce "il fortino di Glode..... li sono state fatte le spade.... devo saperne di piu...." e davanti a lei non c'era più nessuno...solo quel gigante che la terrorizzava...non era umano...Non è umano! Ancora la sua voce..."devo saperne di piu.... andrò a Glode!...non conosco la strada... ti chiedo di accompagnarmi fino nelle immediate vicinanze. E' tutto ciò che ti chiedo..." E poi il gigante era dietro della sbarre...imprigionato...e sul suo volto leggeva dolore...
Basta!
Si svegliò di soprassalto. Era stato solo un incubo...o no?Dalla finestra filtrava una lieve luce...era passata da poco l'alba. Quei due dovevano essere ancora nella loro stanza, Lana non era venuta a chiamarla. Era girata verso il muro. Si chiese se Eric e Desper dormivano. Lentamente iniziarono a tornarle in mente tutte le immagini del suo sogno. Non erano casuali. No; non potevano essere casuali. Quel ragazzo che aveva le spade...quello ferito...aveva forti poteri telepatici. Quando era nel bosco aveva sentito il suo richiamo d'aiuto da molto lontano. Probabilmente i suoi pensieri o i suoi sogni avevano interferito con il suo incubo. A volte accadeva. E quello alto...era un mago potente...era ragionevole pensare che anche lui avesse poteri telepatici. Doveva asssolutamente ricordare cosa aveva detto...Fece uno sforzo... Le spade...Ma certo! Il fortino di Glode! E poi aveva detto "Ti chiedo di accompagnarmi." Dunque era lì che sarebbero andati; ne era certa, non poteva sbagliarsi. Ma...perchè non ci erano andati prima? Qualcosa non quadrava. Forse...forse quei due non erano maghi di Zael. Doveva parlarne subito a Eric e Desper. Ma...le avrebbero creduto? Si sarebbero fidati di un suo sogno? Sperava con tutto il cuore che non stessero dormendo.
Disse senza voltarsi: "Credo di sapere dove si dirigeranno i due maghi. Ho fatto un sogno." Non voleva raccontare tutti i particolari...avrebbe detto solo quello che era necessario. "A volte...quando persone dotate di poteri telepatici sono poco distanti...può accadere che i loro pensieri e i loro sogni...interferiscano" Non sapveva bene come spiegarlo...Capiranno? "Io...mi è successo delle volte quando molti anni fa abitavo ancora nel palazzo della Gilda di Farn. So che è difficile che voi mi crediate...ma vi assicuro che ho sentito quell' uomo alto dire che doveva andare al fortino di glode per saperne di più sulla spada di luce. Credetemi, vi prego; non ve lo avrei detto se non ne fossi stata sicura."
L'avevano ascoltata? Erano svegli?
"Inoltre...ho la sensazione che ci stiamo sbagliando...potrebbero non essere maghi di Zael. Ma di questo...non sono certa."
Attese con impazienza una risposta, ma non si voltò a guardarli. E se pensassero che sono impazzita? Ma in fondo tutto quello che stava accadendo era così assurdo che non le importava.
eric durante la notte mentre desper e ailyn dormivano tirò fuori il suo libro, quello dove scriveva ti tulle le crature che vedeva, prese un penna e cominciò a disegnare desper..... accanto all'accurato disegno annotò le seguenti cose: cratura simile ad un umano che sta per trasformarsi in un khai, è dotata di pensieri e ragiona esattamnte come un umano, potrebbe esserlo se non fosse per il suo aspetto, forte e abile in combattimento, sa usare le armi..... non annotò altro, mise via il diario e chiuse gli occhi. ad un certo punto ailyn si svegliò di scatto, diceva che in qualche modo telepatico in sogno aveva saputo che i due uomini nell'altra stanza erano diretti al fortino di glode, eric rimase immobile come se stesse dormendo, ma era sveglio ed ancora a occhi chiusi rispose.......un sogno? tu dici che hai fatto un sogno e così hai saputo che i due sono diretti al fortino di glode, non mi semra affatto una fonte sicura, ma visto che è l'unica che abbiamo penso che mi dovrò fidare.... eric non si fidava di quel sogno ma visto che lei una maga megari sente cose che i semplici umani non possono sentire, come quando nella foresta aveva sentito il richiamo dell'uomo ferito, eric doveva fidarsi, i fondo andare a glode sarebbe stata un altra sfida....... ok tra un oretta usciamo vedremo di procurarci del cibo, e una cartina, ho già fatto un altra volta la starda per glode ma una cartina di certo ci sarà d'aiuto, la srada e pericolosa è piena di khai e di altre ignobili creature, in oltre dobbiamo passare al di là delle montagne, non sarà affatto facile, tutto quello che sarà utile comprare sarà comprato....... allora la meta era decisa, eric sperava solo che muovendosi a yera non fosse stato scoperto........ deper, so che sei sveglia, tu che ne pensi? vieni a glode con noi?.....
Andare a Glode con loro? Perchè no?
Si mise a sedere sul letto, si strofinò gli occhi e disse, assonnata:-Certo che vengo, non vi posso lasciare adesso!-
Era felice di poter continuare quella avventura...
"Eric, ieri sera scribacchiava qualcosa... Chi sa cos'era..." Sbadigliò, si stiracchiò e si rimise il mantello.... -allora, andiamo?- chiese.
Si sentiva di buon'umore quella mattina (era una cosa molto rara per lei) e la giornata dopo l'acquazzone era bellissima...
Le sembrava difficile pensare ai khai in una giornata così, ma si disse che avrebbero potuto attaccarli ugualmente a prescindere dalla giornata.
Sospirò; era molto curiosa di sapere cosa scriveva Eric la sera prima, ma non sapeva se chiederlo o meno.
Poi si ricordò che stavano alle calcagna di quei 2 tizi...
-saranno ancora qui?- domandò....
Sentiva delle voci nella stanza accanto, ma non cepiva di chi fossero...
Ormai Kire non aveva altra scelta, doveva accompagnare l'uomo al fortino...così potrò prendere a calci nel fondoschiena Shan, quel pensiero ironico lo lece sorridere
-Va bene...ti accompagnerò al fortino però devi promettermi una cosa. Non devi assolutamente attaccare Shan. Ho un conto insospeso con lui...-
Non aspettò la risposta di quell'uomo. Si gettò nuovamente nel letto e dormì.
La luce che entrava dalla finestra lo svegliò. Aveva un sapore amaro in bocca. Non mangiava da quanto, due? tre giorni? In questa locanda ci sarà ben un ristorante.... l'idea del cibo era allettante.
Il suo "compagno di viaggio" era già sveglio. Kire aveva avuto già molti altri compagni di viaggio, ma tutti erano morti...sperava che anche questo non faccesse la loro stessa fine.
Beh, in fondo devo solo accompagniarlo fino al fortino...e poi continuerò il mio viaggio
Aprì la porta che dava sul corridoio; si udì uno schricchiolio, la porta non era stata oliata a dovere...
Si mise la sua giacca e prese la spada a tracolla, come faceva sempre. I lunghi capelli gli cadevano sul viso...se li legò.
Improvvisamente, udì una voce mentale...non era quella solita voce che udiva nei sogni...era un altra. Aveva un tono quasi calmo, ma insicuro, era una voce femminile: Le spade......il fortino di Glode....Capiranno?.....e se pensassero che sono impazzita?? dutì dei frammenti.
Quelle parole provenivano dalla stanza sei, quella accanto alla loro. Nella sua mente apparvero delle immagini...immagini di un sogno....lo stesso sogno che aveva fatto la sera prima, provenivano dalla stessa persona.
Un pensiero...lucido che si infilò nella mente di Kire coem un chiodo ossessivo...Rena? solo lei possiede i miei stessi ricordi...dunque è possibile che sia ancora viva? scosse la testa No! e' morta tra le mie braccia...non può essere.
Gli rimaneva una sola cosa da fare.
S diresse verso la stanza numero sei. Lentamente appoggiò la mano sulla maniglia di ottone...Rena.... il suo untimo pensiero prima di girare quella maniglia....
E così...si fidavano del suo sogno. Io non lo avrei fatto... Comunque era deciso, sarebbero andati al fortino di Glode. Si alzò dal letto e si affacciò alla finestra; la pioggia era andata via e splendeva il sole sulle strade di Yera. Si sentivano voci confuse di persone. Almeno la giornata è bella...avremo meno problemi per il viaggio.
"Anch'io conosco la strada per il fortino. E' un sentiero obbligato che sale tra le montagne." Disse a Eric. "Credo siano circa due ore di viaggio. Se partiamo subito potremo precederli. Sarebbe una buona cosa."
Desper sembrava allegra. Come ci riusciva in quella situazione? Forse già il fatto di essere stata accettata da qualcuno la rende felice...Deve aver vissuto in solitudine per molto tempo... Era ancora tentata di chiederle del suo passato; ma non era quello il momento giusto, dovevano sbrigarsi.
"Dunque...se ci dividiamo i compiti dovremmo riuscire a risparmiare del tempo. Io potrei pensare a comprare qualcosa da mangiare per il viaggio e..."
Mentre stava parlando, sentì ancora pensieri estranei insinuarsi nella sua mente. Il ragazzo con la spada di luce...E' sveglio...è vicino, troppo vicino! Perchè non ho creato uno scudo mentale? Perchè non ci ho pensato! Si maledisse per non averlo fatto. E' ovvio che come io ho captato i suoi pensieri lui ha sentito i miei, e ora quei due sanno che siamo qui!
"Eric, Desper...quel ragazzo che era ferito...vi ho detto che è un telepate, ha sentito i miei pensieri. Sta venendo qui dentro."
Cercò di restare calma.
"Cerchiamo di evitare lo scontro, se non è necessario."
Silenzio. La porta della stanza si aprì lentamente.
"State pronti." Disse a bassa voce ai suoi due compagni.
Prese il suo pugnale e si preparò a creare uno scudo di protezione; poteva essere utile se quel mago aveva intenzione di attaccarli con un incantesimo.
Spero che il mio presentimento sia giusto...spero che non vogliano attaccarci...non credo che saremo in grado di resistere...e se dovessero usare delle magie potenti...cosa ne sarà degli abitanti di Yera...
Stavano discutendo della partenza quando Ailyn gli comunicò del telepate...
Proprio in quel momento la porta iniziò ad aprirsi. Estrasse fulminea la spada e pensò "maledizione! Ci manca solo che sia un mago di Zael!! Era partita così bene come giornata..." le sembrava che il ragazzo ci stesse mettendo un'eternità ad aprire la porta; erano sicuri che fosse il tizio ferito...
C'era molta tensione nell'aria... Erano tutti nervosi ed agitati.
Ci stava mettendo veramente tanto!!!
Desper cominciava a stancarsi. Sbuffò...
"quanto diavolo ci mette? Vieni dentro e amen, ci siamo accorti di te e tu di noi!" pensò, poi disse irritata:-Apri quella porta cretina ed entra, se ne hai il coraggio!!-
Aveva la tentazione di andare ad aprirgli, ma non era la cosa migliore da fare...
"adesso verrà! Diamine, perchè per una volta non si può stare tranquilli?" pensò ancora...
La porta si stava aprendo ancora lentamente, ma almeno un po' più veloce di prima...
eric se ne stava fermo impiedi a braccia incrociate aspettando che la porta si aprisse ed il ragazzo entrasse...... ma quanto ci mette ad aprire una stupida porta, e poi desper e ailyn sono troppo agitate, negli scontri bisogna essere calmi o si rischia qualche errore..... pensò eric. stava ancora fermo aspettava, era la sua tecnica, non attaccare mai per primo aspetta che il tua avversario si espongaa te e poi colpisci! il ragazzo che entrava avrebbe cambiato i loro piani questo non ci voleva, eric odiava quando il suo programma veniva travolto da eventi non programmati, tuttavia rimase calmo e attese, il ragazzo finalmente entrò, eric attese che il ragazzo aprisse la bocca per dire qualcosa e poi se necessario l'avrebbe colpito. nulla il ragazzo era zitto non parlava, eric era stufo di aspettare chequel mago da quattro soldi facesse chissa che allora si decise lui a parlare....... comincio ad essere stanco di tutte queste cose, maghi, telepatia, giaganti, spade luminose e quant' altro!!! che sei??!! che cosa vuoi!!??...... disse eric con tono stizzito e minaccioso rimanendo fermo a braccia incoriate....
Era nella stanza. Davanti a lui c'erano tre persone due ragazze ed un ragazzo. Una di quelle due ragazze era di certo una telepate addestrata. La ragazza aveva dei capelli argentati ed era molto simile a Rena. L'altra era strana, sembrava quasi un Khai. Il ragazzo era in piedi accanto a loro con le mani incrociate sul petto.
Kire non fece caso alla ragazza-Khai e al ragazzo, si concentrò invece sull'altra persona che c'era nella stanza. I pensiero che aveva captato erano suoi...Dannazione...come diavolo ha fatto, il suo pensiero venne interrotto dalle parole del ragazzo:
-Comincio ad essere stanco di tutte queste cose, maghi, telepatia, giaganti, spade luminose e quant' altro!!! che sei??!! che cosa vuoi!!??-
Kire lo fissò. Doveva essere un buon combattente, era calmo e non si faceva intimidire da nessuno.
I tre si erano preparati ad uno scontro...vogliono combattere a quest'ora di mattina?? ma sono pazzi??....chissà che diavolo gli passa per la testa a questi...
poi ripensò ai pensieri che aveva udito. Quei tre volevano andare al fortino di Glode....perchè?
Kire sorrise e cercò di rispondere alle domande che gli erano state poste...non era cortese fare aspettare delle persone
-Dici di essere stufo di queste cose, maghi telepati, giganti....beato te che non hai il dono della magia e della telepatia.
Sospirò e riprese a parlare con tono quasi ironico
-In quanto a cosa voglio...diciamo che prima dovrei chiedere io delucidazioni a qualcuno di voi.
Si voltò e fissò la ragazza dai capelli argentei. Si fece silenzio nella stanza, poi Kire riprese a parlare molto lentamente rivolgendosi alla ragazza
-Come mai hai fatto il mio stesso incubo...e perchè volete seguirmi fino a Glode?-
Attese pazientemente le risposte....
Il ragazzo, Kire, usci dalla stanza pronto a partire per il viaggio verso Glode. Kragh lo seguii a breve distanza, uscirono dalla stanza ma Kire anzicche proseguire lungo il corridoio si fermò ed apri la stanza di fianco a loro.
Kragh getto uno sguardo all'interno e rivide nuovamente quelle stesse persone che erano apparse quando arrivo dal ragazzo svenuto. [ti ha tradito! ha chiamato rinforzi! IHIHIHIIIHIHIHIHIHIHIH uccidili ORA!] (......)
ignorò quelle continue voci assillanti che lo assalivano, vi avvicino al ragazzo restando comunque fuori dalla stanza.
"Ti aspetterò sotto.... vedi di fare presto"
Rilanciò un occhiata ai tre occupanti della stanza e scese di sotto per mangiare qualcosa prima di partire.
a eric non piaceva il modo di fare di quel tipo, poi quella frase......beato te che non hai il dono della magia...... eric rimase perplesso per un secondo poi ritornò in sè..... odio l'umorismo alla mattina presto..... disse seric, ma il ragazzo non sembrava interessato alle sue parole, ne all' aspetto di desper, l'unica cosa che interessava a quel ragazzo era ailyn, si avvicinò alla ragazza, eric odiava essere ignorato in questo modo sopratutto da uno che non conoscie. il ragazzo arrivò improvvisamente difronte ad ailyn....... odio essere ignorato e odio il mdo di fare di quest'uomo!!!!...... pensò eric mentre si tratteneva dalla rabbia...... devo stare calmo non devo farmi trascinare dalla rabbia, potrei fare qualcosa di sbagliato, devo stare calmo..... eric si calmò ma poi quell'uomo disse..... come mai hai fatto il mio stesso incubo? pechè volete seguirmi fino a glode?...... eric non riusciva più a sopportarlo non gli piaceva quando veniva ignorato e sopratutto non gli piaceva qundo qualcuno non rispondeva a una sua domanda e ne porgeva un'altra....... devo stare calmo, calmo...... quel ragazzo si era avvicinato troppo ad ailyn, poteva essere pericoloso, eric fece uno scatto e si mise tra ailyn e il ragazzo, lo spintonò buattandolo qualche passo più indietro...... non ti avvicinare!!!! poi quì le domande la faccio io!! rispondi!!! chi sei!!???? cosa vuoi!!!???
Il ragazzo lo aveva spinto in dietro urlandogli contro
-non ti avvicinare!!!! poi quì le domande la faccio io!! rispondi!!! chi sei!!???? cosa vuoi!!!???-
Kire sorrise...questo se le sta cercando.... pensò bene...ora gli darò un vero motivo di arrabbiarsi
Si scolse i capelli e si preparò ad un combattimento. Non era una buona idea sifdare la gente a quell'ora di mattino...però non conosci qualcuno fino a quando non ci combatti Kire sorrise.
Alzò il braccio sinistro, prese la spada dal fodero e la passò alla mano destra...
Lentamente disse
-Allora signor Sbruffone...rispondi tu alle mie domande. Oppure preferisci combattere?-
Si scostò dei ciuffi ribelli dal viso e riprese a parlare in modo ironico
-Oh scusa...ho dimenticato di presentarmi, è scortese sai? Sono Kire Deathlok, e sono quì per sapere come quella ragazza ha avuto il mio stesso incubo e perchè volete seguirmi fino a Glode. Ti basta o vuoi anche essere menato?-
Era calmo...ma presto l'ambiente si sarebbe riscaldato....
ancora sarcasmo da quattro soldi, eric non lo soppqrtava al mattino presto e poi non sopportava quell'uomo!...... kire? e così quest'individuo si chiama kire..... vuole combattere!!!...... penso eric. kire era calmo, sebrava essere mollto sicuro di se forse troppo.......sarà saggio combattere contro un mago? ma ormai non mi posso più tirare indietro........ era tempestato da tutti questi pensieri. eric non si sarebbe mai ritirato non sarebbe mai fuggito da uno scontro piuttosto la morte, si avrebbe sfidato la morte piuttosto che non combattere con kire, in questo modo avrebbe ammesso che era il più debole, ma forse non era così, quel mago da quattro soldi poteva non essere nessuno, o poteva essere un mago potentissimo che l'avrebbe spazzato via in pochi secondi. eric non poteva sepere tutto questo se non imbattendo in uno scontro diretto...... ora basta comincio a stufarmi!!!...... eric etrasse la spada da dietro la sciena tendendola in avanti in posizione d'attacco, la luce solare del mattino si rifletteva sulla grossa e lucida l'ama. prima di comiciare eric si assicurò che il suo pugnale era alla cintura....... vuoi lo scontro!! bene!! vediamo che sai fare carne morta!!!!......
Il ragazzo aveva estratto la spada...voleva combattere. Buona idea o no ormai il dado è tratto, bisogna giocare.....
Il ragazzo era tormentato dai dubbi: non voleva tirarsi indietro per paura di fare la figura del codardo...per un telepate leggere i pensieri altrui non era un problema...ma quel ragazzo stava veramente pensando troppo forte.
-Pensa di meno....- gli suggerì Kire...non sapeva nemmeno perchè glie lo aveva detto....
Mi lascia fare la prima mossa? o è pazzo oppure è davvero un gran combattente... pensò...
-Ok...vediamo come te la cavi in difesa...pivellino....-disse in tono ironico
Senza esitare kire scagliò contro il ragazzo una magia di fuoco e subito dopo lo attaccò con la spada...
e vero quell' uomo può leggere nel pensiero..... devo svuotare la mente essere freddo bastsa pensare....... eric provò a rimuovere ogni pensiero dalla sua mente, ma ecco che il ragazzo stava per dare vita al combattimento, scgliò una magia di fuoco, inizialmenteericrimase spiazzato ma subito si riparò il viso dalle fiamme facendosi scudo con la spada, kire approfittando della concetrazione di eric sulla magia si scagliò su di lui con un attacco con la spada, eric non si fece prendere alla sprovvista paro il colpo anche se non con poche difficoltà, il ragazzo era forte ma eric non ci doveva pensare, doveva solo agire, respinse il colpo di kire e menò con la spada verso kire praticamente alla cieca poi dopo un paio di colpi andati volutamente a vuoto vide che kire era distratto, allora eric ne approofitto, con uno scatto fulmino si portò difronte al ragazzo, con un movimento fulmineo estrasse il pugnale e lo colpì allo stomaco, eric poteva colpire kire anche al cuore ma non lo fece, era yera e non voleva commettere un omicidio a meno che non fosse stato strettamente necessario, si era lasciato già troppo andare, ma in questo modo aveva fatto capire a kire che non era il caso di sfidarlo dinuovo, la ferita non era profonda kire avrebbe potuto continuare a battersi....... vediamo se mi leggi nel pensiro..... avrai capito tu stesso che non puoi sfidarmi non quì almeno........ eric pensò questo ed esa sicuro che kire lo avrebe sentito ed era sicuro che quel ragazzo sapesse usare magie molto più potenti ma non le avrebbe mai usate lì aveva paura di ferire qualcuno, ferire ailyn....... spero che tu abbia capito che non sei nella condizione di porre doande..... poi eric rimise la spada dietro la schiena e si sedette sulla sedia.
Non limitare le forze per proteggere le persone glie lo aveva sempre detto...Chi?
Fu quello il suo errore...limitare l'attacco per paura di ferire altr persone...ferire quella ragazza.
Il ragazzo lo copì allo stomaco, la ferita non era profonda, ma per ora gli sarebbe bastata...
vediamo se mi leggi nel pensiro..... avrai capito tu stesso che non puoi sfidarmi non quì almeno....... spero che tu abbia capito che non sei nella condizione di porre doande..... Kire lesse quei pensieri nella mente del ragazzo.
Invece di rispondergli a voce...impose la sua voce mentale nella mente del ragazzo usando il "rapporto forzato con la mente altrui"
-Ah...fino a quando potrò leggerti nella mente potrò sempre batterti...prevedere le tue mosse, i tuoi attacchi e i tuoi timori. Hai capito già perchè non ti ho attaccato con tutta la mia forza...alle tue domande ho già risposto...ora esigo io le mie risposte....-
Era certo che il ragazzo avesse udito le sue parole...
La ferita saguinava lievemente, Kire tolse il foulard dalla mano e lo legò attorno alla vita per limitare la perdita di sangue....
fiche potrà leggerlo nella mente portà sempre batterlo, forse era vero ma kire si lasciava prendere troppo dai sentimenti in battaglie, questo era indubbiamente un punto a fovore di eric. kire continuava a porgere le sue domande, basta eric non ne poteva più, si alzo dalla sedia endò verso l'uscita e si fermò davanti all'uscio e disse senza voltarsi...... ailyn, desper, vi aspetto fuori di quì, non vi preoccupate pagerò io il conto..... ed eric uscì dalla stanza. arrivato disotto si avvicinò alla cassa, si mise i capelli davanti al viso e disse..... il conto della sei..... la ragazza alla cassa frugò in mezzo a dei fogliettini....... sono trentacinque monete d'argento...... eric mise sul tavolo quaranta monete....... tenga pure il resto....... la ragazza lo guardò mentre stava per uscire.......grazie, ma ailyn?..... eric non si voltò e disse......ailyn e la ragazza verranno giù tra qualche minuto..... ed uscì senza aggiungere una parola. fuori dalla locanda eric si appoggio ad un muro ed aspetto che desper e ailyn uscissero, non poteva restare in stanza con quell'uomo, non lo soppartava e non poteva rischare di farsi prenderere dall' ira e commettere qualche sciocchezza, avrebbe che le ragazze avrebbero risolto la situazione.
"Eric!" gridò Ailyn, ma lui era già uscito dalla stanza. Forse è meglio così, pensò. Altrimenti le cose sarebbero potute andare molto peggio. Era successo tutto troppo in fretta davanti a suoi occhi, e non aveva avuto il tempo di fermare lo scontro tra i due. Evitiamo uno scontro; aveva detto questo, prima che quel ragazzo, Kire Deathlok, entarsse da quela porta. Ma Eric era così impulsivo!
Almeno entrambi avevano avuto il buon senso di non usare in pieno le loro potenzialità; era riuscita a sentire i loro scambi di battute mentali. Ma ora si sentiva frastornata. Guardò Desper in cerca di un suggerimento su cosa fare, ma lei era lì in silenzio...forse anche lei non si aspettava quello scontro.
Comunque ora so che questo Kire non è un mago di Zael; ha usato una magia elementale. Deve appartenere alla Gilda di Trassel. Si sentiva in un certo senso tranquillizzata; ma l'altro...il tipo alto...dov'era?
Finalmente si decise a parlare.
"Kire Deathlok...ti chiami così, giusto? Io sono Ailyn Siren e lei..." indicò Desper " lei è Desper. Perdonaci se siamo stati aggressivi, soprattutto Eric. Il fatto è che credevamo che tu fossi un mago proveniente da Zael. Invece, da quello che mi è sembrato di capire dai tuoi pensieri, tu hai buoni motivi per odiarli quanto noi."
Si avvicinò a lui; le tornò in mente quando, in sogno, lui l'aveva tenuta per mano; si sentì in imbarazzo. Attenta, è un telepate! Si affrettò a erigere una lieve barriera mentale per proteggere i suoi pensieri. Era una cosa che aveva imparato a fare molto bene alla Gilda di Farn, dove molti erano dotati di poteri telepatici.
Vide che il foulard che Kire si era legato attorno alla vita stava diventando rosso.
"Sono una maga addestrata alla Gilda di Farn, lascia che curi la tua ferita. "
Appoggiò con delicatezza la mano sul ventre di Kire; lo sentiva contrarsi e distendersi al ritmo del suo respiro. Si concentrò;la ferita non era profonda (Eric è stato saggio...almeno in questo) e in pochi minuti smise di sanguinare, per poi richiudersi completamente.
"Ecco, ora è a posto", disse. Devo cercare di mostrarmi amichevole con lui...se è un mago di Trassel potrebbe darci una mano...e forse conosce Jan Fersal...Stranamente non le costava fatica mostrarsi amichevole con lui. Le ispirava un innata fiducia, non sapeva perchè. Forse per il fatto che era un mago e un telepate. Senza accorgersene, sorrise. Era confortante parlare con qualcuno che poteva capire il peso di avere poteri magici. E inoltre aveva parecchie domande da fargli.
"Ora che sono certa che non sei dalla parte di quei dannati di Zael posso rispondere alle tue domande. Mi hai chiesto come mai ho fatto il tuo stesso sogno...eppure la risposta mi sembra evidente. Dalla magia che hai appena usato deduco che sei un mago della Gilda di Trassel; dunque lì devono averti insegnato che quando due telepati si trovano a breve distanza i loro sogni e i loro pensieri possono fondersi. In realta...è stata colpa mia. Io sapevo che eri nella stanza accanto, ma non ho pensato a creare uno scudo mentale. Perdonami, mi dispiace di aver interferito con i tuoi incubi." Era vero; era stato molto doloroso per lei condividere la sofferenza di quel ragazzo.
"Ora...l'altra domanda. Vuoi sapere perchè vogliamo andare al fortino di Glode. Ebbene...io voglio capire cosa stanno escogitando quelli di Zael. Una persona...che è scomparsa molto tempo fa e a cui ero molto legata...ho scoperto che mi ha lasciato un compito, quello di cercare di mettere fine al terrore che attanaglia il nostro mondo da troppo tempo. E dal momento che tu hai preso quelle due spade, la spada di luce e quella dell'oscurità proprio al fortino di Glode, è lì che voglio andare, per capire che esperimenti stanno compiendo e perchè. Eric e Desper sono i miei compagni di viaggio, anche loro hanno i loro buoni motivi di odiare Zael e tutte le maledette macchinazioni che provengono da lì."
Si sedette sul letto e fece cenno a Kire di sedersi sulla sedia lasciata libera da Eric.
"Siediti, Kire. Non ti conviene stare in piedi dopo aver ricevuto quella ferita. Anche se l'ho curata facilmente forse ti ha indebolito. Ora ho io delle domande da farti...e spero che potrai rispondermi."
Innanzitutto devi assolutamente dirmi tutto quello che sai su quelle spade: chi le ha create, come ne sei entrato in possesso. E perchè il tuo compagno, quell'uomo alto di cui non so il nome, ha distrutto la spada oscura. "
Si guardò intorno; credeva che avrebbe visto sulla soglia della porta il gigante...ma non c'era.
"A proposito, lui ora dov'è? Vorrei parlargli...anche lui apparteneva alla Gilda di Trassel? L'ho visto usare una magia spazio-temporale...e non credevo che a Trassel ne facessero uso. Inoltre...credo di aver condiviso anche qualche suo pensiero...o sogno,non so. Siete entrambi dei telepati molto forti, mi chiedo come fate a viaggaire insieme senza creare degli scudi mentali. "
Sentiva che Kire e quell'altro, il gigante, avrebbero potuto aiutarla. Eppure era quasi sollevata che fosse solo Kire ad essere lì nella stanza. Dell'altro...aveva uno strano timore, anche ora che aveva scoperto che non era dalla parte di Zael. Invece sentiva di essere in qualche modo vicina a quel giovane dai capelli rossi. Forse perchè aveva condiviso parte dei suoi pensieri e dei suoi passati dolori.
"Rispondimi , se puoi. "
Lo fissò negli occhi; erano grigi e profondi e le diedero una strana sensazione. Restò in silenzio in attesa di una risposta.
Dopo averlo ferito il ragazzo se ne andò. Era solo con quelle due ragazze.
La ragazza stava ripensando al sogno che aveva fatto. Kire isolò la mente per non percepire altri pensieri...
Ailyn...si chiamava così, gli stava curando al ferita causata dal suo compagno di viaggio.
Quella ragazza si stava dimostrando amichevole con lui, ma ne ignorava il motivo.
-Ora che sono certa che non sei dalla parte di quei dannati di Zael posso rispondere alle tue domande. Mi hai chiesto come mai ho fatto il tuo stesso sogno...eppure la risposta mi sembra evidente. Dalla magia che hai appena usato deduco che sei un mago della Gilda di Trassel; dunque lì devono averti insegnato che quando due telepati si trovano a breve distanza i loro sogni e i loro pensieri possono fondersi. In realta...è stata colpa mia. Io sapevo che eri nella stanza accanto, ma non ho pensato a creare uno scudo mentale. Perdonami, mi dispiace di aver interferito con i tuoi incubi.- disse la ragazza...
Poi gli chiese di sedersi e gli pose alcune domande...
Kire si legò nuovamente i capelli, poii cominciò a parlare
-Esatto...odio Zael quanto voi...però la tua deduzione è sbagliata. Non vengo dalla Gilda di Trassel e nemmeno da nessun'altra Gilda di maghi. Nessuno mi ha mai insegnato come usare la magia o la telepatia...ho dovuto imparare da solo...e purtroppo a mie spese...-
Infatti....sono stato uno sciocco a pensare che lei fosse ancora viva pensò...
Riprese a parlare
-Sono stato abbandonato dai miei genitori in tenera età, allevato da una famiglia di contadini...ho combattuto nell'esercito per fermare i Khai ma non ho la più pallida idea di come abbia questi poteri. Shanazy Lawis Andor, il comandate delle turppe dell'esercito mi insegnò come usare questi poteri. Questa però è acqua passata....-
Sospirò
-Le spade le ho prese a Glode per evitare che Shan le usasse per attaccare Caer. Devo recarmi al fortino per riprendermi un oggetto che mi appartiene e per farla pagare a Shan una volta per tutte...-
La ragazza sembrava perplessa.
Kire non voleva raccontarle la verità sul suo passato, ma avendo visto il suo incubo forse aveva già capito qualcosa...
-Quando eravamo sotto le armi io e Shan ci siamo imbattuti, dopo aver perso la battaglia contro i Khai, in un uomo anziano...probabilmente un mago; Shan lo sfidò e perse...mi chiese di aiutarlo, voleva ucciderlo. Mi rifiutai e fuggii, andai in un villaggio dove....- s'interruppe -incontrai una persona. Shan uccise quella persona per convincermi a schierarmi dalla sua parte. Ora capisci...-
Silenzio...troppo silenzio...
-In quanto all'uomo che era in stanza con me...vuole venire a Glode con me. Spero non vi dispiaccia....-
Attese...
"Mi stai dicendo che è stato il capitano del fortino di Glode a creare le spade?"
La situazione era più complessa di quanto pensasse. Non riusciva a capire che posizione occupasse questo tale, Shanazy Lewis Andor, in tutta la vicenda.
"Credevo che solo a Caer fossero in grado di usare le magie proibite della Luce e dell'Oscurità. Invece tu affermi che c'è qualcun altro che fa esperimenti con quel tipo di poteri. "
Rimase in silenzio a riflettere. Le cose si stavano complicando. I Khai, i maghi di Zael, e ora anche quest'altro tipo, questo capitano, che creava armi trattate con incantesimi. Il nostro mondo andrà alla rovina, se nessuno fermerà queste follie.
"Questo è un male. Coloro che usano le armi della luce e dell'oscurità ne vengono corrotti.", citò le parole che aveva sentito decine di volte a Farn. "Quindi tu vuoi andare a Glode per vendicarti di quell'uomo, se ho capito bene. Io, Eric e Desper verremo con te e con il tuo compagno, se ce lo permetterete. Credo che potremo esserci utili a vicenda. E sono sicura che mi si chiariranno molte cose una volta lì." Oppure ne capirò ancora meno, pensò di sfuggita.
Si alzò dal letto e iniziò a camminare per la stanza. Era di nuovo nervosa; troppe cose non le erano chiare.
"Devi essere una persona molto forte. Non appartieni a nessuna Gilda...E' molto strano che nessuno ti abbia fatto esaminare da un mago quando eri bambino. Deve essere stato difficile portare il peso dei tuoi poteri senza avere nessuno che ti insegnasse ad addestrarli."
Si avvicinò alla porta.
"Ma non voglio costringerti a ricordare cose che sicuramente saranno dolorose per te, nè vorrei perdere altro tempo. Credo che faremmo meglio a partire subito per Glode. Abbiamo tutti e cinque qualcosa di importante da fare lì".
Già...Da tre...a cinque. Ora aveva quattro compagni di viaggio. Almeno fino a Glode. Poi, a seconda di cosa avrebbe scoperto lì...avrebbe deciso la sua seguente meta. Comunque dubitava che Kire e il suo amico avrebbero deciso di seguirla anche oltre Glode. L'unico interesse del ragazzo le sembrava quello di fare fuori quello Shanazy.
"Spero che durante il cammino avrai un po' di tempo per farmi vedere la tua spada e per spiegarmi bene qual'è il ruolo di Shanazy in tutto ciò. Non mi è chiaro se stia dalla parte di Zael, da quella dei villaggi o se semplicemente cerca di ottenere potere per sè stesso."
Si sitemò il mantello.
"Non so se tu Kire, o anche tu...", si rivolse a Desper che era rimasta per tutto quel tempo in silenzio, "avete ancora qualcosa da prendere...io ho già preso tutte le mie cose, quindi inizio a scendere, vado a cercare Eric e a trovare qualcosa da mangiare per il viaggio."
Detto questo guardò Kire ancora per un attimo, poi uscì dalla stanza e si avviò verso le scale. Doveva trovare Eric per dirgli che sarebbero andati a Glode con Kire e quell'altro tipo. Non credo che ne sarà molto felice...non mi è sembrato che gli piacesse molto Kire...e la cosa forse è reciproca. Bè...comunque a Glode probabilmente ci separeremo, spero che almeno fino a lì...non si scontrino di nuovo. Non possiamo indebolirci tra di noi, dobbiamo mantenerci lucidi per trovare un modo di entrare nel fortino.
Ma il gigante? L'aveva quasi dimenticato. Sarà d'accordo a viaggiare con noi? Non si è neanche presentato; Kire non ha voluto dire niente su di lui. E non mi sembra un tipo che ama la compagnia. Prima di imboccare le scale si bloccò. Anche lui...deve essere di sotto. Lui e Eric potrebbero essersi incontrati...e se Eric avesse deciso di sfidare anche lui? E' molto più potente di Kire... Non avrei dovuto lasciare che scendesse da solo!
Iniziò a scendere le scale di corsa.
eric aspettò li fuori appoggiato al muro a braccia conserte......che sa che si stanno dicendo disopra, spero che ailyn non abbia chiesto a kire di unirsi a noi, non sopporto quell'individuo........ pensava eric, poi tutto ad un tratto sentì dei passi...... dev'essere ailyn, riconosco i suoi passi......pensò eric. i passi si fecero più veloci ed in qualche secondo aliyn piombò fori dalla locanda con espressioone preoccupata...... finalmente! dov'è desper, su dai che facciamo rifonimento e partiamo, non cè tempo da perdere..... eric si scostò dal muro e fece qualche passo in avanti passando davanti ad ailyn, lei non disse nulla ed aveva un' espressione strana. eric si frmò di colpo, gardò in viso ailyn e disse.......che cè? qualhe problema? perchè correvi giù dalle scale, è successo qualcosa?.... eric pose queste domande poi pensò.....non sarà mia preoccupata per me, che motivo ce ne sarebbe?........ spero che quell'uomo non venga con noi..... eric aspettava una risposta
Kire se ne rimase zitto e buono ad ascoltare i ragionamenti della ragazza. Assomiglia moltissimo a Rena... pensò tra se e se...
Poi la ragazza uscì velocemente dalla porta, lui la seguì a ruota.
Scesero nella sala della locanda...li c'era anche il pivellino, eric...sembrava preoccupato e non molto felice di vederlo
Kire lo guarò e come immaginava lesse nei suoi pensieri che non era felice di averlo nuovamente tra i piedi.
Kire parlò al ragazzo
-Senti eric...forse prima sono stato un po' sgarbato con te. Mi dispiace.- fece un lieve cenno con il capo e riprese il discorso -Dovremo viaggiare assieme fino a Glode. Almeno per il tragitto cercherò di non importunarti...-
Gli sorrise...
Improvvisamente una voce mentale si intrufolò nei pensieri di Kire:
Ha...illusi...non arriverete a Glode
Esci dalla mia mente!!! gridò mentalmente Kire...poi quella voce si dissolse...come se non fosse mai esistita....
Scese le scale, Ailyn non vide Eric. Non vedeva neanche il tipo alto di cui non sapeva il nome. Maledizione! Si precipitò fuori dalla locanda, e appena fu fuori dalla porta...Eric era lì, tranquillo, appoggiato a un muro con le braccia incrociate. E solo. Tirò un sospiro di sollievo. E così ora ti preoccupi per qualcuno che conosci da appena un giorno? Perchè? Cercò di rispondersi che era solo perchè Eric le era utile per arrivare a Glode, che era un ottimo combattente. Ma aveva le sensazione che non fosse solo per quello. Ti stai abituando a non stare più da sola. Stai attenta...perderai i tuoi compagni di viaggio e soffrirai e poi sarai sola di nuovo...
Non era il momento di pensare. Eric le aveva chiesto se c'era qualche problema e dov'era Desper; voleva partire subito per Glode.
Devo dirgli che viaggeremo con Kire.
"No, niente...nessun problema" era meglio non dirgli che aveva avuto paura che si scontrasse con il gigante, "Desper è ancora di sopra, credo che scenderà tra poco"
Si fermò un attimo. Devi dirglielo!
"Ho parlato con quel ragazzo...Kire. Ha detto che le spade non sono state fatte a Zael, ma a Glode, e da un uomo che conosce e di cui vuole vendicarsi. Per questo..."
Non fece in tempo a finire la frase che Kire comparve dietro di lei. L'aveva seguita giù per le scale.
Vi prego, non scontratevi di nuovo! Vi prego!, pensò.
Ma Kire non sembrava intenzionato a fare un altro duello; anzi, si scusò con Eric. Ailyn ne fu sorpresa. E poi gli disse ciò che lei stava per dirgli, che avrebbero viaggiato insieme.
Eric, accetta le sue scuse, ti prego....Attese in silenzio la risposta di Eric alle parole di Kire; l'aria era carica di tensione. Quei due non si sopportano...
Improvvisamente quella voce ritornò a turbare la sua mente. Era una voce bassa e cupa...
Ha!! Sorpreso?
La voce era forte...sicuramente anche Ailyn e l'altro telepate l'avevano sentita. Una voce fredda e con un tono medio-basso riprese il discorso cominciato dalla prima:
...non temere...siamo quì per aiutarti....
Kire era spaventato...aveva già udito quelle voci, le aveva sentite nel suo incubo.
Andatevene via!!... urlò mentalmente
Opponi ancora resistenza?? vuoi ripetere ancore l'errore di non aiutarci??
ancora la prima voce mentale
Lascia che ti rinfresci la memoria....guerriro dell'oscurità, primo dei cinque figli di Zael
Kire era veramente spaventato e senza accorgersene tremava...sperò che nessuno se ne fosse accorto.
Guardò Ailyn e le indirizzò un messaggio mentale:
Ailyn...le senti anche tu queste voci? Credo che ci siano dei maghi di Zael in questa stanza...sarebbe meglio andarsene e di corsa....
Kragh se ne stava di sotto nella locanda a mettere qualcosa sotto i denti prima di partire per il fortino di glode. La locanda era quasi vuota a quell'ora del mattino, solo un paio di ubriaconi stesi su tavoli appartati ad ammirare con sguardo spento la loro bottiglia di vino quasi fosse il piu grande tesoro mai esistito. Improvvisamente udì dei rumori al piano superiore, rumori di spade, intravide lo sguardo impaurito dell'oste mentre lo osservava di sfuggita, sicuramente si stava preoccupando di quello che accadeva sopra ma aveva troppa paura per controllare.
[dovevi ucciderli..... sono d'intralcio....... IHIHIHIHIHIHIHIHIHIHIHIH]
(........cosa diavolo..... non mi interessa..... se lui non viene a Glode con me, chiederò informazioni in città) {potrebbero risultare utili quelle persone che sono di sopra, forse sono vecchi amici di Kire}[.... VECCHI AMICI?? non senti le spade? IDIOTA! DEVI UCCIDERLI TUTTI QUANTI!!!! AHAHAHAHAHAHAHAHAH]
#..............Ailyn............................#
$SHANAF THAR JKAILD AçDK$
I rumori sopra cessarono, poco dopo il ragazzo dai capelli neri che era nella stanza scese ed usci fuori dalla locanda, ancora qualche istante e poi vennero giu la ragazza dai capelli argentati di gran fretta anche lei a dirigersi verso l'uscita seguita da Kire. Decise di uscire anche lui, mentre stava pagando l'oste anche l'altra ragazza dagli occhi rossi scese le scale, uscii fuori. Erano li vicino l'ingresso Kire, la ragazza dai capelli argentati e il ragazzo dalla chioma nera, si soffermo su quest'ultimo, vide nei suoi occhi attraverso la sua mente fino a scandagliare il suo cervello senza che quest'ultimo ne fosse a conoscenza. Poi gli si avvicino con i viso vicino l'orecchio e sussurrò delle parole.
|80000 monete d'oro..... farebbero gola a molti non credi?....... vuoi rivederla?........... rivedere Jasmine?.......|
si allontano e si rivolse a Kire "Allora andiamo?" attese nel silenzio di quella mattina la risposta di Kire.
eric aveva ricevuto le scuse di quell' uomo odioso, ma poco gli importava, si avvicino a kire e lo guardò dall'alto.......durante il viaggio non parlarmi, non fare doande, non intralciarmi, o diventi concime per il terreno! chiaro?...... eric apettava solo un prestesto per poter uccidere quell' uomo ma doveva controllarsi, o ailyn non glielo avrebbe perdonato. dopo qualche istante kire sebrava turbato........ chissa cos' ha? in fonodo non mi interessa...... pensò eric. dopo pochi secondi dalla stanza uscì il gigante, si avvicinò ad eric e gli disse......80000 monete d'oro..... farebbero gola a molti non credi?....... vuoi rivederla?........... rivedere Jasmine?...... jasmine, come faceva quell'uomo a sapere di jasmine?......forse anche quest uomo è un telepate!...... pensò eric, poi disse al gigante con tono scocciato e minaccioso...... non impicciarti!!....... il gigante si rivolse poi a kire......andiamo?...... allora eric si rivolse nuovamente al gigante...... aspetta, manca desper!!..... desper non era ancora uscita dalla locanda, eric sperava che non fosse successo qualcosa, sperava che nessuno avesse visto il suo aspetto, non avevano bisogno di altri poroblemi. eric riaprì la porta della locando e disse...... su desper, in marcia, manchi solo tu......
Erano successe moltissime cose... Quei 2 si erano pestati, ecc. ecc.
Ma Desper non ci aveva quasi fatto caso... Si accorse solo in quel momento di essere sola. Erano già scesi! "oddio! Sono ancora mezzo-addormentata!" pensò e prese a fare gli scalini tre a tre. Arrivò al piano di sotto e un idiota le si parò davanti... L'aveva notata? -spostati!- gli aveva detto irritata. Lui la guardò e disse:
-saresti un pezzo raro per la mia collezzione di bestie ignobili e animali reietti!-
Desper odiova essere chiamata così. -Cerchi rogne?- chiese minacciosa; quel cacciatore di taglie da quattro soldi non la spaventava minimamente...
Estrasse la spada e il pivello fece lo stesso. Si lanciò contro di lui, infuriata.
Si sapeva difendere, ma non era nulla in confronto a Desper; lo disarmò e lo fece cadere a terra, rimise a posto la spada e lo alzò da terra afferrandolo per la maglia:- Io andrei a nascondermi!- lo gettò su un tavolo e uscì di corsa.
Gli altri erano ancora lì, si avvicinò e disse:-scusate il ritardo! Ho avuto qualche scaramuccia con un mammalucco... Niente di chè! Si parte?-
quando desper uscì eric guardò un ultima volta nella locanda, vide un un umo a terra......dev'essersi scontrato con desper...... pensò eric, guaro meglio era un caciatore di taglie!!! questo non ci voleva!!! eric uscì velocemente dalla locanda...... su andiamo, non cè tempo da perdere, facciamo rifornimenti e partiamo per glode..... eric cominciò a camminare verso la via principale seguto dal resto del gruppo e anche da quell'odioso individuo di kire. appena arrivato nella via pricipale si accorse che era stacolma di gente e negozi, poi ad un tratto qualcosa colpì la sua attenzione, dei lunghi capelli castani...... jasmine!!!..... gridò eric, forse non avrebbe dovuto farlo, non era saggio attirare troppa attnzione su di lui. la ragazza si girò e guardò verso di lui, fece cadere il cestino che teneva nell mano destra e si fiondò ad abbracciare eric
J: eric!!
E: jasmine, scusa ho infranto la promessa...
J: non importa, speravo anzi sapevo che saresti tornato!!
E: è passato tanto tempo...
J: quanto ti fermi, oggi potresti venire a pranzo da me, vorrei stare un po con te!
E: mi dispiace darti una delusione, ma non posso rimanere, devo andare a glode.
J: peccato, poi è anche vero che tu quì non puoi restare
E: mi dispiace
J: e di cosa? non cè nessun problema. se avete bisogno di comprare qualcosa fatelo subito o il mercato sarà troppo affollto, io per comprare qualche paergamena protettiva mi sono dovuta svegliare presto
E: pergamene protettive?
J: si, domani dovrò salire sulla montagna a ovest per raccogliere delle bacche curative, le pergamene mi daranno protezione contro i khai, almeno spero.
E: fai attenzione
J: certamente...
E: ora devo andare
J: aspetta!! prendi
jasmine si tolse un polino e lo diede ad eric poi disse..... tienilo con te così non mi dimenticherai..... eric la guardò nei suoi profondi occhi blu e disse...... grzie, porterò il tuo ricordo sempre con me..... eric si allontanò verso il mercato poi jasmine urlò.... ti rivedrò ancora???..... eric si volto e rispose...... certo è una promessa..... poi se ne andò......
Fortunatamente Eric aveva accettato le scuse di Kire, anche se si vedeva lontano un miglio che i due non andavano per niente d'accordo. Ma per il momento la situazione sembrava abbastanza stabile. Poi dalla locanda era uscito il tipo alto, l'amico di Kire, e aveva sussurrato qualcosa all'orecchio di Eric; lui aveva assunto un'espressione sorpresa e poi minacciosamente gli aveva intimato di farsi gli affari suoi. Che diavolo gli avrà detto? Forse dovrei chiederglielo, ma non credo che me lo dirà. C'è troppa tensione tra di noi...dobbiamo stare più calmi, non possiamo permetterci di fare così, possibile che lo capisca solo io?
Per non parlare di Desper, che si era scontrata con un caccatore di taglie nella locanda. Ci mancava solo questo...Prima andremo via di qui, meglio sarà. Quando arriveremo al fortino non avremo più tempo di pensare a litigare...e sarà molto molto meglio.
All'improvviso aveva visto Kire sussultare; le aveva inviato un messaggio mentale :"Ailyn...le senti anche tu queste voci? Credo che ci siano dei maghi di Zael in questa stanza...sarebbe meglio andarsene e di corsa.... "
Ma lei non aveva sentito nulla.
Si avvicinò e gli disse a bassa voce: " Mi dispiace, io non sono una telepate forte quanto te. I pensieri che mi giungono sono casuali, e molte volte non riesco a comunicare con la mente, nè a leggere bene nella mente altrui. Non ho sentito nulla, nessuna voce. Ma escludo che qui ci siano dei maghi di Zael. La locanda era quasi vuota. Io credo che ci sia qualcuno che sta cercando di comunicare con te, ma da molto più lontano. Comunque hai ragione, dobbiamo sbrigarci."
Finalmente si erano decisi a muoversi; andavano verso la strada principale di Yera a comprare cibo per il viaggio. Ailyn camminava in silenzio; fissava l'amico di Kire.
Strano...alla luce del giorno...non mi incute più tanto timore. Sento che c'è qualcosa in lui che non è umano, ma non riesco a capire cosa. E' un tipo di così poche parole...
Il suo sguardo cadde sui guanti che portava. Le lame erano identiche a quella della spada di Kire.
E' per questo forse che vuole andare a Glode; anche lui vuole saperne di più su quelle lame. Il suo sguardo è freddo, ma ho le sensazione che sia in preda a dei profondi conflitti interiori. Ripensò al sogno che aveva fatto. Era imprigionato, e soffriva, o aveva paura. E' come noi altri quattro, si porta dietro un bagaglio di ricordi dolorosi e chissà che altro.
Si stavano avvicinando al mercato. Erano un gruppo strano di cinque persone, che non parlavano quasi tra di loro. Cosa avrebbero pensato gli abitanti di Yera, vedendola in compagnia di quella gente? Ogni tanto qualcuno per strada la salutava, e assumeva un'espressione perplessa. Al diavolo. Sono affari miei come scelgo i miei compagni di viaggio. Non mi è mai importato del giudizio degli altri; tranne di quello di Renth. E lui ora non c'è più. Fortunatamente c'erano ancora poche persone in giro, perchè era abbastanza presto.
All'improvviso vide il viso di Eric cambiare completamente espressione, e in un secondo una ragazza si buttò tra le sue braccia. Li guardò parlare; sembravano molto legati. Deve amare quella ragazza; e credo che lei ricambi. E' un bene che l'abbia incontrata...Affronterà il viaggio con più forza e determinazione.
Nella sua mente sorse un pensiero che non aveva mai avuto. Non mi è mai capitato di gettarmi in quel modo tra le braccia di una persona, di provare tanta felicità alla vista di qualcuno. Sono sempre stata così fredda; con tutti. Provò un po' d'invidia per Eric e quella ragazza. Poi si costrinse a non pensarci. L'amore non è fatto per persone come me. Ho altre cose a cui pensare. Devo portare a termine il compito che mi ha affidato Renth.
Per cercare di scacciare quello strano senso di malinconia si concentrò di nuovo sul gigante. Devo smetterla di chiamarlo così. Ma come? Non ha neanche detto il suo nome. Non parla con nesuno, neanche con Kire, a parte qualche frase veloce. Dovremmo conoscerci meglio tra di noi...se dovessimo combattere ci vorrebbe coordinazione, e questo distacco che si sta creando...non giova alla situazione. Il fatto è che siamo tutti troppo presi dai nostri segreti e dai nostri dolori. Io per prima.
Mentre camminavano, si affiancò a lui. E' altissimo, imponente...e sa usare magie potentissime. Che grande combattente deve essere.
Si decise a parlargli. Le costò uno sforzo grandissimo, perchè aveva ancora addosso quello strano timore. Devo superare questa paura. Non temo i Khai, nè i maghi di Zael; non posso temere qualcuno che deve viaggiare con me.
"Dal momento che viaggeremo insieme...forse dovremmo presentarci. Io sono Ailyn Siren, e una volta appartenevo alla Gilda di Farn. "
Non le sembrava molto interessato alla conversazione.
Non importa, mi ascolterai comunque.
"Ho visto che anche tu sei un mago. E un telepate. Mi chiedo se appartieni a una Gilda, o come Kire hai imparato da solo a controllare i tuoi poteri. Se è così, sono impressionata: non avevo mai visto nessuno utilizzare una magia spazio-temporale."
Erano arrivati al mercato. Ailyn iniziò a guardarsi intorno per scegliere cosa comprare. Della frutta secca potrebbe essere utile...occupa poco spazio ed è abbastanza energetica. E' meglio che mi consulti con gli altri su cosa portare. Ma prima voleva sentire se il gigante aveva intenzione di risponderle.
frutta secca, a eric piaceva, in fondo aveva imparato ad aprezzare anche i cibi più comuni, viaggiando dasolo ogni cosa andava bene....... ailyn, pensa tu ai viveri io penso alla cartina....... doveva trovare una cartina del posto, anzi meglio un sett di cartine una di tutta la vona ed altre più piccole e dettagliate......desper vieni come me...... eric cominciò a camminare seguito da desper e gli disse......noi due abbiamo dei buoni motivi per dover passare inosservati, non è stata una buona idea scontrari col cacciatore di taglie. capisco che quando succedono queste cose è difficile pansare razionalmente ma se la gentaglia di questo posto scoprisse chi sei, una cratura che straordinariamente ha resistito alla trasformazione in khai, i caccaitori di taglie o collezzionisti farebbero di tutto per catturarti, quindi cerca, anzi cerchiamo di compostraci come persone comuni e manteniamo la calma, solo così usciremo da queata città senza problemi, oggi ci siamo fatti trasportare dagli eventi tutti e due, poi furori di quì potremo fare come vogliamo...... eric vide in lontananza il nagozio di mappe.....
E cosi senza dire niente Kire si avvio assieme alle altre persone presenti li fuori.
Doveva seguirlo, anche se non si fidava molto di quella gente non aveva altra scelta per arrivare a glode. E cosi si incamminarono, arrivati nella via principale una donna si gettò fra le braccia del ragazzo con i capelli neri, Eric questo era il suo nome.
Sul volto di Kragh si formò un lieve sorriso come se era certo che l'avrebbe incontrata oggi. [sono solo d'intralcio! uccidili......]
{credo che sarannò utili invece}
[NO!!! UCCIDILI!!!]
La sua mente continuava a tormentarlo ogni momento che viveva, all'imrpovviso tutto ciò venne spazzato via dalla voce della ragazza.
"Dal momento che viaggeremo insieme...forse dovremmo presentarci. Io sono Ailyn Siren, e una volta appartenevo alla Gilda di Farn. "
#.................Ailyn.......................................# non ci pensò tanto e proseguì
"Ho visto che anche tu sei un mago. E un telepate. Mi chiedo se appartieni a una Gilda, o come Kire hai imparato da solo a controllare i tuoi poteri. Se è così, sono impressionata: non avevo mai visto nessuno utilizzare una magia spazio-temporale."
Si fermo ad osservarla, una ragazza dai capelli argentati con un lungo maglione verde che le arrivava fin sotto le ginocchia, un pelle rosa chiaro sulla quale risalta una piccola cicatrice a forma di luna su di una guancia.
Esplose improvvisamente in una risata.
"Ahahahahahahahah, un mago? un telepate?"
smise di ridere "Io non lo so, Kragh, puoi chiamarmi cosi" la sua voce era triste in quelle parole.
"Perchè venite con noi, non c'è nulla a Glode che possa interessarvi. Beh sono giustamente affari vostri, forse in cinque il viaggio sarà meno faticoso."
Quest'uomo non sa neanche chi è!O che cosa è...
Ailyn era rimasta sconvolta dalla risata del gigante...No, ora so come chiamarlo: Kragh. Poi la sua voce era diventata triste. Non sapeva cosa pensare; ma parlandogli una parte del timore che aveva era scomparso. Non è così strano come sembra. Almeno...non più strano di tutti noi. Vorrei cercare di capirlo...
Ma che diavolo te ne importa! Fatti gli affari tuoi! Intanto Eric e Desper erano andati a comprare una mappa della regione. Kragh le aveva chiesto come mai volevano andare a Glode. Decise di rispondergli.
" Dunque ti chiamerò Kragh. Forse ti sarà utile sapere che i miei due compagni di viaggio si chiamano Eric e Desper. Dici di non sapere se sei un mago o un telepate, ma io ti assicuro che lo sei, e anche molto potente. Penso che ne dovresti essere fiero, e non dirlo con quella voce triste. Avere dei poteri è un peso, ma nel giusto modo si può trasformare questo peso in qualcosa che porta vantaggio." Glielo avevano insegnato alla Gilda molto tempo prima. "Bè...comunque questo è solo un consiglio."
Si guardò ancora intorno tra i banchi pieni di merci.
"Vuoi sapere perchè io Eric e Desper vogliamo andare a Glode? Ma sì, te lo dirò. Ci siamo conosciuti per caso ieri, sarebbe lungo spiegarti come. Comunque per una serie di coincidenze io ho scoperto che una persona mi ha lasciato un compito da portare a termine, e questo compito richiede che io scopra che diavolo di esperimenti stanno facendo i maghi di Zael con gli incantesimi della Luce e dell'Oscurità. Ho visto le due spade che portava con sè Kire, e mi sono accorta che le lame erano state modificate con la magia. Poichè quelle spade vengono da Glode, io sto andando lì per cercare di saperne di più. Eric e Desper odiano i mghi di Zael per vari motivi personali di cui non mi hanno parlato e per questo hanno deciso di venire con me. In sintesi le cose stanno così."
Rimase un attimo in silenzio. Voleva fagli una domanda...ma aveva paura di un'altra sua strana reazione. Decise di parlare.
"Tu...vieni a Glode per via di quelle lame?" indicò i guanti di Kragh.
"E' ovvio che se sono affari tuoi sei libero di non dirmelo. "
Mentre aspettava una risposta, si avvicinò ad un venditore di frutta e comprò qualche mela e un po' di noci e fichi secchi.
Guardò Kragh.
"Spero ti piacciano...costano poco!"
Dopo averlo detto, la cosa le sembrò alquanto stupida. Le venne da sorridere. Questa situazione mi sta facendo diventare matta. Troppe cose strane, una dietro l'altra. Spero non mi abbia sentita.
Per evitare di dire altre cose insensate si rivolse a Kire.
"Ho preso della frutta. Forse dovremmo comprare anche un po' di carne secca, e pane. Che ne pensi?"
E dovevano sbrigarsi, le strade iniziavano ad affollarsi ed era meglio passare inosservati per non avere problemi. Spero che Eric e Desper trovino in fretta la mappa. Dobbiamo andarcene da Yera.
eric e desper arrivarono alla bancarella delle mappe, il venditore era un'uomo sulla cinquantina con una cicatrice sull'occhio destro........avete bisognno srtanieri?.....disse l'uomo....... si, una cartina di tutta la zona, possibilmente con mappe più piccole e dettagliate, presto...... disse eric il venditore rise
V: ha ha ha
E: non vedo cosa cè da ridere!
V: ma per chi mi avete preso, sono solo un umile venditore di carte e sono anche l'unico della città
E: allora facciamo in fretta, fammi vedere le cartine del posto
V: le cartine? ne ho solo una straniero!
E: solo una? ma che razza di mercante sei?
V: negli ultimi giorni ne ho vendute parecchie e ora mi è rimasta solo questa
il ventitore tirò fuori una cartina in ottime condizioni e perfettamete dettaliata......ora capisco perche nessuno ha comprato questa, deve cosare una fortuna!..... eric guardò le ultime monete che gli erano riamste, solo 25 monete di bronzo, una miseria, forse non avrebbe dovuto pagare la locanda. eric guardò un ultima volta la catrina era perfetta......
E: quanto la fai?
V: 1 moneta d'argento
E: cosa!! sei imazzito!!! sarai anche un umile venditore, ma questo è un furto!!!
V: prenere o lasciare
E: tu sei tutto matto vecchio!! ti di 20 monete di bronzo
V: ora sei tu quello pazzo, 1 argento o niente
E: non tnato denaro con me, non cè una scappatoia?
V: beh 20 bronzi più gli orecchini che hai in tasca
quel vecchio era sveglio, si era accorto che eric aveva degli orecchini nella tasca del giacchetto, eric li tirò fuori
E: intendi questi?
V: esatto, penso che valgano almeno 70 bronzi
E: scordatelo!!
V: che ti costa, non vorrai mica viaggiare senza una carta?
E: questi orecchini non sono in vendita vecchio!!
V: tutto è in vendita quì a yera!
E: anche l'onestà a quanto vedo dai prezzi
V: sta a te decidere
E: scordatelo vecchio!!
V: bene tietti i tuoi orecchini, ma sono sicuro che tornerai
E: ............
eric se ne andò dal banco delle mappe e si allontano a passo svelto per qualche decina di metri poi si fermò di colpo e si rivolse a desper...... 700 monete, è un furto!! è anche vero però che non possiamo viaggiare senza una mappa...... mi è venutà un' idea, tu vai vicino al venditore di mappe senza farti notare poi fai qualcosa, qualcosa che lo distragga, inventati qualcosa ma non dare troppo nell'occhio poi quando il venditore è distratto gli porto via la mappa...... ci stai?....... eric aspettò in silenzio la risposta di desper.....
Ailyn non sentiva le voci che tormentavano la mente di Kire. Eppure qualcuno le stava seguendo. Seguì il gruppo. Sentiva dei passi sconosciuti dietro di se, am ogni volta che si girava non vedeva nessuno.
Magie dell'invisibiltà.....maledizione non ho la più pallida idea di come contrastarel...era certo che qualcuno lo stesse seguendo, qualcuno o più di qualcuno.
Erano al mercato, la gente era poca. Ailyn discuteva con il gigante...Kragh, si chiamava così...Buono a sapersi.... pensò di sfuggita.
La ragazza dai capelli argantati gli rivolse la parola
-Ho preso della frutta. Forse dovremmo comprare anche un po' di carne secca, e pane. Che ne pensi?-
-Secondo me è una buona idea-
rispose senza esitazione.
Una voce mentale gli interruppe i pensieri:
Kire, Kire...quando imparerai a cavartela da solo. Se non vieni subito all'uscita della città...quella che porta a Glode, e devi venire da solo, faremo fuori quella ragazza accanto a te....sarebbe un peccato no? Oh forse ho parlato troppo?? Ti ho fatto tronare alla mente brutte cose?? Ah, ha, ha.....
Kire era sconvolto. Non poteva permettere che accadesse di nuovo...che morirssero altre persone innocenti per colpa sua.
Usano magie dell' invisibilità pensò.
Guardò Alilyn, e si decise a parlare, ma le perlò a voce bassa, in modo che potesse udire solo lei che era li vicino
-Ailyn...devo chiederti una cosa-
pensò un momento e riprese a parlare
-Hai detto che vieni dalla Gilda di Farn...giusto? Li usate anche magie di protezione. Come si fa a spezzare un incantesimo di invisibilità?
Attese la risposta....
Ailyn sembrava un pò intimorità da Kragh, questo non lo sorprendeva affatto, anche lui aveva timore di se stesso alle volte, timore di scoprire chi era.
"Tu...vieni a Glode per via di quelle lame?" disse Ailyn indicando i suoi guanti.
Poi si allontanò e si diresse verso una bancherella di frutta li vicino, torno poco dopo con della frutta in un cestello.
"Spero ti piacciano...costano poco!" le sfuggi un sorriso.
"Grazie, ho gia mangiato ma lo accetto volentieri uno" ricambio al sorriso di Ailyn e poggio la mano sulla testa di lei.
"Non avere timore, non mordo mica sai?"
Proseguirono il loro viaggio nella città.
Eh?!?
Ailyn rimase completamente senza parole quando Kragh le mise una mano sulla testa e le disse "Non mordo mica, sai?". Arrossì violentemente ( da quanto tempo non accadeva? ) e si voltò dall'altra parte per non farsi vedere.
Come se fossi una bambina! Era profondamente adirata con sè stessa per quella sua debolezza. Sei una stupida, proprio una stupida! Si è accorto che lo temevi! Doveva essere così evidente! Stupida, stupida stupida. E quella frase idiota sul prezzo della frutta secca...te la potevi anche evitare! Eppure c'era una remota parte di lei che in quel brevissimo contatto aveva sentito qualcosa di simile al...calore. Altre idiozie, smettila...
Comunque...non ha risposto alla mia domanda. Mi chiedo dove abbia preso quelle lame. E c'erano anche molte altre domande che avrebbe voluto fargli: perchè hai distrutto la spada oscura? E come hai fatto? Perchè nel mio sogno ti ho visto rinchiuso dietro delle sbarre? Che cosa hai detto prima a Eric???
Ma in quel momento non era proprio il caso. Forse strada facendo.
Intanto Kire aveva approvato la sua scelta del cibo. Ailyn si avvicinò ad un altro banco e comprò una grossa pagnotta, poi alcuni pezzi di carne secca, che ottenne senza pagare, perchè il venditore la conosceva molto bene: aveva curato suo figlio quando si era rotto una gamba cadendo da un albero. Da lui si fece dare anche una grossa borsa di lino grezzo, in cui mise ciò che aveva comprato. Mentre faceva questo notò che Kire era preoccupato; continuava a guardare dietro di sè, come se si sentisse seguito. Pochi istanti dopo le fece una domanda.
"Come si fa a spezzare un incantesimo di invisibilità?"
Bella domanda, pensò. Si fermò e si sforzò di ricordare. Dipende da quanto è forte il potere di chi lo usa...ma perchè me lo sta chiedendo?
"Kire, credi che qualcuno ti stia seguendo sotto incantesimo di invisibilità?", disse a voce bassissima.
Dal suo sguardo capì che era così.
Le voci che aveva sentito prima, e che lei non era riuscita a sentire!
"Hai idea di chi possa essere? Un incantesimo di invisibilità è tanto più resistente quanto più potente è la persona che ne fa uso. Io...non saprei dirti precisamente come scioglierlo, ma quello che so di sicuro è che è una magia basata sulla forza di concentrazione. Se riesci a rimanere concentrato l'incantesimo funziona bene; deconcentrati anche solo per un attimo e c'è molta probabilità che si sciolga. Ma comunque dipende dai casi...Forse Kragh..." Ma no, lui non ricorda niente. Sa usare le magie ma paradossalmente penso che non sappia neanche come fa.
"Senti...Credi che questa persona...o queste persone...vogliano attaccarci? Pensi che siano maghi di Zael? O qualcuno che ti insegue per riprendersi la spada? "
Uno scontro di magia al centro di Yera...sarebbe una strage!Dobbiamo andarcene, Eric, Desper...vi prego, sbrigatevi...
-Kire, credi che qualcuno ti stia seguendo sotto incantesimo di invisibilità?-
La ragazza gli pose quella domanda...lui ne ne era sicuro però sentiva la presenza di maghi attorno a lui...e di sicuro non erano amici di Ailyn.
-Hai idea di chi possa essere? Un incantesimo di invisibilità è tanto più resistente quanto più potente è la persona che ne fa uso. Io...non saprei dirti precisamente come scioglierlo, ma quello che so di sicuro è che è una magia basata sulla forza di concentrazione. Se riesci a rimanere concentrato l'incantesimo funziona bene; deconcentrati anche solo per un attimo e c'è molta probabilità che si sciolga. Ma comunque dipende dai casi...Forse Kragh...-
-Senti...Credi che questa persona...o queste persone...vogliano attaccarci? Pensi che siano maghi di Zael? O qualcuno che ti insegue per riprendersi la spada?-
La ragazza coninuava a parlare. Kire le si avvicino è lo parlò a voce bassa
-Sicuramente è qualcuno che mi cerca...anzi più di qualcuno. Hai detto che la magia dipende dalla forza di concentrazione di chi la usa- dannazione...i figli di Zael sono addestrati alla perfezione....ma devo scontrarmi con loro per evitare che qualcuno si faccia del male pensò
riprese a parlare
-Senti...non voglio coinvolgervi nei miei problemi. Anrò all'uscita della città per vedere se queste persone che mi cercano vogliono solo me oppure la spada. Dvo andare da solo- si fermò e la guardò negli occhi -non provate a seguirmi per nessun motivo.... Se dovessi avere qualche problema mi metterò in contatto con te o con Kragh-
Si girò e corse fino all'usita della città.
Arrivato all'estreno della città le voci tornarono nella sua mente
Ecco...finalmente sei quì....
Davanti a lui comparirono quaqttro persone incappucciate che brandevano una spada identica alla sua.
prese coraggio e disse
-Che cosa volete da me?-
La risposta fu una magia di Oscurità...qualcuno gle l'aveva scagliata contro. Si spostò lateralmente e schivò la magia che esplose qualche metro più in dietro.
Diamine...mi servirebbe qualche aiuto ma non posso coinvolgere gli altri sarebbe troppo rischioso...
-Ok se la mettete così...-
si prepartò ad attaccarli...
"Non voglio conivolgervi nei miei problemi", aveva detto Kire, e si era messo a correre verso l'uscita nord di Yera. Così Ailyn era rimasta con Kragh. Desper e Eric ancora non si facevano vedere.
Che cosa sarà andato a fare? Ha detto di non volerci coinvolgere...ma poichè dovremo viaggiare insieme...siamo legati gli uni agli altri.
Si rivolse a Kragh.
"Credi che dovremmo seguirlo? Forse...se si dovrà scontare con qualcuno avrà bisogno di una mano."
Ha detto che non voleva essere seguito, ma nessuno mi ha mai impedito di fare una cosa che mi sembrava giusta. E non sarà Kire il primo. E poi devo sapere se in tutto questo sono coinvolti i maghi di Zael.
"Io vado. Tu sei libero di fare come vuoi. Se non vuoi essere coinvolto, come ha detto Kire, resta qui e aspetta Eric e Desper. "
E si diresse anche lei verso l'uscita di Yera.
Spero che Kragh venga...io non potrei essee molto d'aiuto a Kire, non sono una maga potente...mentre lui lo è sicuramente molto più di me.
Me Eric e Desper...cosa penseranno quando non ci vedranno più al mercato? Be'...in qualche modo ci ritroveremo. Comunque l'uscita nord di Yera è quella in direzione di Glode...è probabile che se non ci vedranno verranno lì. Altrimenti tornerò indietro a cercarli. Ma ora devo andare da Kire.
Kragh sentiva che c'era qualcosa che non andava ma continuava a comportarsi normalmente, per quanto poteva, in modo da non dare nell'occhio.
Poi improvvisamente Kire inizio a correre via dopo aver detto ad Ailyn che si trovava nelle sue vicinanze "Anrò all'uscita della città per vedere se queste persone che mi cercano vogliono solo me oppure la spada"
(La spada!) [sta scappando, ti tradisce! UCCIDILO AHAHAHAHAHAHAHAHAHAH]
{COSA ASPETTI, INSEGUILO!}
Poi Ailyn distolse i suoi pensieri per un istante.
"Io vado. Tu sei libero di fare come vuoi. Se non vuoi essere coinvolto, come ha detto Kire, resta qui e aspetta Eric e Desper. " ed inizio ad andare verso l'uscita della città.
Kragh la rincorse, con il suo lungo passo in un istante fu da lei e la fermò.
"NO" le ringhio contro. La sua espressione era seria ma allo stesso tempo carica di rabbia.
"Tu devi restare qui! Aspetta i tuoi compagni!" corse come un matto verso l'uscita della città, come una bestia fiuta l'odore della sua preda cosi Kragh aveva sentito l'odore della magia li fuori, le sue lame emettevano un bagliore pulsante mano a mano che si avvicinava all'uscita. Davanti a lui si parava il seguente scenario, quattro uomini incappucciati che stavano scontrandosi contro Kire e tutti avevano quella spada dalla lama bianca. Rimaserò tutti molto perplessi alla vista di Kragh.
"non può essere!" esclamò uno di quei misteriosi individui "uccidete anche lui!"
(perchè questa reazione.... sanno chi sono! queste persone mi conoscono! voglio saperne di più...) {ATTENTO SCIOCCO!} i troppi pensieri che affollavano la sua mente gli hanno impedito di essere attento e una scarica di energia arrivò a colpirlo in pieno petto scagliandolo a terra violentemente facendogli perdere per qualche istante i sensi.
Quell'istante divenne infinito nella mente di Kragh, nuove immagini scorrevano davanti ai suoi occhi. Un uomo con lunghi capelli neri stava lottando dentro una torre, no, era una arena, lottava contro dei Khai, tutto attorno strane figure osservavano nell'ombra lo spettacolo. L'uomo era stremato, un khai gli si avventa contro. E poi buio, una voce. "Bene bene, ci rincontriamo ancora eh? Sorpreso? Ahahahahahahahahah, chi nn lo sarebbe. Oggi è un grande giorno, si, perchè oggi ti ucciderò ahahahahahahahahahahahah........"
#........maledizione................svegliati.........# $GHKAL JIS$ *LIBERAMI!*
Si rialzò in piedi come se nulla fosse successo, i suoi occhi ora erano completamente grigi e il suo volto aveva assunto un espressione di rabbia animalesca, quasi non umana. Si lanciò ad un incredibile velocità contro uno di quelli individui con le sue lame incrociate fra loro, lo getto a terra piantandogli nel petto e nel collo le punte delle due lame cosi fortemente che avevano traforato il corpo ed erano affondate nel terreno sottostante. Un altro individuo incappucciato gli si avventò contro mentre gli altri due affrontavano kire a colpi di magie, sferro il colpo con violenza procurandogli un taglio profondo che passava fra il petto e l'addome. Kragh provò un dolore immenso ma questo non fece altro che aumentare la sua rabbia, si avventò contro l'incappucciato e mentre duellavano con le spade gli lancio addosso un incantesimo di fuoco, la sua tunica prese fuoco e anche le ferite al petto di Kragh bruciavano a quella distanza. Nel tentativo di spegnersi le fiamme quell'uomo si distrasse, Kragh lo piantò con un onda d'urto contro un albero con un impatto cosi violento che le fiamme stesse si spegnerò, gli taglio entrambe le braccia e lo sollevò con la spada rivolta sotto la gola
"DIMMI COSA SAI SU DI ME!"
"........ahahahah..... COUGH COUGH......... non ricordi......... t...tu......devi......mo......... morir.....e............ahahah.....COUGH COGUH" è tutto ciò che gli rispose quello strano individuo mentre sputava sangue dopo di che emise il suo ultimo respiro.
Nel frattempo Kire stava combattendo contro l'ultimo di quelli individui incappucciati, Kragh notò a terra il corpo dell'altro uomo e vide che la spada che brandevano si stava dissolvendo, si volto di scatto verso il suo cadavere e vide che anche le altre spade stavano svanendo, poi la sua testa divenne pesante e svenne a terra con quella ferita ancora aperta.
Erano quattro contro uno. Uno scontro non alla pari...
Dovev risciare. Ma cosa fare? Chi attaccatre e come attaccare? Kire non ne aveva la minima idea.
I quattro erano ancora davanti a lui, immobili, hce aspettavavno la sua mossa.
Sono più stupidi di quello che pensavo se mi lasciano cominciare pensò...poi agì. si preparò a lanciare una duplice magia. Lanciare due magie contemporaneamente...non ci era mai riuscito, magari questa era la volta buona.
L'attacco riusì, ma i quattro erano ancora interi, come se non avessero subito alcun danno.
Una voce mentale gli scombussolò i pensieri:
Ci speravi eh? Non sei mai stato bravo con queste cose....lascia perdere, unisciti a noi, così potrai apprendere alla perfezione tutte le tecniche magiche....
La proposta era buona...ma la risposta di Kire fu negativa
No! Ho già detto che non voglio più avere niente a che fare con i figli di Zael...
Poi udì dei passi alle sue spalle...era Ailyn. Dannazione perchè è venuta....le avevo detto di rimanere a Yera. Venendo quà mette a serio rischi la sua vita Kire non aveva nemmeno finito di pensare che uno degli unomini incappucciati lanciò verso la ragazza un magia di oscurità.
Kire corse verso di lei, la prese per un braccio e la tirò verso di se, evitandole di essere colpita da quella magia...
La rabbia prese il sopravvento. Quella ragazza non avrebbe dovuto essere li...doveva restare al villaggio, con eric, Desper e Kragh....invece era li...Perchè?
La teneva ancora per la mano...quella scena gli aveva fatto ritornare alla mente degli eventi passati. Eventi che credeva di aver rimosso, ma ora non ne era più tanto certo...
Rivolse uno sguardo ad Ailyn, avrebbe voluto rimproverarla per non essersi fatta gli affari suoi, ma non ci riuscì. Disse solamente
-Aspetta quì...di loro me ne occupo io...-
Oltre ad Aylin era arrivato anche Kragh. Testardi... pensò. La lotta cominciò. Kragh era furioso...combatteva come una belva assassina. Uccideva qualsiasi persona gli si parasse davanti.
Alla fine dalla battaglia Kragh sevenne e le spade che brandeva no i Figli di Zael svairono.
Kire temeva di sapere perchè le spade svanivano dopo la morte del loro possessore. Rammendava ancora, come fosse stato ieri, le parole che gli aveva detto Rena approposito delle spade dei Figli:
Era in una casa, seduto su un divano, davanti ad un fuoco acceso. La ragazza dalla chioma bionda era seduta accanto a lui. Era calma, come se nulla al mondo potesse turbarla. Stavano parlando della setta: la setta dei Figli di Zael.
-Senti Rena...una volta facevi parte dei figli giusto?-
-Esatto Kire. Sono stata congedata dall'ordine per un ,otivo non meglio precisato. Perchè me lo chiedi? Vuoi sapere qualcosa sulla setta?
-Sei...ecco...Shan mi ha detto che quando il possessore di una Ihndra muore, la spada muore con lui...che cosa significa-
La ragazza sospirò...temeva che la risposta avrebbe turbato Kire
-E'difficile da spiegare...Una Ihndra è legata al suo possessore sino alla morte, come un matriomonio. La spada si sintonizza sui canali psichici del suo possessore e muta con lui. Se un estraneo tenta di impugare una Ihndra altrui corre il rischio di subire uno schoc mentale. In poche parloe...quando l'energia psichica del domatore si spegne, anche la spada lo segue, dissolvendosi come se non fosse mai esistita....-
Il ritorno al presente fu alquanto brusco per Kire. Erano ricordi in parte piacevoli e in parte spiacevoli. Il sorriso della donna che amava, il ricordo delle giornate passate con lei...lo facevano sentirefelice. Il ricordo della setta... dell'addetramento ricevuto e di Shan...lo facevano star male.
Kragh era sevnuto, fortunatamente c'era anche Aylin...poteva curarlo.
Kire si avvicinò alla ragazza e disse
-Ailyn..Kragh hauna ferita aperta, curalo prima che la situazione peggiori-
Mentre attandeva che la ragazza aiutasse l'uomo disteso a terra, comprese finalmente perchè la spada oscura gli aveva prosciugato le forze...però mancava ancora qualche tassello al puzle
Perchè i Figli mi stanno cercando...
desper se ne stava in silenzio senza battere ciglio, eric sapeva che avrebbe accettato........ bene allora mi fido...... dopo aver detto questo eric si immerse nella folla confondendosi tra le persone comuni, camminò in avanti per una ventina di metri in modo da essere in una posizione favorevole. era ben nascosto tra la folla e vedeva perfettamente il banco delle mappe aspettava solo la mossa di deper....... spero non faccia nulla di troppo avventato....... continuava a ripetersi eric. attese ancora, non vedeva l'ora di andarsene da quella città, ogni minuto in più che rimaneva era una possibilità in più di essere scoperto, soprattutto in mezzo a tutte quelle persone.
eric era fermo nella folla, le persone lo uratvano senza neanche chiedere scusa, tutti sbraitavano e facevano una gran confusine ma eric non se ne accorgeva nemmeno, teneva i suoi occhi puntati su desper e sulla bancarella e non poteva fare a meno di pensare....... fai veloce desper........
Quando Kragh l'aveva raggiunta in un balzo e l'aveva fermata all'improvviso urlando "NO!"con un tono di voce disumano, quasi animalesco, Ailyn era rimasta paralizzata per un attimo. Poi lui era corso via come un fulmine verso l'uscita di Yera, le sua lame che splendevano in manera innaturale.
Ecco perchè ho paura di lui...
Ma non poteva fermarsi a pensare; iniziò a correre anche lei dietro Kragh.
Non ho bisogno di essere protetta...da nessuno!Ho scelto io questa strada, e non saranno due persone appena conosciute a dirmi cosa devo o non devo fare.
In pochi minuti li raggiunse. E li vide: quattro maghi di Zael che brandivano spade di luce. Kire era alle prese con due di loro, li combatteva usando magie elementali, ma sembrava in difficoltà.
Ma Kragh...dove...No!
Kragh era a terra semisvenuto; forse uno dei maghi aveva lanciato un incantesimo su di lui.
Senza pensare Ailyn si diresse verso di lui...Poi all'improvviso sentì che qualcuno la prendeva per un braccio...e una magia che esplodeva a pochi passi da lei. Kire la teneva per mano ( il sogno...una premonizione?) ; il cuore le si fermò per un attimo. Poi le disse di stare fuori da quello scontro.
Devi dargli retta; sei troppo debole, non puoi fare niente per loro...Niente! Sei solo un peso...A malincuore si gettò a terra e lì rimase a guardare, impotente. Non avresti dovuto seguirli...Sei debole, non servi a niente!
Kragh si era rialzato da terra; combatteva con una furia che non era quella di un essere umano. Con le sue lame trafisse uno dei maghi; su di un altro scagliò un incantesimo di fuoco, poi un'onda d'urto. Ma era rimasto ferito; perdeva vistosamente sangue da una ferita all'addome. Nonostante questo, continuò a combattere, s possibile con più rabbia. E fece qualcosa che fece inorridire Ailyn: si avvicinò al mago che aveva colpito con gli incantesimi, gli tagliò le braccia e gli disse qualcosa...Dovette distrogliere lo sguardo. Si sentiva male; un'attacco di nausea la colse all'improvviso e le fece girare la testa. Poi la vista le si annebbiò. Come può torturare qualcuno in quel modo a sangue freddo....Riaprì gli occhi dopo qualche istante.
Era finita. Anche gli altri due maghi giacevano a terra privi di vita, le loro spade svanivano a poco a poco nella luce del mattino. Com'è possibile? Che altra diavoleria è questa?
Kire era in piedi, sconvolto ed esausto. Kragh era svenuto e continuava a perdere sangue dalla ferita.
Ailyn si alzò in pieid lentamente, in silenzio. Non sapeva cosa dire. Dovrei ringraziare Kire per avremi salvato la vita. Ma non trovava le parole.
Fu lui a rompere il silenzio.
"Ailyn..Kragh ha una ferita aperta, curalo prima che la situazione peggiori"
Non solo non sei utile in battaglia, ora dimentichi anche i tuoi doveri di curatrice!
"Sì, hai ragione" rispose immediatamente. Poi lo guardò per un attimo negli occhi.
"Kire...grazie per...per prima."
Si avvicnò a Kragh. Provava uno strano senso di ripugnanza nel pensare di dover curare quell'essere disumano.
Forse è meglio che muoia...un essere così...
Ma all'improvviso le tornò in mente il sorriso che le aveva rivolto poco prima...e quel senso di calore che aveva provato.
Non pensare mai più una cosa del genere, mai più!!!! Lui merita di vivere...e se combatte in maniera così crudele...deve essere per colpa di qualcosa che gli è accaduto, del dolore che ha provato.
Svenuto sembra così tranquillo...
Si chinò ad esamninare la ferita. Era uno squarcio profondo al di sotto del torace, ma sembrava che non ci fossero gravi lesioni interne.
Ha continuato a combattere con questa ferita...
Le ci volle molta concentrazione per indurre i tessuti a rigenerarsi. Con le dita cercò di riavvicinare i due lembi della ferita.
Spero che non provi tanto dolore...è un bene che sia svenuto.
Dopo svariati minuti si rese conto che l'incantesimo stava funzionando. Il flusso di sangue si era fermato. Ma Kragh era molto pallido.
"Se la caverà...sento che in lui c'è molta forza, e lotta per sopravvivere.", disse a Kire. " Ma non so se sarà in condizione di viaggiare. E non so dirti tra quanto riprenderà i sensi. La ferita era molto profonda; è stato fortunato."
Si sentiva stanca. Un incantesimo di guarigione di quel genere faceva sempre consumare molta energia.
Bel modo di iniziare un viaggio...siamo distrutti ancor prima di partire.
Eric e Desper!
Il pensiero le venne in mente all'improvviso.
Dove saranno finiti? Bisogna avvisarli di quello che è successo.
"Kire,credo che uno di noi due dovrebbe andare a vedere dove sono finiti Eric e Desper. Non vorrei che si fossero messi nei guai anche loro."
Spero che almeno loro siano ancora nel pieno delle loro forze...Ho la sensazione che ne avremo bisogno...
"E poi...forse dovresti spiegarmi chi erano quei quattro e in che modo sono legati a te e Kragh." disse, e attese una risposta.
"qualcosa che lo distragga..." si guardò intorno... -Ehi bambini!- disse rivolgendosi a dei bambinetti che giocavano a pallone:- Me lo fate un favore per 3 monete di bronzo?- i bambini si guardarono per un po' poi annuirono :-Bravi! Ora dovreste andare da quel signore che vende mappe e prenderlo un po' in giro, giocarci a palla intorno... Insomma divertitevi!- il più grande chiese:- e se ci insegue? Abbiamo l'obbligo di farci dare una lezione!- Desper rispose:- e io vi dico che potete scappare e dargli dello scemo!- i bambini presero le monete e iniziarono a infastidire il vecchio che stava perdendo il controllo. I bambini scapparono e lui iniziò a inseguirli con un bastone. Si mise di dianco alla bancarella aspettando Eric... Sorrideva ancora ripensando al vecchio che correva come un matto con un bastone in mano "vecchio idiota" pensò.
Continuava a controllare se il vecchio tornava...
.......brava desper...... pensò eric, aveva distratto il venditore indirettamnete, un idea perfetta eric si avvicino all bancarella velocemente, si guardo intorno, la foolla non si sarebbe nemmendo accorta dell sua presenza, frugo tra le mappe........ trovata...... disse a bassa voce. guardò la mappa un ultima volta, e se la mise sotto la giacca, ma eric non voleva andarsene subito, voleva lasciare qualcosa, qualcosa che facesse capire al vecchio chi era il più furbo. doveva sbrigarsi, prese una mappa a caso la aprì sul tavolo prese la penna la mise nell inchiostro e scrisse sulla cartina.......avevi ragione, sono tornato..... poi prese una manciata di monete dall cassa, e si rimischiò tra la folla. doveva andarsene non poteva più restare, comiciò a correre e raggiunse desper........ brva desper, ora andimo, ci saimo trattenuti fin troppo, gli altri ci staranno aspettando...... continò a camminare a passo svelto tra la folla, non sopportava tutta quella confusione. arrivò al mercato principale, li le persone erano un po più sparpagliate....... doeve sono andati?! li lasci dasoli un secondo e subito spariscono...... esclamò eric. si guardò ancora intorno per sicurezza ma non li vide....... sarà successo qualcosa, aspettimo.......
-Daccordo, aspettiamo!- Disse Desper e si andò a sedere su uno scalino poco lontano...
Sbuffò... -Se andiamo a questa velocità non ripartiremo mai più!- disse guardando il cielo... Era una giornata incantevole... Il vecchio stava ancora cercando di acchiappare i bambini e andava da una parte all'altra della piazza imprecando...
Desper rise nel vedere quella scena....
Era da molto che non rideva, da tantissimo.
Forse era anche merito di quelle persone che aveva incontrato...
Il suo sguardo si posò sul cacciatore di taglie che l'aveva infastidita. Quando la vide sbiancò e iniziò a tremare... Desper lo salutò con la mano, poi indicò la spada... Il cacciatore lanciò un verso stridulo e scappò via "buffone" pensò lei...
Guardò Eric e chiese:-Ma dove diavolo si sono cacciati?-
....... non lo so, ma detesto aspettare, voglio adndare via........ eric continuava a guardarsi in giro ma non vedeva nessuno, solo folla e caos, ailyn e gli altri non erano li, doveva essere successo qualcosa, non si sarebbero mossi senza motivo. l'attesa stava diventato snervante, eric non sapevase restae li o andarli a cercare poi tentò di fermare una persona per chiedere informazioni ma questa neanche lo notò......[/I] la massa, che nervoso!!...... poi eric andò in una bancarella e chiese al venditore..... mi scusi, ha visto una giovene ragazza, con due uomini, uno molto alto...... il mercante rispose a testa bassa.....[/I]si li ho visti, credo siano usciti dalla città...... il mercante alzò lentamente la testa e gurdò in viso eric, rimase sbalordito, aprì la bocca e sbarro gli occhi....... qualche problema?..... disse tranquillamente eric, il mercante rispose balbettando......t-t-tu s-sei q-q-quell-quello ri-ri- RICERCATO!!!!....... eric rimase sconvolto, l'avevano scoperto, molte persone di voltarono a guardarlo urlano e imprecando........ sei tu bastardo!!!! assassino!!! sei un mostro!!!..... la folla si stava rivoltando l'avevano scoperto, più di uno sfoderò le armi. eric comiciò a correre....... deper!!! mi hanno sceprto!!! dobbiamo andare!!!...... desper non semrva ascoltarlo, era immersa nei suoi pensieri. eric la prese per un braccio e la mise inpiedi...... su dobbimo andarcene!!!!...... un uomo dalla folla urlo...... la ragazza!!! e con lui!! prenete anche lei!!!!..... un un batter d'occhio un uomo prese una rozza arma da fuoco da una bancarella e sparò verso desper.. eric senza pensare si mise tra desper e la pallottola, eric fu colpito alla spalla sinistra........ahhh!!!!...... urlo, poi si rimise in piedi e cominciò a correre verso l'usita, mancava poco, l'uscita era vicina, pochi della folla lo inseguivano ma eric continuava a perdre sangue, ma ecco che che vide l'uscita. varcò la soglia della citta e vide ailyn e gli altri, non ci badò piu di tanto e si sedette a terra......
Ailyn stava curando Kragh. Ci volle un po' ma alla fine riuscì a sanare la ferita dell'uomo.
-Kire,credo che uno di noi due dovrebbe andare a vedere dove sono finiti Eric e Desper. Non vorrei che si fossero messi nei guai anche loro.- disse Ailyn, lo guardò e poi continuò...
-E poi...forse dovresti spiegarmi chi erano quei quattro e in che modo sono legati a te e Kragh-
Kire ormai non aveva scampo..doveva dirle la verità. Non sarebbe stato facile; come poteva speigare a quella ragazza l'esistenza di una setta che è alleata, e allo stesso tempo non lo è, a Zael.
Però ormai era tardi per tirarsi indietro...
Prese fiato e cominciò il discorso
-Ailyn...non penso che tu crederai a tutto quello che ti dirò, anche perchè ancora io adesso stento a crederci. I quattro tizi che hanno attaccato me e Kragh fanno parte di una setta chiamata: Figli di Zael. I Figli sono e non sono allo stesso tempo alleati di Zael. Non so che cosa vogliano da Kragh, ma di sicuro so cosa vogliono da me. Mi rivogliono tra loro.-
Ailyn sembrava sconvolta...e disorientata, ma Kire proseguì nella spiegazione:
-Un tempo facevo parte dei Figli...fino a quando non scoprii che cosa in realtà stessero tramando contro i villaggi. Facevo parte della miglore squadra dei Figli: I Sei Petali. Io, Shan, Yogo, Jenna, Dimir e...- non ebbe il coraggio di proseguire il discorso e di pronunciare il nome della sesta persona- l'utimo elemento del gruppo fuggì alla prima missione incaricata. Io mi slegai dai figli facendomi passare per disperso...ma evidentemente sanno che sono ancora vivo-
Guardò i cadaveri e una lacrima gli scivolò sul viso
-Quelli- disse indicando i cadaveri -sono solo tre dei miei vecchi comapgni-
Si girò nuovamente verso la ragazza e la guardò negli occhi. E'una maga più potente di quello che pensa...forse avrebbe potuto entrare nei Figli. Disptolse lo sguardo
-Per ora basta così. Penso che tu non abbia capito molto di ciò che ho detto...anzi spero che tu dimentichi presto quello che è accaduto quì e sopratutto spero che non lo racconterai a nessuno...tantomeno a eric...-
La guardò con aria severa e disse
-Promettimi che non lo dirai a nessuno...-
Era confuso...quel tuffo nei ricordi lo aveva scombussolato...
"E così eri un mago di Zael."
Ailyn riuscì a dire solo questo. Era troppo sconvolta.
Sapevi che non dovevi fidarti, lo sapevi!
"Uno di quei maledetti bastardi."
Quelle ultime parole le uscirono in un soffio. Aveva visto scendere una lacrima sul suo viso, stava soffrendo; ma...non aveva voglia di parlargli, non voleva dirgli nulla. Ora non è più uno di loro, ora li odia, cercava di dirsi. Ma non riusciva più a fidarsi di lui.
"Coloro che usano le armi della luce e dell'oscurità ne vengono corrotti, mi sembra di avertelo già detto. Questa è una cosa che tutti i maghi sanno. Dovresti buttare via quella spada. E' questo che dovresti fare, se dici di non voler avere più niente a che fare con loro.", la sua voce suonava fredda.
Mi dispiace Kire, ma non posso...non riesco più a fidarmi di te, ora che so.
"Comunque hai la mia parola: non dirò niente." ,fu l'ultima cosa che gli disse. Poi si concentrò di nuovo su Kragh, che non aveva ancora ripreso i sensi.
Almeno lui non c'entra niente con questi Figli, Petali, o come diavolo Kire ha detto che si chiamano. Spero.
Vide che Kragh respirava in modo affannoso, ed era scosso dai tremiti. Si tolse il mantello e lo coprì.
E' molto probabile che non sarà in grado di viaggiare. Forse dovremmo riportarlo alla locanda...ma ora ho paura di muoverlo, non voglio che la ferita si riapra.
Continuava a tremare. Forse ha degli incubi. Cosa posso fare per lui?
Gili appoggiò una mano sulla fronte e sentì che era calda. Cercò di trasmettergli pensieri di calma, tranquillità...Riposa Kragh...la ferita è a posto, stai tranquillo...Non era una telepate potente, ma lui lo era, e forse l'avrebbe sentita.
Stava per ricordare a Kire che bisognava andare a chiamare Desper e Eric, quando li vide arrivare di corsa. Eric era ferito; si gettò a sedere a terra.
Dannazione,anche lui!
Desper era subito dietro di lui.
"Desper, che è successo? Perchè state scappando?"
Ma non ebbe il tempo di sentire la sua rispota, perchè vide che una decina di uomini di Yera, armati, stavano venendo verso di loro.
E dopo il segreto di Kire... questo sarà quello di Eric.
Potrei spiegargli che sta con me, mi conoscono...
Ma non era una buona idea; Hetan le aveva detto di non creare problemi nel suo villaggio.
"Eric, alzati, presto...ti curerò dopo... Kire! Prendi Kragh sulle spalle, ti prego, dobbiamo scappare! Desper corri!" urlò ai suoi compagni.
Era confusa... Stava accadendo un casino colossale... Continuavano a correre senza sosta inseguiti da un branco di bestie inferocite.... -Non mi avrebbe colpito!- disse ad Eric mentre correvano... Aveva apprezzato quel gesto; non conosceva nessuno che avrebbe fatto questo per lei... La folla guadagnava terreno... Cominciarono a volare frecce, fiaccole, bastoni, pietre...
"bastardi!" pensò Desper... La spalla di Eric sanguinava copiosamente...
Si intrufolarono in una specie di radura... Li avevano allontanati per un po'; si fermarono per prendere fiato:-Dove ci nascondiamo?- chiese Desper col fiatone.
Si guardò intorno: c'erano alberi antichi e nodosi che corniciavano uno spiazzo con un lago cristallino.
Accanto al lago c'era una piccola caverna:-ci nascondiamo lì dentro?- chiese.
Non si ricordava di quel posto, non l'aveva neanche mai visto...
La caverna poteva essere la tana di un animale o... Dei khai.
"preferisco quelle immonde bestie piuttosto che una folla inferocita di contadini e mercanti!" pensò mentre aspettava che gli altri rispondessero.
Poi pensò ancora "se non si fa subito qualcosa per Eric potrbbe morire dissanguato..." Guardò Aylin, le fece un cenno con la testa e le disse:-ora è il momento di curarlo..-
eric continuava a perdere sangue, la sua vista si era annebbiata e non riusciva a tenere su la testa, entò nella caverna e si accasciò a terra. si teneva la spalla con una mano ma non riusciva a fermare il sangue strngeva i denti ma il dolore era davvero forte. eric non poteva fare a meno di pensare.......... forse non avrei dovuto farlo, forse non avrei dovuto viaggiare con loro, ma non potevo vedere di nuovo la stessa sciena, non avrei sopportato un altro dolore, non voglio vedre un altra volta una ragazza morire solo perche non ho agito, se desper fosse morta non me lo sarei mai perdonato....... eric non sentiva più dolore, era debole, forse non sarebbe sopravvisssuto ma continuò a pensare........ forse ora scopriranno cosa mi è successo a yera, poco importa, ma non devono assolutamete sapere cosa successe cinque anni fa sul monte kruton, se lne verrebbero a conoscienza mi tratterebbero come un mostro, e tornerei solo, non voglio stare solo, mi porterò il segreto nella tomba....... eric sentiva le voci dei suoi compagni di viaggio ma non riusciva a capire cosa dicevano, le forze lo stavano abbandonando. poi eric perse i sensi.
-Bene! Ci nascondiamo nella grotta!- disse Desper vedendo Eric che si andava a sedere al suo interno. Guardò verso Yera, sembrava che la folla si fosse data una calmata e fosse tornata da dove era venuta.
"Magari manderanno dei rinforzi" pensò... Fece segno agli altri di entrare nella caverna:-facciamo i turni di guardia, comincio io.- disse e si sedette fuori dalla grotta umida e gocciolante:-non andate troppo in fondo o rischiate di incontrare khai o cose così- aggiunse rivolta agli altri.
Ora era attenta e prestava attenzione ad ogni rumore "temo sia colpa mia, anzi è colpa mia!" pensava.
Ailyn lo strava rimproverando. Fa bene...fa solamente bene pensò non avrei mai dovuto dirle dei figli. Forse è meglio se me ne vado, se li lascio soli...se sparisco dalla circolazione....
-Coloro che usano le armi della luce e dell'oscurità ne vengono corrotti, mi sembra di avertelo già detto. Questa è una cosa che tutti i maghi sanno. Dovresti buttare via quella spada. E' questo che dovresti fare, se dici di non voler avere più niente a che fare con loro-
Quella frase si insinuò nella sua mente. Non poteva gettare la spada...aveva fatto un promessa, anzi due. Non poteva dimenticare chi era gettandosi il passato alle spalle. Guardò la ragazza...voleva rispondere a quella affermazione ma attorno a loro si stava scatendo l'inferno.
Kire prese Kragh sulle spalle e fuggì assieme agli atri...troppo poco tempo per pensare e troppo per agire pensò.
Si rifugiarono in una grotta, ma non erano ancora fuori pericolo, fuori i loro inseguitori li stavano ancora cercando.
Ailyn stava medicando Kragh.
Kire si avvicinò alla ragazza e le sussurrò all'orecchio una frase:
-Hai detto che dovrei gettare via la spada...ma non posso. Non è un capriccio o una scelta...è un dovere a cui mantegno fede, il dovere di mantenere una promessa-
Detto questo le toccò la spalla e usando il rapporto forzato con la mente della ragazza le fece vedere il passato...il suo passato...il passato di Kire.
Come in un film, come in un fashback, come in una scena al rallentatore, le immagini scorrevano nelle menti dei due...
Kire che stringeva tra le braccia il corpo senza vita di Rena, la ragazza che amava. Poi d'improvviso Kire prese la spada di luce dalla cintura della ragazza che teneva in braccio e minacciava gli uomini che incappucciati che gli erano di fronte:
-Non ti lascerò vivo...maledetto...e giuro sul mio onore e sulla mia vita che ti ucciderò con questa spada-
Uno delgi uomini si fece avanti...e gli rise in faccia
-Ha,ha,ha...quella è una Ihndra, la spada che è legata al suo possessore sino alla morte...con questo giuramento che hai appena fatto...se te ne separerai...morirai....-
Kire non diede peso a quelle parole
Concluse così il rapporto forzato...si avvicinò ad Ailyn che sembrava spaventata da quello che aveva appena visto nella sua mente e le disse a bassa voce...vicino all'orecchio:
-Capisci ora?....No di sicuro no....non capisci perchè non posso gettarmi alle spalle il mio passato...è troppo complicato per te- c'era ira nelle sue parole -è troppo assurdo per voi il concetto di Giuuramneto e Vendetta?-
Si allontanò dalla ragazza...e si appostò vicino all'entrata dell grotta...fuori poiveva...
Erano riusciti a mettersi in salvo in una grotta, che fortunatamente non sembrava abitata da animali o Khai. Kragh era ancora svenuto; anche Eric aveva perso i sensi a causa della ferita alla spalla.
Siamo bloccati qui dentro.
Diede ancora un'occhiata a Kragh per vedere quali erano le sue condizioni; continuava a tremare. Ha la febbre...e forse la ferita si è riaperta.
E c'era anche Eric in condizioni abbastanza critiche. A chi devo pensare prima?Dannazione!
Intanto fuori dalla grotta il tempo era pian piano peggiorato e stava piovigginando. Desper disse che si sarebbe messa di guardia.
"Grazie Desper. Appena ho finito con Eric e Kragh ti do il cambio", le rispose.
Kire era silenzioso e assorto nei suoi pensieri. Deve essere distrutto...Kragh non è certo leggero da portare sulle spalle...e dopo uno scontro d magia come quello che c'è stato prima...D'istinto si avvicinò a lui; poi le tornò in mente quello che le aveva raccontato. E' stato un mago di Zael, ricordatelo! E' per colpa loro che tuo fratello è morto e Renth è scomparso!
Si allontanò di scatto e si chinò su Eric. La sua ferita perdeva molto sangue; il colpo aveva reciso in pieno una vena. Ma per fortuna non era grave come Kragh. Con un incantesimo di media potenza dovrebbe cavarsela tranquillamente. Si concentrò, cercò di liberare la mente da tutti gli altri pensieri che turbavano...i maghi di Zael, Kire, Kragh in condizioni gravi... in una decina di minuti o poco più la ferita stava già molto meglio. Ma le serviva qualcosa per fasciarla.
"Desper, chiamò. "Hai qualcosa...un pezzo di stoffa per fasciare la ferita di Eric? Il mio incantesimo ha fermato il sangue per ora, ma non so se nelle prossime ora ricomincerà ad uscire."
Perchè lo chiedi solo a lei? Perchè non lo chiedi anche a Kire?
Non si rispose.
Mentre aspettava la risposta di Desper tornò ad occuparsi di Kragh. Perdeva di nuovo sangue; con un incantesimo lo fermò per la seconda volta; ma la sua fronte era bollente. Un'infezione. Non c'è dubbio. E non posso fare niente per contrastarla. Posso solo sperare che Kragh si a abbastanza forte da resistere. E' robusto; potrebbe farcela. Deve farcela.
E' meglio che muoia, era questo che aveva pensato prima. No, maledizione,no! Non voglio che muoia, non voglio vedere un' altra vittima dei maghi di Zael! Non voglio...non così!Kragh, tieni duro, ti prego...
Mentre questi pensieri la tormentavano, sentì la voce di kire sussurrarle qualcosa all'orecchio:
"Hai detto che dovrei gettare via la spada...ma non posso. Non è un capriccio o una scelta...è un dovere a cui mantegno fede, il dovere di mantenere una promessa".
Sussultò. Poi lui le mise una mano sulla spalla e lei ebbe una strana visione...Quegli uomini incappucciati, I Figli, e Kire che stringeva a sè una ragazza priva di vita...prendeva la sua spada e giurava vendetta. E c'era uno di quei maghi che diceva qualcosa a proposito della spada: che era legata nella vita e nella morte a Kire. La visione non era chiarissima...era come guardare il riflesso di qualcosa sull'acqua increspata. Ma tutto era permeato di dolore e rabbia...i sentimenti di Kire...
Poi lui sollevò la mano dalla sua spalla, e la visione svanì. Ailyn era turbata. Sentiva la sua tristezza.
Ho già la mia...Ho già i miei dolori, i miei sensi di colpa! Perchè mi stai facendo provare anche i tuoi, che diritto hai di farmi questo!
Ma non disse niente. Kire sembrava adirato, mormorò qualcosa a proposito del fatto che lei non poteva capire il senso di un giuramento e del desiderio di vendetta; la sua voce era carica di rabbia. Era confusa. Poi lui si allontanò; lo vide fermarsi sulla soglia della grotta a osservare le gocce di pioggia.
Tu! Tu...credi che io non sappia cos'è un giuramento! O la vendetta! Io che ho vissuto in solitudine per dieci anni, perchè ho perso le uniche persone che mi erano care, e che mi amavano!
Sia alzò e si diresse verso di lui.
Non fare cose avventate.
"So che cos'è un giuramento; so che cos'è la vendetta.", gli disse. La sua voce era calma, lei stessa ne rimase sorpresa." Anch'io devo vendicare qualcuno che mi è stato portato via a causa dei maghi di Zael." Avrebbe voluto parlargli di quello che aveva provato quando era bambina, quel giorno che la Gilda era stata distrutta...o quando Renth era partito e non era più tornato...ma non lo fece; schermò i suoi pensieri. Non posso mostrare la mia debolezza...il mio dolore. Non posso farlo, non ci riesco.
"Comunque", continuò, e nella sua voce ora c'era una lieve traccia di malinconia, "non userò mai le armi della luce e dell'oscurità. Ma questa è una scelta personale; e io rispetterò la tua. Se sei davvero legato per la vita e per la morte a quella spada....spero solo che non ti faccia del male."
Non riusciva a dire nient'altro; e aveva paura che il suo scudo mentale si dissolvesse. Perciò tornò ad occuparsi di Kragh e Eric.
La situazione di Kragh era stazionaria; non peggiorava, ma purtroppo non migliorava neanche. Eric sembrava stare un po' meglio, il suo respiro era regolare e anche se era abbastanza pallido, sembrava che un po' di colorito stesse riaffiorando sulla sua pelle. Forse presto avrebbe ripreso i sensi. Ma la fasciatura...!
"Desper", chiamò di nuovo. "Allora hai trovato qualcosa per fasciare la ferita di Eric? E servirebbe anche un panno umido...Kragh ha la febbre alta.". La sua voce risuonò nella grotta.
Qualcosa per fasciare una ferita... Si strappò 2 pezzi del mantello, uno dei quali inumidì nell'acqua del lago:-per ora usa questi!- li passò ad Ailyn. Si scrollò un po' d'acqua di dosso "perchè diavolo si è messo a piovere adesso?" si chiese.
Il cielo era grigio e lei si sentiva molto in colpa; sentì come un peso aggiungersi sul petto... Aprì il mantello: si era aggiunta una catena,era luminosa e incandescente come se fosse stata appena forgiata. Si richiuse il mantello con un sospiro malinconico... Un po' bruciava, ma non era niente di che, la cosa che la infastidiva era il suo peso; faceva molta fatica a trasportarle, aveva sempre fatto fatica, ma ora aveva un altro peso sulla coscienza e non era di qualcun'altro: era suo. Era colpa sua e non se lo sarebbe mai perdonato... Si sarebbe sognata quella scena tutte le notti insieme alle voci delle persone che piangevano e le chiedevano pietà... Tutte le notti aveva rivisto quei momenti dove uccideva a sangue freddo chiunque: uomini, donne, vecchi, bambini, senza distinzioni...
La testa le stava di nuovo scoppiando... Si portò una mano alla fronte, il sangue le pulsava come un martello nella testa "stai calma" pensò.
Con una voce un po' debole chiese in soffio ad Ailyn:-sei riuscita a fare qualcosa?-
"se ci è riuscita non ti sentirai meno colpevole, idiota!" si disse mentre attendeva una risposta...
Piveva. Era normale in quella stagione. Ailyn gi si avvicinò e lgi rispose che conosceva l'idea di Guiramento e Vendetta, e gli disse anche che rispettava la sua scelta.
Era una ragazza forte, ne era sicuro, molto più forte di quello che anche lei pensava di essere.
Guardò all'interno della grotta...sentiva paura, timore, e chissà cos'altro ancora.
-Io esco un attimo...non preoccupatevi....- disse calmo...o almeno pensava di essere calmo.
Uscì nella pioggia. Camminò verso il bosco; la piogia gli bagnava i capelli, era una sensazione piacevole, da quanto ormai non pensava più sotto la pioggia? Mesi, anni? Ormai da troppo tempo... pensò
Si fermò, era stanco, non per aver camminato, non per la lotta...ma per un peso che ne si sarebbe mai più levato di dosso.
Anche gli animali del bosco ormai si rifugiavano nelle loro tane perchè la pioggia si faceva più battente, ma lui era li, fermo a riflettere.
Chiuse gli occhi, voleva ascoltare il fruscio delle foglie colpite dalla pioggia. Era strano, era tutto calmo.
Come in brevi flashback gli tornarono in mente frasi, frasi che lo avevano aiutato, frasi di persone che ammirava...come quel vacchio che aveva battuo Shan...come diavolo si chiamava...proprio non gli riusciva di ricordarsi il neme di quela persona, però ricordava la sua frase...come se ora gle la stesse sussurrando:
-No...non batterti con me...perderesti. Invece fuggi...incontrerai molte persone...molte delle quali cambieranno la tua vita...-
Kire riflettè un attimo. Molte persone, eh?...che fossero i suoi attuali compagni di viaggio?? Ne dubitava, però, forse c'era qualcuno che poteva dargli un arisposta, qualcuno che abitava, però, a più di mille miglia di distanza da lui...in un piccolo villaggio...
Continuava a piovere, ma Kire non si mosse da li....
Ailyn vide Kire uscire dalla grotta nella pioggia. Avrà bisogno di stare da solo. Ne avrei bisogno anch'io, ma ora proprio non posso; devo stare accanto a Eric e Kragh.
Desper le si avvicinò. Sentiva ancora quel rumore di qualcosa di metallico quando si muoveva. Che cosa ci sarà sotto il suo mantello che fa questo rumore? Preferì non pensarci.
"Per ora usa questi", disse Desper e le diede due pezzi di stoffa; uno l'aveva bagnato nel laghetto che era lì vicino.
"Grazie Desper", le rispose.
Per prima cosa fasciò con cura la spalla di Eric. Cercò di stringere la fasciatura il più possibile, ma facendo in modo che non gli ostruisse troppo i movimenti.
Dovrebbe stare meglio tra un po'.
Poi tornò da Kragh. Gli appoggiò il panno umido sulla fronte, e lo coprì meglio con il suo mantello. L'infezione va avanti...Cosa posso fare, cosa? Non sopporto di dover stare così senza fare niente accanto a qualcuno che non so se sopravviverà!
"Sei riuscita a fare qualcosa?", le chiese Desper; la sua voce era sinceramente preoccupata.
"Eric dovrebbe stare meglio; la ferita non era molto grave per fortuna. Ma Kragh...sta molto male. Lui e Kire si sono scontrati con dei maghi di Zael. Li hanno uccisi, ma Kragh è rimasto ferito, come vedi. Avevo usato un incantesimo per curarlo, ma purtroppo durante la nostra fuga la ferita si è riaperta e si è infettata. E ora non so cosa fare."
Desper sembrava sentirsi in colpa per qualcosa. Forse Eric era rimasto ferito per colpa sua? Vorrei poter fare qualcosa per alleviare la sua tristezza.E non voglio restare da sola adesso; verrei assalita da troppi pensieri, e non posso permettermelo. Devo restare concentrata, se Kragh avesse bisogno di un altro incantesimo. Ho bisogno di parlare con qualcuno.
"Penso sia inutile che torni a fare la guardia" disse a Desper. "Quegli uomini ci hanno persi di vista e ormai avranno rinunciato a inseguici. Perchè non mi racconti com'è stato ferito Eric? Vieni, siediti accanto a me."
Le indicò di sedersi con lei vicino a Kragh.
"E mangiamo qualcosa. Abbiamo fatto una bella corsa, no? E io sono anche debole perchè ho usato molti incantesimi."
Prese la borsa in cui aveva messo le provviste e tirò fuori un paio di mele. Poi la porse a Desper.
"Prendi quello che vuoi. C'è abbastanza cibo per tutti e cinque. Quando Kire tornerà ne daremo un po' anche a lui. E anche Eric tra un po' dovrebbe riprendere i sensi."
Diede un morso a una delle due mele. Era dolce e succosa.
"Mi sento così...inutile. Non posso fare niente per aiutare Kragh, che sta così male. I miei incantesimi non bastano. Non sono abbastanza potente" , disse sovrappensiero, più a sè stessa che a Desper.
"Ma ora raccontami quello che è successo."
Continuò a mangiare e aspettò che Desper rispondesse. Intanto Kragh non sembrava migliorare.
Si sedette accanto ad Ailyn:-è successo tutto molto in fretta- disse:-Eric aveva chiesto a qualcuno se vi avevano visti ed è stato scoperto... Siamo scappati a tutta velocità, quando un tizio ha estratto un arma da fuoco e me l'ha puntata addosso... Ha fatto fuoco ed Eric mi si è parato davanti...- fece una lunga pausa, scostò la borsa e disse:-non ho molta fame...- "mi sento troppo in colpa per mangiare" pensò... Si alzò si scrollò ancora l'acqua di dosso e le catene tintinnarono in maniera assurda. Si appoggiò alla parete con lo sguardo basso...
Ogni volta che parlava di qualcosa riguardante le sue colpe si sentiva sempre più schiacciata e con la testa in fiamme.
Si appoggiò una mano sul petto: la nuova catena era ancora calda... Sospirò e si risedette.
-So come di senti- disse dopo molto:-anch'io mi sono sentita inutile poco fa in paese... Dove siamo di preciso? Ho viaggiato in lungo e in largo, ma non ho mai visto questo posto...- disse poi riferendosi alla radura.
Mentre aspettava una risposta aggiunse:-C'era un guaritore molto potente da qualche parte poco lontano da Yera, magari potrebbe fare qualcosa per Kragh.-
eric riprese i sensi, alzò la testa, la sua vista era annebbiata, aggrottò la fronte, aveva un mal di testa lacerante. si toccò la spalla, aveva smesso di perdere sangue e sulla spalla aveva una fasciatura.......mi hanno curato, ailyn mi ha curato....... penso. eric si sentiva a posto con la coscienza, forse aver provato a salvare una vita gli aveva alleviato il peso di tutte le colpe che si portava dietro. ancora seduto diede uno sguardo in giro, non vide kire ma vicino all'uasita della grotta c'era desper che parlava con ailyn, quest ultima si stava prendendo cura del gigante che ora era a terra, ora che ci pensava non sapeva il nome di quell'uomo. eric provò a mettersi in piedi ma era debole, aveva perso molto sangue......sono stanco di stare seduto.... disse. eric prese la spada ee la puntò a terra e la usò per alzarsi inpiedi, poi si trascinò a fatica verso desper e ailyn , si risedette a terra vicino a loro senza dire una parola......
Desper vide Eric avvicinarsi a loro:-a quanto pare stai meglio- disse.
Rimasero in silenzio per un po'.
Desper non si sentiva meno in colpa per quello che era successo.
"Vorrei chiedergli perchè l'ha fatto" pensò "smettila! Butterai benzina sul fuoco e basta! Ti ha salvato, dovrebbe bastarti!".
Guardò Kragh era ancora svenuto...
"tutti messi bene" pensò ancora.
Aspettava la risposta di Ailyn con lo sguardo basso, non riusciva a guardare negli occhi Eric. "Sei ridicola! Ora smettila!" si disse e si convinse ad alzare la testa.
Guardò Eric negli occhi: non sembrava pentito del gesto che aveva fatto.
Allora perchè si sentiva ancora così male?
Cercò di non pensarci, ma era difficile... Senza rendersene conto bisbigliò:
-maledette catene!-
eric parlò...... cos'e successo? perchè il gigante è a terra? dov'è kire? sono confuso, non è accaduto tutto in così poco tempo........ guardò il gigante, sembrava gravemente ferito chissà cos'era successo...... come si chiama, il gigante, come si chiama?....... doveva sapere il suo nome,non poteva continuare a chiamarlo così. eric guardò fuori dalla grott, pioveva......ancora piogga pensò...... eric guardò desper, lei evtava il suo sguardo poi guardò ailyn...... grazie per avermi curato...... era da tempo che eric non era riconosciente a qualcuno. le condizioni non erano le migliori, eric si reggeva inpiedi per miracolo, ailyn, era stremata, e il gigante, era a terra privo di sensi. eric sentiva che a poco a poco le forze gli stavano tornando, presto avrebbe potuto rimettersi, in viaggio. tuttavia sarebbe stato attaccato da i vari cacciatori di taglie che sicuramente si sarebbero messi in azione non appena avrebbero saputo che l'uomo da 80000 monete d'oro era nei pressi di yera ed era ferito. eric tiro fuori dalla giacca la cartina, che aveva rubato dal vecchio...... ecco ailyn questa è la cartina....... porse la cartina alla ragazza, poi sorrise, pensò alla faccia che avrebbe fatto il vecchio quando sarebbe tornato alla bancarella.....
Pioveva. Kire era fermo li...pensava...a cosa fare e a cosa non fare. Si sentiva solo, isolato e perso. Non si era mai sentito così prima d'ora. Era una sensazione terribile.
Le gocce gli baganavano il viso, era piacevole starsene li sotto la pioggia. I fruscii delle bestie chi si nascondevano sotto i trochi e negli alberi. Era da tanto, troppo tempo che non si immergeva così nella natura...
Ritornò in se...doveva riflettere. Alzò la sua lama e la guardò, era bianca e brillava in un modo quasi innaturale, poi la ripose nel fodero.
La situazione stava peggiorando, la pioggia si faceva sepmre più battente e le gocce sembravano proiettili. Forse è meglio rientrare alla grotta... pensò già...ma a fare cosa...solo per stare ad ascoltare i rimproveri di una ragazza che nemmeno conosco bene.... mentiva a se stesso, era quasi felice che Ailyn lo avesse rimproverato per la sua scelta di essere un mago di Zael.
Si girò e tornò verso la grotta. Entrò...
Eric stava meglio, Kire ne era felice, ma era meglio se non si avvicinava troppo, tra lui e il ragazzo non correva ancora troppa simpatia....
Kire si sedette vicino all'entrata della grotta. Ailyn stava parlando con Desper...non lo vaevano notato. Meglio così.... pensò, si distese e si mise a guardare fuori dalla grotta...
Desper le aveva raccontato com'era rimasto ferito Eric. Ma le aveva detto che era stato scoperto. Che vuol dire? Scoperto?
Stava per farle quella domanda, quando Eric riprese i sensi e si avvicinò a loro reggendosi a stento in piedi. Sembrava disorientato. E' logico, non ha idea di come sia arrivato qui, nè di perchè Kragh sia ferito. A pensarci meglio...non sa neanche come si chiama, e neppure Desper lo sapeva. L'avevo dimenticato.Eric si sedette accanto a lei e Desper e le porse una mappa.
"Quindi l'avete comprata. Bene. Ora possiamo vedere dove siamo"
La prese e la srotolò a terra. Era grande e ben dettagliata.
Si rivolse a Eric.
Dimmi, Eric, come ti senti? Ho curato la tua ferita ma mi sembri molto debole. Mangia qualcosa, devi rimetterti in forze." Anche se non so quando potremo andarcene da qui. Kragh sta ancora troppo male.
Diede un 'occhiata alla mappa. Non fece fatica a trovare Yera, a sud della regione di Farn. A nord est del paese era disegnato un sentiero che portava a Glode, la strada che avevano programmato di seguire prima che accadessero tutti quegli imprevisti. Invece durante la fuga avevano deviato leggermente a ovest rispetto al percorso; vide sulla mappa il piccolo laghetto vicino al quale si trovava la loro grotta. E' un' ottima mappa; curata nei minimi particolari. Il cartografo che l'ha disegnata deve essere molto abile e attento.
"Siamo qui" indicò con un dito il disegno del lago. "Un po' più a ovest del sentiero che va a Glode. Non ci siamo distaccati molto dalla strada che volevamo seguire. Dovremmo ritrovarla senza problemi."
Il suo sguardo cadde di nuovo su Kragh.
"Ma...il problema è un altro. Eric, è ovvio che non hai idea di cosa sia successo a me, Kire e Kragh mentre tu e Desper siete andati a comprare la mappa." Fece una breve pausa per addentare un altro morso di mela.
"A propsito, lui" , indicò Kragh "si chiama Kragh. Desper, non te l'ho detto esplicitamente, ma credo che l'avrai immaginato. Insieme a Kire ha avuto uno scontro con quattro maghi di Zael, ed è rimasto gravemente ferito. La ferita ha fatto infezione e ora ha la febbre alta. Stavo dicendo a Desper che non so come contrastarla. Ma sono una guaritrice e non posso lasciare un ferito grave in queste condizioni. Non so se Kire ha intenzione di proseguire per Glode senza Kragh, e non so cosa volete fare voi. Comunque finchè lui non starà meglio io non mi muoverò di qui. "
Ci fu un attimo di silenzio. Ripensò ad una cosa che Desper aveva detto prima.
"Desper, dici che c'è un guaritore molto potente da queste parti? E' molto strano. I maghi esperti di magie curative erano tutti della Gilda di Farn...e tutti si sono rifugiati al nord quando la Gilda è caduta, tranne me e il mio maestro che è scomparso da dieci anni. Quindi questo guaritore di cui mi hai parlato deve essere un ciarlatano. D'altronde, se non troverò una soluzione entro tre o quattro ore e dovessi vedere che Kragh continua a peggiorare...prenderò in considerazione la tua idea di andare a consultarmi con lui."
Controllò il panno umido che aveva appoggiato sulla fronte di Kragh. Era diventato bollente. Bisogna tornare a bagnarlo nel lago; la fronte deve restare fresca; è il modo migliore per tenere a freno la febbre.
"Torno subito, vado a bagnare il panno per Kragh.", disse in fretta e si alzò in piedi.
Passando vicino all'entrata della grotta vide che Kire era rientrato e si era disteso a terra. Starà dormendo? Pensò di non disturbarlo. Ma dopo voglio chiedergli se ha in mente un'idea, una qualsiasi cosa per cercare di far stare meglio Kragh. E' stato un mago di Zael, forse una delle loro diavolerie potrebbe essere utilizzata per fare del bene, una volta tanto. Ora però è meglio che riposi anche lui. Tanto non possiamo muoverci da qui.
Fuori continuava a piovere. Elyss si infilò il cappuccio del mantello, ma non ebbe bisogno di arrivare fino al laghetto perchè la pioggia era talmente violenta che il panno si inzuppò in qualche istante.
Tornò dentro e si sedette di nuovo con Desper e Eric. Risistemò il panno sulla fronte di Kragh e notò che aveva smesso di tremare. Questo è un segno positivo, anche se minimo. Vuol dire che la febbre ha smesso di salire ed è stabile. Anche se è molto alta.
Tornò a rivolgersi a Eric.
"Eric...ti ho raccontato cosa è successo a me, Kire e Kragh. Stavo chiedendo a Desper cosa invece è successo a voi...e mi ha detto che tu sei stato scoperto. Forse potresti dirmi cosa vuol dire. "
Eric sembrava contrariato.
"Ovviamente se vuoi." aggiunse.
.... nulla, non è accaduto nulla, solo un diverbio con un esaltato........ eric concluse così la conversazione, non aveva intazione ne di dirle la verità ne di continuare a parlare di yera....... parliamo invece di cose iportanti, kragh hai detto che si chiamo così, mi sembra in condizioni critiche, se ti interessa salvarlo devi agire in fretta, aspettare non servirà a nulla......... eric smise di parlare e tirò fuori dal giacchetto il suo diario, lo sfogliò fino ad arrivare al disegno di un'erba.........quest eraba ti potrà essere d'aiuto..... disse rivolgendosi ad ailyn....... cresce nei boschi della zona, non è semplice da trovare, ma farà scendere la febbre a kragh, sarà comunque d'aiuto...... eric porse ad ailyn id diario dei suoi appunti......la conosci?...... poi esric si zittì. cominciò a ripensare a yera e a jasmine........ dopo quello che mi è accaduto non credo di poter tornare da jasmine, non credo che tornerò più a yera...... continuava a ripersi eric. le forze gli erano tornate, era ancora un po debole ma era in grado di viaggiare........ vado io a prendere l'erba...... disse rivolgendosi ad ailyn. voleva andare a prendere quell'erba, non tanto per kragh ma per fare un favore ad ailyn che gli aveva salvato la vita. eric si alzò inpiedi, la spalla gli faceva ancora male ma non lo dava a vedere...... il mio libro, mi serve, vado a prenere quell'erba........
"Solo un diverbio con un esaltato."
Le stava mentendo, era ovvio. Non m'importa. Sono affari che non mi riguardano. In fondo neanch'io gli ho mai parlato dei miei segreti.
Poi Eric tirò fuori un libro dalla giacca, e lo aprì su una pagina che conteneva il disegno di un' erba. Era la Kjatra.
"Farà scendere la febbre a Kragh. La conosci?", le chiese.
"Sì, è la Kjatra, vero? E' chiamata anche foglia del mago. Hai ragione, in piccole dosi abbassa la temperatura corporea e la pressione sanguigna. Ma è molto potente; se assunta in dosi elevate costituisce un forte veleno. Ed è rara e difficile da trovare. Comunque sì, potrebbe essere utile."
Non aveva neanche finito di parlare che subito Eric si offrì di andare a cercarla. E' una follia! E' ancora troppo debole, se dovesse essere attaccato dai Khai non riuscirebbe a difendersi!
"Eric, non puoi andare. Non ti sei ancora ripreso del tutto. Metteresti in serio pericolo la tua vita. Tu devi riposare. Io sono la curatrice e io devo occuparmi della salute di Kragh; quindi andrò io a cercare la foglia del mago."
E prese il libro dalle sue mani.
Non posso andare da sola, è troppo pericoloso. Uno di loro deve accompagnarmi. E poichè Eric è troppo debole, restano Kire e Desper. Kire era ancora disteso vicino all'entrata della grotta. Se chiedessi a Desper di venire con me...Kire e Eric resterebbero soli...No, non è una buona idea. C'è ancora troppa tensione tra di loro.
"E chiederò a Kire di venire con me, se non ha niente in contrario. Desper ti prego, tu occupati di controllare che Kragh non peggiori e che il panno sulla sua fronte sia sempre umido. La febbre ora è stabile, cerchiamo di fare in modo che non ricominci a salire di nuovo. E tu, Eric, riposati. Non te lo dico per generosità. Te lo dico perchè non voglio che tu ti rimetta viagggio senza aver ripreso in pieno le tue forze. Ci rallenteresti e creeresti altri problemi. "
Disse quelle ultime parole per convincere Eric a restare nella grotta. Se gli dicessi che sono preoccupata per lui non mi ascolterebbe. E' troppo orgoglioso.
Poi si alzò e si avvicinò a Kire.
Doveva controllare tutto... "Che responsabilità..." pensò.
Controllò la temperatura di Kragh. Kire doveva andare con Ailyn ed Eric si doveva riposare...
Si sedette con la schiena appoggiata al muro. Erano successe troppe cose...
Tutto quel trambusto al villaggio, Eric ferito, Kragh ferito...
Le faceva ancora male la testa... "non lo so se quel maledetto guaritore è un ciarlatano o meno, so solo che sta qui vicino e che dice di curare..." pensò.
Si rivolse a Eric:-scusa...-
"è tutto quello che riesci a dire?" si chiese...
Adesso almeno riusciva a guardarlo negli occhi.
Sospirò... Quel giorno non faceva altro.
Temeva di fare pietà a qualcuno, non le piaceva affatto l'idea che qualcuno dicesse:-povera qui, povera là... Mi fa pena... Provo pietà- scosse la testa dicendosi "nessuno lo dirà mai. Ti sei vista? Tutti credono che tu sia una bestia senza pietà, ma che ti importa? Lasciali sguazzare nel loro brodo. E ora sei anche una che deve farsi salvare, brava!"
Per distrarsi controllò che il panno sulla fronte di Kragh fosse ancora umido... Sì, poteva lasciarglielo ancora per qualche minuto.
eric si sentiva inutile, doveva stare nella caverna ad aspettare che gli altri facessero qualcosa, ailyn credeva che non fosse in grado di inoltrarsi nel bosco per raccogliere un'erba solo perchè era stato ferito, era una sensazione fastidiosa, sentirsi inutile. eric era abituato a viaggiare e a battersi anche in pessime condizioni fisiche ma non aveva intenzione di discutere con ailyn...... va bene ailyn, rimarrò quì..... eric tornò nuovamnte a sedersi. finalmente ora desper riusciva a guardarlo negli occhi......scusa ..... disse. eric la guardò e rispose..... non cè bisogno che ti scusi, non è colpa tua se sono stato ferito, al massimo la colpa è mia, non dovevo fami notare..... eric guardo a terra ripensando al grande errore che aveva commesso e yera poi riprese a parlare...... non ho intenzione di vedere un altra ragazza morire perchè io non ho agito...... eric mosse la testa come per scrollarsi quelle parole di dosso e riprese nuovamente a parlare..... ora sarò inseguito da decine di cacciatori ti taglie, il viaggio sarà pericoloso...... eric si zittì e gurdò l'uscita della griotta, ailyn e kire si stavano allontanando e fuori la pioggia continuava a cadere. poi il suo sguardo si posò su kragh, le sue condizioni erano critiche....... non deve morire, volgio sapere cosa voleva dirmi con quella frase fuori dalla locanda..... pensò eric. eric frugò nella tasca del giacchetto e ne irò fuori i due orecchini, li guardò per qualche secondo, la sua espressione divenne triste, poi li mise via.....
Colpa di Eric... "sarebbe facile lasciare che si incolpasse... lo sai di chi è la colpa!"
pensò Desper... Aveva detto che non voleva vedere morire un'altra ragazza morire perchè lui non ha agito... Aveva tirato fuori 2 orecchini...
Cercò di non farci caso e chiese:-quando tutto questo è iniziato... Perchè hai deciso di venire con Ailyn e me?- magari non voleva rispodere, ma si voleva togliere la tentazione... era da tutto il viaggio che voleva chiederglielo...
Mentre aspettava la risposta andò a inumidire di nuovo il panno e la mise sulla fronte di Kragh...
Kire era disteso vicino all'entrata della grotta. La pioggia stava lentamente cessando, e nel cielo lasciava spazio a qualche raggio di sole.
Sentiva del trambusto alle sue spalle, Ailyn stava parlando con eric e Desper. Kire non si girò.
Snetì dei passi, si dirigevano verso di lui. Poteva essere eric che veniva a discutere di qualcosa con lui, no....non penso pensò in fretta, quasi per distoglere l'attenzione dal ragazzo. Potave essere Desper, ma non aveva mai parlato con quella ragazza e l'aveva vista solo di sfuggita.
Si girò e vide Ailyn. La ragazza era in piedi davanti a lui. Kire si alzò e la guardò negli occhi.
Era li ferma, chissà a cosa sta pensando..... Probabilmente era ancora scossa dalla sua rivelazione. Dev'erssere stato un colpo per lei scoprire che ero un mago di Zael pensò ...però ora non capisco cosa voglia da me.....
Lei non parlava, aoolra parlò lui:
-Ti serve qualcosa Ailyn?-
Ne dubitava, forse era li per discutere ancora sulla faccenda di Zael, però non si sa mai. A volte il destino sa essere molto strano....
......Perchè hai deciso di venire con Ailyn e me?...... questa frse spiazzò del tutto eric, lui che era sempre così sicuro di tutto si trovava in dificoltà nel risponere a questa domanda. nemmeno lui sapeva perchè viaggiave con loro, in fondo non aveva nulla da guadagnarci, forse i suoi compagni di viaggio gli avrebbero creto più svantaggi che vantaggi, li conoscieva da poco eppure li avrebbe difesi e aiutati senza pensarci due volte. la stessa domanda che desper gli aveva fatto se la stava faceno già lui da qualche ora. nenche lui sapeva perchè viggiava insieme a loro, era confuso, perchè la mattina scorsa seguì ailyn nel bosco? perchè quando aveva l'occasione di andarsene non lo fece? perchè ha rischiato a viaggiare con loro fino a yera? nenache lui sapeva rispondere a queste domande. eric si alzò per poi sedrsi accanto a desper...... non lo so neanche io perchè viaggio con voi, sono confuso, ma non vi abbandonerò, sono stanco di stare solo, di viaggiare per cercare qualcosa che forse non esiste, si forse è per questo che viggio con voi, e giunto il momento per me di voltare pagina, e tornare a viaggiare in compagnia, forse è questo l'unico motivo che mi spinge a viaggiare con voi...... viaggiare in compagnia, era da 4 anni che non gli succedeva, non viaggiava più con dei compagni dalla morte di helena la sua fidanzata, eric si sentì triste a ricordare il passato, sospirò poi si rivolse a desper...... e tu desper perchè viaggi con noi?....... eric non era certo della risposta ma se la poteva immaginare, secondo lui desper viaggiave con loro perchè erano stati i primi a trattarla come un essere umano e non come una bestia, almeno, per eric, desper era un' umana, starana, ma pursempre un umana, se lo sentiva....
-Io viaggio con voi- iniziò Desper:-Perchè, anche se all'inizio ero diffidente, ho capito che siete persone speciali, tutti voi... Forse l'ho già detto, ma voi siete gli unici che mi trattano come un essere umano...- Ora ne era sicura, ci avrebbe messo la mano sul fuoco...
-Solo- cominciò:-ho un po' paura... Non di voi, non di quello che dovremo affrontare... Io ho paura di me stessa. Il processo di trasformazione è stato bloccato, ma non so se definitivamente... Temo di trasformarmi del tutto e di farvi del male...- scosse la testa... "magari non gli interessano le tue paure, perchè lo racconti?"
Non sapeva perchè stava accadendo tutto questo... Non si era mai comportata così.
Sentiva meno il peso della catena nuova.
Si stiracchiò e le catene tintinnarono... Facevano molto rumore, un rumore che l'aveva accompagnata per tutti quei giorni di solitudine, un rumore che era sempre con lei e che non avrebbe mai potuto abbandonare...
desper aveva paura di se stessa, non era l'unica ad avere paura della propria persona, anche eric si considerava un orribile mostro pur essendo umano d'aspetto, eric si considerava un orribile assassino, e conviveva con questo peso. desper aveva paura che la sua trasformazione non era del tutto definitiva, aveva paura di diventare un khai e di fare del male a qualcuno, eric in un certo senso la capiva, forse è per qesto che è stata lei lunica persona con cui eric si è confidato. eric guardo desper..... ci dev'essere una soluzione, una volta eri umana, ci sarà un modo per farti tornare tale, esistono così tanti ogetti e luoghi in questo mondo, non devi perdere la speranza, sono sicuro che esiste un modo per farti tornare umana, sono sicuro, voglio crderci, nella vita bisogna sperare, ricordati desper, non perdere mai la speranza...... eric si interruppe per qulche secondo poi ricominciò a parlare.....troveremo il modo di farti tornare umana, lo troveremo, fidati, è una promessa, e io le promesse le mantengo....... non era da eric cmportarsi in questo modo, ma questa volta le circostanze erano diverse, lui compativa desper, voleva aiutarla, ma forse non poteva, forse una soluzione alla sua trasformazione non esisteva, ma lui voleva crederci, lui voleva sperare, e dare la speranza anche a desper. eric si zittì si passò una mano tra i capelli e fece un sorriso a mezza bocca.....
Kire si era girato verso di lei, ancora disteso a terra. Dunque non stava dormendo...Chissà se ha sentito quello che stavamo dicendo io, Eric e Desper.
"Ti serve qualcosa, Ailyn?", le chiese.
"La ferita di Kragh ha fatto infezione durante la nostra fuga da Yera" ,gli rispose. "Ora lui ha la febbre molto alta e io...non riesco a contrastarla con i miei incantesimi di guarigione. Eric mi ha consigliato di cercare qui intorno un po' di foglia del mago. Non so se la conosci, a volte viene usata per far abbassare la temperatura corporea."
Gli mostrò la pagina del libro di Eric su cui era raffigurata la Kjatra.
"Io vado fuori a cercarla. Vorrei che venissi con me, non mi sento sicura a muovermi da sola in queste zone. "
Si chiese per quale motivo Kire avrebbe dovuto accettare. In fondo non so neanche che tipo di rapporto c'è tra lui e Kragh. Credevo fossero amici...ma non mi è sembrato molto interessato al suo stato di salute.
"Comunque bisogna fare in fretta; anche per questo vorrei che tu mi accompagnassi, in due impiegheremo meno tempo a trovare l'erba. Non vorrei dirlo...ma ho paura che Kragh non sopravviverà. L'infezione va avanti ogni minuto di più."
Attese una risposta.
-La ferita di Kragh ha fatto infezione durante la nostra fuga da Yera. Ora lui ha la febbre molto alta e io...non riesco a contrastarla con i miei incantesimi di guarigione. Eric mi ha consigliato di cercare qui intorno un po' di foglia del mago. Non so se la conosci, a volte viene usata per far abbassare la temperatura corporea- disse Ailyn
Foglia del mago pensò, l'aveva sentita nominare più volte ma non aveva idea di che erba si trattasse. Ailyn gli mostrò una pagina di un libro dove era raffigurata la pianta.
-Io vado fuori a cercarla. Vorrei che venissi con me, non mi sento sicura a muovermi da sola in queste zone- continuò lei
Era strano, perchè la ragazza gli chiedeva aiuto. Non era l'unico a non essere ferito, c'era Desper. Le parole della raggaz gli risuonarono nella mente: non mi sento sicura a muovermi da sola in queste zone riflettè e con me si sentirebbe più sicura....dopo che ha scoperto che sono un mago di Zael??
Però, nonostante quei pensieri, era quasi felice di essere utile a qualcuno.
Alilyn disse una frase che lasciò Kire perplesso:
-Non vorrei dirlo...ma ho paura che Kragh non sopravviverà. L'infezione va avanti ogni minuto di più-
Kire scattò da verso la ragazza, la prese per le spalle e la guardò diritta negli occhi. Era quasi arrabbiato.
-Non dirlo nemmeno per scherzo!- disse lentamente ma con decisione, distolse lo sguardo dalla ragazza e guardò Kragh, poi riprese a parlare
-Se posso esserti d'aiuto, verrò con te-
Si girò verso l'uscita della grotta e uscì...
Perchè ha reagito in modo così impulsivo quando gli ho detto che Kragh potrebbe morire? Neanche io lo vorrei...è ovvio che non lo vorrei! Ma a volte...bisogna accettare la realtà.
Comunque Kire aveva accettato di acccompagnarla.
Forse tiene a Kragh più di quanto non voglia mostrare.
Lo seguì fuori dalla grotta; uscendo volse per un attimo indietro lo sguardo e vide che Eric e Desper stavano parlando. Quei due...sembra strano, ma credo che si sostengano a vicenda. Tra di noi sono i più uniti. Kragh è in buone mani.
Fuori pioveva ancora, ma non violentemente. Gocce leggere simili a nebbiolina le sfioravano la pelle. L'aria era fresca e intrisa dell'odore di pioggia e di terra bagnata. Ailyn inspirò a fondo. Quell'odore acre le ricordava il clima umido della Rocca di Farn; era piacevole sentirlo, anche se la rendeva malinconica.
Kire si era già incamminato un po' più avanti di lei.
"Aspetta" lo chiamò.
Lo raggiunse in un attimo.
"Come ti ho detto, dobbiamo fare più in fretta possibile. Quindi cerchiamo con criterio, e non a caso. E cerchiamo di restare uniti."
Diede di nuovo un'occhiata al disegno della Kjatra.
"Se ricordo bene, è un'erba che predilige i luoghi umidi e l'ombra. Ci conviene dare un'occhiata verso nord. Guarda vicino alle radici degli alberi."
E s'incamminò affiancata da Kire. Mentre camminava cercava di tenere a mente la strada. Non voleva rischiare di perdersi. Ma anche Kire sicuramente sta pensando la stessa cosa.
A poco a poco smise di piovere quasi del tutto e filtravano dalle nubi pallidi raggi di sole. Guardò il cielo attraverso le fitte chiome degli alberi; doveva essere ormai mezzogiorno. Con quella luce, anche se debole, la ricerca era più semplice. Ma benchè guardasse con attenzione, non riusciva a vedere tracce della foglia del mago. Si chinò più volte ai piedi di qualche albero, credendo di averla vista, ma ogni volta si accorse di essersi sbagliata. In effetti notò che la foglia della Kjatra era simile a quella delle pianticelle di fragoline selvatiche, molto comuni in quelle zone, ed era facile illudersi di averla vista.
Neanche Kire sembrava più fortunato di lei; cercavano ormai da quasi un'ora, senza alcun risultato, e Ailyn iniziava ad innervosirsi. Per calmarsi decise di rompere il silenzio.
"Non capisco che tipo di rapporto ci sia tra te e Kragh. Siete amici, è legato anche lui in qualche modo ai Figli?"
Intanto continuava a cercare attentamente la Kjatra. Non le importava molto della risposta che Kire le avrebbe dato. Non sapeva neanche se le avrebbe risposto. Aveva parlato perchè ne aveva bisogno. Per non pensare a Kragh. Temeva che la sua situazione fosse talmente grave che neanche la Kjatra avrebbe potuto salvarlo. E non doveva permettere che quel pensiero si insinuasse nella sua mente. Voglio illudermi che si possa salvare. Non riesco a pensare di vedere ancora qualcuno morire per mano di quei bastardi di Zael.
Continuò a parlare, senza ascoltare se Kire le aveva risposto.
"Sai...a volte mi fa paura. Kragh, intendo. Forse tu lo conosci e lo comprendi meglio di me. Ma io l'ho visto avere reazioni improvvise e strane: prima gentile, poi freddo e spietato,e che combatteva come una furia. E poi mi ha detto di non sapere chi è. Forse ha perso la memoria. E quelle lame che ha...non sono simili a quelle della tua spada? Ihndra...hai detto che si chiama così, vero?"
Scorse una picocla fogliolina che sporgeva tra le radici di una vecchia quercia. Sembrava...
Si precipitò a controllare. Scostò in fretta il muschio che la ricopriva quasi del tutto...ma non era la Kjatra.
"Solo un cespuglietto di ortiche" sussurrò. La sua voce era sconfortata.
"Continuiamo a cercare."
Ma cominciava a perdere le speranze. Il sole iniziava la seconda metà del suo percorso.
-Sarebbe stupendo... Vorrei che ci fosse per davvero un rimedio...- disse, poi si zittì improvvisamente... "Un rumore... Dall'oscurità della grotta..." pensò.
Si rivolse ad Eric:-resta qui un attimo... Non possiamo lasciare Kragh solo!-
Camminò verso il fondo della grotta con il fiato sospeso, il cuore le batteva nel petto ad una velocità pazzesca... "Ci sono dei khai..." si disse "ne hai uccisi a dozzine, non è una cosa nuova per te..."
Si nascose dietro un masso e notò 2 khai che si erano appena svegliati "devo fermarli prima che raggiungano gli altri..." prese un bel respiro e balzò fuori con la spada sguainata.
Un khai si voltò verso di lei ringhiando e sbavando, l'altro la guardava con sguardo famelico:-mi sono trovata in situazioni peggiori!- disse.
Fece un salto verso uno dei 2 e gli tagliò un braccio poi lo prese al collo e se lo mise davanti mentre l'altro partiva all'attacco. "Fuori uno" pensò, poi colpì alle gambe l'altro khai ,ancora impegnato a cercare di liberare la zampa, che caddè a terra con un verso gutturale. Gli appoggiò un piede sulla schiena e lo trafisse.
Rimise a posto la spada e controllò che non ci fossero altri khai...
Tornò dagli altri e controllò la temperatura di Kragh ancora una volta.
Ailyn era partita già da un po' con Kire.
-Tutto a posto.- disse a Eric:-in ogni modo non vorrei scomodare tutta la squadra per un mio problema...-
Non aveva mai pensato di poter tornare normale...
nella grotta c'erano dei khai, si erano spinti fono dov'erano loro......avranno sentito il nostro odore...... pensò eric. kragh stava peggiorando, ailyn e kire dovevano sbrigarsi a trovare quell'erba se volevano salvarlo. il posto non era sicuro, presto sarebbero arrivati altri khai. eric si rivolse a desper..... stai quì con kragh, io do un'occhiata in giro...... eric era stanco di stare seduto con le mani in mano si sentiva inutile. si alzò inpiedi e si addentrò più in profondità nella grotta, era lerga e molto alta, dentro ci si potevano nascondere creature di notevoli dimensioni, tuttavia la grotta era ben illuminata, la luce del sole penetrava dalle varie aperture sulle pareti creando un singolare gioco di luci. sebrava tutto calmo, eric non sentiva il rumore di nesun khai, magari quei due erano gli unici. eric continuò a camminare nelle profondità fino ad arrivare in una specie di tanza dove la luce penetrava dall'alto. lo spettacolo che si presentò difronte a eric era raccapricciante, c'erano decine di corpi mutilati e altrettanti incatenati al muro..... chi ha fatto questo terribile mssacro??'....... a eric gli tornavano in mente eventi passati...... in fondo chi la fatto non è poi tanto diverso da me...... pensò eric mentre si avvicinava hai corpi. l'odore era nauseante, eric non riusicva ad avvicinarsi, scostò lo sguardo e uscì da quella stanza. tornò indietro da deasper e kragh tentando di cancellare quell'orribile immaginedalla sua mente. tornò a sedersi vicino a desper e non spese una parola al riguardo di quello che aveva visto non voleva turbarla, disse solo......la caverna sembra sicura, non credo ci siano altri khai....
-meglio così!- disse Desper.
"ci stanno mettendo molto... Se non si sbrigano..." non volle pensare al resto della frase...
Inumidì di nuovo il panno e lo rimise sulla fronte di Kragh.
"a pensarci bene... Eric mi sembra scosso..." -sicuro che qui dentro non ci sia niente?- chiese abbastanza sospettosa.
Del resto se anche ci fosse stato qualcosa non potevano andarsene... Ailyn e Kire non avrebbero potuto sapere che loro se ne erano andati e pensava fosse meglio lasciare Kragh dov'era...
-Allora, sei sicuro che non ci sia nulla qui dentro? Puoi dirmelo...- Aggiunse e attese una risposta.
.....Allora, sei sicuro che non ci sia nulla qui dentro? Puoi dirmelo.... disse desper incuriosita. eric non sapeva se ripondergli o tacere, in fondo lui si poteva fidare di desper, poi forse quello che aveva visto non l'avrebbe neppure turbata..... forse è il caso di dirglielo, ma non devo fare nessun riferimanto al mio passato, non voglio che sappia...... pensò eric. poi prese fiato e parlò..... di sono addentrato per qualche centinaio di metri dentro lagrotta, non cè l'ombra di nessun khai o di altre creature pericoloso, ma..... si interruppe per qualche istante poi riprese a parlare..... ma proprio mentre stavo per tornare indietro sono arrivato in una specie di stanza..... si fermò nuovamnte, i ricordi del suo passato di quelmaledetto giorno di 4 anni fa tornavano a galla, poi riprese a parlare.... in quella stanza ci sono decine di corpi mutilati ed altri incatenati al musro, un massacro, qualcuno è venuto quì a sfogare la sua voglia di uccidere...... eric non poteva fare a meno di pensare che quell'uomo poteva essere lui..... gli omicidi sono stati fatti pochi giorni fa, i corpi sono ancora ben mantenuti..... gli tava venendo la nausea a ricordare quell' orribile odore..... dev' essere successo qualcosa quì, tuttavia credo che la grotta sia sicura, chiunque sia stato non credo che tornerà.....
Pioveva, ma non in modo così intenso come prima...era quasi nebbia.
La foresta era tranquilla dopo la pioggia, i piccoli animali del bosco uscivano dalle loro tane per valutare la situazione.
La ricerca di quella pianta non diede buoni ristultati. C'erano piante simili li vicino, ma non quella che stavano cercando.
-Non capisco che tipo di rapporto ci sia tra te e Kragh. Siete amici, è legato anche lui in qualche modo ai Figli?- Ailyn gli pose quella domanda alla sprovvista, Kire non si aspettava di parlare ancora dell'argomento, però la ragazza non sembrava molto interessata, infatti pose poco dopo un altra domanda
-Sai...a volte mi fa paura. Kragh, intendo. Forse tu lo conosci e lo comprendi meglio di me. Ma io l'ho visto avere reazioni improvvise e strane: prima gentile, poi freddo e spietato,e che combatteva come una furia. E poi mi ha detto di non sapere chi è. Forse ha perso la memoria. E quelle lame che ha...non sono simili a quelle della tua spada? Ihndra...hai detto che si chiama così, vero?-
Perchè si interessa tanto della spada e delle lame...sa già troppo, se i Figli lo vengono a sapere potrebbe finire male pensò. Non sapeva che cosa rispondere...
-Ti sbagli- disse con tono calmo - Io conosco Kragh forse anche meno di te. L'ho incontrato al mio risveglio alla locanda. Non ricorda chi sia e mi ha pregato di accompaganrlo a Glode. Le sue lame probabilmente sono state forgiate con lo stesso metodo della mia spada...solo quel metallo può assorbire le magie-
Tacque e continuò a cercare l'erba per curare Kragh.
Ormai era quasi mezzodì e la pianta ancora non si trovava, magari è una pianta notturna pensò per allentare la tensione.
Ailyn era instancabile, frugava dapertutto in continuazione, però ogni volta non trovava quello che cercava.
-Senti Alilyn...volevo chiederti un cosa.- aspettò un po' e poi riprese a parlare -Hai detto di venire dalla Gilda di Farn, ho conosciuto molte persone che venivano da quella Gilda. Ho incontrato un uomo di nome Griel, che proveniva da li? Lo conosci?-
Gariel era stato un buon amico per lui, avevano viaggiato assieme per anni, poi era scomparso...Kire viaggiava nche in ricordo dell'amico, sperano di ritrovarlo, prima o poi...
Griel.Quando Ailyn sentì quel nome molti ricordi tornarono alla sua mente. I giorni felici che aveva trascorso da bambina...
"Sì...Griel. Conoscevo un ragazzo che si chiamava così. Quando la Gilda cadde doveva avere diciotto, dicannove anni." , rispose a Kire.
Griel era sempre stato gentile con lei. La faceva giocare, ridere...
"Era un mago molto abile, nonostante fosse abbastanza giovane. E insegnava ad alcuni bambini più piccoli..."
La sua voce si fece carica di tristezza. Griel era stato il maestro di suo fratello. Aaron, dolce, piccolo fratellino mio...saresti cresciuto, saresti diventato un grande mago...Tutto questo ti è stato negato. E io non ho potuto fare nient'altro che...
Ancora quelle immagini nella sua mente; ancora sangue, dolore. Un remoto senso di colpa, quasi dimenticato; lacrime le salirono agli occhi. No. Non piangerò. Nessuno mi ha mai più vista piangere da quel giorno.
Cercò di sviare il discorso, nonostante il cuore le fosse stretto in una morsa.
"Dunque ora tu mi dici che Griel è sopravvissuto. Da dieci anni non lo vedo; mi chiedo come sia diventato. Ora deve essere un uomo, a quei tempi era solo un ragazzo che mi faceva giocare con lui. Ma in realtà sono molti coloro che non ho più rivisto. So che la maggior parte dei maghi di Farn che riuscirono a scappare si rifugiarono a nord, nei pressi del confine tra Zael e Trassel. Invece io e il mio maestro ci stabilimmo a sud, a Galahi, che ora è stata distrutta dai Khai."
Quel discorso la stava distraendo dalla sua ricerca. Devo pensare a Kragh, ora non posso perdermi nei ricordi.
Cominciò di nuovo a guardarsi intorno. Calò il silenzio tra lei e Kire.
Più il tempo passava, più sentiva crescere ansia dentro di sè. Questa foglia del mago è maledettamente rara. Kragh, ti prego, resisti...
Passarono altre due ore. Niente. Niente. Ancora niente. Era sempre più nervosa.
Ancora una volta credette di averla vista, una pianticella nascosta dal terreno. Ma ancora una volta si accorse di sbagliarsi.
Stanca, delusa, si gettò a sedere a terra.
"Non c'è. Kire, questa maledetta erba non c'è!"
Si strinse le ginocchia al petto.
"Stiamo cercando da più di tre ore. E intanto Kragh peggiora, e io non posso fare niente per aiutarlo! "
Era esasperata.
"Io mi sento così...debole. Inutile."
E credi che questo sia il momento giusto per lamentarsi? Pensi che a Kire importi qualcosa di come ti senti?
Ma non riusciva a smettere; forse era anche colpa del discorso che aveva fatto prima. Non avresti dovuto permettere a quei ricordi di farsi strada tra i tuoi pensieri!
"Ci stiamo allontanando troppo dalla grotta. Eric e Desper sono da soli, e se dovessero essere attaccati non so come se la caverebbero; Eric si è appena ripreso dalla ferita ed è ancora debole."
Già...per pensare a Kragh ti sei dimenticata di loro.
"Dobbiamo..."
Non voleva dirlo.
"Forse dobbiamo tornare indietro. Se continuiamo ad andare avanti, impiegheremmo troppo tempo a ritornare, e si farebbe notte. Già adesso siamo lontani più di tre ore di cammino."
Si era sforzata di rendere la sua voce più calma, adesso. Ma lei non lo era. Per niente. Non voleva rialzarsi in piedi, rimettersi in cammino, anche se razionalmente sapeva di doverlo fare.
Se torniamo indietro senza la Kjatra, Kragh morirà. Morirà! E' come allora, come dieci anni fa...non posso fare niente per impedire che muoia, niente!
Guardò in alto, verso il cielo, e desiderò di essere una ragazza normale, senza doveri, senza poteri magici, senza responsabilità.
.....quest'attesa è snervante, sono usciti da tre ore e ancora non sono tornati, kragh sta sempre peggio!!..... eric cominciavaa diventere nervoso, odiava apettare senza poter far niente. si alzò in piedi si sistermò i capelli e stette per qualche secondo a guardare il vuoto poi dissea voce bassa ..... non sarà mica?? che ailyn non ha letto i miei appunti??? no, no non è possibile, avrà sicuramente letto gli appunti che ho scritto sulla locazione dell'erba, si trova sui tronchi degli alberi non sotto di essi, non mi devo preoccupare ailyn avrà sicuramente letto gli appunti..... almeno eric lo sperava, perchè in caso contrario ailyn avrebbe potuto cercare per tutto il giorno ma ameno che il suo sguardo non si sarebbe casualmente posato sulla parte alta di un tronco non avrebbe mai trovato l'erba. eric ad avere dei dubbi sull'esito della ricerca..... sapevo che dovevo andare io, ma ailyn: no sei ancora debole debole resta quì. certo, e intanto kragh peggiora!..... eric smise di parlare, tutte quelle parole non sarebbero servite a nulla, non avrebbero certo risolto la situazione. uscì dalla caverna e diede un occhata per vedere se silyn e kire erano sula via del ritorno, ma nulla. ormai erano le tre del pomeriggio e ancora erano dentro quella maledetta caverna che gli faceva tornare in mente il passato ed helena, la sua fidanzata. eric rientò e si passò una mano tra i capelli poi ritornò a sedersi affianco a desper senza rivolgerle uno sguardo e senza dire una parola.
Gariel...i ricordi di Kire si fecero sentire ancora...viaggi, combattimenti, risse, tutto assieme a Gariel. Kire lo aveva conosciuto subito dopo la caduta della Gilda di Farn. Erano diventati subito amici e avevano viaggiato molto assieme, bei tempi quelli... pensò...ma fu interrotto dalle parole della rgazza:
-"-Non c'è. Kire, questa maledetta erba non c'è- la ragazza si sedette e si strinse le ginocchia al petto...come per ripararsi da qualcosa. -Stiamo cercando da più di tre ore. E intanto Kragh peggiora, e io non posso fare niente per aiutarlo! Io mi sento così...debole. Inutile.-
Involontariamente Kire percepì i pensieri della ragazza: Se torniamo indietro senza la Kjatra, Kragh morirà. Morirà! E' come allora, come dieci anni fa...non posso fare niente per impedire che muoia, niente
Kire fece finta di non aver sentito i suoi penseri e si avvicinò ad Ailyn.
-Senti...forse non sono la persona più adatta a dire questo, ma...non possiamo mollare adesso! Non possiamo voltarci e andarcene senza aver trovato quell'erba!-
sospirò -Non mi sembri il tipo di persona che dopo aver faticato lascia le cose a metà!
-Sei forte...- disse poi a voce più bassa -...non so come sia stato li tuo passato, ma a quanto ne so la tua Gilda è stata distrutta e di sicuro non sei arrivata qui piagnucolando ad ogni fallimento...non voglio dirti quello che devi o non devi fare...ma sei uhna persona forte e coraggiosa, e le persone così non lasciano i loro intenti, sogni o ideali a metà strada perchè è troppo difficile raggiungerli-
Le porse la mano e diise -Allora torniamo a cercare quell'erba si o no... Sappi solo che io non ritornerò alla grotta senza quell'erba!-
Sorrise e pregò con tutto se stesso che quella ragazza torvasse la forza di andare avanti nel suo intento...
Di sicuro non sei arrivata qui piagnucolando ad ogni fallimento...
Era vero. Doveva andare avanti, anche se poteva essere doloroso. Strinse la mano di Kire e si tirò su.
"Hai ragione. Non lascerò che Kragh muoia."
Prese in mano il libro di Eric e lo riaprì sulla pagina con l'immagine della foglia del mago; era disegnata molto accuratamente. Mentre la osservava, notò che in fondo alla pagina scritti in calligrafia piccola, regolare e ordinata, c'erano dei sintetici appunti.
"Guarda, Kire. Eric ha scritto qualcosa su quell'erba. Avrei dovuto guardare meglio."
Mostrò a Kire la pagina.
Gli appunti consistevano in una breve descrizione dell'erba: nome, colore e larghezza delle foglie, altezza della pianticella. Poi un riassunto delle sue proprietà ed effetti sul corpo umano: diminuzione della pressione e della temperatura, mortale se assunta in dosi cospicue . Infine, la cosa più importante, quella a cui avrebbe dovuto fare caso molto prima:
Locazione: pianta rara; la si trova in luoghi umidi; cresce sui tronchi degli alberi, soprattutto di quelli robusti, come antiche querce e castagni.
Sui tronchi...non a terra!
"Kire, hai letto? Dobbiamo cercare sui tronchi. Che stupida sono stata a non accorgermene prima!"
E ricominciò la ricerca, animata da una nuova, debole speranza.
Qualcuno aveva fatto una carneficina in quella maledetta grotta... Desper scosse la testa. Kragh stava peggiorando ed Eric iniziava a spazientirsi.
"Forza Ailyn, so che ce la farai" pensò, poi chiese ad Eric:- li fai tu i disegni su quel libro che hai dato ad Ailyn? Sei molto bravo! Cosa ci scrivi sopra?-
mentre aspettava una risposta tornò indietro con la memoria... I ricordi della sua vita prima di ridursi in quello stato erano annebbiati e confusi, ma vide delle immagini ,come dei fotogrammi, di alcuni disegni... "li avevo fatti io? Non riesco a ricordarmelo bene..." pensò.
Guardò Eric... Era veramente nervoso.
"Spero che vada tutto bene, deve andare bene! Non può crollare tutto ancora prima di iniziare.."
.... i disegni dici? si sono opera mia, accanto ad essi scrivo degli appunti, informazioni, cose del genere insomma. lo faccio per ricordare quello che ho visto, tutte le creature le erbe, e tutto quello che mi sia utile per viaggiare. poi tengo anche quel diario per passare il tempo, viaggiare dasoli può essere noioso, capisci vero?....... la voce di eric era meno tesa ma era ancora nervoso, il tempo passava ed ailyn non era ancora tornata, si alzò nuovamnete inpiedi e camminò fino all'uscita della grotta poi si fermò e si rivolse a desper.....esco, saro di ritorno tra pochi minuti..... escì dalla grotta e gurdò il cielo, c'era l'arcobaleno. il sole non era più tanto alto dovevano essere circa le quattro del pomeriggio. si diresse verso sud per qualchecentinaio di metri, estrasse la spada e cominciò al allenarsi. qualche fendente al vento e qualche flessione per assicurarsi di poter combattere anche con la spalla ferita. si sedette a terra e chiuse gli occhi. eric si stava quasi addormentendo sotto quella fresca brezza ma un rumore gli fece aprire gli occhi di scatto, c'era un uomo difronte a lui lo gurdò e gli disse......e così sei tu eric draven!! il mostro!! l'assassino!! è giunto per me il momento di divetere ricco!!!...... eric si alzò inpiedi tranquillamente, era abituato a certe cose, poi si rivolse all'uomo...... non è giunto per te il momento di diventare ricco, ma in compenso è per te il momento di diventare concime...... eric sguainò la spada e si gettò addosso all'uomo e prima che quest'ultimo astrasse la sua arma eric lo colpì mortalmente al petto. il cacciatore di taglie cadde a terra con un suono sordo, eric rimise la spada dietro la schiena e tornò verso la grotta. prima di entrare riguardò il cielo, il sole si era spostato di poco.....sarà passata si e no mezz'ora..... pensò. enrò nella grotta e vide che ailyn non era ancora tornata, sospirò stizzito e torno a sedersi vicino a desper.....
Eric si alzò e se ne andò:-fermo...- farfugliò Desper, ma ormai era uscito...
"non posso rincorrerlo, devo stare con Kragh" -che cocciuto!- esclamò.
Inumidì ancora una volta il panno e si risedette... "certo che capisco cosa significa viaggiare soli..." dopo mezz'ora tornò Eric.
-non lo dico ad Ailyn che ti sei allontanato...- gli disse.
Si alzò e si appoggiò al muro all'entrata della grotta.
-Per fortuna che cercano un erba e non il segreto della vita!- disse un po' spazientita. Si stiracchiò e sbadigliò.
Il sole splendeva e gli uccelli cinguettavano... "c'è aria di primavera..." pensò.
Dopo aver curato Kragh sarebbero andati al fortino di Glode "quel posto non mi dice niente di buono." si disse.
Ora le cose stavano andando meglio...molto meglio. Ailyn aveva capito quello che Kire aveva detto.
Ora le stava mostrando un pagina del diario di Eric dove era illustrata la pianta che stavano cercando. Alla fine della pagina c'erano dei piccoli appunti sulla pianta in questione. Ecco l'errore... pensò leggendo gli appunti la pianta cresce sul tronco degli alberi e non sotto gli alberi.... Anche la ragazza aveva notato gli appunti.
Bene. Ora stavano ripartendo alla ricerca di quella pianta, con un piccola speranza in più.
Kire notò un piccolo tronco poco distante da loro. Vide qualcosa al suo interno...come una pianta. Si girò verso Ailyn e disse:
-E'quella la pianta??- soorise -Se è davvero quella...prendiamola e andiamocene prima che Kragh ci rimetta le penne...-
Sperava con tutto se stesso che fosse quella la pianta, ma bosognava confrontarla con quella discegnata da eric nel suo diario...
Cercava e cercava, ma ancora senza risultati.
"E' quella la pianta?"
A quelle parole Ailyn ebbe un sobbalzo.
"L'hai trovata? Ne sei sicuro? Fammi vedere."
E si precipitò a guardare nel tronco spezzato che le indicava Kire. In effetti c'era una piccola pianticella con poche foglioline verdi. Non era ortica, e non era una pianta di fragoline selvatiche.
Potrebbe essere...
La confrontò immediatamente con il disegno fatto da Eric. La forma delle foglie, gli steli...tutto coincide...
"L'hai trovata, Kire...L'abbiamo trovata!"
Si ritrovò a sorridergli senza accorgersene. Si sentiva stranamente...felice. Era da molto tempo che non accadeva. Questa volta...non è come dieci anni fa. Posso fare qualcosa, posso salvare una vita. I maghi di Zael, i Khai...non sono riusciti a toglierci tutto.
Immediatamente colse la piantina di Kjatra e la ripose delicatamente in una tasca del suo mantello.
"Sono solo poche foglie, ma basteranno. E' un'erba molto potente."
Si accorse che stava ancora sorridendo.
Stai salvando la vita a qualcuno che conosci da qualche ora, e ti senti così felice? Credi che questo basti per rimuovere la tua colpa? Per dimenticare quello che successe alla Rocca di Farn? E poi...come fai ad essere sicura che riuscirai a salvare Kragh con quest'erba? Potresti tornare alla grotta e scoprire che è già in agonia...
Il sorriso scomparve dal suo volto.
"Sbrighiamoci a tornare indietro. E speriamo che niente ci ostacoli e ci faccia perdere altro tempo."
Si voltò e s'incamminò a passo veloce sulla via del ritorno, senza attendere una risposta da Kire.
Buio e silenzio, questo era tutto quello che Kragh vedeva e sentiva in quell'istante tutto attorno a lui. Il suo corpo si mosse senza controllo verso una direzione, i passi non emettevano alcun suono, in lontanza gli sembrò di sentire un suono come un lamento. No, era un pianto, e il suo corpo stava andando proprio nella direzione del suono.
Arrivò dove era l'origine di quel pianto, uno strano scenario si presentava ai suoi occhi; un bambino era seduto a terra di fianco a lui una donna morta in terra la cui veste era impregnata di sangue, il bambino era li che piangeva ma aveva fra le mani un coltello con il quale lacerava le sue mani e piangeva...
Kragh fece qualche passo verso di lui, il bambino si giro di scatto urlandogli contro
"VATTENE VIA!!! sigh.... " puntò il coltello verso Kragh
"E' solo per colpa tua se è morta! SEI UN MOSTRO!" tremava dalla rabbia, poi torno a sedersi e inizio a pugnalare violentemente il cadavere della donna mentre piangeva.
Questa immagine venne spazzata via come polvere al vento, ora c'era di nuovo il vuoto buio e il silenzio.
"Che brutto spettacolo, povero bambino" una voce dal nulla
Kragh si guardo attorno piu volte "Chi sei?"
"Domande, domande. Troverai tutte le risposte a tempo debito Kragh" Davanti a lui apparve un uomo identico a se stesso, come se si stesse specchiando
"Ma cosa diavolo....!" Kragh indietreggio di qualche passo
"Non devi avere paura, io sono te"
"Come è possibile?! Non è vero, va via da me!"
"Davvero non vuoi sapere chi sei?"
"Io........" Kragh rimase senza parole di fronte alle affermazioni di se stesso
"IHIHIHIHIHIHIHIIH... se sempre stato un debole verme ahahahahahahahah" un altra copia di se stesso gli apparve poco distante da lui
"Fai silenzio Aladeth, lurido assassino. Vuoi che ti dia un altra lezione?"
"AHAHAHA fai pure, ma sai bene che se agisci rischi di perderti AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA"
"SMETTETELA BASTA" la testa di Kragh stava scoppiando e quelle due figure scomparvero improvvisamente, una nuova immagine apparve davanti a lui. Un uomo dall'aspetto rozzo con capelli castani lunghi era legato ad uno strano marchingegno che urlava, ma dalla sua bocca non usciva alcun suono.
In Lontananza un ruggito, Kragh intravide una gabbia al cui interno era ringhiuso un khai, ringhiava e sbatteva violentemente contro la gabbia che dopo ripetuti colpi si aprì, il khai ora era addosso a Kragh e lo stava strangolando violentemente.
Kragh non reagiva, non poteva, il suo corpo non si muoveva e gli stava mancando sempre piu il respiro.
Chiuse li occhi, una senzazione di pace lo stava avvolgendo, come se fosse all'interno di un fiume, stava emergendo lo sentiva.
Aprì gli occhi e scatto a sedersi ansimando, come se stava per affogare. Ora era dentro una fredda grotta, di fianco a lui c'erano il ragazzo dai capelli neri e la strana ragazza che erano nella locanda che lo guardavano davvero sorpresi.
"Dove siamo?" attese una risposta.
..... e così ti sei ripreso! bene! siamo in una caverna come puo ben vedre, dopo che sei svenuto sono accaduti una serie di eventi e non era sicuro restare a yera, aylin ha provato a curarti ma la sua magia è non è stata efficace, ora lei e kire sono andati a cercare un erba, ti farà bene, almeno spero, ma soprattutto spero che tornino, sono via da ben cinque ore..... eric guardò kragh e si avvicinò a lui, era ridotto d'avvero male, aveva ripreso i sensi, ma le sue condizioni non sembravano essere minimanente migliorate, anzi ogni momento che passava era una probabilità in meno per la vita di kragh. si rivolse a lui...... hai la febbre alta, sei debole, le tue condizioni vitali son critiche, e se ailyn non torna non credo che resiterai più di qualche ora, mi dispiace dirlo ma in questo momento non possimo fare niente per te oltre che apettare, quindi lascia che il tempo faccia il suo corso, la tua vita è nelle mani di ailyn e kire, ora dormi e riposati è l'unica cosa che puoi fare...... eric si alzo nuovamente inpiedi e uscì dall grotta, guardò ancora una volta verso il bosco, non vide nulla, cominciava a diventare irrequieto...... ma quanto ci mettono quei due buffoni a trovare una maledetta erba!!!..... estrasse la spada e le impitò a terra con un colpo secco per sfogarsi, fece un sospiro nervoso ed estrasse la spada dal terreno. eric rietrò a passo svelto nella grotta...... ancora nulla!!! disse rivolgendosi a desper.....
"Cosa vai dicendo ragazzo, io sto benissimo. Ci vuole altro per sconfiggermi purtroppo....."
Detto questo si mise in piedi e rimise il suo equipaggiamento.
"Hai detto che Kire è uscito. Andiamogli in contro, lui deve portarmi a Glode."
Mentre finiva di vestirsi notò il pendaglio che teneva legato sul fianco del suo pantalone.
(Questo, chissà perchè lo porto qui. Forse....)
{allora, andiamo a Glode o no?}
[Si AnDiAmO hO vOgLiA dI sAnGuE AHHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA]
(Fate silenzio maledette voci! che cosa diavolo volete da me!)
[Sai BeNe CoSa VoGlIo KrAgH........ La TuA sOfFeReNzA IHIHIHIHIHIHIHIHHIHI]
"Andiamo" e si avvio verso l'uscita della grotta.
..... fa un po come ti pare! ma non contare sul mio aiuto, se stessi per morire non vererò neanche una goccia di sudore per aiutarti, la tua vita per me non vale nulla, ti ho aiutato solo perchè così voleva ailyn..... si alzò anche lui e seguì kragh fuori dalla caverna..... allora in marcia!! aylin e kire sono nel bosco.... eric si addentrò nel bosco seguito da desper e kragh, il terreno era fangoso e viscido per l'abbonadante pioggia, piccoli insetti uscivano dalle tane, sembrava tranquillo ma ben prsto al calare dlla notte decine di khai avrebbero popolato quel bosco. eric sentì un rumore alla sua destra si girò di scatto per controllare.....solo uno scoiattolo!!.... eric era teso, stava succedendo tutto così in fretta e poi kragh sarebbe dovuto rimanere a riposo, e poi se kire ed ailyn sarebbero tornati alla grotta e non li avessero trovati? la situazione si stav complicando. ad un certo punto ad eric gli parve di vedere qualcosa muoversi poche centinaia di metri più avanti......sono loro!! ailyn!!!!!!...... gridò eric. aylin l'aveva sentito, la vide fermarsi e guardarsi intorno......siamo quì!!!..... gridò ancora. erci cominciò a a dirigersi verso di loro ma poi si fermò di colpo...... non avere fretta kragh, tu ora parli con me!..... disse, mentre fermava kragh con il braccio.... cosa volevi dire sta mattina con quella cosa frasefuori dalla locanda? non mi piacciono gli indovinelli e odio le attese!! quindi su sputa il rospo!!.......
Desper li seguiva esasperata... Avevano visto Ailyn, ma Eric doveva parlare con Kragh. Desper li guardò e disse:-voi 2 mi farete diventare matta!- si rivolse ad Eric:-tu che prendi e te ne vai a zonzo senza dire niente...- poi si rivolse a Kragh dicendo:-e tu che prima sei più morto che vivo e poi ti alzi e dici anche che stai bene...- li guardò ancora e si sedette su una roccia:-almeno sbrigatevi!- brontolò e attese che avessero finito di discutere.
"ma che diavolo sta succedendo? E poi mi sembra che Eric sia troppo nervoso.
Bravo chi li capisce a 'sti 2!" pensò.
"certo anche gli altri 2... 5 ore per trovare un'erbetta... Lasciamo perdere..." si disse.
Guardò verso Ailyn: stava cercando di capire che diavolo facessero quei 2.
"piacerebbe anche a me capirlo!" pensò.
Era lei...era quella strameledetta erba.Ailyn la prese da quel tronco e la mise in una tasca della sua giacca. La ragazza era felice, sorrideva. Era piacevole vedere qualcuno che sorride, anch se è un estraneo...il sorriso porta felicità nei cuori di tutti pensò. Poi senza aspettare altro si avviarono con passo veloce verso la grotta dove avevano lasciato gli altri.
Camminavano ormai da qualche tempo, quando improvvisamente Ailyn si fermò di scatto. Poi Kire udì la voce del ragazzo dai capelli neri. Che diavolo ci fanno nel bosco. Sono stati degli sciocchi a muoversi dalla grotta pensò confuso; vide che con eric c'era anche Kragh e la ragazza-khai. Senza aspettare Kire si mosse verso Kragh, era malato, non poteva andarsene a spasso per il bosco così, come se nulla fosse.
Eric e l'uomo dalle lame biache stavano discutendo di qualcosa, ma Kire non risucì a sentire l'inizio del discorso.
Appena fu abbastanza vicino disse:
-Kragh, che le Dee ti maledicano! Che diavolo ti è saltato in mente!- era furioso...
Aspettò la risposta di Kragh, e sperò che fosse una risposta che giustifichasse quella "scampagnata"...
mentre eric aspettava la risosta di kragh arrivo kire che uralava.....Kragh, che le Dee ti maledicano! Che diavolo ti è saltato in mente!..... eric fulminò con lo sguardo kire e gli disse.... che divolo ti salta in mente a te kire! prima cinque ore per un erba e ora vieni quì a interropere la mia conversazione! il ragazzone sta benissimo non cè alcun bisogno di scaldarsi tanto.... perprio eric parlva che era da ore che era nervoso e che aveva appena mangiato la faccia a kire per un futile motivo, ma voleva sapere il perchè kragh gli ha detto quelle parole, ormai gli continuavano a girare per la testa, doveva sapere. kragh era ancora in silenzio, eric scosse la testa.....ah allora, non ho voglia di storie, capisci vero, voglio solo sapere perchè perchè mi hai detto quelle parole, che volevi dire.... eric mentre aspettava la rispsta guardò kire e gli fece un segno con la testa come se volesse dire..... togliti dai piedi questi non sono afari tuoi.... eric aspettava la risposta di kragh ormai stava perdendo veramnte la pazienza....
-che divolo ti salta in mente a te kire! prima cinque ore per un erba e ora vieni quì a interropere la mia conversazione! il ragazzone sta benissimo non cè alcun bisogno di scaldarsi tanto-
Parloe fredde e acide uscite dalla bocca di Eric...quel dannato ragazzo aveva la capacità di mandare Kire in bestia.
Voleva fargli assaggiare la sua spada...ma si trattenne almeno momentaneamente....
Guardò eric e gli disse:
-Senti ragazzo...- poi ci ripensò. Non finì la frase...non voleva fare un'altra rissa con il ragazzo.
Si allontanò da lui e appena gli capitò un albero davanti lo tranciò in due facneolo cadere al suolo con un tonfo sordo. Poi si sedette vicino all' albero, abbastanza lontano da Eric per non vederlo e abbastanza vicino a Desper per non perdere di vista il gruppo.
Io dovrei "scortare" il ragazzo fino a Glode....ma io lo uccido prima! pensò...no...dopotutto avrà qualche pregio e non solo difetti...spero....
Chiuse gli occhi e lasciò vagare la sua mente...
Kragh vide che Kire era arrivato ed aveva tagliato un piccolo albero in due, dopo di che si sedete poco distante da esso. Lo ha fatto per sfogare la rabbia contro eric, Kragh prese il piccolo tronco dell'albero e lo rimise dritto sopra, poi con un incantesimo di rigenerazione risaldo le due parti troncate e si rivolse a Kire.
"La distruzione non porta a nulla di buono...... credimi....." Una voce triste e monotona usci dalle sue labbra
"Devi controllare la tua rabbia o lei finirà con il divorarti. Sarai uguale a queste bestie che distruggono tutto. Ora andiamo Kire, devi condurmi al forte di Glode e se non sbaglio hai un conto in sospeso con qualcuno che forse placherà tutta questa rabbia"
Mentre camminava velocemente verso la grotta, all'improvviso Ailyn aveva sentito una voce che la chiamava. Conosceva quella voce. Kire si era diretto immediatamnte nella direzione da cui proveniva e lei l'aveva seguito di corsa. E poi aveva visto Eric, Desper...e Kragh.
Che diavolo...no, non è possibile...Kragh? E' assurdo, dopo una ferita di quel genere, e la febbre...è impossibile che si sia rimesso così in fretta, e all'improvviso!
Non aveva avuto tempo di pensare ad altro, che aveva visto che Eric aveva iniziato una discussione abbastanza animata con Kragh. Kire era intervenuto. C'era stata tensione.
Eric...ti prego non possiamo litigare tra di noi!
Poi Kire aveva deciso di lasciar perdere. Lo aveva visto allontanarsi con rabbia da Eric e tagliare in due con la sua spada un alberello lì vicino. Anche Kragh aveva ignorato Eric e si era avvicinato a Kire; lo vide usare uno dei suoi incantesimi sull'albero diviso in due, e l'albero tornò intero, come se non fosse mai stato tagliato. Poi Kragh mormorò qualcosa a Kire...non riuscì a sentire cosa, ma sentiva che la sua voce era triste.
Ailyn aveva assistito a tutto questo in silenzio, incapace di dire una parola. Era rimasta troppo sbalordita nel vedere Kragh completamente guarito.
E tu che ti sei preoccupata per lui! Che stupida che sei stata! Un mago così potente...avrà usato uno dei suoi incantesimi sconosciuti per curarsi! Perchè avrebbe dovuto avere bisogno del tuo aiuto?
Ora a quello strano senso di timore che provava per Kragh si aggiungeva un sentimento che assomigliava all'ammirazione. Timore reverenziale. Quelle parole le vennero in mente, senza che ne afferrasse pienamente il senso.
Ha dei poteri straordinari. Ma anche il suo dolore è grande. Forse è un prezzo da pagare, a cui non c'è scampo.
Comunque dal momento che sembravano stare tutti bene, era tempo di muoversi verso Glode. E dovevano sbrigarsi: mancavano poco più di due ore al calare del sole, e viaggiare di notte non era per niente una buona idea. Avevano già avuto troppi problemi.
Si avvicinò a Eric, e gli parlò a bassa voce.
"Eric, lascia stare. Dobbiamo andare a Glode, non possiamo pensare alle questioni personali. Quelle le risolveremo dopo."
Spero che mi stia a sentire, una volta tanto...
"Invece," cercò di cambiare discorso "iniziamo ad incamminarci, così durante la strada potrai dirmi come è avvenuta questa guarigione improvvisa di Kragh, visto che tu eri con lui. E tieni," gli porse il libro che le aveva prestato. "Ti restituisco il tuo diario, e ti faccio i miei complimenti. I disegni che fai sono straordinariamente precisi e accurati, come gli appunti che ci sono scritti accanto. Senza il tuo libro non l'avrei mai trovata" gli fece vedere la piantina che aveva colto. "Anche se sembra che non ce ne sia più bisogno, ti ringrazio di cuore per avermi aiutato a trovare la Kjatra."
Gli sorrise per un attimo, poi si rivolse agli altri.
"Dal momento che Kragh mi sembra a posto...credo che faremmo meglio a muoverci. Da qui a Glode c'è un'oretta di cammino e il sole sta per tramontare."
kragh se ne stava andando e non gli aveva deto nemmeno una risposta, eric odiava essere ignorato in quel modo, avrebbe voluto ucciderlo, non lo sopportava, ma poi arrivò ailyn......Eric, lascia stare. Dobbiamo andare a Glode, non possiamo pensare alle questioni personali. Quelle le risolveremo dopo. eric si calmò e gli rispose..... si scusami, hai ragione, ma il fatto è che non sopporto il modo di fare di kragh e kire. beh per ora lascio andare, ma non credo che riuscirei a sopportarli ancora per molto, meglio che gli sto alla larga.... eric si calmò del tutto e riprese a pensare in mdo razionale. ailyn disse rivolgendosi a tutti.... per glode cè ancora un ora di strada dobbiamo fare in fretta prima che cali la notte..... ailyn aveva ragione, non è prudente rimanere in un bosco di notte, e poi non c'era nessun motivo per trattenersi oltre. eric si stava per mettere in cammino, quando ailyn lo fermò per ridargli il suo diario, lo ringraziò e gli fece i complimenti per l'accuratezza dele immagini e l'oride degli appunti. eric lo riprese e lo mise via....grazie, qesto diario ci sarà utile...... eric fece qualche passo in avanti.....su!! in cammino, glode è a nod, est..... eric prese a camminare in direzione di glode, era attento a tutto quello che succedeva intorno a lui, non gli sembrava che nel bosco ci fosse nulla di pericoloso, o almeno non aveva visto nulla che potesse far sospettare la presenza di khi o altre creature nelle loro vicinanze. il sole stava tramontando, il cielo poco visibile per via della ftta vegetazione era tinto di rosa e arancione, un tramonto molto diverso da quelli che eric era abituato a vedere nelle terre del nord dove il sole tinge il celo di rosso sangue. la luce del sole penetrava tra le foglie dei alti alberi creando un singolare ed affascinante gioco di luci. ad un tratto un rumore sordo arrivò alle orecchie di eric, proveniva da difronte, si fermo di scatto..... silenzio!!! disse per zittire gli altri..... cè qualcosa difornte a noi...... disse a voce bassa aspettando che la creaturo o qualsiasi cosa fosse uscisse dall' oscurità del bosco.
Kragh gli si avvicinò e con un incantesimo rimise in piedi l'albero che Kire aveva tagliato in due. Poi gli mormorò qualcosa, forse avvertimenti, ma avvertimenti che Kire non voleva sentire. Ma la sua mente immagazzinò la stesso quelle informazioni. Kragh ha ragione....ma non penso che la faccenda si concludera con la morte di Shan. Perchè nache se lo uccidessi... guardò al sua spada dovrei ancora affrontare il mio passato....
Si alzò e fece un cenno d'assenso a Kragh. Vide che anche gli altri si satavano preparando per partire.
Kire camminava immerso nei suoi penseiri. Camminava senza guardare dove metteva i piedi. Era immerso in una spece di trance...improvvisamente fu costretto a ritornare alla realtà. Eric si era fermato:
- cè qualcosa difornte a noi...... - disse il ragazzo
Anche Kire aveva udito un rumore; poteva trattarsi di un Khai, ma non ne udiva l'affanoso respiro; poteva essere un qualsiasi mostro della foresta, ma non udiva nessun'altro rumore se non un lieve ruggito, come un guaito sommesso. Poi gli parve di riconoscere qualcosa tra le foglie...
Non può essere lui. Non si spingerebba mai lontano dalle mura di Glode... incrociò le dita dietro la schiena Speriamo che sia solamnete un Khai....
Desper sbuffò... La tensione era alle stelle, si poteva tagliare con il coltello...
"finalmente ripartiamo" si disse.
-ma che razza di gruppo siamo? C'è l'uomo delle guarigioni miracolose, 2 tizi che si staccherebbero la faccia a morsi, una guaritrice e io che mi faccio queste pare mentali!- mormorò, le capitava spesso di pensare ad alta voce.
Non erano nemmeno partiti che già erano fermi di nuovo... "che diavolo...?" pensò.
Eric aveva detto che c'era qualcosa di fronte a loro...
"ma che bello! Chissà che diavolo è e cosa vuole..." non arrivava nessun rumore da dietro il fogliame tranne una specie di ringhio sottomesso.
"non è un khai... non avverto la sua presenza... è qualcosa di diverso, ma cosa?" si chiese.
Appoggiò una mano sulla spada... "Avrà quello che si merita!" si disse...
Si erano rimessi in viaggio, finalmente. Ailyn camminava in silenzio, come tutti gli altri. Solo Desper aveva mormorato qualcosa tra sè e sè a proposito della stranezza di quel gruppo di viaggiatori.
E ha ragione...ma forse possiamo essere molto forti se stiamo insieme e ci fidiamo gli uni degli altri.
Ma...fidarmi...Non so se ci riuscirò.
Era immersa in quei pensieri, quando Eric si fermò di colpo e avvertì che c'era qualcosa a poca distanza da loro. Qualcosa che probabilmente li avrebbe attaccati.
E' vero, avverto la presenza di qualcuno...o qualcosa.
Gli altri si erano fermati e stavano studiando la situazione. Non davano segno di volersi muovere da lì.
Maledizione...ancora problemi! C'è qualcosa che ci sta tenendo lontani da Glode...mi chiedo se non dovremmo cogliere questi segni e cambiare i nostri progetti!
Ma non era il caso di pensarci. Dovevano andare a Glode, e non potevano perdere altro tempo in combattimenti inutili, che li avrebbero soltanto indeboliti ulteriormente.
"C'è qualcosa, è vero. Ma non possiamo fermarci di nuovo, non possiamo rischiare di imbatterci in un altro combattimento!", disse a bassa voce. "Se vogliamo raggiungere Glode prima che diventi troppo buio, non dobbiamo perdere altro tempo... Non vi sembra che per oggi abbiamo avuto già abbastanza problemi?Nascondiamoci e cerchiamo di evitare un ennesimo scontro."
Propose, e sperò che anche gli altri la pensassero come lei.
.......Non vi sembra che per oggi abbiamo avuto già abbastanza problemi?Nascondiamoci e cerchiamo di evitare un ennesimo scontro..... disse aylin che voleva evitare lo scontro...... i deboli scappano! i deboli evitano lo scontro! voi andate pure io vi raggiungo!..... disse eric mentre si avvicinava a passo fermo verso quel rumore. continuava a camminare verso dei cespugli senza voltarsi indietro per vedere se gli altri se n'erano andati...... i problemi si affrontano, agli altri li raggiungerò dopo...... pensò eric. ecco era difronte a quei cespugli, il respiro della creatura era forte e continuava a ringhire, eric non lo vedeva ma era qualcosa di davvero grosso. stette difronte a quei cespugli senza neanche sfoderare la spada, fichè non sentì un forte e disgustoso odore..... ahh che schifo! un kotovene!.... disse eric a bassa voce. il kotovene è un grossa massa contorta di una sostanza molliccia alta circa tre metri di colore marrone, un animale disgustoso ed estremamente lento ma la sua fame è insaziabile e attacca da fermo lanciando orrende reti gelatinose, una volta sentito quell' odore non te lo scordi più è rivltante quanto pungente. eric sguainò la spada e si gettò conto il cespuglio col la testa abbassata, superati i rami si trovò difronte quell' essere disgustoso, lo colp' violentemente procurandogli una lacerazione in un punto del corpo che sipoteva definire petto. tuttvia la ferità non infastidì troppo il kotovene che però si rivoltò e sputò un acido che colpì sulla mano destra eric......ahhh bastarto!!! l'acido bruciava tuttavia non provocò frite, eric vacillò e la spada gli cadde di mano, la raccolse prontamente e si gettò nuovamente all'attacco provocando unaltra lacerazione sul fianco della massa gelatinosa. anche questa ferità non sembrò idebolire la cratura..... i tagli non ti fanno nulla eh!! bene ti prenderò a mazzate!!.... il kotovene sputò una rete di gelatina ma eric la schivò porntamente, aveva già combattuto con simili esseri. eric adò vicino ad un albero secco e ne tagliò un ramo, questo cadde a terra con un rumore sordo, eric fede cadere la spada e impugnò il ramo si buttò ancora una volta all'attacca e saltando colpì la creatura alla testa, alcuni pezzi di muco si spiacciarono perterra.....fai proprio schifo!!! la creatura pur ferita non cedeva ad a un certo punto attacco eric con un tentacolo scaraventandolo violentemente a terra......ahhh!!! ma che razza di rba sei!!?? da quando hai quei tentacoli!!!??'...... lo scontro si stava rivelando molto più difficile del previsto ma eric non aveva nessuna intenzione di arrendersi....
Desper voleva dare ascolto ad Aylin, ma Eric, come una furia, si era buttato in mezzo ai cespugli. "che diavolo fa adesso?" rimasero un po' sconcertati... Dopo un po' Desper disse:-lo lasciamo solo? Non credo proprio!- e lo seguì.
Vide Eric sdraiato a terra con un bastone in mano che guardava stupito una specie di enorme cacca con i tentacoli...
-Cos'è quella schifezza?- chiese sguainando la spada.
Era abbastanza imbarazzante combattere contro un nemico così.
La creatura le avvolse un tentacolo attorno alla vita, Desper lo tagliò di netto dicendo:-tieni i tuoi tentacoli schifosi lontani da me!-
-pensavo ti servisse un aiutino...- aggiunse rivolta ad Eric.
Magari in 2 sarebbero riusciti a sconfiggerlo...
mentre eric era a terra a guradare quella massa gelatinosa arrivò desper, la creatura la afferrò con un tentacolo ma lei con un abile colpo di spada lo tagliò per liberasi, la gelitina fece un verso acchiacciante anche se dopo qualche secondo quell'orrenda massa informe lo rigenerò......cosa!!! pure questo sai fare??!! bestiaccia!!!??? quando hai imaparato a rigenerarti!!!!??...... gridò eric mentre si rimetteva in piedi.....desper non con la spada!!..... disse, poi riprese il suo spadone in mano e tagliò un altro ramo dall'albero secco...... devi prcuoterlo a morte!!! le spade non gli fanno nulla!!..... tirò il bastone a desper.....predi!! e buon divertimento!!!..... eric si lanciò nuvamnte all attacco ma prima che riuscisse a colpire il kotovene questo lo colp' con un braccio scaraventandolo nuovamnete a terra......un baccio!!! e quello dove lo tenevi nascosto???!!! non finirai mai di stupirmi shifoso!!!..... eric si rialzò di nuovo in piedi e prese la ricorsa saltò su un masso e poi grazie a quello in aria, e colpì la creatura al centro della testa, facendogli saltre via dei nauseabondi brandelli di gelatina. poi eri atterrò a terra ma non smise di picchiare la creatura sul petto col bastone provocandogli grosse contusioni. il kotovene era disorietato e confuso ma dopo qualche istante si riprese a laciò in viso a eric un pezzo di gelatina che proveniva dalla sua boccca......ahhhh, che schifo!! puzza come un cadavere!!!..... urlava eric metre indietreggiava disgustato. si tose quel viscidume dal viso..... ora vengo li e ti massacro!!!!.......
Era ovvio che Eric non avrebbe ascoltato le sue parole. Lo sapeva ancor prima di pronunciarle. I deboli scappano; così aveva detto e si era lanciato contro la creatura nascosta, che si era rivelato essere una specie di gelatina marrone e disgustosa.
Deboli? In questo caso sei tu ad essere incosciente, un combattimento ora è completamente fuori luogo.
Desper lo aveva seguito nello scontro.
I due sembravano cavarsela, ma il mostro era abbastanza forte e non desisteva facilmente.
E ora che dovrei fare?
Kragh e Kire sembravano disinteressati a quello che stava accadendo, e come lei si erano tenuti a distanza dallo scontro e osservavano.
Dovrei lasciare che se la sbrighi da solo. Forse vuole dimostrare a sè stesso di essere forte. Forse vuole dimostrarlo a noi. Eppure non è questa la vera forza, Eric, vorrei tanto che te ne rendessi conto...La forza fisica deve essere moderata dalla saggezza! Tutti questi scontri, tutta questa aggressività gratuita...a che cosa portano? Che cosa credi di dimostrare in questo modo?
"Kire, Kragh...credete che dovremmo intervenire? Forse potrebbe servirci da allenamento. Anche se personalmente preferirei che non sprecassimo forze inutilmente. Non sappiamo cosa dovremo affrontare a Glode."
Ailyn sembrava preoccupata:
-Kire, Kragh...credete che dovremmo intervenire? Forse potrebbe servirci da allenamento. Anche se personalmente preferirei che non sprecassimo forze inutilmente. Non sappiamo cosa dovremo affrontare a Glode-
-Ma io so che cosa nasconde Glode- disse Kire sicuro di se -e se vuoi un consiglio...preparati bene prima di entrare nel fortino. Questa lotta è solo un allenamento...-
Tolse la spada dal fodero e corse vicino a Desper. Il loro avversario era alto circa tre metri ed era ricoperto di gelatina in tutto il corpo. Eric stava combattendo con un ramo...perchè? si chiese istintivamente, poi sentì Eric dire qualcosa a Desper:
-le spade non gli fanno nulla!!-
Kire si avvicinò alla bestia gelatinosa e lo colpì con molta forza con la spada. La bestia aveva subito un buon colpo, ma non era servito; riflettè un attimo....la magia...devo usare la magia....
Si allontanò. Si concentrò e lanciò una magia di tipo acqua sul mostro...ma non ottenne alcun risultato.
-Dannazione...che elemento gli farà male a questa bestiaccia....- esclamò a voce alta...
Così anche Kire si era avviato verso quella cosa schifosa.
E va bene. Alleniamoci.
Dannazione...che elemento gli farà male a questa bestiaccia...., lo sentì esclamare.
Gelatina..., pensò...
"Prova con il fuoco", gli gridò.
Poi le venne un'idea.
Visto che deve servire da allenamento...facciamo una prova.
In un attimo fu accanto a Kire, e di fronte a quel mostro alto e disgustoso. Poteva sentire il suo odore nauseante.
"Non so usare le magie elementali ma una volta mi è stato insegnato un incantesimo per potenziarle. Non l'ho mai provato...ma forse questo è un buon momento. Proviamo un attacco magico combinato, io e te. Tu lancia la magia, io la potenzierò.", gli disse in un lampo.
kire aveva usato una magia d'acqua conto quell'orrenda bestia, non ebbe effetto.......una magia d'acqua??! e tu saresti un mago?! dovresti unsare il fuoco conto questa bestia!!!.... si vedeva che kire non era mai stato in una scuola di magia, era forse un autodidatta? eric vide che kire era pronto ad attaccare ma lo fermò..... non ancora!! non attaccare!! questo schifoso è mio!!! eric si avvicinò brandendo ancora il bastone nella mano desta, camminava con andatura un po vacillante, andò sotto alla gelatina, queta lo prese col suo tentacolo ma gli lasciò le braccia libere, la gelatina portò eric alla portata della bocca e guggì, scagliando addosso a eric cibo rancido e masticato mischiato a succhi gastrici...... ahhh!!!! urlò eric poi impugnò il bastoe con tutte e due le mani e lo colpì dal basso verso l'alto lacerandogli tutta la gola e spaccangogli il labbro inferiore poi lo clpì novamente dall' alto sulla testa. la creatura lo getto violentemente a terra e ruggì per il dolore. ormai la massa informe era senza energia o così sembrava ma non era acora morta......chissa che alrto si inventa adesso..... pensò. eric buttò a terra il bastone e riprese la spada, se la mise dietro la schieana...... kire, desper, la lascio a voi..... poi si girò di spalle e se ne andò.
-Magie combinate eh?- disse Kire -Ok proviamoci-
Ne aveva sentito parlare...ma non ci aveva mai capito tanto...valeva la pena provare. Se la cosa funziona forse avremo qualche possibilità in più a Glode. pensò. Gli venne spontaneo di sorridere.
Eric gli si avvicinò e gli disse:
-una magia d'acqua??! e tu saresti un mago?! dovresti unsare il fuoco conto questa bestia!!!-
-...e tu moccioso pensi di essere capace di usare la magia??- disse sorridendo Kire...ma dubitò che il ragazzo l'avesse udito.
Guardò Ailyn e fece un cenno d'assenso con il capo. Si concentrò...
Il tempo sembrava scorrere al rallentatore...il tempo è relativo agli occhi dello spettatore pensò. Poteva contare adirittura i battiti del suo cuore...Uno....due...tre... infine scagliò quella magia...una magia di fuoco.
Ora tutto era nelle mani di Ailyn...
Kire si concentrò e creò qualcosa che era fuoco puro. Ailyn chiuse gli occhi e focalizzò i suoi pensieri su quella fonte di energia...
Cresci, cresci...
Sentiva nelle sue mani e nella sua mente il calore dell'incantesimo.
Concentrati di più...
Il tempo sembrò dilatarsi; l'energia cresceva.
Funziona...Ora devo dirigerla verso quella creatura...
Aprì gli occhi di scatto e guardò il mostro che incombeva su di loro.
E' adesso, è il momento...
"Brucia!" gridò e scagliò quell'enorme energia che si era accumulata.
Ci fu una fortissima e subitanea esplosione, frammenti di gelatina marrone schizzarono in ogni direzione. Poi silenzio. Della creatura non c'era più traccia.
Ailyn era quasi sconvolta da quello che era riuscita a fare. Guardò Kire e gli restituì il sorriso che lui le aveva fatto poco prima.
"Sembra che abbia funzionato abbastanza bene...che ne dici? Forse devo ancora fare pratica sul controllo dell'energia...ma credo che non ci possiamo lamentare."
Eric si era allontanato poco prima che finissero il mostro.
Prima decide di combattere...e poi lascia la cosa a noi. Bè...almeno abbiamo fatto tutti un po' di allenamento.
Il suo sguardo cadde si Kragh; era rimasto immobile e impassibile a osservare il loro combattimento.
Tutti...tranne Kragh. Ma non credo che lui abbia bisogno di allenarsi.
"E ora, se non c'è nient'altro che ci trattiene...a Glode!"
Si sentiva un po' più sicura di sè e meno inutile, dopo aver provato quel nuovo incantesimo. Dopotutto quell'imprevisto non era stato del tutto dannoso.
La gelatina esplose in mille o forse più pezzi non appena fu toccata dal fuoco. Era finita...quell'orribile mostro era morto. Ailyn gli sorrise, probabilmente era felice di aver compiuto un incantesimo di livello avanzato. Kire riuscì a leggere negli occhi della ragazza quacosa di molto simile alla felicità.
Ora si stavano preparando per andare a Glode...ma Kire doveva prima sapere qualcosa. Mentre camminava accanto ad Ailyn riuscì ad iniziare un discorso:
-Senti...è da un po' che volevo chiedertelo....che cosa hai intenzione di fare quando saremo a Glode. Cioè, che cosa pensi o speri di trovare la....- ...e che cosa pensi di fare dopo Glode...pensò ma non disse quest ultima frase...
eric si era allontanato dallo scontro, voleva vedere se gli altri se la cavavano poi sentì una forte sesplosione e vide cadere davanti a lui un pezzo gelatinoso di quella creatura..... non sono poi tanto male quei due, iteressante, davvero interessante.... pensò eric. poi mentre aspettava che i tre tornassero da lui e kragh sentì una forte fitta alla spalla dov'era stato ferito, se la toccò, la ferita si era riaperta.... oh no ci mancava anche questa.... disse eric a bassa voce. il dolore non era forte ma comunque presente, non voleva far notare agli altri che era ferito, o si sarebbero fermati nuovamente, era già troppo tardi e dovevano arrivare a glode, non c'era motivo di fermarsi ulteriormente. eric guardò kragh che era rimasto fermo li senza muovere un dito, eric non sopprotava quell' umomo ma non gli rivolse la parloa per non complicare ulteriormente la situazione. eric si appoggò ad un albero, tiro fuori il suo diario e lo sfogliò fino a quando non arrivò alla pagina dove c'era il disegno della creatura che aveva appena affrontato e sotto gli appunti già scritti aggiunse velocemente le seguenti parole.... la creatura combatte aggiungendo parti del corpo occasionali come tentacoli e braccia....
Stavano per rimettersi in cammino per l'ennesima volta, quando Kire le fece quella domanda:
"Che cosa hai intenzione di fare quando saremo a Glode. Cioè, che cosa pensi o speri di trovare la..."
Già...cosa spero di trovare? In realtà non lo so neanch'io...
Stava per rispondergli, quando si accorse che Eric si era toccato la spalla e aveva fatto una lieve smorfia di dolore, che aveva cercato abilmente di disssimulare.
La ferita. Lo sapevo, gliel'avevo detto di stare a riposo!
Sospirò leggermente.
"Scusami un attimo, Kire."
Si avvicinò in silenzio a eric; era appoggiato ad un albero e scriveva degli appunti sul suo diario. Senza dire niente gli posò lievemente una mano sulla spalla ferita e con un incantesimo la curò. Ci volle solo qualche secondo; per fortuna la ferita non si era riaperta molto.
"Ora non dovrebbe fare più male. " ,gli disse a voce bassa. "Avrò bisogno di te a Glode; della tua forza. Per questo non volevo che combattessi ora e che risparmiassi le forze per dopo. " Gli sorrise. "Ma comunque è stato un buon allenamento; spero solo che non ci siamo affaticati troppo."
Si allontanò da lui. Non so se avrà voglia di rispondermi. Probabilmente gli avrà dato fastidio che io mi sia accorta della ferita. Ma non potevo lasciarlo arrivare a Glode con una spalla dolorante.
Desper, tu sei a posto?, chiese. Le sembrava che stesse bene. "Rimettiamoci in cammino."
Il sole ormai era tramontato. Arriveremo al fortino con il buio. Mi chiedo se sia un vantaggio o uno svantaggio.
Si ricordò della domanda che le aveva fatto Kire. Gli si avvicinò.
"Riguardo ala domanda che mi hai fatto prima...Non so rispondere con precisione. Prima di incontrare te e Kragh, prima di vedere quelle due spade, la tua e quella che Kragh ha distrutto, prima che tu mi raccontassi dei Figli...la mia intenzione era quella di andare a Caer. Ti ho detto che voglio trovare un modo per mettere fine al potere di Zael e al terrore dei Khai. E queste due cose...sono legate. Lo sai sicuramente, tu che sei stato un mago di Zael. Il mio maestro di magia aveva scoperto che erano stati i maghi della Gilda di Zael a creare i Khai, utilizzando le magie proibite. E quindi penso che siano i maghi di Zael la chiave per eliminare quelle creature dal nostro mondo. Ora sto venendo a Glode per scoprire qualcosa di più. Se a Glode non troverò niente, o se non scoprirò abbastanza, andrò al centro del problema, dove andò il mio maestro. A Caer."
alyin se era avvicinata e gli aveva appoggiato una mano sulla spalla curando la sua ferita e gli disse.....Avrò bisogno di te a Glode; della tua forza. Per questo non volevo che combattessi ora e che risparmiassi le forze per dopo...... poi accennò un sorriso. eric la gurò ma non gli disse nulla, lei si allontanò. eri9c volev ringraziarla ma detestava esere curato per così poco. durante il cammino eric si avvicinò alla ragazza..... grazie, per la ferita intendo, grazie per avermela curata, ma non ce n'era bisogno, sono abituato a viaggiare ferito, non cè motivo per cui dobbiate prendervi cura di me, me la sò cavare benissimo dasolo, tuttavia...... eric fece un piccola pausa poi riprese..... tuttavia ti ringrazio..... poi si allontanò nuovamente da ailyn. ormai la notte era calata, la luce della luna riusciva a penetrare nel fitto bosco, permettendo una buona visibilità. dopo qualche minuto la vegetazione si fece più rada e si poteva vedere la fine del bosco, usirono e videro davanti a loro glode, il territorio tutt'intorno era tranquillo e illuminato dai raggi della luna. .....finalmente fuori, detesto l'umidità dei boschi..... disse eric mentre fissva la luna.
Ailyn si scusò con lui e si avvicinò ad Eric, il ragazzo si era ferito nello scontro. La ragazza lo curò, gli disse qualcosa e poi ritornò vicino a Kire e riprese a camminare.
Finalmente rispose alla sua domanda, ma disse una frase alla quale il ragazzo dalla chioma fulva reagì stranamente...parve quasi spiazzato da quell'affermazione:
-Il mio maestro di magia aveva scoperto che erano stati i maghi della Gilda di Zael a creare i Khai, utilizzando le magie proibite. E quindi penso che siano i maghi di Zael la chiave per eliminare quelle creature dal nostro mondo- disse la ragazza
-...credi veramente che Zael sia implicato nella comparsqa dei Khai? Io ne dubito...anzi...penso che...- si interruppe sciocco...non devi dirle altro sui Figli e su come siano coinvolti nelle magie di Luce e Oscurità... i pensieri gli fecero cambiare bruscamente discorso, non voleva coinvolgere quella ragazza ancora di più di quanto già non fosse.
Si schiarì la voce e riprese a parlare:
-Io conosco le Magie Proibite...ma non so usarle. So come funzionano e su che principi si basano, so come combatterle e neutralizzarle...dubito che Zael sia riuscito a creare i Khai avvalendosi di questo tipo di magie, sarebbe stato rischioso e incoscente....
A Glode non penso che troverete molte informazioni sui Khai o su Zael. Glode è solo un magazzino d'armi e un centro di ricerca Magica e Militare...-
Alzò lo sguardo alla luna e pregò che il viaggio verso Glode proseguisse senza intoppi. Riprese a parlare:
-Ailyn...non voglio intralciare le tue ricerche, ma....ti prego, anzi ti scongiuro...io non potrò guardare dove, come , cosa farete una volta li...ma ti prego...muovetevi con cautela. Non manca ancora molto ormai....-
Ailyn rimase veramente stupita dei ringraziamenti di Eric, ma non ebbe molto tempo di pensarci su, perchè Kire le aveva detto qualcosa che l'aveva colpita molto.
Che cosa? Dice che non sono stati i maghi di Zael a creare i Khai?
"Ti sbagli Kire. Sono stati proprio i maghi della Gilda di Zael a creare i Khai; mi meraviglio che tu non lo sappia. E lo hanno fatto per dominare l'intero mondo di Vandel. Il mio maestro inviò al villaggio di Galahi un messaggio con questa informazione prima di scomparire nel nulla. E io so per certo che non lo avrebbe fatto se non ne fosse stato completamente sicuro. Non ho mai dubitato di una sola sua parola. "
Ripensò a Renth e a quanto lo ammirava quando era bambina. Voglio diventare come lui, diceva sempre. Nella sua mente non aveva mai accettato l'idea che fosse morto. Per lei era solo scomparso; e, anche se sapeva che era una speranza vana, sperava sempre che un giorno sarebbe ricomparso improvvisamente.
Scacciò quei pensieri. Erano usciti dal bosco, e in lontananza si intravedeva il fortino di Glode.
E così ci siamo quasi.
"Non temere" disse a Kire. " Siamo tutti in grado di badare a noi stessi. Nessuno ti creerà problemi."
Ma dovremo elaborare una strategia, una volta vicini al fortino. Ognuno di noi ha degli scopi diversi e non dobbiamo rischiare di intralciarci a vicenda.
Diede uno sguardo agli altri. Eric e Desper camminavano subito dietro di lei e Kire. Kragh, freddo e distaccato, un po' più indietro di loro. Ogni volta che lo guardava le tornava in mente la sua guarigione inspiegabile e improvvisa. Pensò di avvicinarsi a Desper e Eric per chiedere a loro come si era svolta la cosa. Voleva assolutamente capire.
Ma perchè chiederlo a loro? Bisogna andare alla fonte delle cose.
E in fondo non aveva scambiato con Kragh neanche una parola da quando erano partiti, e forse dopo Glode le loro strade si sarebbero divise, e quindi non avrebbe più avuto occasione di parlargli. La curiosità la spinse ad avvicinarsi a lui.
Prima lo osservò per qualche istante senza dire niente.
Sta veramente bene. Come se non fosse mai stato ferito.
Lo studiò ancora per qualche attimo.
"E' incredibile. " Disse infine con una nota di stupore nella voce. " Io non riesco a capire come sia possibile che tu...stia bene. Sei rimasto svenuto per molte ore, la tua ferita era grave e si era infettata. Avevi la febbre molto alta. "
Credevo, anzi ero quasi sicura che saresti morto, pensò senza dirlo.
"Una persona in quelle condizioni non si sarebbe ripresa prima di tre, quattro giorni almeno. E tu invece te ne vai in giro come se non ti fosse successo niente. Nella mia Gilda c'erano maghi molto più esperti di me che spesso curavano malattie e ferite gravi. Io stessa ho curato molte persone. Ma una cosa così...non l'ho mai vista. Spiegami come hai fatto, ti prego, perchè io non riesco neanche a immaginarlo."
Attese che Kragh le rispondesse. Intanto il fortino di Glode era sempre più vicino.
-Argh! Guarda che schifo!- si lamentò Desper cercando di ripulire la suola degli stivali... "i khai non sono opera dei maghi di Zael? E allora chi è stato? Io? Tsk... Ma chi vuole prendere in giro?" pensò ricordandosi le parole di Kire.
Erano sempre più vicini al fortino:-so che non finirà qui- disse:-c'è ancora molto da fare e ancora non dobbiamo separarci...- non sapeva perchè diceva così... se lo sentiva e basta.
"non è ancora finita... Non so perchè, ma lo so..." E, a dirla tutta, le dispiaceva dover tornare sola ancora una volta "mi sa che mi sono affezionata a questi matti!" si disse.
Erano arrivati davanti a quel maledetto fortino:-e adesso?- chiese:-come entriamo?-
eric guardò ancora la luna, era da tanto che non lo faceva, era li immobile, fredda, dava a tutto il paesaggio circostante un aspetto tranquillo e sereno ma allo stesso tempo inquietante, quasi funereo......la stessa, la stessa luna di quattro anni fa, sul monte kruton, helena! è l'ultima luna che vedesti purtroppo, è da quel maledetto giorno di quattro anni fa che non guardo la luna.... eric era completamente assorto nei suoi pensieri, non badava a quello che facevano gli altri o alle loro coversazioni, c'era solo lui e isuoi ricordi. gli tornava in mente il volto di helena, quei occhi scuri vosì penetranti. i suoi lunghi capelli mori e il suo sorriso. eric riprese nuovamente dalla tasca del giacchetto gli orecchini, li guardò. brillavano sotto la luce della luna, allora li strinse in pugno e chiuse gli occhi. diede un ultimo sguardo alla luna e rimise gli orecchini in tasca, si passò una mano tra i capelli......basta rimpianti.....si disse. si avvicinò ai suoi compagni di viaggio.......kire, tu conosci il posto vero? ci sono guardie? sistemi di sicurezza? o cose simili? o possimo semplicemente entrare..... disse eric con voce da sbruffone.... non cè motivo di attendere oltre, possimo andare tranquillamente kire?..... attese una risposta in silenzio
Ailyn si era quasi sorpresa per la sua risposta, e gli disse che si meravigliava che lui non sapesse che erano stati quelli di Zael a creare i Khai; meglio così...se non mi vuole credere è solo meglio per lei... pensò.
Stavano arrivando a Glode. Il fortino era stato costruito con del materiale pietroso, rocce levigate, sassi equalche raro sprizzo di cemento o fango. Le pietre rilucevano sotto il riflesso della luna, una grande luna piena.
Sentì eric rivolgersi a lui con tono quasi da attaccabriga, ma Kire non ci fece caso e rispose alle sue domande:
-Ci sono delle guardie armate di arco su ogni torre. All'interno del forte ci sono tre piani: sotterranei, laboratorio e dormitorio. Non entrate mai, per nessun motivo nei sotterranei...è troppo rischioso avventurarsi la sotto. Nel laboratorio ci sono i...- udì un rumore sordo provenire dal secondo piano del castello, una forte luce bianca uscì dalla finestra dello stesso piano, dannazione...Shan è nei laboratori.... poi riprese a parlare -ci sono i prototipi....e li si trova anche ci sto cercando io- sospirò -Ascoltatemi attentamente: l'unico modo per entrare che possiamo usare ora sono le cucine, da li arriveremo in poco tempo ai laboratori. Shan è li...prendete quello che cercate e uscite il più velocemente possibile da li...io combatterò con Shan e lo attirerò lontano da voi. Non voglio che mi aiutiate durante il combattimento...sarebbe troppo rischioso...- alzò lo sguardo al celo...
-Domande?-
-Entrare dalle cucine, arraffare quello che ci serve e fuggire... Tutto chiaro!- rispose Desper. Guardò gli altri e chiese:-se entriamo dalle cucine non ci scoprono lo stesso?- "anche nelle cucine c'è gente e poi dobbiamo aggirarci per il fortino senza dare nell'occhio e non siamo certo tipi che passano inosservati! è dannatamente assurdo, come sperano di passarla liscia?" pensò:-allora?- insistette e attese una risposta da qualcuno.
kire si spettava prima o poi un adomanda del genere. La risposta era quasi ovvia...
-Forse non è la cosa migliore da fare, ma...- s'interruppe e fece un respiro profondo -se dovessero notarci...dovremo uccidere gli scienziato o chi è nei paraggi...non esiterebbero a dare l'allarme o ad attaccarci....- proseguì -e poi a quest'ora i quochi se ne sono andati a dormire....l'unico problema sarà qualche probabile scienziato nei laboratori...-
Guardò i suoi compagni di viaggio...erano strani, mai si era trovato a viaggiare con una combriccola così strana, ma infondo era meglio di niente....
-Andiamo??- chiese infine...
Assorto nei suoi miriadi di pensieri Kragh ora era li, dinanzi al fortino di Glode.
(forse scoprirò chi sono qui.....)
[ahahahahahahah non saprai mai chi sei razza di sciocco, tu appartieni a noi ora]
(STA ZITTO! VA VIA!)
[non puoi sfuggirmi ahahahahahahahahahahah]
La voce di Ailyn arrivo a perforare quella prigione di voci in cui Kragh stava rientrando
"Io non riesco a capire come sia possibile che tu...stia bene. Sei rimasto svenuto per molte ore, la tua ferita era grave e si era infettata. Avevi la febbre molto alta."
"Spiegami come hai fatto, ti prego, perchè io non riesco neanche a immaginarlo."
Kragh la guardò in modo perplesso quasi stupito di quanto detto da Ailyn possa essere vero, lui era in fin di vita ed ora era li, come era possibile tutto cio? neanche lui riusciva a darsi una risposta.....
"Da quel che dici sembra che quelle strane persone mi avevano ridotto male eh? fortunatamente ora sto bene, anche se...." prese fiato
"come ti ho gia detto so poco di me, non ho idea di come abbia fatto a sopravvivere.... e sono qui per scoprirlo. Ti ringrazio del tuo interesse" le diede in fievole sorriso mentre nella sua mente tornavano ad affollarsi altre mille domande. doveva trovare le risposte o non avrebbe mai avuto pace con se stesso.
"Allora Kire, noi due dobbiamo incontrare la stessa persona. Dimmi dov'è....."
attese la risposta di Kire.
Stavano rincominciando a dialogare...
-Avanti, muoviamoci ad entrare! Se restiamo qui a parlare non risolviamo niente!- sbottò Desper e si avviò verso il fortino, poi si bloccò e tornò dagli altri:-dove sono le cucine?- chiese un po' in imbarazzo; era tanto presa dalla foga di andare che non si era accorta di non sapere nemmeno da che parte cominciare.
Kragh gli rivolse la parola:
-Allora Kire, noi due dobbiamo incontrare la stessa persona. Dimmi dov'è.....-
Kire non era affatto stupito di quella affermazione, anzi sapeva che quell'uomo doveva incontrare Shan, ma ne ignorava il motivo.
Kire si schiarì la voce
-Kragh, devi promettermi un cosa prima, che non attaccherai Shan per nessun motivo....promettilo...o non ti lascerò venire con me....-
Per Kire era importante quell'uomo...era stato come un fratello per lui, nonostanta quello che avesse fatto....
attese pazientemente la rispsota di Kragh, e si mise a giocerellare con la spada...
Desper si accorse che nessuno la stava ascoltando e si mise a sedere borbottando.
"bene! Prendiamo un tè e lasciamo che i maghi di Zael ci trucidino!" pensò irritata.
-guai a chi mi chiama permalosa!- bisbigliò offesa.
Erano lì...il fortino di Glode davanti a loro. Risposte? ,si chiese Ailyn. Era tutto molto confuso nella sua mente. Le domande di Kire l'avevano confusa (Cosa cerchi a Glode? Cosa speri di trovare?) e così anche le criptiche risposte di Kragh (un uomo che non sa assolutamente niente di sè stesso...pericoloso per sè e per gli altri...).
Intanto Kire aveva esposto un piano per entrare dalle cucine. Forse non era l'idea migliore, ma era l'unica. Si stavano organizzando; Desper era impaziente di andare dentro, timorosa che venissero scoperti.
"Hai ragione Desper," le rispose. "Dobbiamo sbrigarci. Ma prima è necessario organizzarci per bene. Probabilmente dovremo combattere, e dobbiamo essere preparati, conoscere bene le mosse di ognuno di noi. E per adesso l'oscurità ci nasconde agli occhi delle sentinelle; non c'è rischio ad attardarci un altro po'."
Sentì che Kire e Kragh stavano discutendo di quello Shan, il capitano del fortino,e il creatore delle spade.
Non mi interessa di questo maledetto Shan. Kragh e Kire lo spediscano pure all'inferno; non sono affari miei. Io devo cercare altro.
Si rivolse a Eric e Desper.
"Eric, Desper, ascoltatemi. Credo che a voi come a me non importi nulla di questo capitano Shanazy che Kire e Kragh cercano per vari motivi. Ma io...ho bisogno di voi per la mia ricerca. Agiremo così. Entreremo insieme a Kire e Kragh dalle cucine, e li seguiremo fino ai laboratori. Quando loro saranno occupati con il capitano, noi toglieremo di mezzo gli scienziati o chiunque altro ci sia nei laboratori e cercheremo qualcosa lì intorno. In realtà...non so esattamente cosa dobbiamo cercare, ma vi prego, aiutatemi. Qualsiasi cosa che possa essere utile e che riguardi il legame tra i Khai e il regno di Zael, o gli esperimenti sulle magie della Luce e dell'Oscurità. Pietre magiche, formule di incantesimi, documenti...qualunque cosa."
Si fermò per un attimo; poi riprese.
"E state pronti a combattere; non credo che quelli del fortino ci lasceranno facilmente frugare tra le loro cose."
Prese in mano il suo pugnale.
"Detto questo, se per voi va bene...propongo di passare all'azione. "
Guardò verso Kire; stava ancora parlando con Kragh.
"Kire, Kragh...quando volete, io sono pronta per andare."
Mentre attendeva una risposta, si voltò a guadare il fortino. Era alto e imponente, e le massicce mura di pietra emettevano un fioco bagliore sotto la luce lunare. Un brivido involontario le corse lungo la schiena.
Ailyn aveva ragione.
-anch'io sono pronta, ma ormai si era intuito!- disse.
Si rivolse ad Eric e chiese:-tu sei pronto?-
"speriamo che sia pronto, ci manca solo che appena quei 2 hanno finito ci sia qualcun'altro che ha dei problemi!" pensò.
Molto probabilmente avrebbero ucciso altre persone...
tutto quel tempo eric era rimasto in silenzio ascoltava senza dire una porola e senza fare nenche un cenno. ad un certo punto una folata di vento sollevò il giacchetto a eric, lui si passò una mano tra i capelli per sistemarseli ma ancora non disse nemmano una sillaba......passare dalle cucine, uccidere persone, basta vivere nel passato, devo pensare al presente....... pensò eric. poi guradò i suoi compagni di viaggio, prima ailyn poi desper ed infine quei due individui che detestava...... beh questo è il mio presente, non è poi tanto male...... eric fece quasi un sorriso poi aylin si rivolse a lui e desper dicendo di aiutarla a scoprire qualcosa che neanche sapeva cos'era......questa ragazza non sa nemeno quello che vuole, ma infondo nemmeno io so cosa cerco realmente.....pensò eric. poi si voltò e cominciò a camminare lentamente verso il fortino poi si girò e si rivolse ad ailyn......si nessun problema ti aiuto, su! andiamo!..... continuò a camminare fino al all'entrata del fortino giusto davanti alla porta si fermò e rivolgendosi a tutti....tutti pronti?.......
Kragh ancora non rispondeva.
Kire udì lacune parole di Ailyn:
-Quando loro saranno occupati con il capitano, noi toglieremo di mezzo gli scienziati o chiunque altro ci sia nei laboratori e cercheremo qualcosa lì intorno. In realtà...non so esattamente cosa dobbiamo cercare, ma vi prego, aiutatemi. Qualsiasi cosa che possa essere utile e che riguardi il legame tra i Khai e il regno di Zael, o gli esperimenti sulle magie della Luce e dell'Oscurità. Pietre magiche, formule di incantesimi, documenti...qualunque cosa-
Kire guardò la ragazza e disse:
-Se quello che cerchi è il legame tra i Khai, Zael e le spade....Shan di sicuro sa qualcosa- anche troppo mi sa pensò velocemente - ma ci serve vivo...- con quell'ultima frase si girò verso Kragh ed attese ancora qualche secondo fissandolo
-Prima di andare devo avere una piccola conferma da parte di Kragh....-
erano li, davanti a Glode, l'aria si stava caricando sempre più di una tensione insopportabile.
Desper non sopportava tutto cio ed era molto agitata, voleva agire frettolosamente con il rischio anche di farsi scoprire. Fortunatamente non sapeva come muoversi all'interno del fortino e attese gli altri.
Kragh guardò Kire ed annui con la testa alla domanda posta poco fa
"Andiamo" disse
tutti erano pronti, il fortino di Glode li attendeva...
"Andiamo", disse Kragh.
Adesso erano tutti erano pronti. Ailyn vide che Eric si era già avviato fin sotto il fortino.
Sempre così impulsvo...Maledizione! Non deve rischiare di farci scoprire!
Si rivolse agli altri.
"Stiamo attenti a muoverci con cautela e nell'ombra. Kire...credo ke sia meglio che tu ti metta alla guida del gruppo. Sei l'unico che conosce questo posto. Facci strada verso le cucine." , disse a voce bassa.
Il cuore le batteva in petto; un'ansia terribile l'attanagliava.
Hai paura! Smettila, stupida! Non vedi che tutti i tuoi compagni sono freddi e lucidi? Sei così debole da non riuscire ad essere come loro?
Scosse la testa, e cercò di liberare la mente da quei pensieri. Poi seguì in silenzio Kire verso l'entrata del fortino.
-Kire...credo ke sia meglio che tu ti metta alla guida del gruppo. Sei l'unico che conosce questo posto. Facci strada verso le cucine-
Era vero, Kire era l'unico che conoscesse veramente bene quel posto, a la ragazza aveva ragione, doveva essere lui a guidarli nel fortino.
Kragh aveva fatto un cenn d'assenso, e finalmente Kire si sentiva più sicuro. Un pensiero gli si infilò nella mente, proveniva dalla ragazza, Ailyn: Hai paura! Smettila, stupida! Non vedi che tutti i tuoi compagni sono freddi e lucidi? Sei così debole da non riuscire ad essere come loro?
Kire le appoggiò la mano sulla spalla e disse a voce bassa, in modo che solo lei potesse udirlo:
-Calmati...vedrai che ne usciremo vivi-
poi si incamminò verso la porte di servizio delle cucine ed entrò.
Nelle cucine c'era odore di fritto misto a puzza di carne marcia. Kire si fece silenziosamente strada attraverso i lavelli e i fornelli fino alla porta del corridoio centrale.
Si fermò, aprì lentamente la porta, sbirciò fuori e poi la richiuse. Si voltò verso gli altri e disse:
-Ci sono due guardie, una sulle scale che portano ai laboratori e l'altra sulle scale che portano al semintarrato. Escludendo quella che sorveglia le cantine, come facciamo ad eludere l'altra??-
Attese le risposte un po'impaziente....
-o li squartiamo tutti e due o troviamo un modo per addormentarli o per distrarli...
Qualche suggerimento?- Rispose Desper rivolgendosi chiaramente ai maghi che li accompagnavano. "devono sapere qualche trucchetto infernale per addormentare le guardie" pensò.
Chissà cosa avrebbero trovato nei laboratori...
Si chiese come mai non ci fosse nessuno nelle cucine, ma forse non era rilevante...
-Perchè le cucine sono completamente vuote?- chiese sottovoce...
Non era mai stata in quel maledetto fortino, ma sapeva per certo che non c'era da fidarsi di quel posto e di quello che nascondeva... Era una sensazione, un sesto senso.
erano arrivati nelle cucine, erano copletamente vuote e c'era un forte odore di carne rancida. arrivarono in fono alle cucine e si fermarono, kire sbirciò in giro e anche eric lo fece.....ci sono due guardie, come facciamo ad evitarne una?..... disse kire, eric sospirò stizzito poi desper disse una cosa sottovoce......Perchè le cucine sono completamente vuote?..... eric sentì la domanda, si voltò vesro di lei la gurdò ma non disse nulla, poi sospirò nuvmente metre si passava una mano tra i capelli per lisciarli...sono due gurdie non un esercito!!.... disse eric rivlgendosi a kire, si avvicinò a lui i lo spintonò per farsi trada, enrò el corridoio con passo svelto, infondo c'erano le die gurdie......fermo!!!!.... gridarono insieme ma eric continuava a camminare in avanti....fermo!!!.... gridarono di nuovo. eric prese il pugnale dalla cinutra dei pantaloni e lo laciò con unso scatto fulmineo colpendo alla gola una delle due gurdie che cadde in ginoccho e si acoasciò a terra......bastardo!!!!.....gridò l'altra gurdia mentre si lanciava all'attacco..... eric sguainò la spada ma appena la gurdia si avvicinò a lui eric girò la pada dalla parte del manico e olpiì violentemente l'uomo sulla testa, quest'ultimo svenne cadendo a trerra con un rumore sordo......che aspettate?..... disse eric.
-Niente di più semplice!- esclamò Desper.
Si avviò nel corridoio e raggiunse Eric.
"Ha preso tutto con una naturalezza incredibile... Forse siamo noi che ci preoccupiamo troppo..." pensò.
Vide una porta:-i laboratori sono qui?- chiese e accostò un orrecchio alla porta: niente... L'assoluto silenzio... Non il minimo rumore...
Socchiuse leggermente la porta e sbirciò dentro: niente, tutto buio.
Com'era possibile? Non c'era una minima luce...
Tutto quel buio le faceva male agli occhi...
-qui c'è qualcosa che non va!- borbottò:-sembra quasi che in quella stanza ci sia l'oscurità allo stato puro...- aggiunse.
"probabilmente è un esperimento analogo alla spada d'oscurità" pensò.
Seguendo Kire erano passati dalle cucine del fortino ad una rampa di scale e poi ad un corridoio, che dava su una porta chiusa. Eric aveva abbattuto due guardie prima che potessero dare l'allarme, e ora regnavano il silenzio e l'oscurità più totali. Nonostante Kire avesse cercato di rassicurarla poco prima, Ailyn non riusciva a mantenersi del tutto calma:quella terribile sensazione di inquietuidne continuava a tormentarla. Si accorse che anche Desper l'avvertiva. Non può essere una casualità...Stiamo all'erta...
Gettò uno sguardo fugace ai suoi compagni; riusciva a leggere la tensione sui loro volti. Sperò che fossero più calmi di lei.
Dopo aver steso le guardie Eric era passato in cima al gruppo e si era fatto strada fino alla porta; Desper l'aveva seguito e con un movimento rapido e silenzioso l'aveva socchiusa.
"Sembra quasi che in quella stanza ci sia l'oscurità allo stato puro...-", l'aveva sentita mormorare, mentre richiudeva lo spiraglio silenziosamente come l'aveva aperto.
Allora forse è proprio al centro dell'oscurità che dobbiamo andare.
Si avvicinò a Desper e si accostò alla porta.
"Copritemi le spalle se dovessero sopraggiungere altre guardie" sussurrò alla ragazza.
Appoggiò la mano sul legno e cercò di concentrarsi su quello che c'era al di là. Percepire senza aver bisogno dei sensi... Si proiettò oltre...nell' oscurità. Ma non era buio nel senso proprio del termine. Era come una...luce oscura. Attraverso di essa riusciva a scorgere le sagome dei muri e del mobilio della stanza...anche se non in modo nettamente distinto. Vide un'altre porta e poi...qualcosa che assomigliava ad un enorme macchina. Ricordò che c'era qualcosa di simile alla Rocca di Farn, lo chiamavano MCD, Modulo di Comunicazione e memoria Dati...ma quello di Farn era molto più piccolo...e quella tecnologia era scomparsa da molti anni...solo a Caer era sopravvissuta...quindi c'erano scambi di tipo tecnologico tra il regno di Zael e il fortino di Glode...Poi ebbe la netta percezione della presenza di qualcuno nella stanza. Erano in due...due uomini. Parlavano in modo calmo e sommesso. Giunsero alla sua mente sprazzi di un discorso....Khai...L'ho inviato...una settimana....non c'è stata risposta...è un problema che bisogna affrontare...Caer... Un pensiero la pietrificò. Se uno di loro è un mago si accorgerà della mia presenza!
Si affrettò a tornare in sè, e percepì una leggera sensazione di debolezza...come un lieve capogiro. Ma immediatamente guardò gli altri e disse con voce talmente bassa che sembrava un soffio:
"C'è una strana aura lì dentro. Qualcosa che non saprei descrivere. Comunque ho visto una porta, e qualcosa di simile ai moduli tecnologici di gestione dati che si usavano fino a 10 anni fa nelle capitali, ma molto più grande. Forse viene da Caer. E...ci sono almeno due uomini. Forse di più e probabilmente delle guardie, ma non ho potuto controllare; non potevo rimanere di più. Kire, forse uno dei due uomini è quello Shan che tu e Kragh cercate, ma non saprei dirtelo con certezza. Sbrighiamoci a decidere cosa fare o potremmo essere scoperti!"
eric era confuso ma non lo lasciava a vedere, era sempre stato distante da intrighi politici e cose simili e anche ora non gli interessava tutto quello che ruotava attorno a tutto ciò ma quell'oscurità che reganva dentro quella stanza faceva ad eric uno stano effetto come il giorno prima con la spada di kire. eric continuava a sentire un fischio in testa, era sempre più forte, fece una piccola smorfia di dolore, il fichio diventava sempre più insopportabile, eric si voltò a guardare la porta di quella stanza e il fischio si faceva sempre più forte, era quell'oscurità a provocarlo. eric fece novmante una smorfia per il dolore tentando di rimanere controlloato ma il fischio nella testa si facva assillante poi d'un tratto diventò fortissimo.....ahhh.... gridò eric portandosi le mani sulla feonte e scuotendo la testa.....bastaaaa!!!..... gridò nuvamente. si appoggò al muro la sua vista cominciava ad essere annebbita, vedeva solo lampi, poi ad un tratto il buio totale......cosa!! cosa!!!..... gridava eric. pi ad un tratto cominciò ad avere flash di visoni. un uomo inchiodato sulla parete di una caverna col craneo fracassato, poi un altro uomo più giovane con le mani mozzate e lo stomaco fracassato......andatevene!!!!!! andatevene!!!! bastaaaaaaaa!!!!!..... gridò eric ma le visoni non cessarono, anzi. nei suoi flesh vedeva un ragazzo circa della sua eta ferito in un angolo della grotta che implorava pietà e poi della voci..... sei un mostro.... assassino... non meriti di vivere..... bastaaaaaa!!!!!..... gridò eric. per un attimo le visioni sparirono. eric gurdò i suoi compagni di viaggio che lo osservavano stupiti, poi ad un tratto eric perse ogni espressione in volto, i suoi occhi erano sbarrati, era come caduto in stato catatonico. eric cadde in ginocchio poi prese il pugnale che aveva alla cintura e lo estrasse lentamente con la mano destra, poi rivolse il polso sinistro verso il suo viso e si tagliò le vene. eric non era in gardo ne di intendere ne di volere, sul pavimento si era formata una pozza di sangue mentre eric si stava preparano a ripetere l'operazione anche sull'altro polso.......
Alla vista del sangue che usciva a fiotti dal polso di Eric, Ailyn rimase completamente stravolta. Si gettò come una furia contro di lui e gli strappò con forza il pugnale di mano, scagliandolo a terra, lontano da lui. La lama scintillò nell'oscurità mentre scivolava sul pavimento di pietra.
"Eric! Torna in te! Eric!", gridò scuotendolo energicamente per le spalle.
"Eric!"
Ma lui la fissò con sguardo assente, come se non l'avesse mai vista. Il sangue continuava a sgorgare dal taglio che lui stesso si era provocato, e le scorreva sul mantello e sul vestito, ma non le importava. Deve tornare in sè...Deve!
Continuò a scuoterlo con tutta la forza che aveva, ma non ottenne alcun risultato. Dopo pochi istanti Eric si accasciò inerte addosso a lei, privo di sensi per l'enorme perdita di sangue.
Non ebbe il tempo di pensare cosa fare, ed era ancora sconvolta per quello che era accaduto, quando sentì voci e rumori di passi affrettati provenire dalla rampa di scale.
Le guardie!
Con il cuore in gola si alzò di scatto, abbandonando a terra Eric privo di sensi e gridò a Kragh:
"Kragh, la magia di spazio-tempo! Portalo via di qui o morirà dissanguato! Andate via! Subito!"
Non ebbe tempo di ascoltare la sua risposta, seppure ne aveva data una. Kire e Desper sembravano pronti a combattere, ma dalle scale si riversò nel corridoio un gruppo di almeno venti guardie armate. Non ce l'avrebbero fatta a fronteggiarle. In un istante distese la braccia davanti a sè e creò uno campo di magia che separasse sè e i suoi compagni dalle guardie, sperando di riuscire a tenerle a bada almeno il tempo necessario per permettere a Kragh di portare via Eric.
Se nessuno di loro è un mago dovrebbe funzionare.
E in effetti sembrava che funzionasse, le guardie non riuscivano a passare la barriera. Ma loro erano comunque bloccati: il corridoio, fatta eccezione per la porta che dava ai laboratori, era senza uscita dalla loro parte e il campo non sarebbe durato ancora per molto.
Guardò Kire e Desper con sguardo atterrito, incapace di pensare e concentrata solo sul campo di magia, supplicando che non cedesse.
Tutto era accaduto in pochi istanti. E in pochi istanti si aprì la porta dietro di lei e ne uscirono di corsa i due uomini che aveva sentito parlare.
"Ma che diavolo....!"
Disse uno di loro.
Adesso erano circondati.
eric era come intrappolato in un'altra dimensione, non sentiva ne vedeva quello che accadeva intorno a lui. solo nero. poi ripresero le visioni, inizialmente erano tranquille e piacevoli, eric vedeva la luna piena nella sua visione, come quella che brillava fuori dal fortino, poi la luna sparì, era nuovamente buio e poi un volto, il dolce volto di una ragazza dai capelli nero corvino, accennò un timido sorriso, eric si vedeva rispecchiato nei sui occhi scuri. anche questa visione cessò. ora c'era solo quella maledetta voce.....eric... eric..... lei è morta, non sei stato in grado di tenerla con te, tutto quello che hai fatto non è sevito a nulla eric, ora sei un mostro, un assassino, non meriti di vivere, non sei meglio di loro, sei un lurido assassino, meriti di bruciare per quello che hai fatto, morirai di unamorte atroce eric, si devi morire soffrendo, mostro!!!!!......
Desper si guardò intorno... -circondati?- sussurrò...
C'era poco da fare... Estrasse la spada e afferrò uno dei 2 uomini puntandogli la spada alla gola...
"ho afferrato quello che sembra più importante" pensò "in questa follia valgono solo le pazzie"
-credo che ci lascerete passare- disse alle guardie-o lo sgozzo come un porco!-
magari non importava niente a nessuno di quell'idiota, ma l'unica cosa che potevano fare era rischiare.
-dillo anche tu alle guardie di lasciarci passare se ci tieni alla tua inutile esistenza!- sussurrò nell'orecchio dell'uomo che non era in grado di liberarsi; sudava come un animale, Desper avvertiva il terrore che gli scorreva nel corpo...
-Kragh, muoviti a portare via Eric! Ailyn e Kire, venite più vicini, ci apriremo la strada...- intimò ai suoi compagni.
attorno ad eric si stava scatenndo il caos ma lui non poteva fare nulla il suo sgardo era assente non poteva muoversi e stava continuando a perdere sangue, le forze lo stavano abbandonando ma le visioni continuavano senza sosta, tutto questo per eric era una tortura. eric era seduto su un campo fiorito di notte abbracciata a lui c'era una ragazza i due si guardavano negli occhi ,eric era rapito da quell'innocente sguardo scuro poi i due si rivoslero a guradare la luna. era ancora una luna piena ma ecco che la voce di prima si rifece setire......non meriti di aver vissuto quei momenti, la sua morte è servita per tirare fuori il vero te stesso, un assassino..... eric era tormentato da questa voce. le visoni continuarono nella grotta, il ragazzo che prima chedeva pietà un freddo angolo della grotta ora era senza vita e orrendamente mutilato, le pareti della grotta erano insanguinate e si snetivano ancra voci stazineti che intonavano le loro ultime parole, quste parole stavano tormentando eric ma ecco che a esse si sovrappose la solita odiosa voce.......le sogni di notte vero? non puoi togliertele dalla mete, devi soffrire, seiu un mostro.....
Tutto era cattaduto troppo velocemente. I soldati, Kragh, Ailyn Desper e persino Eric...tutto era confuso, e Kire nn capivo più cosa fare.
La ragazza aveva usato unoscudo di protezione, ma nn sarebbe durato ancora per molto. Due uomini aprirono la porta e sbarrarono l'altrnativa via di fuga; Desper, forse in perda al panico ad un attacco di follia si lanciò contro uno dei due che avevano parto la porta, gli puntava la spada alla gola.
-Kire!-
Il ragazzo dalla chioma fulva si girò e vide dall'oscurità della stanza comparire la sagoma oscura e mlefica di Shan. Quel'incontro non prometteva niente di buono, sopratutto perchè Shan era amato, armato di una spada identica alla sua.
Shanazy indossava gli stessi abiti di Kire, era quasi identico a lui anche nell' aspetto fisico, tranne per i capelli, i suoi capelli erano neri, oscuri come notte.
La sua voce cupa e tetra rimbombava nella stanza mentre tutti erano stupefatti di quell'entrata in scena
-Kire, vedo che sei tornato. Forse per riprenderti questa?- gli mostrò, sogghignado, la foto che Kire aveva perso nel fortino durante la sua ultima visita -oppure per "tentare" di porre fine alla mia vita, ai miei ideali e alle mie creazioni?-
-Entrambe le cose!- disse Kire quasi sorridendo.
Un cupo silenzio calò nella stanza.
-Bene, bene vedo che hai portato degli amici...pensi che ti serviranno?- voleva solo fargli perdere la concentrazione, ma Kire sapeva cosa fare...
-Ailyn, Desper, Kragh...portate Eric nelle cucine e curatelo...quì me ne occupo io-
Tutti lo guardarono atterriti, come se non avessero compreso le sue parole
-ANDATEVENE!- gridò -Io e Shan abbiamo un conto insospeso...e guai a chi si intrometterà....-
Kire lanciò un mesaggio telepatico ad Ailyn sperando che la ragaza lo percepisse:
Ailyn, ascoltami bene...quando sarete arrivati alle cucine usate uno dei condotti di ventilazione per arrivare ai laboratori....non preoccupatevi per me...me la caverò....ora andate
In tutto quel disordine Desper guardò Eric: era immobile, non dava alcun segno di vita... "non morire, maledizione!" pensò.
Una guardia cercò di attaccare Desper mentre era distratta, la schivò e disse:-fate poco i furbi!Potrei tagliargli un pezzo per volta... Evitate i colpi mancini o una bella manina di questo escremento potrebbe venire tagliata, capito cani bastardi?!- disse minacciosa.
Poi si rivolse ad Ailyn:-non potresti fare qualcosa per i polsi mutilati di Eric? Se smette di sanguinare possiamo anche portarlo in braccio...- Desper notò che molte guardie la guardavano stupiti dal suo aspetto...
Poi arrivò quel tipo... Shan...
Kire li aveva pregati di allontanarsi.
Desper tacque per qualche secondo poi annuì:-Kragh, raccogli Eric.-
disse:-tu vieni lo stesso con noi!- continuò rivolta all'uomo che aveva preso in ostaggio.
Iniziò a indietreggiare verso le cucine tenendo sotto controllo le guardie.
il caos oramai regnava sovrano dentro il fortino di Glode, Eric era rimasto assuefatto dall'oscurità che aleggiava dentro il fortino ed in preda ad uno stato di trance si taglio i polsi. Questo suo gesto scateno dapprima il caos fra le ragazze, le loro grida attirarono alcune guardie dalla scalinata li di fronte ed Ailyn creò frettolosamente uno scudo di energia che poteva separare tutti dalle guardie. Dalla porta uscirono altre due guardie e Shan, l'uomo per cui Kragh aveva fatto tutta questa strada, colui che forse avrebbe dato una risposta alle sue incessanti domande. Ailyn e Desper continuavano a intimare Kragh di portare via Eric
"NON HO INTENZIONE DI PRENDERE ORDINI DA VOI RAGAZZINE!" la sua voce tuonò in quello stretto corridoio, torno a guardare Shan
".....Shan....." Kragh venne scosso da un brivido al pensiero che forse presto avrebbe scoperto la sua vera identità.
"ANDATEVENE!" gridò Kire "Io e Shan abbiamo un conto in sospeso...e guai a chi si intrometterà...."
(non cosi in fretta.....) penso Kragh
(devo impedire che qualcuno possa interferire nelle mie domande, ma come)
[ahahahahahah lascia che mi divertà io....]
Kragh liberò i movimenti del suo corpo lasciando che la voce che lo assillava lo guidasse, prese il polso sanguinante di Eric e succhiò il suo sangue, gli occhi diventarono completamente grigi. Guardò in direzione delle guardie bloccate dall'altra parte dello scudo energetico di Ailyn, quando spalancò la bocca partirono dei piccoli dardi che infrangendo lo scudo si andarono a conficcare nella prima linea di guardie. dapprima nulla, poi improvvisamente le guardie iniziarono a sussultare, vibrare, sempre piu violentemente fino a che non spuntarono dai loro colpi degli enormi tentacoli spinosi color sangue che andarono a trafiggere uno dietro l'altro le restanti guardie. La massa di tentacoli estesa ora in tutti i corpi delle guardie morte era ancora li che si dimenava poi si sciolse fino a formare una enorme pozza di sangue.
"IHIHIHIHIHIHIHIH......" una risata isterica partì da Kragh riprendendo fiato "Non mi divertivo da parecchio tempo" si girò di scatto e impalò per la giugulare una delle due guardie che era ancora libera, alla fine i suoi occhi tornarono normali.
Shan era rimasto sconvoltò da quella tecnica "non è possibile...... l'unico in grado di fare una cosa del genere è scomparso sei mesi fa...........
tu...... chi diavolo sei......."
Kragh osservò shan negli occhi come a scandagliargli la mente, sebbene egli resistette profondamente.
"Speravo me lo avresti detto tu Shan...... non sei tu che costruisci queste lame?"
"AHAHAHAHAHAHAH, certamente! tu come fai ad esserne in possesso!"
Di li a poco Kragh riprovò nuovamente a scandagliare la sua mente. Un potente scontro telepatico avvenne, anche shan era un po telepate ed il suo scudo mentale era piuttosto elevatò. Dopo alcuni minuti Kragh scorse una frase fondamentale per la sua ricerca
-quest'uomo usa le stesse tecniche................impossibile.................sparito da caer.................ormai mesi..............-
(CAER........) aveva ottenuto ciò che desiderava, ora Kire era libero di fare ciò che voleva
"Kire, è tutto tuo. Ora ho alte cose da fare" prese eric e lo trascinò indietro verso le cucine mentre Ailyn e Desper lo seguirono a ruota.
All'interno delle cucine Kragh gettò Eric pesantemente a terra "Curalo o morirà dissanguato" disse ad Ailyn e si mise vicino la porta per sentire cosa dicevano Kire e Shan.
Kragh?? Era lui quallc osa che aveva attaccato Shan? Era devvero lui? Kire non seguì con attenzione lo scambio di frasi tra Shan e Kragh, ma capì un caosa molto importante, quei du erano in qualche modo collegati...e anche lui faceva parte del collegamento...
Kragh se ne andò portandosi via eric, Ailyn e Desper erano ancora nella stanza, ma ormai Kire non poteva più apsettare, doveva regolare i conti con Shan e doveva farlo ora.
-Bene Shan, preparati...ora ti farò assaggiare la mia spada- disse Kire sicuro di se
Partì all'attacco, ma con sua immensa sorpresa, il suo nemico bloccò la sua spada con la mano e senza fatica. Kire riprovò nuovamente, ma il risultato fu identico a prima, poi Shan usò una magia dell'oscurità e fece volare l'uomo dai capelli ramati contro il muro alle fue spalle. Kire si rialzò, e gridò alle ragazze
-Ailyn, Desper....andate ai laboratori...muovetevi...-
Poi riprese il combattimento con Shan. Ora anche lui aveva estratto la sua spada ed entrambi comattevano ad armi pari.
Non stavano combattendo, stavano quasi danzando, schivate, colpi, contraccolpi, comtromosse, magie e scudi, tutto si stava mischiando assieme, quasi a formare una danza.
eric tentava di resistere mentalmente alle visioni e a quella voce ma il tutto era troppo forte, però ad un tratto sia le visioni che la voce scomparvero, forse era stato allontanato dalla luce oscura di quella maledetta stanza. ora eric era svenuto e continuva a perdere sangue dai polsi, presto sarebbe morto dissanguato. eric riprese i sensi, era perterra ma non nella stanza dov'era prima, tnatò di sollevare la testa ma non ci riuscì, aveva la vista moto annebbiata, e si sentiva stemato, non riusciva a sollevare le bracca, era troppo debole, tentò inutilmente di fare uno sforzo per mettersi inpiedi, ma fu completamente inutil. gurdò intorno a lui a testa bassa ma riusciva a vedere poco, gli sembrò di vedere desper e poi alla sua sinistra nachè ailyn. ora eric non riusciva neanche più a vedere quello che accadeva intorno a lui, aveva perso la vista, riusciva a sentire delle voci, erano sicuramente le due ragazze ma non riusciva a capire cosà si dicevano. eric provò a parlare.....n-n-no-non-non m-m-me-merito d-di vivere.... dopo queste parole eric svenne novamente.
Ailyn non voleva lasciare Kire da solo con quello Shan. Era un uomo freddo e spietato, e sembrava anche molto forte. Appena Kire avesse avuto un solo attimo di debolezza, l'avrebbe ucciso senza esitazione. Ma sapeva di non poter fare niente per aiutarlo, mentre Eric aveva assoluto bisogno di cure. Kragh aveva liberato il corridoio dalle guardie, poi si era diretto verso le cucine portando con sè Eric. Lo seguì; ma prima di farlo cercò di lanciare un breve messaggio telepatico a Kire. Non farti ammazzare, Kire... Sperò con tutto il cuore che lo avesse sentito. Poi si voltò e corse anche lei giù nelle cucine, passando sui corpi massacrati delle guardie. Quella vista la nauseava; tutta quella violenza le portava alla mente cose che non voleva ricordare. Kragh l'aveva sconvolta di nuovo; di nuovo ne aveva paura, ma non voleva darlo a vedere. Quella risata, quelle parole, quegli occhi...E' un mostro!, si ritrovò involontariamente a pensare.
Giunta nelle cucine, vide che Eric era steso a terra e cercava di riprendere i sensi, ma era troppo debole per farlo. Almeno sembrava che non fosse più sotto l'influsso di quella strana magia che lo aveva soggiogato.
"Curalo o morirà dissanguato"
La voce di Kragh risuonò dura e fredda nel silenzio della stanza.
Quando sentì quelle parole, Ailyn ebbe un moto di rabbia. Se tu non prendi ordini da una...ragazzina, dato che così mi hai chiamata, perchè io dovrei prendere ordini da qualcuno che non sa neanche chi è?
Ma non era il caso di avviare una discussione di quel genere, soprattutto in quel momento, e dopo che aveva avuto l'ennesima dimostrazione degli improvvisi e impressionanti cambiamenti ache avvenivano in Kragh quando era dominato dalla rabbia.
"Non c'era bisogno che me lo dicessi Kragh. Sono una guaritrice, so quello che devo fare." disse soltanto, a voce bassa.
Si chinò su Eric. Era pallidissimo; il sangue continuava a sgorgare dal polso. Sciolse la fasciatura che aveva alla spalla e usò la stoffa come laccio, che strinse con più forza che potè a metà tra il polso e il gomito, in modo da cercare di bloccare l'afflusso di sangue. Poi chiuse il taglio con un incantesimo. Ma non era quello il problema più grande; la cosa grave era l'enorme perdita di sangue che aveva subito; e a quella non poteva rimediare in nessun modo.
Maledizione, Eric...ti avevo detto di farti esaminare prima di arrivare a Glode...forse avrei capito che eri così sensibile alla magia oscura, forse avremmo potuto evitare che ti accadesse tutto questo...Si sentiva terribilmente male, e in colpa. In fondo era stata lei a chiedergli di accompagnarla a Glode.
"Non so se ce la farà. Ha perso troppo sangue, e io non posso rimediare. Forse Kragh conosce un modo...ma...io no. Mi dispiace." disse con tristezza e rassegnazione, rivolgendosi più a Desper che Kragh. Questi infatti si era accostato alla porta delle cucine per seguire gli scambi di battute tra Kire e Shan, e sembrava essersi disinteressato delle condizioni di Eric.
"E' colpa mia. Vi ho chiesto io di accompagnarmi a Glode." , continuò. "Desper, vai via di qui, finchè stai ancora bene. Non voglio che accada anche a te quello che è successo a Eric!"
Le disse prendendole le mani e guardandola negli occhi rosso fuoco. E sperò che lei l'ascoltasse. Non voglio che un'altra persona rischi di morire per colpa mia!
Ma non aveva altro tempo per pensare. Era a Glode per uno scopo , e l'avrebbe raggiunto, anche da sola.
"Io adesso...devo fare quello per cui sono venuta qui. Devo andare ai laboratori e fare quelle ricerche. Desper ti prego...se Eric dovesse farcela, portalo via di qui, e digli che mi dispiace per tutto quello che è successo....non avrei mai dovuto coinvolgervi in tutto questo. E' un compito che è stato assegnato a me, e io da sola devo svolgerlo. Perdonatemi."
Si diresse verso la porta che dava sul corridoio.
No, anche se le guardie probabilmente sono tutte morte, non posso passare da lì. Kire e Shan stanno combattendo. Userò il condotto di ventilazione, come mi ha suggerito Kire.
Cercò il condotto con lo sguardo, e vide una grata vecchia e consumata in basso, in un angolo della stanza. Si avvicinò; era proprio quello. Tirò con forza la grata, che venne via senza fare troppa resistenza. Il condotto era buio e stretto, ma con un po' di sforzo ci si poteva passare. Gettò un ultimo sguardo a Desper, Eric e Kragh, poi, con il cuore che ancora le batteva forte, si infilò in quel passaggio stretto e polveroso.
eric era disteso su un letto, dentro una casa di legno, alla sua sinistra c'era una credenza con un gosso specchio e tanti e raffinati soprammobili, dal soffitto pendeva un bel lampadario, nulla di sfarzoso ma aveva il suo bell'effetto su tutta la stanza. alla sua destra c'era una grande finestra coperta da una tenda bianca da cui penetravano le prime luci del mattino. la stanza era calda, tutta un'altra cosa dai territori nordici dove eric era abituato a vivere. si alzò impiedi, prese la camicia che era appoggiata sulla spalliera del letto e se la mise, si passò una mano tra i capelli e si mise difronte alla finestra, tirò la tenda e l'aprì. guardò difuori, la stanza dava direttamente sulla piazza principale del marcato, erano solo le sette del mattino ma già c'erano le prime bancarelle prese d'assalto dai clienti più mattutini. il villaggio era animato il brusio delle persone, questo rilassava eric. ad un tratto la porta della stanza si aprì, entrò una giovane ragazza dai capelli neri, portava un vestido da notte blu. eric si girò e la ragazza gli sorrise per poi lanciarsi nelle sue braccia, eric la abbraccò e le accarezzò dolcemente i capelli poi gli disse.....vieni, guarda fuori.... la ragazza si avvicinò alla finestra, eric la seguì e le mise un braccio intorno al collo e poi le disse.....è un vero peccato dover ripartire non credi?..... la ragazzo lo guardo e disse....si, ma è giunto il momento di tornare all'avventura, voglio vedere il mondo eric..... eri le sorrise dolcemente......anchio voglio vedere il mondo, e voglio farlo con te..... lei gli sorrise e poi si baciarono.......
eric era ancora disteso sul gelido pavimento del fortino, era ancora privo di sensi ma ora il suo viso era sereno e rilassato come se stasse facendo un bel sogno.....
Ailyn se ne era andata giù per il condotto, nei laboratori...
"e ora? Devo stare qui o seguirla? Potrebbe avere bisogno del mio aiuto, ma non mi fido a lasciare Eric con questo pazzo squilibrato..." pensò
Stava andando tutto a rotoli "Entrare dalle cucine, arraffare quello che ci serve e poi andare... Non è andata secondo i piani!" pensò ancora.
Eric sembrava più rilassato ora... Era confusa, non sapeva che fare e sentiva l'ira crescerle dentro.
"che cosa faccio? Devo decidermi in fretta... Ailyn, perchè te ne sei andata così? Devo seguirla? Devo stare qui? Devo mandare tutti al diavolo?"
Aylin se ne era andata, Eric rischiava di morire, Kire combatteva con Shan, Kragh (quello che non si fa dare ordini dalle ragazzine) se ne stava lì: silenzioso e immobile e Desper? Non sapeva che fare...
Le ragazze finalemnte se n'erano andate....Non farti ammazzare, Kire... ...Ailyn gli aveva inviato quel messaggio, sperò che nessun'altro si intromettese ancora nella lotta tra lui e Shan.
-Ah...ora sei solo...come quella notte a Dhal Marahi- le parole di Shan erano ricche di odio e disprezzo.
I due continuavano a combattere...sembrava una lotta infinita, le loro forze quasi si equivalevano, ma forse Shan non stava spingendo a fondo i suoi poteri.
Shan lanciò una magia di oscurità verso Kire, che però riuscì abilmente ad evitarla. Kire contraccambiò il piacere con una magia elementale
-Sei ridicolo...pensi di battermi così?- sbottò Shan
-No...questo è solo il riscaldamento- disse sorridendo Kire
Nonostante questo però Shan lo attaccò con la spada ferendolo alla gamba.
Kire era a terra, la ferita non era profonda, ma faceva male...la lama di luce era un arma tremenda, capace di tagliare qualsiasi cosa che fosse metallica o organica...
Shan era sopra di lui, stava per colpirlo con la spada quando qualcosa bloccò la lama lasciandolo di stucco. Kire ne approffittò e colpì Shan con un calcio alla mano facendogli volare via la spada....
Erano ancora in parità....ma prima o poi quella lotta doveva finire. Improvvisamente Shan sogghignò e disse
-Bene...l'esperimento è positivo....addio Kire...o meglio arrivederci...AHAHAHAHAHAH!!!-
-Dove credi di andare!!!-
Kire partì all'attacco, ma mancò il bersaglio...Shan si era teletrasportato in qualche altro posto. Però udì la sua voce mentale:
Caer....
Ora Kire doveva recarsi ai laboratori, doveva prendere e distruggere l'altra spada di oscurità prima che qualcun'altro la prendesse e la usasse......prese le scale e arrivò fin davanti alla porta...
Il condotto era terribilmente stretto, e diventava sempre più buio man mano che Ailyn avanzava strisciando al suo interno. Polvere e ragnatele si attaccavano al suo mantello già sporco del sangue di Eric. In breve arrivò a quella che sembrava una specie di diramazione in altri tre canali più piccoli.
E ora che direzione dovrei prendere?
Nel silenzio sentì in lontananza le voci di Kire e Shan che combattevano, i rumori delle loro spade.
Stanno combattendo vicino ai laboratori...
Prese la direzione da cui provenivano quei suoni. Quel condotto terminava con un'altra grata; la tirò via e si accorse di trovarsi proprio nella stanza in cui aveva visto quella macchina enorme simile ai moduli di gestione dati. Scosse via la polvere dal mantello e si guardò intorno. Non c'era nessuno: nessuno scienziato, nessuna guardia...Nessuno.
Non possono essere tutti morti...Non può essere...c'è qualcosa che non va...E' come se fossero andati tutti via...ma perchè?
Sentiva ancora i rumori del duello tra Kire e Shan che si stava svolgendo lì fuori.
Qualunque cosa stia accadendo qui dentro...devo sbrigarmi.
Si avvicinò al macchinario. Era composto da un grande schermo e una serie di bottoni, oltre ad un complicato sistema di fili collegati a pietre magiche, che pulsavano di una strana luce. Non sapendo bene cosa fare, iniziò a premere alcuni bottoni a caso. Sullo schermo comparvero delle sigle, di cui non capiva bene il significato.
Se solo riuscissi a capire come usare queste dannata macchina!
Continuò a premere i bottoni; ogni volta le parole sullo schermo cambiavano, ma erano sempre combinazioni di numeri e lettere apparentemente senza senso. Poi, dopo altri tentativi senza risultato, finalmente comparve qualcosa che sembrava interessante. Iniziò a leggere.
RAPPORTI DA INVIARE A CAER:
1.
L'esperimento AM015 con le magie dell'oscurità procede meglio delle aspettative. Siamo riusciti con l'aiuto degli scienziati da voi inviati a creare un numero pari a 3 unità di armi praticamente immuni a qualsiasi potere, fisico e magico: due spade e una lancia. Le invieremo alla capitale dopo un ulteriore test.
2.
Gli studi sulle spade dette Ihndre hanno rivelato che esiste un legame vincolante tra questo tipo di arma e il suo possessore. Questo legame se opportunamente sfruttato può sviluppare una forte energia, di cui stiamo cercando di comprendere la natura. Tale energia potrebbe essere controllata, incanalata e usata per molte applicazioni. Stiamo conducendo questo studio con l'aiuto di sir Shanazy Lewis Andor. Sotto sua proposta abbiamo dato inizio ad un test su una cavia umana, ma a causa di alcuni problemi non siamo ancora riusciti a completarlo. Vi terremo informati su eventuali sviluppi della ricerca.
3.
Abbiamo perso altre 4 cavie in cui era stato iniettato il siero LO33, a cusa di reazioni di rigetto. Siamo inoltre stati costretti a sopprimere le ultime 2 cavie rimaste in vita, poichè presentavano gravi e pericolose forme di instabilità psichica. Attualmente sembra che non siamo in grado di trovare altri umani in grado di sopportare adeguatamente l'effetto del siero. Siamo alla ricerca di soggetti con caratteristiche fisiche e psichiche particolarmente forti, ma per ora non c'è stato esito positivo. Consigliamo di continuare l'esperimento nei vostri laboratori di Caer, dove avete un maggior numero di cavie e attrezzature più adatte.
4.
DI ESTREMA IMPORTANZA
I Khai si stanno diffondendo in queste zone in numero sempre maggiore, a causa della loro enorme capacità di moltiplicarsi (come a voi è ben noto). Per ora stanno attaccando i villaggi della regione, ma non escludiamo la possibilità che in breve tempo possano sferrare un attacco anche contro i nostri laboratori qui al fortino. Potremmo respingere un paio di attacchi usando le armi al neolux in nostro possesso, ma a lungo andare la situazione potrebbe volgere al peggio. Chiediamo pertanto che sia innalzata una barriera protettiva simile a quella che avete eretto intorno alla vostra città, o se questo non fosse possibile, di dare il via, almeno parzialmente, al Programma di Contenimento TS, Protocollo Torre Nord/Torre Sud. Abbiamo inoltre necessità di finanziamenti. I proventi che ci derivavano dalla vendita delle armi al neolux ai villaggi sono notevolmente diminuiti in questi ultimi tempi, probabilmente a causa di un graduale impoverimento dei villaggi stessi; corre voce che il raccolto di quest'anno sia stato particolarmente infruttoso.
Aspetttiamo una vostra celere risposta.
Ailyn rimase senza fiato nel leggere quei rapporti.
Maledetti! Cosa vogliono ottenere da questi mostruosi esperimenti! Renth...forse aveva scoperto tutto questo...e per questo lo hanno eliminato....E questo...Programma di Contenimento...che diavolo vuol dire?
Aveva le idee confuse; doveva saperne di più.
Spinse un altro bottone, ma questa volta lo schermo si annerì completamente. Poi comparve una scritta:
CODICE 74X036A ATTIVATO. 7 MINUTI ALL'AUTODISTRUZIONE.
Maledizione! Ecco perchè erano andati via tutti! Era una trappola!
Corse immediatamente verso la porta che dava sul corridoio, ma appena l'aprì si ritrovò davanti Kire. Sul suo volto c'erano i segni della stanchezza dovuta al duello contro Shan, e perdeva sangue da una gamba. Ma non c'era tempo per fermarsi a curarlo.
"Kire!" gridò. "Era una trappola! Questo posto salterà in aria tra 7 minuti! Dobbiamo andarcene! Subito!"
Si precipitò giù verso le cucine. Un solo pensiero le martellava in testa: Devo avvisare gli altri, devo avvisare gli altri...
-Che cosa??- gridò sbalorditò Kire
Ecco perchè Shan se l'è data a gambe...aveva escogitato una trappola....
Era troppo tardi per trovara l'altra arma. Doveva correre, correre fuori da quel posto, ma non senza i suoi compagni di viaggo.
Guardò la ragazza che stava correndo verso la cucine e le gridò:
-Ailyn fai uscire gli altri dalla cucina....io arriverò subito...-
Entrò nei laboratori, e vide il pannello di controllo di una macchina che stava lampeggiando...stava indicando il conto alla rovescia.
Kire vide quello che cercava...lo prese e si diresse velocemente verso le cucine.
Il fognio che aveva preso recava alcune note importanti sulle Ihndra e alcune note sull'accaduto a Mahl Dahai...ora Kire era certo che tutto quello non fosse stato uno sfortunato incidente...
Corse fino alle cucine...
Ailyn era entrata dentro uno strano condotto, sparendo non si sa dove.
Kire era li fuori che combatteva affannatamente contro Shan, si sentiva che era in svantaggio in quello scontro, Kragh poteva sentire le loro lame scontrarsi costantemente.
Desper era rimasta li ferma in quella stanza come a decidere il da farsi, sul suo volto si notava che era piuttosto perplessa sulla decisione da poter prendere, Eric era ancora steso al suolo privo di sensi.
Kragh si rivolse a Desper
"Va con lei, non si può mai sapere cosa può incontrare al di la di quel condotto" la sua voce era calma e rassicurante, come quella di un padre che si preoccupa per i suoi figli.
"Lui verrà con me" disse, poggio una mano sul petto di Eric
"chissa, forse un giorno ci rivedremo" emise uno strano sorriso, sinistro sotto certi aspetti, rassicurante e certo sotto altri.
Detto ciò usò nuovamente una magia spazio tempo, decise di tornare in quella fredda caverna dove rivenne dopo aver perso i sensi.
Guardò ancora il corpo senza senzi di Eric "potrebbe tornarmi utile......"
si sedette a terra con la schiena poggiata contro la fredda e umida parete di roccia
eric aprì nuovamente gli occhi......helena?......disse con un filo di voce. la sua vista era ancora annebbiata, poi pian piano rouscì a vedere dinuovo bene. non si trovava più nel fortino, era nuovamente nella caverna vicino a yera.....dove? perche? perchè sono quì?....disse eric perplesso. si guardò intorno sembrava che non ci fosse essuno, ne ailyn ne desper, nessuno. guarò nuovamente intoro a lui e vide kragh......ma cosa?..... eric era sempre più cofuso poi sio gurdò il polso sinistro, era fasciato, eric si tolse lentamente la faciatura, sul suo polso c'era una ferita da taglio ormai chiusa.....ma che è successo?....disse piano..... questa mi è nuova. cos'è sucesso!!!... urlò rivolgendosì a kragh. eric provò ad alzarsi per adare verso di lui ma ricadde goffamente a terra, era ancora troppo debole. allora eric prese la spada e si trascinò verso kragh, poi disse mentre camminava....mi sembrava di averti fatto una domanda!!..... eric continuò a muoversi fino a kragh poi tetò di stare inpiedi dritto il meglio che poteva.....che è successo? che ci facciamo quì? e gli altri? dove sono gli altri? nono fare l'uomo dei misteri!! oggi non sono di buon umore!! non mi piace svegliarmi ferito in un posto diverso da dov'ero....disse eric con superiorità e con un po di sarcasmo.
"Va bene...ma..sbrigati!" urlò a Kire che era rimasto indietro, nel laboratorio.
Correndo nel corridoio verso le cucine, Ailyn vide a terra il pugnale che aveva strappato di mano a Eric. Era ancora sporco di sangue. Senza sapere perchè si chinò a raccoglierlo, poi ricominciò a correre a perdifiato.
Giunta nelle cucine, vide Desper che si guardava attorno perplessa e sbalordita. Di Eric e Kragh non c'era traccia.
"Desper! Eric e Kragh...dove sono? Dobbiamo scappare, questo posto sta per saltare in aria! Corri verso l'uscita, allontanati da qui! E fai in fretta!" gridò in preda al panico.
Non c'è tempo per cercare Eric e Kragh, devo uscire da qui!
Sperò che si fossero già allontanati. Se così non era...non c'era più niente da fare per loro.
Corse verso l'uscita secondaria del fortino, si ritrovò fuori. Era quasi l'alba; una brezza fresca le si infranse contro il viso. Ma non si fermò, continuò a correre, con i polmoni che le bruciavano e il cuore che sembrava come impazzito. Poi udì un boato mostruoso, e una fortissima onda d'urto la spinse violentemente, facendola rotolare a terra. Sentì il viso che le strisciava contro l'erba umida e il terreno. Poi...silenzio.
Si accorse che stava tremando.
E'...finita?
Non si era guardata indietro....e non aveva il coraggio di farlo.
Gli altri...Desper...Kragh...Eric...Kire! E se non fossero riusciti....No! Non può essere! Non deve essere così!
Non riusciva a trovare la forza di muoversi. Rimase stesa a terra in preda ai tremiti.
Desper non rimase ferma a chiedersi cosa stesse succedendo, ma corse dietro ad Ailyn.
Uscì e dopo poco il fortino esplose.
Nell'esplosione un pezzo di muro la colpì alla testa e cadde a terra svenuta...
Appena perse i sensi fece un sogno: le parve di cadere in un lago di acqua gelata, così fredda che sembrava trafiggerla con migliaia di lame, continuava a precipitare nell'acqua scura senza trovare la forza di riemergere, scendeva inesorabilmente senza nemmeno poter respirare, le catene erano sparite e migliaia di spiriti aleggiavano nell'acqua, alcuni la toccavano con le loro dita magre simili ad artigli, andava sempre più giù, finchè il lago si tramutò inspiegabilmente in un crepaccio e lei stava volando verso la fine, vide il fondo: c'era il suo corpo disteso a terra... Si stava per schiantare al suolo... Si svegliò di soprassalto.
Si alzò impolverata e frastornata, la testa le faceva un male del diavolo e riportava qualche graffio, ma stava bene.
Poco lontano vide Ailyn stesa a terra, in preda ai tremiti.
Le si avvicinò e le chiese:-Ailyn, stai bene?- "devi stare bene, ti prego, alzati" pensò.
Le sembrò che fosse passato un tempo incredeibilmente lungo, quando all'improvviso sentì la voce di Desper. Si alzò in piedi immediatamente.
Desper sembrava stare abbastanza bene; forse un po' sconvolta, come lo era lei....ma tutta intera.
"Oh, Desper! Stai bene..almeno tu! Grazie al cielo! Io credevo...che saremmo morti tutti quanti..."
Si guardò intorno con ansia alla ricerca degli altri. Ma non vedeva nessuno. Solo le rovine del fortino completamente distrutto, e il sole che sorgeva all'orizzonte.
"Kire...dov'è? L'hai visto? Era rimasto indietro, doveva fare qualcosa nei laboratori...Era ferito...Io non l'ho aspettato, sono corsa via per avvisarti...poi non l'ho più visto...E Eric...e Kragh? Desper, ti prego, non dirmi che sono morti!"
-Kire non l'ho visto mi dispiace...- Disse abbassando lo sguardo:-Eric e Kragh... Non so dove sono; Kragh ha fatto una magia ed è sparito insieme ad Eric... Non so dove sono...- Rialzò la testa e disse decisa:-ma dobbiamo ritrovarli, tutti... Non può finire così... Vero Ailyn?- la guardò speranzosa, aveva bisogno di un sostegno e Ailyn di speranza... Dovevano aiutarsi a vicenda...
Kire era dvanti alla porta dell cucina, l'aprì e dentro non c'era nessuno...dove diavolo sono andati pensò forse sono già usciti. Corse verso la porta da dove erano entrati nel fortino, ma ....dannazione....apriti!!! la porta nn si apriva. Apriti maledetta porta.... doveva sbrigarsi altrimenti sarebbe finito in cenere. Estrasse la spada e sfondò la porta. Corse, corse come non mai, mantre dietro di lui si scatenava l'inferno.
Era fuori, aveva le carte, ma qualcosa lo turbava, c'era qualcosa che non andava. Perchè la porta non si era aperta e cos'era stato a bloccare Shan durante il combatimento? Forse non lo avrebbe mai saputo, o forse si...
Vide in lontanaza Ailyn e Desper. Gli si avvicinò e disse:
-State bene? Dovo sono Eric e Kragh??-
Vide lo sgomento sulla faccia delle due ragazze...
-Avanti...che cos'è successo a Eric e a Kragh??-
Non possono essere morti nell'seplosione...nelle cucine non c'era nessuno oltre a me...
"Kire non l'ho visto mi dispiace..."
Le parole di Desper la gettarono nello sconforto.
Kire...non avrei dovuto lasciarlo da solo lì dentro...
Desper continuava a parlare, ma non riusciva a prestarle ascolto con attenzione.
Ritrovarli...Non può finire così...
Quelle frasi le sembravano così....insensate in quel momento.
"Desper..." le disse piano. "Vorrei che non fosse mai cominciato niente. Ti ripeto, non avrei douto coinvogere te e Eric. Il nostro incontro...poi quello con Kire e Kragh...tutta questa serie di coincidenze che ci hanno portato fin qui....E ora mi dici anche che Eric è stato portato via da Kragh. Io non so...non so più che fare, che pensare..."
Le faceva male la testa, sentiva le tempie che le pulsavano.
Vorrei solo fermarmi qui...ma devo andare avanti...non posso fermarmi...
Le scorrevano nella mente i rapporti che aveva letto.
Caer...
Vide qualcuno avvicinarsi a loro. All'inizio non lo riconobbe, ma quando fu abbastanza vicino si accorse che era Kire.
"State bene? Dove sono Eric e Kragh??" chiese Kire.
E' vivo!
Si sentiva così sollevata nel vederlo che non riusciva a rispondergli.
"Avanti...che cos'è successo a Eric e a Kragh??" ripetè lui.
"Kire!" riuscì finalmente a dire. "Sono così felice di vederti...vivo. Io e Desper come vedi stiamo bene...Desper mi ha detto che Kragh ha portato via Eric usando una magia...forse l'ha portato in un posto dove potessero curarlo...non so...ora sono troppo stanca per pensare anche a questo... E' stato tutto così tremendo..."
Non ce la faceva più neanche a parlare. Si mise a sedere a terra. E rimase in silenzio cercando invano un po' di riposo mentale.
Dannazione pensò Kragh se n'è andato via con eric. Questa situazione non promette nulla di buono. Shan se n'è andato e io non ho la più pallida idea di dove andare ora, o meglio, so dov'è andato, ma prima devo sapere una cosa...
Si girò verso Desper
-Kragh ha detto qualcosa prima di andarsene con eric? ad esempio dove sarebbe andato....-
poi si girò verso Ailyn e si avvicinò a lei, le disse in tono basso , quasi impercettibile
-Hai trovato quello che cercavi? Dove andrai ora?-
Se i rapporti riportano dei collegamenti con i Figli e Zael, sarà meglio che vada con lei, non voglio che i Figli la trovino e la facciano fuori....
Già...dove andrò ora? Me lo chiedo anch'io...
"Non so dirti esattamente cosa farò e dove andrò." rispose a Kire. "Per ora ho bisogno di riposare e riordinare le idee. Non so se ho trovato quello che cercavo. Qualcosa, di certo ho scoperto...ma molte cose non mi sono chiare. "
Si fermò un attimo a ripensare a quello che aveva letto.
Poi continuò.
"Tu sei stato un mago di Zael. Allora probabilmente sai cosa sono il siero L033, l'esperimento AM015 e il Programma di Contenimento TS. Se è così, devi dirmelo Kire. E' troppo importante. Io devo capire cosa stanno architettando quei dannati, e mettere fine a tutto questo."
Renth...perchè hai affidato a me questo compito? Io non credo che ce la farò...non sono forte come lo eri tu......
Cercò di scacciare quei pensieri, e attese la risposta di Kire.
Siero L033, esperimento AM015, programma di Contenimento TS....boh....mai sentiti....o almeno non mi pare... furono i primi pensieri confusi di Kire, poi riordinò le idee e si decise a rispondere
-Mi dispiace Ailyn, ma non ho la più pallida idea di cosa siano, è vero che i Figli erano anche alleati di Zael, ma quando sono entrato a far parte del loro gruppo ormai la rivalità tra loro e i figli era già accesa...- forse però questo esperimento e il siero centrava qualcosa con la ricera iniziata da Rena...ma non ne sono completamente sicuro sospirò
-Abbiamo tutti bisogno di riposare...io proporrei di tornare a Yera, riposare per qualche ora, riordinare le idee e decidere il dafarsi...-
Se realmente l'ìesperimento il siero e il programma di contenimento centrano con i vecchi progetti di Rena, i Figli e Zael faranno di tutto per togliere Ailyn di mezzo per evitare che scopra troppe cose. Dovrò seguirla e stare attento ad eventuali imboscate....
L'alba stava lievemente illuminando le rovine di Glode, non c'era nessuna nuvola in cielo.
-No, Kragh non ha detto nulla prima di sparire....- Disse a Kire poi aggiunse:-non credo sia una buona idea tornare a Yera, ci hanno visti e vogliono farci la pelle...- Abbassò lo sguardo... Adesso cosa sarebbe successo?
Forse aveva un po' paura.... Si sedette accanto ad Ailyn ancora pentita di aver cinvolto lei ed Eric:-ormai la frittata è fatta... Adesso siamo qui con te e non avrebbe senso tornare ognuno per i fatti suoi... Non puoi lasciare le cose a metà! Ti è stato affidato un incarico e dovresti portarlo a termine!- disse quelle parole con un tono molto serio, sembrava anche un po' inquisitoria.
-Adesso siamo qui con te e non avrebbe senso tornare ognuno per i fatti suoi... Non puoi lasciare le cose a metà! Ti è stato affidato un incarico e dovresti portarlo a termine- disse Desper
Ha ragione. Dobbiamo andare avanti. Dannazione, mi ero completamente dienticato dell'incidente di Yera. Forse la cosa migliore da fare ora è andare direttamente a Caer...ma prima devo andare a Mal Dahai si girò verso le ragazze e le guardò, poi riprese a pensare Devo portare con me si Ailyn che Desper. Non so se è un bene o un male. Beh comunque tuti e tre dobbiamo andare a Caer, Mal Dahai è su quella strada, quindi dobbiamo fermarci per forza li...
Si sistemò i capelli. Ora la luce del sole si stava facendo più intensa, sarebbe stata una giornata soleggiata.
Si rivolse prima a desper
-Desper. Non so dove tu voglia dirigerti ora, ma io devo andare a Caer e penso che Ailyn abbia la mia stessa meta. Tu verrai con noi?- parlava in tono quasi amichevole
Poi si rivolse ad Ailyn
-Ailyn. Poco prima di Caer c'è un villaggio. Se per te va bene potremmo fermarci li prima di proseguire per Caer. Solo che non abbiamo grandi mezzi di trasporto e penso che nn ci arriveremo prima di nove, dieci giornate di cammino...-
Attese delle risposte sia da Desper che da Ailyn
Caer...Andare con loro....Perchè dovresti? Rischerai di legarti troppo a loro, e poi li perderai, li vedrai morire, soffrirai...sei sempre stata da sola, perchè adesso hai bisogno di avere qualcuno accanto?
Ma Kire...potrebbe essermi utile...dice di non sapere nulla degli esperimenti di Zael, ma forse, anzi probabilmente, mi ha mentito...
Pensieri contrastanti solcavano la sua mente mentre ascoltava le parole di Kire e Desper, e Ailyn era terribilmente confusa.
"Non so se voglio coinvolgervi ancora in ciò che devo fare." rispose a voce bassa. "Kire...forse tu ci sei dentro, per via di Shan e dei Figli di Zael, ma tu, Desper...io non voglio metterti in pericolo come è accaduto stanotte. Come vi ho detto...devo riposarmi e riflettere. Poichè tornare indietro non mi sembra una buona idea, andrò verso nord. Attraverserò il fiume Len e mi fermerò al villaggio di Kars; spero di raggiungerlo entro stasera. E lì deciderò cosa fare dopo. "
Guardò Kire e Desper.
"Se anche voi siete diretti a nord, la strada è quasi obbligata, quindi almeno fin lì verrò con voi."
Kire...forse tu ci sei dentro, per via di Shan e dei Figli di Zael, già, Ailyn aveva ragione, Kire ci era dentro fino al collo e non solo per via di Shan.
-Come vi ho detto...devo riposarmi e riflettere. Poichè tornare indietro non mi sembra una buona idea, andrò verso nord. Attraverserò il fiume Len e mi fermerò al villaggio di Kars; spero di raggiungerlo entro stasera. E lì deciderò cosa fare dopo.- aveva detto la garazza.
Non poteva lasciarla andare da sola, doveva seguirla.
-Io verrò con te- disse rivolgendosi ad Ailyn -e non solo fino a Kars-
Rivolse una suargo a Desper sperando che dicesse qualcosa, ma dalle sue labbra non uscì un solo suono.
Desper che diavolo ha intenzione di fare....verrà con noi? Oppure se ne andrà per i fatti suoi... i pensieri frullavano nella sua mente, senza che lui potesse tenerli sotto controllo...
Io verrò con te e non solo fino a Kars.
Kire aveva parlato con voce ferma, come se avesse preso una decisione inappellabile. Quella frase risuonò più volte nelle mente di Ailyn, lasciandola alquanto perplessa.
Perchè...perchè è così deciso ad accompagnarmi nel mio viaggio?
Non riusciva a darsi una risposta, eppure provava quasi una sensazione di piacere nel sapere che non sarebbe stata sola: uno strano senso di condivisione, e qualcosa che la stava legando a quel ragazzo conosciuto da appena un giorno.
Forse è semplicemente perchè proviamo lo stesso odio nei confronti dei maghi di Zael.
Sì. Le sembrava una spiegazione plausibile.
"Saranno il tempo e gli eventi che verranno e decidere se continueremo a viaggiare insieme oppure no." rispose a Kire. "Ma per adesso...va bene, resteremo uniti."
Spontaneamente gli sorrise, e non capì come fosse riuscita a farlo in un momento come quello, dopo tutto ciò che era successo.
Poi guardò Desper, che era ancora in silenzio.
Non sa se venire con noi, oppure no. Ha capito che è un viaggio estremamente pericoloso...ma forse è disposta ad affrontarlo pur di non restare di nuovo sola. Probabilmente è indecisa, ed è per questo che non risponde.
Avrebbe voluto chiederle: Allora Desper, tu cosa vuoi fare?. Ma non lo fece.
Non voglio metterle fretta. E' una decisione che deve prendere dopo aver pensato a tutto ciò che comporta.
Così, nell'attesa, prese la borsa con il cibo e cercò qualcosa da mangiare. Non aveva fame, ma sapeva di aver perso molte forze quella notte, e l'aspettava una gionata di cammino. Mentre rovistava tra le provviste che aveva comprato a Yera, le capitò tra le mani il pugnale di Eric che aveva raccolto durante la fuga.
"Dovunque sia adesso, spero stia bene..." , mormorò tra sè e sè.
Lo rimise nella borsa, poi prese una mela e la lanciò a Kire.
"Dobbiamo mangiare. Siamo sicuramente molto stanchi dopo tutto quelli che abbiamo dovuto affrontare lì dentro" indicò le rovine del fortino. " Siediti con me Kire, riposiamoci un po' e poi ci metteremo in cammino per Kars."
-Saranno il tempo e gli eventi che verranno e decidere se continueremo a viaggiare insieme oppure no, ma per adesso...va bene, resteremo uniti.- disse Ailyn
Gli sorrise, perchè si chiese spontaneamente, ma nn trovò una risposta.
Ailyn lo invitò a sedersi e gli lanciò una mela. Kire la prese e si sedette vicino alla ragazza.
Stava addentando la mela e pensava a cosa era successo dentro il fortino. La porta che nn si era aperta, la spada di Shan bloccata da qualcosa. Improvvisamente un dubbio. Una ipotesi, improbabile, gli si fissò nella mente, poi la scarò e cominciò a pensare al viaggio.
Una leggera brezza mattutina gli scompigliava i capelli. Kire guarò il foulard ancora imbrattao di sangue, il suo sangue, quello che aveva perso nel comattimento con eric a Yera. Sorrise, come compiaciuto di quell'evento.
Si voltò verso Ailyn e le rivolse la parola:
-Ailyn, sai per caso se a Kars hanno dei cavalli?? forse se usiamo dei cavalli potremmo arrivare prima a Caer- si zittì e poi scoppiò a ridere -Scusa, ma....non ti ho chiesto se sai cavalcare...- continuò a ridere -sarebbe stato il colmo prendere dei cavalli e non saper nemmeno cavalcare...- si zittì e tornò improvvisamente serio -Forse sono solo un po' scombussolato dallo scontro con Shan...-
continuò a guardare Ailyn, forse in attesa di una risposta...
L'aria di quel limpido mattino si riempì della risata di kire. E Ailyn rise. Senza un perchè evidente, senza un valido motivo. Rise e basta. Una cosa che non le accadeva da molto, moltissimo tempo.
Poi lui tornò serio, e sembrò quasi scusarsi di quel piccolo momento di sfogo. Anche Ailyn smise di ridere, ma si sentiva meglio, come se ora tutta la situazione in cui si trovava fosse un pochino più leggera e più sopportabile.
"Penso che siamo tutti sconvolti" gli rispose. "e chi non lo sarebbe, dopo quello che ci è successo? Forse ci fa bene scaricare un po' di tensione" gli sorrise di nuovo. "E dovresti farlo anche tu!" disse a Desper. "Vieni a sederti e a mangiare qualcosa."
Prese un'altra mela e l'addentò. Intanto pensava all'idea proposta da Kire.
"Prendere dei cavalli, dici....io so cavalcare, ma non so se è una buona idea. Magari potremmo usarli per un breve tratto, ma poi dovremmo lasciarli, prima di addentrarci nelle montagne della Barriera. Io le ho attraversate solo una volta nella mia vita...quando ero in fuga dalla Rocca di Farn, dieci anni fa e..."
Quando pronunciò quelle parole provò una leggera fitta di dolore in fondo al cuore. Ma fu solo un istante.
"...e mi ricordo che erano abbastanza ripide, certamente non adatte per dei cavalli...ma immagino che tu questo lo sappia già. Credo che tu abbia viaggiato più di me. E poi ci sarebbe il problema di come pagarli. Io non ho più molti soldi. Posso guadagnare qualcosa a Kars offrendomi come guaritrice, ma al massimo saranno abbastanza soldi per pagarci da dormire, e un po' di provviste per il viaggio."
Rimase sovrappensiero un attimo.
" E inoltre...non so se tu conosci abbastanza bene la strada per Caer. Spero di si, perchè la mappa che avevamo è scomparsa insieme a Eric e Kragh."
Ancora una volta ripensò a Eric e si chiese se stesse bene. Si sentiva ancora in colpa per averlo messo in pericolo.
Mentre era sovrappensiero vide che la gamba di Kire sanguinava ancora un po'.
"Kire, la tua gamba! Mi ero completamente dimenticata di averti visto ferito dopo lo scontro con Shan!"
E si precipitò a guardare la ferita. Non era grave, solo un taglio, provocato probabilmente da una spada. Bastò un lievissimo incantesimo per farla scomparire completamente.
"Ecco fatto." disse subito dopo aver terminato l'incantesimo. "Perchè non me l'hai ricordato prima? Io ero talmente sconvolta che non ci ho pensato. Scusami."
-Già hai ragione...- mi ero completamente dimenticato di quanto fossero ripide le montagne della Barriera -usare i cavalli solo per un breve tratto sarebbe solo uno spreco di denaro...- mise la mano in tasca e ne tirò fuori sei moete d'oro e cinque d'argento -Ecco quello che ho...non è molto...-
Tcque per un attimo e poi riprese a parlare
-Dopo la Barriera dovrebbe esserci la Rocca di Farn. Sa da lì poi proseguiamo verso nord dovremmo arrivare a Mahal Dahai, da li po ci potremmo dirigere a Caer, dista poco dalla grande città-
Ailyn vide la ferita di Kire alla gamba e si apprestò a curarla, trovò anche il tempo per rimproverarlo, chiedendogli perchè non l'aveva avvertita della sua ferita
-Non devi scusarti...era solo un taglio, niente di grave. Probabilmente quello tra me e Shan non era nemmeno un vero cambattimento ma quasi una specie di riscaldamento...-
Kire stringeva ancora in mano le carte che aveva preso al laboratorio. Le aprì e lesse con attenzione le note che vi erano riportate. Dopo un grande papiro che si divulgava sui fatti che erano accaduti a Mahl Dahai, c'erano delle piccole note, probabilmente fatte da alcuni degli ufficiali presenti quella notte
Rapporto sull'accaduto a Mahal Dahai, la notte del 25 febbraio...
Note:
Halon Deguire: Nella casa dei ribelli abbiamo trovato delle carte molto importanti per i nostri progetti, probabilmente sono delle ricerche fatte basandosi su antiche basi dell'alchimia...
il rapporto del soldato Halon continuava ancora per circa mezzo folgio. l'occhio di Kire fu attratto da due particolari nomi, anzi tre, erano i nomi dei ribelli catturati quella notte.
Halon Deguire: i ribelli sono stati catturati, i loro nemi messia verbale. Sheyra Mikkan, Denyn Deathlok e ..... Siren.
Kire rimase perplesso, dannazione i nomi sono incompleti...ma chi diavolo sono Denyn Deathlok e questa donna col cognome Siren, anzi complqtamente smarrito. I fogli gli caddero a terra....
Kire si mise a leggere dei fogli e Desper si rivolse ad Ailyn:-certo, vengo con voi, non ho dubbi.... Solo che....- fece una lunga pausa:-mi piacerebbe trovare gli altri.-
Purtroppo temeva che non fosse possibile, anzi ne era praticamente sicura, ma lo sperava molto intensamente....
Si voltò verso Kire che, sorpreso, aveva lasciato cadere a terra dei fogli che stava leggendo.... Li raccolse e glieli porse.
-cosa c'è scritto, se si può sapere?- chiese gentilmente al ragazzo.
Intanto pensava..... Pensava a quanto sarà difficile il viaggio e che magari a Caer esisteva un modo per farla tornare normale e pensava che mancavano 2 di loro...
Scosse la testa e attese le risposte.
Nel farattempo desper aveva espresso il suo parere. Sarebbe venuta con loro a Caer.
La ragazza gli porse i fogli e gli chiese che cosa ci fosse scritto
-Niente di importante...è solo un vecchio rapporto....- rispose lievemente turbato. Non sapeva perchè aveva mentito a Desper, ma non voleva coinvolgere anche lei.
Mise i fogli in una sacca interna della giacca e riprese a guardare le nuvole.
poi guardò le ragazze e si alzò in piedi e disse
-Ora che siamo tutti daccordo, potremmo incamminarci verso Kars-
Mentre aspettava che una delle due ragazze esponesse il suo parere ripensò, involontariamente, a quello che aveva letto nel rapporto del soldato Deguire.
Mi ricordo di quella notte. Io e Shan eravama arrivati poco dopo l'incursione nella casa, ma non mi ricordavo di queste persone...mi ricordavo solo di una donnae di un muomo....chi è questa terza persona....
Chiuse gli occhi per scacciare quei pensieri.
Quindi sarebbero ripartiti subito.... Abbassò lo sguardo. Se lo aspettava, ma le dispiaceva comunque moltissimo. "dunque lasciamo gli altri ovunque essi siano" pensò; faceva fatica ad accettarlo, ma non poteva fare altrimenti. "credo che Kire mi abbia mentito, se non fosse nulla non avrebbe reagito così.... Non importa...." pensò ancora. Si alzò e si stiracchiò:-bene, allora dobbiamo andarcene....- non era sicura di essere riuscita a mascherare il suo volere di trovare gli altri, ma fece finta di niente.....
Lanciò un'ultima occhiata alle macerie, poi si volse a guardare Ailyn e Kire.
Ailyn non aveva ancora parlato....
Forse era troppo scossa per parlare.... "perchè è finita così?" si domandò.
Dunque lasciamo gli altri ovunque essi siano, Kire percepì nettamente i pensieri della ragazza. Beh non è che possiamo fare molto, non sappiamo nemmeno dove siano. La ragazza appariva abbastanza scossa, forse non voleva abbandonare gli altri, ma a volte era necessario lasciarsi alle spalle qualcosa per andare avanti
-Desper...- disse Kire -non preoccuparti, li ritroveremo. Me lo sento-
Un altro pensiero gli passò alla mente, ma non era di nessuna delle due ragazze, era di qualcun'altro.
Sentiva una voce, una voce sempre più forte quasi un grido, un urlo stridulo che gli faceva male alle orecchie e diventava sempre più forte. Si portò le mani alla testa, come per tapparsi le orecchie
-Che diavolo....- disse in preda al panico
In un attimo si sentì la forza mancare. Si sentì cadere a terra, sentì qualcuno che lo chiamava.
Correva in un grande prato Higdelly Garden, gli sussurava una voce. Era una voce familiare, l'aveva già sentita, ma non si ricordava dove.
Dove sono... disse Kire guardandosi attorno, e quella voce lieve gli rispose, Sei a Higdelly Garden, te l'ho appena detto..., Che posto è..... Un posto dove realtà e fantasia si mescolano. Un mondo dove tutti i tuoi ricordi diventano realtà, un mondo che non esiste.. Come ci sono arrivato..., Sei stato tu a chiederlo, Io...io...non....
Sentì qualcuno che sussurrava, una persona che urlava e altre grida....
Quei fogli...ci deve essere scritto qualcosa di molto importante, Kire ha deliberatamente mentito a Desper. E io devo sapere cosa c'è scritto.
Ailyn stava pensando questo, quando vide Kire portarsi le mani alla testa come se fosse spaventato da qualcosa. Poi il ragazzo perse improvvisamente i sensi.
Forse è ancora debole a causa dello scontro che ha avuto...
Ma Kire si agitava e mormorava qualcosa di incomprensibile, come se fosse in preda agli incubi. Istintivamente si chinò su di lui e lo chiamò per nome.
"Kire...Kire puoi sentirmi?"
Lo scosse leggermente, ma senza risultato; il ragazzo continuava a restare svenuto.
"Deve essere ancora qualcosa legato ai Figli e a Zael...che cosa nascondi Kire, che poteri ha quella gente su di te?", mormorò a bassa voce. "Non so cosa ti stia accadendo, ma devi svegliarti, devi riprendere i sensi..."
Parlava con voce calma e appena percettibile, sperando che in quella specie di incubo Kire potesse sentirla. Poi gli appoggiò una mano sulla fronte e sentì che era gelida.
Ora vorrei essere una telepate, per sapere quali immagini scorrono nella sua mente....
Cercò di concentrarsi, ma non riuscì a captare nessuno dei suoi pensieri. Solo un nome le sembrò di sentire: Higdelly Garden.
Un luogo..? Eppure non ne ho mai sentito parlare...
Concluse che forse si era sbagliata, che probabilmente quel nome era nato nella sua mente per un puro caso, e non era parte dei pensieri di Kire.
"Svegliati Kire, svegliati..." gli ripetè ancora una volta, con tutta la calma che riuscì a trovare in sè stessa.
Una leggera nebbia avvolgeva quel posto, Higdelly Garden. Kire non sapeva come ci fosse arrivato, ma di una cosa era sicuro, non era li per caso.
Sentiva delle voci, ma non riusciva a capire che cosa dicessero. Intravid euna persona attraverso la nebbia. Era una ragazza, una ragazza che conosceva bene, oppure era solo un fantasma. Non riscuiva a pronunciare il suo nome, era come se le sue labbra fossero incollate, non riusciva a parlare.
La ragaza ora era davanti a lui. Aveva dei capelli biondissimi, lunghi fino alle spalle: I suoi penetranti occhi azzurro-biancastro lo scrutavano come due fari scrutano le notte.
kire allungò il braccio per abbracciare la ragazza, ma non ci riuscì. La visione svanì e sentì qualcuno che parlava con lui
-Non so cosa ti stia accadendo, ma devi svegliarti, devi riprendere i sensi. Svegliati Kire, svegliati...-
Aprì lievemente gli occhi e vide che c'era qualcuno davanti a lui, era una ragazza, sembrava quella che aveva visto poco prima. Si sforzò di pronuncare un nome
-Rena....-
Sbattè più volte gli occhi, finche la sua vista non migliorò, e comprese che non era un sogno. era nella realtà, e quella ragazza che era davanti a lui non era chi lui pensava che fosse, ma solamente la sua compegan di viaggio
-Ailyn....che diavolo mi è successo....-
si mise in ginocchio mentre uan voce telepatica gli lancava un breve messaggio
Non dimenticarti....
Cosa ti è sucesso? Credevo me lo avresti detto tu...
"Non ne ho idea", rispose a Kire. "Hai perso i sensi all'improvviso. Come ti senti adesso?"
Si sentiva sollevata perchè il ragazzo era rinvenuto, ma non riusciva a togliersi dalla mente il pensiero di quei fogli.
Ma anche se gli chiedessi cosa c'è scritto, mi mentirebbe, come ha fatto con Desper. E come probabilmente ha già fatto quando gli ho chiesto di quegli esperimenti.
"Ce la fai a metterti in piedi?" gli chiese. "Dobbiamo metterci in cammino, il sole si sta alzando."
-Hai perso i sensi all'improvviso. Come ti senti adesso?- gli aveva chiesto la ragazza.
-Sto bene...alemno credo....- non era molto sicuro di quello che aveva visto in quella specie di incubo, ma non era nemmeno sicuro che fosse stato veramente un sogno, era stato troppo reale.
Doveva riorganizzare le idee, ma c'era qualcosa che lo turbava, e lui non riusciva a capire cosa.
-Ce la fai a metterti in piedi? Dobbiamo metterci in cammino, il sole si sta alzando- aveva detto Ailyn. Già, sarà meglio muoversi pensò,
-Si penso di farcela...- si alzò, ma improvvisamente senì involontariamente alcuni pensieri della ragazza, era troppo vicina, e anche se avesse voluto mascherarli non ce l'vrebbe fatta
Anche se gli chiedessi cosa c'è scritto, mi mentirebbe, come ha fatto con Desper. E come probabilmente ha già fatto quando gli ho chiesto di quegli esperimenti, si riferiva al rapporto. Ailyn probabilmente non si fidava del tutto di lui. Kire le si avvicinò e cominciò a parlarle a bassa voce
-Non ti ho mentito sulgli esperimenti. Forse centrano con die vecchi esperimenti di una persona, ma non so quanto questa ipotesi sia esatta, ed intendo scoprirlo uan volta che sarò arrivato a Mahal Dahai. Su rapporto non c'è ninte riguardo a Zael o alle spade o ai Kahi- almeno credo, il rapporto non è completo -se ancora non mi credi fai pure. Io per ora non ti dirò altro, per non mettere in pericolo ne te ne Desper...-
Ancora una volta Kire le aveva letto nei pensieri, anche se Ailyn credeva di averli schermati. Si sentiva troppo messa a nudo con lui, e quella cosa le dava fastidio; ma cercò di non darlo a vedere.
"Bene" disse. "Allora è meglio che ci mettiamo in cammino."
Raccolse la borsa e si alzò.
Il sole era abbastanza alto, e la giornata si prospettava calda. Decise di togliersi il mantello, ma quando lo fece vide le macchie del sangue di Eric sul suo vestito e le tornò in mente ciò che era accaduto. Odiava così tanto la vista del sangue....
Smettila! Vedrai altro sangue, forse molto spesso. Non puoi lasciarti prendere da queste debolezze.
Si disse.
E poichè devi viaggiare sotto il sole, e fa caldo, starai senza mantello e sopporterai la vista di quelle macchie.
Con quel pensiero in testa volse le spalle alle rovine del fortino e s'incamminò verso nord assieme a Desper e Kire.
Bene allora finalmente si parte pensò Kire. Ailyn si era già incamminata e lui e Sesper la stavano seguendo. Stavano uscendo dalla zone di Glode, e dal piccolo altipiano dove era situato il fortino si scorgeva una stricsia argentata in lontanaza. Doveva essere il fiume al quale aveva accennato Ailyn.
Non sarebbe stato un viaggio troppo faticoso, infondo dovevano solo andare in un villaggio li vicino no? Spero che non troveremo problemi durante il viaggio pensò Kire, mentre si era messo a giocehrellare con una monetina d'argento.
Poi gli ritornò in mente qualla visione che aveva avuto a Glode. Higdelly Garden. Mi dice qualcosa, ma ore non riesco a ricordare cosa. Forse ho letto qualcosa su questo posto, a patto che esista veramente sui libri di Harikos al villaggio dei Figli...no, è stato prima...forse... i suoi pensieri vennero interrotti de qualcosa. Sentì dei rumori dietro di se, era lui a chiudere la carovana, pensò che magari era solo qualche cerbiatto, e non ci fece più caso.
Riprese in mano il rapporto di Deguire, e gli venne spontaneo di porsi una domanda: E se chiedessi...no...meglio lasciare stare...
Lesse più volte il rapporto cercando di venirne a capo, ma ogni volta gli sembrava di capirci ancora meno. Forse se lo fai leggere a Desper o ad Ailyn riuscirai a capirne qualcosa. No...non devono conoscere troppe cose... qualle spece di monologo con se stesso lo lasciò sconvolto....
Eric riprese i sensi dentro la grotta poco dopo essere andati via dal fortino, con la sua solita arroganza tentò di stare in piedi goffamente mentre si avvicinava a kragh.
- che è successo? che ci facciamo quì? e gli altri? dove sono gli altri? nono fare l'uomo dei misteri!! oggi non sono di buon umore!! non mi piace svegliarmi ferito in un posto diverso da dov'ero.... -
"Mh? vedo che ti sei ripreso, gli altri dici? ahahah non ne ho idea ti ho portato qui perche è stato il primo posto che mi è passato per la mente. Ora riposati, ci aspetta un lungo viaggio" Kragh spinse Eric in terra, il ragazzo crollo con il minimo sforzo.
"Ho preso in prestito la tua mappa, spero non ti dispiaccia"
Kragh distese la Grande mappa ed iniziò ad osservarla; dapprima il percorso per raggiungere Cear dopo i restanti luoghi, sperando che qualche nome poteva smuovere i suoi ricordi. {.........pericoli.......... Cear......li............contatti..........}
Poi di colpo la sua mente ebbe un lampo si soffermo ad un luogo sulla mappa, il tempio di Herines.
(herines... questo luogo sembra ricordarmi qualcosa, sarà meglio darci un occhiata)
"per oggi resteremo qui, quando ti sarai rimesso in forze andremo al tempio di Herines, tutto chiaro?"
kragh aveva risposto alle omde di eric, ma non veva ricevuto le risposte che voleva.....chissà dove sono gli altri? chissà se sono ancora vivi....... continuava a pensare eric. poi kragh gli disse di riposare e con un minimo sforzo lofece cadere a terra, eric era acora molto debole, orami era inutilefare finta di niente, aveva pwerso un enormità di sangue, faceva fatica a reggersi inpiedi, era inutile rimetteri in viaggio ora, sarebbe stato troppo pericolso..... in viaggio per dove?.......pensava eric, ma poi krag disse....per oggi resteremo qui, quando ti sarai rimesso in forze andremo al tempio di Herines, tutto chiaro?... eric nizilamente non disse nulla, stava pensando dove aveva già sentito quel nome.....herines? tempio di herines? ora ricordo!.... pensava eric, poi parlò......il tempio di heries! è forse quel tempoi a sud ovest di quì a circa sei o sette giorni di viaggio? è un tempio non lontano da un lago? oltre il passo del corvo se non sbaglio, dico bene?...... eric ne veva sentito parlre, ma non c'era mai stato anche se una volta si era fermato per qualche giorno in riva al lago, perchè kragh voleva adare a quel tempio, cosa c'era là, queste domande continuavano a ronzare ella testa di eric manon chiese nulla, non aveva voglia di parlare, avrebbe discusso di ciò il giorno seguente. eric chiuse gli occhi ma non riusciva ad addormentarsi, i volti di ailyn desper e acnhe quell'odioso di kire erano nella sua mente......di che mi preoccupo, infondo ho viaggiato con loro per neanche due giorni...... eppure in loro eric aveva trovato qualcosa, qualcosa che non si riusciva a spiegare....avevo promesso ad ailyn che l'avrei accompagnata nel suo viagio, avevo promesso a desper cheun giorno sarebbe ritornata umana, perchè ho fato queste promesse? infondo sapevo che non sarei riuscito a mentenerle.....contunuava a pensare eric.....forse un giorno rivedrò ailyn e desper, di kire non mi interessa, magari un giorno potrò uciderlo senza qualcuno tra i piedi che me lo impedisca.....eric continuava a pensa e non riusciva a prendere sonno.....ora nonè il mometo di pensare a loro, ci sarà tempo per adali a cercare, per poterli rivedere, ora devo pensare a riposare e a mettermi in forze per adare al tempio, nient'altro.... eric era sicuro che un gioro li avrebbe rivisti.
avviso atutti il lettori, per vari problemi io dovrò postare sotto forma del personaggio desper, quindi questo post è di desper e NON di eric. grazie dell'attenzione
orami si erano allontanati da glode, ma a desper stavano venendo dei dubbi, forse non voleva più viaggiare con kire ed ailyn, infondo lei nonaveva nessun motivo di andare a cera, noncentrava nulla con loro, lei voleva solo cosnoscere cos'era diventata e vivere sperando di poter tornare umana, forse era giunto il momente per lei di ritornare alla sua vita di sempre, tornae a fare la mercenaria. esper si fermò di colpo e anche kire e ailyn lo fecero, poi desper li gardò e disse.....scusate, io non ho motivo di venire a cear con voi, forse è stato un errore seguirvi, l'ho capito solo ora, continuatesenza di me, addio.... desper si girò e prese a camminare indirzione opposta alla loro, anche se poco si sentiva triste, ma andarsene era lacosa migliore da fare, era sicuracheun giorno li avrebbe rivisti.
Desper? si chiese Kire Come mai ha cambiato idea così d'improvviso. Prima sembrava sicura di se, ma ora era come se davanti a lui ci fosse un altra persona, un altra Desper. Quei pensieri lo turbarono profondamente, come mai si preoccupava di quella ragazza, l'aveva conosciuta da pochi giorni, eppure, sentiva che c'era qualcosa che li legava. Legava tutti, lui, Desper, Ailyn, Kragh e anche Eric. Probabilmente era la faccenda dei maghi di zael che li legava assieme.
Il destino a volte sa essere strano, le persone che consideravi amiche possono rivelarsi un nemico, quelle parole, pronunciate da un altra persona in un altro tempo, gli fecero ritornare in mente i primi mesi di addestramento alla milizia con Shan; ormai era roba passata.
-Desper ma...- provò a ribattere Kire, ma la ragazze se ne stava già andando. Poco dopo la sua sagoma scomparve all'orizzonte.
Kire ed Ailyn ripresero a camminare. Camminavano ormai da ore, senza fermarsi, per passare il tempo allora Kire provò a parlare con Ailyn
-Ailyn, non se se è un buon momento, ma....vorrei sapere in che modo sei legata a Zael- la guardò per alcuni istanti -Se non vuoi non sei obbligata a rispondere, ma se tu mi spiegassi in che modo sei coinvolta con Zael, fors per me sarebbe più facile protegg....- si interruppe, Dannazione, non dovevo dirle che sto tentando di proteggerla e tenerla fuori di guai. Ora di sicuro mi chiederà spiegazioni. Dannazione mi sono davvero ficcato in un bel guaio pensò Kire, ormai in preda alla paura. Cominciò a sperare ch la ragazza non avesse dato peso alla seconda affermazione....anche se non ne era tanto sicuro.
La notte passò tranquilla, nessun animale o creatura era tornato a prendere possesso di quella che aveva tutto l'aspetto di una tana ma a quanto pare era abbandonata.
Gran parte del tempo Kragh era rimasto in uno stato di dormiveglia, anche a causa delle incessanti voci che tormentavano la sua mente. Rimase a lungo ad osservare il pendaglio che ora giaceva nella sua mano destra, una strana gemma color verdeacqua con delle venature violacee, poi lo riallaccio al pantalone e si cadde in un sonno profondo.
Il mattino seguente kragh si svegliò con il sole gia in cielo, era mattino inoltrato e la giornata sembrava buona per incamminarsi. Andò in giro a raccogliere un pò di cibo, la vegetazione nei dintorni aveva moltissimi cespuglietti con piccoli frutti per cui non fù un problema, ne mise una gra quantita dentro la sua borsa e tornò alla grotta in attesa che eric si svegliasse...
eric arprì gli occhi, aveva dormito molto quasi un giorno intero, sbadigliò e poi si guardò intorno. vide kragh, e nessun altro, non era cambiato nulla da qundo si era addormentato, le prime luci dell'alba entravano nella grotta insieme a una fresca brezza. eric aveva un gran mal di testa ma per tutto il resto si sentiva bene, aveva recuperato le forze ed era pronto per mettersi in viaggio. si alzò inpiedi, aveva ancora adosso il giubotto, si stirò e sbadiglò nuovamente, poi si scharì la voce....tutto pronto, non ho intenzione di rimanere in questa grotta, mi sembra ora di mettersi in viaggio, tempio di herines giusto?...... disse eric in fretta, perchè non vedeva l'ora di uscire da quella grotta, che gli ricordava maledettamente il passato. eric prese la spada e la mise dietro la schiena poi uscì dalla grotta. eric stizzò gli occhi per via della luce e intanto aspettava che kragh uscisse.
L'improvviso cambiamento di Desper aveva lasciato Ailyn abbastanza perplessa. Si chiese per un attimo se il comportamento della ragazza non avesse a che fare con la scomparsa di Eric e Kragh.
Forse vuole scoprire che fine hanno fatto....Sembrava riluttante ad andare avanti nel nostro viaggio senza di loro.
Si disse che quella poteva essere una possibile spiegazione.
E così ora si trovava a viaggiare da sola con Kire, e la cosa le sembrava alquanto bizzarra. Lei, che odiava i maghi di Zael più di ogni altra cosa al mondo, ora era al fianco di uno che lo era stato. Eppure continuava a trovare stranamente confortante quella presenza; inoltre Kire conosceva la strada per Caer, dunque le era necessario. Le risuonò in mente una frase che aveva sentito molto tempo prima, non ricordava dove: Basta un nemico comune, una battaglia combattuta insieme, per gettare le basi di un'amicizia?
Non seppe darsi una risposta, e continuò a camminare in silenzio accanto al ragazzo dai capelli rossi, stando ben attenta a tenere schermati i suoi pensieri.
Camminavano ormai da più di tre ore e il caldo iniziava a farsi sentire sempre di più, quando Kire le rivolse all'improvviso la parola. Voleva sapere in che modo era legata a Zael.
"Io non sono legata a Zael" gli ripose. "Semplicemente odio quei bastardi per tutto ciò che hanno fatto e continuano a fare. Il mio maestro di magia cercò di scoprire quale legame ci fosse tra i maghi di Zael e l'improvvisa apparizione dei Khai....e probabilmente era venuto a conoscenza di qualcosa di grosso, perchè scomparve nel nulla. Ma questo credo di avertelo già detto. Io devo portare a termine ciò che lui aveva iniziato....perchè lui avrebbe voluto così."
E per vendicare la sua morte e quella di Aaron, pensò.
Dopo quelle parole, si chiuse di nuovo nel silenzio. Non amava parlare del passato, del dolore che aveva provato.
Dovevano essere circa le tre del pomeriggio quando giunsero in vista del fiume Len. In realtà non era un vero e proprio fiume, ma più che altro un torrentello, abbastanza impetuoso ma non molto largo e profondo.
Ailyn si inginocchiò sulla riva e si gettò un po' d'acqua sul viso. Aveva caldo e sete. Bevve qualche sorso d'acqua, poi cercò frettolosamente di lavare via le macchie di sangue dal vestito ( guardarle le dava ancora un senso di nausea) , ma con scarsi risultati.
Infine si rivolse a Kire.
"Dobbiamo trovare un buon punto per guadare. Dopo il fiume, meno di quattro ore di cammino e dovremmo essere a Kars."
Fortuna sfacciata penso Kire, fortunatamente la ragazza nn aveva ascoltato attentamente le sue parole, però comuqnue Kire ora sapeva qualcosa di più su quella ragazza. Il suo maestro di magia aveva scoperto qualcosa sui Khai? Doveva avere del fegato per buttarsi nella Torre di Caer alla ricerca di qualcosa di concreto....
Poco dopo arrivarono vicino ad un fiume, forse era qulla scriscia azzura che Kire aveva visto poco prima di lasciare Glode. Vide Ailyn inginocchiarsi e prendere dell'acqua. Kire rimase li fero e immobile vicino alla riva; sentiva che c'era qualcosa di strano nell'aria, aveva uno strano presentimento.
-Dobbiamo trovare un buon punto per guadare. Dopo il fiume, meno di quattro ore di cammino e dovremmo essere a Kars- disse Ailyn rivolgendosi a lui, ma Kire quasi nn la udì, era concentrato su un rumore, anzi più rumori che provenivano da un boschetto piccolo, composto da pochissimi alberi.
Udì poi un urlo e un nitrito di cavallo, vide qualcosa correre fuori all'impazzata dal bosco, qualcosa correva verso di loro. Poi Kire riuscì a distinguere una figura umana, c'era un uomo che correva verso di loro, forse un contadino; correva gridando.
Kire era immobile, quasi spiazzato da quell'evento, poi si udì uno sparo, e l'uomo che correva verso di loro si accasciò a terra in un lago si sangue.
Dal boschetto uscirno delle guardie, forse provenienti da Caer, lo stemma era evidente sulle armature, era sei o sette. Una di loro si avvicinò all'uomo disteso a terra, controllò se era ancora vivo e poi alzò lo sguardo verso Kire.
L'uomo aveva l'armatura di Zael con lo stemma della città sul petto dell'armatura, portava i capelli corti, neri, e i scui penetranti occhi verdi scrutavano l'uomo dalla chima fulva. l'uomo fece un lieve inchino e sul suo volto comparve una sorta di smorfia di disgusto
-Mi chiamo Ennir. Sono il comandante delle truppe armate di Zael.- guardò Kire come se avesse dinanzi a se una bestia selvatica -Devi essere Sir. Deathlok...-
-Kire...mi chiamo Kire...- lo interruppe l'uomo dallachima rossa
Ennir sorrise e coninuò a parlare -Shanazy ti vuole a Caer, io ho l'ordine di portarti li...-
-Di a Shan che se mi vuole deve venire a prendermi-
-Sir.Shanazy non necessita di voi vivo...- disse Ennir estraendo la spada.
Kire rimase fermo, fissò il soldato negli occhi. Vogliono portarmi a Caer, perchè?
Desper camminava...... Camminava dalla parte opposta a Caer. Non sapeva se aveva fatto la cosa giusta, anzi non ne era molto convinta..... "mi sento un po' una vigliacca" pensò "abbandonare gli altri e tornare alla vecchia vita...E adesso dove andrò? Cosa farò? Non lo so... Potrei cercare Eric e Kragh oppure cercare un modo per tornare normale o cercare qualcuno da salvare per soldi...." si sedette su un masso e si mise a guardare il cielo.... Sbuffò e si rimise in cammino "per adesso cerchiamo un paese per riposare" si disse.
Non potendo fermarsi a Yera decise di andare più a sud, a Nevis.
Camminava senza pensare a niente in particolare, si lasciava guidare dall'istinto.
Nel tardo pomeriggio arrivò al paese. Sembrava vuoto, le strade vuote e le case sbarrate.
Andò alla taverna, c'era poca gente e tutti erano molto silenziosi. Appena entrò tutti la fissarono senza emettere un suono; Desper li osservò di rimando e si avvicinò al bancone. Chiese qualcosa da mangiare e lo consumò poi chiese una camera, la giovane ragazza che le diede la chiave la guardò spaventata, l'accompagnò alla camera e poi chiese pianissimo:-lei si sta per trasformare?- Desper aveva capito benissimo cosa intendeva, le strappò la chiave di mano e sbottò:-non dire scempiaggini!- la ragazza sobbalzò, Desper la guardò e le intimò di andarsene poi entrò in camera.
-al diavolo!- pensò ad alta voce:-Domani deciderò cosa fare...- si stese sul letto e, lentamente, si addormentò.
La mattina seguente si svegliò nella stanza e si guardò intorno.... Si alzò e si preparò per scendere.
Arrivò davanti alla porta, fece per uscire quando un tizio le toccò una spalla, Desper si voltò e il tizio disse al suo compagno:-lei non è una di quelli che a Yera hanno creato il caos?- l'altro rispose:-Già... Chiamo subito gli altri- e si voltarono verso Desper, ma lei era sparita; infatti stava camminando lungo la strada principale per levare le tende quando si trovò dietro un gruppo di persone inferocite che sembrava ce l'avessero con lei.
Iniziò a correre come una dannata, ma si trovò davanti delle guardie dell'esercito di Caer.... Era circondata.
Fece per sguainare la spada, ma si accorse che alcune guardie la tenevano sotto tiro con delle balestre.
Non sapeva che fare... Alcune guardie le si avvicinarono e le misero delle catene ai polsi.
La portarono a Her e la imbarcarono su una nave di prigionieri che andava all'Isola del Silenzio.
Arrivata all'isola insieme ad altri prigionieri li fecero marciare nella nebbia verso una prigione.
La sbatterono in una cella fredda e umida... Desper si sedette per terra contro al muro e notò solo in quel momento che aveva 2 compagni di cella: un ragazzo ed una ragazza di colore, avranno avuto poco più di 16 anni...
Le sorrisero e la ragazza chiese:-perchè sei stata portata qui?- Desper, un po' sorpresa, rispose:-Perchè, insieme a dei compagni, abbiamo fatto un po' di confusione a Yera, e voi?- il ragazzo rispose:-io e mia sorella siamo dei ladri e ci hanno sgamato!- -da quant'è che siete qui?- chiese ancora :-da qualche mese- rispose la ragazza:-come ti chiami?- continuò il ragazzo:-Desper-disse:-e voi?- la ragazza disse:-io mi chiamo Akira e lui è Leo-
Poi una guardia si avvicinò alla cella e urlò:-fate silenzio, cani!- Desper urlò di rimando:-io parlo finchè mi pare!-
La guardia entrò nella cella e la minacciò con una frusta, lei non gli diede importanza e chiese:-dov'è la mia spada?- -non ti è dato saperlo- rispose la guardia che se ne andò.
Nel pomeriggio alcune guardie presero Desper e la portarono dal generale che le disse:-sei stata riconosciuta come una dei componenti del gruppo che si è infiltrato nel fortino di Glode, dove sono i tuoi compagni?- lei lo guardò con odio e rispose:-non te lo dirò mai, verme!- -non ti permettere di rivolgermi la parola con quel tono!- strillò l'isterico generale:-te lo ripeto... Dove sono i tuoi compagni?- -perchè dovrei dirtelo?- chiese Desper, il generale sbraitò di nuovo:-sono io che faccio le domande! Comunque li stiamo cercando per incarcerarli... Una l'abbiamo già...- Desper non rispose e il generale disse ancora:-me lo vuoi dire o no?- ancora silenzio...
-dimmelo!- urlò, Desper rispose, irritata:-Piantala di urlare, maledizione! Ti ho già detto che non ho intenzione di dirtelo!- il generale fece un cenno ad alcune guardie che la portarono in una stanza che aveva tutta l'aria di una sala turture... "e adesso?" pensò "come ne esco da questo guaio?"
Dannato Shan pensò Kire, mentre sul volto di Ennir e dei suoi soldati appariva un ghigno malefico, sono i troppi, avrei la peggio se decidessi di provare a batterli a duello. Ailyn non ha ancora detto una parola...
Kire si voltò verso la ragazza e le parlò a bassa voce
-Ailyn, non se cosa fare ora- era la prima volta che era a corto di idee -Se andiamo con loro di nostra volontà, come minimo ci tengono nelle prigioni di Caer per almeno tre giorni, e se ci andiamo contro la nostra volontà...beh...l'idea di finire sepolto in un cimitero non mi piace...-
Attese qualche risposta...ma la ragazza rimase in silenzio. Devo prendere tempo.
-Cosa vuole Shan da me...- disse rivolgendosi a Ennir
-La tua collaborazione...- disse l'uomo sorridendo
-Mi sono rifiutato di collaborare nei suoi sporchi piani in passato, e non penso di cambiare idea ora...-
Silenzio tra i due.
Ennir si mise a guardare la spada di Kire
-Ho sentito in giro che siete un ottimo guerriero...-
Kire tacque
-Vi adrebbe un duello?-
Silenzio
-Leale ovvio...- aggiunse frettolosamente il soldato -Io mi gioco la vostra libertà; se vinci, Kire, ve ne potrete andare e non vi porterò da Shanazy, dirò che siete annegati nel fiume.- sorrise con un ghigno sinistro -Ma se perdi, la ragazza verrà con noi, e tu verrai costretto a lavorare come schiavo a Caer...- guardò Kire negli occhi -Ci stai?-
Se accettava, metteva in pericolo anche la vita di Ailyn, se non accettava forse le guardie li avrebbero uccisi...cosa fare?
Dannazione....come sono bravo a tenermi fuori dai guai. Ora non so proprio cosa fare...
si girò verso la ragazza per ottenere qualche suggerimento...
Desper guardò la sala preoccupata... c'erano catene e strani strumenti di tortura.
Delle guardie cercarono di trascinarla verso delle catene, ma lei oppose resistenza; intervenirono altre guardie e riuscirono ad incatenarla al muro.
Provava rabbia e disgusto nei confronti di quell'insulso generale che la guardò negli occhi e borbottò:-vediamo di scoprire che razza di bestia sei...- poi si rivolse a 2 guardie:-toglietele il mantello!- le 2 guardie eseguirono e il generale sobbalzò nel vedere i canini aguzzi di Desper che lo guardava con odio profondo....
-allora- ricominciò, riprendendosi:-dove sono i tuoi compagni? Ti consiglio di rispondere....- lei rispose:-preferirei baciare una tarantola piuttosto che dire qualcosa a te!- -la mia pazienza ha un limite e tu lo stai superando!- sbottò lui:-ehi, non lamenterti: io ti ho risposto!- esclamò Desper, il generale le afferrò i capelli e urlò:-non fare la spiritosa con me! Bestia!- -Fai tanto lo sbruffone perchè sono incatenata, ma se mi liberassi non resisteresti 2 minuti contro di me!- disse lei:-mi vuoi sfidare?!- chiese lui poi fece un cenno alle solite guardie che iniziarono a riempire Desper di botte... Dopo un po' li fermò e si mise a fissarla; lei sputò a terra e ricambiò lo sguardo del generale che chiese:-allora? Sono riuscito a scioglierti la lingua? Cos'hai da dirmi?- Desper innarcò un sopracciglio e disse a fatica:-Fottiti! Lurido bastardo! Dimmelo tu qualcosa... Perchè li stai cercando? Cosa vuoi da loro?- il generale ridacchiò con la sua faccia da laido e rispose:-Li sto cercando per i disordini creati a Glode e a Yera...- -Bugiardo!- lo interruppe Desper:-Li stai cercando perchè danno fastidio ai pezzi grossi, vero? Infondo a voi che interessa di Yera, è uno stupido paese come tanti altri... Ma Glode è una cosa diversa... Quello sì che vi ha dato fastidio a te e a tutta la feccia della tua specie!- -ti avevo avvertita!- esplose il generale, un altro cenno alle solite guardie e Desper si ritrovò appessa per i polsi a peso morto... Era una cosa molto dolorosa... -che il diavolo mi secchi la lingua se mi lascio sfuggire una sola parola!!!- urlò lei, iniziarono a frustarla sulla schiena....
Dopo 4 interminabili ore di interrogatorio, nelle quali non avevano cavato un ragno dal buco, Desper fu risbattuta in cella. -cosa diavolo è succeso?- chiese Akira:-niente- rispose lei:-Sono solo i loro modi poco garbati di chiedere le cose!- -vediamo che si può fare...- disse Leo cercando di sistemare le ferite di Desper che guardava con aria assente la luna piena fuori dalla finestra... -che c'è ora?- chiese di nuovo Akira:-temo-disse Desper:-di non stare molto bene...- e si accasciò a terra, priva di sensi.
Nel suo stato d'incosienza Desper sentiva tutti i rumori lontani e ovattati, sentiva in lontananza le voci dei suoi compagni di cella che crcavano di risvegliarla... Sentiva i rumori tutt'intorno, ma non vedeva niente e non riusciva ad alzarsi o ad aprire gli occhi.
Giustamente nè a Leo, nè ad Akira venne in mente di chiamare il carceriere....
Desper si sentiva strana, ma lei non provava quella sensazione a causa delle ferite...
Si sforzò di aprire gli occhi... Si mise a sedere... Aveva anche un mal di testa del diavolo, guardò i suoi compagni di cella e si accorse di avere la vista annebbiata... -Desper, cos'hai?- chiese preoccupata Akira:-Non lo so...- rispose a fatica:- ...ma non vi assicuro niente...- -in che senso?-domandò Leo, Desper si appoggiò al muro e disse:-nel senso che non so se rimarrò lucida...- -cioè, ci stai dicendo- la interruppe Akira:-che potresti impazzire in qualsiasi momento?- lei sospirò e abbassò lo sguardò, poi rispose:-esattamente!- Leo spalancò gli occhi e disse, allarmato:
-si può sapere perchè?- -è abbastanza evidente!- esclamò Desper guardandolo negli occhi.
Aveva un'orribile sensazione addosso. Non sapeva per certo che cosa le stava accadendo, ma sospettava che la sua metà di kahi, spinta dal dolore e dalla rabbia, stesse premendo per uscire.
Provava molto dolore; si mise in gimocchio, testa bassa, non sapeva come fare a controllare quell'ondata di istinti selvaggi che le si affollavano nella testa.
Cercando di rimanere lucida si rivolse ai 2 compagni di cella dicendogli:-chiamate qualcuno... Presto non risponderò delle mie azioni...- era sudata e ansimante; si trascinò verso il muro.
Nessuno ascoltava i suoi compagni di cella, nessun carceriere, nessuna guardia e tutto ciò faceva salire la rabbia di Desper che iniziò a pensare di massacrare con le sue mani chiunque le si avvicinasse, si mise le mani nei capelli e lanciò un urlo che si trasformò in una specie di ruggito. Il solito generalesi presentò davanti alla cella incuriosito dal trambusto, Desper fece uno scatto verso le sbarre e cercò di afferrarlo con tutte le intenzioni di squarciargli la gola a morsi, ma lui si allontanò e rimase a guardarla spaventato mentre lei cercava di graffiarlo con le unghie che si erano allungate notevolmente e sembravano artigli, l'unico cambiamento nel fisico.
-è m-mezza kahi...- balbettò il generale:-chiamate i maghi di Zael, loro sapranno cosa farne...- poi si rivolse ad un gruppo di guardie.-per ora mettetela in isolamento- le guardie cercarono di avvicinarsi, spaventate... Desper li guardava ringhiando, sembrava una specie di caccia al lupo... Una guardia si avvicinò più delle altre e lei gli saltò alla gola e lo azannò, strappò la pelle e face schizzare il sangue, ma nel frattempo le altre guardie si erano avvicinate, la stordirono e la chiusero in una cella d'isolamento.
Quando si risvegliò aveva indosso una camicia di forza, ma la crisi sembrava passata, era seduta su una sedia; si rialzò e si rese conto che aveva una catena legata al collo come se fosse una bestia.
Dopo un'ora arrivarono dei maghi di Zael che la presero e la portarono in una specie di laboratorio.
La chisero in una gabbia e dopo poco arrivò un mago che sembrava il più potente una specie di capo per tutti gli altri maghi che iniziò a guardarla poi fece entrare degli scienziati e si mise a discutere, il capo-mago disse:-questa ragazza è mezza kahi, voglio che scopriate come ha fatto a bloccare il processo di trasformazione...-
uno scienziato le si avvicinò alla gabbia e le chiese:-come hai fatto a bloccare il processo di trasformazione?- Desper non voleva collaborare con loro, ma era stanca e non aveva quasi più la forza di lottare e rispose semplicemente:-non lo so...- ma lo scienzato procedeva con l'interrogatorio:-prima di diventare così, quando eri umana, avevi qualche caratteristica speciale?- Desper andò indietro con la mente... Aveva solo immagini confuse in testa, flash improvvisi che riguardavano il passato: volti di persone, sguardi, sorrisi, parole, ma non riusciva a tenere stretti quei ricordi per più di un secondo... -io...io non ricordo...- rispose stancamente, lo scienziato raggiunse i suoi colleghi. Tornò il capo-mago che parlò con gli scienziati e lei lo sentì dire:-facciamo degli esperimenti, se sfruttata a dovere, quella ragazza può diventare un'arma di incredibile potenza...-
Un duello?
Ailyn non capiva del tutto cosa stava accadendo. Era qualcosa legato al passato di Kire, a quando il ragazzo aveva fatto parte dei Figli di Zael. Ma comunque non aveva intenzione di restare ferma a guardare.
"Io non verrò con nessuno di voi", disse con voce calma, rivolgendosi all' uomo che aveva detto di chiamarsi Ennir.
Poi formulò nella sua mente l'incantesimo di invisibilità. Funzionò all'istante.
Da troppo tempo non usavo questi tipi di incantesimi, ma ora sto tornando ad essere veloce come molto tempo fa....
Rapidamente estrasse il suo pugnale e si lanciò alle spalle di Ennir per piantarglielo nel collo....ma all'improvviso si sentì fermare da qualcuno.
Ma cosa...!
Uno degli uomini di Ennir l'aveva bloccata, e le teneva ferme le braccia con forza, impedendole di muoversi; il pugnale le cadde di mano. L'uomo le tirò una ginocchiata nello stomaco, e Ailyn sentì un dolore lancinante e un'ondata di nausea...il mondo vorticò attorno a lei per un attimo, e cadde in ginocchio, ma senza emettere neanche un gemito di dolore. Aveva però perso la concentrazione, e l'incantesimo si era rotto.
Ma come....ha fatto....a vedermi...
Il soldato le puntò una spada alla gola. Ora non poteva muoversi, o lui l'avrebbe uccisa.
Ailyn guardò in faccia Ennir; sul suo viso era comparsa un'espressione divertita.
"Una maga...eh? Una sopravvissuta della Gilda di Farn? O di quella di Trassel? Ma guarda un po' che scoperta interessante..."
Rimase per un attimo in silenzio, come se stesse riflettendo su qualcosa. Poi continuò.
"E cosa credevi di fare? Pensavi che fossimo così sprovveduti da andarcene in giro senza un mago nel nostro gruppo?"
Rise.
"Vedi cara..."
A quelle parole Ailyn provò un senso di disgusto.
"...l'uomo che ti sta puntando la spada alla gola è uno di nostri maghi più addestrati. Per lui guardare attraverso uno schermo di invisibilità è un giochetto da bambini. Quindi non provare a escogitare qualche altro trucchetto, perchè ti ucciderebbe in un istante."
Rise di nuovo, e Ailyn sentì di odiarlo con tutto il suo cuore.
Maledizione...avrei dovuto pensarci...ho solo peggiorato le cose!
Sei inutile....inutile!, diceva la voce nella sua testa, mentre crescevano in lei la rabbia e il senso di impotenza.
Poi Ennir si rivolse di nuovo a Kire.
"E ora torniamo a noi, Kire. Credo che adesso che abbiamo la tua amichetta dovrai venire con noi senza crearci problemi, o le faremo qualcosa di molto brutto..."
Ailyn vide Kire fermo, in silenzio. Il ragazzo era rimasto spiazzato, non sapeva cosa fare.
E' tutta colpa tua...tutta colpa tua! La voce nella sua mente continuava a tormentarla.
"E dovrai anche raccontarci come hai incontrato questa maghetta. Credo che ci sarà molto utile."
Kire continuava a restare in silenzio. Nai suoi occhi Ailyn vide qualcosa...come una strana rabbia repressa.
"Klain", Ennir si rivolse ad un altro dei suoi uomini. "Lega mani e piedi alla ragazza e caricala su un cavallo. E fa' lo stesso anche con il nostro amico Kire. Non penso che opporrà resistenza...vero Kire?"
E con quelle parole, e ancora quel sorriso sprezzante disegnato sulle labbra, Ennir rinfoderò la sua spada e risalì a cavallo.
Il soldato a cui si era rivolto, quello di nome Klain, si avvicinò a lei e le legò con forza i polsi e le caviglie. Ailyn sentì le corde che le ferivano la pelle. Poi venne sollevata di peso e caricata su un cavallo.
Quando ebbe finito con lei, Klain prese un'altra corda e si rivolse a Kire.
"Non creare problemi...o hai sentito cosa ha detto Ennir.", gli disse. Poi si avvicinò a lui, per legarlo.
Eric sembrava in forza per il viaggi. Kragh osservo bene il percorso sulla mappa, per arrivare al tempio di Herines dovevano attraversare il passo del corvo, ma prima sarebbe stato piu saggio raggiungere il villaggio di Valia che distava a mezza giornata di viaggio intenso.
"Bene" disse rivolgendosi ad eric e riavvolgendo la mappa. "Partiamo alla volta del villaggio di Valia, da li chiederemo informazioni su eventuali pericoli al passo del corvo. Conto entro la giornata di arrivare alla cittadina di Salakiev salvo imprevisti. Sarà un viaggio lungo quindi muoviamoci."
Uscendo dalla grotta Kragh si mosse in direzione opposta all'ultima volta in cui assieme agli altri andò al fortino di Glode. Pochi passi ed uscirono dalla boscaglia che circondava la grotta arrivando davanti la lunga distesa che li avrebbe condotti al successivo villaggio, alla loro destra non molto distante si stagliava la sagoma della città di Yera nell'abbagliante sole che sorgeva. Bastava andare sempre dritti lungo il tragitto e in breve tempo sarebbero giunti a Valia.
Per tutto il tempo i due non si scambiarono molte parole se non per modificare lievemente la loro rotta di viaggio, finalmente in lontananza si intravide la città di Valia, ancora qualche ora di viaggio e sarebbero arrivati a destinazione.
Ora erano li, alle porte del villaggio, la gente continuava a fare le solite faccende. (pare che non siano stati avvisati di quanto successo a Yera, finalmente una zona tranquilla...) [tu credi? AHAHAHAHAHAHAHAHAH....] (ancora voi!.... cosa volete da me dannazione!) [sei solo un illuso.... non troverai mai quello che cerchi... AHAHAHAHAHHAHAHAHAH]
Kragh ignorò le voci per quanto era possibile e si rivolse ad Eric.
"Siamo arrivati, andiamo in qualche locanda a rifornirci di cibo acqua e informazioni. Ci saranno utili dopo questa traversata"
Si avvio all'interno del villaggio, per un istante tutti si soffermarono ad osservarlo poi ripreserò le loro faccende. Alcuni bambini che giocavano li vicino erano rimasti incantati nell'osservarlo, avevano un espressione di curiosità e timore allo stesso tempo. Nella mente di Kragh riaffiorò quel bambino e le sue parole -è solo colpa tua.... la mamma è morta....- scrollò il pensiero di dosso e prosegui per giungere in piazza.
il viaggio insieme a kragh era tato tranquillo, nessun imprevisto, nessun incontro indesiderato, e soprattutto poce parole, in fondo lui e kragh avevano poco da dirsi e poi eric era troppo immerso nei suoi pensieri per parlare. arrivarono al villaggio, sembrava tranquillo, sembrava che ancora le voci deei disordini successi a yera non erano arivatem aeric era sicuro che anche qui ci fosse qualche cacciatore di taglie intentoa mettere le mani sulle 80000 monete d'oro, in fodo in tutti i villaggi è pione di manifesto con faccie di ricercati ed erai era sicuro che nche a valia la sua foto sarebbe stata appesa ai muri, ma non c'era motivo di controllare, si sarebbero fermati in quel vllagio solo per poco, dovevano chiedere informazioni e rifornirsi di cibo. kragh camminò in direzione della piazza principale, eric lo seguì, nella paizza c'era molta gente ma eric riuscì a scorgere un ostera....gurda kragh, un osteria, andiamo.... edopo queste brevi parole eric camminò in direzione dell'osteria seguito da kragh, entrarono. tutti si girarono a fissarli, eric non sapeva se fissavano lui o kragh ma poco importava. eric si avvicinò al banco del barista, si sedette su una sedia, il barista arrivò.....desidera?.... eric guardò kragh poi disse.....due pinte!.... il barista annuì. eric si girò verso kragh che lo stava guardando vcon una strna espresione e poi gli disse....cè tempo per chidere informazioni, i baristi dicono più cose quando i clienti sono paganti, ah ah ah, su siediti e bevi, che ci aspetta un lungo viaggio....
La notte Desper non riuscì a chiudere occhio nonostante l'incredibile stanchezza. La mattina gli scienziati iniziarono a confabulare su come condurre gli esperimenti, lei li guardava da dietro le sbarre senza poter fare niente. Uno degli scienziati le chiese:-tu capire nostra lingua? Sapere parlare?- Desper lo guardò con odio e disse, facendogli il verso:-si, io sapere lingua meglio di te, bastardo!- lo scienziato si allontanò. Dopo poco la condussero in un laboratorio e la legarono ad un lettino. Una scienziata le si avvicinò e Desper chiese:-cosa volete farmi?- l'altra rispose:-ti trasformeremo in una specie di super-soldato e probabilmente ti sguinzaglieremo contro i tuoi ex-compagni e diventerai un'arma di Zael.- Desper era stremata, non riusciva nemmeno a tirare su la testa da quanto era stanca:-non opponi resistenza?- domandò la scienziata, Desper rispose:-io... Io non ce la faccio più... non riesco più a sopportare tutto questo, voglio solo che finisca il più presto possibile. Non voglio più soffrire...- -ormai è troppo tardi- disse la scienziata:-niente ti può salvare e se anche ci implori ti ucciderti noi non lo faremo!- Desper sospirò e chiuse gli occhi domandandosi " Perchè? Perchè tutto questo succede a me?Chi ha deciso che io debba soffrire così?".
La scienziata raggiunse gli altri e diede il via agli esperimenti, un aiutante di laboratorio disse:-procedo con l'anestesia!- ma la scienziata sorrise e rispose:-No, niente anestesia!-
Dei dottori si avvicinarono a lei per attaccarla ad una macchina.
Desper sentì un fischio acuto e la testa le si riempì di immagini strazianti, che sembrava volessero uscirle dalla testa e facevano male, sentì che quei pochi bei ricordi che aveva le venivano portati via lasciandole solo odio e disperazione, si accorse che stava piangendo e che urlava, ma che nessuno la ascoltava; sembravano dei robot senza cuore, Desper non voleva diventare come loro... Quando finì quella tortura disumana lei era sconvolta, ma gli scenziati proseguirono iniettandole qualcosa nelle vene... Desper sentì quel qualcosa pervaderla in ogni parte del suo corpo e poi sembrò che non fosse successo nulla, ma improvvisamente avvertì fitte acutissime in tutto il corpo, il suo odio nei confronti di tutti diventò incredibile, si accorse che iniziava ad odiare anche le persone a cui una volta voleva bene compresi i suoi ex-compagni di viaggio, il liquido la stava anche dotando di poteri incredibili e trasformò i suoi occhi da rossi a neri... la scienziata disse ad un aiutante di loboratorio di andare a controllare la "cavia". Quando l'aiutante si avvicinò a Desper quest'ultima lo afferrò alla gola e lo alzò da terra, gli mise una mano di fronte alla faccia e creò una sfera nera che fece esplodere la testa del malcapitato. La scienziata lanciò una grassa risata poi disse:-ora Zael è imbattibile! Possiamo creare altre di queste creature, ma prima...-
Kragh prese posto vicino ad Eric mentre il barista portava loro le due pinte, una strana sensazione quasi un ricordo disperso, riaffiorava nella sua mente. Sentiva che spesso si sedeva dentro una locanda come quella aspettando che qualcosa accadeva... ma poi pensiero svani nel nulla, interrotto dal tonfo del boccale che poggiava sul bancone davanti a loro.
La gente della locanda aveva azzittito il loro solito baccano da quando loro due erano entrati... Kragh decise di interrompere quella situazione
"Oste, cosa sai dirci a riguardo del passo del corvo?"
"Non c'è niente da dire straniero, il sentiero è un po tortuoso ma tutto sommato è possibile passarlo senza tanti pericoli. Ma bisogna fare attenzione ai Khai...."
All'improvviso un tintinnare rapido di piccole campane interruppe il discorso, l'oste venne stravolto sul viso da un espressione di paura "CHIUDETE QUELLA PORTA SVELTI!"
intanto da fuori si sentivano le urla della gente... "I KHAI, ARRIVANO I KHAI!!"
....i khai, quelle bestiacce arrivano sempre nei momenti sbagliati, è mai possibile che non si può nemmeno bere in pace?!.... disse stizzito eric, poi bevve un altro sorso e appoggiò il boccale sul bancone...tiemmi il posto kragh, vado e torno!.... disse eric scucuro di se col solito tono da sbruffone. si alzò in piedi ed uscì. fuori tutta la gente ra nel panico, c'erano persone che sembravano fuggire enza meta e altre che ri ritnanavano nelle case sbarrando porte e finestre, da lontano si cominciava a sentire qualche ruggito, eric si mise in mezzo alla strada fermo immobile aspettando che qualche bestiacce spuntasse davanti a lui. le persone continuavano a urlargli....cosa ci fai li!!!.... vattene se ci tieni alla pelle!!!!.... nasconditi forestiero!!!!!.... vuoi farti ammazzare!!!!..... eric non li ascoltava nemmeno, era troppo cocentrato....andiamo bestiacce! quanto ci mettete! voglio tornae alla mia pinta!....disse eric, poi vide all'orizzonte i khai....ah però!....esclamò eric. i khai arrivavano a gran velocità erano perecchi, otto o forse dieci, non sembravno particolarmete grossi ma non poteva avrebbero comunque mietuto vittime nella folla che ancora non si era dispersa, sarebbe stato versato del sangue.....non posso farcela da solo...pesò eric, poi guardò verso la locanda....kragh!!!! vieni fuori ho bisogno di te!!!!!.... urlò eric. con l'aiusto di kragh sarebbe stato semplice sbarazzarsi di qyuei kahi. all'improvviso un khai bazò verso eric, lui sguanò la spada e lo colpì ma con scarsi risultati, quella bestia era ben corazzata, il khai provò a morderlo ma eric schivò il colpo e colpì l'immonda bestia che emise un forte ruggito di dolore. eric si guardò intorno e vide già delle persone ferite a terra che iniziavano il processo di trasformazine....la zona diventara calda!!!..... il khai provò ad attacare eric alle spalle ma lui si girò e lo coplì all gola fecendo guizzare il sangue ovunque.....fuori uno.....intanto i khai continuavano a mietere vittime. eric corse verso due giovani ragazze ferite che si stavao trasformando e con freddezza diede il colpo di grazia a tutte e due....scusatemi! ma è necessario. poi eric corse verso un altro khai.....kragh dati una mossa o al tempio ci arrivi solo!!!!!
Dannazione...dispongono di un mago. Ora tutto si fa più complicato
Klain aveva preso Ailyn e l'aveva legata e messa sul cavallo che era dietro di loro. Ora l'uomo si stava avvicinando a Kire.
Il ragazzo era piuttosto disorientato, tutto era successo troppo velocemente, e Kire non aveva abbastanza forze per tentare unos contro diretto.
Non aveva scelta, non poteva permettere che succedesse ancora, non voleva vedere ancora gente morire per i suoi errori e i suoi dubbi.
Aveva messo lui Ailyn in quel pasticcio, e ora toccava a lui tirarla fuori
-Ennir!- disse il ragazzo -Verrò con voi fino a Caer, sentirò che cosa deve dirmi Shan, anche se penso di sapere già cosa vuole fare. Pongo una sola condizione...non fate del male alla ragazza, altrimenti dovrete vedervela con me-
Ennire esplose in una fragorosa risata
-Credi di poter porre delle condizioni? Ti ricordo che abbiamo preso in ostaggio la tua amichetta-
-E tu ti stai dimenticando chi sono Ennir!- sul volto di Kire si disegnò un ghigno sinistro -Penso che tu abbia sentito molte voci sul mio conto; avrai certamente sentito che facevo parte delle squadre dei figli...ciò non ti fa pensare a cosa andresti in contro se dovessi arrabbiarmi?- dentro il ragazo stava crescendo un odio profondo, verso se stesso, verso la sua persona, verso ciò che era ed è tuttora
-Kire, non mi fai paura- gridò Ennir e portò la lama della sua spada alla gola di Ailyn -Se fai anche un solo passo, le taglio la gola-
Kire tornò in se...il bluff non aveva funzionato, Ennir era più furbo di quanto sembrasse.
-Klain, legalo e caricalo sul cavallo assieme alla ragazza-
Kire salì in groppa al cavallo dietro ad Ailyn, aveva le mani legate da una corda e gli era impossibile slegarsi.
Viaggiarono in groppa ai cavalli per alcune ore, viaggiavano verso le montagne, verso la catena della Barriera.
Si fermarono lacune ore dopo il tramonto del sole, nelle vicinanze non c'era nemmeno l'ombra di un villaggio.
Si accamparono in una radura, Ennire e alcuni dei suoi uomini accesero il fuoco e cominciarono a cucinare qualcosa.
Kire ed ailyn erano seduti vicino ai cavalli
Forse potremmo fuggire, ma comunque sarebbe troppo rischioso provare ora. Dopo aver passato la Barriera, potremmo fuggire e rifugiarci a Mahal Dahai. Li sicuramente potremo contare qu qualche aiuto in più...per ora però ci conviene stare fermi pensò Kire
Si udì qualche passo; davanti a loro passò Klain e si avviò verso il fuoco e continuò a mescolare qualcosa in una pentola adagiata sulle braci.
Kire si rivolse ad Ailyn
-Senti, per ora è meglio se facciamo buon viso a cattivo gioco. Dopo la Barriera, potremo fuggire ed arrivare Caer senza entrarvi da prigionieri. Ho in mente un piano, ma defi fidarti di me...te la senti?-
Si erano accampati dopo mezza giornata di viaggio, lontano dalle zone abitate. Ailyn si chiese perchè. Dal momento in cui era stata fatta prigioniera, costretta all'immobilità dalle corde che la legavano, non aveva fatto altro che pensare e pensare.
Abbiamo viaggiato in direzione nord-ovest, verso le montagne della Barriera...L'unico punto per attarversare la Barriera da queste parti è il Passo del Lupo, un giorno da qui, a cavallo...forse un po' di più....
I soldati stavano preparando qualcosa da mangiare. Ailyn ne sentiva l'odore, ma non aveva fame. Doveva pensare, pensare un modo per fuggire.
Oltre il Passo...c'è quello che resta della Rocca di Farn...e il Tempio di Lemuria...
Alla sua mente tornarono ricordi di moltissimi anni prima....e un'idea le balenò in testa.
Un posto sicuro per poterci rifugiare...una volta che riusciamo a fuggire...
La voce di Kire interruppe i suoi pensieri. Anche lui aveva un piano.
"Kire", gli rispose sottovoce. "Anch'io ho in mente qualcosa. Non possiamo arrivare a Caer da prigionieri, e questo lo sappiamo entrambi. Ma se fuggiamo ci inseguiranno, ci cercheranno. Dobbiamo trovare un posto sicuro in cui rifugiarci per qualche giorno. E io forse so dove potremmo andare; ma devi dirmi precisamente dove, quando e come intendi fuggire."
Si accorse che quel soldato, Klain, li stava osservando. Smise immediatamente di parlare.
Maledizione, non devono capire che stiamo architettando una fuga.
Si stese a terra accanto a Kire e finse di dormire. Stava calando la notte, e i soldati avevano finito di mangiare; a poco a poco le loro voci si spensero ad una ad una e Ailyn vide che alcuni di loro si addormentavano. Ma due rimasero svegli a fare la guardia a lei e Kire; uno di loro era proprio Klain, e Ailyn notò che continuava ad osservarli con sospetto.
Ha intuito qualcosa...non possiamo parlare più per adesso. E' troppo rischioso.
Cercò di inviare un messaggio telepatico a Kire.
Kire...scherma i tuoi pensieri. Ora non possiamo parlare, credo che Klain sospetti che abbiamo un piano. Domani....comunicheremo in qualche modo.
Sperò che Kire fosse riuscita a sentirla; di più non poteva fare. Si voltò su un fianco, cercando di proteggersi dal freddo della notte che avanzava, e in pochi minuti si addormentò.
Il suo sonno fu agitato e pieni di incubi...strane visioni che non avevano un preciso filo logico, ma che le incutevano angoscia e paura. Fu svegliata dalla luce del sole che sorgeva. Per qualche minuto rimase ad occhi chiusi, chiedendosi nel dormiveglia se tutto quello che le stava accadendo era reale, o soltanto uno strano, lungo sogno. Una scossa violenta alle spalle le diede la risposta.
"Svegliatevi, è ora di rimettersi in viaggio."
Era la voce di uno dei soldati. Di nuovo si sentì sollevare e caricare sul cavallo, accanto a Kire. Ora erano vicini, molto vicini....ma ancora sotto lo sguardo inquisitore di Klain. Quell'uomo non smetteva di fissarli.
Il gruppo si mise in viaggio, ad andatura sostenuta. Era evidente che avevano molta fretta di giungere a destinazione. Per la prima metà della mattinata, Ailyn non ebbe modo di parlare con Kire, pur essendo a brevissima distanza da lui: Klain continuava a tenerli d'occhio. Poi, quando il sole era ormai molto alto sull'orizzonte, giunsero in vista di un bosco. Ennir, che era alla testa del gruppo. fece fermare i cavalli e Ailyn vide che stava discutendo con un paio dei suoi uomini.
Cercò di cogliere qualche sprazzo del discorso, e le sembrò di capire che stavano decidendo se abbreviare il percorso attraversando il bosco, e rischiando di incontrare gruppi di Khai, o allungare deviando leggermente verso nord-est. La discussione continuò ancora per alcuni minuti; poi Ennir fece cenno a Klain di avvicinarsi a lui. Klain lanciò ancora uno sguardo sospettoso a lei e Kire, poi sembrò convincersi che non c'era pericolo che fuggissero, e spinse il suo cavallo verso quello di Ennir.
Immediatamente Ailyn si rivolse a Kire con voce appena percettibile.
"Kire...adesso. Spiegami il tuo piano."
Kragh usci poco dopo di eric, la scena che gli si parò davanti agli occhi creo nella sua testa un nuovo big bang che inonda la sua mente con una esplosione di lontani ricordi.
Un attacco di khai dentro una enorme struttura, sembrava una roccaforte, molta gente combatteva con tutte le proprie forze per respingere la minaccia ed in gran parte erano capaci di usare la magia. ma i khai erano numerosi e arrivavano da piu breccie provocate all'interno delle mura. La scena ebbe un salto, ora kragh vedeva due bambini che stavano per essere aggrediti da alcuni khai. Tutto accadde senza che Kragh potè minimamente intervenire di conto suo, vide che anniento l'attacco dei khai ma uno dei bambini rimase colpito e stava subendo la mutazione in maniera piuttosto rapida. Non restava altro da fare se non che ucciderlo ma ci fu qualche istante di esitazione, proprio allora il bambino completò la trasformazione, gettandosi con tutta la prorompente aggressione che ora lo comandava sul corpo indifeso dell'altra bambina.
La visione fu spezzata dalla voce di Eric "....kragh!!!! vieni fuori ho bisogno di te!!!!!...."
Lo scontro era appena iniziato....
Anche Ailyn aveva in mente qualcosa, ma quella notte non riuscì a a comunicarlelo.
Viaggiarono ancora pqr un giorno intero, e poi finalmente verso sera Klain, il soldato che li aveva legati smise di guardarli con sospetto.
-Kire...adesso. Spiegami il tuo piano.- disse Ailyn sottovoce
Il ragazzo si guardò attorno per vedere se c'erano altre guardie in giro, ma tutte erano assieme ad Ennir e Klain
-Sicuramente ci accamperemo almeno due volte prima di arrivare a Caer, una vicino alla rocca di Farn e l'altra al tempio di Lemuria. Dal tempio a Mahl Dahai è una giornata di viaggio a cavallo, la notte che ci accamperemo al tempio farò in modo di far arrabbiare Ennir- sorrise -Quando perde la pazienza non riesce a controllarsi. Le corde con cui ci hanno legato nn sono molto resistenti, con una piccola magia di fuoco dovrei riuscire a slegarmi. Klain non sarà un problema, sarà pur un mago, ma non può competere in un duello con le spade. Ennir sarà furibondo per il tentativo di fuga e sicuramente farà qualche sbaglio. Per le altre guardie basterà qualche colpo non mortale per farle svenire. Poi potremo prendere un cavallo e andare a Mahl Dahai fino a quando le acque non si saranno calmate- sorrise nuovamente -Hai qualche domanda? Se preferisci posso cambiare qualcosa del mio piano....-
C'era qualcosa nei calcoli di Kire che non convinceva Ailyn. Gettò uno sguardo veloce ai soldati, ma stavano ancora discutendo e non sembravano fare caso a loro.
"Credo che ci accamperemo tre volte, prima di Caer", rispose a Kire. "Una volta sicuramente prima del Passo....e non so se proseguiremo con i cavalli, le montagne della Barriera sono troppo ripide e scoscese. Poi tra la Rocca e il tempio, subito dopo il Passo, e infine più a nord, verso Mahl Dahai. Metteremo in pratica il tuo piano non appena saremo fuori dal passo, in modo da poter fuggire in fretta."
Riflettè per un attimo.
"Poi potremo rifugiarci a Mahl Dahai, come hai detto tu. Ma forse ho un'idea migliore. Al tempio di Lemuria sono quasi certa che potremmo avere copertura completa per quanti giorni vogliamo. Lì ho delle...conoscenze. Decideremo cosa fare una volta che saremo fuggiti, valuteremo se sarà più sicuro spingerci subito fino a Mahl Dahai, o nasconderci al tempio."
Rimase per qualche istante in silenzio, poi continuò.
"Non so se avremo ancora occasioni per parlare...ma cerca di darmi un segnale, un cenno qualsiasi, quando hai intenzione di mettere in atto la fuga. Io sarò pronta."
Si accorse che Ennir e i suoi uomini avevano preso una decisione sulla strada da intraprendere. Presto si sarebbero rimessi in viaggio, e lei e Kire sarebbero stati di nuovo sotto controllo.
"Se hai qualcos'altro da dirmi fallo subito Kire, credo che stiamo per muoverci di nuovo..."
kragh era fuori dalla locanda e avava sentito il grdo d'aiuto di eric, sarebbe arrivato a momenti a dargli una ano, almeno eric sperava che lo facesse. itnanto i khai continuvano a ferire persone durante il loro passaggio, se eric non si saebe sbrigato ad ucciderli tutti presto la citta saebbe stata invasa dagli stessi abitanti appena trasforamti. uric stava per colpire un khai ma questo era più piccolo e agile degli altri e rieuscì a scivre il colpo, eric riprovò a colpirlo ma il coplo andò a vuto nuovamnte. il kahi provò a colpirlo con la coda, e ci riuscì in pieno, eric venne scaraventato violentemente a terra, si rialzò e si portò una mano alla testa poi prese il suo pugnale e lo lancò cotro il khai coplendolo in pieno collo, la besia ruggi, allora eric tirò fuori la sua pistola che usava solo in rare occasioni, era già carica con la polvere da sparo e colpì ilkhai all'interno della bocca uccidendolo. senza dire una parola adò dal cadavere e riprese il suo pugnale.....fuori due.... mentre eric diceva questo un khai enorme stava per colpirlo alle spalle, eirc sguainò la spada....
Il tempio...forse da li.... riflettè Kire
-Ok...forse è meglio andare prima al Tempio- si guardò intorno e vide che le guardie, Ennir e Klain si stavano nuovamente muovendo verso di loro
-In ogni caso io devo comunque andare a Mahl Dahai prima di andare a Caer. Forse li riuscirò a trovare qualcosa per fermare Shan- sospirò -In gni caso ti farò un segno qualdo sarà il momento di mettere in atto il piano-
Klain gli si avvicinò con aria furba. Li guardò e poi ritornò al suo posto.
Stavano per rimettersi in marcia.
Il gruppo, sempre con Ennir in testa, si rimise in viaggio. Ailyn vide che si stavano dirigendo verso il bosco.
Dunque hanno scelto la strada più breve, e più rischiosa.
Nel primo pomeriggio iniziarono ad addentrarsi nella foresta. Avanzavano velocemente; probabilmente Ennir voleva uscire fuori dal bosco al più presto, per evitare di imbattersi in gruppi di Khai. Ailyn si chiese se le armi che avevano quei soldati avevano lame al neolux; concluse che doveva senza dubbio essere così. Nessun pazzo si sarebbe imbarcato in un viaggio così lungo senza portarsi dietro delle armi al neolux, e Ennir non le sembrava tanto sprovveduto. Ripensò al suo pugnale...le era stato portato via quando l'avevano presa prigioniera.
Prima di fuggire con Kire devo recuperarlo in qualche modo...
Impiegarono alcune ore per attraversare il bosco, ma fortunatamente non fecero incontri sgraditi. Tre o quattro volte uno dei soldati fu mandato in perlustrazione davanti al gruppo per controllare che non ci fosssero Khai sulla strada, e ogni volta tornò riferendo che si poteva andare avanti senza problemi. A pomeriggio inoltrato furono completamente fuori dal bosco, ma proseguivano ancora abbastanza in fretta. Ailyn capì le intenzioni di Ennir: voleva arrivare ai margini del Passo prima del calare del sole.
L'andatura del cavallo, veloce, regolare, le stava mettendo sonno. Si sentiva debole e stanca.
Forse è per via del cibo... è da più di un giorno che io e Kire non mangiamo...
Eppure il ragazzo dai capelli rossi le sembrava sveglio e attento ad ogni singolo movimento dei soldati.
E' molto forte...deciso...dovrei fidarmi di lui, ma c'è qualcosa che me lo impedisce...forse il suo passato...
Scivolò quasi senza accorgersene in una specie di dormiveglia, uno strano stato in cui pensieri e immagini le scorrevano davanti senza però provocarle alcuna sensazione o emozione. Si riscosse quando sentì il cavallo fermarsi. Riaprì gli occhi e vide ergersi davanti a sè le immense montagne della Barriera.
Dunque ci siamo...
Il sole stava tramontando. I soldati smontarono da cavallo e si prepararono per accamparsi. Ailyn vedeva in lontananza la sagoma di un villaggio, e si chiese ancora una volta perchè Ennir e i suoi uomini preferivano accamparsi all'aperto piuttosto che fermarsi nelle locande dei villaggi. Uno dei soldati fece scendere da cavallo anche lei e Kire. Si ripetè davanti ai suoi occhi la stessa scena della sera precedente: di nuovo Klain che faceva loro la guardia, di nuovo i soldati che mangiavano e poi si addormentavano. Non ebbe modo di parlare con Kire, anche se spesso gli lanciava degli sguardi, come per dirgli: Studia bene le mosse dei solati, e sarà più facile fuggire."
Anche quella sera lei e Kire non ebbero nulla da mangiare. Ailyn si sentiva sempre più debole, e presto si addormentò sul terreno duro e freddo.
Viaggiavano in fretta, in direzione della barriera. L'aria si faceva sempre più fredda, e si notava il cambiamento di paesaggio, gli alberi mutavano lentamente,e anche l'erba cambiava lentamente il suo colore, passava dal verde smeraldo delle pianure al giriore delle zone pre-montane.
Si fermarono al tramonto, a qualche miglio da un villaggio, si potevano intravedere le case; davanti a loro si ergeva imponete la catena montuosa della barriera e poco distante da loro l'inizio del ripodo sentiero chiamato "Passo del Lupo".
Fecero scendere da cavallo lui e Ailyn, non gli diedero niente da mangiare e come sempre Klain era a qualche metro da loro, fermo che li fissava.
Dopo alcune ore di dormiveglia Kire cadde in un sonno profondo
Era nuovamente in quel posto, Higdelly Garden. Nuovamente quella nebbia, nuovamente quel posto sconosciuto.
Stavolta Kire riusciva da intravedere delle mura attorno a lui, vedeva delle mura spesse, come quelle di un castello. Poi davanti a lui comparve una figura anzi tre figure. Sembravano avere intenzioni amichevoli, gli porgevano la mano come n segno di amicizia.
Kire rimase perplesso, non sapeva se fidarsi o no, e non sapeva se quello era un sogno o no.
Kragh era tornato in se giusto a tempo per vedere che Eric era decisamente nei guai. Si affrettò a raggiungerlo, i khai avevano aggredito una piccola parte della popolazione che stavano cominciando a mutarsi.
"NON VA AFFATTO BENE ERIC, SONO TROPPI. DOBBIAMO RIUSCIRE AD UCCIDERLI PRIMA CHE FINISCANO DI TRASFORMARSI"
Altri khai si avventarono addosso ai due, Kragh riusci fortunatamente a scansare l'aggressore incrociando le sue lame ma il khai balzò all'indietro e appena tocco il suolo riprese subito alla carica. Kragh vide arrivare a tutta velocità il kahi di fronte a lui, cosi punto le lame in avanti, il khai nn fece a tempo a rallenatare che venne trafitto nella spalla e giugulare dalle lame. Kragh notò che le lame stavano emettendo quel bagliore bianco molto strano che stranamente bruciava le carni del khai che ancora vivo cercava dimenandosi di liberarsi da quell'agonia. Pochi istanti ancora e smise di agitarsi, kragh notò che erano rimasti altri cinque khai, senza contare le vittime che erano state fatte. (Dannazione, non possiamo andare avanti cosi.... cosa posso fare...){devi......libera.... potere...spade.....}(il potere delle spade? come?...)[AHAHAHAHAH non ne saresti mai capace, sei solo un peso per tutti. OrA pReNdO iO iL cOnTrOlLo AHAHAHAHAHAH](NO! Non farai nuovamente una strage!) §SHAJ NGHUS RHAFJ§ *Per liberarmi uccidete*
Come se avessero ascoltato l'ordine imposto da quella voce khai presente nella testa di kragh altri tre si avventarono addosso a lui. Fu in quell'istante che le lame emisero un accecante bagliore bianco, Kragh senti come un intenso calore scorrergli dalle lame lungo le braccia, con un balzo in avanti ed una piroetta annullò l'attacco di uno dei tre khai e lo colpi con due fendenti mentre continuava a girare. Era come se le lame lo guidassero in una specie di danza, i suoi movimenti erano diventati più leggeri e aggraziati proprio come se ballava mentre combatteva. Gli altri due khai tentarono di aggredirlo assieme dai lati, prontamente rotolando all'indietro e tirò un calcio ad uno dei due khai che gli strappò via qualche brandello di vesti nel tentativo di picchiarlo. Si rimise in piedi e sempre eseguendo quella strana danza balzò in alto, su come non mai giungendo alle spalle del khai scaraventato dal calcio che si rialzò fulmineo a colpire di nuovo Kragh ma questa volta le lame furono cosi rapide che neppure Kragh capi per un istante cosa accadde. Il khai ora era sprovvisto di entrambe le braccia staccate in un istante dalle lame, odore di sangue e carne bruciata arrivò cosi d'impatto a Kragh che gli fece perdere per qualche istante la concentrazione, l'altro khai si stava avventando alle sue spalle, si girò piu in fretta che poteva ma ormai gli era addosso quando all'improvviso si apri in due, Eric spuntò dietro la figura della creatura con un espressione spavalda. Nel frattempo l'altro khai lancio un terrificante urlo, tutte le vittime del villaggio iniziarono ad alzarsi da terra, kragh sferrò l'ultimo colpo a quell'orrida bestia troncandogli la testa.
"Maledizione, Eric bisogna eliminarli prima che si rialzino tutti svelto!"
Detto questo si mise a correre in direzione di un gruppo di vittime che erano in preda a delle convulsioni.
kragh per qualche istante era come posseduto, chissà da dove arrivava qul potere ma in fondo ad eric importava poco, l'imoportante era essersi sbarazzati dei khai, e poi il potere di kragh tornerà utile in un secondo momento. ora bisognava eleminare tutte le perone ferite dai khai, erano parecchie, non c'era tempo da perdere, se quelle persone completavano il processei di trasformazione sarebbe stato un disastro, kragh aveva già iniziato a uccidere i feriti, kragh gli aveva etto di sbrigarsi....certo, non voglio altri khai in giro!.... rispose eric, poi strise la spada e andò incontro ad un ragazzo preso dalle convulsioni e lo finì con un colpo di spada la petto, poi fece lo stesso con un anziano e con tante altre persone, donno, bambini, erano molti forse 30 o ancora di più, questa vota i khai avevano fatto una srtage, chissà qunte altre persone sarbbero morte se eric e kragh non fossero stati li al mometo giusto....crddo siano finiti!!! gridò eric per farsi sentire da kragh, ma poi sentù un rumore, si girò e un uomo ormai copletamente strasformato stava per saltargli addosso eric lo colpì al busto metre qusto saltava e lo spezzò in due....ora sono finiti!.....
Davanti a lui tre persone, due uomini e una donna.
L'uomo che gli porgeva la mano era alto, robusto, con dei capelli nero corvino e dei penetranti occhi blu. Indossava una toga rossastra con delle strane effigi.
Sorrideva,a Kire quel sorriso parve familiare e rassicurante.
Strinse la mano all'uomo e ricambiò il suo sorriso.
Si avviarono verso gli altri e e man mano che camminavano al ragazzo pareva di vedere sempre meglio dove si trovava; era nella stanza di Cristallo, a Mahl Dahai.
Conosceva quella stanza, ci era entrato moltissime volte, ma come faceva ad essere li, ora.
L'uomo a cui aveva stretto la mano gli fece cenno di sedersi. Kire si accomodò su una sedia.
Davanti a lui c'erano tre persone. L'uomo al quale aveva stretto la mano, una donna dai capelli rossi e lunghi e un uomo avvolto in un mantello nero.
La donna si alzò, e guardò il ragazzo come se si aspettasse una domanda da parte sua. La domanda non tardò ad arrivare
-Dove sono?- chiese il Kire
Sul volto della donna si disegnò un tiepido sorriso
-Ti trovi ad Highdelly Garden-
-Che cos'è questo posto- chiese il ragazzo sempre più nervoso
-Aspetta, una cosa alla volta ragazzo- disse l'uomo avvolto nel mantello.
L'uomo si voltò verso gli altri e molto probabilmente fece qualche conversazione menale con loro. Poi fece un cenno d'assnso e guardò nuovamente Kire
-Bene Kire, torniamo a noi- disse -Ho saputo che Shanazy sta tentando qualcosa di losco con le magie proibite, giusto?-
Kire fece un cenno d'assenso
-Ora come ora non puoi fare niente per fermarlo, ma forse puoi rallentare i suoi esperimenti- continuò
-In che modo...- chiese il ragazzo
-Questo non sappiamo dirtelo- intervenne la donna, che nel frattempo si era alzata in piedi ed aveva cominciato a vagare per la stanza.
-Ma possiamo in qualche modo aiutarti a scoprirlo. Tieni!- disse lancandogli un oggetto simile ad un medaglione. Era una collana con un pendente in pietra nera.
-Mostralo ad Andra, capirà-
Silenzio.
Improvvisamente la stanza di Cristallo scomparve e poi al suo posto ricompare un salone buio, sembrava quasi il sotterraneo di un castello.
-Che diavolo...- balbettò Kire
-Non preocuparti...è normale- disse l'uomo a cui aveva stretto la mano...
-Normale?- disse sempre più agitato il ragazzo
-Si, questo è il tuo primo viaggio qui?-
Kire non sapeva che cosa rispondere.
-Penso di si...- disse infine
-Capisco...-
-In ogni caso volete spiegarmi dove diavlo mi trovo?-
La donna si avvicinò a lui. Kire riuscì a scorgere in lei qualcosa di rassicurante.
-Higdelly Garden, il giardino dei sogni. Questo posto esiste solamente durante il sonno, qui tutto e niente si equivalono. Niente può essere creato o distrutto qui. La tua mente crea le immagini, e qui diventano realtà-
-Vuoi dire che questo è solo un sogno?- chiese Kire
-Non proprio- si intromise l'uomo avvolto nel mantello -Se un mago di alto livello riesce ad entrarvi volontariamente può comunicare con le altre anime presenti.-
-Vuoi dire che...-
-Si...vedo che finalmente hai capito...-
A Kire sembrava tutto assurdo, voleva svegliarsi e accorgersi che era stato tutto un bruto sogno.
-Il nostro tempo giunge al termine ragazzo mio, ma qualcosa mi dice che ci rivederemo presto-
-Ditemi almeno i vostri nomi...- chiese il ragazzo
I tre fecero un inchino e dissero il loro nome
-Hertyr Harros- disse l'uomo dai capelli corvini
-Denyn Deathlok- disse qullo incappucciato
-Raisha Siren- disse la donna
Kire si svegliò di sporassalto al campo allestito per la notte da Ennir e i suoi. Erano senza i cavalli ed erano già sulle montagne della barriera.
Quanto diavolo ho dormito? Se veramente era solo un sogno pensò.
-Finalmente ti sei sevgliato- disse Klain in tono di disprezzo
-E'già da un paio di giorni che siamo sulle montagne, e tu hai dormito tutto il tempo- continuò lui
Davvero ho dormito così tanto? Che diavolo, dov'è Ailyn... pensò Kire non vedendo la ragazza accanto a lui o vicino alla zona tenuto sotto controllo da Klain.
Poi la intravide, era seduta vicino ad un masso, non lontano da loro, era sveglia. Kire si chiese che cosa era successo durante quella speci di sogno che aveva avuto.
Strinse la mano e sentì qualcosa tra le sue dita, era la collana. La collana che gli aveva dato quella donna.
Deveva parlarne ad Ailyn, sicuramente era più ferrata di lui sulle note di magia.
Si guardò attorno e vide che Klain era distratto, ne aprofittò e si mosse lentamnte verso la ragazza.
Quando le fu vivino iniziò a parlare a bassa voce, fortunatamente Klain era ancora girato
-Spero di non essermi perso niente di spettacolare mentre dormivo, ma non ho menneo capito se quello che ho fatto era davvero un sogno...-
Quando Ailyn vide Kire aprire gli occhi si sentì di colpo sollevata. Aveva temuto il peggio.
Kire si era addormentato due giorni prima....o meglio era caduto in uno strano stato da cui nessuno era riuscito a svegliarlo, al punto che quando avevano lasciato i cavalli al villaggio di Esteila e avevano iniziato ad avventurarsi sulle montagne della Barriera uno dei soldati era stato costretto a portarlo a peso morto sulle spalle. Dopo un lungo giorno di marcia si erano accampati sulle dure rocce del Passo del Lupo. Klain aveva cercato di svegliare Kire, ma senza risultati; Ailyn lo aveva visto sferrargli violenti calci nello stomaco, tanto che Ennir stesso era intervenuto a fermarlo. "Shanazy lo vuole vivo", aveva detto. Quella notte il freddo sferzante era stato quasi insopportable, e Ailyn aveva iniziato a tremare. Vedendola in quello stato, Ennir aveva ordinato ad uno dei soldati di darle un pezzo di carne secca. Era poco, ma le aveva consentito di andare avanti almeno per un'altra giornata. Il giorno dopo era stato, se possibile, ancora peggiore del precedente. Da nord aveva iniziato a soffiare un vento freddo e umido, che pentrava fin dentro le ossa. Ailyn aveva fatto fatica a tenere il passo dei soldati, e per tutto il tempo non aveva fatto altro che pensare a Kire che non si svegliava. A metà della giornata il sentiero che stavano seguendo era diventato una discesa ripida e scoscesa; avevano superato il punto di massimo altezza e stavano scendendo verso la Valle di Farn. Quando aveva visto il sole tramontare dietro le cime delle montagne e aveva sentito Ennir ordinare ai suoi uomini di preparare l'accampamento per la notte, Ailyn si era gettata pesantemente a terra, stremata, e si era seduta accanto ad un masso. Avrebbe voluto dormire, ma non ci era riuscita; era preoccupata per Kire, e si chiedeva cosa avrebbe fatto se lui non si fosse svegliato fino a Caer...e se fino ad allora sarebbe rimasto in vita.
Ma poi aveva visto il ragazzo dai capelli rossi aprire gli occhi, strisciare furtivamente sul terreno verso di lei, e parlarle, come se si fosse semplicemente svegliato da un lungo sonno. Sembrava stare abbastanza bene.
"Che diavolo ti è successo?" gli chiese a bassa voce, controllando che Klain non la sentisse nè vedesse. "Hai dormito per due giorni interi, e non sono riusciti a svegliarti in nessun modo. Siamo a più di metà del passo, e domani pomeriggio al massimo scenderemo nella Valle di Farn."
-Che diavolo ti è successo?- gli aveva chiesto Ailyn
Vorrei saperlo anche io pensò il ragazzo.
-Hai dormito per due giorni interi, e non sono riusciti a svegliarti in nessun modo. Siamo a più di metà del passo, e domani pomeriggio al massimo scenderemo nella Valle di Farn- continuò lei
Dannazione, siamo già così vicini alla valle
Kire si guaò attorno e vide che Ennir stava nuovamente convocando tutti i suoi soladti, compreso Klain. Ora avrebbe potuto parlare con Ailyn.
Vide allontanarsi il mago Klain; quando finalemnte attorno a loro non c'era più nessuno, Kire si rivolse alla ragazza.
-Non so dirti con precisione quello che mi è accaduto, posso solamente dirti che non penso che sia stato solamente un sogno-
si fermò un attimo, si mise a riflettere sulle parole che gli avevano detto qulle persone, sopratutto i loro nomi, gli rimbombavano nella testa.
-Senti Ailyn, sicuramente tu hai più nozioni sulla magia di me- sospirò -Nel mio "sogno"- pronunciò l'ultima parola con un tono strano -Ho incontrato delle persone, e queste persone mi parlavano, come se non fosse solamente un sogno-
si guardò attorno
-Quelle persone...mi sembrava di conoscerle, i loro omi mi erano familiari....dannazione nn ci capisco più niente-
Notò che aveva cominciato a tremare, non di freddo, ma di paura. Era la prima volta che aveva paura. non l'aveva mai provata prima, nemmeno durante un combattimento.
Ailyn non capiva bene quello che Kire le stava dicendo; non aveva idea di cosa potesse significare quello strano sogno.
"Forse qualcuno ti ha contattato telepaticamente durante il tuo lungo sonno...può darsi che un telepate con grandi poteri sia capace di raggiungerti anche da molto lontano...altrimenti, Kire, non saprei proprio cosa..."
Smise di parlare quando si accorse che Kire stava tremando. Sembrava spaventato e disorientato, e nel vederlo così Ailyn provò una lieve stretta al cuore.
"Sta' tranquillo, Kire. Scopriremo cosa vuol dire il tuo sogno, e se si tratta solo di un sogno o di qualcos'altro."
Lo guardò intensamente negli occhi, e cercò di comunicargli una sensazione di sicurezza.
Sono io la prima ad essere insicura, sono io la prima ad avere paura e cerco di dare sicurezza a Kire? E' assurdo tutto questo...
Scacciò immediatamente quel pensiero; non era il momento adatto per mettersi a fare pensieri stupidi.
"Ora dobbiamo pensare solo a fuggire, Kire. Quando saremo in salvo mi racconterai meglio del tuo sogno, ma adesso non c'è tempo, e se parliamo troppo tra noi desteremo i sospetti di Klain, o di qualcun'altro."
Gli sorrise debolmente.
"Non dimenticare il tuo piano di fuga, mi fido di te."
Ailyn lo guardò negli occhi, poi sorrise debolmente, voleva rassicurarlo.
Kire tentò di ristabilire la sua sicurezza, anche se non con molti risultati positivi.
Dopo alcuni minuti, quando il ragazzo si sentì più sicuro di se, rirpese a parlare
-Hai ragione Ailyn, debbiamo pensare al piano. Domani sera quando saremo nella valle di Farn, con il favore delle tenbre metteremo in atto il piano-
Si guardò attorno e vide che Ennir e Klain si dirigevano verso di loro
Kire vide Klain sussurrare qualcosa all'orecchio di Ennir, il quale poi intimò al ragazzo di alzarsi
Ennir lo scrutò per alcuni istanti, poi si rivolse al ragazzo
-Non tentare trucchetti con me-
-A cosa ti riferisci- ribattè il ragazzo
-Non fare il finto tonto. Hai finto di addormentarti due giorni fa...hai resistito ai calci che ti ha sferrato Klain, hai davvero una grande resistenza al dolore- sgghignò -Questi trucchetti con me non funzionano Kire, dovrai torvare qualcosa di meglio-
Si voltò e prese da una borsa di pelle che gli porgeva un suo soldato due pezzi di carne secca, non molto grandi
-Prendete- disse lacinado un pezzo a lui e l'altro ad Ailyn -Non sia mai detto che non vi abbiamo nutrito....- si voltò e se ne andò ridendo
Kire addentò avidamente il pezzo di carne; in poco tempo ebbe terminato il suo "pranzo".
Si distese con la schiena sull'erba e si mise a guardare le nuvole nel cielo
-Stasera poiverà...- disse il ragazzo -Spero almeno che ci facciano dormire sotto un albero...-
Ci volle una abbondante mezzora per riuscire a ripulire la città dai corpi dei khai e delle loro vittime ma ora il pericolo era scampato. Gli abitanti avevano iniziato a riapparire fuori dai loro rifugi, alcune persone iniziarono a caricare alcuni abitanti su dei carri mentre un corteo di conoscenti si disperava di fronte a questo macabro spettacolo, alcune volte con sguardi lancinanti di rabbia rivolti ad Eric e Kragh che poco dopo cambiavano in espressione di rassegnazione mista a gratitudine per poi risfociare in pianto. Pochi tra gli abitanti che si fecerò forza morale ammucchiarono i khai deceduti in una vasta zona e li bruciarono lasciando che il fuoco distruggesse le loro carni; l'odore di carne bruciata si levò in alto nel cielo, complice il lieve vento che spingeva da sud. Ormai la sera era sopraggiunta, camminare la notte lungo un passo sconosciuto non sarebbe stato molto prudente, Kragh lo capii chiaramente. Inoltre avevano da riprendere le energie entrambi prima di dover proseguire.
"Credo che sia meglio se ci fermiamo qui per la notte, ormai si è fatto tardi per arrivare a Salakiev. Tu cosa ne dici?"
In lontananza la gente tornava alle proprie abitazioni venendo dal cimitero.
Dopo aver parlato con Kire, Ailyn si distese, si avvolse come al solito nel suo mantello e cercò di addormentarsi. Non mangiò il pezzo di carne che le era stato dato, ma preferì conservarlo per il giorno seguente, quando avrebbe avuto bisogno di tutte le sue energie per fuggire.
Quella notte cadde una pioggia gelida e violenta, e al mattino si alzò un pallido sole circondato da un'umido strato di foschia.
Se anche stasera ci sarà la nebbia sarà più facile fuggire...
Il cammino proseguiva in discesa; poco dopo mezzogiorno furono fuori dal passo, e si addentrarono in una foresta. Quel luogo era terribilmente familiare ad Ailyn: era la foresta che si estendeva tra la Rocca di Farn e il Tempio di Lemuria.
Così tante cose sono cambiate dall'ultima volta che sono stata qui...io stessa sono cambiata così tanto...
Ailyn si aspettava che il gruppo si dirigesse subito a nord, in direzione di Zael. Ma notò che invece deviava verso sud, e si avvicinava alle rovine della Rocca. Si chiese per quale motivo, e la risposta le venne quasi immediatamente, quando sentì Klain parlare ad uno dei soldati.
"Dobbiamo raggiungere al più presto l'avamposto della Rocca. Prima potremo prendere i cavalli, prima arriveremo a Zael."
A quelle parole Ailyn sentì rabbia e dolore invaderle l'animo.
Quei maledetti di Zael! Hanno installato un avamposto sulle Rovine della Rocca di Farn...quella che era la mia casa...e quella di Renth, e di tutti gli altri maghi di Farn...l'hanno distrutta e poi usata per i loro scopi, maledetti bastardi!
Nel pomeriggio erano talmente vicini alle rovine che Ailyn riusciva a scorgerle all'orizzonte. I suoi occhi si riempirono di lacrime, ma continuò a camminare in silenzio, cercando di contenere la rabbia.
Poco dopo, quando il sole stava per tramontare, Ennir diede l'ordine di accamparsi. Cercando con tutte le sue forze di nascondere il dolore che provava, Ailyn lanciò un breve sguardo di complicità a Kire.
Il sole stava tramontando, Kire scorse il cenno di Ailyn
Ok, aspettiamo che il sole sia tramontato e poi metteremo in atto il piano. Se fuggiamo ora, forse riusciremo ad arrivare al tempio. Li dovremmo essere al sicuro per qualche tempo... Kire lanciò quel messaggio telepatico alla ragazza
Aspettarono qualche minuto, finchè in solo non scese dietro la linea dell'orizonte.
Ora provo a scigliere le mie corde...
il ragazzo si guardò attorno, vide che Klain stava parlando con Ennir, doveva fare in fretta, doveva riuscire a liberarsi prima che Klain se ne accorgesse, e doveva liberare anche Ailyn.
Si concentrò, sentì che ne suo palo si stava concentrando l'energia necessaria per creare un piccolo globulo di fuoco. In pochi istanti la corda che gli teneva legate la mani fu sciolta. Ripeteè veloceente lo stesso processo e liberò anche le gambe.
Approfittando del fatto che Klain stava ancora parlando con Ennir, ilr agazzo raggiunse velocemnte Ailyn, che era a pochi passi da lui, e la liberò dalle corde.
Ora viene il divvicile. Devo recuperare la mia arma
Su guardò attorno. Poi intravide la sua spada, l'aveva legata alla cintura Ennir, e Klain aveva in mano il pugnale di Ailyn.
Dananzione, ora dovrò giocare d'astuzia
Kire si alzò e si avviò con passo sicuro verso i Ennir e Klain, che erano talmente presi a parlare che non si erano accorti che lui e Ailyn erano riusciti a liberarsi.
Ascoltò per qualche istante i discorsi dei due
-Vorse dovremmo dirigerci direttamente a Caer, senza fermarci qui all'avamposto di Farn- farfugliava Ennir
-E'necessario, con i cavalli saremo più veloci- ribatteva Klain
Kire aprofittò dell'attimo di distrazione di Ennir e gli si gettò addosso, riuscendo a sottrargli la spada
-Che diavolo...coma hai fatto- disse carico d'ira Klain
-Si chiama astuzia, mago dei miei stivali- ribattè Kire che nel frattempo teneva Ennir come scudo dinanzi a se.
Poi spinse il condottiero in avanti, vacendolo cadere, si gettò sul mago e gli prese il pugnale.
Si voltò e corse verso Ailyn
-Tieni- disse laciandole il pugnale.
Si voltò poi verso Ennir, Klain e altri soldati che erano accorsi e disse
-Ora siamo ad armi pari...-
Alcuni soldati si lanciarono contro di lui, ma con dei rapidi fendenti riuscì a respingere i loro attacchi.
Ora rimanevano solo Ennir, Klain e altri due soldati...
Finalmente era libera da quelle corde. Appena Kire le lanciò il suo pugnale Ailyn si alzò in piedi e come una furia corse ad aiutare il ragazzo, che aveva già messo a tappeto parecchi uomini e ora si trovava a combattere contro Ennir, Klain e altri due soldati.
Occupati subito di Klain, è l'unico che può vedermi se uso l'incantesimo di invisibilità...
Cercò di lanciargli quel messaggio telepatico, poi formulò l'incantesimo e si lanciò all'attacco di uno dei due soldati. L'uomo aveva sfoderato la spada, ma non riusciva a vederla e sembrava in difficoltà.
"Maledizione Klain, dimmi dove sta quella piccola bastarda!", gridò il soldato, ma Klain era impegnato con Kire, ed ebbe un attimo di ritardo nella risposta...
"Dietro di te!"
Il soldato si voltò, ma Ailyn si era già abbassata ed evitò con facilità il fendente che lui le stava sferrando. Poi con un colpo rapido e sicuro conficcò il pugnale nel polpaccio dell'uomo, precisamente all'altezza del tendine, che si lacerò. Un fiotto scuro di sangue sgorgò immediatamente dalla profonda ferita, e l'uomo cadde a terra urlando di dolore. Ailyn gli sferrò un calcio nello stomaco.
Dannati bastardi.
Recuperò il pugnale e si lanciò sull'altro soldato con tutta la rabbia che aveva accumulato e represso durante quei lunghi giorni in cui era stata prigioniera. Per prima cosa cercò di ferirlo all'avambraccio destro, in modo che fosse costretto a lasciar cadere la spada. Ma quel secondo soldato era più robusto del primo, e il pugnale non penetrò abbastanza a fondo nella carne. L'uomo imprecò per un attimo, ma si riprese quasi immediatamente e sferrò verso Ailyn un colpo di spada. La ragazza fu colta alla sprovvista e non riuscì a schivare in tempo; fu colpita di striscio alla spalla sinistra e scivolò a terra.
Per un secondo temette che il dolore le avrebbe fatto perdere la concentrazione e che l'incantesimo d'invisibilità si sarebbe spezzato. Ma la ferita non era profonda, e il dolore sembrava sopportabile.
"A terra di fronte a te!"
Ailyn sentì Klain che gridava al soldato. L'uomo era sopra di lei: alzò la spada e abbassò con violenza la lama, ma Ailyn rotolò da un lato, e il soldato si ritrovò inaspettatamente a colpire il duro terreno. Ailyn approfittò di quell'attimo per rialzarsi, e spingere con forza il pugnale nel fianco sinistro dell'uomo. Anche il secondo soldato cadde a terra.
E sono due.
Aveva l'affanno. Alzò lo sguardo e vide che i soldati che Kire aveva messo fuori combattimento poco prima stavano per riprendersi. Intanto il ragazzo era ancora alle prese con Klain e Ennir.
Dobbiamo sbrigarci, o non riusciremo a fuggire!
Kire era alle prese con Ennir e Klain. I due erano abili e molto probabilmente erano abituati a lavorare in coppia, un mago e un guerriero erano una coppia molto forte.
Più volte Kire era riuscito a ferire sia il mago che l'abile guerriero, ma non era mai riuscito a mandarli al tappeto.
Finalemnte dopo vari tentativi, riuscì a colpire alla gamba Ennir, che per il dolore si piegò e cadde in ginocchio. Nel frattempo Klain dava le indicazioni agli altri soldati sulla posizione di Ailyn.
Kire riuscì a colpire anche lui, purtroppo non in modo grave, gli procurò solo un taglio sulla coscia sinistra.
Mentre era alle prese con Klain, Ennir si era rialzato e tentava di colpirlo con dei rapidi fendenti laterali.
In un attimo di distrazioen il ragazzo fu colpito alla alla spalla dalla spada del guerriero. Il dolore non era forte, ma dovevano terminare im fretta quella lotta perchè i soldati di Ennir si stavano riprendendo.
Kire percepì il messaggio di Ailyn, e cercò di accelerare i suoi movimenti. Cercava di colpire il mago e il guerriero li più velocemente possibile per evitare che contrattaccassero, ma non era sufficiente.
Poi il ragazzo sentì qualcosa nella tasca della sua giacca, era la collana che gli avevano dato quelle persone ad Highdelly Garden.
Nella sua mente tutto divenne più chiaro. Si allontanò da Ennir e Klain e si avvicinò ad Ailyn, attese qualche secondo che i due si dirigessero verso di loro.
Ailyn, non guardare la luce direttamente... inviò quel messaggio alla ragazza che gli stava difianco. Alzò la spada, pronunciò le parole di un incantesimo, e dalla sua lama si sprigionò una luce intensissima, appena si attenuò il ragazzo intravide i corpi incoscienti di Ennir e dei suoi soldati distesi a terra. Klain era ancora in piedi; mosse qualche passo barcollante verso di loro
-...no...battuto da un mago da quattro soldi....con un incantesimo...basilare...- disse prima di cadere al suolo svenuto come gli altri.
Kire guardò Ailyn negli occhi e disse
-Ce l'abbiamo fatta. Ora possiamo dirigerci verso il tempio- poi guardò Ennir -Loro rimarranno svenuti almeno fino a domani mattina. Sbrighiamoci-
...hai ragione kragh, non è il caso di intraprendere il viaggio ora, inoltre guarda!... disse eric indicando il cielo... si sta preparando un temporale, sarà qui tra poco, troviamoci uan locanda e riposiamoci... appena finì di parlare eirci cominciò a camminare, il villagio era gremito delle persone che tornavano dal cimintero, eric fermò una giovane ragazza, col volto bagnato dalle lacrime.
E: scusa?
R: d-di-ditemi?
E: stiamo cercando un alloggio per questa notte, puoi indicarci una locanda?
R: ma, ma voi siete i due uomini che hanno combattuto contro i khai?
E: puoi indicarci una locanda?
R: avete slavato il villaggio anche se a caro prezzo, cosa vi ha spinto a richiare la vostra vita?
E: ragazza?! hai sentito la mia domanda? una locanda? dove possimo trovarla?
R: vedo che non siete un uomo di molte parole, una locanda dite? ecco! quella là! quella con le botti fuori dalla porta!
E: bene, ti ringrazio...
eric stava per riprendere a camminare quando vide una lacrime scendere sul volto della ragazza, non sopportava la vista delle ragazze mentre piangono.
E: che hai?
R: sono sola?
E: sola?
R: oggi ho preso tutto la mia famiglia, i miei genitori e mio fratello maggiore...
E: mi dispiace, qual'è il tuo nome?
R: s-so-soyara, signore
E: dimmi soyara, quanti anni hai?
R: se-se-se- sedici, signore
E: soyara?
R: si?
E: fatti forza, il modo è duro e crudele, ma non devi mollare!
R: lo terrò a mene?
E: bene! addio soyara e grazie dell'aiuto
R: addio? non vi fermerete?
E: no, siamo in viaggio, passeremo qui solo la notte, partiremo domai mattina, ora torna a casa, si sta preparado un temporale.
R: addio signore!
E: addio!
eric stava per andarsene quando la ragazza lo tirò per la giacca, eric si girò
R: qual è il tuo nome?
E: eric.
R: non me lo scorderò.
la ragazza corse via, ed eric riprese a camminare....su kragh, faccimo presto... forse non era stato prudente dare il proprio nome a quella ragazza, infono eric era un ricercato anche li, ma infondo si sarebbero fermati ancora poco ore, e la gente del villaggio aveva altro a cui pensare in questo momento. eric entrò nella locanda, era pulita anche se un po in disordine, era compresibile dopo tutti i problemi successi, si avvicinò al locandiere, era un uomo robusto e anzniano, aeva un espressione abattuta e triste, aveva sicuramente perso qualcuno di caro.
E: una stanza
L: ma, ma, ma voi siete...
E: si! ma non abbiamo tempo da perdere
L: avete ucciso tante persone oggi!!
E: non devo dare spiegazioni a te! era necessario
L: necessario, necessario, sempre questa parola
E: ringrazia che sei vivo vecchio! ora la stanza!
L: che serve prendersela... ecco la vostra stanza, la numero 7!
E: ora si comincia a raginare, quanto le devo!
L: 12 monete di bornzo!
eric appoggiò stizzito le monete sul tavolo e poi salì le scale seguito da kgragh. aprì la porta della stanza, c'erano duel letti e sembrava accogliente, eric appoggiò su una sedia la sua giacca e si sedette sul letto e si levo gli anfibi e poi si stese...kragh? partiremo domani mattina alle prima luci dell'alba!... eric tento di riposare ma il suo sonno era disturbato da un pensiero, continuava pensare a desper, orma era sicuro, desper era la ragazza che aveva incontrato due anni prima in quel bosco, Eric non potrà mai dimenticare quel giorno in cui incontrò desper per la prima volta, era un'altra delle altre colpe che aveva tentato di dimenticare ma che ancora si portava dietro come un fardello. Erano passati due anni da quel giorno ed eric se lo ricordava come fosse successo pochi minuti prima, la notte era scesa da poco ed eric dopo aver avuto uno scontro con i soliti cacciatori di taglie stava camminando in un bosco per trovare un po' di riposo, ormai era giunto al centro ma voleva camminare fino al mattino, non era prudente accamparsi li, sentiva che c'erano altre persone sulle sue tracce ed era troppo stanco e ferito per poterle affrontare. Si fermò solo qualche minuto per dare un'occhiata in giro poi riprese a camminare quando senti un forte urlo e poi un ruggito, si girò di scatto verso destra e vide una giovane ragazza combattere contro un khai, eric la guardò per qualche secondo incuriosito, la ragazza se la cavava bene contro quella belva e continuava a urlargli qualcosa a proposito di un villaggio distrutto.....forse dovrei aiutarla, ma forse questi non sono affari miei dopotutto cosa m' importa di quella ragazza, non posso perdere tempo tra poco i cacciatori di taglie saranno qui, devo sbrigarmi a uscire da questo bosco..... pensò eric, poi diede un ultima occhiata alla ragazza e se ne andò. Stava già camminando da una decina di minuti ma il pensiero di quella ragazza continuava a tornargli in mete.....forse andarmene non è stata la cosa giusta, devo tornare indietro.... Eric si precipitò di corsa indietro sperando di trovare ancora la ragazza, arrivò sul posto e vide la ragazza a terra, e il khai non c'era più. La ragazza si alzò in piedi, eric le si avvicinò e lei si girò di scatto, il volto sempre serio e inespressivo di eric era ora stupito ed inorridito, la ragazza sembrava si stesse trasformando in khai ma la sua metamorfosi pareva esseri fermata, ora era una bizzarra creatura......cos'hai da fissarmi così? dov'è, dov'è, dov'è, ahh non ricordo con chi stavo combattendo! Devo essere svenuta!!...... disse la ragazza. Eric la guadò e disse....scusami.... si girò per poi andarsene a passo svelto.....scusa per cosa? Chi sei? Hai sentito? Chi sei!!????.... strillò la ragazza, se ancora così la si poteva chiamare. Eric ormai era lontano ma il rimorso non lo abbandonava...... la vita di quella ragazza è rovinata, e ancora una volta è colpa mia, ancora una volta non ho fatto niente, forse sono io che non merito la vita......continuava a ripetersi eric. Ora a distanza di due anni eric aveva rincontrato quella ragazza, desper, si era proprio lei, non aveva dubbi, eric voleva rimediare alle sue colpe, era per questo motivo che a yera aveva rischiato al vita pur di salvare quella di desper,ed era per questo ce eric voleva trovare un rimedio per far tornare desper umana, si sentiva responsabile di quello che le era accaduto, ma ora non era il momento di pensarci era già sveglio da troppo, fuori c'era il temporale ed eric aveva bisogno di riposarsi per il viaggio....
Desper non riusciva più a controllare il suo corpo, era diventata una nuova creatura senza cuore e senza ricordi e la vecchia Desper era come imprigionata senza la capacità di opporsi al mostro che era diventata.
La scienziata le si avvicinò e le disse:-io ti ho creata, sono tua madre e risponderai solo ai miei ordini ed ora vieni con me...- la portò in una stanza simile ad uno spogliatoio e le ordinò:-mettiti quei vestiti- e Desper obbedì, si mise un'armatura dell'esercito di Zael e seguì la scienziata in un'armeria dove le venne data una nuova spada.
La scienziata le parlò ancora:- io mi chiamo Samantha e tu? Ti devo trovare un nome- Desper rispose con una voce quasi robotica:-Un nome ce l'ho già, mi chiamo Desper...- -Desper... mmm... Può andare...- pensò ad alta voce Samantha poi continuò:-ricordi i tuoi compagni? La maga, l'ex mago di Zael, il gigante e l'altro tizio ricercato...-
-si, li ricordo...- rispose Desper, gelida:-quello che devi fare- disse ancora Samantha:-è trovarli e portarli a Caer, se oppongono resistenza annientali...- Desper annuì poi la scienziata aggiunse:-io verrò con te fino a Caer poi li cercherai da sola, ok?- e partirono subito per Caer.
Quando arrivarono Samantha portò Desper al cospetto di Shan e gli disse:-questa è la nuova arma di Zael- Shan osservò Desper che quando lo vide si ricordò per un momento di ciò che era accaduto al fortino di Glode, dopo un po' disse:-lei non è una delle persone che si erano infiltrate a Glode?- -esattamente, ma adesso è una creatura diversa al servizio dei maghi di Zael... Lei cercherà i suoi compagni e li porterà qui...- rispose Samantha:-stupefacente...- disse Shan:-bene... Sarai ricompensata, Samantha... Ora va...- Samantha fece un inchino e uscì seguita da Desper che la sentì mormorare:-non mi ricompenserai mai come desidero, Shan...- Desper la osservò e subito capì cosa intendeva quella donna, pensò "Esseri umani... creature deboli... L'unico modo per soppravvivere è quello di rinunciare ai sentimenti... Stupida donna, non lo capisci che questo amore non corrisposto ti danneggerà soltanto?" poi Samantha le disse:-devi cercarli, figlia mia... Compi la tua missione, tu che sei estranea ad ogni sentimento...- annuì e partì subito verso la Valle di Farn. Camminava e pensava "come è possibile che quella donna mi consideri una figlia? è solo una pazza, pazza e innamorata... Come è possibile che io prenda ordini da esseri simili? Credo che li accontenterò ugualmente... Troverò i miei ex compagni e li porterò a Caer e quando li avranno tolti di mezzo potrò ribellarmi ai miei creatori..." dopo aver pensato a questo la vecchia Desper riuscì a tornare per qualche secondo e sguainò la spada nel tentativo di uccidersi, ma la nuova Desper riprese il controllo del corpo ed ebbe un'idea... -la mia parte debole potrebbe essere un'ottima difesa- si disse e riprese a camminare, aveva superato Mahl Dahai; entro qualche giorno avrebbe raggiunto il Tempio di Lemuria. "certo avrei bisogno di esercitarmi un po' " pensò poi vide una famiglia di 4 persone (2 genitori e 2 figli) che stavano viaggiando verso Caer:-è quel che fa per me!- si disse e si avvicinò alla famigliola che, vedendola, si fermò per capire se era una minaccia o meno. -che intenzioni hai?- le chiesero i 2 genitori:-io veramente...- iniziò Desper:
-volevo divertirmi un po'- poi estrasse fulminea la spada e mozzò la testa al padre, la madre lanciò un urlo e i 2 figli, che erano solo dei bambini di 4 o 5 anni, iniziarono a piangere. Desper appoggiò una mano al suolo e poco dopo delle piante spinose stritolarono la madre. Restavano i 2 bambini che, disperati, non sapevano più che fare:
-bambini- disse Desper:-non disperate; io, in fondo, possiedo un briciolo di pietà...- -ci lascerai andare?- chiesero gli altri 2, Desper innarcò un sopracciglio e rispose:-a essere sinceri pensavo di farvi raggiungere i vostri genitori...- rise e squarciò il petto di uno dei 2 bambini, l'altro stava cercando di allontanarsi ma Desper alzò una mano verso di lui e subito si immobilizzò:-piccolo furfantello, che fai? Scappi?Stai buono un attimo mentre ti preparo la morte- borbottò al piccolo bambino immobilizzato dai nuovi poteri di Desper che spezzò il ramo di un albero e, sempre usando i suoi poteri, lo affilò... Fece un sorriso sadico e impalò brutalmente il bambino, il cui sangue le schizzò sul viso, che non era comunque morto:-ecco!- disse compiaciuta della sua opera:-così i corvi ti mangeranno gli occhi, sempre che prima qualche khai non ti mangi le budella. Ciao, ciao...- e se ne andò spesieratamente consapevole del totale controllo sul suo corpo e anche sulla vecchia Desper che non poteva nulla contro quel mostro senza sentimenti. Si passò la mano sul viso, ripulendosi dal sangue che leccò con piacere. La nuova Desper sentì quella vecchia in un angolino della sua testa urlare disgustata:-cosa sono diventata?!- ma era lontana e piccola e stava scomparendo lentamente.
Kragh si diresse alla locanda dove precedentemente all'attacco dei khai stavano chiedendo informazioni per il passo del corvo, Eric era rimasto un pò indietro farfugliando qualcosa ad una ragazzina che sembrava non volersi staccare da lui. Poco dopo lo raggiunse e presero una stanza nella locanda, Eric si distese sul letto cercando di dormire ma Kragh preferii riscendere nuovamente per strada senza dire nulla.
Silenziosamente, si avvio verso quello che era il cimitero. Restò li fermo sotto uno spoglio albero ad osservare quella distesa di legno conficcato frettolosamente nel terreno, nel frattempo una pioggia scese dal cielo.
(Cosa diavolo sono queste creature.... perche riesco a capire il loro linguaggio...... è giusto tutto questo?..... rispondetemi!)
Nulla. Per quanto Kragh chiedeva spiegazioni nella sua mente, quelle strane voci che lo seguivano questa volta non davano alcuna risposta.
(io..... chi sono?.....)
(RISPONDETEMI!)
Ancora una volta la sua mente viene riportata in qualche luogo non definito; nuovamente un bambino in lacrime sul corpo di una donna assassinata, tra le sue mani tiene stretta un coltello che stringe anche il bambino. Kragh fece qualche passo avanti per osservare piu da vicino la scena che gli dava una sensazione familiare, il bambino si voltò di scatto estraendo dal ventre della donna il pugnale e lanciandosi contro Kragh.
"E' COLPA TUA SE LA MAMMA E' MORTA!!! TI ODIO!!"
Il bambino ferì di striscio il braccio sinistro di kragh, poi improvvisamente davanti ai suoi occhi riapparve nuovamente quel macabro steccato composto dalle fosse del cimitero. Un rigolo di sangue scivolò dal suo braccio mentre si stacenava in tutta la sua potenza una tempesta. Kragh decise di rientrare nella locanda e prepararsi alla partenza l'indomani, senza badare piu di tanto alla ferita apparsa misteriosamente.
eric si era svegliato, si sentiva abbastanza riposato, kragh era già printo per partire, eric radunò le sue cose e uscì dalla locanda senza nemmeno salutare il locandiere, voleva solo andarsene, appena fuori vide soyara la ragazza conosiuta la sera prima che si dirigeva correndo verso di lui...
E: ma chè?!
S: so chi sei razza di bastardo!![/I]
E: soyara?!
S: sei solo un mostro!! un assassino!!
E: ma di che parli!!?
S: ho visto i maifesti, sei tu il ricercato da 80.000 monete d'oro!! l'assassino!!
E: lasciami in pace!!
S: schifoso!!! tante belle parole!! ma sei un mostro!! è per colpa di quellicome te!! se il mondo è un posto terribile!!!
soyara spuntò in viso a eric, lui si pulì e prese la ragazza per il braccio
E: tu non sai nulla di me!! non sai chi sono stupida ragzzina!!
S: sei un mostro! non meriti di vivere!!!
E: forse no...
S: bastardo!! falso!!
E: vedo che la pensi come tutti gli altri! bene!! ma sarai tu a rimanere a marcire in questo posto!!! se non fosse per me ora saresti cibo per i vermi!! pensaci!! quando quesa notte rarai in casa DA SOLA!!!
soyara rimase a bocca aperta, eric la lasciò e lei cadde in ginocchio in lacrime... kragh? andiamo!...
Una luce intensissima si era sprigionata dalla lama di Kire, e un secondo dopo tutti i soldati erano a terra, storditi.
Ma che razza di incantesimo....
Ma non c'era tempo per discutere. Ailyn si voltò e iniziò a correre, addentrandosi nella foresta, in direzione del tempio; Kire la seguiva aruota.
Era ormai quasi notte inoltrata e il vento diventava sempre più umido e freddo.
Continuarono a correre per quasi un'ora, finchè non furono abbastanza lontani dal luogo i cui si erano accampati, e Ailyn ormai distrutta e completamente senza fiato iniziò a rallentare il passo.
"Dovremmo essere in salvo...almeno per ora", disse a Kire appena ebbe abbastanza fiato per parlare.
"Hai detto che i soldati non saranno in grado di inseguirci fino a domani mattina...il tempio ormai non dista molto, sicuramente riusciremo a raggiungerlo prima dell'alba."
Si fermò e si lasciò cadere a terra.
"Fermiamoci per qualche minuto, Kire."
Prese il pezzo di carne che aveva conservato dal giorno prima e con il coltello lo tagliò in due parti. Ne lanciò una metà a Kire, e l'altra l'addentò e la finì in due bocconi.
"So che è pericoloso fermarci anche solo per poco, che potremmo imbatterci in un gruppo di Khai...ma io non sono più in grado di camminare. E sono ferita. Quindi...se tu vuoi continuare vai pure, ma io devo riposare almeno un pochino."
Si appoggiò ad un albero e cercò di recuperare un po' di energie. Si sentiva debole e priva di forze.
Correvano, stavano correndo all'impazzata nella foresta. Rami, tutto sfrecciava vicinissimo alla faccia di Kire.
La sua mente era vuota, aveva quasi esaurito tutte le sue forze usando quell'incantesimo, ma almeno era servito a qualcosa.
Non riusciva apensare a nulla, era come se non avesse più coscienza di se. Le parole di Ailyn lo riportarono alla realtà
-Dovremmo essere in salvo...almeno per ora-
La ragazza di sedette a terra
-Fermiamoci per qualche minuto, Kire. So che è pericoloso fermarci anche solo per poco, che potremmo imbatterci in un gruppo di Khai...ma io non sono più in grado di camminare. E sono ferita. Quindi...se tu vuoi continuare vai pure, ma io devo riposare almeno un pochino- disse mentre spezzava in pezzo di carne che aveva conservato. Ne lanciò un pezzo a Kire.
Sospirò e si mise a guardare il ciondolo che gli avevano dato ad Highdelly Garden.
Lo strinse nella mano destra , poi si voltò verso Ailyn e scosse la testa
-Non ti lascio qui- guardò nuovamnete la pietra -Come dici il Tempio non è lontano, possiamo permetterci di riposare un po'-
Si guardò attorno e qualcosa destò il suo interesse. Un ramo spezzato, non con forza però, quasi piegato dolcemente.
Strano, i Khai spezzano con violenza tutto quello che incontrano. Posso giurare che non sono passati di qui dei Kahai
Poco più in la un altro ramo piegato allo stesso modo. Forse era niente, e non sarebbe servito a niente preoccuparsene, o forse era qualcosa di importante, e avrebbe potuto evitargli qualche scocciatura.
Scosse le spalle e disse -Niente di interessante, solo un rametto spezzato-
Estrasse la spada e ne guardò la lama, pulsava, il bainco si faceva a tratti più accecante, come se nella lame ci fosse un cuore che batteva.
Era strano, era la prima volta che pensava che un arma potesse avere un cuore, follia, quel pensiero gli fsrecciò nbella mente. Scosse la testa e rimise via la spada
-Quando sei pronta a ripartire avvertimi- disse il ragazzo rivolgendosi ad Ailyn...
A poco a poco Ailyn sentiva che le stavano tornando le forze. La ferita bruciava un po', ma ce l'avrebbe fatta a raggiungere il tempio.
Il tempio...
Non era neanche sicura che lì avrebbe trovato l'aiuto che cervava. All'improvviso si ritrovò a chiedersi per quale motivo si stava dirigendo lì....E se la persona a cui aveva intenzione di rivolgersi non le avesse dato il suo appoggio? Se non avesse acconsentito a nasconderli? Se peggio ancora...avesse deciso di consegnarli ai soldati di Zael?
In fondo non ha mai fatto nulla per me...nè per Aaron...
Aveva timore di ritornare al passato, di ricordare troppe cose dolorose...
Ma ora siamo qui...è inutile che mi faccia tante domande. Dobbiamo andare avanti.
Si liberò da quei pensieri e si accorse che Kire si guardava intorno con aria sopsetta, come se avesse notato qualcosa che non andava. Vide che aveva nel palmo qualcosa - un ciondolo, forse - e che lo osservava di tanto in tanto.
Stava per chiedergli cosa fosse, quando il ragazzo estrasse la sua spada dal fodero. La lama brillava di una strana luce innaturale.
"Cosa c'è che non va, Kire? Credi che ci siano dei Khai in giro?"
Sentiva che aveva recuperato abbastanza energie per proseguire. Si alzò in piedi.
"Io sto meglio adesso...forse dovremmo proseguire...è pericoloso viaggiare di notte in un bosco, quindi è meglio affrettarci. Ancora qualche ora e saremo al tempio."
-Cosa c'è che non va, Kire? Credi che ci siano dei Khai in giro? Io sto meglio adesso...forse dovremmo proseguire...è pericoloso viaggiare di notte in un bosco, quindi è meglio affrettarci. Ancora qualche ora e saremo al tempio.-
Il ragazzo si voltò verso Ailyn
-No, non è niente- spero disse lui
-Hai ragione, è meglio andare ora-
Ripresero il cammino attraverso il bosco. Tutto sembrava traquillo, per ora.
Si intravedeva la luna tra i fitti rami degli alberi, e a volte si udiva qualche fruscio.
Camminarono per circa un altra ora, poi finalmente iniziarono ad intravedere le pareti robuste del tempio. Erano arrivati.
Si fermarono per qualche istante all'esterno. Lo ammirarno in tutto il suo splendore. Era una costruzione magnifica, le pietre bianche rilucevano sotto i raggi della luna, a volte abbagliando quelli che, come loro, rimanevano incantati a guardarlo.
L'interno era accogliente, le pareti erano decorate con grandi arazzi che, la maggior parte delle volte raffiguravano delle divinità.
C'erano molte persone all'initerno della costruzione: mercanti, avventurieri, e probabilmente anche qualche soldato, fortunatamente per ora non vi era traccia di essi.
C'erano anche molte stanze, probabilmente "rifugi" per le persone di passaggio.
Mentre camminavano Kire sentì dei passi alle loro spalle. Inizialmente pensò che fosse solo qualche mercante che percorreva la loro stessa strada, poi quei pasi si vecero sempre più insistenti. Svoltarono ad un angolo, ed aspettarno qualche secondo per vedere se c'era veramente qualcuno che li pedinava.
Il tempio di Lemuria.
Non era esattamente come lo ricordava. Nei suoi ricordi vedeva una piccola costruzione di legno fatta di poche, umili stanze...un luogo buio e silenzioso, soprattutto di notte...
Ma erano passati così tanti anni...e ora aveva davanti a sè un edificio enorme, fatto di lucida pietra bianca che risplendeva sotto la luce lunare. Anche l'interno era completamente diverso. Un'enorme sala centrale riccamente decorata da cui si diramavano una serie di corridoi, su cui si affacciavano varie stanze, per lo più chiuse.
Attraversò la sala insieme a Kire, passando accanto a persone di ogni tipo intente a pregare o sedute a terra a riposare.
All'improvviso Ailyn si rese conto di essere osservata; c'era qualcuno che probabilmente li stava seguendo. Anche Kire sembrava essersene accorto; rapidamente svoltarono in uno dei corridoi e si nascosero dietro un angolo.
"Qualcuno ci ha notati...nella sala..." sussurrò a Kire. "Forse qualcuno di Zael che ti ha riconosciuto..."
Non fece in tempo ad avere una risposta dal ragazzo, che un uomo la afferrò per un braccio e la tirò fuori dal suo nascondiglio. Un altro fece lo stesso con Kire.
Per un attimo Ailyn ebbe un moto di paura, poi vide che i due uomini indossavano entrambi una lunga tunica blu. Erano sacerdoti di Lemuria.
"Chi diavolo siete?" disse in tono brusco uno dei due. "Avete i vestiti sporchi di sangue e siete armati. Non accettiamo gente come voi in questo tempio; questo è un luogo di preghiera e non vogliamo problemi. Andatevene immediatamente o chiameremo le guardie di Zael."
Zael? E così anche il tempio di Lemuria si è lasciato assoggettare...questo è un problema.
Kire, lascia parlare me..., cercò di comunicare telepaticamente al ragazzo.
"Devo parlare urgentemente con Kastyal Rosen" rispose Ailyn all'uomo, cercando di mantenere il più possibile un tono calmo e controllato.
"La Grande Sacerdotessa è impegnata nei riti notturni e non può essere disturbata. E comunque non perderebbe il suo tempo a ricevere gente come voi. E ora andatevene o chiameremo le guardie."
Grande Sacerdotessa...sono cambiate davvero molte cose.
"Riferitele che Ailyn Wildran desidera parlarle. Sono certa che mi riceverà. E credo che non sarebbe per niente contenta di sapere che mi avete mandata via."
L'uomo la guardò dubbioso, poi si consultò con l'altro sacerdote per qualche istante.
Ailyn cercava di apparire calma, ma non lo era. Non lo era assolutamente.
Wildran...da quanto tempo non uso più questo nome...Kire si chiederà come mai non ho detto di chiamarmi Ailyn Siren...
Sentiva che il passato le crollava adosso pesante come un macigno, e temeva di non riuscire a sopportarlo.
Poi il sacerdote parlò, e la distolse dai suoi ricordi.
"E va bene, le riferiremo chi sei. Ma vi avviso che c'è un posto di guardia a meno di un'ora da qui, e se questo è un trucco per tentare di sottrarre qualcosa dal tempio non riuscirete a fuggire lontano."
Ailyn annuì, e il sacerdote si allontanò nel corridoio. L'altro rimase con lei e Kire, probabilmente per tenerli d'occhio.
"Credo di doverti spiegare qualcosa, ma non ora." disse a bassa voce a Kire. "Se troveremo rifugio qui, e lo spero, allora avremo un po' di tempo per parlare, e tu mi racconterai anche del tuo sogno...e di quello strano incantesimo che hai usato contro i soldati..."
Stava ancora parlando quando sentì dei passi affrettati nel corridoio, e vide venire velocemente verso di loro una donna sui 35 anni seguita da altri tre sacerdoti. Gli uomini indossavano la solita tunica blu, mentre la donna aveva un lungo vestito di raso viola coperto da sottili veli e un leggero scialle trasparente dello stesso colore. Aveva lunghi capelli neri che le ricadevano sciolti sulle spalle e sulla schiena, e il suo portamento era elegante, nonostante fosse evidentemente agitata.
La donna si fermò davanti a lei e la guardò in silenzio, dritto negli occhi. Nel vederla Ailyn ebbe un lieve sussulto, ma sostenne il suo sguardo.
In fondo non è cambiata così tanto...
"Potresti essere lei..." mormorò la donna a voce bassa, in modo che soltanto Ailyn potesse sentire; poi avvicinò una mano al suo viso. Ailyn la lasciò fare senza opporsi; sapeva cosa voleva controllare. La donna le scostò i capelli incrostati di sangue dalla guancia sinistra, scoprendole la sua piccola cicatrice a forma di mezzaluna, e in quell'istante comparve sul suo viso una strana espressione di stupore, seguita da un lieve sorriso.
"Sia ringraziata la dea..."
La guardò di nuovo, e in un moto che sembrava di gioia l'abbracciò.
"Ailyn, Ailyn, piccola...io credevo che fossi morta...perchè, perchè tutti questi anni? E tuo fratello, Aaron...dov'è? E che cos'hai...siete stati attaccati dai Khai?"
Ailyn rimase rigida in quell'abbraccio e rispose soltanto:
"Devo parlarti urgentemente. E il mio compagno di viaggio ha bisogno di riposo."
La donna si staccò dall'abbraccio.
"Ma certo, Ailyn, certo. Vai a riposare anche tu, e domattina parleremo con calma, ho così tante cose da chiederti."
Ailyn non riusciva a provare i suoi stessi sentimenti; sentiva soltanto rancore dentro di sè e cercava di nasconderlo con la freddezza.
"No. Devo parlarti adesso."
Kastyel Rosen assunse allora un'espressione seria e controllata.
"Bene allora." Si rivolse ad uno dei sacerdoti. "Nathan accompagna questo ragazzo in una stanza, e dagli dell'acqua calda e una tunica pulita."
Ailyn guardò Kire.
"Ti raggiungerò tra poco", gli sussurrò.
Poi Kastyel continuò.
"E avvisa Sadja di sostituirmi per la cerimonia dell'alba; perchè dopo più di dieci anni è venuta a trovarmi mia nipote Ailyn, figlia di mia sorella, e ho bisogno di parlare con lei."
Kire fu strattonato con forza fuori dal suo nascondiglio assieme ad Ailyn. Il ragazzo portò istintivamente la mano alla spada, ma poi si fermò d'improvviso
Kire, lascia parlare me, qui pensieri rpovenivano dalla ragazza
Kire non disse niente, si limitò ad ascoltare quello che la ragazza diceva a quelle che parevano delle guardie del tempio.
Non ascoltò tutto il discorso, ma alcune frasi lo colpirono
-Riferitele che Ailyn Wildran desidera parlarle. Sono certa che mi riceverà. E credo che non sarebbe per niente contenta di sapere che mi avete mandata via- aveva detto ad un certo punto la ragazza
Ailyn Wildran? pensò Kire ...Strano, se non sbaglio il suo cognome era Siren... ci pensò su qualche istante, poi scrollò le spalle e seguì con maggiore attenzione il resto del discorso
-Credo di doverti spiegare qualcosa, ma non ora- disse a bassa voce la ragazza rivolgendosi a lui -Se troveremo rifugio qui, e lo spero, allora avremo un po' di tempo per parlare, e tu mi racconterai anche del tuo sogno...e di quello strano incantesimo che hai usato contro i soldati...-
Poi le due donne continuarono il loro discorso di cui il ragazzo capiva poco e niente, forse era anche meglio così.
-Ti raggiungerò tra poco- gli disse poi Ailyn
Kire fece un cenno d'assenso e poi fu scortato da un uomo con la tunic ablu fino ad una stanza non lontana da li.
L'uomo gli diede una tunica verde e glidiede un una grande bacinella piena d'acqua calda e una sciugamano in cotone, nel vederlo a Kire sfuggì u sorriso ironico, si trattano bene però....
La stanza era abbastanza grande, i letti sembravano morbidi e le pareti erano in pietra bianca, c'era persino un piccolo camino. Il fuoco acceso schiopettava allegramente.
L'uomo che lo aveva accompagnato li se ne andò, così il ragazzo ne aprofittò epr lavarsi e togliersi un po'di sangue di dosso.
Quando ebbe finito , indossò la tunica che gli evevano dato, era legegrmente larga per lui, ma ci avrebbe presto fatto l'abitudine.
Pilù anche la sua solta veste dal sangue che aveva addosso. Poi si distese su un letto e cominciò a daspettare, aspettare il ritorno di Ailyn.
Il tempio di Lemuria era sempre più vicino e Desper procedeva con passo regolare... In quel momento si accorse che non provava più fame nè sete, come se fosse stata un robot... L'unica cosa di cui aveva bisogno era scatenare i suoi nuovi poteri e uccidere e fare soffrire gli altri. Decise anche che doveva mettere ordine in quel caotico guazzabuglio di immagini che era la mente della vecchia Desper... Iniziò a rivedere e a controllare tutti i ricordi che aveva in testa e anche a pensare a come utilizzarli... Vide molte immagini: moltissimi combattimenti con dei khai a scopo finanziario, gli sguardi impauriti della gente nello scrutare i suoi occhi, la pazzia della trasformazione, quel gesto pazzo e insensato che la portò ad essere una creatura nè umana nè altro, immagini di uno scontro... Quello decisivo: la causa della sua mutazione, non era di certo la prima volta che combatteva un khai ma in quell'occasione era stanca e ferita e il khai ebbe la meglio, solo in quel momento ricordò cosa accadde: mentre combatteva le parve di vedere un ragazzo che la osservava ma lei non gli prestò alcuna attenzione pensando che se lo fosse immaginato, ma poi lo rivide poco dopo quando l'incontro si era concluso e la perdente era lei, era proprio il suo ex-compagno: Eric! ("questo sì che è un ricordo utile!" pensò) C'erano anche ricordi più vecchi: una bambina molto simile a lei che piangeva e Desper (ancora umana) la rassicurava ("ah, avevo una sorella, eh?" pensò nel rivedere quelle immagini), una casa dove viveva da umana che si trovava a Xiphon, la bambina che veniva rapita dai maghi di Zael ("avanti, ricordati come si chiamava quella dannata bambina!!" si disse), Desper che parte alla ricerca della sorellina... Elianor, quello era il nome della bambina! Perchè diavolo l'avevano rapita? Cos'aveva di così importante? Aveva ereditato qualcosa dai genitori? Qualcosa che Elianor possedeva e Desper no? Si sforzò di ricordarsi i suoi genitori... Sua madre era un'umana; suo padre era un mago... Cercò anche di ricordare che tipo di mago fosse, si sforzò intensamente e finalmente ricordò: era un mago di Zael!!! Desper era nata senza alcun potere magico, ma Elianor doveva averne per forza... L'unico modo per scoprire cosa le era successo era tornare a Zael e chiedere spiegazioni... Si voltò e cominciò a camminare a passo svelto, poi si fermò di colpo e si chiese:-perchè diavolo dovrebbe importarmi di ciò che è accaduto a quella sciocca bambina? Non so nemmeno a quanto tempo fa risale quel ricordo...- la vecchia Desper si fece avanti nella sua testa con una vocina sempre più sottile:-anche se ora sono questo mostro spietato credo sia importante che conosca il mio passato!- la nuova Desper le diede ragione e ripartì per tornare indietro.
Arrivò fino a Caer e chiese di vedere Samantha. -non vedo i ricercati!- la appostrofò, Desper frenò la sua voglia di mozzarle la testa al volo e preferì assumere un tono freddo e disinteressato:-prima devo sapere alcune cose...-
-quali cose?- chiese la scienziata sospettosa:-oh, cose vecchie che riguardano il passato.- rispose Desper:-te l'ha ordinato qualcuno?- chiese, scocciata, Samantha... Desper sospirò, appoggiò la mano sulla spada poi disse:-no, ma queste informazioni sono indispensabili alla mia missione!- finalmente la scienziata acconsentì e tornarono a Caer. Desper entrò in un laboratorio vuoto insieme a Samantha e le chiese:-perchè Elianor è stata portata qui? Cosa aveva di speciale?- -Elianor? Chi è?- rispose l'altra:-era una bambina che abitava a Xiphon, con il resto della famiglia! Uno dei 2 genitori era un mago di Zael!- -oh, quella bambina?- iniziò Samantha:-perchè ti interessa così tanto? Non vedo che attinenza abbia con la tua missione!- Desper le urlò contro:-senti, pazza che non sei altro, ognuno ha i propri motivi! Io mica ti vengo a chiedere perchè sei innamorata di Shan, bensapendo che non ti degnerà mai di uno sguardo!!- a Samantha si riempirono gli occhi di lacrime, si strinse nelle spalle e disse:-e va bene, seguimi...- Desper non era per niente pentita di ciò che aveva detto, nessuna delle 2 parti lo era, anche quella vecchia provava un certo gusto in ciò che aveva fatto. La scienziata si fermò davanti ad una porta e la informò:-quanto vedrai qui dentro è un segreto, non devi farne parola con nessuno! Stai molto attenta perchè i tuoi poteri derivano dalle magie di oscurità mentre qui si trova la più potente magia di luce esistente al mondo- Desper fece un cenno e la porta venne aperta, una luce fortissima la accecò, la porta venne richiusa e finalmente Desper riuscì a focalizzare di nuovo le cose che le stavano attorno. Era in un laboratorio e la luce violentissima proveniva da un cilindro di vetro in fondo alla stanza. Mosse qualche passo, ma non vedeva nulla a causa della fortissima luce bianca emanata dal cilindro. Vicino alla porta trovò delle lenti speciali che permettavano di vedere nonostante la luce violentissima, se ne mise un paio e si avvicinò al cilindro. Era di vetro trasparente e al suo interno c'era una ragazza un po' più giovane di lei con una specie di maschera, sicuramente un respiratore, e gli occhi chiusi che galleggiava in un liquido. Era la ragazza che sprigionava tutta quella luce. Desper appoggiò una mano al vetro e la ragazza aprì gli occhi:-Elianor... -Bisbigliò Desper. Elianor voltò la testa verso un tavolo poco lontano dal cilindro, Desper si avvicinò al tavolo e trovò alcuni documenti; ne prese uno e lo lesse... Scoprì che avevano usato sua sorella per creare la spada di luce che si trovava a Glode. La vecchia Desper riuscì a riprendere il controllo del suo corpo e tornò da Elianor:-tu sei mia sorella...- disse, la ragazza annuì:-stavo venendo a salvarti quando è accaduto l'incidente che mi ha trasformato in quello che sono... è tutta colpa mia! Se non fossi stata sconfitta ti avrei salvata! Ti tirerò fuori da lì!- esclamò Desper, sua sorella chiuse gli occhi tristemente:-ci deve essere un modo!- sbottò l'altra, a Elianor si riempirono gli occhi di lacrime e si tolse il respiratore. Si avvicinò al vetro e sussurrò con una voce sottile:-Morgana...- Desper chiese:-cosa hai detto?- -è il tuo nome... Morgana!- rispose l'altra in un sussurro. Desper ora ricordava tutto... Era quello il suo vero nome, Morgana...Si sentì spaesata, tutto iniziò a girare, ebbe un mancamento. Quando si risvegliò era in un'altra stanza, le faceva male la testa... Si accorse che ora le 2 Desper si equivalevano, non ce ne era una più forte dell'altra ma quella situazione di stallo sarebbe durata? Si alzò, ma le venne di nuovo un capogiro. Iniziava a ricordare tutto finalmente, ma ancora non sapeva che decisioni prendere a causa della situazione di stallo presente nella sua testa. Improvvisamente un ricordo agghiacciante la immobilizzò... Aveva appena 11 anni quando iniziò a lavorare, lavorava con suo padre, lavorava per Zael. Lei non aveva poteri, ma aveva un'intelligenza ed un'immaginazione Stupefacenti... Le arrivò un ordine semplice: crea un'arma per Zael, un'arma potentissima che ci consenta di conquistare il resto di Vandel. A Desper, Morgana (come preferite) l'idea non piacque affatto, non voleva fare niente di simile, ma iniziarono a ricattarla e lei si vide costretta a ideare quest'arma per Zael. Creò un modello, era solo una bozza, imperfetta, aveva ideato i khai e la rete di luce che li teneva lontani. I maghi di Zael se ne impossessarono e iniziarono a creare centinaia di quelle creature; Sbatterono fuori Desper prima che potesse provvedere a creare un'arma per contrastarli. I khai iniziarono ad attaccare e a distruggere i paesi al di fuori di Caer; 3 anni dopo scoppiò la guerra combattuta dai 7 maghi che durò 4 anni. Ora Desper aveva 28 anni.Voleva a tutti i costi liberare sua sorella e anche dare un piccolo assaggio della sua vendetta ai maghi di Zael.
Kragh si svegliò la mattina seguente, non aveva riposato molto durante la notte a causa di alcune visioni sconosciute che disturbavano il sonno. Attese nel salone che eric si svegliasse cosi da poter proseguire il loro viaggio verso il tempio. La sala era completamente vuota, se non per l'oste che era affaccendato a sistemare alcune botti dietro al bancone, forse per via dell'ora o forse perchè molti degli abituali clienti non avevano ancora trovato la forza di reagire a quanto era successo il giorno prima....
Una lieve brezza entrò dall'uscio della locanda, pochi istanti dopo Eric si degnò di presentarsi di sotto. I due fecero colazione frettolosamente con quel poco di cibo che l'oste portò loro stanco e rammaricato.
Usciti dalla locanda si trovarono nuovamente di fronte a quella ragazza con cui Eric discusse il giorno prima, iniziò nuovamente a discutere animatamente contro Eric ma a Kragh non importava e diede poco peso alla scena che finì presto.
Ora erano pronti a partire alla volta del passo del corvo per poter raggiungere la città di Salachiev dalla parte opposta della catena rocciosa.
"Lasciateci sole", disse Kastyel Rosen agli altri sacerdoti che erano rimasti dopo che Kire si era allontanato. Gli uomini abbozzarono un inchino e andarono via velocemente.
"Seguimi Ailyn" disse poi la donna, e iniziò a inoltrarsi nel corridoio. Ailyn annuì e la seguì in silenzio, la mente presa da troppi pensieri e ricordi per poter dire qualcosa.
Il corridoio era buio e deserto e i passi delle due donne risuonavano di un' eco che ad Ailyn sembrava inquietante. Era tremendamente strano trovarsi accanto a qualcuno della sua famiglia dopo così tanti anni, e ancora una volta si chiese se aveva fatto bene a venire in cerca d'aiuto lì al Tempio di Lemuria.
Kastyel ruppe il silenzio all'improvviso.
"Perchè in così tanti anni non mi hai fatto avere notizie di te? Dove sei stata? Credevo fossi stata uccisa dai Khai quando la Gilda fu attaccata 10 anni fa...Ho pianto così tanto per te e tuo fratello...."
Quelle parole sucitarono in Ailyn un moto di rabbia, ma cercò di controllarsi. Non era il momento di riportare a galla ricordi sommersi.
"Non essere ipocrita. Non ti è mai importato molto di me, nè di Aaron. Perchè avrei dovuto darti notizie di me dopo quello che successe? Neanche quando ero alla Gilda, così vicina da qui, sei mai venuta a trovarmi, a chiedermi come stavo. "
Kastyel assunse un'espressione risentita.
"Questo non è vero....e tu lo sai. Sei sempre stata tu a rifiutare di vedermi. Eri una bambina cocciuta."
Cocciuta? Io soffrivo e lei viene a dirmi che ero una bambina cocciuta?
Ailyn rispose a voce bassa, ma carica di rabbia.
"Tu hai consegnato me e Aaron alla Gilda! Non ti è mai importato di noi! Eri la nostra unica parente rimasta in vita, e noi eravamo così piccoli...Avresti potuto crescerci con te, invece di affidarci ad estranei dopo che i nostri genitori erano morti da così poco!"
"Ailyn cerca di capire...ero giovane, ed ero già sacerdotessa....non potevo crescere con me due bambini...e voi avevate i poteri...mi sembrò la cosa più giusta da fare..."
Ailyn non la lasciò continuare.
"Tu non volevi rinunciare alla tua vita al tempio, e sapevi che non ti avrebbero fatta rimanere se avessi deciso di tenere con te me e Aaron! E coì preferisti scrollarti di dosso tutte le responsabilità, affidandoci alla Gilda, ecco la verità!"
Si rese conto che stava per urlare. Si fermò un attimo, e poi proseguì, più lentamente, scandendo le parole.
"E mi chiedi perchè non ti ho fatto avere notizie di me...Lo vuoi sapere? Quando è caduta la Gilda sono fuggita con Renth oltre la Barriera. Con Renth, capisci? L'unica persona a cui importasse davvero qualcosa di me, e che io ho amato molto più di te, benchè non avessimo nessun rapporto di parentela. Tu sei mia zia solo per una questione di sangue, ma tra noi non c'è nessun legame d'affetto. E ora vengo a chiederti aiuto soltanto perchè mi vedo costretta a farlo e non ho altre possibilità."
"Renth..." sussurrò Kastyel tra sè e sè. Poi si rivolse di nuovo ad Ailyn, con voce che sembrava quasi stanca.
"Non mi è mai piaciuto quell'uomo e non ho mai capito perchè tu ti fossi tanto legata a lui. A volte venivo alla Gilda....e quando tu non volevi vedermi allora parlavo con lui...e gli chiedevo di te e tuo fratello. E non mi piaceva il modo in cui mi rispondeva; nè come vi educava. Ailyn non credere che non mi sia mai importato di te. Tu...non capivi allora, e non capisci adesso."
"Io ora capisco una cosa. Sei diventata Grande Sacerdotessa...hai fatto la carriera che desideravi. Sei contenta adesso? Lo sei?"
La voce di Kastyel divenne fredda...e Ailyn si accorse che quel tono di voce le era familiare. Assomigliava al suo, e la cosa le diede fastidio.
"Ti ostini a non capire. In questo mi ricordi tuo padre."
Ailyn ebbe una fitta al cuore.
"Dimmi di tuo fratello" proseguì Kastyel.
"Aaron è...morto."
Si fermò un attimo perchè sentiva che il dolore la stava sopraffacendo. Poi continuò.
"E' morto durante quell'attacco. Ed è anche colpa tua... zia! ", scandì quell' ultima parola con una nota di disprezzo. "Perchè se fossimo stati con te, e non alla Gilda...lui sarebbe ancora vivo! Come ti senti ora? Sei soddisfatta della tua vita da Grande Sacerdotessa?"
Cadde di nuovo il silenzio tra lei e Kastyel. Camminarono ancora per un po' lungo il corridoio, poi la sacerdotessa si fermò davanti ad una porta e tirò fuori una piccola chiave dorata; la infilò nella serratura e la porta si aprì, rivelando un 'ampia stanza da letto.
"Se ti dicessi che soffro per quello che mi hai detto...mi crederesti Ailyn? Immagino di no." La voce di Kastyel era ancora fredda. "E' sbagliato cercare di chiarire gli eventi del passato. Le cose sono andate così, e ognuno di noi ha avuto il suo dolore, e i motivi che lo hanno spinto a comportarsi in determinati modi." Entrò nella stanza e fece cenno ad Ailyn di seguirla. Quando entrambe furono dentro, chiuse la porta a chiave e si sedette su un enorme letto che troneggiava al centro della camera.
"Tutti facciamo errori. Io ne ho fatti, e tu ne hai fatti. Ma ora dici che hai bisogno di me. Vediamo se posso in qualche modo aiutarti e farti ricredere su ciò che pensi di me."
Ailyn rimase perplessa. Poi gettò uno sguardo fuori dalla finestra della stanza e vide che il cielo stava per rischiararsi.
L'alba è vicina....i soldati di Zael si riprenderanno e verranno a cercarci...non è il momento di stare a discutere di eventi passati, è inutile...e c'è poco tempo...
"Io e il mio compagno di viaggio siamo insegyuiti dai soldati di Zael." disse.
Kastyel ebbe un sussulto.
"Che cosa? I soldati di Zael? Per la dea, Ailyn...che cosa avete combinato? Chi è quel ragazzo che viaggia con te?"
"Ho dei conti da regolare con quei bastardi, e quel ragazzo...ha anche lui qualcosa in sospeso con loro. Ti basti sapere questo. I soldati ci stanno cercando, e verranno qui. Ho bisogno che tu ci nascondi da qualche parte e ci assicuri copertura per un po'."
La sacerdotessa si alzò dal letto e iniziò a camminare per la stanza. Era agitata, era evidente.
"Ailyn che stai dicendo? Ti rendi conto che io non posso aiutarti? Anche noi del Tempio siamo direttamente controllati da Zael...c'è un posto di guardia qui vicino....e ci hanno costretti a consegnare tre quarti delle offerte che ci vengono fatte in cambio di armi al neolux per proteggerci dai Khai...Ailyn devi andare immediatamente via, tu e quel ragazzo. Lo capisci, se vi troveranno qui distruggeranno il tempio!"
Aliyn scattò di rabbia.
"Lo immaginavo. Siete tutti terrorizzati da Zael...tu, il capovillaggio di Yera...tutti, maledizione! Siete rassegnati a vivere nella paura e non fate nulla per cambiare le cose! Mi fate schifo...tutti quanti! Soltanto Renth...solo lui ebbe il coraggio di fare qualcosa, e fallì perchè nessuno fu disposto ad aiutarlo! "
"Renth, Renth, Renth!" la interruppe Kastyel. "Lo immaginavo...è stato lui a spingerti contro Zael, vero? Quell'uomo era un pazzo, non te ne rendi conto? Un mago così potente, eppure incapace di sottomettersi agli schemi. Per questo non mi piaceva, e per questo è morto! E tu Ailyn vuoi fare la sua stessa fine? Vuoi questo? Non c'è modo di cambiare le cose, e se tu vuoi andare alla rovina fallo lontano da questo tempio!"
Ailyn si voltò e andò verso la porta.
"Andremo via immediatamente, stai tranquilla.E non avrai mia pù mie notizie. Non hai mai fatto nulla per me, e non fai nulla neanche ora."
La sua voce era fredda e dura.
"Ma cosa credi che faranno quei bastardi di Zael", continuò mentre già stava girando la chiave nella serratura per uscire dalla stanza "quando non avrete abbastanza soldi per soddisfare le loro richieste? Te lo dico io, vi abbandoneranno in balia dei Khai, privi di armi. E il tempio verrà distrutto. E allora Grande Sacerdotessa, ti maledirai di non aver fatto nulla per cercare di cambiare le cose."
Aprì la porta e fece un passo fuori dalla stanza.
"Quando saranno qui?"
Le parole di Kastyel Rosen risuonarono inaspettate. Aiyln si voltò e la guardò con aria interrogativa.
"I soldati che vi cercano...quando dovrebbero arrivare qui?" ripetè la sacerdotessa.
Ailyn rientrò nella stanza e chiuse di nuovo la porta dietro di sè.
Kire...ha detto che si sarebbero ripresi in mattinata...andranno alla Rocca a prendere i cavalli e poi verranno a cercarci...
"Nel pomeriggio...al massimo. Forse in tarda mattinata. Li abbiamo seminati nei pressi della Rocca."
Kastyel rimase in silenzio, continuando a camminare per la stanza, a testa bassa; sembrava stesse riflettendo su qualcosa. Poi si fermò e alzò lo sguardo verso Ailyn. La sua espressione era risoluta.
"Non ci sono posti per nascondervi qui. Il tempio non ha sotterranei, nè sottopassaggi. Solo stanze ben visibili, che i soldati controlleranno ad una ad una. "
La sacerdotessa si sedette di nuovo sul letto.
"Nonostante questo...vi aiuterò. Posso fare in modo che non vi riconoscano, ma dovrete fare tutto quello che vi dirò; se non avete intenzione di seguire alla lettera le mie istruzioni, allora andrete via ora. Non posso mettere in pericolo il mio Tempio, neanche per aiutare mia nipote."
Ailyn annuì, lo sguardo fisso in quello di Kastyel.
"Puoi garantirmi che farete ciò che vi dirò? Puoi garantrimelo anche per il tuo compagno?"
"Dovrei parlargli...ma sì, immagino di poter garantire anche per lui."
Kire...devo parlargli...
"Allora và a parlare con lui. Ora. Torna indietro per questo corridoio e imbocca quello parallelo. La prima porta su quel corridoio è quella del tuo compagno. Io vi raggiungerò lì tra poco e vi spiegherò. Ora ho delle cose da preparare e devo fare in fretta, c'è poco tempo a quanto mi hai detto."
Ailyn non disse nulla; in fretta aprì la porta e camminando a passo svelto raggiunse la stanza che le aveva indicato Kastyel, la stanza di Kire.
Bussò alla porta con due colpi secchi.
"Kire aprimi, sono io. Devo parlarti."
Non passò molto tempo, ma Kire si era leggermente assopito. Sentì qualcuno battere alla porta, poi udì la voce di una ragazza:
-Kire, sono io, Aprimi devo parlarti-
Era Ailyn.
-Si arrivo subito-
Si tolse velocemente la tunica che aveva addosso e si rimise i suoi abiti. Si diresse verso la porta ed aprì
La ragazza gli satava difronte, lui la fece entrare e poi richiuse la porta
-Buone nuove, spero- disse il ragazzo in tono ironico mentre si legava i capelli. Poi prese la spada e se la mise a tracolla, come suo solito
Il volto di Ailyn non trasmetteva nessuna amozione o sensazione, era quasi un volto apatico, era la prima volta che Kire la vedeva così
-Avanti, non dovevi dirmi qualcosa?-
Ailyn entrò nella stanza di Kire. Era calda e accogliente, anche se molto più piccola di quella riservata alla Grande Sacerdotessa.
Il ragazzo si era lavato via il sangue e la polvere e aveva un aspetto decisamente migliore. Sembrava essere anche più riposato, cosa che invece Ailyn non era assolutamente. Si sentiva distrutta, fisicamente e mentalmente. Ma non poteva concedersi di nemmeno un attimo di riposo.
"Buone notizie...almeno così sembra" gli rispose. "Come avrai capito la Grande Sacerdotessa del Tempio, Kastyel Rosen, è la sorella di mia madre. Wildran, il cognome che mi hai sentito usare, è il cognome di mio padre...che non uso da molti anni. Quando da bambina fui affidata alla Gilda il mio maestro Renth iniziò a chiamarmi Siren...e da allora molti presero a chiamarmi Ailyn Siren. Dopo la caduta della Gilda decisi di mantenere quel nome....forse in ricordo del mio maestro...non so."
Si avvicinò alla finestra della stanza e si mise a guardare fuori. L'alba si avvicinava.
"Sai...mi sono sempre chiesta perchè il mio maestro mi chiamasse Siren...una volta gli feci questa domanda, e la sua risposta fu: perchè è il nome di una persona che per me è stata importante, e tu per me sei importante. Non ho mai capito cosa significasse..."
Si accorse che stava parlando più con sè stessa che con Kire, e che si stava di nuovo perdendo nel vortice dei ricordi. E non era il momento.
Non è mai il momento dei ricordi...
"Ma scusami Kire...queste non sono cose importanti ora. Ciò che importa è che Kastyel Rosen ha detto di poter fare in modo che i soldati di Zael non ci riconoscano, anche se non mi ha spiegato come. Ma mi ha chiesto di seguire alla lettera le istruzioni che verrà a darci tra poco. Le ho assicurato che lo faremo...spero che la cosa vada bene anche a te. D'altronde non mi sembra che abbiamo altra scelta."
Tornò a guardare Kire.
"Forse ora abbiamo un po' di tempo...potresti parlarmi del tuo strano sogno...e di quell'incantesimo che hai usato contro Ennir e i suoi uomini...."
-Buone notizie- aveva esclamato Ailyn, Kire sisenti sollevato a quelle parole, ma poi per lui fu come prendere un montante in piena faccia all'aggiunta di quel "forse".
Ailyn gli spegò perchè quando, quella che sembrava essere la sacerdotessa del tempio, l'aveva chiamata "Ailyn Wildran". Lei diceva che era il nome di suo padre, però poi il suo cognome fu mutato in Siren dal suo maestro Renth.
-Capisco, ma disapprovo. Cambiare un cognome sarebbe come disprezzare se stessi e chi ci ha dati al mondo Probabilmente il tuo maestro ha avuto i suoi buoni motivi per farlo, ed io non sono la persona adatta a giudicarlo- concluse Kire
Ailyn gli spiegò anche che tra poco sarebbe arrivata la sacerdotessa per spiegare che cosa avrebbero dovuto esattamente fare per passare inosservati a quelli di Zael.
Poi Ailyn gli chiese:
-Potresti parlarmi del tuo strano sogno...e di quell'incantesimo che hai usato contro Ennir e i suoi uomini....-
Kire sospirò e si sedette su suo letto. poi iniziò a parlare
-Forse è meglio che ti parli prima dell'incantesimo, per il sogno forse ci vorrà un po'più di tempo- sorrise -L'icantesimo che ho usato contro Ennir e i suoi soldati si chiama "Shrda Ky", è un antica lingua dei maghi, e letteralmente significa Luce che acceca. In antichità era usato per cacciare e spaventare gli animali selvatici, è un incantesimo basilare, ma poco conosciuto. Se usato però con qualcosa che amplifica le magie può stordire anche degli esseri umani. La spada mi è servita da conduttore-
Guardò la sua arma, e scosse la testa ripensando a ciò che era accaduto al laboratoria di Shan, vicino a Yera.
-Per il sogno...- iniziò Kire, ma poi fu interrotto da dai colpi sordi sulla porta. Qualcuno stava bussando
-Forse sono arrivati a speigarci che cosa dovremmo fare....spero- disse il ragazzo.
Shrda Ky...mai sentito...un incantesimo proibito, di certo. A volte dimentico che Kire ha fatto parte dei maghi di Zael.
Il ragazzo stava per parlarle del sogno, quando qualcuno bussò alla porta.
"Avremo modo di parlare del tuo sogno...più in là." disse a Kire.
La porta si aprì subito dopo e Kastyel Rosen entrò silenziosamente. Gettò uno sguardo dietro di sè, come per controllare se qualcuno l'avesse vista, e poi in fretta richiuse la porta. Aveva in mano quattro piccole boccette di vetro contenenti del liquido.
"Dunque farete quello che vi dirò?" esordì immediatamente la sacerdotessa.
Ailyn annuì; Kire non disse nulla, ma sembrava essere d'accordo.
"Bene.", proseguì con voce decisa e diretta. "Il liquido contenuto in due di queste boccette è estratto di Artiis, distillato con altre piante. E' un veleno naturale, che se preso in piccole dosi fa nascere su tutto il corpo una quantità molto grande di rughe e vesciche. Ho visto persone che dopo averlo preso subivano un evidente cambiamento dei lineamenti del viso. L'Artiis preparato in questo modo agisce in circa tre ore e l'effetto dura per 15, dopodichè le rughe iniziano ad andare via spontaneamente. Se sarete sotto il suo effetto c'è buona probabilità che i soldati che vi cercano non vi riconoscano."
Si fermò un attimo, poi continuò.
"Ma una buona probabilità non basta. Io devo essere sicura che non vi riconoscano. Come ho già detto a te, Ailyn, non posso rischiare neanche minimamente di mettere in pericolo il mio tempio. Queste altre due boccette contengono degli estratti di piante che usiamo per tingere le stoffe. Uno è nero, l'altro rosso. Tu Ailyn ti laverai i capelli con quello rosso, mentre tu",gettò uno sguardo a Kire, "farai la stessa cosa con quello nero...e in più ti taglierai i capelli. I soldati cercano una ragazza dai capelli bianchi e un ragazzo con i capelli lunghi e rossi....in questo modo potrete stare sicuri che non faranno molto caso a voi."
Appoggiò le boccette sul letto.
"Prenderete l'Artiis subito dopo l'alba. Poi vi cambierete i vestiti e indosserete le tuniche dei sacerdoti del tempio; vi stenderete sul letto e aspetterete senza muovervi finchè i soldati non saranno arrivati e andati via. Ailyn,", tirò fuori una piccola chiave da una tasca del vestito, "questa è la chiave della camera a destra della mia. Tu aspetterai lì. E' una stanza lontana da questa e in questo modo i soldati non penseranno che ci sia un collegamento tra voi due. Per quanto mi riguarda io li avviserò che ci sono un sacerdote e una sacerdotessa affetti da una strana malattia. Quando entreranno a controllare le vostre camere fate finta di dormire o di stare talmente male da non poter parlare. In ogni caso...non dite assolutamente niente, potrebbero riconoscervi dal tono di voce."
Fece ancora una pausa, poi proseguì, sempre con voce di chi non ammette repliche.
"Questo è tutto ciò che ho da dirvi. Se non siete d'accordo su qualcosa allora andrete via immediatamente, o chiamerò io stessa le guardie di Zael."
Si voltò e andò verso la porta senza attendere una risposta.
"Un'ultima cosa." disse a bassa voce uscendo. "L'Artiis...sarà un po' doloroso."
Detto questo uscì velocemente e chiusa la porta.
Ailyn osservò per un attimo, in silenzio, le boccette appoggiate sul letto. Poi guardò Kire con sguardo interrogativo.
"Cosa ne pensi Kire?"
Quella sacerdotessa gli dava sui nervi, sembrava temere Zael più di ogni altra cosa al mondo, come se quelgi idioti comandassero cani e porci, effettivamente era così. Li temeva a tal punto che forse temeva più di perdere il tempio della sua stessa vita.
A Kire poteva andare bene l'estratto di Artiis per modificare il suo aspetto, poteva persion accettare di tingersi i capelli, ma tagliarli, questo era fuori discussione. Non poteva tagliarli, non per uno, ne due, ma troppi motivi.
Avrebbe voluto replicare, ma quell'arpia gli aveva voltato le spalle senza dargli il tempo di ribattere.
-Cosa ne pensi Kire?- gli chiese Ailyn mentre guardava con aria interrogativa le boccette che quella donn aveva appoggiato sul letto
-Sento puzza di bruciato, e questa storia delle boccette e dei capelli nn mi quadra- prese in mano una delle boccette e la scrutò attentamente -Anche se cambiassimo il nostro aspetto fisico, sicuramente ci sarebbero ancora un cinquanta per cento di possibilità che ci scoprano. Klain è addestrato a riconoscere i maghi dalla loro energia, non solo dalla presenza. Sicuramente verrà anche lui a cercarci-
Cominciò ad andare su e giù per la stanza, pensieroso
-Per quanto possa essere tua zia quella sacerdotessa il suo piano non mi convince, per niente- silenzio -Qui gatta ci cova. ha spiegato tutto in modo troppo semplice, e c'è qualcosa nel suo piano che non mi convince. Quall'erba, l'Artiis, deve avere anche qualche altro effetto oltre a quella storia delle rughe e scommetto che di sicuro non è niente di vantaggioso per noi-
Gardò Ailyn e poi continuò il suo discorso
-...e poi...non posso tagliarmi i capelli- sospirò -forse per te non ha senso, ma...- si sedette su letto, e guardò nel vuoto, assumendo un espressione apatica -...non posso, per me sarebbe cme gettare i miei ricordi al vento-
Silenzio; troppo.
La mente di Kire viaggiava, rivedeva i posti che aveva visitato da piccolo, rivedeva le giornate passate con Rena al villagio dei Figli, e poi rivedeva anche Mya Kerr e Davik, che avevano prestato il giuramento dei figli assieme a lui.
Il villaggio era quasi deserto, le piccole case di legno erano malconcie, e le insegne delle locande e Pub penzolavano silenziose mosse dal vento.
All'interno del palazzo dell'Acqua, dove i Figli prestavano il giuramento, si era riunita tutta la gente del villaggio. donne bambini e persino i mugnai avevano smesso di lavorare per assistere a quella cerimonia unica nel suo genere.
Ai piedi della grande statua della divinità Kayla erano inginocchiati quattro ragazzi e due ragazze: Kire, Davik, Rena e Mya.
Si alzarono tutti e quattro assieme, e recitarono queste parole in coro:
-Davanti a questa statua, simbolo del nostro villaggio, noi prestiamo il giuramento dei Figli di Zael- sempre in coro
-Giuro di non abusare mai del potere della magia a me concesso. Giuro di rispettare ed onorare sempre i comopagni. Giuro di usare i miei poteri sono per lo scopo più giusto, e di non cadere nella tentazione del potere oscuro e proibito-
Poi si alzarono, ed una donna anziana, con una lunga spada al fianco si avvicinò ai ragazzi, portò la spada al di sopra delle loro teste e disse:
-Ora giurate, manterrò fede al giuramento, e solo alla mia morte, i capelli del Figlio potranno essere tagliati-
-Lo giuro- il coro
Il ritorno alla realtà fu brusco e quasi inaspettato.
forse non era passato nemmeno qualche secondo da quando aveva finito la sua ultima frase
-Quella donna non mi convince- disse il ragazzo più determinato che mai.
Kire sembrava sovrappensiero.
"Anche se quella donna è mia zia" gli rispose Ailyn, "questo piano non convince neanche me. C'è qualcosa che non va, hai ragione."
Si fermò a ripensare a ciò che aveva detto Kastyel.
"Forse...forse è semplicemente il fatto che ha troppa paura di ripercussioni sul tempio se dovessero scoprirci, o forse c'è dell'altro...io non lo so, Kire."
Prese in mano una delle boccette contenente l'estratto di Artiis. Il liquido era di uno strano colore verde e non le ispirava fiducia.
"L'Artiis....non so se ha controindicazioni, e non conosco i suoi effetti...eppure ho la sensazione che Kastyel non voglia farci volontariamente del male. In fin dei conti ha comunque il mio stesso sangue.....Forse come ti ho detto ha semplicemente troppa paura che possa accadere qualcosa al tempio."
Sospirò.
"Ma questa è solo una mia sensazione...e non so se possiamo fidarci."
Cercò con un ultimo slancio di forza di elaborare un piano alternativo, ma con pochi risultati.
"Se fuggissimo ora....ci sguinzaglierebbero dietro chissà quante guardie e soldati...e ci troverebbero...vero?"
Kire continuava a passeggiare irrequieto per la stanza. Rimasero per un po' entrambi in silenzio, Kire forse assorto nei suoi pensieri, Ailyn a osservare apaticamente le boccette, troppo stanca anche soltanto per pensare. Poi un debole raggio di luce filtrò dalla finestra della camera e Ailyn si riscosse.
"E' l'alba, Kire. Dobbiamo decidere cosa fare, o sarà troppo tardi....per fare qualsiasi cosa. Non dobbiamo rischiare di cadere di nuovo nella mani di Ennir."
Era già l'alba, dovevano pensare in fretta, e trovare qualcosa che potesse realemnte servire.
Più le guardava e meno gli piacevano, in quel poco tempo Kire aveva già inizato ad odiare quelle boccette appoggiate sul letto.
Se avessi più tempo, potrei tentare di ritornare ad Higdelly Garden, ma sarebbe troppo rischioso, anche perchè non sono sicuro di come sia il modo giusto per arrivarci. Questa ipotesi è esclusa quindi pensò il ragazzo.
Si ritrovò quasi per caso in mano il ciondolo chi gli avevano dato quelle persona ad Higdelly Garden, iniziò a fissarlo, poi passò lo sguardo dal ciondolo alla sua spada.
Forse la loro via di fuga non erano solo le boccette.
Il ragazzo scattò in piedi e disse
-Ci sono! Forse ho trovato un piano alternativo!- gli sfuggì un sorriso, ma poi ritornò serio
Si mise dinanzi ad Ailyn e la guardò negli occhi, poi disse
-Il piano dipende anche in parte da te. Devi fidarti-
Kire sperò con tutto se stesso che la ragazza che aveva difronte riuscisse alemno per questa volta a fidarsi di lui.
Il Ragazzo estrasse la sua spada, e la mostrò ad Ailyn, la lama era bianca ed emanva quasi calore, Kire passò lievemente la mano sulla lama e poi rivolgendosi alla ragazza disse
-Questa spada è stata costruita con un metallo molto particolare, capace di assorbire ed amplificare le magie. Shan ha provato ad innestarvi delle magie proibite, ma fortunatamente non ha perso i suoi caratteri originari, assorbire ed amplificare- tacque ed aspettò qualche secondo
-Il piano che ho in mente dipende molto da te- riprese lui -Se usassimo un incantesimo di invisibilità sula spada, poi potremmo potenziarlo in modo da rendere invisibili noi stessi e la nostra energia- si fermò -Purtroppo c'è anche un rischio, per amplificare a tal punto la magie c'è bisogno di molta concentrazione, e da solo non posso farcela, ho bisogna anche di te. Inoltre solo tu sai usare gli incantesimi di invisibilità...-
Silenzio
Kire teneva ancora la spada in mano difronte alla ragazza
-Tutto dipende da te ora...- disse il ragazzo
Il piano di Kire...detto così sembrava molto semplice. Ma non lo era. Per niente.
Aiutarlo ad amplificare un incantesimo di invisibilità....usando una spada modificata con le magie di Luce e Oscurità....ho giurato a me stessa che non avrei mai avuto niente a che fare con le magie proibite...e ora lui mi chiede questo....e Kastyel...non sarà felice di questa nostra iniziativa....
Ailyn restava in silenzio, la spada di Kire sguainata davanti ai suoi occhi, quella spada che sembrava avere vita e che le faceva quasi paura.
Fidarmi di Kire? o di mia....zia? In fondo lui...chi è? Soltanto un ragazzo che ho conosciuto qualche giorno fa...ed è stato un mago di Zael...mentre Kastyel...è pur sempre una mia parente...
Si sentiva così confusa...come ogni volta che Kire le chiedeva di fidarsi di lui.
"Io..." cercò di dire qualcosa, ma era ancora troppo indecisa, e ricadde nel silenzio, cercando di evitare lo sguardo di Kire.
Tutti questi eventi mi stanno costringendo a cambiare...troppo...
Un altro pallido raggio di luce entrò nella stanza.
E' tardi per pensare ormai, non posso seguire la razionalità, devo...devo affidarmi all' istinto...
Alzò d'improvviso lo sguardo e fissò Kire dritto negli occhi, in quegli occhi così profondi e decisi, come per cercare una risposta ad una domanda inespressa.
"Non ho motivo di fidarmi di mia zia." disse finalmente. "Anche se abbiamo un legame di sangue non ha mai fatto nulla per me...e il suo piano non mi convince. Invece di te..."
Si fermò per un istante e trasse un respiro profondo.
"...di te mi fido Kire. Mi hai salvato la vita a Yera...e ho visto come sei riuscito a farci fuggire quando eravamo prigionieri. Seguirò il tuo piano. Ma avrò bisogno di molta concentrazione..."
...e in realtà non so se riuscirò a fare quello che mi chiedi, pensò in silenzio.
Ailyn sembrava turbata, evitava lo sguardo di Kire; molto probabilmente non si fidava di lui, era comprensibile.
Cercò di isolare la sua mente per non udire i pensieri della ragazza, e quasi non la udì quando decise di dargli una mano nel suo piano
-Non ho motivo di fidarmi di mia zia. Anche se abbiamo un legame di sangue non ha mai fatto nulla per me...e il suo piano non mi convince. Invece di te, di te mi fido Kire. Mi hai salvato la vita a Yera...e ho visto come sei riuscito a farci fuggire quando eravamo prigionieri. Seguirò il tuo piano. Ma avrò bisogno di molta concentrazione- kire quasi non la sentì quando pronunciò quella frase
Il ragazzo fece un cenno d'assenso e poi disse
-Va bene-
Poi si spostò da davanti alla ragazza e passò lievemente la mano sulla lama della spada, un brivido lo percorse, Kire, sai che a che cosa vai in contro se il contatto con la spada dovesse essere torppo forte...lo sai vero...morte immediata...per te e per lei... scosse la testa e cercò di stare calmo Non succederà niente di tutto ciò se faremo le cose come vanno fatte, Ailyn è una maga, non corro rischi, sarebbe stato più pericoloso se fosse stato uno senza poteri a toccare la lama era come se dentro di lui ci fosse un altra persona che gli parlava, la sua coscienza, Dimentichi che sia Rena che Mya e Davik erano addestrati a questo tipo di magie, lai potrebbe perdere la concentrazione nel mezzo della trasfusione della magia nella spada e così rischiare di farvi scoprire, silenzio nella stanza, ...no, non succederà! E se dovesse accadere le darei il la forza per continuare la magia, a rischio di perdere coscienza!
Si voltò nuovamente verso la ragazza e disse
-Il piano ha dei rischi, ma se riusciamo a mantenere la giusta concentrazione non ci accadrà nulla- silenzio -in caso contrario, potremmo rimanere leggermente storiditi per alcuni minuti oppure prdere coscienza del tempo e spazia per alcune ore...- non aveva coraggio di continuare -...comunque...non preoccuparti, se dovessi perdere la concentrazione posso tentare di "sostenere" la magia al posto tuo- si accorse che la voce gli tremava leggermente. Temeva per la vita di Ailyn, forse non avrebbe dovuto dirle della possibilità di amplificare le magie, ma ormai c'era dentro.
Prese la sua spada e posò leggermente la mano sulla lama e pronunciò un incantesimo, la lama da bianca candida diventò rosso fuoco ed iniziò ad essere circondata dalle fiamme, poi Kire pronunciò un altro incantesimo e la lama tornò ad essere di luce
-Il meccanismo è più o meno questo...- si interruppe -ma devi essere tu a tenere la mano sulla lama- sospirò -Ma devi amntenere un tocco leggiero, altrimenti...potrebbero esserci delle conseguenze...nen per te...- silenzio -Sei sicura di voler continuare?- chiese il ragazzo infine...
eric si diresse con passo deciso verso l'uscita della città, per la strade c'erano poche persone, quasi nessuno, solo vagbondi e senza tetto, la città sebrava dormire ma eric e kragh avevano bisogno di fare rifornimento di cibo prima di partire, giusto poca carne secca, il necessario per poter sopravvivere solo quel giorno, entro sera avrebbero sorpassato il passo del corvo se non sarebbero accaduti incovenienti. eric sperava non succedessa nulla che li trattenesse sul paso del corvo preferiva sorpassarlo il più in fretta possibile, non era un bell'ambinete sempre pieno di balordi e caciatori di taglie provenienti dalla città vicine, infatti il passo del corvo era un passaggio quasi obbligatorio per i viandanti perchè eral a trada più corta per sorpassare la catena montuosa peroprio per questo motivo molti balordi si apposano da quelle parti, sperando di aggredire qualche viandante srovveduto. eric vide le prime bancarelle del mercato aprirsi, erano giusto un paio, ma in fondo avano bisgono di poche cose, non c'era motivo di aspettare che tutto ilmercato fosse allestito, si avvcinò ad una di esse, dietro c'era un anziano signore con la faccia stanca e l'espressione triste, stava ancora posizionando la merce - slave, mi dia della canre secca, non molta, l'essenziale per una gionrata - disse eric. - ecco, sono 20 monete di bornzo signore - disse l'anziano -venti?!- rispose il eric, al ragazzo sembrava troppo ma non se la sentì di replicere, in fondo quelle persona avevano perso tutto nel giorno precedente e avevano bisogno di soldi, era normale che i prezzi si fossero alzati, prese la carne, appoggiò i soldi sul bancone e se ne andò. subito fuori dalla città si scorgeva la cantena montuosa e il passo del corvo salire su essa. la cima del passo non era ad altitudine molto elvata ma era rocciosa e stratta, cera solo una sporadica vegetazione di muschio e sembrava tirare un vento gelido più in alto. eric e kragh cominciaono salire, avevano percorso solo poche centinaia di metri, tutto sembrava tranquillo fino a quando eric non vide del sangue, su un masso...
Erano appena entrati all'interno del passo del corvo quando Eric notò su un masso del sangue sospetto, rallentarono il passo e decisero di controllare. Dietro una roccia erano presenti alcune ossa sparse con ancora alcuni brandelli di pelle attaccati ad esse, probabilmente di qualche grosso animale che si aggirava da quelle parti. Dall'alto di quella giornata arida un corvo si levo in volo nel cielo proseguendo oltre il passo
"Non è nulla di che, probabilmente qualche bestia morta che è stata divorata da altre bestie, o forse dai Khai, sarà meglio fare attenzione lungo la strada" disse Kragh
Continuarono a proseguire lungo il passo tranquillamente le uniche creature che si intravedevano li erano i corvi, migliaia di corvi che osservavano la traversata dei due molto attentamente come se li stessero osservando. Arrivati quasi in cima al passo improvvisamente tutti i corvi preserò il volo girando in aria attorno ai due, poi un messaggio telepatico raggiunse Kragh.
(Da quanto tempo...... KRAGH.....) (chi sei?)
(Manda avanti il ragazzo altrimenti sarò costretto ad ucciderlo...... dovresti saperlo......)
Kragh non conosceva la persona che lo stava contattando telepaticamente ma non voleva un combattimento nel passo, era troppo stretto per riuscire a combattere bene e probabilmente avrebbero avuto molte difficolta se questa presenza decideva di attaccarli.
"Eric vai piu avanti dopo questa breve collina e aspettami qualche istante li, non fare domande, semplicemente vai"
attese che eric se ne andasse
kragh era stato misterioso come sempre, eric non fiatò, si fermò solo per un isntante e proseguì lasciando indietro kragh, sorpasò la piccola collina e si mise seduto su un masso. cominciava a diventare fereddo, l'altitudine era piuttosto elevata e benchè il sole era sorto ormai da tempo il vento gelido continuava a soffiare con forza tra i massi del passo, fischiando ed emettendo rumori sinistri, l'atmosfera che si respirava in quel sentiero non era certo delle migliori, il passaggio era stretto, se qualcuno li avesse attaccati lo scontro sarebbe stato obbligatorio, non c'erano vie di fuga, gli alti massi ai lati fungevano da barriera, come se non bastasse quel maledetto vento faceva stare eric sempre in tensione, tutti quei rumori strani, sembrava quasi che qualcosa dovesse imbattersi sul loro cammino da un momento all'altro. eric se ne stette seduto su quel sasso a meditare per qualche minuto, ma kragh non si decideva ad arrivare - ma che cosa starà facendo?! non abbiamo tempo da perdere! - continuava a ripetersi eric un po stizzito. i minuti passavano ma di kragh non si vedeva, eric scocciato guardò il cielo, era pieno di corvi, ma il loro moto era stano, era come se fossero psaventati, si spaventati da qualche presenza. erci si guarò attentamente intorno me non vide nulla, poi fissò nuovamente i corvi, volavano veloci e sembravno disorientati, eric ne era certo c'era qualcosa che non andava, provò a chiudere gli occhi e a concetrarsi, fece un bel resriro e poi silenzio, sentiva il rumore del vento passare tra i massi e sentiva il gracchiare dei corvi, come se fossero nervosi ed infine percpì qualcosa, o forse qulcuno, si c'era qualcuno non lontano da lui, se lo sentiva. eric riaprgli occhi e quella sensazione scomparve, che fosse solo un presentimeno r nulla di più?
Poco dopo che Eric si allontanò dietro la collina un piccolo stormo di corvi scese nel passo, formando una sagoma umana non ben definita.
La figura che si parava davanti a kragh ora veniva in parte offuscata dalle ali dei corvi che continuavano a sbattere, tornò a conttatarlo telepaticamente.
(Bene bene bene, guarda chi si rivede...) disse con un tono quasi sprezzante (cosa ti porta dalle mie parti ancora una volta?)
(Questi non sono affari che ti riguardano. Piuttosto, dimmi chi sei.) disse Kragh
(Mmmh?! Non ti ricordi di ME?!) dalla figura Kragh intravide i suoi occhi grigi e il suo sguardo; prima sconcertato poi mutò in una espressione compiaciuta e interessata (Interessante.......) aggiunse (Forse capisco cosa ti ha spinto a tornare dal vecchio.....)
(Quale vecchio? chi sei tu? dimmi quello che sai su di me!)
(Uhuhuhuh povero Kragh, ti senti disperso vero? Uhuhuhuhuh......)
(PARLA MALEDIZIONE!) Kragh preso da uno scatto d'ira si avventò contro la figura piantandole una delle sue lame nel petto. La figura si distrusse e lo stormo di corvi si separò volando via nel cielo, sulla lama di Kragh era rimasto impalato soltanto un corvo.
(Ci rivedremo presto.... Kragh....)
"ASPETTA DANNAZIONE" L'urla di Kragh riecheggiarono per il passo, i corvi smisero di girare in aria all'impazzata e tornarono a nascondersi fra le roccie del passo. Il silenzio ora regnava nuovamente lungo quello stretto sentiero. Kragh decise di proseguire il cammino, avevano gia perso abbastanza tempo e il templio di Herines era ancora molto lontano. Tornò da Eric oltre la collina e proseguì dritto aggiungendo solo poche parole "Andiamo, abbiamo ancora molta strada da fare"
filanlemtne kragh era di ritorno avea un'espressione strana ma non disse una parola su cosa fosse accaduto in quei minuti e nemmeno eric non gli chiese nulla, se fosse stato qualcosa di importante per il loro viaggio gliel' avrebbe detta, se non diceva nulla voleva dire che erano fatti suoi ed eric preferiva non immischiarsi. riptesero a camminare, il sentiero si inerpicava sempre più in alto, acora nno si vedeva la cima del passo ma il vento si faceva sepre più gelido, il freddo stava cominciado a diventare insopportabile, come se non bastasse la strada del passo era parecchio dissestata e muoversi agilmente non era la cosa più semplice del mondo, la stanchezza cominciava a farsi sentire, ma al tempio mancava ancora molto e riposarsi non era di certo l'idea migliore, la stanzhezza era sopportabile. il silenzio del paso era rotto solo dal gracchiare dei corvi, ma eric sentì un urlo il lontanaza, un urlo di donna, gli fece gelare il sangue nella vene. eric si guardò un po intorno poi chiese a kragh -l'hai sentito anche tu?- kragh non ebbe il tempo di rispondere che si sientì un altro urlo. erico cominciò a camminare a passo più svelto verso la cima, arrivò un una spacie di spiazzo, e una ragazza correva barcollando verso di lui, urlava e piangeva, sembrava sconvolta, i lunghi capelli neri erano bagnati e le rimanevano attaccati al volto, portava un lungo vestito di seta bianco, sebrava un vestito da notte, era zuppo di sangue, la ragazza non portava ne scarpe, ne altro, come se fosse stata svegliata nel cuore della norre e portata li, la sua pelle color alabastro era pienadi contuisioni e tagli, era ridotta davvero in fin di vita. la ragazza mentre si muoveva verso eric e kragh cadde a terra, eric si precipitò da lei e le tirò su la testa, respirava a fatica e tentava di dirgli qualcosa ma era incomprensibile, balbettava troppo - parla! chi ti ha ridotto così?! chi è stato!?- la ragazza continuò a balbettare qualosa e poi le crollò la testa all'indietro, non c'era più nulla da fare, era morta, aveva perso troppo sangue. eric appoggiò a terra il capo della ragazza delicatamente, le chiuse gli occhi e le icnrocìò le mani sul petto...
"E' inutile perdere altro tempo con lei, qualsiasi cosa le sia successo non sono affari che ci riguardano."
Disse Kragh con tono freddo mentre scavalcava il corpo di quella donna.
"Avanzeremo stando piu attenti d'ora in poi"
Continuo per qualche passo poi si fermò e guardò indietro.
"Cosa stai aspettando? Non possiamo restare qui"
Restò ad osservare perplesso Eric.
il freddo, le pietre tutto intorno, quella ragazza morta, ricordavano a eric brutti ricordi del passato, come quella volta di quattro anni prima su quel maledetto monte, eric chiuse per un attimo gli occhi e abbassò lentamente la testa, si passò una mano tra i capelli poi li buttò tutti indietro al giacchetto, diede un ultima occhiata a quella ragazza così giovane poi disse - hai ragione, non dobbiamo perdere tempo, ma occhi aperti d'ora in poi- i ricordi di eric riaffioravano a poco a poco, prima Desper, poi Yera e ora questa ragazza, prima o poi avrebbe dovuto fare i conti con quel maledetto passato, ma non era quello il momento di tormentarsi, dovevano attraversare il passo il prima possibile! Kragh era già andato avanti, eric allungò il passo per raggiungerlo, tra i due c'erano tanti segreti, e di certo non scorreva buon sangue, ma quello era il suo compagno di viaggio e l'avrebbe accettato! continuarono a camminare, le salite si facevano sempre più ripide, ma la vetta era vicina presto avrebbero potuto riposarsi per qualche minuti e mettere qualcosa sotto i denti. mentre camminava eric guardò il cielo, era quasi mezzo dì, il sole risplendeva alto in cielo, ma si stavano avvicinando delle nuvole nere da est, sarebbero state li in meno di un ora -kragh! si sta preparando un altro temporale! raggiungiamo la vetta, è vicina!- subito dopo un forte rumore sordo fece volare via tutti i corvi....
Il rumore sordo che si udii attraverso il passo fece volare via tutti i corvi presenti li attorno ma non distolse kragh dal continuare lungo il suo cammino, era determinato ad arrivare alla città successiva per raccogliere maggiori informazioni riguardanti il templio e magari scoprire anche chi era il vecchio citato da quella misteriosa figura.
Tuttavia tutti questi pensieri distolsero per qualche istante l'attenzione di Kragh dalla sua strada, arrivato in cima si ritrovò contro due mostri. Il loro aspetto era simile a serpenti grandi quanto mezzo uomo ma presentavano delle zampe come quelle dei millepiedi lungo tutto il loro corpo.
Uno dei due aprii la bocca e sputò uno strano liquame indirizzato verso il volto di Kragh, fortunatamente una delle lame animatasi da sola ne deviò il percorso, il liquame cade a terra con un suono quasi sordo in parte mentre in parte rimase incollato lungo la lama.
"Divoracorvi!" esclamò Kragh
"Eric fa attenzione al loro sputo!"
-divoracorvi!?- gridò eric, quelle maledette creature erano capaci di sputare un liquidi colloso dalla bocca, che aveva anche un forte effetto corrosivo, oltre a ipedire il movimento dava anche fortissimi bruciaori quasi insopportabili, eric aveva combatutto contro queste creature solo una volte e di certo non era stato uno scotro piacevole. eric si fiondò contro uno dei due divoracorvi per andare in aiuto al compagno ma la creatura lo coplì violentemente con una zampa buttandolo a terra, il ragazo colpì un masso con la schina -aaahhhh!!- gridò eric quando cadde violentemente a terra, il ragazzo si rialzò aiutandosi con la spada, guardò davanti a se e vide il mostro in carica verso di lui, il ragazzo si spostò all'ultimo secondo e provò a colpire il divoracorvi di schina ma fallì, la creatura se ne accorse e lo scaraventò nuovamente a terra, eric si rialzò prontamente, la creatura sputò del liquido ma eric lo schivò saltando a destra, la creatura sputò ancora e ancora una volta eric lo schivo saltando indietro ma inciampò e cadde come un' imbtranato, mentre si stava rialzando al creatura sputò ancora e lo colpì la piede incollandolo per terra, provò a liberarsi ma non ci riuscì, nella caduta aveva anche perso la spada e non riusciva a raggiungarla, voleva chimre kragh ma era lontano e troppo occupato a combattere. la creatura fissava eric, quest'ultimo estrasse il pugnale dalla cintura e lo laciò cotro il mostro, lo copì ad una gamba e questo ruggì, poi infuriato guardò eric e cominciò a correre verso di lui a fauci spalancate, lo avrebbe fatto a brandelli, eric allora estrasse la sua pistola già carica con un proiettile d'argento e sparò dentro la bocca della creatura trapassadolo da parte a parte e facendoo cadere a terra... eric era slavo, ma quell'unico colpo che gli rimaneva era sprecato...
Sapeva cosa doveva fare... Doveva salvare Elianor... "da sola non ce la farò mai" pensò "anche se ora ricordo tutto sono ancora una mezza khai e c'è ancora la nuova Desper ... Sono insabile... Devo trovare gli altri!" pensò ancora e corse fuori dove c'era Samantha che la fermò e le disse:-dove vai? Cosa ti è successo prima nel laboratorio di luce?- -niente- rispose Desper in modo freddo:-avanti dimmi la verità, chi è quella ragazza? cosa significa per te?- -togliti dalla mia strada!- sbottò Desper spingendola via. Ricominciò a correre seguita da samantha
Il mostro si infilo fra due massi come a volersi parare da eventuali attacchi, poi con un rapido scatto andò in carica verso kragh sputando ancora una volta quel liquame scuro. Kragh evitò l'attacco attaccandosi di spalle al passaggio, la creatura continuava ad avanzare molto velocemente ed era quasi giunta a portata di morsi.
"E va bene, giocheremo al tuo stesso gioco!" disse Kragh inginocchiandosi in direzione della creatura, fece un profondo respiro e quando riaprii la bocca una fiammata andò a infrangersi contro la creatura che avanzava a tutta velocità.
Arrivò davanti a lui carbonizzata e agonizzante, allora kragh piantò la sua lama gia sporca di liquame nella testa del mostro che ebbe un breve sussultò e poi morì spargendo quel poco di sangue che gli restava in corpo.
Una volta rialzatosi sentii di nuovo la voce di quella presenza, questa volta come se fosse molto piu distante
(AHAHAHAH.... Bentornato Kragh..... AHAHAHAahahah......)
Rivolse l'attenzione ad Eric che era salvo a sua volta e disse "Speriamo di non trovarne altri lungo il cammino, questo passo stretto non ci permette molta libertà d'azione. Su coraggio, proseguiamo"
kragh aveva ragione, sarebbe stato meglio non incotrare più nessun nemico del genere lungo la strada, la limitata possibilità di movimento avrebbe creato dei problemi non indifferenti. ripresero il cammino, era quasi mezzogiorno, tra poco avrebbero dovuto fermarsi per mettere qualcosa sotto i denti, tuttavia di riposarci non c'era tempo, non era prudente rimanere a lungo su quel passo così pericoloso, ma i nuvoloni nero si stavano avvicinando e questo avrebbe potuto fargli perdere molto tempo. eric e kragh ripresero il cammino a passo svelto e dopo pochi minuti arrivarono sulla cima del passo, la strada per il ritorno era più corta, il passo dal versante est che avevano appena passato era molto più inticato rispetto al versante ovest, la discesa sarebbe stata più breve - kragh! andiamo ancora avanti, ci fermeremo più tardi, ci conviene fare più strada possibile prima che arrivi il temporale!- disse eric voltandosi indetro verso il cmpagno, poi senza aggiungere altro cominciò la discesa, si poteva vedere la nebbia che c'era a valle, era un posto molto chiuso, la nebbia faceva fatica ad alzarsi, eric c'era già stato, vederla dall'alto era una visione spettacolare, ma trovarsici in mezzo era una brutta esperienza. i due continuarono a camminare senza sosta per ancora un oretta poi in cielo si undì un forte tuono che rimbombò all'interno dei labiriti rocciosi del passo, eric si fermò e gurdò in alto scostandosi i lunghi capelli dagli occhi, comincò subito a piovere. il ragazzo si gurdò intorno vide un piccola grotta, anzi pù che una grotta era come una incavatura nella roccia, ma era abbastanza grande per lui e kragh, era un peccato doversi fermare a così poco dalla fine del passo ma non avevano lara scelta, la pioggia continuava a scosciare -andiamo! - disse eric correndo senza nemmeno voltarsi verso kragh...
-ferma!!!- urlava Samantha:-si può sapere che diavolo ti è preso?!- Desper si fermò e le disse:-adesso non posso ascoltare le tue inutili chiacchiere!!! Devo... Ehm... Devo andare...- -hai qualcosa di strano...- Desper distolse lo sguardo e disse:-no... tutto a posto... devo trovare i miei ex compagni...- -e... Perchè?- mi chiese:- perchè è la mia missione, ovviamente...- rispose Desper. Si allontanò e uscì dall'edificio... Da dove iniziare? Cominciò a camminare senza una meta come se fosse in trance...
"Non abbiamo tempo di preoccuparci della pioggia." Disse Kragh mentre Eric si rintanava in un piccolo cunicolo incavato fra le rocce del passo.
"Quella potrebbe benissimo essere la tana di un'altra di quelle bestie immonde, rimanere qui non mi aggrada di certo, ancora un ora e arriveremo in città dove potremo ripararci in una locanda. Coraggio mettiamoci in cammino."
Detto questo prese di forza il giovane Eric per un braccio e inizio a trascinarlo lungo la discesa e in breve tempo giunserò all'ingresso del banco di nebbia che presidiava la vallata della città. Kragh prese nel suo pugno alcune gocce di pioggia, mormorò qualcosa e l'acqua nelle sue mani iniziò a brillare proiettando un fioco fascio di luce davanti a loro diradando quella fitta nebbia.
"Seguimi e fai attenzione." aggiunse.
Prosegui oltre senza fiatare, con le orecchie pronte a captare rumori sospetti tra lo scroscio della tempesta sugli alberi, certo che Eric lo seguiva a breve distanza.
kragh lo aveva costretto a vagare nella pioggia e ora erano immersi in una fitta nebbia, eric non riusciva a vedere nemmeno kragh di fronte a se, vedeva solo una forte luce che esso emanava, una delle sue diavolerie, ma questa volta si sarebbe rivelaa utile. eric mentre continuava a caminare in avanti seguendo la luce ricordava il passato, quando aveva già camminato per quella nebbia, ricordava che la città non era lontana, presto infatti avrebbero visto in lotananza le luci delle case e dei mercati, putroppo le osterie e le locande di quel posto traboccavano di maledetti cacciatori di taglie in cerca di denaro facile e delinquenti di ogni tipo, assasini, ladri, stupratori, la feccia della zona si radunava tra i tavoli delle locande, per giocare d'azzardo o magari trovare donne di facili costumi, non era prorpio il posto adatto per Eric, troppa confusione, troppa gene che avrebbe potuto riconoscere il suo viso messo su qualche volantino, ma infondo non potevano continuare a vagare ncora per molto, una tappa in quella città era fondamentale. Eric ritornò alla realtà, davanti a lui ancora non si scorgeva nulla, continuava a camminare, terribilmente infastidito dai lughi capelli bagnati per l'umidità, se li continuava a sistemare nervosamente, li buttava diero le spalle ma per il passo veloce sontinuavano a tornargli sul viso, poi d'un trato senti un rumore acuto, ricordava perfettamente cos'era, tra la nebbia volavano a storimi degli uccellzcci simili a dei piccoli draghi che emettevano dei suoni acutissimicon la bocca, erano soliti piombare sulla loro preda in gruppo e graffiala a morte fino a farla cadere in terra per poi cibarsene, era difficile difendersi da quelle creaturine, erano miccole, veloci e nella nebbia si scorgevano a fatica. Eric accellerò il passo e ragguunse kragh - senti anche tu questi striduli vero? spegni questa maledetta luce! non vorrai mica essere divorato... Eric non era sicuro che il suo compagno avesse copreso di cosa stava parlando, ma tenere quella luce accesa sarebbe stato un attaco sicuro, dovevano arrivae alla città inosservati, orami era vicina, Eric passò davanti a kragh, prese il suo libretto dove annota tutto, lo sfoglò velocemente poi disse - seguimi, presto, si va per di qua!-