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Beyond Final Fantasy => Cultura Generale => Storie => Discussione aperta da: Silver Element il 10 Febbraio 2007, 23:26:24

Titolo: Punto, A Capo.
Inserito da: Silver Element il 10 Febbraio 2007, 23:26:24
Punto, a capo

Una piccola riflessione filosofica (non spaventatevi) sulla domada: Perchè scrivo?

E sono ancora qui. Seduto davanti alla tastiera, a fissare l'alternanza del bianco e del nero sui quadratini che compongono il mezzo di scrittura a cui sono più affezionato.
Mi perdo a filosofeggiare, a sognare, su qualcosa che non sia banale. Sento che "lei" è il mio modo di parlare, la mia via per far sapere a tutti cosa provo.
Domani, mi sveglierò, chiedendomi: Perchè scrivo?
Inutile chiederlo. Sarebbe come chiedere al passero: Perchè voli? Lui senza esitazione, con un sol battito d'ali, ti risponderebbe, fremente: E'parte del mio essere.
Non sono un passero, ne lo sarò mai. Perchè dunque, mi ostino a fissare i binachi e neri del mio pianoforte, con il quale compongo la melodia che tutti leggono?
Punto, a capo, virgola, due punti, spazio, stop. Le pause, i battiti del cuore, i respiri. Li sento, li leggo.
La domanda non ha ancora una risposta. Chiedo dunque al pianista, non più passero, di dirmi, perchè compone: Per amore.
Devo amare per scrivere? Devo amare per vivere?
Lo sento, non è ancora la risposta che voglio, non quella che cerco.
Mi sento rapire dalle parole che escono. Voglio pronunciarle, leggerle ad alta voce, gridarle al mondo, per far sapere che penso e vivo.
Ora rifletto, su ciò che mi ha detto il pianista. Io amo.
Cosa amo? Posso amare? Perchè amo?
Ancora quella domanda senza risposta. La leggo e so che non me ne libererò mai, ma è lei che mi fulmina e mi spinge a dare il meglio.
Ora so. Capisco, il motivo della mia inquietudine. Scrivo per amore, o amo per scrivere?
Due facce della stessa medaglia. Donna bionda o mora? Quale delle due godrà dell'amor della poesia?
Quale delle due sarà la mia poesia?
Infine mi spengo, pensando che nemmeno questa sia la mia vera motivazione.
Non dormo sonni tranquilli, pensando alla mia inquietudine ed alla mia domanda, che ne genera altre.
Qual'è quella vera? Ancora una volta.
Sento che non potrò sopportare ancora questa pressione. L'ossessione, di non sapere perchè premo i magici tasti del mio organo, con i quali vivo e faccio vivere.
Tramite loro do vita, e vivo. Faccio emozionare loro, e mi emoziono. Loro chi? Non ancora, non adesso.
Rileggo, scrupoloso, correggo.
Punto, virgola, due punti, parentesi, stop.
Finisco la frase e mi sento prosciugato. Le emozioni mi lasciano, per stamparsi sul foglio, e trasmettersi forse al lettore, che sia lui occasionale o abituale.
Piace agli altri? Non lo so. Lo voglio sapere? Ho paura. Di cosa? Critiche. Sono buone amiche sai? Davvero? No.
Me lo chiedo ancora, ma la sento lontana la risposta. Come un eco in un canyon. So che arriverà, ma non so quando.
Infine la vedo li. Tra le mie stesse righe.
Scrivo per piacere, non per piacere agli altri.
Davvero questa è la "mia" risposta?
Mi illumino, e premo i tasti, che compongono la mia via. La mia melodia. Sono loro che mi fanno vivere. Sono io che vivo tramite loro, e do vita ad essi. Essi chi?
Alle persone piace ciò che scrivo? Non lo so. Mi interessa? Ho paura. Di cosa? Di me stesso. Sei un buon amico lo sai? Davvero? Si.
Punto, virgola, due punti, stop.
Titolo: Punto, A Capo.
Inserito da: reverendo wolfwood il 14 Giugno 2007, 21:59:40
riflessione molto paragonabile al senso stesso della vita
ci chiediamo spesso
cosa c'è al di la della vita
oppure
chi siamo
ma la domanda che veramente abbiamo effettivamente paura persino di formulare è
perchè vivo?
la gente si rinchiude in futili quanto fragili contenitori preconfezionati integrabili e biodegradabili al 100% nella società
che come una grande macchina ti permette l'illusione di una vita fatta di felicità
perche allora abbiamo paura di formularla quando sentiamo cmq di essere felici all'interno di questi contenitori?
sfuggiamo da quelle che sono le nostre effettive responsabilità? abbiamo paura della risposta che ne uscirà?
io non lo so
per ora
ho gettato via quella piccola scatola fatta di illusioni e colla scaduta per cercare di vivere la mia vita nel migliore dei modi anche per gli altri
ma sono qui che apprezzo anche cose che la macchina dei sogni direbbe di non apprezzare e nel frattempo lascio che i miei piedi si gelino con l'acqua fredda che si infrange sulla spiaggia
mia unica compagna la notte, nel suo silenzio io mi cullo
ed attendo la mia risposta
ma sarà mia. soltanto mia.