I 2 arrivarono nel paese di Kay. Entrarono in una locanda e chiesero una camera con 2 letti singoli, portarono i bagagli in camera e poi scesero di nuovo. Il padre rimase al bar a bere mentre lei si sedette ad un tavolo a osservare il cielo nero come la pece che si annuvolava...probabilmente avrebbe nevicato quella notte. Mentre Erin era sopra pensiero si avvicinò un tizio ubriaco fradicio che le disse:- Ehi pupa! Ti va di passare la serata con me?- Erin ,che aveva già capito il doppio senso, disse scocciata:- vai a scocciare qualcun'altra!!- lui si limitò a fare la faccia da quello che sapeva tutto e ad appoggiare qualche soldo sul tavolo; lei ,che non aveva apprezzato per niente l'antifona, si alzò e gli piazzò una ginocchiata nello stomaco, poi disse pacatamente:- non sono quel tipo di donna!- e tornò in camera. Dopo qualche minuto tornò il padre e disse scherzoso:- non sei molto femminile!- lei fece una risatina e disse:- nel posto in cui lavoravo non mi conveniva!!- e si addormentarono.
Vi piace?
E' carina ma non riesco a capire se è collegata con 'il vento'.
Se si ti consiglio di continuarla sullo stesso topic ^_^
Clap, Clap, Clap!
Brava! Le mie storie fanno sempre pena e poi le lascio quasi sempre a metà
Cmq Selphie dice che è collegata con "il vento" e con "la partenza" perchè è il continuo!!!
Ps: voglio il seguito... :P
Brava... forse il tuo stile è un po' troppo "frettoloso", ma sul resto niente da dire, complimenti.
Forse quello che nemo vuole dire è che dovresti rallentare il ritmo della trama.
Figo, ho l'interprete personale
Volevo dire che racconta gli eventi un po' troppo in fretta... Penso di essere stato chiaro :-
Volevo essere utile, chiedo umilmente perdono...
Nè io volevo essere aggressivo ._.
Tranquillo *_* Lo sai che ti amo *_*
Basta ora, siamo un po' OT :ninja:
In effetti questa l'ho fatta un po' di fretta, ma il seguito sarà esplosivo...Spero! Ah, non è vero che le storie di Artemisia90 fanno pena, anzi...adesso la costringo a scrivere qualcosa! :devil:
Brafa *_*
Però la continuazione di questa scrivila sempre su questo topic, così non famo casino :ninja:
La mattina si alzarono prestissimo e si misero in viaggio, nella piazza videro delle guardie che appendevano volantini di ricercati; quando li notarono corsero loro dietro urlando:- è lui! L'abbiamo trovato!!!-
Erin si trovò un po' spaesata, ma presto si accorse che era meglio correre: le guardie avevano cominciato a lanciargli dietro freccie su freccie. Arrivarono fuori dal paese, nel bosco innevato... avrebbero seguito le loro orme, ma a Erin poco importava: ora c'era la sua rabbia e basta; il naso e le orecchie gelidi cominciavano a bollirle dall'ira. All' improvviso sbottò:-Cosa aspettavi a dirmelo?!?! Aspettavi forse di penzolare da una forca?! Di bruciare al rogo?! Maledizione!! Ora li facciamo fuori prima che chiamino i rinforzi!- lui la fermò e disse piano:- no, anche loro hanno figli a casa...- Lei annuì, salì sul cavallo, ma prima di partire disse:- Ti sei mai fatto questo problema? Anch'io ho figli? Tu sei mio padre, non ti avrei abbandonato se tu me lo avessi detto...- lui non rispose e lei concluse dicendo:- che faccia di bronzo! Prima mi abbandoni, poi torni a predermi come se niente fosse e ora hai pure dei segreti!!!- ripartì seguita da quell'uomo misterioso, non sapeva neanche se era il suo vero padre, ma era troppo stanca per avere dubbi e farsi domande. Nel suo cuore sperava che il padre si scusasse e quasi si aspettava che avesse altri segreti che probabilmente non le avrebbe mai detto.
Si sentiva sotto pressione: troppe cose erano successe in quei 2 giorni...
Ricominciò a nevicare, la visibilità era parecchio ridotta e faceva freddissimo...
I 2 proseguivano, ma non erano sicuri che fossero sulla strada...
Non scambiarono una parola. Intravedevano le porte della capitale, nessuno viaggiava con quel tempo e forse le guardie avevano perso le loro tracce; dopo la capitale c'era casa loro, ma era lontana e piccola proprio come si sentiva Erin: piccola, lontana, dimenticata... Cercò di non pensarci, le bruciavano gli occhi.
Poi il padre le disse:- Sei uguale a tua madre.- lei, glaciale, disse:- Questo l'hai già detto! Invece che ripetere le cose perchè non mi dici qualcosa che non so?- la conversazione si concluse lì. Sapevano che nella capitale c'era il caos e probabilmente tutti cercavano loro, ma non importava...Erano senza forze a causa della barriera che si era innalzata, fatta solo di rabbia e segreti celati.
Erin era arrabbiatissima, avrebbe voluto picchiare il padre di cui non sapeva nemmeno il nome, ma adesso più che mai non le importava. Ruppero il silenzio solo alle porte della capitale, quando il padre le disse:- Ho degli amici qui, ci ospiteranno loro.- lei si limitò ad un cenno del capo. Entrati si diressero da questi amici di famiglia; vivevano in una casetta che cadeva a pezzi, isolata dalle altre.
Appena entrati un uomo sulla quarantina, pelato e grasso li accolse a braccia aperte, aveva la barba bianca ed Erin pensò che assomigliava a babbo natale alcolizzato. Quest'uomo parlò un po' con il padre poi si rivolse a lei dicendo:- è questa la tua bambina? Com'è cresciuta. é una signorina ormai!- lei lo fulminò con lo sguardo, odiava chi diceva "bambina" a persone adulte; per forza che era una signorina: era maggiorenne, aveva 20 anni compiuti. Lui, deluso, tornò dal padre mentre lei si mise a guardare fuori dalla finestra il cielo grigio antracite da cui fioccavano candidi cristalli di neve. Sapeva che quella specie di babbo natale era buono e cercava di aiutarli, ma non potè fare a meno di pensare che fosse un po' deficiente; non voleva essere così cattiva, ma era talmente arrabbiata, furiosa, stanca che se ne andò in camera da sola e cominciò a piantare cazzotti al muro immaginando che fosse suo padre!
Quando quest'ultimo la raggiunse in camera lei dormiva, ma il muro era leggermente crepato....s'infilò sotto le coperte.Dormirono tutto il pomeriggio e ripartirono la notte.
Begissimo!!!!
Propio una stupenda storia
Ma come fai e essere così brava???
Cmq tu... :sarcasm: non mi oblighi a scrivere... :calm: perchè tanto non scrivo!!!!! ...IO FACCIO PENA!!! :bleh:
Ps: pretendo il continuo!
Dio santo! Non sono così brava!! Cmq vuoi sapere il mio segreto? :wink:
Scrivo sempre quella che sento! Sul fatto di obbligarti o meno, diciamo solo che se non scrivi niente il continuo te lo scordi! :devil: :gun: :devil: :matrix:
Capito? :bleh:
fantastica!!!!
VOGLIO IL SEGUITO!!!!
NON POSSO FARNE A MENO(come una droga)!!!!
EE DAIIIIIIII
Dipende tutto da Artemisia90, se lei scrive puoi continuare a sniffarti le mie storie, se no... :bye2: ciao ciao!!!
Artemisia 90 risp: sono io! primo la maggioranza vuole il seguito e non si possono deludere i fan quindi tu continui. capi?
Riprendo il controllo della mia tastiera, sai... lo dice il mio nome che sono una dea, con gli dei non si discute. Selphie disse ricatto e ricatto fu!!! A parte gli scherzi io ascolto me stessa e non la vox populi. :matrix: Inoltre quello che scrivo è solo :spam:
mhh,tu si che fai successo :calm:
la mia storia non l'ha letta nessuno!!!! :spam: :angry01: :waaa:
è lunga ma è bella!
se l'avessi scritta io farebbe pena,ma non l'ho scritta io(indi è bella)!!!
l'ha scritta il vecchietto che c'è nella mia firma
Davvero una storia carina...
Ma the great sephirot era un maestro...
(non mi linciate x aver detto questo vi prego!!!)
Hai ragione, era un maestro (così ci linciano in 2 :help: ). Ma io non sono questo granchè. Se credete questo, ok, ma io non mi considero brava... Anche Artemisia 90 è brava, solo che non vuole scrivere.... Poi avrei fatto un'altra storia e penso che quando finirò questa la scriverò qui sul forum... Comunque ,quando Artemisia90 scriverà, avrete il continuo.
Era notte. Il cielo corvino. Niente luna. Niente stelle.
Solo buio. Questo provava Erin: buio profondo, mentre cavalcava nella neve accanto al suo presunto padre.
Aveva voglia di piangere, di urlare, ma non fece nulla di tutto ciò.
Era una ragazza troppo orgogliosa per mostrare quel momento di debolezza.
Erano ricercati e la cosa peggiore che potesse fare era proprio quella di abbandonarsi al pianto...No.
Si ricacciò tutto dentro e rimase a guardare la strada davanti a sè.
In quel momento suo padre si fermò, lei arrestò violentemente il cavallo e attese che lui si affiancasse.
Sentiva che stava per dirle qualcosa e cominciò a guardarlo in attesa di un bruciante segreto non ancora rivelato. Aveva il timore che lui dicesse:- Non sono il tuo vero padre!- ma lui non disse nulla di ciò, ma bensì:- Scusa...Sono solo un idiota...- fu interrotto da un rumore improvviso proveniente da un gruppo di alberi poco lontani.
Si voltarono allarmati e videro una creatura enorme che si avvicinava sbattendo le gigantesche ali: un drago, un enorme drago bianco.
Si arrestò dinnanzi a loro e fece un verso cavernoso; si mise su 2 zampe e osservò i 2 con i suoi occhi rosso fuoco. Si rimise a 4 zampe e, per far notare la sua superiorità, lanciò una lingua di fuoco verso l'alto.
Erin sapeva benissimo che la balestra non serviva a nulla e non tentò nemmeno di utilizzarla. Fu suo padre a stupirla: cacciò un urlo e corse verso la bestia con una spada a cui Erin fece caso solo in quel momento. Era piuttosto grande, a forma di croce, dorata. L'uomo spiccò un salto e cercò di colpire la creatura.
Erin corse verso di lui, ma non aveva la più pallida idea di cosa fare.
Suo padre trafisse l'occhio del drago e ricadde a terra. La creatura, involontariamente, lo infilzò con gli artigli, arretrò e cominciò a sputare fuoco.
Erin si avvicinò al padre morente e pianse.
Lui le disse:- Quando arriverai al bivio vai a sinistra e passa per la foresta... Incontrerai un amico...- lei ,tra le lacrime, bisbigliò:- ma ho bisogno di te!! Non conosco nemmeno il tuo nome!- ma lui esalò l'ultimo respiro; gli si allargò un sorriso; era morto tra le braccia di sua figlia e per questo era contento.
Lei raccolse la sua spada, si alzò e si asciugò le lacrime. Il drago la guardò con ira e lei ricambiò lo sguardo. Si sarebbe vendicata. La bestia si alzò su 2 zampe e cercò di colpirla con la coda, lei fece un salto e schivò il colpo. Cercò di ferirlo al fianco, ma la bestia era coperta da scaglie troppo resistenti. Roteò la spada e lo colpì alla coda. Questo fece irare il drago che cercò ripetutamente di trafiggerla con gli artigli. Si accorse che, retrocedendo, era con le spalle al muro: Era finita contro un albero enorme. Il drago sferrò l'attacco, ma lei si abbassò. La creatura era lì con una zampa infilata nell'albero cossìchè lei salì fino al collo e cominciò a colpirlo e a causargli ferite profonde.
Il drago la sbattè a terra a le avvicinò le fauci spalancate. Erin non perse tempo e gli trafisse il palato raggiungendo il cervello della bestia che stramazzò al suolo.
Non volle sotterrare il padre, preferì dare fuoco al cadavere come si usa fare per i guerrieri caduti in battaglia. Rimase a guardare il falò per qualche minuto. Poi si voltò con gli occhi lucidi e rimontò a cavallo.
poverinooo :bye2: :bye2:
non è giustoooo!!!
e comunque(scusa se sono pignolo)i draghi bianchi non attaccano mai gli uomini x primi(sono di indole buona)
ritornando al brano:un capolavoro!
Proprio perchè non è nella norma che mi piace come idea quella del drago bianco.
L'idea di fare qualcosa di diverso mi piace molto. Ma non stai esagerando con i complimenti? Adirittura un capolavoro!!! Comunque grazie di aver risposto. :pinkhappy:
Camminò con l'alba alle spalle, era un segno? Lei e suo padre avevano marciato sempre con l'alba alle spalle e il tramonto davanti.... Lei non era superstiziosa, ma ormai cercava qualcosa a cui dare la colpa. Finalmente arrivò al famoso bivio, fece un lungo sospiro e voltò a sinistra. Giunse in una radura imbiancata dalla neve, era un capolavoro della natura: sembrava una foresta di ghiaccio; scese da cavallo e si avvicinò al laghetto rotondo completamente congelato, si specchiò... "è colpa mia" pensò e mollò un pugno alla superficie ghiacciata che si ruppe. Fece per andare avanti per la sua strada quando udì un batter d'ali, estrasse la spada e si guardò intorno... Il rumore proveniva dal lago.... all'improvviso un enorme grifone uscì dall'acqua e si posò difronte a lei... Era una creatura increbibile: aveva un manto corvino lucidissimo, artigli micidiali e occhi di ghiaccio. Si sedette di fronte a lei e disse, con voce profonda:- Non voglio combattere!- lei non sapeva se fidarsi o meno e gli chiese:- perchè dovrei fidarmi?- la creatura piegò la testa di testa di lato e controbattè:- perchè no?- Ripose la spada. Il grifone le rivolse una domanda insolita:- Cosa sogni?- lei scosse la testa e disse:- Non avrebbe più senso chiedermi se sono un nemico o meno?- l'animale rispose:- Avrebbe senso? Io non ho amici e non ho nemici, io esisto ma non vivo, so tutto e non so niente, vedo ma non guardo, ascolto ma non sento...- Erin sospirò e disse:- Sogno un posto che si chiama casa...- il grifone annuì e le chiese:- Vivi o Soppravvivi?- lei, sorpresa, rispose:- Soppravvivo per vivere... Credo.- L'animale si alzò sulle quattro zampe e disse:- Ebbene ti porterò a casa tua, sempre che tu ti fidi di me...- lei sorrise e disse:- Perchè no?- Il grifone volò nel cielo e le stette davanti per tutto il viaggio.
Erin ancora non era molto sicura, ma quella creatura era così umana....
Il sole sorse completamente, era una giornata stupenda e la neve brillava sotto i raggi del sole....
-Fermiamoci un attimo!!- disse Erin al grifone, che rispose:- Voi umani possedete così tante debolezze che io non possiedo....- Erin alzò gli occhi al cielo e borbottò:
-lo so che gli umani sono delle mezze-tacche, ma sta volta la debolezza è del cavallo!- la creatura atterrò e farfugliò:- la classica scusa umana!!!-
Lei scese da cavallo e iniziò a camminare avanti e indietro.... Era impaziente di arrivare a casa sua... -manca molto?- chiese all'animale, lui rispose:- dipende.... Credo che sia un fatto di punti di vista....- -Ricominci con gli indovinelli?- la creatura, offesa, sbuffò:- Bene, se è questo che pensi: che io parli come un oracolo o una specie di divinità che dice di tutto senza dire niente, mi cucio la bocca... Nessun problema!- -Enigmatico e pure permaloso.... Questa poi!- concluse lei.... Ripartirono e verso sera arrivarono in una valle di nuda pietra.... Veniva chiamata "Valle del vento" a causa delle violente folate....
-C'è una leggenda su questa valle...- iniziò Erin- si dice che le folate siano causate da una creatura che dorme qui da qualche parte...- il grifone la guardò e lei continuò:- ma è solo una leggenda, è solo folklore...- l'altro osservò un'enorme pietra e disse:- in ogni leggenda c'è un fondo di verità....-
Cominciò ad alzarsi il vento e si udì un suono sordo....
Wow... :homy:
basta solo una parola... Begissimo!
Ma sei bravissima, voglio il seguito! Capi?
Cmq è stata una genialata l'arrivo del grifo! è il mio animale leggendario preferito!!!