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Messaggi - Seila

#1
Un attimo che consulto la nostra cronologia (sì perchè uno dei nostri cervelloni ha scritto la cronologia in parallelo sia degli avvenimenti di FF7 che di FF8 più intersecandoli con quelli della nostra storia)...

... in effetti non capisco bene pure io. Ti incollo due pezzi della cronologia: (è coperto dal tag spoiler il primo)

[span style=\'color:#000000;background:#000000\']- Doom Gaze e la sua armata portano un attacco diretto a Centra City. La resistenza umana viene annientata ed ha inizio la prima diaspora che porterà alla nascita dell'impero di Dollet e di Esthar.[/span] (<- questo è un avvenimento della nostra storia)

poche righe + avanti leggo

- Un pianto Lunare si abbatte sul continente di Centra lasciando nient'altro che un enorme cratere.

- L'antichissima civiltà di Centra sparisce per sempre. I pochi superstiti fuggono a bordo degli "Scudi di Centra" sui quali poi verranno costruiti i Garden. (<- avvenimento di FF VIII)

Penso che Doom Gaze nella nostra storia, visto che è contro gli umani, annienti la popolazione ma non la città in sè. Il pianto lunare invece distrugge tutto.

Però chiedo conferma al nostro cervellone XD

Grazie della segnalazione!
#2
Oook! No problem, solo che ci metterò un pò XDD

Sto facendo screenshot anche di Last Order :P
#3
yuhuuuuuuuu c'è nessunoooooo??

Nessun'altro sta leggendo? Forza forza
#4
Storie / Final Fantasy - Merging Destinies
24 Aprile 2008, 03:29:29
I quattro ritornarono nella locanda dove avevano in programma di mangiare, soprattutto dopo l'impegnativo scontro con quella strana creatura.

JEAN: Non capisco... quel mostro... ha pronunciato quelle due parole: Lindblum e Garnet. Cosa saranno, città?

MIR: Uhm...

VALENTINE: Uhm...

KRYSTA: ...

JEAN: Che c'è?

MIR: Beh, vedi...

VALENTINE: No, perché prima...

JEAN: Uhm, decidetevi.

MIR: Prima le signore.

VALENTINE: Sì  ecco, prima, mentre ero in quel negozietto, parlando del più e del meno, ho detto di venire da Galbadia, e la signora non sapeva di cosa stessi parlando. Non conosceva neanche i SeeD.

JEAN: Strano...

VALENTINE: E non è tutto. Io le ho spiegato che i SeeD sono simili a dei soldati, e lei per tutta risposta mi ha detto che gli unici soldati che vengono qui sono di Midgar... Sì, Midgar, ha detto proprio così.

JEAN: Midgar? E cosa sarebbe?

VALENTINE: Non so che dirti, Jean.

MIR (Con aria pensierosa): Tutto questo è decisamente insolito, e quello che ho da dirvi lo è anche di più...

JEAN: Parla.

MIR: Beh, visitando quell'edificio ho scoperto una specie di passaggio segreto, sotterraneo. Sono andato avanti fino a quando non mi sono ritrovato in una libreria piena di volumi ormai bruciati. Cercando tra le cartacce sono riuscito a trovare un libro nel quale erano ancora leggibili alcune parole. Quella ripetuta più spesso era "Jenova", ma non so proprio a cosa faccia riferimento.

JEAN: Effettivamente le cose sono un po' strane. Non dimentichiamo che questa città sembra essere apparsa dal nulla.

KRYSTA: Prima...

La voce inattesa di Krysta sorprese un po' tutti.

KRYSTA: Prima mi sono avvicinato ad una strana lapide per esaminarla... Un vecchio mi ha raggiunto ed ha iniziato a raccontarmi la storia della persona a cui quella lapide è dedicata.

I tre ascoltavano attenti.

KRYSTA: Mi ha parlato di come un uomo di nome Kei saltò in aria insieme alla sua casa per fermare delle guardie che volevano suo figlio.

VALENTINE: Uh, poverino...

KRYSTA: La moglie di Kei, con il figlio tra le braccia, iniziò una fuga senza speranza per salvare sé stessa e il suo bambino.

VALENTINE: E che fine hanno fatto poi?

KRYSTA: Questo non ha saputo dirmelo... ma...

JEAN: Ma cosa?

KRYSTA: Ma mi ha detto che il bambino... si chiamava Krysta...

Fece una breve pausa, come se fosse indeciso se continuare o meno la sua storia. Poi si slacciò il braccialetto che portava al polso sinistro e lo mostrò ai suoi compagni.

KRYSTA: Quando, ancora in fasce, sono stato ritrovato... avevo questo con me. C'è inciso il mio nome. È l'unico oggetto che possa testimoniare le mie origini...

Ci fu un iniziale silenzio, in quanto nessuno sapeva esattamente cosa dire. In situazioni simili si cerca sempre di trovare qualcosa di intelligente da esternare, ma spesso e volentieri non viene in mente nulla del genere. Così quel silenzio andò avanti per un po', anche perché Krysta non sembrava molto propenso a continuare la discussione.
Mir rifletteva. Rifletteva su quanto aveva letto in antiche iscrizioni, rifletteva su tutte quelle strane esplosioni, rifletteva sull'apparizione di strani paesi, sulla sparizione di strani dottori. Rifletteva, Mir. Rifletteva sui nomi che in poco tempo erano venuti a galla: Midgar, Jenova, Nibelheim.
Rifletteva, Mir. E pensava che magari il fatto che quel nome fosse lo stesso del suo compagno, poteva non significare nulla; una coincidenza, forse. Era possibile. Ma la commessa che aveva parlato con Valentine non conosceva i SeeD. Possibile? Possibile che davvero qualcuno nel suo mondo non conoscesse i SeeD? La storia parlava chiaro, erano stati loro a salvare l'umanità dalle folli ambizioni della Strega Artemisia. E poi c'erano questi fantomatici soldati di Midgar. Mir rifletteva e nessuno parlava. Gli altri cercavano di ordinare le idee nelle loro teste.

VALENTINE: Vorresti dire che...

MIR: Forse ci sono.

VALENTINE: E ti pareva!

JEAN: Cosa, Mir?

KRYSTA: ...

MIR: Oddio, probabilmente penserete che sono diventato completamente pazzo, ma se ho ragione, ci troviamo di fronte ad un grandissimo casino!

JEAN: Interessante teoria...

MIR: E fammi finire di parlare! Non ti ha insegnato nessuno che non si interrompono i discorsi degli altri?

JEAN: Uhm, maledizione, sei sorprendente. Forza, va' avanti.

MIR: Beh, in pratica... credo che quello in cui ci troviamo ora non sia il nostro mondo.

KRYSTA: ...

VALENTINE: Ma... com'è possibile?

MIR: Per quanto ci abbia pensato non riesco davvero a trovare una conclusione più logica di questa, e sapete una cosa? Credo che tutto questo abbia a che fare con l'obiettivo della nostra missione.

VALENTINE: Aspetta, non ti seguo più...

JEAN: Nemmeno io, ma prima dimmi un po': in che modo saremmo finiti in questo "altro mondo"? Perché davvero non me lo spiego.

MIR: Allora, seguite il mio ragionamento. Dapprima sono comparse quelle strane esplosioni azzurre e come conseguenza alcune cose sono sparite, mentre altre mai viste prima sono magicamente apparse dal nulla.
Dov'è andato tutto ciò che è scomparso, e da dove provengono tutti questi mostri sconosciuti? Non si può negare il fatto che nulla scompare nel nulla e nulla si genera dal nulla; ci dev'essere sicuramente un luogo da cui e verso cui tutte queste cose e persone si spostano.

JEAN: E in pratica tu stai dicendo che anche noi per qualche ragione saremmo passati dall'altra parte?

VALENTINE: Fatemi capire, quanti di questi mondi esistono?

MIR: Accidenti, Valentine, a questo proprio non ci avevo pensato. Non saprei proprio risponderti. Per quel che ne so potrebbero esserci un'infinità di mondi e universi che in qualche modo hanno cominciato a collegarsi l'uno con l'altro. Ehi! È proprio come in quella strana teoria di cui ho letto nei libri di fantascienza, sapete... la teoria degli universi paralleli.

JEAN: E, secondo te, questa teoria sarebbe divenuta improvvisamente una realtà.

MIR: In che altro modo sapresti spiegarmi l'esistenza di questa città? Lo sai bene anche tu che non c'è mai stata nessuna Nibelheim.

JEAN: Lo so, ma...

KRYSTA: Se questo fosse vero allora io potrei davvero...

VALENTINE: ...

MIR: Non saprei, potresti essere davvero tu quel Krysta, e pensa a tutte le implicazioni che ciò comporterebbe!

VALENTINE: Mir?!

Valentine si girò di scatto verso Mir con un'espressione infuriata.

VALENTINE: Ma che sensibilità hai? Non capisci che se fosse così, allora per lui...

JEAN: ...

KRYSTA: Fa niente.

JEAN: Smetti di fare l'eroe.

KRYSTA: Sta' zitto!

MIR: Ah... ehm, senti non ci avevo proprio pensato, insomma non intendevo quello. Ad ogni modo non è il caso di prendersela così tanto per qualcosa accaduto in un passato così remoto, e poi non è mica detto che tu abbia davvero qualcosa a che fare con questa storia.

KRYSTA: Me ne frego di quello che pensate. Se anche fosse reale la teoria degli universi paralleli e se anche io fossi quel bambino... beh, sarebbe comunque un mio problema.

JEAN: Potranno anche essere affari tuoi, ma qualsiasi cosa succeda tu rimani sotto il mio comando. Quindi niente colpi di testa, hai capito?

KRYSTA: ...

JEAN: Hai capito?!

KRYSTA: ...

JEAN: SeeD Krysta Venus, hai capito cosa ti ho detto?!!

KRYSTA: ...

Jean, infuriato per quell'atteggiamento odioso, non ci pensò due volte e colpì Krysta sul volto. Il biondo SeeD da parte sua rimase impassibile, si portò la mano sulla guancia colpita e vide che gli sanguinava il labbro.

KRYSTA: Ti senti meglio?

JEAN: Maledizione!

MIR: Ehi, ehi, ehi! Ma che diavolo avete voi due nel cervello?!

Jean cercò di recuperare una certa calma, ma era davvero nervoso. Krysta avrebbe mandato in fumo la missione, ne era certo.

KRYSTA: Tornando al discorso di prima: tra i nomi strani aggiungete questo.

Krysta scoprì il fianco e tutti poterono leggere la scritta: "Shinra - P83".

VALENTINE: Che strano tatuaggio. Che significa "Shinra"?

MIR: Uhm, mai sentito niente a riguardo. Qui la storia si fa complessa. Non hai proprio idea di chi ti abbia fatto quel tatuaggio?

KRYSTA: Se lo sapessi, avrei qualche risposta.

MIR: Certo, scusami, era una domanda scema, ma che ci vuoi fare? Ad ogni modo quand'è che ordiniamo? Io avrei una certa fame.

KRYSTA: ...

VALENTINE: Oh mio Dio...

JEAN: ...

MIR: Che c'è..?


© FFMD project 2001 - 2008
#5
Final Fantasy VII & Remake / Last Order?
24 Aprile 2008, 03:22:02
Cmq prima si parlava di Crisis Core e LAst Order, vi prego le storie son concatenate ma non sono la stessa cosa... l'ordine degli avvenimenti è:

Before Crisis (6 anni prima di FFVII)
Crisis Core (nel mezzo tra BC e FF VII)
Last Order (che rivede e approfondisce elementi, ma che è seguente a Crisis Core)
- Final Fantasy VII -
Advent Children (2 anni dopo FF VII)
Dirge of Cerberus (3 anni dopo FF VII)
#6
Salve... stavo per mettere i file di cui sopra... siccome son 25 immagini volevo sapere se io uploado lo zip, in quel caso poi le immagini si vedono singolarmente o si può solamente scaricarsi lo zip?

Scusate se vi tedio @.@
#7
Storie / Final Fantasy - Merging Destinies
21 Aprile 2008, 17:10:19
Nel frattempo, nella locanda di Nibelheim, l'archeologo ed i SeeD che lo accompagnavano si erano seduti ad un tavolo e si apprestavano a pranzare prima di riprendere il cammino.
L'oste aveva portato ai forestieri una bottiglia di vino e qualche piccolo aperitivo assieme al menu sul quale Mir si era buttato con ferocia. Alle sue spalle, come un ombra, vi era Valentine che cercava con insistenza la pagina dei dolci.

MIR: Bene bene! Sono proprio curioso di assaggiare qualche specialità locale, ho così tanta fame che potrei mangiare un bue intero!

VALENTINE: A chi lo dici! Io me ne mangerei due!

MIR: Ah sì? Allora io me ne mangio tre!

VALENTINE: E io rilancio di cinque! E in più anche una torta formato gigante con tanta panna, zucchero e le fragole!

JEAN: Piantatela di starnazzare! Siamo in missione in un territorio ostile, cercate di non dimenticarlo!

MIR: Sei sempre il solito! Da cosa hai dedotto che questo è un territorio ostile?

JEAN: Quando un territorio è sconosciuto bisogna sempre partire dal presupposto che sia ostile!

KRYSTA (Con sarcasmo): Un ragionamento impeccabile.

JEAN: Ti piace agire di testa tua, eh? La verità è che sei solo un inetto, ancora non mi capacito di come tu sia riuscito ad entrare nella SeeD. Sei un disonore per il Garden!

MIR: Ehm... ragazzi, magari cerchiamo di darci una calmata, eh? Peace and love!

In quell'istante si udì un boato. Proveniva dal centro della città e seguirono urla di uomini e donne impauriti che invocavano aiuto.

JEAN: Dannazione!

Mir estrasse prontamente il suo mitragliatore gatling, l'espressione del viso era divenuta improvvisamente molto seria.

MIR: Qualcuno è in pericolo, vado a vedere!

JEAN: Fermo! È pericoloso!

KRYSTA: Ma smettila!

JEAN: Sciocchi imprudenti!

VALENTINE: Jean, dobbiamo andare, non possiamo lasciarli soli!

JEAN: E sia! Ma finita questa battaglia dovrò mettere bene in chiaro le cose!

Quando Jean e Valentine raggiunsero i loro compagni, videro nel centro della piazza la minacciosa figura di un essere assolutamente incredibile, del tutto dissimile da qualsiasi altra creatura si fosse mai presentata ai loro occhi. Portava un buffo cappello a punta color paglia, il volto nero come la notte sembrava non avere fattezze materiali, e l'unica cosa che in esso si potevano distinguere erano gli occhi gialli e luminescenti. Una spessa e voluminosa veste azzurra copriva interamente il suo corpo, ad eccezione di un paio di grandi ali color cenere che spuntavano dalle sue spalle. In mano stringeva una sorta di alabarda con una lama di foggia decisamente insolita.

MOSTRO: DoVe Si TrOvA La PrInCiPeSsA GaRnEt ? DoVe Mi TrOvO, ChE PoStO È QuEsTo?!

MIR: * Non posso credere ai miei occhi, che razza di creatura è mai questa? *
 
MOSTRO: VoI, PaRlAtE! DoV'È LiNdBlUm?

VALENTINE: Noi non sappiamo proprio cosa sia, questa Lindblum!

MOSTRO: AlLoRa MoRiTe!!!

L'essere misterioso alzò l'alabarda verso il cielo e facendo ricorso alle sue arcane conoscenze fece scaturire dal nulla una serie di piccoli fulmini. Essi con precisione si abbatterono impietosi sui SeeD e sull'archeologo, causando loro ingenti ferite e sofferenze.

JEAN: Aaah!! Dannazione! È una magia Thundara!

MIR: No, è impossibile! È diversa, non posso assimilarla!

KRYSTA: Shiva...

Il GF apparve e pronunciò due parole.

MOSTRO: SpIrItI DeLl'InVoCaZiOnE!!! CoM'è PoSsIbIlE cHe Voi..?

Una nube d'aria gelida avvolse il corpo dell'oscuro stregone e in pochi secondi lo rinchiuse in una prigione di ghiaccio. A quel punto Shiva era pronta per il suo colpo finale. Raccolse l'energia siderale all'interno della sua mano e senza esitazione la scagliò contro il nemico.
L'esplosione che ne scaturì fu tremenda, ma il mostro in qualche modo riuscì a sopravvivere.

MOSTRO: SiEtE SoLo EsSeRi UmAnI!!! Mi AvEtE FaTtO InNeRvOsIrE!!! OrA VeDrEtE Il VeRo PoTeRe DeI GhIaCcI!!!

L'ira della creatura senza nome era aumentata a dismisura. La vendetta era divenuta il suo principale obiettivo, e come per restituire il torto subito scagliò a sua volta un potente incantesimo di elemento gelo. Gli effetti furono devastanti per chiunque, eccetto Krysta che al contrario sembrò non risentirne minimamente.

KRYSTA (Sorridendo): È aria fresca.

MOSTRO: AlLoRa QuEsTo NoN Ti FaRà PiAcErE!!!

Intuendo subito ogni cosa l'essere oscuro aveva lanciato uno dei suoi più potenti incantesimi di elemento fuoco, ma Krysta proprio in quel momento stava invocando Shiva e tutti i danni furono assorbiti da quest'ultima.

KRYSTA: Shiva!

SHIVA: Tutto a posto...

KRYSTA: Rientra dai, non voglio rischiare.

Il GF obbedì senza replicare.

JEAN: Ma come può essere così veloce?!

Intanto Valentine si era avvicinata cautamente al suo nemico sfruttando il punto cieco della sua visuale. Quando infine decise di caricare per l'affondo, per la vittima era ormai troppo tardi.

VALENTINE: Ti sei distratto, mostro! Non mi sottovalutare solo perché sono una donna, assaggerai la mia spada!

L'essere oscuro alzò istintivamente il braccio di fronte al volto, i suoi occhi comunicavano paura e sorpresa. Il fendente di Valentine impietoso si abbatté su di lui, ed un grido di rabbia e dolore uscì dalla sua invisibile bocca.

JEAN: A quanto pare è debole agli attacchi fisici! È il mio turno! Per te è finita!

A quelle parole Mir comprese che era giunto il momento di entrare in azione. Senza pensarci su due volte, spianò il suo enorme mitragliatore contro il nemico. Era talmente grande che per controbilanciare il peso doveva curvarsi tutto all'indietro e con la mano sinistra teneva stretta una sorta di maniglia situata nella parte superiore dell'arma. Il suo pollice destro istintivamente andò a cercare il grilletto; era pronto a fare fuoco.

MIR: Spostati Jean! Lo finisco io!

JEAN: Cosa diavolo vuoi fare con quel ferro vecchio arrugginito?

MIR: Ma quale ferro vecchio?! Spostati ho detto! Via tutti!

Jean senza mostrare le spalle al nemico e senza staccargli gli occhi di dosso si spostò qualche metro verso destra.

MIR: Ma che diavolo fai? Ho detto di spostarti, maledizione, vuoi che ti colpisca?

JEAN: Ma come sarebbe a dire? Hai tutto lo spazio! Ma che, non sai mirare?

MIR: E dammi retta una maledetta volta!

Jean, non troppo convinto, decise di ritirarsi dietro alla linea di fuoco.

JEAN: * Vediamo cosa combina questo pagliaccio. *

MIR: Fuoco!!!

Un secondo più tardi il mitra dell'archeologo scaricò contro il suo obiettivo una pioggia di piombo incandescente, emettendo il rumore di cento tuoni sovrapposti. I proiettili perforarono il corpo del nemico come fosse burro e continuarono nella loro traiettoria devastando le case del circondario. Le canne giravano vorticose al ritmo di dieci proiettili al secondo, una cadenza di fuoco che nemmeno l'occhio allenato di un SeeD poteva distinguere con chiarezza.
La tremenda potenza che scaturiva da quell'arma impedì a Mir di mantenere stabile la sua mira e la rosa dei colpi percorse un angolo di circa sessanta gradi. Solo una minima parte colpì il bersaglio, ma delle case in fondo in pochi minuti non rimase altro che una nuvola di polvere grigiastra, schegge di legno e brandelli di pietra.

JEAN: Pazzo!!! Tienilo fermo!

MIR: È una parola! Pesa venti chili!

KRYSTA: Che arma assurda!

VALENTINE: Sta distruggendo tutto!!! Mamma mia che disastro!

Infine il frastuono terminò. Le canne continuavano a girare emettendo un sinistro rumore meccanico, ma una serie di sordi "click" si era sostituita a quella delle esplosioni dei proiettili.
Centinaia nel frattempo erano i bossoli ancora fumanti che si erano accumulati attorno ai suoi piedi.

MIR: Uhm... ma come... di nuovo?

JEAN (In preda alla disperazione): Non è possibile! Guarda cos'hai combinato! Ma che diavolo succede adesso?!

MIR (Scrollando le spalle): Si è inceppato.

VALENTINE: * Non ho... parole... *

JEAN: Ma brutto idiota! Lo avessi almeno ammazzato! Guardalo! È ancora lì in piedi e la sua voglia di uccidere è ancora più grande!

MIR: Dai, non te la prendere con me! In fondo un po' l'ho indebolito! Guardalo lì, è quasi morto!

KRYSTA: Lo finisco io!

JEAN: Stai fermo lì! Hai già fatto abbastanza, non è necessario che ti avvicini.

Jean prese il suo gunblade modificato e portò il dorso della lama all'altezza degli occhi posizionandolo parallelamente alla linea del terreno. Tenendo stabile l'enorme lama, estrasse dalla tasca del suo cappotto un dispositivo ottico e lo agganciò velocemente sull'arma. Con un rapido movimento della mano destra fece scattare un interruttore posto sull'impugnatura. Dei supporti fuoriuscirono dall'arma. Jean si inginocchiò ancorando il gunblade a terra per mezzo dei supporti e prese bene la mira.
Intanto il mago oscuro si era rialzato emettendo le sue grida raggelanti. Il suo corpo sembrava un colabrodo, ma ancora aveva la forza di reggersi in piedi.
Un boato proruppe dalla canna della Judgement Sword ed un singolo proiettile centrò in pieno la testa del mostro trafiggendola irrimediabilmente da parte a parte. Il ruggito gutturale bruscamente si interruppe. Il mostro rimase immobile come una statua di sale per alcuni interminabili istanti, poi lentamente il suo corpo si accasciò al suolo, dissolvendosi  in una nuvola di nebbia grigiastra. Il nemico era stato sconfitto, e Valentine accorse immediatamente verso Krysta per accertarsi delle sue condizioni.

VALENTINE: È stato ferito gravemente, il tuo GF?

KRYSTA: Si riprenderà.

VALENTINE: Uhm, sì beh, è un GF, certo, ma...

Valentine esitò un attimo.

VALENTINE: Ma mi era parso di vederti preoccupato.

KRYSTA: ...

VALENTINE: Magari è stata solo un'impressione, scusami.

KRYSTA: Quel bastardo ha pagato, questo basta.



© FFMD project 2001 - 2008
#8
Storie / Final Fantasy - Merging Destinies
20 Aprile 2008, 23:52:48
Mir invece, era entrato nel grande edificio che sovrastava la città e, con lo spirito tipico del ricercatore, iniziò ad ispezionarlo da cima a fondo. Quando ebbe infine visitato l'ultima stanza, si sdraiò sul grande letto e mise le mani dietro la testa. Poi con fare stanco si guardò attorno e notò una debole luce provenire da un angolino poco distante. Vi si avvicinò e scoprì un passaggio segreto. La porta era semiaperta, e ciò che Mir vide al di là di essa lo sorprese non poco. Una lunghissima scalinata a chiocciola scendeva di parecchio verso il basso, sicuramente fin sotto il livello del suolo. Senza pensarci troppo decise di percorrerla fino in fondo, e quando arrivò ad una porta di legno che non voleva saperne di aprirsi, l'abbatté con un calcio senza tante cerimonie.
Quella che si trovò di fronte era una libreria immensa, ma purtroppo vuota, e quello che lo incuriosì fu il debole odore di bruciato che aleggiava in ogni parte della stanza. Qualcuno in quel luogo aveva dato alle fiamme tutti i libri, tanto che numerosi pezzi di carta anneriti erano sparsi qua e là sul pavimento. Mir se ne stava già per andare, quando notò qualcosa di verde sotto ciò che rimaneva della scrivania al centro della stanza. Con facilità si liberò del mobile e con sua grande felicità scoprì che il verde che aveva visto, altro non era che la copertina di un libro. Purtroppo per Mir era parecchio danneggiato anche quello, ma in alcune pagine si poteva ancora decifrare qualche parola o addirittura qualche frase. La parola che ricorreva più frequentemente era "Jenova".
Ad un certo punto si accorse che un'ora doveva essere già passata da un po'. Gettò subito il libro per terra e si diresse a gran velocità verso la locanda.



Krysta, una volta arrivato davanti alla casetta, non se la sentì di entrare. Stranamente non ne trovò il coraggio. Sembrava così vecchia e rovinata. Era sicuramente abbandonata da tanto, e forse proprio quell'atmosfera desolante che la circondava gli impediva di entrarvi. E allora con lo sguardo arrivò alla lapide. Vi si avvicinò e ne lesse l'incisione.
"A Kei Vespertine, che il tuo sacrificio non sia stato vano".
Krysta rimase a fissare quell'inutile pezzo di pietra per un po', fino a quando non sentì qualcuno alle sue spalle e allora si alzò. Vide un uomo maturo dietro di lui. Uno di quegli uomini che ne hanno viste di tutti i colori, uno di quelli che riconosci dalla profondità degli occhi.

UOMO: Ah, Kei! Ancora c'è qualcuno che fissa la tua lapide!

KRYSTA: ...

UOMO: Ehi, ragazzo, non ti sarai per caso spaventato?

KRYSTA: No.

UOMO: Bene, perché non ne avevo intenzione. Era da tanto che non vedevo qualcuno ai piedi di questa lapide. Da quando la madre se n'è andata nessuno mette più i fiori.

KRYSTA: Perché non li mette lei?

UOMO: Uhm? Un po' insolente, non credi, ragazzo?

KRYSTA: ...

UOMO: Comunque hai ragione, potrei metterceli io ogni tanto, ma con l'età è cresciuta anche una certa pigrizia.

KRYSTA: Conosceva quest'uomo?

UOMO: Beh, qui tutti lo conoscevano. Era un Generale molto abile e, contrariamente alla maggior parte dei soldati, era affettuoso con la sua famiglia e gentile con noi del villaggio. Un grand'uomo di certo.

KRYSTA: ...

UOMO: Che c'è?

KRYSTA: Niente, solo...

UOMO: Solo cosa? Parla ragazzo, non sempre troverai gente disposta ad aspettarti.

KRYSTA: Il sacrificio...

UOMO: Ah, parli dell'incisione. Beh, Kei esplose con tutta la sua casa, per fermare le guardie che volevano prendere suo figlio... Una storia davvero triste.

KRYSTA: È saltato in aria con la sua casa per fermare delle guardie? Non sarebbe stato meglio combatterle?

UOMO: Uhm, Cosa? Spirito combattivo, eh? Ma non è così facile come credi. Combattere solo, con tuo figlio piccolo in braccio... con tua moglie indifesa...

KRYSTA: È stato vano..?

UOMO: Non so dirtelo, la moglie riuscì a scappare, ma c'è chi dice che ce l'abbia fatta, c'è chi dice che sia morta sotto i colpi dei soldati, c'è chi dice che sia sopravvissuto solo il bambino.

KRYSTA: Perché volevano quel bambino?

UOMO: Stavolta non so proprio che dirti, non c'è nessuna voce, nessuna certezza. Niente.
Kei venne col figlio in braccio e morì per cercare di salvarlo. Sulla storia nessuno sa niente. Sappiamo solo di Kei e di come morì per Krysta ed Elizabeth.

Krysta si sentì svenire.

KRYSTA: Co... cosa ha detto?

UOMO: Purtroppo niente che ti aiuti a capire. Ehi, cos'è quella faccia?

KRYSTA: I... i nomi...

UOMO: Ragazzo sei pallido, che diavolo ti è preso?

KRYSTA: Ripeta... i nomi... per favore...

UOMO: Meglio che tu venga a casa mia, il tuo colorito mi spaventa.

KRYSTA: Per favore!!!

UOMO: Eh?

KRYSTA: Il nome del figlio di Kei...

UOMO: Un nome bizzarro, piaceva tanto ad Elizabeth... Krysta, un nome strano, eh?

KRYSTA: ...

UOMO: Ora mi sto preoccupando.

KRYSTA: Devo andare, mi scusi.

UOMO: T'accompagno, dai. Non mi sembri in ottime condizioni.

E così dicendo prese per un braccio Krysta che, così come aveva fatto con Jean, reagì in malo modo spaventando il pover'uomo che offriva solo aiuto. Prese a camminare lento come uno zombie verso la locanda, ed in testa gli rimbombava il proprio nome.
Krysta... Krysta... un nome bizzarro. Piaceva ad Elizabeth. Krysta... Krysta...
Il SeeD si sentiva debole. La madre era morta per proteggerlo. Krysta... piaceva ad Elizabeth. Kei, Elizabeth, Krysta... Era davvero possibile... che fosse proprio lui?
Anche se lentamente, Krysta raggiunse infine la locanda dove ormai mancava solamente Mir.

JEAN: Beh, vedo che alla fine sei tornato puntuale.

KRYSTA: ...

Krysta sembrava davvero stare male, aveva il viso bianco latte e, inoltre, la sua tipica espressione che ostentava sicurezza e sembrava squadrare tutti freddamente era scomparsa.

VALENTINE: Kry, stai bene? Guarda qui che faccia!

KRYSTA: ...

JEAN: Lascia perdere, Valentine. Se ha deciso di non parlare non lo farà. Piuttosto, chissà dov'è andato a finire Mir...

Non fece in tempo a finire di pronunciare quel nome, che subito l'archeologo fece la sua trionfale entrata nella locanda.

MIR: Scusami, Jean! Scusa, scusa, scusa, ok?

JEAN: Uhm, ormai sono rassegnato. Non cambierà mai il tuo atteggiamento così superficiale.

MIR: He he, ma no, che dici? Guarda che io questa missione la prendo sul serio!

JEAN: Va bene.



Un velivolo modello "Gelnika" della Shinra, da poco decollato dall'aeroporto di Junon Harbour, stava sorvolando l'oceano in direzione ovest. Poche ore prima era giunto agli occhi di Heidegger un dispaccio contenete informazioni riguardo ad un misterioso fenomeno verificatosi nei pressi della cittadina di Nibelheim. Ciò determinò notevoli cambiamenti ai suoi iniziali progetti.
Nessuno si aspettava che un'intersezione dimensionale si sarebbe verificata così presto, ma i rapporti pervenuti non lasciavano pressoché alcun dubbio in proposito. La Dottoressa Clio non ebbe nemmeno modo di abituarsi al suo nuovo incarico che subito le fu chiesto di svolgere personalmente le indagini nel "nuovo mondo". Il Turk Leng aveva il compito di scortarla nel suo viaggio e, in breve tempo, l'aveva trascinata da Midgar a Junon Harbour.
Si trovavano ora a bordo del Gelnika. Clio aveva un'aria stanca e sembrava piuttosto contrariata per il fatto di aver dovuto obbedire a quell'ordine inaspettato; continuava a non capire cosa c'entrasse lei in tutta quella faccenda. Leng invece dava l'impressione di essere quasi eccitato all'idea di avventurarsi in un nuovo mondo: un atteggiamento, quello, decisamente insolito per uno come lui che si mostrava sempre così freddo e professionale.
In quel momento stava parlando con Heidegger attraverso l'ingombrante radio di bordo. Con una mano regolava il sintonizzatore e con l'altra reggeva il microfono.

LENG: Sì, ci stiamo avvicinando all'obiettivo.

HEIDEGGER: Il Presidente Gabriel vuole un rapporto estremamente dettagliato su questa missione. Devi informarmi al più presto se si è realmente verificata la prima intersezione dimensionale.

LENG: Tutto lascia pensare che sia proprio così. I soldati preposti alla difesa di Nibelheim giurano di aver notato all'orizzonte delle catene montuose mai apparse prima.

HEIDEGGER: Gya ha ha! Le nostre truppe sono già pronte a muoversi, e con loro c'è anche una "sorpresina", ma prima devo avere la certezza assoluta che la strada per entrare in questo nuovo mondo sia aperta!

LENG: Naturalmente.

HEIDEGGER: È anche per questo che la Dottoressa Clio si trova lì con te. Deve studiare il nuovo territorio e fornirci ogni informazione che possa esserci utile. Ed in particolare...

LENG: Lo so benissimo. Dobbiamo accertarci della presenza di energia Mako o di qualsiasi altra forma energetica alternativa.

HEIDEGGER: Molto bene!

LENG: C'è un'ultima cosa che devo sapere. Quali sono le sue direttive nel caso in cui rilevi atteggiamenti ostili da parte dei nativi?

HEIDEGGER: Non ti esporre in prima persona, se non è necessario. Cerca piuttosto di infiltrarti e di ottenere ogni informazione utile. Soprattutto cerca di scoprire l'ubicazione del tempio di cui ha parlato Odine e se eventualmente il cristallo è rimasto in quel mondo.

LENG: Sarà fatto! Passo e chiudo.

CLIO: E così ci stiamo dirigendo verso il mondo di Odine?

LENG: Così pare. Ce ne accerteremo presto.


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#9
Storie / Final Fantasy - Merging Destinies
19 Aprile 2008, 03:41:56
CAPITOLO 2 : Due mondi si incontrano

Un bizzarro incontro a Nibelheim. SeeD e Turk nello stesso gruppo partono alla volta di Esthar City.
[/i]



VALENTINE: Che cittadina particolare, non ne avevo mai viste di simili prima d'ora, anche se in un certo senso mi ricorda Winhill! Ma guardate qua, tutte queste casette vicine, tutte intorno a questa piazzetta, è un paesino intimo. E poi...

Lo sguardo di Valentine andò al grande palazzo che sorgeva dietro le piccole case di Nibelheim.

VALENTINE: E poi quell'edificio laggiù sembra quasi vegliare sul paese, così imponente, così vistoso, così cupo.

MIR: Uhm, che strana costruzione, magari potrebbe essere interessante osservarne gli interni.

Mir guardò Jean con un'espressione inequivocabile. Il Capitano avrebbe preferito evitare la divisione del gruppo e, anzi, avrebbe preferito senz'altro fare solo qualche domanda e andare via, raggiungere Esthar e concludere al più presto la missione con un grande successo. Mir The Great, col suo carattere frizzante, lo intimoriva; Valentine, il SeeD di Galbadia, lo imbarazzava e lo riportava con la mente a lei, Leya; e poi Krysta, il SeeD più indisciplinato del Garden, l'unico che non aveva un minimo di rispetto neanche per il Preside Cid. Nulla. Avrebbe potuto mandare tutto all'aria con il suo carattere impulsivo e ribelle. Jean non riusciva neanche a pensare lontanamente ad un fallimento, ma la presenza di tanti elementi di disturbo all'interno dello stesso gruppo non lo rassicurava per niente. Per questo avrebbe preferito tenerli tutti sotto il suo controllo, almeno fino all'arrivo ad Esthar.

MIR: Già, mi piacerebbe molto. È un vero peccato che siamo in missione.

VALENTINE: Sì, questo paesino sembra molto accogliente, anche se è così silenzioso...
Sarebbe un peccato perdersi un'occasione come questa.

Krysta se ne stava poco distante e non parlava. Teneva lo sguardo fisso su una casa che si trovava sul lato opposto del villaggio e che sembrava abbandonata da chissà quanto tempo. Inoltre lo incuriosiva quella lapide che era lì vicino. Più che una lapide, un pezzo di pietra inciso a mano. Krysta se ne stava con lo sguardo lontano e senza accorgersene iniziò a camminare in direzione della casetta.

JEAN: Uhm?

Jean era distratto dai chiacchiericci di Mir e Valentine, e solo dopo qualche minuto si accorse che Krysta si stava allontanando.

MIR: Però forse potrei...

VALENTINE: Magari potrei...

JEAN: Sì, sì! Avete il permesso di visitare la città! Andate dove volete!

MIR: Grandioso!

VALENTINE: Evviva!

JEAN: Krysta, fermati!

VALENTINE: Eh?

JEAN: Maledizione! Sentite, ci vediamo fra un'oretta qui nella locanda. Non voglio ritardi. Siamo intesi?

MIR e VALENTINE: Sì, Capitano!

In pochi secondi i due si volatilizzarono.
Jean corse a riprendere Krysta, ormai a pochi passi dalla casetta che tanto lo attirava. Arrivatogli vicino lo prese per un braccio e il SeeD si girò di scatto scrollandosi di dosso il Capitano in malo modo.

KRYSTA: Non azzardarti ad afferrarmi più in quel modo! La prossima volta userò la spada.

JEAN: Maledizione, sei un ragazzino indisciplinato e nient'altro! Lo capisci che siamo in missione e che non puoi permetterti di andartene dove e quando vuoi?! Sei sotto il mio comando, e se desideri spostarti, devi chiedere il permesso!

KRYSTA: Sei un buffone!

JEAN: Se continui così verrai cacciato dal Garden.

KRYSTA: Non importa.

JEAN: Che vuoi dire con non importa, eh?! Sei un SeeD, come fai ad essere così superficiale?!

KRYSTA: Sta' zitto, Jean! Non ho mai detto che sono contento di essere un SeeD. Lo sono e basta, e se mi dovessero cacciare dal Garden, che facciano pure. Per me fa lo stesso.

JEAN: Sei tu il buffone, che disobbedisci a qualsiasi cosa solo per il gusto di farlo.

KRYSTA: No, sei tu il buffone, che prendi ordini da chiunque, che li esegui senza chiederti se siano giusti o no. Dici sempre di sì senza fiatare. Sei solo un pupazzo.

Jean si stava pian piano lasciando sopraffarre dalla rabbia, e solo a fatica riuscì a controllarsi. Quel tono lo irritava, quelle parole lo irritavano, quel viso che rimaneva sempre inespressivo lo irritava. Per contenersi stava facendo uno sforzo incredibile.

JEAN: Basta, ne ho abbastanza di te e delle tue chiacchiere.

KRYSTA: ...

JEAN: Fra un'ora alla locanda. Un minuto di ritardo e sei fuori dalla missione.

KRYSTA: ...

Jean si allontanò visibilmente innervosito e si diresse al centro della piazza dove c'erano alcune persone a cui avrebbe potuto fare delle domande.



Valentine, intanto, era entrata in una specie di bazar per fare un minimo di rifornimento e vedere se magari in quel paese così strano avessero delle cose carine; cose rare da far vedere una volta tornata al suo Garden.

VALENTINE: Buongiorno!

COMMESSA: Buongiorno a lei, bella signorina! Che posso fare per lei? Abbiamo della bellissima merce e alcuni oggetti prodotti artigianalmente.

VALENTINE: Wow! Proprio quello che cercavo, qualcosa di carino da portare a casa. Sa, al Garden di Galbadia c'è quell'atmosfera militare che un po' mi mette tristezza. Un pensierino mi farebbe ricordare questo bel paese.

La commessa sembrava un po' perplessa.

COMMESSA: Non ho capito bene da dove venga, graziosa signorina. L'età ormai mi gioca brutti scherzi.

Valentine tutta sorridente e con fare comprensivo si avvicinò al bancone e ripeté di venire da Galbadia.

COMMESSA: ...

VALENTINE: Cosa c'è? Sono un SeeD, ma non abbia paura, io colpisco solo i cattivi!

COMMESSA: Veramente... non ricordavo esistesse un paese chiamato Galbada. E poi cosa ha detto di essere? Mi scusi, eh.

Valentine era ora più perplessa della signora al bancone.

VALENTINE: Galbadia, signora, non Galbada.

COMMESSA: Uhm... ah... Galbadia... e dove si troverebbe con esattezza il suo paese?

Valentine non sapeva se continuare a stare lo scherzo della signora od offendersi. Sapeva che i SeeD spaventavano alcuni, ma l'ironia della signora iniziava a darle fastidio.

VALENTINE: Non è un paese... è un intero continente! Ed il Garden, signora... i SeeD... soldati scelti per missioni speciali... La smetta di prendermi in giro, se la intimorisco per il fatto che io sono un SeeD, me ne vado. Non si preoccupi.

COMMESSA: Ma no, graziosa signorina, non mi permetterei mai di prenderla in giro, per carità! Solamente che non ho mai sentito parlare di Garden, di Galbada, di SeeD. Davvero, signorina, qui gli unici militari che bazzicano da queste parti vengono da Midgar o da Junon Harbour.

VALENTINE: Midgar? Junon Harbour?

Quei nomi la fecero saltare letteralmente sul posto.

COMMESSA (Con aria perplessa): Sì...

VALENTINE: Cos'è Midgar?

COMMESSA: ...



Intanto Jean, arrivato al centro della piazza, aveva destato la preoccupazione di non poche persone. Il suo volto duro e così serio, e quell'impermeabile nero così spesso e pesante non gli conferivano un'aria molto rassicurante. Era già da un po' che stava cercando di fare domande in giro, ma senza molto successo. Provò ad avvicinarsi ad una giovane donna che passeggiava sulla sua stessa strada.

JEAN: Lei, scusi signora, potrei chiederle un paio di cose riguardo...

DONNA: Aiuto! Aiuto! Aiuto! Stia lontano da me o chiamerò mio marito e non sarà piacevole.

JEAN: Ma veramente volevo solo farle...

DONNA: Lei non farà niente, altrimenti urlo. Ha capito?! Urlo, eh! Ha capito che urlo?!

JEAN: Sì, sì, si calmi, vado via. Mi scusi tanto.

Jean scappò poco distante da quella terribile donna e si avvicinò ad un'altra, sempre nel tentativo di ottenere qualche informazione, ma fu nuovamente scartato senza essere ascoltato.

JEAN: Sarà il giaccone...

Sconsolato si diresse verso la locanda dove a breve avrebbe rivisto gli altri.


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#10
Mellon forse e Doom Gaze.
Se sei dove ho capito che sei è la sua prima apparizione.

Si capisce poco perchè purtroppo apparirà meglio in futuro.

Se vedi incongruenze strane dimmelo pure... è stata letta e riletta ma qualcosa di sbagliato si trova sempre

Grazie per l'affetto :***

Intanto io continuo a postarla anche qui
#11
Storie / Final Fantasy - Merging Destinies
16 Aprile 2008, 23:53:02
Una lieve brezza ed una nuvola di polvere bianca si alzarono alle spalle di Krysta, e da quella candida nube apparve Shiva.

KRYSTA: Ciao...

SHIVA: Che hai? Cos'è quel muso?

KRYSTA: Niente, è solo che questa storia delle esplosioni azzurre mi sta facendo pensare.

SHIVA: Pensare a cosa? Sei preoccupato?

KRYSTA: No, non sono preoccupato.

SHIVA: Allora non capisco, che c'è che ti turba?

KRYSTA: Ricordi, ti avevo parlato di quegli strani flash...

SHIVA: Sì, ricordo.

KRYSTA: Sto pensando che forse, la luce azzurra di queste esplosioni potrebbe...

Krysta si fermò un secondo come per prendere fiato.

KRYSTA: Potrebbe essere la stessa dei miei flash.

SHIVA: ...

KRYSTA: Ma non ha senso, io non ricordo praticamente nulla, vedo ogni tanto una luce azzurra e un volto di donna che piange, e poi tanto freddo.

SHIVA: ...

KRYSTA: Cos'hai, Shiva? Non ti senti bene?

SHIVA: Vedi Krysta, c'è una cosa che devo dirti...

Krysta fu sorpreso da quelle parole. Fin dall'inizio, fin da quando era bambino e si allenava e giocava su quella montagna, Shiva gli aveva sempre fatto da madre, da padre, era sempre stata la sua unica amica, l'unico essere per cui avesse mai provato affetto. Lei era sempre stata la sua unica famiglia, ed in quel momento, venire a sapere che gli teneva nascosto qualcosa, lo sorprese.

KRYSTA: Cosa c'è, Shiva? Cos'è che devi dirmi? Ehi!

SHIVA: ...

KRYSTA: Dai Shiva, qualsiasi cosa sia va bene, non fare quella faccia, non mi piace vederti triste.

SHIVA: Vedi, io... io ti ho sempre detto che tua madre mi chiese di prendermi cura di te.

KRYSTA: Mia madre...

SHIVA: In realtà io...

KRYSTA: Shiva!

SHIVA: In realtà io vidi una forte luce azzurra poco lontano dalla mia caverna. Quando andai a controllare trovai te, stretto fra le braccia di una donna dai lunghi capelli biondi, tua madre...  

KRYSTA: È la prima volta che mi dici qualcosa di lei.

SHIVA: Tua madre non mi parlò mai, non vide mai il mio volto...

KRYSTA: ...

SHIVA: Tua madre era sdraiata su di te come a volerti difendere da qualcosa. Quando tentai di svegliarla, mi accorsi che era macchiata di sangue.

KRYSTA: Cosa? Sangue?

SHIVA: Sì, sangue. Aveva una ferita molto profonda da arma da fuoco alla schiena... Eravate entrambi coperti di sangue.

KRYSTA: Mia madre è stata uccisa...

SHIVA: Io ti presi con me e ti crebbi dicendoti che tua madre ti affidò a me.

KRYSTA: Uccisa...

SHIVA: Krysta.

KRYSTA: Mia madre non mi ha abbandonato! Ti rendi conto? Mi hai sempre detto che mia madre mi affidò alle tue cure perché non se la sentiva di crescermi! Ho sempre creduto che mi odiasse, ed invece è morta... è stata uccisa... Shiva!

SHIVA: Scusami, Krysta...

KRYSTA: Shiva, mi hai mentito fino ad oggi! Per quanto ancora lo avresti fatto?!

SHIVA: Scusa!

KRYSTA: Cosa?! Mia madre, che ho sempre creduto una persona orrenda per avermi abbandonato in fasce, mi ha protetto facendosi uccidere! E da chi, poi?!

Krysta si alzò di scatto e si portò le mani alle tempie. L'espressione lasciava trasparire un'evidente confusione. Shiva non sapeva come scusarsi, era la prima volta che litigava con lui. La prima volta.

SHIVA: Ti prego Krysta, perdonami, io volevo solo...

Krysta si girò di scatto verso Shiva mettendosi di fronte a lei.

KRYSTA: Solo cosa? Eh! Solo cosa, Shiva?!

SHIVA: Io volevo solo... solo evitarti altra sofferenza...

KRYSTA: ...

Krysta si sentì per un attimo mancare e si sedette lentamente per terra portandosi le mani sugli occhi.

KRYSTA: Perché, pensi che crescere credendo di essere stato rifiutato e abbandonato dalla propria madre non sia una sofferenza..?

Shiva si sentì come se stesse precipitando in un abisso. Non aveva mai pensato a questo.

KRYSTA: Cosa credi, che guardare il cielo e pensare che tua madre in quel momento è felice per essersi levata un peso, non sia una sofferenza? Credi che crescere con la convinzione di essere stato un peso per tua madre sia bello?

SHIVA: Io...

KRYSTA: Credi che in quei momenti in cui guardavo cadere la neve lenta le lacrime che ho sprecato non fossero frutto di una sofferenza..?

SHIVA: Lacrime...

Shiva non aveva mai pensato a questo, mai. Aveva sempre cercato di fargli da madre, sostituendosi ai genitori naturali. Aveva sempre cercato di dare a Krysta quell'affetto materno di cui ogni bambino ha bisogno. E non aveva mai pensato di non esserne stata capace.

SHIVA: Perdonami, Krysta, non avevo intenzione di farti soffrire... se avessi saputo...

KRYSTA: Shiva...

SHIVA: Sì.

KRYSTA: Non ti preoccupare e...

Si alzò da terra.

KRYSTA: E scusami per lo scatto d'ira.

SHIVA: No, Krysta, avevi tutto il diritto di arrabbiarti. In fondo la verità è che ti ho mentito.

Krysta si asciugò un attimo gli occhi e si diresse verso Shiva.

KRYSTA: Ormai è passato e so la verità, ora.

SHIVA: Krysta...

Krysta abbracciò il GF che non riusciva a piangere per la sua natura, ma dentro aveva una gran voglia di sfogarsi insieme a lui. Tenere nascosto al ragazzo per tutto quel tempo un segreto del genere l'aveva messa a dura prova, e ora che glielo aveva detto, si sentiva più libera anche lei.

KRYSTA: Tu... sei tutto quello che ho.

SHIVA: Grazie.

Improvvisamente, nel silenzio in cui Shiva e Krysta erano abbracciati, si sentì un fruscio.

KRYSTA: Uhm? Sta arrivando qualcuno.

SHIVA: Va bene...

Di nuovo la leggera brezza, ed il GF svanì con la stessa rapidità con cui era apparso.

VALENTINE: Krysta?

KRYSTA: ...

VALENTINE: Krysta! Che ci fai qui tutto solo?

KRYSTA: Cos'è, non posso?

VALENTINE: No no, non volevo dire questo. Solo che sei andato via e ancora non tornavi e allora...

KRYSTA: Ti sei preoccupata?

VALENTINE: Eh sì, ero preoccupata.

Krysta abbozzò un sorriso come per sviare il discorso evitando di replicare.

VALENTINE: Che c'è? Non posso preoccuparmi?

KRYSTA: Preoccupati per te.

VALENTINE: Capisco...

KRYSTA: ...

VALENTINE: Una domanda!

KRYSTA: ...

VALENTINE: Bene! Chi tace acconsente!

KRYSTA: ...

VALENTINE: Per quale motivo sei un SeeD? Avresti potuto fare mille altre cose, con l'avversione che hai per gli ordini e la disciplina non credo sia stata una buona scelta.

KRYSTA: Non è stata una mia scelta.

VALENTINE: Ah! Davvero? Uhm, ti hanno costretto i tuoi?

KRYSTA: Sta' zitta, maledetta ragazzina!

La durezza delle parole ed il tono altrettanto aggressivo fecero fare un passo indietro a Valentine, che sensibile com'era, sentì di dover piangere. Krysta vide gli occhi lucidi della ragazza e invece di pentirsi delle sue parole, abbozzò un mezzo sorriso, come se fosse compiaciuto.

VALENTINE: Non sono una maledetta ragazzina!!! Hai capito?! Sono un SeeD tanto quanto te. Non ti permetto di chiamarmi in questo modo solamente perché alle persone sorrido e anche nei momenti più difficili riesco a essere felice e vivace. Vivere la vita con gioia e serenità mi permette di andare avanti anche nei momenti in cui sarebbe più facile lasciarsi andare ai brutti pensieri ed alla tristezza. Credi di essere migliore perché non esterni i tuoi sentimenti e non ti lasci mai andare?

KRYSTA: Sta' zitta! Parli troppo! Taci! Io non ho niente da dire a nessuno, non ho niente da condividere con nessuno. I miei problemi me li risolvo da solo! Hai capito?!

VALENTINE: Potrai avere chissà quali problemi, ma sappi che io non ho avuto una vita facile. I miei genitori sono morti, e neanche me li ricordo, sono sola da quando avevo tre anni, ma non per questo ho difficoltà a confidarmi con gli altri, né tanto meno a condividere i sogni, le speranze ed i momenti tristi.

Krysta aveva da poco scoperto la verità sul conto di sua madre, e sentire parlare di genitori morti gli fece tornare alla mente le parole di Shiva. L'espressione del suo viso tradì quello che in quel momento provava ed i suoi pensieri.

VALENTINE: Krysta... tutto bene? Non volevo alzare la voce così tanto, scusa, ma quando ci vuole ci vuole, io la penso così.

KRYSTA: ...

VALENTINE: Krysta?

KRYSTA: Per favore... lasciami solo... va' a dormire che domani sarà una giornata faticosa.

VALENTINE: Cosa?

Valentine si meravigliò moltissimo di fronte a quell'improvviso cambio d'umore. Fino a pochi minuti prima il tono di Krysta era stato sprezzante e odioso. Invece ora la sua voce sembrava addirittura dolce.

VALENTINE: Ti senti bene?

KRYSTA: Lasciami solo, Valentine, te lo chiedo per favore di nuovo. Se sei preoccupata per me, lasciami solo.

VALENTINE: Un'ultima cosa, e poi ti lascerò solo.

KRYSTA: Cosa?

VALENTINE: Beh, insomma, voglio solo dirti che se ti dovesse servire una mano, potrai contare sempre su di me. Se avessi bisogno di sfogarti, io ci sarò. Sempre. Ciao.

Valentine si allontanò di corsa senza che Krysta potesse replicare. Ma cosa avrebbe potuto dire? Era la prima volta che qualcuno, all'infuori di Shiva, gli rivolgeva certe parole. Con quel tono, poi.
Il giorno dopo, il gruppo riprese il viaggio. La prima cosa che fece Krysta appena alzato fu guardare il volto di Valentine, ma appena questa incrociò il suo sguardo, girò bruscamente la testa dalla parte opposta.



Quella figura così misteriosa da molto lontano riusciva a vedere i quattro ragazzi camminare verso Nibelheim. Pensò che fosse davvero l'ironia della sorte: proprio quella città. Il ragazzo col giaccone marrone, quello lo seguiva già da un po', essendo l'amico del drago. Gli altri, invece, era la prima volta che li vedeva, ma il suo intuito gli diceva che avrebbero potuto eseguire il piano in maniera impeccabile. C'era poi quel ragazzo biondo. Aveva qualcosa di strano che non riusciva a decifrare, non ancora, ma poco importava. Adesso li doveva seguire nel loro cammino per vedere fino a che punto il suo intuito aveva ragione. Avrebbe potuto attaccarli subito, avrebbe potuto distruggere in quell'istante tutto e tutti, ma non era ancora tempo. Doveva attendere il momento giusto, prima o poi sarebbe arrivato. Quell'incontro in quella strana dimensione lo aveva turbato, improvvisamente aveva capito che azioni sregolate e senza senso non lo avrebbero portato a nulla. Quel suo desiderio di vendetta quasi lo accecava, non pensava ad altro, avrebbe distrutto ogni mondo pur di ottenere la pace di suo padre. Avrebbe versato tutto il sangue del multiverso per spegnere il fuoco del risentimento che bruciava forte in lui, ma doveva fermarsi. A volte gli capitava di bloccare il braccio destro col sinistro, come se facessero parte di due esseri distinti. Doveva raggiungere i suoi obiettivi, ma tutto sarebbe stato più grande, se fosse riuscito ad attendere. L'attesa rendeva tutto più difficile. Dovette correre via per sfuggire ad un istinto troppo forte da sopprimere.


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#12
°_°
Sul serio? Wow e lo dici solo ora? XD

Scherzo, son contentissima!! :*

Se hai voglia di esprimere di più la tua opinione sei liberissimo  poi girerò critiche e appunti agli scrittori
#13
Nessun'altro si avventura?
#14
Storie / Final Fantasy - Merging Destinies
16 Aprile 2008, 02:48:54
L'attesa nel bar di Timber era ormai finita. Si erano appena alzati dal tavolo per dirigersi verso la stazione in cui avrebbero preso il treno per Esthar City, ma furono subito fermati dall'arrivo di un agitatissimo Mark.

MARK: Capitano! Capitano!

JEAN: Che succede? Calmati!

MARK: Un'esplosione... un'esplosione di luce azzurra poco distante dalla città! È incredibile, Capitano.

MIR: Hai detto un'esplosione di luce azzurra?!

KRYSTA: * Possibile che... *

Krysta impugnata la spada si diresse a gran velocità fuori dall'edificio.

JEAN: Fermo, maledizione! Chi ti ha dato l'ordine di andare a vedere?!

Ma Krysta era già uscito e gli altri non poterono far altro che seguirlo e raggiungerlo sul posto.

MIR: La ferrovia è scomparsa... guardate! C'è una specie di perimetro perfettamente circolare. Il terreno e la vegetazione all'interno sono diversi da quelli all'esterno, sembra che sia stato in qualche modo trasportato.

L'archeologo affondò la mano nel terreno all'interno del cerchio e scavò una piccola buca; il terriccio che trovò era identico a quello dello strato superiore.

MIR: È incredibile, sembra che abbiano preso la terra che c'era prima e l'abbiano portata chissà dove, e che poi abbiano riempito il buco con questo terriccio più scuro con tanto di erba e piante annesse. Dev'essere molto profondo e tutto ciò è stato fatto con una precisione chirurgica da far paura.

MARK: Prima non c'era...

MIR: Come?

MARK: Un attimo fa c'era la ferrovia, poi c'è stata l'esplosione, e una volta svanita tutto ciò che ha lasciato è questo... cerchio.

JEAN: Più avanti la ferrovia continua, sembra essere stata tagliata di netto, ma se guardo ancora più in là... dov'è finito il grande ponte che collega Galbadia ad Esthar? Dov'è finito l'oceano?!

KRYSTA: ...

VALENTINE: Venite a vedere, presto!

Jean, Mir e Krysta raggiunsero Valentine ed insieme continuarono a correre per un centinaio di metri verso est.

VALENTINE: Laggiù, guardate! La vedete quella linea? È come se la prateria fosse divisa in due parti nette, ciascuna con un tipo di erba diversa. Una cosa del genere non può avvenire in natura, vero?

MIR: Decisamente no. Quel tipo di vegetazione là in fondo è uguale a quella che abbiamo trovato nel cerchio che è comparso in mezzo alla ferrovia.

JEAN: Tutto questo è assurdo!

KRYSTA: Che strane montagne....

Guardando nella direzione che Krysta indicava con gli occhi, i suoi compagni poterono vedere le vette lontane di una nerastra catena montuosa. Dovevano essere davvero a molti chilometri di distanza poiché quasi sfumavano nel colore azzurro del cielo.

MIR: Mai viste prime d'ora! Da dove sbucano?! Insomma, non possono mica essere emerse dall'oceano nel giro di pochi minuti!

JEAN: Mir, per caso quello che hai lì è un binocolo elettronico esthariano?

MIR: Sì...

JEAN: Dammelo!

Jean glielo strappò letteralmente dalle mani ed iniziò a scrutare l'orizzonte.

JEAN: Avevo visto bene, c'è un piccolo paese là in fondo... Aspettate, vedo un cartello: Nibelheim...

MIR: Stai scherzando, vero?!

VALENTINE: Nibelheim, mai sentita prima...

JEAN: Neanch'io ho mai sentito parlare di un posto chiamato Nibelheim... Mir, ne sai qualcosa?

MIR: No. Conosco molto bene questa zona e posso dirti con certezza che lì un villaggio non c'è mai stato.

JEAN: In ogni caso siamo senza un mezzo di trasporto e quello è il villaggio più vicino a noi al momento. Vediamo se è possibile recuperare un veicolo alternativo.
Ma prima una cosa...

Jean si voltò verso Krysta.

JEAN: Tu devi smetterla di agire di testa tua. D'ora in avanti attieniti ai miei ordini. Dobbiamo agire come una squadra, gli individualismi inutili possono portare solo al fallimento.

KRYSTA: ...

JEAN (Irritato): Stammi bene a sentire! Tu sei sotto il mio comando, ciò vuol dire che sei sotto la mia responsabilità! Possibile che non te ne rendi ancora conto? Dev'essere per questo che ti sei diplomato solo di recente.

KRYSTA: Di certo io non sono arrivato qui con una lettera del papà in mano.

JEAN (Mettendo mano all'impugnatura del suo gunblade): Tu... mi stai facendo veramente arrabbiare e la cosa non gioverà affatto alla tua salute!

MIR: Ehi, Ehi! Che sta succedendo qui? Non mi pare proprio il momento adatto per mettersi a litigare, questo! Jean, mi stupisco di te, non pensavo potessi perdere la calma così facilmente. Siamo in missione, no? Questi problemi casomai li risolverete al vostro ritorno.

JEAN (Allentando la presa): ...

KRYSTA: ...

JEAN: Non intendo prolungare oltre questa conversazione. Andiamo.

Detto questo, la compagnia si mise in marcia verso il misterioso villaggio. Nibelheim; nessuno aveva sentito mai nominare quel nome, e nessuno aveva mai visto montagne come quelle stagliarsi ad est delle pianure galbadiane, anzi, in nessun posto al mondo.

VALENTINE: Nibelheim... chissà cosa ci aspetterà lì? Il mio sesto senso mi dice che non sarà una sorpresa piacevole.

KRYSTA: Le tue sensazioni tienitele per te.

Valentine rimase indifferente.

VALENTINE: Ho mandato in avanscoperta un mio caro amico.

Chiuse gli occhi assumendo un'espressione concentrata, poi li riaprì.

MIR: Eh? Di chi stai parlando? Non sapevo che ci fossero altri componenti in questa squadra.

KRYSTA: ...

JEAN: Credo di aver capito di chi si tratta. È il tuo GF, vero Valentine?

VALENTINE (Sorridendo): Esatto, Capitano! È un guerriero formidabile, io e lui siamo legati indissolubilmente; i suoi occhi sono i miei.

Abbassò nuovamente le palpebre.

VALENTINE: Chiudendo gli occhi fisici, quelli della mente diventano più potenti...

JEAN: Richiamalo immediatamente! Sei stata imprudente, Valentine! Gli abitanti del villaggio lo avvisteranno certamente!

MIR: Jean ha ragione, forse è meglio se lo riporti indietro.

VALENTINE: He he, il mio amico non corre nessun pericolo, lo avete per caso visto innalzarsi in volo?

MIR: A dire il vero, no.

JEAN: Neanche io.

KRYSTA: ...

VALENTINE: È invisibile, una delle sue facoltà consiste proprio nell'occultare la sua presenza spirituale e fisica. Tranquilli.

Dopo qualche minuto Valentine riaprì gli occhi.

VALENTINE: Dunque... è un paesino piccolo, sembra quasi Winhill a giudicare dall'aspetto... ci siete mai stati? A lei, Capitano, piacerebbe.

JEAN: Chiamami Jean.

VALENTINE (Sorridendo): Ah beh, è un bel posto per rimanere da soli.

JEAN: Già, dev'essere proprio un bel posto.

VALENTINE: Il villaggio appare sicuro, la popolazione è prevalentemente anziana e, in qualsiasi caso, non sembrano affatto ostili. Non c'è neanche un negozio di armi.

MIR: Il classico villaggio di campagna. Generalmente sono luoghi rilassanti, ma questo non dovrebbe nemmeno esistere e la cosa mi inquieta. Ad ogni modo mettiamoci in marcia! Sono proprio curioso di far visita a quel villaggio. Permettete un consiglio? Cercate di nascondere le armi, non è bello veder arrivare gente armata. Soprattutto tu, Jean, non puoi far niente per quel gunblade sproporzionato?

JEAN: ...

Jean estrasse l'enorme gunblade e premendo due interruttori fece ripiegare su sé stessa la lama, dopo di che lo riallacciò alla tracolla e lo fece scomparire sotto l'impermeabile. Rimasero tutti decisamente sbalorditi dalla versatilità di quell'arma, in particolare Valentine che cominciò a fare un sacco di domande.
Infine il gruppo si mise in marcia verso il villaggio. Jean non poté fare a meno di pensare che quella missione si sarebbe rivelata molto più difficile del previsto. La presenza di Krysta lo turbava non poco. La sua scarsa disciplina li avrebbe portati al fallimento e, da quella volta, lui aveva ripudiato quella parola. Valentine gli ricordava Leya, anche troppo. Il modo di parlare, la stessa passione per la magia, i capelli. Era come se un fantasma fosse tornato per accompagnarlo in questa nuova missione. Mentre continuava a pensare queste cose Jean cercò di concentrarsi sul suo compito dimenticando tutte le sue distrazioni ed il suo passato, così come aveva sempre fatto dal giorno in cui Leya era morta.

JEAN: * Sarà una missione difficile... *

Il viaggio si presentò più lungo di quanto aveva preventivato, ed il gruppo all'unanimità decise di riposarsi per la notte. Anche se avevano una certa fretta, una pausa in quel momento era l'ideale e viaggiare al buio era comunque poco consigliabile. Quindi, procurata un po' di legna, Mir accese un fuoco e tutti vi si misero intorno. Decisero i turni di guardia e Krysta si allontanò senza dire niente.

KRYSTA: Shiva...


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#15
Citazione di: ffsaga
Citazione di: SeilaSe può essere utile, per un lavoro che sto facendo legato alla fanfiction che sto postando in Storie qui, ho fatto degli screenshot dal gioco di FF VIII (che ho per pc) degli interni ed esterno del garden di balamb.

la qualità è quella che è ma se volete li metto nella gallery. Può interessare?

Ps: In generale cmq mi capiterà di fare altri screenshot anche da FF VII, quindi in caso appena o due minuti li metto anche qui.

Interessa interessa  Grazie mille.

Bye

Ottimo  Le sistemo e le metto  Spero vi faccia piacere!