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.:VINCENT:. Membro FF1

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                                                   Tlac...tlac...tlac...
Distenderò il cielo sulle mie notti vuote. Nulla potrà intimorirmi e congelarmi il sangue in corpo, perché io avrò il coraggio di cambiare ciò che il mondo ha deciso. Nemmeno il sole potrà bloccare lo scorrere delle lacrime che mi guiderà al trono della mia schiacciante vittoria, neanche la luna potrà ammaliarmi e distrarmi dalla mia missione. Perché io solo dovrò farlo, io solamente mi tingerò di colori che nessuno vede, e canterò note che solo l'eco dei miei sogni potrà riprodurre. Ma il tempo grida...
                                                   Tlac...tlac...tlac...
Sul danzare di foglie indorate, disperderò i petali vivi di un fiore obliato, lasciando che il suo profumo giunga ove piede umano mai ha potuto. Accompagnerò il volo dei mille uccelli che solcheranno le onde impetuose di un cielo remoto, divenendo la loro bianca stella polare. Non una delle mie cicatrici oserà riaprirsi, perché il mio piangere saprà come farle bruciare. Chiunque mi taglierà il cammino proverà il dolore urlante delle notti private del respiro del firmamento, sanguinando pensieri macabri.
                                                   Tlac...tlac...tlac...
Ed il mio sopraggiungere nella terra del perdono donerà speranza a chi ha perso il proprio mondo, perché saprà che c'è sempre una fune che congiunge l'abisso ed il cielo. Sarò lieto di mostrare il luogo in cui Dio nasconde la via per la gioia a coloro che non credono in Dio. e le mie risa squilleranno nei campi aridi della dimenticanza, cospargendo la terra dei semi vivi di speranza. Non saprò mai quando verrà il tramonto, o quando l'alba annuncerà l'origine di un nuovo giorno, perché ogni istante sarà come il medesimo appena passato.
                                                   Tlac...tlac...tlac...
Non dovrò più piangere, non avrò più motivo di soffrire per me stesso, né per gli altri. Sarò il primo candido pensiero di un bambino appena nato, sarò l'ultimo triste ricordo di un anziano in punto di morte, e non sarò nulla di tutto ciò. Semplicemente, sarò. Ma fino ad allora...fino al giorno in cui non avrò più sangue scivolarmi dentro, dovrò combattere. Ed il dolore sarà la mia arma più potente. Sbaraglierò il passato, il presente ed il futuro col solo mio gridare di dolore, e perfino il tempo dovrà arrendersi a me.
                                                   Tlac...tlac...tlac...
Ma il tempo adora infilzarmi con le sue lame affilate, ama ricordarmi in ogni suo sospiro ciò che sono, ciò che sembro, e ciò che non diverrò mai. Le lancette mi tormentano ad ogni scoccare di un nuovo istante, fredde e precise come la morte. Mi spingono, mi bloccano, mi cacciano via, solo in balia di esse. Ma il mio cuore mi protegge sempre, è la mia luce in questo mondo buio. Non temo ciò che il tempo ha deciso per me, perché so che qualunque cosa avrà escogitato, io potrò cambiarla a mio piacimento.
                                                   Tlac...tlac...tlac...
Non mi spaventi più, dannato!
                                                   Tlac...tlac...
Smetti di suonarmi nella testa!
                                                   Tlac...
Le tue spine non possono più ferirmi!
...
Combatterò.
Zeoran