Menu principale

L'ascesa Dei Non Morti-d&d

Aperto da Mayhem, 14 Marzo 2005, 21:32:29

Discussione precedente - Discussione successiva

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Mayhem

Lorìn pianse a lungo dopo l'atroce mutazione di Veddharta, nonchè non poteva fare a meno di rammentare il figlio Shierak, corrotto e deturpato de Simeht.
Gli angeli cercarono a lungo di rinvigorire l'animo di Lorìn, ma nulla riusci' a destarla dalla sua inifinita tristezza.
L'unica consolazione ancor viva nel cuore di Lorìn fu che sua figlia Ygharù non subì alcun cambiamento dalla sua morte.
Il suo cadavere fu sigillato dalla madre nell'eterno ghiaccio, per preservare nell'infinito, la bellezza spezzata della propria figlia.
Ogni sera ella si recava nella tomba della figlia, nelle profondità di una caverna di ghiaccio.
Nessun essere vivente osò mai avvicinarsi a quelle terre, dacchè l'inospitale clima non avrebbe destato alcuna mente, nemmeno la piu' squilibrata, ad avvicinarsi a quei luoghi.
Quando Lorìn guardava sua figlia negli occhi, ancora aperti dalla morte, la sentiva vicina, viva, come se fosse accanto a lei.
Lorìn Cantava in modo leggiadro e Sublime, gli occhi della figlia, visione che avrebbe sicuramento sconcertato la psiche di qualsiasi essere vivente, anche quella di un Demone.
Ygharù era ancora rigida, poichè ella divenne un tuttuno con il ghiaccio, subito dopo la morte.
La sua ferita nel petto era ancora aperta:era uno spettacolo a dir poco Lugubre.Ma la cose che incuteva maggiormente paura era lo sgurdo: isuoi occhi fissavano un punto non preciso, anzi, difficilmente si riusciva a distinguere le pupille dal bulbo oculare.
Ella indossava ancora quello stesso abito candido che vestiva il giorno stesso della sua morte.Sembrava come sospesa in aria: chiunque l'avesse fissata negli occhi avrebbe sentito delle grida, delle urla, provenire da tutte le parti.
Poi delle visioni impressionanti venivano inviate nelle menti.
Lorìn impazzì dopo la morte di Ygharù e la sua pazzia aumentava di giorno in giorno.
Alcuni coraggiosi umani, grazie all'aiuto di Esperti Stregoni Neri, si recarono nelle Terre Ghiacciate di Timekis, alla scoperta di nuovi territori.
Il freddo non fu un grosso problema per loro, grazie all'aiuto della magia nera.
Ma una notte arrivò una bufera così forte che avrebbe potuto distruggere la capitale del Regno del Granducato in poche ore.
Gli Stregoni non riuscivano a creare una barriera che riuscisse a proteggerli, dunque essi andarono in cerca di riparo.
Il fato volle che trovarono la Caverna dove erano rinchiuse le spoglie di Ygharù.
Quando essi entrarono nella caverna si accamparono non troppo vicino all'entrata, dacchè la caverna era molto profonda e i suoi meandri avrebbero confuso anche il migliore stratega.
Essi accesero un fuoco, che però fu in grado di resistere, e si addormentarono tutti accanto a quelle piccole fiamme.
Uno di essi, il Dragoniere di Platino Nerudia senti una voce lieve provenire dalla profondità della caverna.
Egli, tosto, si destò e affino il suo udito per capire cosa fosse quello che sentii.
Passò qualche minuto, ma non senti piu niente, così ritornò a dormire.
ma non passo che qualche secondo da quando poggiò il craneo sul sacco a pelo, che quella voce ritornò a farsi sentire.
Non riusciva a capire cio' che quella voce diceva, ed egli ebbe molta paura.
Egli non aspettò un attimo ed andò a svelgiare i suoi amici, ma nulla: il loro sonno era profondo come la notte.
Allora prese uno spadino, una daga e un piccolo fucile a canna lunga e illuminò una piccola fiammella.
Dopodichè egli si addentrò nella caverna seguendo il canto.
La sua paura era tale che egli difficilmente si muoveva.Il suo passo era impressionantemente impedito: non tanto dal freddo, ma dalla paura.
Allora Nerudia decise di tornare indietro, ma qualcosa molto piu' forte di lui lo spinse a continuare e ad andare avanti.
Ad un certo punto egli scorse un piccolo raggio di luce provenire da un corridoio di fronte a lui, e Nerudia, tosto, non esitò ad avvicinarsi.
Il canto si faceva via via piu' chiaro, ed elgi riuscì addirittura a comprendere le parole.
Quel canto faceva così
"Dalle mie bracce ti strapparono
e la tua mamma ha sofferto molto
ma adesso tu e la tua mamma ritornerete insieme
per sempre"
Quella voce soave ripetè piu' volte questa canzone, che assomgliava molto ad un ninna-nanna, spesso cambiando le parole, e il ritmo si faceva sempre piu' fiacco.
Nerudia sapeva che stava succedendo qualcosa di sovrannaturale e quindi sapeva sarebbe potuto anche andare incontro alla morte.
"E se fuggissi?E se tornassi indietro dai miei compagni?"
Non chiese nemmeno queste domande a se stesso e prosegui il suo cammino.La luce si faceva sempre piu' intensa e la sua paura si accaniva maggiormente nelle sua psiche, al punto di logorarla lentamente.
La luce era sempre piu' abbagliante fino a quando non entrò nella stanza dove erano custodite le spoglie della povera Ygharù.
Quella visione fu agghiaciante: Lorìn sciolse il ghiaccio che cirondava il cadavere della figlia, e questa rimase sopsesa in aria.
Gli occhi di Ygharù, che erano di colore azzurro molto chiaro con delle stupende sfumature color Platino si spensero fino al punto da diventare neri come la notte.
Il suo candido vestito, completamente bagnato accentuava maggiormente il suo splendido corpo.
Ella aveva un seno a dir poco perfetto e il suo torace e suoi arti erano stupendamente slanciati,la sua pelle candida,dapprima lucente,divenne opaca e rpiva di luminosità, ma i suoi occhi non avevano sguardo:era un'immagine spaventosa, ma allo stesso tempo possedeva un fascino indescrivibile.
Nerudia rimase scioccato da quella visione ma ad un certo punto Lorìn smise di cantare e con un tono di voce alquanto inquietante disse:
"Che nuova vita sia dato al tuo corpo defunto!Ygharù, o mia amata figlia!La vita ti fu strappata in età ancora acerba, ma adesso ti verrà concessa una nuova esistenza, ti verrà donata l'eternità!"
Poi delle grida strazianti provenivano da tutte le parti, e si facevano sempre piu' atroci: erano le urla di Ygharù.
Ella emetteva dei suoni così strazianti che pareva che stesse morendo: infatti così fu'.
Le venne donata una nuova vita, una vita eterna, una vita senza vita: ella era morta, ma continuava ad esistere.
Nerudia capì che quello era il momento giusto per fuggire in pochissimo tempo raggiunse l'accampamento vicino l'entrate della grotta.
Ma un'avvenimento a dir poco sconcertante lo colpì: i suoi compagni erano scomparsi: li cercò all'interno della grotta, ma niente.
Quando ad un tratto si vide circondato da delle ormbre eteree:erano le ombre dei suoi compagni.
Nerudia provò a chiamarli per nome, ma essi non riuscivano a sentirlo.
Elgi fu completamente squarciato, e nuova vita fu data anche a lui.
Tutto ad un tratto si sentì un grido di rabbia: Ygharù scaraventò la madre per terra e le disse:"Tu!Perchè hai fatto ciò?La tua pazzia ti ha portato fare questo!Ogni sera mi venivi a recar compagna, e mi dicevi che avresti voluto solo del bene per me.Ma perchè adesso mi hai fatto cio?Io non sono piu' un essere normale!Hai creato un mostro!Non potrò piu' ne provare il sapore del cibo, ne il delicato aroma dell'acqua, ne potrò destare il mio sonno.Tu mi hai condannato ad un'eterna sofferenza.
Perchè mi hai strappato dal mondo dei morti?Tu stessa creasti un posto chiamato Eden, per dare riposo alle anime buone.
Lì possedevo una vita nuova, una vita senza dispiaceri e senza bisogni fisici, nonchè priva di dolori.
Ma il tuo vile egoismo ti ha portato a fare cio'?"

E Lorìn rispose"Perchè dici tutto questo, bambina mia?Non mi vuoi piu' bene?"Ygharù la guardo negli occhi e pronucio' queste parole"Adesso per vendetta risvegliero' tutte le anime morte fino ad oggi, e le riporterò nei loro cadaveri:integri o squarciati che siano.
Li starppero' dall'Eden, e li riporterò sulla terra e gli faro' provare i miei stessi dolori.
Questa è la mia vendetta.




-------I Non Morti-religione-------
I non morti sono creature risvegliate dalla sete di vendetta di Ygharù.
Alcuni esseri umani, specialmente quelli devoti in modo molto attaccato a Lorìn, non raggiungono l'oltremondo dopo la morte, ma continuano a vivere una vita di sofferenze atroci fin quando non vengono debellati.
Per placare il loro dolore, essi devono offire dei scrific umani alle dea Ygharù.Ella una volta ricevuto il sacrificio, e dopo averlo reso suo schiavo, nonchè non morto, diminuirà momentaneamente i dolori dell'immolatore.
Infatti proprio per questo, Fantasmi e Cadaveri Viventi[ovvero coloro che noi chiamiamo Zombie] aggrediscono gli esseri umani.

----------Anatomia dei non morti----------

Dopo la morte, il corpo delgi esseri umani[a differenza da quello degli Elfi]va in uno stato di putrefazione, infatti tutti i non morti presentano le caratteristiche di cadaveri in putrefazione.
I loro aspetto varia da un'individuo all'altro:gli Zombie spesso mancano di lacuni arti e il loro torace è squarciato e lascia intravedere gli organi interni in putrefazione, e sono ricoperti di terra e di piccoli vermi che si nutrono dei loro rimasugli.
Invece i fantasmi, esseri eterii posseggono un corpo perfetto:essi hanno le sembianze di giovani umani, e il loro aspetto è sublime.
Sono tra gli esseri piu' affascinanti del Regno di Noria, ma il loro fascino è deturpato dai loro occhi senza sguardo.

Tuttavia se essi provano a nutrirsi, la loro fame non si placa, dacchè il oro organismo non funziona, essendo in putrefazione.
Infatti essi provano constantemente fame,sete,stanchezza e sonno in modo molto logorante.




------Morte o ferite-------
I non morti conducono una vita morta, ovvero tutto il contrario di quella degli esseri umani.
Proprio per questo bisogna comportarsi in modo opposto, se si vuole offendere fisicamente un non morto.
La magia bianca è la soluzione migliore, ma essi sono anche vulnerabili agli attacchi fisici.
Se vengono uccis attraverso attacchi fisici, ovvero squarciadoli completamente, essi ritornernanno in vita dopo un determinato lasso di tempo.
C'è un solo modo per rispedirli all'oltremondo.Gli oracoli, potent maghi, hanno il potere di riuscire a dialogare con l'anima del non morto.
Se riescono a toccare il punto piu' flessibile della loro anima, essi stessi decideranno di abbandonare la terra.

Veleni:sono immuni solamente ai veleni che attaccano gli organi o qualsiasi parte vivente.


Carattere:
I non morti hanno lo stesso carattere che possedevano da vivi, ma a causa dei loro dolori logorante, quso diventa ogni giorno piu' scontroso verso gli esseri viventi, che sono in grado di placare i propi dolori.
Essi pero', fra di loro sono molto cordiali, e spesso formano delle congregazioni.
Ma non sempre questi sono devoti a Ygharù.Alcuni di essi si sono abituati al dolore, gia nella vita precedente, quindi non necessitano dell'aiuto di Ygharù.
Tuttavia essi non possono tornare nell'oltremondo, ma si dedicano a sorvegliare la vita dei vivi ,che duranete la sua vita gli stavano molto a cuore.




----Casi particolari-----
Quando Ygharù richiama un uomo morto nella sua abitazione, puo' capitare che quest'uomo non la voglia piu' lasicare.Questo è il caso piu' comune di case stregate.Questi tipi di non morti sono semplici fantasmi, mai degli Zombie.
I non morti che presiedono case, immolano le persone che verranno successivamente ad abitarci, anche se saranno suoi discendenti.
Ma egli dovrà fare in modo di non farsi scoprire, perchè i padroni della casa potrebbero convocare un oracolo.

lukelf

#1
Ma ... una piccola introduzione ... O_o ... così ... per capire il perchè di questo post, quello che ci vuoi trasmettere, dove hai preso il materiale, chi sei ... così, giusto per sapere di cosa stiamo parlando ...

Edit: Anche una postfazione andava bene lo stesso ...

T-Metal

penso sia una sessione di D&D (credo)

Mayhem

Allora, sto preparando un gdR dal vivo con dei miei amici e io sono il master!^^
Ho messo tutta una notte per scrivere l'ascesa dei non morti >.<