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Un Anime Che Supera Gundam?

Aperto da God 87, 3 Novembre 2007, 20:42:21

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Jenoma93

#15
Citazione di: Great SephirothLa mia è stata una omissione volontaria. Io ho la verità rivelata. Io sono la metafisica, la gnoseologia e l'ontologia, io sono il Dio contingente transeunte, l'alfa e l'omega, il sovrano, etc etc etc...
si si bravo, basta che la prossima volta tu non lo faccia pesare tanto  
 

altrimenti poi mi gira il contenuto dello scroto e tendo sempre a difendermi a spada tratta, mi
spiace ma sono alquanto permaloso o.o

edit: il resto di quel messaggio casomai lo guardo con attenzione un'altra volta, e casomai rispondo
Verily, I have often laughed at the weaklings who thought themselves good because they had no claws.

Great Sephiroth

Citazionesei anche sta minkia,sto minkiio,sto minkione,il minkiato,il caxxaro,il depresso/patologico/spastico e tutti altri termini da tamarri filosofi...  

Dark non apprezzo per nulla. Finiscila.


...C'è un po' di T in ognuno di noi...
...c'è un po' di God ubriaco in ognuno di noi...

God 87

Me tapino, solo 4 ep alla fine e già mi sento male. Pochi cazzi: questa è POESIA pura. E ARTE.
Now watching

- After War Gundam X
- Armored Trooper Votoms
- Aura Battler Dunbine
- Mobile Suit Gundam 00 Second Season
- Kyashan Sins
- Kurogane no Linebarrel
- My-Otome
- Tytania
- Zambot 3


LordVoldemort

come non quotare, ho visto l'anime subbato moolto tempo fa.. ma è stato uno dei + belli...




...c'è un po di ™ in ognuno di noi...

God 87

Rimedia la versione doppiata: è infinitamente superiore e, cosa più incredibile, il doppiaggio è quasi ineccepibile.
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God 87

Terminata la visione: lacrime a tutto spiano. Meraviglioso.
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Dark Knight

non spoilerare... aspetto ancora che questo mulo faccia il suo dovere da soma!

...C'è un po' di T in ognuno di noi...
...C'è un po' di Mobile Suit in ognuno di noi...
...c'è un po' di God ubriaco in ognuno di noi...

God 87

In attesa della recensione dell'anime, vi posto la rece del manga (Dark Knight leggi, ho abbastanza modificato da quella che hai letto tu).

PLANETES
Autore: Makoto Yumikura
Serializzazione: 2001 - 2004
Casa editrice: Planet Manga
Formato: manga (4 volumi)



Imbroccare il fumetto della carriera è sempre difficile per gli autori di fumetti, ma c'è chi ci riesce quasi subito con una naturalezza che ha dello sconvolgente. Un esempio tra tanti è Makoto Yumikura, che sotto pressione del suo maestro Hiroaki Samura (autore dell' "Immortale") debutta nel mercato dei manga con PlanetEs, realizzando immediatamente quello che probabilmente è il lavoro della sua vita. Il plot è difficile da spiegare perchè essenzialmente non c'è: ci troviamo in un futuro non troppo lontano (2075) dove i viaggi nello spazio sono diventati per il genere umano quasi una normalità (la Luna è addirittura abitata da diverse basi spaziali), e nello specifico ci fermiamo a seguire le imprese di un gruppi di 3 astronauti il cui lavoro è raccogliere i detriti spaziali (i cosidetti "debris" ossia viti arrugginite, pezzi di satelliti rotti, etc.) per la sicurezza dei viaggi nello spazio. In un gelido spazio sconfinato inizieremo quindi a focalizzarci sulle avventure di tutti e tre i raccoglidetriti: Yuri è un russo che, dopo aver perso la moglie in un incidente spaziale, lavora da anni nello spazio per ritrovare un ricordo di lei disperso nel gelido vuoto; Fee è una grintosa madre che si domanda del perchè deve continuare a raccogliere inutilmente i rifiuti spaziali pur sapendo che questi continueranno a fiorire per colpa dell'uomo; Hachimaki invece è un giovanissimo ragazzo che, figlio di un famoso astronauta, ambisce a comprarsi una nave tutta per sè per andare dove gli pare in giro nello spazio. Attraverso le loro numerose storie, esperienze ed avventure impareremo quindi a conoscerli singolarmente, indagando nel loro animo e assistendo alla loro crescita come individui. Da un certo punto in poi il fumetto inizierà quindi a focalizzarsi principalmente su Hachimaki, che per trovare i soldi per comprare la sua astronave mira a entrare nella prima spedizione spaziale che dalla Terra porterà a Giove: il giovane è ambizioso, cinico, freddo, materialista ed egoista nelle sua sicurezza, e qui entrerà in gioco il quarto membro del suo gruppo, la giovane Tanabe, che ovviamente legandosi con lui inizierà a farlo maturare e crescere fino a fargli capire che non può esistere una vita priva del benchè minimo amore. Questa in breve la sintesi dell'accattivante premessa del fumetto, che nei suoi quattro corposi volumi inserirà tutte queste storie (a cui se ne aggiungeranno altre di altri personaggi) in una cornice di fantascienza realistica dai temi estremamenti variegati, tutti legati grossomodo ai problemi sociali della razza umana che anche oggi fanno discutere (religione, guerra, terrorismo, amore, il divario dei paesi del primo e del terzo mondo, etc.). Il tratto di Yumikura nei personaggi è molto tondeggiante e semplicistico, ma la cura posta nella realizzazione degli sfondi, nelle espressioni facciali e sopratutto nel realistico mecha design rendono le tavole di PlanetEs incredibilmente coinvolgenti e avvincenti da leggere. A questo aggiungiamoci una caratterizzazione dei personaggi semplicemente eccezionale e carismatica (per forza di cose si direbbe, visto che tutto è giocato sulle loro riflessioni e sulle loro avventure), una graditissima iniezione di umorismo mai fuori posto o esagerata, e sopratutto l'incredibile scorribilità con cui si divora questo fumetto senza rinunciare a pensare ai numerosi spunti riflessivi di cui è costellato: siamo di fronte ad una lettura accattivante che sicuramente porterà a numerose altre riletture, e che in queste continuerà a far ridere, a far riflettere o a tenere sulle spine anche se sapremo già come va a finire. Yumikura è sicuramente un genio della narrazione nel riuscire a trattare con così tanta semplicità, equilibrio e poesia un numero così elevato di temi e riflessioni senza mai scadere nel banale, e sopratutto un genio nel trattarli con un un piglio così accattivante, mai didascalico o noioso. Le soluzioni infatti adottate poi far riflettere i personaggi sono geniali e tengono incollati gli occhi sul fumetto: basterebbe soffermarsi nei bellissimi dialoghi interiori tra Hachimaki e la parte oscura del suo animo (l'Es freudiano, da qui il titolo "PlanetEs") per capire di cosa parlo. Dare una classificazione a PlanetEs è assurdo oltre che fuorviante: è banalmente una storia sulla vita, sulle ambizioni, sulle paure e sulla crescita dell'uomo, ma anche di più: è un piccolo gioiello, un rappresentante ideale della grandezza raggiunta dal fumetto come forma d'espressione. E', banalmente a dirsi, un piccolo capolavoro. Nota: buonissima l'edizione italiana della Planet Manga (sovracopertina, niente pecette, cura nelle traduzioni e nell'adattamento), ma peccato però per l'assenza delle originarie e bellissime pagine a colori.
Curiosità: senza neanche venire minimamente spiegato, la capigliatura di Haichimaki da bionda diventa improvvisamente nera nell'arco dei primi tre capitoli.
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Dark Knight

Citazione di: God 87In attesa della recensione dell'anime, vi posto la rece del manga (Dark Knight leggi, ho abbastanza modificato da quella che hai letto tu).

PLANETES
Autore: Makoto Yumikura
Serializzazione: 2001 - 2004
Casa editrice: Planet Manga
Formato: manga (4 volumi)



Imbroccare il fumetto della carriera è sempre difficile per gli autori di fumetti, ma c'è chi ci riesce quasi subito con una naturalezza che ha dello sconvolgente. Un esempio tra tanti è Makoto Yumikura, che sotto pressione del suo maestro Hiroaki Samura (autore dell' "Immortale") debutta nel mercato dei manga con PlanetEs, realizzando immediatamente quello che probabilmente è il lavoro della sua vita. Il plot è difficile da spiegare perchè essenzialmente non c'è: ci troviamo in un futuro non troppo lontano (2075) dove i viaggi nello spazio sono diventati per il genere umano quasi una normalità (la Luna è addirittura abitata da diverse basi spaziali), e nello specifico ci fermiamo a seguire le imprese di un gruppi di 3 astronauti il cui lavoro è raccogliere i detriti spaziali (i cosidetti "debris" ossia viti arrugginite, pezzi di satelliti rotti, etc.) per la sicurezza dei viaggi nello spazio. In un gelido spazio sconfinato inizieremo quindi a focalizzarci sulle avventure di tutti e tre i raccoglidetriti: Yuri è un russo che, dopo aver perso la moglie in un incidente spaziale, lavora da anni nello spazio per ritrovare un ricordo di lei disperso nel gelido vuoto; Fee è una grintosa madre che si domanda del perchè deve continuare a raccogliere inutilmente i rifiuti spaziali pur sapendo che questi continueranno a fiorire per colpa dell'uomo; Hachimaki invece è un giovanissimo ragazzo che, figlio di un famoso astronauta, ambisce a comprarsi una nave tutta per sè per andare dove gli pare in giro nello spazio. Attraverso le loro numerose storie, esperienze ed avventure impareremo quindi a conoscerli singolarmente, indagando nel loro animo e assistendo alla loro crescita come individui. Da un certo punto in poi il fumetto inizierà quindi a focalizzarsi principalmente su Hachimaki, che per trovare i soldi per comprare la sua astronave mira a entrare nella prima spedizione spaziale che dalla Terra porterà a Giove: il giovane è ambizioso, cinico, freddo, materialista ed egoista nelle sua sicurezza, e qui entrerà in gioco il quarto membro del suo gruppo, la giovane Tanabe, che ovviamente legandosi con lui inizierà a farlo maturare e crescere fino a fargli capire che non può esistere una vita priva del benchè minimo amore. Questa in breve la sintesi dell'accattivante premessa del fumetto, che nei suoi quattro corposi volumi inserirà tutte queste storie (a cui se ne aggiungeranno altre di altri personaggi) in una cornice di fantascienza realistica dai temi estremamenti variegati, tutti legati grossomodo ai problemi sociali della razza umana che anche oggi fanno discutere (religione, guerra, terrorismo, amore, il divario dei paesi del primo e del terzo mondo, etc.). Il tratto di Yumikura nei personaggi è molto tondeggiante e semplicistico, ma la cura posta nella realizzazione degli sfondi, nelle espressioni facciali e sopratutto nel realistico mecha design rendono le tavole di PlanetEs incredibilmente coinvolgenti e avvincenti da leggere. A questo aggiungiamoci una caratterizzazione dei personaggi semplicemente eccezionale e carismatica (per forza di cose si direbbe, visto che tutto è giocato sulle loro riflessioni e sulle loro avventure), una graditissima iniezione di umorismo mai fuori posto o esagerata, e sopratutto l'incredibile scorribilità con cui si divora questo fumetto senza rinunciare a pensare ai numerosi spunti riflessivi di cui è costellato: siamo di fronte ad una lettura accattivante che sicuramente porterà a numerose altre riletture, e che in queste continuerà a far ridere, a far riflettere o a tenere sulle spine anche se sapremo già come va a finire. Yumikura è sicuramente un genio della narrazione nel riuscire a trattare con così tanta semplicità, equilibrio e poesia un numero così elevato di temi e riflessioni senza mai scadere nel banale, e sopratutto un genio nel trattarli con un un piglio così accattivante, mai didascalico o noioso. Le soluzioni infatti adottate poi far riflettere i personaggi sono geniali e tengono incollati gli occhi sul fumetto: basterebbe soffermarsi nei bellissimi dialoghi interiori tra Hachimaki e la parte oscura del suo animo (l'Es freudiano, da qui il titolo "PlanetEs") per capire di cosa parlo. Dare una classificazione a PlanetEs è assurdo oltre che fuorviante: è banalmente una storia sulla vita, sulle ambizioni, sulle paure e sulla crescita dell'uomo, ma anche di più: è un piccolo gioiello, un rappresentante ideale della grandezza raggiunta dal fumetto come forma d'espressione. E', banalmente a dirsi, un piccolo capolavoro. Nota: buonissima l'edizione italiana della Planet Manga (sovracopertina, niente pecette, cura nelle traduzioni e nell'adattamento), ma peccato però per l'assenza delle originarie e bellissime pagine a colori.
Curiosità: senza neanche venire minimamente spiegato, la capigliatura di Haichimaki da bionda diventa improvvisamente nera nell'arco dei primi tre capitoli.
vorrei un ringraziamento per averti spronato a migliorare questa recensione...
 eheh scherzo.. stavolta hai reso davvero l'idea ... complimenti!!

...C'è un po' di T in ognuno di noi...
...C'è un po' di Mobile Suit in ognuno di noi...
...c'è un po' di God ubriaco in ognuno di noi...

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God 87

#26
Recensione dell'anime più bello e commovente che io abbia mai visto.

PLANETES
Studio: Sunrise - Bandai
Regia: Gorō Taniguchi
Serializzazione: 2003 - 2004
Formato: serie tv (26 episodi)



L'anime di PlanetEs è il classico esempio di come dovrebbe essere trasposto idealmente un manga in animazione: non una mera carta carbone ma un'opera a se stante, una rielaborazione, una personale rivistazione. Taniguchi questo lo ha ben capito, e con la sua personale rivistazione del capolavoro di Yumikura realizza probabilmente la sua migliore opera in assoluto, un capolavoro della fantascienza realistica con cui ogni nuova serie d'animazione dalle tematiche similari dovrà inevitabilmente fare i conti. Il plot è ovviamente simile al manga originario: per poter garantire la sicurezza dei viaggi spaziali, nel 2075 vengono istituite squadre di "raccogli-detriti" che si devono occupare di rimuovere dallo spazio i bulloni, le viti ed i pezzi di satelliti vaganti (un problema esistente anche oggi). Nel fumetto ci focalizziamo sulla vita privata e lavorativa di Yuri, Fee ed Hachimaki, ma qui il cast viene notevolmente ampliato, tant'è che nella sezione raccogli-detriti oltre a loro abbiamo ben altri 3 strambi individui: lo stravagante indiano Arvind "Robbie" Ravi, il prigro e nullafacente Philippe Myers (direttore d'ufficio) e la silenziosa ed efficiente impiegata Edelgard. Come se non bastasse Ai Tanabe entra nella sezione fin dal primo episodio, divenendo assieme ad Hachimaki protagonista assoluta dei 26 episodi di questa serie televisiva. Molti altri sono poi i personaggi importanti inventati in animazione ed assenti nella versione cartacea, quasi tutti legati ad Hachimaki: Claire Rondo, sua ex ragazza ed ora ambiziosa impiegata nella sezione controllo della seconda divisione Technora (l'azienda per la quale lavorano i nostri eroi), Kho Cheng-Shin, suo miglior amico, ed Gigalt Gangaragash, suo maestro per il quale il ragazzo prova venerazione e rispetto. Un cast di personaggi notevolissimo (a cui se ne aggiungeranno anche altri) al servizio di una storia meravigliosa e poetica. Iniziamo col dire che, rispetto al fumetto, l'anime è allo stesso tempo uguale e diverso: presenta molte delle storie apparse nei primi 3 volumi del manga (neanche viene toccato il quarto volume), ma lo fa rivisitandole totalmente, cambiandone l'ordine cronologico e legandole da continuity. Come se non bastasse, queste storie vengono anche a volte radicalmente modificate, magari cambiando i personaggi o mettendone alcuni al posto di altri: si tratta quindi di un'opera di totale rivistazione del fumetto, ad uso e consumo di una storia molto più focalizzata sugli aspetti umani e sul background politico-terroristico rispetto al fumetto. Entrambe le versioni sono focalizzate sulla crescita interiore di Hachimaki (dapprima duro e cinico, poi innamorandosi di Tanabe capirà che "non si può andare per un lungo viaggio senza un porto dove tornare"), ma se il manga si preoccupa di farlo cambiare attraverso la contrapposizione tra il suo cinismo e l'idealismo romantico di Tanabe, qui sono le sue dure esperienze con la morte ed il terrorismo a fargli ricercare come un bambino l'ala protettiva e amorevole della ragazza. Seppur affrontando tutto in modo diverso, la versione animata di PlanetEs si può sicuramente definire un altro capolavoro, al punto tale da potersi accostare alla pari con il collega più blasonato da cui prende ispirazione. Partendo dalla bellissima sigla d'apertura che mostra attraverso immagini il cammino dell'uomo verso lo spazio, anche nella serie animata si sente ogni occasione l'amore degli autori nel rappresentare la ricerca e la realizzazione dei proprio sogni per l'uomo. Dall'inizio alla fine la straordinaria opera di caratterizzazione di tutti i personaggi (aiutati in quest'occasione da un character design molto più adulto del semplicistico tratto originario di Yumikura) porterà gli spettatori ad immedesimarsi totalmente in loro fino a sentirli vicinissimi a sè, e se a questa aggiungiamo l'ottimale qualità di quasi tutti i 26 episodi capiremo perchè PlanetEs è forse una delle più grandi serie d'animazioni di tutti i tempi. Già, perchè oltre a ritrovare qui la stessa eleganza e freschezza con cui Yumikura tratta senza mai annoiare i gravi temi sociali odierni, qui abbiamo anche un regista del calibro di Taniguchi, che in quest'occasione rivela un'inaspettata vena romantico/poetica: la sua solita cura nello scegliere insert songs commoventi ("secret of the moon") e certe sue trovate registiche assolutamente geniali e fuori dagli schemi (il bacio fuoricampo tra Hachimaki e Tanabe) lo aiutano nel rendere certi episodi incredibilmente commoventi, tanto da portare in numerosi casi ad autentiche lacrime di commozione (sopratutto nel finale, quando ci rendiamo conto che Hachimaki e Tanabe non li vedremo più). Con la sua consueta maestria Taniguchi rende PlanetEs una storia di personaggi e contenuti incredibilmente profonda e coinvolgente, capace di toccare dolcemente più volte le corde dell'animo di ogni spettatore. Inutile aggiungere altro: siano lodati Taniguchi e Yumikura, e grazie alla Beez per la scelta coraggiosa di aver portato in Italia con un'ottima cura (il doppiaggio è ineccepibile) una serie di questo livello, sfidando l'animazione ignorante odierna fatta di shonen uguali gli uni agli altri. Peccato che come al solito una serie che tratta di fantascienza non è ben vista dal pubblico italiano, che difatti non si è smentito decretandone il prevedibile insuccesso commerciale. A chi però ama l'arte e la poesia l'acquisto di PlanetEs è obbligatorio.
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Great Sephiroth

Ma vedi te che ciofeca di mod! posti e riposti sta recensione... modificarla no?


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God 87

Brutto pirla, ma almeno leggi quale rece posto? La prima è del MANGA, la seconda dell'ANIME!
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AzMaRy.K

Wow!! Esiste un manga che non conosco Oo
Rimedierò subito: meglio l'anime o il fumetto secondo voi??
Non importa: mi procurerò entrambi.
God, stento a credere che tu lo definisca migliore di gundam Oo Ero convinta che fosse... come dire??
Quello che per te dovrebbe essere il miglior manga mai esistito **
Và boh...Leggerò questo fantomatico PlanetEs.
Dopotutto non può esistere un manga che io non conosca a questo mondo *___*
_*_*_*_°°°I WANNA BE FORGIVEN°°°_*_*_*_