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Forgotten Memories

Aperto da T-Metal, 20 Maggio 2004, 00:16:24

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T-Metal

#15
No, qui qualcosa non andava davvero... Quando lo aveva scritto? Non aveva idea nè ricordo di un appunto del genere, la scrittura era trasandata e sbavata (probabilmente da acqua...) ma riconosceva la propria calligrafia e soprattutto la sua firma, quella che era perennemente presente in ogni suo articolo... Nessuno di questi pensieri la fece soffermare, senza attendere aprì il foglio e lesse ciò che era leggibile...

<<...Increibile... Voglio scrivere, devo scrivere qualcosa ------uardo...
Non ci posso credere... Ma mi permetteranno di scrivere? Mi sar-------sso di parlarne a riguardo? Doris, io sono te e tu sei me, non c'è tempo per farsi domande, se stai leggendo questo scommetto che sei sconvolta, o meglio: che sono sconvolta, per ora non posso dirti molto ma fidati, ciò che leggi lo hai scritto tu... Non posso e non puoi scrivere altro, stanno arrivando, devo correre e tu devi leggere, perchè è l'unico modo per capire... Ora devi solo ricordare, e chiederti: 'Qual è il posto dove nasconderei qualcosa che voglio solo per me?' Cerc---------... ---D-Ris -K--Ovich-------...>>

T-Metal

#16
Si lasciò cadere sulla sedia di fronte alla scrivania... lasciò cadere le sue braccia ai lati e spalancò gli occhi verso l'alto fissando il vuoto... La grafia era la sua ma non aveva memoria di quando aveva scritto una cosa del genere. E poi il messaggio diceva che lei doveva leggere. Leggere cosa? Rilesse velocemente il messaggio: 'Qual è il posto dove nasconderei qualcosa che voglio solo per me?'. Non sapeva cosa intendesse quella frase ma sapeva che l'avrebbe portata sempre più vicina alla verità, ma quale verità? Che forse stava diventando pazza, che forse la sua mente non funzionava più; si scosse da quei pensieri, non doveva pensare certe cose, perdeva tempo e lei aveva già perso quattro anni...
Si alzò in piedi e cominciò a camminare mentre si infilava il messaggio in tasca. Qualcosa che voleva solo per lei? Si trattava di un nascondiglio segerto, ma lei non aveva mai avuto un nascondiglio segreto, o almeno non nel suo appartamento a New York e non prima del 2005, dato che comunque era totalmente all'oscuro di ciò che le era successo in quei 4 anni di buio. Pensò nuovamente al suo appartamento, lo analizzò nei minimi dettagli nella sua memoria visiva. Sotto il letto? No, era troppo scontato. Magari nella dispensa? Troppo irrazionale come pensiero. Ma dove poteva essere? Casa sua in fondo era priva di posti dove nascondere cose, un bagno, una cucina unita al soggiorno con due divanetti e la camera da letto con l'armadio, il letto e il ritratto che le aveva fatto Malcom... Il ritratto... Un momento! Malcom aveva scritto all'angolo del ritratto una dedica per lei: 'You're my own, you're only for me. Malcom.' che tradotto significava, Tu sei mia, sei solo per me!
Prese a correre verso l'uscita della biblioteca senza nemmeno mettere a posto i volumi, non c'era tempo...

T-Metal

Arrivò a casa di corsa, era sudata e stanca, non ce la faceva più. Oggi per lei era una di quelle giornate che non capitano mai a nessuno, era una di quelle giornate che nessuno si era mai immaginato di vivere, era stanca, stressata, incredula e spaventata, ma a quanto pare le sorprese non erano finite e lei lo sospettava. Corse subito in camera sua senza nemmeno chiudere la porta d'ingresso e mai come in quel momento la sua camera da letto era sembrata così lontana e la sua casa così diversa. Sapeva che un'altra rivelazione improvvisa le sarebbe stata fatale ma doveva saperne di più, doveva capire che diavolo le stesse succedendo e le pareva pure ovvio che sarebbe successo qualcos'altro di allucinante, se lo aspettava, ne era certa.
Arrivò finalmente in camera sua.
Girò lo sguardo intorno a se... O stava diventando pazza o adesso si sentiva persa e spaesata persino in casa sua, ma era ovvio, con tutto ciò che le stava accadendo non era nemmeno certa che quella fosse casa sua...
Ma era ovvio che quella era casa sua.
Eccolo! Il quadro! Il quadro di Malcom era ancora lì, e questo le aveva dato un minimo briciolo di conforto, come se avesse avuto paura che adesso anche casa sua stesse cambiando a sua insaputa, ma questo era solo un pensiero dovuto alla paura e all'ansia, no, di più, al più profondo terrore e sconforto.
Le passò di nuovo per la testa Malcom. Ma dov'era finito? Perchè non era qui con lei a darle affetto, a tranquillizzarla? Ma cominciò ad abituarsi all'idea che questo mondo non era il mondo dove si era addormentata ieri, non era il mondo dove la sera prima lei aveva festeggiato con Malcom, questo era un mondo a lei estraneo e lei estranea ad esso, un mondo dove Malcom era scomparso e non era più qui con lei...
Prese il quadro con molta fretta e per poco non le cadeva a terra dietro di lei con tutto il peso di quella cornice che lei tanto aveva desiderato per un quadro di Malcom.
Lasciò il dipinto sul letto e poi lo rovesciò: trovò infilato nell'angolo di legno un altro pezzo di carta, simile a quello che aveva trovato in biblioteca, simile a quello che per poco non le aveva cusato un infarto.
Si spostò una ciocca di capelli dalla fronte e frettolosamente aprì il foglio.
La grafia era di nuovo la sua...

Ok Doris, ho trovato un posto per scriverti nel caso succeda ciò che temo possa succedere. So che sei sconvolta e so che non ne puoi più di rivelazioni: anch'io faccio fatica a rendermi conto che ciò che scrivo lo sto scrivendo a me stessa. Se Malcom fosse qui sarei più tranquilla, ma so che anche lui è stato preso, ma sono certa che lui sia vivo, da qualche parte nella loro base lui è vivo, lo sento dentro di me, lui è vivo... Ok, la situazione è grave, loro ti osservano, loro mi osservano, loro CI osservano, è questo il loro compito, controllare che tutto vada secondo i piani. Ora cerca di trovare altre risposte, so che ancora poco ti è chiaro, ma non posso dirti tutto troppo velocemente perchè loro mi cercano e non posso stare troppo tempo nello stesso posto, ma ti lascerò indizi in modo che tu possa capire. Probabilmente quando leggerò questo messaggio sarò sull'orlo della follia ma spero che tu, cioè io, sarai abbastanza forte da non abbandonare tutto e scappare... Ora corri, c'è un altro pezzo di diario sotto il mattone accanto alla pianta all'ingresso di questo edificio, ora va e leggi, leggi ciò che hai scritto tu stessa e conosci la verità in modo che tutti possano leggere e che tutti possano essere liberi.
                                                                                      Doris


Chiuse il foglio nella sua mano dopo aver letto a bassa voce e si coricò sul letto con lo sguardo verso l'alto. Cosa stava succedendo? Quando aveva scritto quei fogli? Oh quanto avrebbe voluto essere stretta dalle braccia di Malcom, le mancava così tanto... Una lacrima le rigò il viso. Quella lacrima non era dovuta soltanto alla mancanza di Malcom ma a tutto il mondo che le stava crollando addosso. Sapeva che nessuno a parte se stessa avrebbe potuto aiutarla. No. Nemmeno lei stessa avrebbe potuto aiutarsi.
Adesso le lacrime si succedevano in un ritmo disperato e costante.
Mai come adesso si era sentita così sola. Dov'erano finiti tutti? Dov'era Malcom? Cosa gli era successo? Perchè tutto questo doveva succedere? Perchè? Ora stava piangendo senza sosta. Abbracciò il cuscino e si girò su se stessa...
Non ebbe nemmeno il tempo di notare che il cuscino era bagnato dalle sue lacrime che si accorse che dalla porta d'ingresso che lei si era dimenticata di chiudere qualcuno la stava osservando...

T-Metal

Si alzò di scatto sul letto in un istante. Era in ginocchio con le mani sul cuscino e lo sguardo pieno di terrore colmo di lacrime puntato su quell'uomo alla soglia della porta. Stava tremando? Non ebbe nemmeno il tempo di chiederselò che urlò:
- Chi diavolo sei? Cosa vuoi?!? -
- Non ti permetteremo di ricordare, non possiamo permettertelo. -
Il tizio scomparve tanto velocemente quanto silenziosamente lasciandola nell'ansia più pura.
Ora stava tremando, lo sentiva nella pelle, non riusciva a calmarsi e non ne aveva voglia perchè sapeva che se avesse smesso di tremare sarebbe scoppiata nuovamente in lacrime. Si alzò di scatto in piedi e corse nervosamente verso la porta:
- Si può sapere chi diavolo sei?? Non potete permettermi cosa?? Sono stanca di tutto ciò! Odio tutto!! Vi odio tutti!!! -
'Vi odio tutti'? Cosa voleva significare? Quelle parole le erano uscite spontanee dalla bocca e le erano così familiari... Ma era troppo scioccata e stanca per pensarci.
Era lì, sull'uscio della sua porta di casa che urlava contro le scale vuote e grige... Si accorse che ormai il tizio era scomparso.
- Io voglio solo che tutto torni come ieri... perchè devo subire tutto ciò? Malcom, dove sei? -
Un'altra lacrima le rigò il viso, mentre singhiozzava.
Tornò dentro e chiuse la porta a chiave. Era definitivamente stanca, era tardi ed era stanca, ma la sua stanchezza non derivava dall'orario, ma dall'oblio in cui era precipitata. Non aveva più forza nemmeno per pensare a quanto si sentisse disperata e sola.
Tornò verso la sua camera e crollò sul letto. Prese il cuscino fra le braccia e si asciugò le lacrime. Si assopì pian piano ma un pensiero la fece svegliare di soprassalto: e se il giorno dopo si fosse svegliata e tutto sarebbe cambiato ancora? E se magari il giorno dopo sarebbero passati altri 4 anni?
Ma la stanchezza era troppa per permettere alle preoccupazioni i tenerla sveglia e crollò nel sonno più profondo.

T-Metal

// Continuo anche se so che questo topico è ormai morto... ^^

Buio, piccole luci rotonde e bianche sopra di lei... Era legata? C'erano delle persone con dei cavi in mano. Parlavano tra di loro, o meglio: mormoravano tra di loro. Poi silenzio e un flash rosso, seguito da un altro bianco. Girò la testa di lato e vide un simbolo strano, poteva essere una stella con una goccia scavata all'interno. Una delle persone vestite di porpora con i cavi in mano le girò di nuovo la testa verso il buio e le luci e in seguito un altro flash rosso...
Doris aprì gli occhi. Questo si che era un sogno strano. Si alzò a sedere stordita con la mente pensante ancora al sogno mentre si stropicciava gli occhi. Quando riuscì a focalizzare meglio la vista vide il quadro di Malcom poggiato sulla sedia e il mondo le crollò di nuovo addosso ricordandole la pazzia in cui era caduta.
Fece colazione stancamente, doveva pur mangiare qualcosa se non voleva morire di fame... In efetti, il giorno prima, non aveva mangiato quasi niente. Eppure quel caffè aveva un sapore così amaro, e questo era strano dato che lei aveva sempre amato il caffè senza succhero ma dopo tutto non aveva la forza di stupirsi per questo cambiamento, c'erano stati quattro anni di cambiamenti che lei non aveva vissuto.
Mentre sorseggiava quella tazza fumante di caffè amaro pensava insistentemente a quei messaggi scritti da se stessa e a cosa volessero significare. Pensava che quei fogli, quegli stralci di parole l'avrebbero portata alla verità, o a qualcosa che l'avrebbe fatta sentire meglio, o a Malcom, o a semplicemente un obiettivo che non la facesse sentire così persa come si sentiva in quel momento.
Indossò qualcosa di pulito dopo aver finito il caffè restante nella tazza e cominciò a cercare spasmodicamente il foglio scritto da lei stessa. Era caduto accanto a letto quando lei ieri si era addormentata. Lo sollevò con stanchezza e lo rilesse velocemente. Il prossimo obiettivo di quella caccia al tesoro non era lontano. Prese le chiavi di casa e uscì chiudendo per bene la porta.
Arrivata al portone scese gli scalini. Ai lati dell'ultimo gradino c'erano due vasi... Avrebbe dovuto cercare da ognuno dei due lati... No, si ricordò che quei fogli li aveva scritti lei stessa e sapeva che lei sceglieva sempre la destra, lo faceva da bambina, era un gesto che lei considerava scaramantico.
Si avvicinò al vaso di destra e cercò una mattonella diversa dalle altre. Stranamente erano tutte uguali, ma spostando il vaso per vedere meglio ne vide una con un graffio strano, che somigliava a una D. Si sfregò le mani per pulirsi della terra del vaso e tentò di sollevare la mattonella con le unghia senza riuscirci. Si accorsè che la gente fuori dal portone la guardava stranita, poco le importò.
Riprovò a sollevare la mattonella con le chivi di casa e questa volta ci riuscì. Sotto un insetto che scappo velocemente c'era un foglio minuscolo.
Aspettò che l'insetto si allontanasse e sollevò il foglio, lo sventolò per spolverarlo e poi lo scrutò attentamente:

Ciao Doris, se leggi questo foglio sei a buon punto della tua ricerca, ho trovato un posto dove nascondere il mio (tuo) diario. Si trova nel casetto dove nascondi il tuo sogno, quello che per niente al mondo rinunceresti.
Tieni duro, non arrenderti Doris, fallo per Malcom...
Doris Ikanovich

Huragano

#20
Dai continua che lo aspettavo ^^

CitazioneT devo confessarti una cosa..ho paura di sconvolgerti..ma devo....matrix è un film e l'agente smith nn esiste ;;;_;;; keanu reeves è un attore e nn si fa kiamare neo..recitano tutti....so ke ora vorrai convincermi del contrario ma fidati di me ;_;

T-Metal

// Grazie Hurino mio, allora qualcuno ancora legge *_*
// Allora continuo:

''Il cassetto dove nascondi il tuo sogno''... Cosa voleva significare? Non aveva senso? Forse voleva riferirsi a un cassetto della sua scrivania all'Ethery Press? No, troppo scoperto come luogo, se avrebbe dovuto nasconderlo non l'avrebbe mai messo lì, e poi non era mai stata nel suo ufficio alla sede... E se il prossimo obiettivo fosse andato perso? Lei non era stata mai così imprudente, troppo improbabile.
Ma allora cosa voleva significare?
Forse anche sta volta riguardava Malcom... Una fredda e magra, ruvida mano le stritolò il cuore... Mai come adesso si accorgeva di quanto lo amava e di quanto potesse mancargli... E' incredibile come la vita in una notte si possa trasformare e dipendere da una caccia al tesoro a metà fra la pazzia e la solitudine dove o combatti o ti arrendi, dove in ogni dove non c'è altro che ignoto e diversità. Malcom era scomparso, stato preso o catturato con il dubbio della sua morte, e lei era lì a cercare disperatamente un maledetto diario nascosto da un indizio che non la portava da nessuna parte.
La rabbia cominciò a crescerle dentro.
In ogni caso l'indizio era troppo generico, non aveva idea di dove cercare.
''Il cassetto dove nascondi il tuo sogno''.
Mentre rifletteva risalì le scale dell'edificio dirigendosi verso il suo appartamente pensando a qualsiasi possibile posto, pensando con ragionamenti fantasiosi e disparati, razionali e irrazionali... Non arrivava a nessuna soluzione.
Prese le chiavi in mano e le infilò nella serratura e pensò che probabilmente il sogno si riferiva alla sua aspirazione giornalistica... Dunque: lei scriveva sempre i suoi articoli amatoriali e non sul suo portatile sul tavolo del soggiono, ma quel tavolo non aveva cassetti e in ogni caso il portatile avrebbe dovuto essere nel cassetto e non sul tavolo con il cassetto.
Chiuse la porta dietro di se mentre si massaggiava il labbro con il dito indice per facilitare la ocncentrazione, lo faceva sempre quando doveva riflettere.
Ispezionò la casa con lo sguardo cercando qualsiasi cosa avesse un cassetto. Cercò nella scrivania, nel cassetto delle robe intime (qui sarebbe stato piuttosto strano nascondere un sogno...), nel cassetto delle posate in cucina... Quali altri cassetti c'erano in casa sua?
Ispezionò ancora la cucina con lo sguardo mentre si poggiava al tavolo lateralmente. Niente. Nessun altro cassetto.
Si riportò l'indice a massaggiarsi il labbro mentre con l'altra mano tamburellava le dita impazientemente sul tavolo.
''Il cassetto dove nascondi il tuo sogno''.
Niente da fare. Nessuna soluzione.
Stiracchiò il braccio che aveva poggiato sul tavolo e per sbaglio colpì la borsa con cui portava con se il portatile, semplice borsa con codice per l'apertura, simile alle ventiquattrore dei ragionieri.
Già! Il portatile! Probabilmente il suo diario  era un E-Diary! Ecco cosa c'entrava il sogno, aveva pensato bene riferendosi al sogno giornalistico. Si sedette al lato del tavolo, spostò la borsa porta-computer e si mise davanti a se il portatile, lo acccese e cominciò la spasmodica ricerca di un qualsiasi file di testo a lei sconosciuto e dal nome strano.
Passò circa un quarto d'ora cercando e alla fine trovò solo un file che sembrava interessante. Era a buon punto nella sua ricerca, lo sentiva.
Sfortunatamente si stava illudendo: il file era un semplice file di beckup di un articolo da lei iniziato e mai portato a termine, stranamente nel file, però, lesse la parola Atlanticus ripetuta più volte in mezzo al codice.
Poco le importava, non era il file che cercava.
Continuò a cercare per circa mezz'ora e non trovò niente.
La disperazione stava ricrescendo nel suo cuore, in un istante pensò a Malcom, all'indizio scritto da se sessa che le riferiva che per liberare Malcom avrebbe dovuto portare a termine la ricerca. Era stanca di tutto ciò ma sapeva che per salvare Malcom avrebbe dovuto continuare.
Spense il computer e prese la borsa porta-computer per rimetterlo a posto, girò le 7 rotelline per inserire il codice (D-o-r-o-t-h-y, non era molto originale, erano solo le lettere numerate in alfabeto della parola Dorothy) e aprire la borsa e scoprì che il codice non era più quello perchè la borsa non si apriva.
In effetti aveva notato che la borsa aveva uno strano pesò, dentro non era vuota...
Il diario!! Il diario era certamente lì dentro e tutto combaciava: 'il cassetto' era la borsa dove costudiva il suo 'sogno' ovvero il computer con tutti gli articoli! L'aveva trovato! Ora doveva solo trovare il codice!
Dunque il codice era di 7 cifre numeriche. Poteva essere Malcom scritto nello stesso procedimento di Dorothy? Impossibile, Malcom era composto da solo 6 lettere... Ma era certa che avrebbe dovuto ragionare sulle lettere, ne aveva la consapevolezza interna dato che chi aveva congeniato tutto ciò era lei stessa e a lei erano sempre piaciuti gli enigmi carattero-numerici. Dunque, 7 cifre.
Prese l'ultimo indizio ritrovato e lo rilesse attentamente. Non aiutava affatto. Lasciò l'indizio sul tavolo e ricominciò a guardare la borsa pensando di romperla ma non ci sarebbe riuscita, la borsa era troppo rigida.
La prese in mano e la rigirò cercando la parte più debole della borsa invano tranne che aver notato la seguente scritta sul retro dlela borsa:
''Il cassetto dove nascondi il tuo sogno''.
Ancora tale frase, forse era solo un aiuto per capire che tale era il 'cassetto dei sogni' oppure... La sua faccia si illuminò ancora più rapidamente quando si accorse che tale frase era composta da 7 parole, 7 come le cifre del codice! Ora aveva capito! Dovebva ragionare sulle lettere, aveva trovato la frase su cui ragionare le cui parole erano 7 copme le cifre del codice... Le singole cifre del codice non erano altro che la quantità di lettere in ogni parola della frase
Il (2) cassetto (8) dove (4) nascondi (8) il (2) tuo (3) sogno (5).
2848235, provò a inserirlo. La borsa si aprì, ce l'aveva fatta, all'internò c'era un diario, finalmente in tutto quel buio avrebbe trovato un po' di luce, una scia di speranza, e tale scia portava a Malcom, ce l'avrebbe fatta, avrebbe dovuto farcela, ce la doveva fare.
Ciò che lesse però non le portò altro che dolore sconcerto, paura e sconforto, perchè tutto ora era chiaro, ogni minimo particolare le si rivelava con una fitta di dolore simile a un cokltello che ti trafigge costantemente l'anima...

T-Metal

Lettera dopo lettera, parola dopo parola, frase dopo frase, ogni cosa era sempre più lucida, chiara e dolorosa e come Doris stava imparando a sue spese al dolore non c'è abitudine, si soffre e basta.
Ma qualcosa si era svegliato in lei, ciò che aveva letto le aveva si inferto un dolore incontenibile, ma le aveva anche aperto gli occhi e adesso ci vedeva, vedeva più lontano di prima e forse quel che vedeva poteva essere solo un'illusione causata dalla sua follia, dal suo desiderio che tutto fosse chiaro, e infatti tutto era chiaro, fin troppo, tanto da essere reale.
Quattro anni, quattro anni saltati, quattro anni mai vissuti, quattro anni cancellati, quattro anni dimenticati... Le avevano cancellato dalla memoria quattro anni, gli ultimi quattro anni della sua vita, tabula rasa, deserto di ricordi, cimitero del passato e niente di più, ma ora aveva gli occhi aperti non ostante loro glieli avessero chiusi, loro, gli stessi che tenevano rinchiuso Malcom, gli stessi che possedevano il cosiddetto 'volante planetario', gli stessi che avrebbero dovuto non esistere più, ma ora lei aveva gli occhi aperti, magari ricoperti di lacrime ma aveva gli occhi aperti, e dopo aver salvato Malcom avrebbe aperto gli occhi all'umanità...

Huragano

#23
CitazioneLettera dopo lettera, parola dopo parola, frase dopo frase, ogni cosa era sempre più lucida, chiara e dolorosa e come Doris stava imparando a sue spese al dolore non c'è abitudine, si soffre e basta.
Ma qualcosa si era svegliato in lei, ciò che aveva letto le aveva si inferto un dolore incontenibile, ma le aveva anche aperto gli occhi e adesso ci vedeva, vedeva più lontano di prima e forse quel che vedeva poteva essere solo un'illusione causata dalla sua follia, dal suo desiderio che tutto fosse chiaro, e infatti tutto era chiaro, fin troppo, tanto da essere reale.
Quattro anni, quattro anni saltati, quattro anni mai vissuti, quattro anni cancellati, quattro anni dimenticati... Le avevano cancellato dalla memoria quattro anni, gli ultimi quattro anni della sua vita, tabula rasa, deserto di ricordi, cimitero del passato e niente di più, ma ora aveva gli occhi aperti non ostante loro glieli avessero chiusi, loro, gli stessi che tenevano rinchiuso Malcom, gli stessi che possedevano il cosiddetto 'volante planetario', gli stessi che avrebbero dovuto non esistere più, ma ora lei aveva gli occhi aperti, magari ricoperti di lacrime ma aveva gli occhi aperti, e dopo aver salvato Malcom avrebbe aperto gli occhi all'umanità...
Quindi? -_-

Dai a sto punto potevi fare a meno di continuare il racconto ripetendo le stesse cose

Ps: non ostante?
Pps: come hai fatto a scrivere dal futuro? O_O Oct.20, 12.00 Am e io ho sccritto il Oct.20, 10.40 Am O_O

CitazioneT devo confessarti una cosa..ho paura di sconvolgerti..ma devo....matrix è un film e l'agente smith nn esiste ;;;_;;; keanu reeves è un attore e nn si fa kiamare neo..recitano tutti....so ke ora vorrai convincermi del contrario ma fidati di me ;_;

T-Metal

Malcom, Malcom era loro prigioniero, Malcom era stato catturato e lei doveva liberarlo e in seguito avrebbe avuto la sua pesante vendetta...
Cominciarono a riaffiorare immagini alla sua mente ma sapeva che avrebbe fatto fatica a ricordare qualcosa di concreto, l'unica immagine che le riaffiorava in mente era un giardino con due statue angeliche che protendevano l'una verso l'altra come per richiamare aiuto e protezione, in quel luogo nevicava, ma lei sentiva caldo in quel luogo. Ricordava inoltre se stessa che urlava a Malcom e a qualcun altro con un volto familiare accanto a lui, a cui lei aveva gridato 'Vi odio tutti!'. In quel momento collegò uell'immagine alla sera prima quando qualcuno l'aveva spiata e le aveva detto: 'Non ti permetteremo i ricordare'...
Troppo tardi... pensò con un ghigno sul volto e all'improvviso capì che la persona che aveva incontrato la sera prima era la stessa presente in quel ricordo accanto a Malcom...
<<Dylan...?>> Disse fra se e se, e capì che era Dylan il nome di quel tizio...

Huragano

Hai pensato mai di farci un libro? :bleh:

Anche se può sembrare spam, con sto post ti fò vedere che io ci sono ed osservo sempre *_*

CitazioneT devo confessarti una cosa..ho paura di sconvolgerti..ma devo....matrix è un film e l'agente smith nn esiste ;;;_;;; keanu reeves è un attore e nn si fa kiamare neo..recitano tutti....so ke ora vorrai convincermi del contrario ma fidati di me ;_;

T-Metal

CitazioneHai pensato mai di farci un libro? :bleh:

Anche se può sembrare spam, con sto post ti fò vedere che io ci sono ed osservo sempre *_*
// No, tranqui mi fa piacere che ci sia qualcuno che legge ancora... Ma ti sta
// piacendo? Comunque non sono uno scrittore, preferisco essere considerato un
// cantastorie^^

Huragano

Citazione
CitazioneHai pensato mai di farci un libro? :bleh:

Anche se può sembrare spam, con sto post ti fò vedere che io ci sono ed osservo sempre *_*
// No, tranqui mi fa piacere che ci sia qualcuno che legge ancora... Ma ti sta
// piacendo? Comunque non sono uno scrittore, preferisco essere considerato un
// cantastorie^^
Certo sta venendo benissimo solo che manca di succo la trama, ma sono sicuro che fra poco farai ricollegare tutti i pezzi =)

CitazioneT devo confessarti una cosa..ho paura di sconvolgerti..ma devo....matrix è un film e l'agente smith nn esiste ;;;_;;; keanu reeves è un attore e nn si fa kiamare neo..recitano tutti....so ke ora vorrai convincermi del contrario ma fidati di me ;_;

T-Metal

#28
// Ok, continuo^^

Prima di agire decise di riposare, le nuove scoperte l'avevano sì caricata di grinta e di odio, di forza, ma era comunque sconvolta e i ricordi continuavano a comparire prepotentemente e irregolarmente nella sua testa, ma non tutti, comparivano a caso. Il suo sonno all'inizio fu disturbato ma poi crollò in un sonno pesante. Sognò ancora una volta Malcom, ma stavolta dietro a delle sbarre, che le tendeva le mani con delle lacrime agli occhi e lei che continuava a scrivere incurante di lui, finchè lui non le urlò che la amava ancora e a quel punto lei lo guardò...
Qualcuno bussò alla porta svegliandola.
<<C'è nessuno?>> Diceva la voce dietro quest'ultima.
Silenziosamente, Doris, si avvicinò allo spioncino e cercò di capire chi diavolo potesse essere giusto in quel momento.
Un tizio in giacca e camicia si guardava intorno dietro la porta aspettando che qualcuno aprisse. Sembrava innocuo.
Doris mise la catena per bloccare la porta in modo che non si aprisse più di qualche centimetro o poco più e infine aprì:
<<Cosa sta cercando?>> Chiese nel modo più freddo che potesse.
<<Chiedo scusa se la disturbo, ma è lei Ikanovich Dorothy?>>
<<Chi lo vuole sapere?>>
<<Vengo dalla Ethery Press, abbiamo saputo che lei è tornata dalla vacanza in Francia.>>
In Francia? Ah già! è stato lì che quei bastardi mi hanno cancellato la memoria, probabilmente c'ero andata in cerca d'informazioni e ho cercato una scusa per non essere cercata dall'edizione, probabilmente mi avrebbero fatta scoprire da quei bastardi... Saranno cambiate parecchie cose in ufficio.
...Un momento? Come avranno fatto a capire che sono tornata allora? Ah già, qualche giorno fa sono andata proprio in cerca della sede dell'edizione.

<<Si, Sono tornata l'altro ieri>> mentì spudoratamente sapendo che dell'altro ieri si ricordava poco e niente. <<Il viaggio è stato stancante ma è tutto ok, cosa desidera?>>
<<Il capo la vuole vedere. Probabilmente ha un nuovo servizio per lei. Vuole un passaggio?>>
<<Se non le è di disturbo...>>
<<Non si preoccupi, è proprio per questo che sono qui, avrei potuto spedirle un fax o contattarla via telefono, ma sa com'è il boss, quando ha qualcosa di grosso fra le mani, non vuole perder tempo.>> Le rivolse un caldo sorriso d'intesa.
Il boss? Già è vero, è così che lo chiamavano in ufficio, le vecchie abitudini non sono cambiate... Mi devo liberare al più presto di questa scocciatura e poi comincerò ad agire. Pensò.
<<Ok, mi preparo un attimo e scendo.>> E chiuse la porta.
Dannazione, giusto ora si dovevano far vivi...
Si preparò e scese.

Huragano

Riporto up questo capolavoro....spero che la mente del racconto ritorni a spolverarlo....

CitazioneT devo confessarti una cosa..ho paura di sconvolgerti..ma devo....matrix è un film e l'agente smith nn esiste ;;;_;;; keanu reeves è un attore e nn si fa kiamare neo..recitano tutti....so ke ora vorrai convincermi del contrario ma fidati di me ;_;