Menu principale

Forgotten Memories

Aperto da T-Metal, 20 Maggio 2004, 00:16:24

Discussione precedente - Discussione successiva

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

T-Metal

// Ed ecco che accingo pure io a sta sezione, questa storia è a puntate e sarà continuata di volta in volta quando ne avrò voglia e ispirazione. ^_^


Doris aprì gli occhi, li richiuse e si girò su se stessa, li riaprì e vide la sveglia, erano le sette e trenta... Doveva alzarsi, doveva cominciare a lavorare al tanto agognato incarico, l'incarico che l'avrebbe fatta sfondare nel campo del giornalismo e quello che si accingeva a scrivere sarebbe stato l'articolo più importante della sua vita, perchè il primo su una rivista di così tanta fama... Beh, non proprio il primo, aveva già i suoi lettori ed era piuttosto conosciuta, ma non così tanto da sfondare. Aveva già una rubrica sul Newsly Report, piccola ma sua e aveva anche un ristretto numero di lettori accaniti. Ma questo articolo significava molto per lei, sarebbe stato uno dei prossimi articoli di fama nazionale e ci teneva davvero molto, fare la giornalista era il suo sogno: rendere la gente cosciente del mondo che la circonda. La sera prima aveva festeggiato il suo momento in un locale vicino al molo con il suo fidanzato Malcom Stewart, artista di talento che aveva aperto più vole una galleria personale riscontrando un cospiquo successo. Forse aveva bevuto troppo in quel locale tanto da diventare un po' brilla, ma non aveva nessuna linea di mal di testa in quel momento, al massimo si sentiva un po' stonata. Si alzò dal letto levandosi le azzurre coperte di dosso. Si accorse che aveva bisogno di un nuovo pijama, questo le andava già corto, non ostante lo avesse comprato un mesetto prima. Si chiese sorridendo fra se e se se è normale per una ragazza di 22 anni crescere così velocemente. Fuori dalla finestra già si sentivano i rumori della grande mela, non era abituata a tale frastuono, era andata a vivere negli Stati Uniti da poco. Non ostante ciò il suo appartamentino che dava sulla nona lo considerava come il posto più accogliente della terra. Vide la scodella ti Terry, la sua amata gattina bianca vuota, totalmente vuota, probabilmente ieri sera si era dimenticata di mettere da mangiare. Prese il cibo per gatti dalla dispensa e ne versò un po' nella scodella aspettando che Terry corresse a mangiare, ma non venne, probabilmente era sgattagliolata dalla finestra come faceva sempre e fra qualche oretta sarebbe tornata... Versò del caffè nella tazza, due cucchiai di zucchero e niente più, come piaceva a lei il caffè. Spostò la tenda e guardò fuori dalla finestra nel caso in cui Terry fosse lì, ma sarebbe comunque ritornata fra un po'... Mentre chiuse la finestra notò un palazzo che non aveva mai visto prima, si, viveva lì da poco, ma sapeva com'era fatto il suo quartiere, ma probabilmente si sbagliava. Non le interessava porvi pensiero ulteriormente, aveva l'articolo a cui pensare, doveva fare ricerche e documentarsi. Dopo essersi preparata scese di fretta e per poco non perdeva il taxi. - Sulla ventiduesima per favore... -  Disse tutta eccitata per l'incarico, non fece neppure caso alla tipica stazione radio scelta dal tassista, la solita stazione con musica orrenda, che tanto la infastidiva. Giunta a destinazione entrò in sede centrale della casa editrice. Strano, oggi non c'era la solita e apatica signora Smith alla reception, ma al posto suo c'era una signorina giovane e pimpante.
- Buongiorno, la signora Smith è in malattia oggi? Comunque mi scusi, mi presento:' - Doris si spostò la cartellina sull'altro braccio e disse: - Sono Dorothy Ikanovich, ma gli amici mi chiamano Doris. -
- Buongiorno a lei, sono Rose Williamson. Lavoro qui da poco. -
- Strano, non l'avevo mai vista. -
- E' normale di solito lavoro nella sezione romanzi. -
Sezione romanzi? fu la prima domanda che venne in mente a Doris ma poi pensò che probabilmente quella casa editrice lavorava anche a una rivista recensente di romanzi...
- Comunque cosa posso fare per lei? - Disse Rose con voce cantilenante, quasi registrata.
- Ci sono messaggi per me dal direttore? -
- Mi scusi, perchè il direttore dovrebbe lasciarle dei messaggi? -
Doris si sentì mortificata da quella domanda, e poi disse quasi imbarazzata:
- Beh, è ovvio, perchè lavoro qui no? -
- Ah, mi scusi, non lo sapevo, sa: quest'edifico è piuttosto grande, in che sezione lavora lei? -
- Due giorni fa mi è stato affidato un'incarico per la rubrica principale del Newsly Report, ed è il mio primo incarico princpiale, perciò pensavo che il direttore volesse darmi qualche dritta... -
- Scusi, vuole scherzare? Di che incarico parla, qui siamo in una biblioteca. -
- Bi-Biblioteca? -
- Certo quest'edifico è stato adibito a biblioteca, la sede dell'Ethery Press è stata trasferita, non ne era a conoscenza? -
Doris era sconcertata, ma la sua immortale razionalità le fece pensare che le avessero dato un'indirizzo sbagliato, ovvero l'indirizzo della sede vecchia. Dopo aver riflettutto disse:
- Probabilmente ho ottenuto un'indirizzo sbagliato, chiedo scusa per il disturbo, arrivederci. -
E senza aspettare risposta uscì di fretta dall'edificio. Aspettò un taxi riflettendo e vergognandosi dell'accaduto. Le si fermò un taxi davanti, aprì lo sportello e salì. Eppure era certa che l'indirizzo fosse giusto, era pienamente confusa.


// Forse adesso non è ancora interessante, ma vi prometto che appena avrò più tempo la trama inizierà a infittirsi. Ciauuu^^

T-Metal

Era lì, ferma in mezzo alla gente che vagava per i marciapiedi della ventiduesima. Il taxi fermo davanti a lei e lei lì a fissarlo totalmente spaesata. In effetti lei non era mai stata alla sede centrale delle Etery Press, aveva sempre lavorato presso una succursale nel quartire accanto a quello del suo appartamento, di conseguenza non c'era da essere confusi, doveva solo ottenere l'indirizzo corretto. In ogni caso non aveva fretta, il direttore del Newsly Report (Heric Payton, o come lo chiamava scherzosamente Doris 'il signor grande capo mister Payton') le aveva dato una settimana di tempo per scrivere questo Dossier che sarebbe stato uno degli articoli più importanti del prossimo numero. Era davvero contenta che 'il signor grande capo mister Payton' era stato così genero e apprensivo con lei, forse per la sua laurea in lettere o forse perchè leggeva continuamente i suoi articoli nella sua rubrica 'Misteri' dedicata a eventi inspiegabili e sparizioni impreviste (nulla di riguardante alieni, UFO e robe varie, lei era solo una curiosona e le piaceva scrivere). Era sempre stata incuriosita da qualsiasi mistero, e faceva di tutto per torvare una soluzione a qualsiasi domanda, proprio come le imponeva la sua tipica intelligenza giornalistica. Forse anche per questo le interessava così tanto questo articolo,  forse non si trattava solo di sfondare nel mondo del giornalismo, ma anche risolvere i vari misteri irrisolti nel mondo, ma era una cosa che forse nemmeno si immaginava, forse questo desiderio era solo una cosa inonscia, forse non sapeva nemmeno di avere questo desiderio...
Poco le importava, sapeva che fare articoli e dossier su misteri la faceva sentire bene, la faceva sentire soddisfatta, è questo che conta in fin dai conti, no? E per farlo adesso doveva solamente trovare documentazioni e interviste per questo tanto agognato dossier. Questo articolo le interessava più di qualunque altro.
- Trovami dettagli e documentazioni sugli Atlantici, Doris, chi sono stati, cosa hanno fatto e chi erano... - le aveva detto 'il signor grande capo mister Payton' - Fammi un discreto articolo su di loro e avrai una tua rubrica personale strutturabile secondo le tue esigenze. - Quando sentì queste parole Doris si sentì volare dentro, ora però non doveva deludere Payton.
Il taxi orami se n'era andato, tipico dei tassisti di new york, sempre in cerca di clienti decisi, o forse semplicemente qualcun altro più frettoloso di lei era salito mentre rifletteva. Ok, prese una boccata d'aria e pensò che poteva cercare la sede dell'Ethery Press un altro giorno, ora preferiva informarsi sugli Atlantici, la setta di qualche decennio fa su cui doveva scoprire informazioni e su cui doveva fare il dossier. E quale posto era migliore di una biblioteca, se non una come quella cui si ritrovava di fronte? Si fece forza soppressando il proprio imbarazzo e si diresse ancora verso Rose.

T-Metal

- Ancora buon giorno. - Disse Doris con un imbarazzata.
- Ha dimenticato qualcosa? - Rispose Rose seccata.
- No niente, ora sono qui in qualità di semplice cliente... - Asserì Doris sempre più imbarazzata. Poi continuò:
- Vorrei analizzare dei documenti riguardanti movimenti di società segrete di questi ultimi dieci anni, avete documentazione di questo genere? -
- Sezione documenti storici: settimo corridoio, non so se troverai ciò che cerchi, ma puoi trovare reperti e articoli sugli avvenimenti privi di spiegazione concernenti l'ultimo decennio sulle librerie situate alla fine della sezione documenti storici. -
- Grazie. -
Non se lo fece ripetere più di due volte, cominciò a percorrere il corridoio che portava alla sezione Documenti Storici. L'aria dentro la biblioteca era piuttosto confidenziale, il solito luogo dove devi stare attento a tutto ciò che si fa o a tutto ciò che si dice, uno dei pochi luoghi al mondo dove esisteono ancora regole che ottengono rispetto. Sorpassò le scrivanie con la tipica lapada di vetro verde. Due o tre scrivanie erano occupate da studenti probabilmente universitari e adesso se ne stava aggiungendo un altro accanto a loro portando con se dei volumi di storia naturale. C'era un silenzio a metà fra il revernziale e il pacifico. Tuttavia Doris si sentiva piuttosto bene in un'atmosfera del genere, ama i luoghi di pace, si sente a suo agio in posti del genere.
Aveva raggiunto la traversa del corridoio, il 'famigerato corridoio numero sette' pensò sarcasticamente alla seccata Rose...
Quando svoltò sbattè addosso a un uomo che in quel preciso istante usciva da quel corridoio. Il libri che quest'ultimo aveva in mano caddero sul pavimento grigio e lucido creando un frastuono che riecheggiò nel corridoio facendo girare tutti i presenti, che dopo aver osservato la scena tornarono ai loro problemi. L'uomo in abito scuro si chinò in fretta per prendere i libri caduti, e lo stesso fece Doris per aiutarlo...
- Mi scusi davvero non l'ho proprio vista. - Sussurrò ormai nel più totale imbarazzo, mentre raccoglieva un raccoglitore con etichetta dal titolo: 'Cospirazioni e storia attuale.'
Ebbe giusto il tempo di leggere quando il tiziocon cui si era scontrato le strappò di mano il volume. Con la coda dell'cchio vide che quest'uomo aveva una cicatrice bella grande e profonda sulla mano.
- Non si preoccupi, mi scusi ma sono di fretta, arrivederci. - Rispose quest'ultimo frettolosamente dopo aver raccolto tutti i libri, poi si girò e prese a camminare verso l'uscita.
Peccato, forse quel volume avrebbe potuto interessarla, non si sa mai.
Riprese a camminare mentre pensava che oggi le stava andando tutto storto, con due figuraccie consecutive: volle sprofondare. Poi però pensò che finalmente poteva cominciare a lavorare, e riprese a camminare verso il fatidico corridoio sette.

T-Metal

Il corridoio era vuoto, non 'era nessuno, e alla fine di quest'ultimo, come se la strada creata dalle librerie portasse a una pianta di verde rigoglioso sotto alla finestra. Arrivò vero la fine delle mensole dove c'erano dei raccoglitori che molto probabilmente contenevano articoli di giornale datati ognuno per il corrispondente anno. Passò con il dito davanti a quelli degli anni '70 fino ad arrivare a quelli degli anni '80 per poi finire su quelli degli anni '90 che erano quelli che gli interessavano di più: Payton aveva detto che gli Atlantici erano 'falliti' in quest'ultimo decennio. Mentre prendeva sulle braccia i pesanti raccoglitori Doris notò che fra questi volumi mancavano quelli del '97 e del '98, ma poi intuì che li aveva presi il tizio con cui si era scontrata poco fa, pazienza, doveva fare più ricerche su quei due anni. Altra cosa che notò fu la presenza di volumi riguardanti anni dal 2005 al 2008. Probabilmente la biblioteca aveva finanziato quei raccoglitori per i prossimi anni, in fondo è incomprensibile che quando finisce l'anno i bibliotecari cercano tutti i quotidiani usciti nell'anno e li raggruppano, era molto più plausibile che li raccolgono quotidianamente. Fu comunque curiosa e mentre si allungava per prendere il raccoglitore 2005 sentì il promemoria impostato del cellulare squillare. Guardò ce ore erano: l'una e trenta... era tardissimo! Doveva pranzare con Malcom all'una e sicuramente era lì ad aspettarla! Com'era possibile che il tempo era passato così velocemente? Doveva scappare di lì, sfortunatamente aveva il credito esaurito e quindi doveva cercare una cabina telefonica nei paraggi. Corse in fretta verso la segreteria della biblioteca e vide Rose che si teneva la testa annoiatamente sulla mano mentre navigava su qualche sito internet. Già è vero poteva cercare qualcosa anche in internet, ma non era il momento di pensare a ciò, Malcom la stava aspettando da mezzora al ristorante...

T-Metal

Uscì di fretta dalla biblioteca pensando che oggi non si riconosceva più: aveva fatto una figuraccia alla segreteria della biblioteca, aveva tramortito un uomo che usciva di lì e ora stava pure facendo ritardo. Uscita dalla biblioteca si ritrovo di fronte al tipico traffico newyorkese dell'ora di punta. Gente che corre verso casa o verso il primo fast food per non perdere tempo nella corta ora di pranzo a disposizione. Faceva caldo, i volumi pesavano, era tardi e aveva fretta e fame. Le sfrecciarono dsavanti due o tre taxi senza fermarsi e questo la inervosiva ancora di più. Guardò l'orologio: l'una e quarantacinque. Era troppo tardi per correre al ristorante, poteva solo telefonare a Malcom e scusarsi per la buca che gli aveva dato. Cominciò a vagare la ventiduesima in mezzo alla folla cercando un telefono pubblico. Faceva sempre più caldo, e la fame la divorava da dentro. Intravide fra la folla una cabina: cominciò a farsi strada fra la gente e infine raggiunse la cabina, ma sfortunatamente era occupata. Si poggiò sfinita con la schiena sul lato destro della cabina, quello ombreggiato per resiprare un po', non le importava cosa pensava l'uomo al telefono al suo interno, era troppo stanca e poi sentendolo parlare al telefono aveva intuito che lui non aveva fatto caso a lei.
- No, no, non ti preoccupare, certo, li ho in macchina... - Sentì dire dall'uomo all'interno del parallelepipedo di vetro ma non ci fece caso, era troppo stanca. Sentì l'uomo attaccare, aveva finito, si ricompose e si girò aspettando che l'uomo uscisse. Quando uscì riconobbe che era l'uomo che aveva collisionato in biblioteca: lui fu stupido di rincontrarla, e lei lo salutò mentre arrossiva. Lui rispose e se ne andò con passo svelto lontano da lei per poi perdersi nella folla, lei lo segì con lo sguardo finchè non scomparve fra la gente. Entrò nella cabina e dopo aver inserito 2 o 3 gettoni compose il numero di cellulare di Malcom.

-- Il numero da lei selezionato è al momento irraggiungibile...

Provò a telefonare al ristorante, ormai conosceva il numero con tutte le volte che lei e Malcom avevano mangiato lì.
- Chips & Bacon Co., buongiorno, in cosa posso essere utile? -
Rispose squillante la voce all'altro capo del telefono.
- Buona giornata anche a lei, - Rispose ipocritamente Doris per quanto fosse nervosa... - Vorrei parlare con Malcom Stewart, può passarmelo per favore? -
- Certo, attenda un istante. - Poi dopo un po' di silnzio sentì la stessa voce che chiedeva se il signor Stewart era presente in quel locale, non sentì nulla e poi sentì riprendere la cornetta - Sono spiacente, non è qui. Arrivederci. -
- Arrivederci... -
E attaccò, cadde un gettone di resto... Si sentiva delusa, faceva ritardo molto spesso ma mai così tanto, e Malcom sicuramente era adirato e seccato e molto probabilmente ne aveva anche i motivi... Lo comprendeva se era tornato a casa.

T-Metal

Ultima speranza: telefonargli a casa. Reinserì il gettone e compose il numero di Malcom.

-- IL NUMERO DA LEI SELEZIONATO E' INESISTENTE.

Non poteva crederci, gli aveva telefonato ieri mattina stesso! Come poteva aver cambiato numero così in fretta? Forse aveva sbagliato a comporlo, era plausibile con la stanchezza che aveva in corpo:

-- IL NUMERO DA LEI SELEZIONATO E' INESISTENTE.

Cominciava a sentirsi veramente confusa, qualcosa non andava davvero, si sentì impazzire... Che diavolo stava succedendo? Ok, Doris riprese con la sua tipica procedura di concentrazione: posò i volumi per terra nella cabina, si mise gli indici sulle tempie e cominciò a massaggiarle, chiuse gli occhi, prese fiato e cominciò a ragionare sul dafarsi. Ok, l'unico modo per non impazzire sul vero senso del termine era andare proprio a parlare direttamente con Malcom. Quel ragazzo era l'unico al mondo ad avere la capacità di tranquillizare Doris in ogni situazione, per Doris bastava che Malcom respirasse per essere felice. Si accorse di amarlo davvero tanto, lui era sempre vicino a lei in ogni momento, lei respirava grazie a lui, e mai come in questo momento aveva bisogno di stare vicino a lui. Decise quindi di andare a casa sua: uno dei tanti appartamentini sulla decima, quartiere piuttosto tranquillo non ostante si trovasse a New York, è quel tipico ambiente con molto verde e palazzi affiancati l'uno agli altri, i tipici appartamenti che si vedono nei film sentimentali.
Prese i volumi e uscì dalla cabina, si accorse però di non aver ancora messo nulla in bocca, ed aveva una gran fame. Fortunatamente c'era un Mc Donald a 2 isolati da lì. Mentre mangiava quell'ammasso di calorie color ham burger ripensava a tutti i disordini capitatigli in quella stessa giornata, e più ci pensava più non trovava una spiegazione logica.
Uscita dal Mc Donald notò che il traffico si era placato e c'era meno gente, di conseguenza sarebbe stato più facile trovare un taxi. Ora era lì ferma e sfinita con quei sei volumi di documenti sulle braccia che aspettava un dannatissimo taxi che non voleva arrivare. Guardò l'orologio: erano le tre meno un quarto e il caldo si faceva ancora sentire. Finalmente un taxi le si fermò davanti e si fece portare sulla decima, a due passa da casa di Malcom. Non ostante la stanchezza nn si stancava mai di gustarsi quel quartiere newyorkese, pieno di verde e tranquillità.
Giunta sotto casa di Malcom citofonò senza nemmeno guardare, ormai sapeva a memoria l'altezza del tasto... Le fu aperto il portone e salì.
Ora aveva un altro motivo per essere confusa, alla prota dell'appartamento la attendeva una donna piuttosto robusta sulla cinquantina con il solito abito lungo con ornamenti floreali.
- E' in ritardo oggi, ah, ma hanno cambiato servizio? - Disse la grassa voce della donna.
- Serivizo? Scusi ma lei chi è? -
- Dov'è il mio pranzo? -
Ora Doris era davvero stralunata, non capiva più nulla.
- Di che pranzo parla? -
- Ma lei non viene dal ristorante a tre isolati da qui? -
- Assolutamente no! Ho una faccia da cameriera? - Sbottò ormai pesantemente provata e stressata, poi continuò: - Mi può dire chi è lei? Che ci fa a casa di Malcom? -
- Io? Malcom? Di chi parla? -
- Oddio, non dirmelo, ti prego... - Disse Doris fra se e se...
- Scusi cosa cerca? io vivo qui da due anni? -
Doris si sentì svenire, ebbe un mancamento e si tene a stento sul muro. Poi si riprese e disse:
- Mi scusi forse ho sbagliato appartamento... - Totalmente demoralizzata.
Uscì dall'edificio e guardò il citofono, ora la tentazione di svenire era davvero forte: fra i cognomi non compariva nessun Stewart...
Si aggrappò alla ringhiera e si sedette sui gradini lasciando cadere a terra i raccoglitori... Si può sapere cosa stava succedendo? Il mondo era cambiato attorno a lei? Non sapeva più che pensare, c'era una spiegazione, ma era troppo... troppo irreale... La sua tipica mente razionale di giornalista la spingeva a rifiutare quell'ipotesi, cavolo qui si parla di realtà non di film o stupidaggini varie... Ma era l'unica spiegazione che riuscisse a trovare... Era come se fra ieri e oggi fossero passati anni... Poi guardò i volumi sparsi per terra... Era così, era l'unico spiegazione per cui un anno e mezzo fa la sede dell'Ethery Press era cambiata, che nel giro di due anni Malcom non abitava più lì mentre lei l'aveva visto il giorno prima e tutti quei dettagli, il palazzo che non aveva mai notato, il pijama che le andava stretto, e poi la conferma a questo inquetante sospetto: i manuali che andavano dal 2005 al 2008, ora ne era certa, aveva letteralmente saltato 4 anni della sua vita... Svenne.

T-Metal

#6
Dicono che quando si sviene non si vede nulla... Niente di più falso, o almeno così non fu per lei. Si continua a vedere, i colori si mescolano e pian piano perdono croma... e i suoni, i suoni vengono distorti e diventano come boati, ma sempre più fievoli... La realtà distante, diversa e lontana da te, ecco tutto... Il problema era che per Doris era così anche la realtà in cui viveva prima di svenire, tutto era cambiato, lei era stata fuori dal mondo per circa 4 anni e per lei sembrava passata solo una notte... In 4 anni può succedere di tutto, il tuo ragazzo scompare cambiando appartamento, l'ubicazione dei luoghi è diversa, e magari i tuoi sogni muoiono... Già, molto probabilmente aveva anche perso la sua grande occasione, magari tutte le persone che conosceva a New York (ed erano davvero poche, dato che viveva lì da poco, no, 4 anni fa lei viveva lì da poco...) avevano perso i suoi contatti e adesso lei non sapeva come rintracciarle...
Sentì uno schiaffo, ma debole, probabilmente sul volto, no sentì quasi niente, poi un altro... E un altro ancora finche non ricominciò a respirare e a riprendere a vedere bene, ma si sentiva ancora molto stordita... Vide confusamente l'uomo che l'aveva schiaffeggiata, accanto a lei un gruppetto di persone incuriosite.
- Tutto bene? - Chiese premurosamente l'uomo.
- ...Si, credo... Credo di essere solo svenuta... -
- L'ho vista cadere dall'altra parte della strada, sicura di stare bene? -
- ...No, non si preoccupi credo sia solo... - Non poteva dire la verità, l'avrebbero presa per pazza aumentando le preoccupazioni... - Sono solo stanca... -
- Deve vedere un dottore, non è normale che lei sviene solo per stanchezza... -
- No, devo solo riposare, devo solo tornare a casa... -
- Qualcuno chiami un taxi... - Disse il signore riferendosi al gruppetto di gente che pian piano aumentava...
La aiutarono ad alzarsi e la accompagnarono alla fermata del taxi, anche se lei sempre più stordita, confusa, imbarazzata e sconcertata negava. Il signore che l'aveva svegliata aspettò fino all'arrivo del taxi... Ora sentiva meno caldo, ma non ostante ciò stava sempre più male... 4 anni... Si può sapere che diavolo era successo? Non poteva essere... possibile.
L'aria nel taxi era pesante, afosa... Ma quel dannatissimo pensiero no le si toglieva dalla testa... Si fece coraggio e disse:
- Scusi, mi sa dire in che anno siamo? -
Il tassita la osserò attravreso lo specchietto mentre rideva di tutta risposta e in seguito disse:
- ...Sta scherzando scusi? Nel 2008, perchè? -

gigio69

Wow per il momento letta tutta!  

Continuate ^^


Jennyyyyyyy! Ci hai fatto [span style='color:blue']s [/span][span style='color:red']o [/span][span style='color:purple']g [/span][span style='color:orange']n[/span] [span style='color:yellow']a [/span][span style='color:gray']r [/span][span style='color:green']e[/span]!! *_*

Sei un [span style='color:red']amore[/span]! *_*

Immagini prese da qui!

Citazione...anche Ff VII che tanto lodi al tempo della sua uscita era un gioco commerciale, eppure è il gioco che è...
by Arneb

T-Metal

L'ultima parte della frase del tassista le rimbombò in testa... Questa volta non svenne: poggiò la testa sullo schienale del sedile e chiuse gli occhi. Tentava invano di riordinare i pensieri, ma non ci riusciva, sperava fosse un sogno, ma sapeva che non lo era, sapeva che questa era la realtà, il problema è che questa era la realtà del 2008... Probabilmente aveva perso tutto, il suo lavoro, il suo gatto: ecco perchè il suo gatto non era in casa... E peggio di tutto Malcom... Abbassò il finestrino, aveva bisogno d'aria, anche se dal finestrino entrava solo aria calda...
- Signorina si sente bene? -
Proruppe il tassista, il solito tassista curioso e annoiato che vuole sapere tutto di te e solitamente ti racconta la sua vita...
- ...Si, si, va... Va alla grande, non si preoccupi... -
Rispose nel modo più falso che potesse Doris. Mille pensieri le vagavano per la testa: non poteva credere che tutto ciò stesse succedendo veramente: non poteva credere di non sapere nulla di ciò che era successo nei 4 anni passati... Cosa le stava succedendo? Dove era stata in quei 4 anni? Cos'era successo al mondo in quei 4 anni? Capì che l'unica cosa per sentirsi molto leggermente meglio era documentarsi su quei 4 anni e fortunatamente era ancora abbastanza lucida per ricordare un dettaglio (forse l'unico) a suo favore: i volumi 2005-08 in biblioteca...

spiros

Bravo T!!!
scusa se l'ho letta ora...
Cmq è interessante
[img]http://img247.imageshack.us/img247/7803/untitled1mr9.jpg" border="0" alt="Immagine IPB" /]

T-Metal

// Dunque, continuo^^

- Scusi, ho cambiato destinazione, mi porti alla biblioteca della ventiduesima, non m'importa quanto mi costerà. -
- Ehi! Calma pupa! Ti ci porto subito, rilassati, toh, intanto senti un po' sta roba... -
Il tassista infilò una cassetta nel mangianastri, e in seguito lo stereo riproduceva un pezzo rap che il conducente cominciò a boccheggiare. Doris lo guardò allibita e sconvolta dalla deficenza di tale tassista, ma ci diede poca importanza, e si accorse di dare poca importanza anche a tutte le altre cose che le passavano per la testa... Ora non era più nella fase sconvolgimento, ma nella fase non curanza, quella fase dove ci si abbatte e non si ha voglia di far nulla. Non ostante ciò Doris era troppo scioccata (Stralunata! Sconvolta! Allibita! Curiosa! Arrabiata! Adirata!) per abbattersi.
Dopo una buona (e pesante) decina di minuti fra mille pensieri, preoccupazioni, paure il taxi si fermò davanti alla biblioteca. In strada c'era meno gente, sempre in proporzione alla tipica folla newyorkese, fra l'afa, lo smog e l'inquinamento acustico. Questa volta Doris entrò totalmente incurante di Rose che stranamente questa volta la salutò cordialmente. Doris rifece tutto il corridoio per arrivare al settimo corridoio... Era comunque incerta di prendere i volumi 2005-08, sarebbe stata l'ennesima prova della sua (Follia! Schizofrenia! Pazzia!) assenza in quel quadriennio... Posò i manuali presi in precedenza (anni 1990-2000), prese una boccata d'aria e si scostò un ciuffo di capelli dietro l'orecchio, si fece coraggio e prese il volume 2007, lo aprì e con grande dolore vide che era pieno di compie di giornali che andavano dal 2 gennaio al 31 dicembre 2007... I casi erano due, o stava impazzendo o... Non trovava altra spiegazione...

Huragano

Figoso......ma all'inizio non c'era scritto che lo continuavate tu e nemo? beh...che fa quel pelandrone? -.-

CitazioneT devo confessarti una cosa..ho paura di sconvolgerti..ma devo....matrix è un film e l'agente smith nn esiste ;;;_;;; keanu reeves è un attore e nn si fa kiamare neo..recitano tutti....so ke ora vorrai convincermi del contrario ma fidati di me ;_;

T-Metal


T-Metal

#13
Rimase in biblioteca fino a tarda notte, continuava a leggere, ogni giornale era una prova sempre più dura di quanto le stava accadendo, della realtà che le crollava addosso, o almeno, della realtà che si era persa... 4 Anni, 4 anni pieni di eventi, uccisioni, attentati, scoperte e invenzioni, e lei non ne sapeva nulla, nemmeno un dettaglio, per lei era scomparso tutto nel sonno di una notte... Quei giornali la prendevano sempre più, sfogliava e sfogliava, e più sfogliava più si sentiva estranea a un mondo dove lei era stata assente per 4 anni... L'Iraq per esempio, scoprì che l'Iraq adesso non esisteva più... O per lo meno esisteva ma era una federazione dove alcuni substati erano andati sotto la giurisdizione del governo degli Stati Uniti dopo che Saddam fu arrestato e giustiziato nel braccio della morte insieme a Bin Laden... Adesso tutti gli stati Europei facevano parte dell'Unione Europea, sotto un'unica moneta che comprendeva adesso tutta l'Europa. Spears, Britnay Spears era stata trovata morta per overdose insieme ad un ragazzo in un motel nel Nord Carolina tre mesi dopo aver girato il video per il suo ultimo singolo 'I'll catch you somehow'. Clinton era stato rieletto presidente... Lei non lo sapeva... Lei non sapeva nulla di tutto ciò, aveva perso troppo, quasi non riconosceva quel 'nuovo' mondo... Continuava a sfogliare e ad ogni pagina un evento che la sconcertava... Fino ad arrivare all'articolo del 23 Aprile 2007... In quella pagina trovò qualcosa, la cosa che più di tutto la sconcertò, una cosa che mai e poi mai si sarebbe aspettata di trovare non ostante dopo tutte quelle scoperte pensava che nulla più l'avrebbe stupita... Trovò un foglio... Uno straccio di un foglio più che altro... La cosa sconcertante è che quel foglio fosse firmato Doris Ikanovich...

The_Great_Sephiroth

Complimentoni la storia si fa sempre più interessante...ora mon cher ami continua

I am Alpha and Omega,the Beginning and the End, the First and the Last...