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Forgotten Memories

Aperto da T-Metal, 20 Maggio 2004, 00:16:24

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T-Metal

Parcheggiata di fronte all'edificio c'era una BMW nera metallizzata pulitissima, così pulita che sembrava che il cielo avesse trovato uno specchio. Qualcuno con una sigaretta accessa aspettava al posto di guida. Quando la vide arrivare la spense e si preparò a partire.
Appena montò in macchina le sicure furono chiuse e partirono.
<< Allora, ci racconti come è andata in Francia. Ne abbiamo di strada da fare >> Le chiese il tipo accanto al posto di guida mentre le lanciava un altro caldo sorriso di intesa, lo stesso che le aveva lanciato davanti all'entrata di casa.
<< Parigi è bellissima. >> Rispose spiazzata dalla domanda. Adesso la macchina entrava in una corsia di accellerazione.
<< Tutto qui? Eppure c'è stata per così tanto tempo. >> Adesso il sorriso cambiava.
Erano in autostrada.
<< Ma dove stiamo andando? >>.
<< Stia tranquilla, continui a raccontare... >> Le rispose il conducente con uno sguardo d'intesa al tipo accanto a lui.
Doris cominciava ad agitarsi.
<< Ho già detto che Parigi è magnifica... Mi dite per cortesia dove mi portate >>
<< Parigi, uh? Eppure lei aveva lasciato le dimissioni, lei non aveva mai detto all'Ethery Press di andare a Parigi in vacanza... Lei si licenziò.>> Disse il tipo dal sorriso inquetante. Non erano dell'Ethery Press, questo era certo...
Mi hanno scoperta. Sono due seguaci... Sanno che ricordo poco e mi hanno ingannata per incastrarmi e scoprirmi...
<< Voi e la vostra pseudo-confraternita... Cosa avete intenzione stavolta? >>
Disse con arroganza.>>
<< Cancellarti unicamente la memoria e ricostruirtene un'altra è stato un errore. Abbiamo scoperto che avresti ricordato... I tuoi maledetti appunti ti hanno aiutato a ricordare un segreto troppo grande, ci avevi previsti... >> La macchina accellerò e sorpassò una chevrolet. erano a 150. << Già, la prima volta siamo stati buoni, questa volta però l'ordine è di eliminarti e non rischiare più... >> Adesso il sorriso era davvero inquetante, quasi un ghigno. Estrasse una pistola e disse << Sparirai senza rivelare a nessuno chi siamo, questo è solo un piccolo recapito degli Atlantici... >> Adesso tolse la sicura e puntò in mezzo agli occhi di una Doris a metà fra il terrore e l'odio più puro...
Il conducente all'improvviso urlò:
<< MA CHE CA...!!! >>
Qualcuno in Harley Davinson andava contromano contro di loro, era proprio diretto verso di loro...

Huragano

// Ehilà che fine avevi fatto? ^-^ bene bene ti stai dando da fare eh? o.o

CitazioneT devo confessarti una cosa..ho paura di sconvolgerti..ma devo....matrix è un film e l'agente smith nn esiste ;;;_;;; keanu reeves è un attore e nn si fa kiamare neo..recitano tutti....so ke ora vorrai convincermi del contrario ma fidati di me ;_;

T-Metal

Il tipo sull'Harley era piuttosto lontano ma ben visibile.
E' il momento!
Pensò all'istante Doris.
Deviò con violenza la pistola del confratello e un proiettile partì deviandola di qualche centimetro facendola urlare.
Tentò di conquistare l'arma ma non ci riuscì e partì un altro proiettile che questa volta colpì lo sportello.
Ora!
Mentre teneva la pistola con tutta la sua forza si coricò sui due sedili posteriori e assestò un calcio a due piedi sullo sportello sfondandolo. Mentre si gettava sulla strada notò che il tipo sull'Harley saltò dalla moto lasciandola schiantare frontalmente con la macchina.
Lei rotolò e si fermò a qualche metro prima della (fortunatamente) piccola esplosione. Rimase a terra fino a quando le fiamme si calmarono.
Si era scorticata il giocchio sinistro, le faceva male ma riusciva ancora a muoversi.
Mentre tentò di alzarsi vide il tipo dlela moto che saltava via dalle fiamme verso di lei. La prese è la portò di corso fuori dalla carreggiata tappandole la bocca...

T-Metal

Il fuoco consumava la macchina mentre i due scapparono in una casa abbandonata lontana qualche centinaio di metri dalla strada.
<<Fra un po' arriveranno gli altri a far sparire ogni traccia...>>
Disse lo sconosciuto con il casco ancora in testa.
<<Chi sei tu?>> Chiese Doris con un filo di voce.
<<Qualcuno che un tempo era tuo amico.>> Rispose mentre si toglieva il casco.
Il suo volto era familiare: capelli castani di lunghezza media, qualche ciuffo su dei taglientissimi occhi verdi, taglienti ma a metà fra i rischiosi e fidati.
Egli le sorrise con un sorriso ammiccante e sicuro.
Si, era lui. Era lui che in un suo ricordo parlava con Malcom, in quel ricordo erano circondati da statue angeliche in un giardino. Malcom gli bisbigliava: "Sei l'ultima persona di cui ci fidiamo, non ci tradire..." Poi un flash e si passava ad un altro ricordo: Doris, mentre veniva portata via da alcune guardie gli urlava: "Sei un bastardo! Stan, mi ricorderò di te, ricorderò ciò che mi hai fatto, ciò che hai fatto a Malcom"... Adesso Doris si chiedeva se si potesse fidare di questo vecchio amico sconosciuto...
<<Stanley, giusto?>>
<<A quanto pare son rimasto nei tuoi ricordi!>> Disse con una presunzione buttata sullo scherzo. <<Su, che altro ricordi, spolveriamo le foto della mente.>> Concluse ridendo.
<<Non ricordo tutto di te.>> Fece una pausa e guardò dalla finestra della casa diroccata verso la strada, poi lo riguardò negli occhi. <<...C'è qualcosa di importante da ricordare di te, vero?>>
<<Non so, dipende tutto dalla fiducia che voi avevate in me. Vi ho tradito? forse, ma quanto vi fidate voi adesso di me. Fino a quando la fiducia verso qualcuno è radicata dai ricordi? Credo ci siano cose che gli eventi non possano scalfire, l'amicizia è una di queste. Ti va di lasciartelo dimostrare?>>
<<Non voglio dimostrazioni, solo che adesso mi servi e basta, devo trovare Malcom.>>
Ricominciò a guardare verso le fiamme dell'auto che fagocitava l'Harley. Delle macchine nere arrivarono e si fermarono, scesero degli uomini in giacca e cravatta...

T-Metal

#34
<<L'Empire State, giusto?>> Chiese Doris seduta su una delle scatole nel retro del furgoncino in movimento.
<<Esattamente. Ce ne sono molte altre... Il quartier generale non è in se l'edificio, ma l'insieme, la riunione dei quattro ereditari. Essi sono al vertice della gerarchia e nessuno sa chi essi siano, nemmeno i loro secondi in ordine di importanza e di potenza. Si ha un membro nuovo solo quando uno dei quattro muore lasciando il proprio potere in eredità al nuovo. Il loro potere sta nel fatto che ognuno di loro possiede un quarto del codice d'accesso al Volante. Una chiave plurialfanumerica.>> Rispose con fermezza Stan guardando il paesaggio scorrere da una piccola apertura nel telo del furgone.
<<Pluri...che?>>
<<Plurialfanumerica. In altre parole con soli 4 simboli, considerando l'alfabeto latino si arriverebbe a 26 caratteri, più altri 10 simboli numerici viene raggiunto un totale di 36 simboli. Considerando che nulla impedisce che nella chiave i simboli vengano ripetuti calcolando tramite permutazioni ripetibili. Esistono circa 4 milioni di miliardi di possibilità. Esse sono troppo poche e con una serie di elaboratori abbastanza potenti anche un comune hacker otterrebbe la chiave.>>
<<Ah... Ora ricordo perchè all'università ero indecisa tra giornalismo o matematica applicata e calcolo differenziale.>> Disse sarcasticamente Doris aspettando il proseguimento della spiegazione.
<<Per ovviare a questo problema l'organizzazione ha scelto che i simboli appartengano a tutti i tipi di alfabeti mai esistiti, tra cui alfabeti conosciuti esclusivamente dall'organizzazione stessa.
Tornando alla locazione della sede centrale le possibilità sono varie. All'epoca della Seconda Guerra Mondiale, il quartier generale era situato al centro del Reich che Hitler voleva costruire.>> Borbottò Stan mentre si accendeva una sigaretta.
<<Hitler? L'associazione centra con il nazismo?>>
<<il nazismo centra con l'associazione. Hitler fu uno dei grandi 4. Differentemente da come tutti pensano egli non si sparò per il crollo del Reich, ma per evitare che la sua parte del codice venisse allo scoperto.>> Fece una pausa e tirò profondamente dalla sigaretta, poi come destato riprese a parlare.
<<Evitiamo di divagare, abbiamo poco tempo. Dunque, considerando che in seguito ai fatti della Seconda Guerra Mondiale, la sede si spostò alla nuova attrazione del lusso e potere. L'Empire State Building. Essa però non funzionò e a causa dell'attacco che questo edificio subì nel 1945 colpito da un bombardiere B25 i 4 si spostarono al Pentagono...>>
<<Stan, dannazione! Non m'importa la cronologia degli Atlantici! Voglio solo sapere dov'è l'attuale sede centrale e se Malcom potrebbe essere mantenuto lì.>> Urlò improvvisamente Doris.
<<Ehi!? tutto bene lì dietro?!!>> Si intromise l'autista dal cambinato del furgoncino a cui avevano chiesto un passaggio.
<<Si va tutto bene!!>> Rispose ad alta voce Stan. Poi si rivolse a Doris e disse <<Ci sto arrivando, Calmati. Attualmente l'Empire State Building non è al centro di nessuna attenzione politica ma nonostante ciò rimane ugualmente uno dei simboli più potenti ed è per questo che penso sia lì la sede attuale e per lo stesso motivo penso che Malcom sia trattenuto in uno dei 106 piani di quell'edificio, ma non possiamo esserne certi.>>
Doris scoppiò nervosamente a ridere.
<<Credi che in questi ultimi giorni abbia avuto una qualche certezza su cui contare? Tu, per esempio, come fai a sapere tutte queste cose? Posso fidarmi?>>
<<Forse hai ragione, forse non ti puoi fidare nemmeno di me, ma su qualcosa puoi contare.>>
<<Ah si? Su cosa?>>
<<Su Malcom, e so che lui conta su di te. Perciò tu dovresti contare su quel che provi per lui, perchè so che questa è l'unica certezza che hai adesso, ed è per questo che ti chiedo di fidarmi di me, per un mio vecchio amico, per dimostrargli che è ancora mio amico...>>