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Tenebra E Luce

Aperto da Aerith2, 1 Marzo 2005, 18:55:50

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Aerith2

Una luce intensissima si era sprigionata dalla lama di Kire, e un secondo dopo tutti i soldati erano a terra, storditi.
Ma che razza di incantesimo....
Ma non c'era tempo per discutere. Ailyn si voltò e iniziò a correre, addentrandosi nella foresta, in direzione del tempio; Kire la seguiva aruota.
Era ormai quasi notte inoltrata e il vento diventava sempre più umido e freddo.
Continuarono a correre per quasi un'ora, finchè non furono abbastanza lontani dal luogo i cui si erano accampati, e Ailyn ormai distrutta e completamente senza fiato iniziò a rallentare il passo.
"Dovremmo essere in salvo...almeno per ora", disse a Kire appena ebbe abbastanza fiato per parlare.
"Hai detto che i soldati non saranno in grado di inseguirci fino a domani mattina...il tempio ormai non dista molto, sicuramente riusciremo a raggiungerlo prima dell'alba."
Si fermò e si lasciò cadere a terra.
"Fermiamoci per qualche minuto, Kire."
Prese il pezzo di carne che aveva conservato dal giorno prima e con il coltello lo tagliò in due parti. Ne lanciò una metà a Kire, e l'altra l'addentò e la finì in due bocconi.
"So che è pericoloso fermarci anche solo per poco, che potremmo imbatterci in un gruppo di Khai...ma io non sono più in grado di camminare. E sono ferita. Quindi...se tu vuoi continuare vai pure, ma io devo riposare almeno un pochino."
Si appoggiò ad un albero e cercò di recuperare un po' di energie. Si sentiva debole e priva di forze.

Silver Element

#286
Correvano, stavano correndo all'impazzata nella foresta. Rami, tutto sfrecciava vicinissimo alla faccia di Kire.
La sua mente era vuota, aveva quasi esaurito tutte le sue forze usando quell'incantesimo, ma almeno era servito a qualcosa.
Non riusciva apensare a nulla, era come se non avesse più coscienza di se. Le parole di Ailyn lo riportarono alla realtà
-Dovremmo essere in salvo...almeno per ora-
La ragazza di sedette a terra
-Fermiamoci per qualche minuto, Kire. So che è pericoloso fermarci anche solo per poco, che potremmo imbatterci in un gruppo di Khai...ma io non sono più in grado di camminare. E sono ferita. Quindi...se tu vuoi continuare vai pure, ma io devo riposare almeno un pochino- disse mentre spezzava in pezzo di carne che aveva conservato. Ne lanciò un pezzo a Kire.
Sospirò e si mise a guardare il ciondolo che gli avevano dato ad Highdelly Garden.
Lo strinse nella mano destra , poi si voltò verso Ailyn e scosse la testa
-Non ti lascio qui- guardò nuovamnete la pietra -Come dici il Tempio non è lontano, possiamo permetterci di riposare un po'-
Si guardò attorno e qualcosa destò il suo interesse. Un ramo spezzato, non con forza però, quasi piegato dolcemente.
Strano, i Khai spezzano con violenza tutto quello che incontrano. Posso giurare che non sono passati di qui dei Kahai
Poco più in la un altro ramo piegato allo stesso modo. Forse era niente, e non sarebbe servito a niente preoccuparsene, o forse era qualcosa di importante, e avrebbe potuto evitargli qualche scocciatura.
Scosse le spalle e disse -Niente di interessante, solo un rametto spezzato-
Estrasse la spada e ne guardò la lama, pulsava, il bainco si faceva a tratti più accecante, come se nella lame ci fosse un cuore che batteva.
Era strano, era la prima volta che pensava che un arma potesse avere un cuore, follia, quel pensiero gli fsrecciò nbella mente. Scosse la testa e rimise via la spada
-Quando sei pronta a ripartire avvertimi- disse il ragazzo rivolgendosi ad Ailyn...
Citazione di: T-Metal
Citazione di: Silver ElementQuindi se dio esiste....vivi il lato Dio della Vita....

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Aerith2

A poco a poco Ailyn sentiva che le stavano tornando le forze. La ferita bruciava un po', ma ce l'avrebbe fatta a raggiungere il tempio.
Il tempio...
Non era neanche sicura che lì avrebbe trovato l'aiuto che cervava. All'improvviso si ritrovò a chiedersi per quale motivo si stava dirigendo lì....E se la persona a cui aveva intenzione di rivolgersi non le avesse dato il suo appoggio? Se non avesse acconsentito a nasconderli? Se peggio ancora...avesse deciso di consegnarli ai soldati di Zael?
In fondo non ha mai fatto nulla per me...nè per Aaron...
Aveva timore di ritornare al passato, di ricordare troppe cose dolorose...
Ma ora siamo qui...è inutile che mi faccia tante domande. Dobbiamo andare avanti.
Si liberò da quei pensieri e si accorse che Kire si guardava intorno con aria sopsetta, come se avesse notato qualcosa che non andava. Vide che aveva nel palmo qualcosa - un ciondolo, forse - e che lo osservava di tanto in tanto.
Stava per chiedergli cosa fosse, quando il ragazzo estrasse la sua spada dal fodero. La lama brillava di una strana luce innaturale.
"Cosa c'è che non va, Kire? Credi che ci siano dei Khai in giro?"
Sentiva che aveva recuperato abbastanza energie per proseguire. Si alzò in piedi.
"Io sto meglio adesso...forse dovremmo proseguire...è pericoloso viaggiare di notte in un bosco, quindi è meglio affrettarci. Ancora qualche ora e saremo al tempio."

Silver Element

-Cosa c'è che non va, Kire? Credi che ci siano dei Khai in giro? Io sto meglio adesso...forse dovremmo proseguire...è pericoloso viaggiare di notte in un bosco, quindi è meglio affrettarci. Ancora qualche ora e saremo al tempio.-
Il ragazzo si voltò verso Ailyn
-No, non è niente- spero disse lui
-Hai ragione, è meglio andare ora-
Ripresero il cammino attraverso il bosco. Tutto sembrava traquillo, per ora.
Si intravedeva la luna tra i fitti rami degli alberi, e a volte si udiva qualche fruscio.
Camminarono per circa un altra ora, poi finalmente iniziarono ad intravedere le pareti robuste del tempio. Erano arrivati.
Si fermarono per qualche istante all'esterno. Lo ammirarno in tutto il suo splendore. Era una costruzione magnifica, le pietre bianche rilucevano sotto i raggi della luna, a volte abbagliando quelli che, come loro, rimanevano incantati a guardarlo.
L'interno era accogliente, le pareti erano decorate con grandi arazzi che, la maggior parte delle volte raffiguravano delle divinità.
C'erano molte persone all'initerno della costruzione: mercanti, avventurieri, e probabilmente anche qualche soldato, fortunatamente per ora non vi era traccia di essi.
C'erano anche molte stanze, probabilmente "rifugi" per le persone di passaggio.
Mentre camminavano Kire sentì dei passi alle loro spalle. Inizialmente pensò che fosse solo qualche mercante che percorreva la loro stessa strada, poi quei pasi si vecero sempre più insistenti. Svoltarono ad un angolo, ed aspettarno qualche secondo per vedere se c'era veramente qualcuno che li pedinava.
Citazione di: T-Metal
Citazione di: Silver ElementQuindi se dio esiste....vivi il lato Dio della Vita....

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Aerith2

Il tempio di Lemuria.
Non era esattamente come lo ricordava. Nei suoi ricordi vedeva una piccola costruzione di legno fatta di poche, umili stanze...un luogo buio e silenzioso, soprattutto di notte...
Ma erano passati così tanti anni...e ora aveva davanti a sè un edificio enorme, fatto di lucida pietra bianca che risplendeva sotto la luce lunare. Anche l'interno era completamente diverso. Un'enorme sala centrale riccamente decorata da cui si diramavano una serie di corridoi, su cui si affacciavano varie stanze, per lo più chiuse.
Attraversò la sala insieme a Kire, passando accanto a persone di ogni tipo intente a pregare o sedute a terra a riposare.
All'improvviso Ailyn si rese conto di essere osservata; c'era qualcuno che probabilmente li stava seguendo. Anche Kire sembrava essersene accorto; rapidamente svoltarono in uno dei corridoi e si nascosero dietro un angolo.
"Qualcuno ci ha notati...nella sala..." sussurrò a Kire. "Forse qualcuno di Zael che ti ha riconosciuto..."
Non fece in tempo ad avere una risposta dal ragazzo, che un uomo la afferrò per un braccio e la tirò fuori dal suo nascondiglio. Un altro fece lo stesso con Kire.
Per un attimo Ailyn ebbe un moto di paura, poi vide che i due uomini indossavano entrambi una lunga tunica blu. Erano sacerdoti di Lemuria.
"Chi diavolo siete?" disse in tono brusco uno dei due. "Avete i vestiti sporchi di sangue e siete armati. Non accettiamo gente come voi in questo tempio; questo è un luogo di preghiera e non vogliamo problemi. Andatevene immediatamente o chiameremo le guardie di Zael."
Zael? E così anche il tempio di Lemuria si è lasciato assoggettare...questo è un problema.
Kire, lascia parlare me..., cercò di comunicare telepaticamente al ragazzo.
"Devo parlare urgentemente con Kastyal Rosen" rispose Ailyn all'uomo, cercando di mantenere il più possibile un tono calmo e controllato.
"La Grande Sacerdotessa è impegnata nei riti notturni e non può essere disturbata. E comunque non perderebbe il suo tempo a ricevere gente come voi. E ora andatevene o chiameremo le guardie."
Grande Sacerdotessa...sono cambiate davvero molte cose.
"Riferitele che Ailyn Wildran desidera parlarle. Sono certa che mi riceverà. E credo che non sarebbe per niente contenta di sapere che mi avete mandata via."
L'uomo la guardò dubbioso, poi si consultò con l'altro sacerdote per qualche istante.
Ailyn cercava di apparire calma, ma non lo era. Non lo era assolutamente.
Wildran...da quanto tempo non uso più questo nome...Kire si chiederà come mai non ho detto di chiamarmi Ailyn Siren...
Sentiva che il passato le crollava adosso pesante come un macigno, e temeva di non riuscire a sopportarlo.
Poi il sacerdote parlò, e la distolse dai suoi ricordi.
"E va bene, le riferiremo chi sei. Ma vi avviso che c'è un posto di guardia a meno di un'ora da qui, e se questo è un trucco per tentare di sottrarre qualcosa dal tempio non riuscirete a fuggire lontano."
Ailyn annuì, e il sacerdote si allontanò nel corridoio. L'altro rimase con lei e Kire, probabilmente per tenerli d'occhio.
"Credo di doverti spiegare qualcosa, ma non ora." disse a bassa voce a Kire. "Se troveremo rifugio qui, e lo spero, allora avremo un po' di tempo per parlare, e tu mi racconterai anche del tuo sogno...e di quello strano incantesimo che hai usato contro i soldati..."
Stava ancora parlando quando sentì dei passi affrettati nel corridoio, e vide venire velocemente verso di loro una donna sui 35 anni seguita da altri tre sacerdoti. Gli uomini indossavano la solita tunica blu, mentre la donna aveva un lungo vestito di raso viola coperto da sottili veli e un leggero scialle trasparente dello stesso colore. Aveva lunghi capelli neri che le ricadevano sciolti sulle spalle e sulla schiena, e il suo portamento era elegante, nonostante fosse evidentemente agitata.
La donna si fermò davanti a lei e la guardò in silenzio, dritto negli occhi. Nel vederla Ailyn ebbe un lieve sussulto, ma sostenne il suo sguardo.
In fondo non è cambiata così tanto...
"Potresti essere lei..." mormorò la donna a voce bassa, in modo che soltanto Ailyn potesse sentire; poi avvicinò una mano al suo viso. Ailyn la lasciò fare senza opporsi; sapeva cosa voleva controllare. La donna  le scostò i capelli incrostati di sangue dalla guancia sinistra, scoprendole la sua piccola cicatrice a forma di mezzaluna, e in quell'istante comparve sul suo viso una strana espressione di stupore, seguita da un lieve sorriso.
"Sia ringraziata la dea..."
La guardò di nuovo, e in un moto che sembrava di gioia l'abbracciò.
"Ailyn, Ailyn, piccola...io credevo che fossi morta...perchè, perchè tutti questi anni? E tuo fratello, Aaron...dov'è? E che cos'hai...siete stati attaccati dai Khai?"
Ailyn rimase rigida in quell'abbraccio e rispose soltanto:
"Devo parlarti urgentemente. E il mio compagno di viaggio ha bisogno di riposo."
La donna si staccò dall'abbraccio.
"Ma certo, Ailyn, certo. Vai a riposare anche tu, e domattina parleremo con calma, ho così tante cose da chiederti."
Ailyn non riusciva a provare i suoi stessi sentimenti; sentiva soltanto rancore dentro di sè e cercava di nasconderlo con la freddezza.
"No. Devo parlarti adesso."
Kastyel Rosen assunse allora un'espressione seria e controllata.
"Bene allora." Si rivolse ad uno dei sacerdoti. "Nathan accompagna questo ragazzo in una stanza, e dagli dell'acqua calda e una tunica pulita."
Ailyn guardò Kire.
"Ti raggiungerò tra poco", gli sussurrò.
Poi Kastyel continuò.
"E avvisa Sadja di sostituirmi per la cerimonia dell'alba; perchè dopo più di dieci anni è venuta a trovarmi mia nipote Ailyn, figlia di mia sorella, e ho bisogno di parlare con lei."

Silver Element

Kire fu strattonato con forza fuori dal suo nascondiglio assieme ad Ailyn. Il ragazzo portò istintivamente la mano alla spada, ma poi si fermò d'improvviso
Kire, lascia parlare me, qui pensieri rpovenivano dalla ragazza
Kire non disse niente, si limitò ad ascoltare quello che la ragazza diceva a quelle che parevano delle guardie del tempio.
Non ascoltò tutto il discorso, ma alcune frasi lo colpirono
-Riferitele che Ailyn Wildran desidera parlarle. Sono certa che mi riceverà. E credo che non sarebbe per niente contenta di sapere che mi avete mandata via- aveva detto ad un certo punto la ragazza
Ailyn Wildran? pensò Kire ...Strano, se non sbaglio il suo cognome era Siren... ci pensò su qualche istante, poi scrollò le spalle e seguì con maggiore attenzione il resto del discorso
-Credo di doverti spiegare qualcosa, ma non ora- disse a bassa voce la ragazza rivolgendosi a lui -Se troveremo rifugio qui, e lo spero, allora avremo un po' di tempo per parlare, e tu mi racconterai anche del tuo sogno...e di quello strano incantesimo che hai usato contro i soldati...-
Poi le due donne continuarono il loro discorso di cui il ragazzo capiva poco e niente, forse era anche meglio così.
-Ti raggiungerò tra poco- gli disse poi Ailyn
Kire fece un cenno d'assenso e poi fu scortato da un uomo con la tunic ablu fino ad una stanza non lontana da li.
L'uomo gli diede una tunica verde e glidiede un una grande bacinella piena d'acqua calda e una sciugamano in cotone, nel vederlo a Kire sfuggì u sorriso ironico, si trattano bene però....
La stanza era abbastanza grande, i letti sembravano morbidi e le pareti erano in pietra bianca, c'era persino un piccolo camino. Il fuoco acceso schiopettava allegramente.
L'uomo che lo aveva accompagnato li se ne andò, così il ragazzo ne aprofittò epr lavarsi e togliersi un po'di sangue di dosso.

Quando ebbe finito , indossò la tunica che gli evevano dato, era legegrmente larga per lui, ma ci avrebbe presto fatto l'abitudine.
Pilù anche la sua solta veste dal sangue che aveva addosso. Poi si distese su un letto e cominciò a daspettare, aspettare il ritorno di Ailyn.
Citazione di: T-Metal
Citazione di: Silver ElementQuindi se dio esiste....vivi il lato Dio della Vita....

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Silea

Il tempio di Lemuria era sempre più vicino e Desper procedeva con passo regolare... In quel momento si accorse che non provava più fame nè sete, come se fosse stata un robot... L'unica cosa di cui aveva bisogno era scatenare i suoi nuovi poteri e uccidere e fare soffrire gli altri. Decise anche che doveva mettere ordine in quel caotico guazzabuglio di immagini che era la mente della vecchia Desper... Iniziò a rivedere e a controllare tutti i ricordi che aveva in testa e anche a pensare a come utilizzarli... Vide molte immagini: moltissimi combattimenti con dei khai a scopo finanziario, gli sguardi impauriti della gente nello scrutare i suoi occhi, la pazzia della trasformazione, quel gesto pazzo e insensato che la portò ad essere una creatura nè umana nè altro, immagini di uno scontro... Quello decisivo: la causa della sua mutazione, non era di certo la prima volta che combatteva un khai ma in quell'occasione era stanca e ferita e il khai ebbe la meglio, solo in quel momento ricordò cosa accadde: mentre combatteva le parve di vedere un ragazzo che la osservava ma lei non gli prestò alcuna attenzione pensando che se lo fosse immaginato, ma poi lo rivide poco dopo quando l'incontro si era concluso e la perdente era lei, era proprio il suo ex-compagno: Eric! ("questo sì che è un ricordo utile!" pensò) C'erano anche ricordi più vecchi: una bambina molto simile a lei che piangeva e Desper (ancora umana) la rassicurava ("ah, avevo una sorella, eh?" pensò nel rivedere quelle immagini), una casa dove viveva da umana che si trovava a Xiphon, la bambina che veniva rapita dai maghi di Zael ("avanti, ricordati come si chiamava quella dannata bambina!!" si disse), Desper che parte alla ricerca della sorellina... Elianor, quello era il nome della bambina! Perchè diavolo l'avevano rapita? Cos'aveva di così importante? Aveva ereditato qualcosa dai genitori? Qualcosa che Elianor possedeva e Desper no? Si sforzò di ricordarsi i suoi genitori... Sua madre era un'umana; suo padre era un mago... Cercò anche di ricordare che tipo di mago fosse, si sforzò intensamente e finalmente ricordò: era un mago di Zael!!! Desper era nata senza alcun potere magico, ma Elianor doveva averne per forza... L'unico modo per scoprire cosa le era successo era tornare a Zael e chiedere spiegazioni... Si voltò e cominciò a camminare a passo svelto, poi si fermò di colpo e si chiese:-perchè diavolo dovrebbe importarmi di ciò che è accaduto a quella sciocca bambina? Non so nemmeno a quanto tempo fa risale quel ricordo...- la vecchia Desper si fece avanti nella sua testa con una vocina sempre più sottile:-anche se ora sono questo mostro spietato credo sia importante che conosca il mio passato!- la nuova Desper le diede ragione e ripartì per tornare indietro.
Arrivò fino a Caer e chiese di vedere Samantha. -non vedo i ricercati!- la appostrofò, Desper frenò la sua voglia di mozzarle la testa al volo e preferì assumere un tono freddo e disinteressato:-prima devo sapere alcune cose...-
-quali cose?- chiese la scienziata sospettosa:-oh, cose vecchie che riguardano il passato.- rispose Desper:-te l'ha ordinato qualcuno?- chiese, scocciata, Samantha... Desper sospirò, appoggiò la mano sulla spada poi disse:-no, ma queste informazioni sono indispensabili alla mia missione!- finalmente la scienziata acconsentì e tornarono a Caer. Desper entrò in un laboratorio vuoto insieme a Samantha e le chiese:-perchè Elianor è stata portata qui? Cosa aveva di speciale?- -Elianor? Chi è?- rispose l'altra:-era una bambina che abitava a Xiphon, con il resto della famiglia! Uno dei 2 genitori era un mago di Zael!- -oh, quella bambina?- iniziò Samantha:-perchè ti interessa così tanto? Non vedo che attinenza abbia con la tua missione!- Desper le urlò contro:-senti, pazza che non sei altro, ognuno ha i propri motivi! Io mica ti vengo a chiedere perchè sei innamorata di Shan, bensapendo che non ti degnerà mai di uno sguardo!!- a Samantha si riempirono gli occhi di lacrime, si strinse nelle spalle e disse:-e va bene, seguimi...- Desper non era per niente pentita di ciò che aveva detto, nessuna delle 2 parti lo era, anche quella vecchia provava un certo gusto in ciò che aveva fatto. La scienziata si fermò davanti ad una porta e la informò:-quanto vedrai qui dentro è un segreto, non devi farne parola con nessuno! Stai molto attenta perchè i tuoi poteri derivano dalle magie di oscurità mentre qui si trova la più potente magia di luce esistente al mondo- Desper fece un cenno e la porta venne aperta, una luce fortissima la accecò, la porta venne richiusa e finalmente Desper riuscì a focalizzare di nuovo le cose che le stavano attorno. Era in un laboratorio e la luce violentissima proveniva da un cilindro di vetro in fondo alla stanza. Mosse qualche passo, ma non vedeva nulla a causa della fortissima luce bianca emanata dal cilindro. Vicino alla porta trovò delle lenti speciali che permettavano di vedere nonostante la luce violentissima, se ne mise un paio e si avvicinò al cilindro. Era di vetro trasparente e al suo interno c'era una ragazza un po' più giovane di lei con una specie di maschera, sicuramente un respiratore, e gli occhi chiusi che galleggiava in un liquido. Era la ragazza che sprigionava tutta quella luce. Desper appoggiò una mano al vetro e la ragazza aprì gli occhi:-Elianor... -Bisbigliò Desper. Elianor voltò la testa verso un tavolo poco lontano dal cilindro, Desper si avvicinò al tavolo e trovò alcuni documenti; ne prese uno e lo lesse... Scoprì che avevano usato sua sorella per creare la spada di luce che si trovava a Glode. La vecchia Desper riuscì a riprendere il controllo del suo corpo e tornò da Elianor:-tu sei mia sorella...- disse, la ragazza annuì:-stavo venendo a salvarti quando è accaduto l'incidente che mi ha trasformato in quello che sono... è tutta colpa mia! Se non fossi stata sconfitta ti avrei salvata! Ti tirerò fuori da lì!- esclamò Desper, sua sorella chiuse gli occhi tristemente:-ci deve essere un modo!- sbottò l'altra, a Elianor si riempirono gli occhi di lacrime e si tolse il respiratore. Si avvicinò al vetro e sussurrò con una voce sottile:-Morgana...- Desper chiese:-cosa hai detto?- -è il tuo nome... Morgana!- rispose l'altra in un sussurro. Desper ora ricordava tutto... Era quello il suo vero nome, Morgana...Si sentì spaesata, tutto iniziò a girare, ebbe un mancamento. Quando si risvegliò era in un'altra stanza, le faceva male la testa... Si accorse che ora le 2 Desper si equivalevano, non ce ne era una più forte dell'altra ma quella situazione di stallo sarebbe durata? Si alzò, ma le venne di nuovo un capogiro. Iniziava a ricordare tutto finalmente, ma ancora non sapeva che decisioni prendere a causa della situazione di stallo presente nella sua testa. Improvvisamente un ricordo agghiacciante la immobilizzò... Aveva appena 11 anni quando iniziò a lavorare, lavorava con suo padre, lavorava per Zael. Lei non aveva poteri, ma aveva un'intelligenza ed un'immaginazione Stupefacenti... Le arrivò un ordine semplice: crea un'arma per Zael, un'arma potentissima che ci consenta di conquistare il resto di Vandel. A Desper, Morgana (come preferite) l'idea non piacque affatto, non voleva fare niente di simile, ma iniziarono a ricattarla e lei si vide costretta a ideare quest'arma per Zael. Creò un modello, era solo una bozza, imperfetta, aveva ideato i khai e la rete di luce che li teneva lontani. I maghi di Zael se ne impossessarono e iniziarono a creare centinaia di quelle creature; Sbatterono fuori Desper prima che potesse provvedere a creare un'arma per contrastarli. I khai iniziarono ad attaccare e a distruggere i paesi al di fuori di Caer; 3 anni dopo scoppiò la guerra combattuta dai 7 maghi che durò 4 anni. Ora Desper aveva 28 anni.Voleva a tutti i costi liberare sua sorella e anche dare un piccolo assaggio della sua vendetta ai maghi di Zael.
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"la morte temuta
la morte maliarda
la morte fottuta
la morte bastarda"

Io, subito feci di tutto per rivederla,
Stimolato dall'eccitante inerzia di mezzanotte,
Non conoscendo ancora neppure il suo nome.
Su un piccolo precipizio sopra l'abisso carnale
Danzai come un cieco chierichetto
Ubriaco di vino rosso, le sue labbra morte sulle mie
Bagnate col profumo della notte

reverendo wolfwood

Kragh si svegliò la mattina seguente, non aveva riposato molto durante la notte a causa di alcune visioni sconosciute che disturbavano il sonno. Attese nel salone che eric si svegliasse cosi da poter proseguire il loro viaggio verso il tempio. La sala era completamente vuota, se non per l'oste che era affaccendato a sistemare alcune botti dietro al bancone, forse per via dell'ora o forse perchè molti degli abituali clienti non avevano ancora trovato la forza di reagire a quanto era successo il giorno prima....
Una lieve brezza entrò dall'uscio della locanda, pochi istanti dopo Eric si degnò di presentarsi di sotto. I due fecero colazione frettolosamente con quel poco di cibo che l'oste portò loro stanco e rammaricato.
Usciti dalla locanda si trovarono nuovamente di fronte a quella ragazza con cui Eric discusse il giorno prima, iniziò nuovamente a discutere animatamente contro Eric ma a Kragh non importava e diede poco peso alla scena che finì presto.
Ora erano pronti a partire alla volta del passo del corvo per poter raggiungere la città di Salachiev dalla parte opposta della catena rocciosa.


CitazioneApelle figlio di Apollo fece una palla di pelle di pollo e tutti i trentatre trentini andarono a Trento per vedere la palla di pelle di pollo fatta da Apelle figlio di Apollo che serviva a non far disarcivescostantinopolizzare l'arcivescovo di Costantinopoli dato che si voleva disarcivescostantinopolizzare dopo aver saputo che la sua capra è crepata sotto la panca per rifugiarsi dalla battaglia di tre tigri contro tre tigri
Citazionema come possono multare chi scarica film! mica è pirateria o altro. la cosa è perfettamente legale se non non ci sarebbe.
CitazioneOgni mattina, in Africa, una gazzella si sveglia e si overbuffa. Cosi lo mette in culo al leone *_*
Citazione di: Omega69Comunque ho scritto una cazzata e me ne assumo la colpa

KAZE WA MIRAI NI FUKU


...Ci sono un pò di T e di Zaku in ognuno di noi...

Aerith2

"Lasciateci sole", disse Kastyel Rosen agli altri sacerdoti che erano rimasti dopo che Kire si era allontanato. Gli uomini abbozzarono un inchino e andarono via velocemente.
"Seguimi Ailyn" disse poi la donna, e iniziò a inoltrarsi nel corridoio. Ailyn annuì e la seguì in silenzio, la mente presa da troppi pensieri e ricordi per poter dire qualcosa.
Il corridoio era buio e deserto e i passi delle due donne risuonavano di un' eco che ad Ailyn sembrava  inquietante. Era tremendamente strano trovarsi accanto a qualcuno della sua famiglia dopo così tanti anni, e ancora una volta si chiese se aveva fatto bene a venire in cerca d'aiuto lì al Tempio di Lemuria.
Kastyel ruppe il silenzio all'improvviso.
"Perchè in così tanti anni non mi hai fatto avere notizie di te? Dove sei stata? Credevo fossi stata uccisa dai Khai quando la Gilda fu attaccata 10 anni fa...Ho pianto così tanto per te e tuo fratello...."
Quelle parole sucitarono in Ailyn un moto di rabbia, ma cercò di controllarsi. Non era il momento di riportare a galla ricordi sommersi.
"Non essere ipocrita. Non ti è mai importato molto di me, nè di Aaron. Perchè avrei dovuto darti notizie di me dopo quello che successe? Neanche quando ero alla Gilda, così vicina da qui, sei mai venuta a trovarmi, a chiedermi come stavo. "
Kastyel assunse un'espressione risentita.
"Questo non è vero....e tu lo sai. Sei sempre stata tu a rifiutare di vedermi. Eri una bambina cocciuta."
Cocciuta? Io soffrivo e lei viene a dirmi che ero una bambina cocciuta?
Ailyn rispose a voce bassa, ma carica di rabbia.
"Tu hai consegnato me e Aaron alla Gilda! Non ti è mai importato di noi! Eri la nostra unica parente rimasta in vita, e noi eravamo così piccoli...Avresti potuto crescerci con te, invece di affidarci ad estranei dopo che i nostri genitori erano morti da così poco!"
"Ailyn cerca di capire...ero giovane, ed ero già sacerdotessa....non potevo crescere con me due bambini...e voi avevate i poteri...mi sembrò la cosa più giusta da fare..."
Ailyn non la lasciò continuare.
"Tu non volevi rinunciare alla tua vita al tempio, e sapevi che non ti avrebbero fatta rimanere se avessi deciso di tenere con te me e Aaron! E coì preferisti scrollarti di dosso tutte le responsabilità, affidandoci alla Gilda, ecco la verità!"
Si rese conto che stava per urlare. Si fermò un attimo, e poi proseguì, più lentamente, scandendo le parole.
"E mi chiedi perchè non ti ho fatto avere notizie di me...Lo vuoi sapere? Quando è caduta la Gilda sono fuggita con Renth oltre la Barriera. Con Renth, capisci? L'unica persona a cui importasse davvero qualcosa di me, e che io ho amato molto più di te, benchè non avessimo nessun rapporto di parentela. Tu sei mia zia solo per una questione di sangue, ma tra noi non c'è nessun legame d'affetto. E ora vengo a chiederti aiuto soltanto perchè mi vedo costretta a farlo e non ho altre possibilità."
"Renth..." sussurrò Kastyel tra sè e sè. Poi si rivolse di nuovo ad Ailyn, con voce che sembrava quasi stanca.
"Non mi è mai piaciuto quell'uomo e non ho mai capito perchè tu ti fossi tanto legata a lui. A volte venivo alla Gilda....e quando tu non volevi vedermi allora parlavo con lui...e gli chiedevo di te e tuo fratello. E non mi piaceva il modo in cui mi rispondeva; nè come vi educava. Ailyn non credere che non mi sia mai importato di te. Tu...non capivi allora, e non capisci adesso."
"Io ora capisco una cosa. Sei diventata Grande Sacerdotessa...hai fatto la carriera che desideravi. Sei contenta adesso? Lo sei?"
La voce di Kastyel divenne fredda...e Ailyn si accorse che quel tono di voce le era familiare. Assomigliava al suo, e la cosa le diede fastidio.
"Ti ostini a non capire. In questo mi ricordi tuo padre."
Ailyn ebbe una fitta al cuore.
"Dimmi di tuo fratello" proseguì Kastyel.
"Aaron è...morto."
Si fermò un attimo perchè sentiva che il dolore la stava sopraffacendo. Poi continuò.
"E' morto durante quell'attacco. Ed è anche colpa tua... zia! ", scandì quell' ultima parola con una nota di disprezzo. "Perchè se fossimo stati con te, e non alla Gilda...lui sarebbe ancora vivo! Come ti senti ora? Sei soddisfatta della tua vita da Grande Sacerdotessa?"
Cadde di nuovo il silenzio tra lei e Kastyel. Camminarono ancora per un po' lungo il corridoio, poi la sacerdotessa si fermò davanti ad una porta e tirò fuori una piccola chiave dorata; la infilò nella serratura e la porta si aprì, rivelando un 'ampia stanza da letto.
"Se ti dicessi che soffro per quello che mi hai detto...mi crederesti Ailyn? Immagino di no." La voce di Kastyel era ancora fredda. "E' sbagliato cercare di chiarire gli eventi del passato. Le cose sono andate così, e ognuno di noi ha avuto il suo dolore, e i motivi che lo hanno spinto a comportarsi in determinati modi." Entrò nella stanza e fece cenno ad Ailyn di seguirla. Quando entrambe furono dentro, chiuse la porta a chiave e si sedette su un enorme letto che troneggiava al centro della camera.
"Tutti facciamo errori. Io ne ho fatti, e tu ne hai fatti. Ma ora dici che hai bisogno di me. Vediamo se posso in qualche modo aiutarti e farti ricredere su ciò che pensi di me."
Ailyn rimase perplessa. Poi gettò uno sguardo fuori dalla finestra della stanza e vide che il cielo stava per rischiararsi.
L'alba è vicina....i soldati di Zael si riprenderanno e verranno a cercarci...non è il momento di stare a discutere di eventi passati, è inutile...e c'è poco tempo...
"Io e il mio compagno di viaggio siamo insegyuiti dai soldati di Zael." disse.
Kastyel ebbe un sussulto.
"Che cosa? I soldati di Zael? Per la dea, Ailyn...che cosa avete combinato? Chi è quel ragazzo che viaggia con te?"
"Ho dei conti da regolare con quei bastardi, e quel ragazzo...ha anche lui qualcosa in sospeso con loro. Ti basti sapere questo. I soldati ci stanno cercando, e verranno qui. Ho bisogno che tu ci nascondi da qualche parte e ci assicuri copertura per un po'."
La sacerdotessa si alzò dal letto e iniziò a camminare per la stanza. Era agitata, era evidente.
"Ailyn che stai dicendo? Ti rendi conto che io non posso aiutarti? Anche noi del Tempio siamo direttamente controllati da Zael...c'è un posto di guardia qui vicino....e ci hanno costretti a consegnare tre quarti delle offerte che ci vengono fatte in cambio di armi al neolux per proteggerci dai Khai...Ailyn devi andare immediatamente via, tu e quel ragazzo. Lo capisci, se vi troveranno qui distruggeranno il tempio!"
Aliyn scattò di rabbia.
"Lo immaginavo. Siete tutti terrorizzati da Zael...tu, il capovillaggio di Yera...tutti, maledizione! Siete rassegnati a vivere nella paura e non fate nulla per cambiare le cose! Mi fate schifo...tutti quanti! Soltanto Renth...solo lui ebbe il coraggio di fare qualcosa, e fallì perchè nessuno fu disposto ad aiutarlo! "
"Renth, Renth, Renth!" la interruppe Kastyel. "Lo immaginavo...è stato lui a spingerti contro Zael, vero? Quell'uomo era un pazzo, non te ne rendi conto? Un mago così potente, eppure incapace di sottomettersi agli schemi. Per questo non mi piaceva, e per questo è morto! E tu Ailyn vuoi fare la sua stessa fine? Vuoi questo? Non c'è modo di cambiare le cose, e se tu vuoi andare alla rovina fallo lontano da questo tempio!"
Ailyn si voltò e andò verso la porta.
"Andremo via immediatamente, stai tranquilla.E non avrai mia pù mie notizie. Non hai mai fatto nulla per me, e non fai nulla neanche ora."
La sua voce era fredda e dura.
"Ma cosa credi che faranno quei bastardi di Zael", continuò mentre già stava girando la chiave nella serratura per uscire dalla stanza "quando non avrete abbastanza soldi per soddisfare le loro richieste? Te lo dico io, vi abbandoneranno in balia dei Khai, privi di armi. E il tempio verrà distrutto. E allora Grande Sacerdotessa, ti maledirai di non aver fatto nulla per cercare di cambiare le cose."
Aprì la porta e fece un passo fuori dalla stanza.
"Quando saranno qui?"
Le parole di Kastyel Rosen risuonarono inaspettate. Aiyln si voltò e la guardò con aria interrogativa.
"I soldati che vi cercano...quando dovrebbero arrivare qui?" ripetè la sacerdotessa.
Ailyn rientrò nella stanza e chiuse di nuovo la porta dietro di sè.
Kire...ha detto che si sarebbero ripresi in mattinata...andranno alla Rocca a prendere i cavalli e poi verranno a cercarci...
"Nel pomeriggio...al massimo. Forse in tarda mattinata. Li abbiamo seminati nei pressi della Rocca."
Kastyel rimase in silenzio, continuando a camminare per la stanza, a testa bassa; sembrava stesse riflettendo su qualcosa. Poi si fermò e alzò lo sguardo verso Ailyn. La sua espressione era risoluta.
"Non ci sono posti per nascondervi qui. Il tempio non ha sotterranei, nè sottopassaggi. Solo stanze ben visibili, che i soldati controlleranno ad una ad una. "
La sacerdotessa si sedette di nuovo sul letto.
"Nonostante questo...vi aiuterò. Posso fare in modo che non vi riconoscano, ma dovrete fare tutto quello che vi dirò; se non avete intenzione di seguire alla lettera le mie istruzioni, allora andrete via ora. Non posso mettere in pericolo il mio Tempio, neanche per aiutare mia nipote."
Ailyn annuì, lo sguardo fisso in quello di Kastyel.
"Puoi garantirmi che farete ciò che vi dirò? Puoi garantrimelo anche per il tuo compagno?"
"Dovrei parlargli...ma sì, immagino di poter garantire anche per lui."
Kire...devo parlargli...
"Allora và a parlare con lui. Ora. Torna indietro per questo corridoio e imbocca quello parallelo. La prima porta su quel corridoio è quella del tuo compagno. Io vi raggiungerò lì tra poco e vi spiegherò. Ora ho delle cose da preparare e devo fare in fretta, c'è poco tempo a quanto mi hai detto."
Ailyn non disse nulla; in fretta aprì la porta e camminando a passo svelto raggiunse la stanza che le aveva indicato Kastyel, la stanza di Kire.
Bussò alla porta con due colpi secchi.
"Kire aprimi, sono io. Devo parlarti."

Silver Element

#294
Non passò molto tempo, ma Kire si era leggermente assopito. Sentì qualcuno battere alla porta, poi udì la voce di una ragazza:
-Kire, sono io, Aprimi devo parlarti-
Era Ailyn.
-Si arrivo subito-
Si tolse velocemente la tunica che aveva addosso e si rimise i suoi abiti. Si diresse verso la porta ed aprì
La ragazza gli satava difronte, lui la fece entrare e poi richiuse la porta
-Buone nuove, spero- disse il ragazzo in tono ironico mentre si legava i capelli. Poi prese la spada e se la mise a tracolla, come suo solito
Il volto di Ailyn non trasmetteva nessuna amozione o sensazione, era quasi un volto apatico, era la prima volta che Kire la vedeva così
-Avanti, non dovevi dirmi qualcosa?-
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Citazione di: Silver ElementQuindi se dio esiste....vivi il lato Dio della Vita....

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Aerith2

Ailyn entrò nella stanza di Kire. Era calda e accogliente, anche se molto più piccola di quella riservata alla Grande Sacerdotessa.
Il ragazzo si era lavato via il sangue e la polvere e aveva un aspetto decisamente migliore. Sembrava essere anche più riposato, cosa che invece Ailyn non era assolutamente. Si sentiva distrutta, fisicamente e mentalmente. Ma non poteva concedersi di nemmeno un attimo di riposo.
"Buone notizie...almeno così sembra" gli rispose. "Come avrai capito la Grande Sacerdotessa del Tempio, Kastyel Rosen, è la sorella di mia madre. Wildran, il cognome che mi hai sentito usare, è il cognome di mio padre...che non uso da molti anni. Quando da bambina fui affidata alla Gilda il mio maestro Renth iniziò a chiamarmi Siren...e da allora molti presero a chiamarmi Ailyn Siren. Dopo la caduta della Gilda decisi di mantenere quel nome....forse in ricordo del mio maestro...non so."
Si avvicinò alla finestra della stanza e si mise a guardare fuori. L'alba si avvicinava.
"Sai...mi sono sempre chiesta perchè il mio maestro mi chiamasse Siren...una volta gli feci questa domanda, e la sua risposta fu: perchè è il nome di una persona che per me è stata importante, e tu per me sei importante. Non ho mai capito cosa significasse..."
Si accorse che stava parlando più con sè stessa che con Kire, e che si stava di nuovo perdendo nel vortice dei ricordi. E non era il momento.
Non è mai il momento dei ricordi...
"Ma scusami Kire...queste non sono cose importanti ora. Ciò che importa è che Kastyel Rosen ha detto di poter fare in modo che i soldati di Zael non ci riconoscano, anche se non mi ha spiegato come. Ma mi ha chiesto di seguire alla lettera le istruzioni che verrà a darci tra poco. Le ho assicurato che lo faremo...spero che la cosa vada bene anche a te. D'altronde non mi sembra che abbiamo altra scelta."
Tornò a guardare Kire.
"Forse ora abbiamo un po' di tempo...potresti parlarmi del tuo strano sogno...e di quell'incantesimo che hai usato contro Ennir e i suoi uomini...."

Silver Element

#296
-Buone notizie- aveva esclamato Ailyn, Kire sisenti sollevato a quelle parole, ma poi per lui fu come prendere un montante in piena faccia all'aggiunta di quel "forse".
Ailyn gli spegò perchè quando, quella che sembrava essere la sacerdotessa del tempio, l'aveva chiamata "Ailyn Wildran". Lei diceva che era il nome di suo padre, però poi il suo cognome fu mutato in Siren dal suo maestro Renth.
-Capisco, ma disapprovo. Cambiare un cognome sarebbe come disprezzare se stessi e chi ci ha dati al mondo Probabilmente il tuo maestro ha avuto i suoi buoni motivi per farlo, ed io non sono la persona adatta a giudicarlo- concluse Kire
Ailyn gli spiegò anche che tra poco sarebbe arrivata la sacerdotessa per spiegare che cosa avrebbero dovuto esattamente fare per passare inosservati a quelli di Zael.
Poi Ailyn gli chiese:
-Potresti parlarmi del tuo strano sogno...e di quell'incantesimo che hai usato contro Ennir e i suoi uomini....-
Kire sospirò e si sedette su suo letto. poi iniziò a parlare
-Forse è meglio che ti parli prima dell'incantesimo, per il sogno forse ci vorrà un po'più di tempo- sorrise -L'icantesimo che ho usato contro Ennir e i suoi soldati si chiama "Shrda Ky", è un antica lingua dei maghi, e letteralmente significa Luce che acceca. In antichità era usato per cacciare e spaventare gli animali selvatici, è un incantesimo basilare, ma poco conosciuto. Se usato però con qualcosa che amplifica le magie può stordire anche degli esseri umani. La spada mi è servita da conduttore-
Guardò la sua arma, e scosse la testa ripensando a ciò che era accaduto al laboratoria di Shan, vicino a Yera.
-Per il sogno...- iniziò Kire, ma poi fu interrotto da dai colpi sordi sulla porta. Qualcuno stava bussando
-Forse sono arrivati a speigarci che cosa dovremmo fare....spero- disse il ragazzo.
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Aerith2

Shrda Ky...mai sentito...un incantesimo proibito, di certo. A volte dimentico che Kire ha fatto parte dei maghi di Zael.
Il ragazzo stava per parlarle del sogno, quando qualcuno bussò alla porta.
"Avremo modo di parlare del tuo sogno...più in là." disse a Kire.
La porta si aprì subito dopo e Kastyel Rosen entrò silenziosamente. Gettò uno sguardo dietro di sè, come per controllare se qualcuno l'avesse vista, e poi in fretta richiuse la porta. Aveva in mano quattro piccole boccette di vetro contenenti del liquido.
"Dunque farete quello che vi dirò?" esordì immediatamente la sacerdotessa.
Ailyn annuì; Kire non disse nulla, ma sembrava essere d'accordo.
"Bene.", proseguì con voce decisa e diretta. "Il liquido contenuto in due di queste boccette è estratto di Artiis, distillato con altre piante. E' un veleno naturale, che se preso in piccole dosi fa nascere su tutto il corpo una quantità molto grande di rughe e vesciche. Ho visto persone che dopo averlo preso subivano un evidente cambiamento dei lineamenti del viso. L'Artiis preparato in questo modo agisce in circa tre ore e l'effetto dura per 15, dopodichè le rughe iniziano ad andare via spontaneamente. Se sarete sotto il suo effetto c'è buona probabilità che i soldati che vi cercano non vi riconoscano."
Si fermò un attimo, poi continuò.
"Ma una buona probabilità non basta. Io devo essere sicura che non vi riconoscano. Come ho già detto a te, Ailyn, non posso rischiare neanche minimamente di mettere in pericolo il mio tempio. Queste altre due boccette contengono degli estratti di piante che usiamo per tingere le stoffe. Uno è nero, l'altro rosso. Tu Ailyn ti laverai i capelli con quello rosso, mentre tu",gettò uno sguardo a Kire, "farai la stessa cosa con quello nero...e in più ti taglierai i capelli. I soldati cercano una ragazza dai capelli bianchi e un ragazzo con i capelli lunghi e rossi....in questo modo potrete stare sicuri che non faranno molto caso a voi."
Appoggiò le boccette sul letto.
"Prenderete l'Artiis subito dopo l'alba. Poi vi cambierete i vestiti e indosserete le tuniche dei sacerdoti del tempio; vi stenderete sul letto e aspetterete senza muovervi finchè i soldati non saranno arrivati e andati via. Ailyn,", tirò fuori una piccola chiave da una tasca del vestito, "questa è la chiave della camera a destra della mia. Tu aspetterai lì. E' una stanza lontana da questa e in questo modo i soldati non penseranno che ci sia un collegamento tra voi due. Per quanto mi riguarda io li avviserò che ci sono un sacerdote e una sacerdotessa affetti da una strana malattia. Quando entreranno a controllare le vostre camere fate finta di dormire o di stare talmente male da non poter parlare. In ogni caso...non dite assolutamente niente, potrebbero riconoscervi dal tono di voce."
Fece ancora una pausa, poi proseguì, sempre con voce di chi non ammette repliche.
"Questo è tutto ciò che ho da dirvi. Se non siete d'accordo su qualcosa allora andrete via immediatamente, o chiamerò io stessa le guardie di Zael."
Si voltò e andò verso la porta senza attendere una risposta.
"Un'ultima cosa." disse a bassa voce uscendo. "L'Artiis...sarà un po' doloroso."
Detto questo uscì velocemente e chiusa la porta.
Ailyn osservò per un attimo, in silenzio, le boccette appoggiate sul letto. Poi guardò Kire con sguardo interrogativo.
"Cosa ne pensi Kire?"

Silver Element

#298
Quella sacerdotessa gli dava sui nervi, sembrava temere Zael più di ogni altra cosa al mondo, come se quelgi idioti comandassero cani e porci, effettivamente era così. Li temeva a tal punto che forse temeva più di perdere il tempio della sua stessa vita.
A Kire poteva andare bene l'estratto di Artiis per modificare il suo aspetto, poteva persion accettare di tingersi i capelli, ma tagliarli, questo era fuori discussione. Non poteva tagliarli, non per uno, ne due, ma troppi motivi.
Avrebbe voluto replicare, ma quell'arpia gli aveva voltato le spalle senza dargli il tempo di ribattere.
-Cosa ne pensi Kire?- gli chiese Ailyn mentre guardava con aria interrogativa le boccette che quella donn aveva appoggiato sul letto
-Sento puzza di bruciato, e questa storia delle boccette e dei capelli nn mi quadra- prese in mano una delle boccette e la scrutò attentamente -Anche se cambiassimo il nostro aspetto fisico, sicuramente ci sarebbero ancora un cinquanta per cento di possibilità che ci scoprano. Klain è addestrato a riconoscere i maghi dalla loro energia, non solo dalla presenza. Sicuramente verrà anche lui a cercarci-
Cominciò ad andare su e giù per la stanza, pensieroso
-Per quanto possa essere tua zia quella sacerdotessa il suo piano non mi convince, per niente- silenzio -Qui gatta ci cova. ha spiegato tutto in modo troppo semplice, e c'è qualcosa nel suo piano che non mi convince. Quall'erba, l'Artiis, deve avere anche qualche altro effetto oltre a quella storia delle rughe e scommetto che di sicuro non è niente di vantaggioso per noi-
Gardò Ailyn e poi continuò il suo discorso
-...e poi...non posso tagliarmi i capelli- sospirò -forse per te non ha senso, ma...- si sedette su letto, e guardò nel vuoto, assumendo un espressione apatica -...non posso, per me sarebbe cme gettare i miei ricordi al vento-
Silenzio; troppo.
La mente di Kire viaggiava, rivedeva i posti che aveva visitato da piccolo, rivedeva le giornate passate con Rena al villagio dei Figli, e poi rivedeva anche Mya Kerr e Davik, che avevano prestato il giuramento dei figli assieme a lui.

Il villaggio era quasi deserto, le piccole case di legno erano malconcie, e le insegne delle locande e Pub penzolavano silenziose mosse dal vento.
All'interno del palazzo dell'Acqua, dove i Figli prestavano il giuramento, si era riunita tutta la gente del villaggio. donne bambini e persino i mugnai avevano smesso di lavorare per assistere a quella cerimonia unica nel suo genere.
Ai piedi della grande statua della divinità Kayla erano inginocchiati quattro ragazzi e due ragazze: Kire, Davik, Rena e Mya.
Si alzarono tutti e quattro assieme, e recitarono queste parole in coro:
-Davanti a questa statua, simbolo del nostro villaggio, noi prestiamo il giuramento dei Figli di Zael- sempre in coro
-Giuro di non abusare mai del potere della magia a me concesso. Giuro di rispettare ed onorare sempre i comopagni. Giuro di usare i miei poteri sono per lo scopo più giusto, e di non cadere nella tentazione del potere oscuro e proibito-
Poi si alzarono, ed una donna anziana, con una lunga spada al fianco si avvicinò ai ragazzi, portò la spada al di sopra delle loro teste e disse:
-Ora giurate, manterrò fede al giuramento, e solo alla mia morte, i capelli del Figlio potranno essere tagliati-
-Lo giuro- il coro

Il ritorno alla realtà fu brusco e quasi inaspettato.
forse non era passato nemmeno qualche secondo da quando aveva finito la sua ultima frase
-Quella donna non mi convince- disse il ragazzo più determinato che mai.
Citazione di: T-Metal
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Aerith2

Kire sembrava sovrappensiero.
"Anche se quella donna è mia zia" gli rispose Ailyn, "questo piano non convince neanche me. C'è qualcosa che non va, hai ragione."
Si fermò a ripensare a ciò che aveva detto Kastyel.
"Forse...forse è semplicemente il fatto che ha troppa paura di ripercussioni sul tempio se dovessero scoprirci, o forse c'è dell'altro...io non lo so, Kire."
Prese in mano una delle boccette contenente l'estratto di Artiis. Il liquido era di uno strano colore verde e non le ispirava fiducia.
"L'Artiis....non so se ha controindicazioni, e non conosco i suoi effetti...eppure ho la sensazione che Kastyel non voglia farci volontariamente del male. In fin dei conti ha comunque il mio stesso sangue.....Forse come ti ho detto ha semplicemente troppa paura che possa accadere qualcosa al tempio."
Sospirò.
"Ma questa è solo una mia sensazione...e non so se possiamo fidarci."
Cercò con un ultimo slancio di forza di elaborare un piano alternativo, ma con pochi risultati.
"Se fuggissimo ora....ci sguinzaglierebbero dietro chissà quante guardie e soldati...e ci troverebbero...vero?"
Kire continuava a passeggiare irrequieto per la stanza. Rimasero per un po' entrambi in silenzio, Kire forse assorto nei suoi pensieri, Ailyn a osservare apaticamente le boccette, troppo stanca anche soltanto per pensare. Poi un debole raggio di luce filtrò dalla finestra della camera e Ailyn si riscosse.
"E' l'alba, Kire. Dobbiamo decidere cosa fare, o sarà troppo tardi....per fare qualsiasi cosa. Non dobbiamo rischiare di cadere di nuovo nella mani di Ennir."