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Le piramidi...

Aperto da Apus88, 29 Settembre 2002, 13:31:52

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Apus88

Più ci penso e più mi vengono in mente strane idee (forse nn dovrei fumare ancora l'erba delllo stadio di sansiro) Cmq queste meraviglie del mondo, cosi grandi, cosi potenti, cosi pieni di enigmi... gli uomini egiziani all'ora nn potevano costruire una struttura cosi grande come hanno fatto?!?
E poi compare il volto umano su marte vicino a una piramide pentagolare...
"Salgo a fatica un filo d'erba... Solo da un posto cosi alto si possono toccare le stelle"
"Gli occhi che amano non si vergognano di guardare"

La Hire

Si infatti anch'io mi chiedevo come potessere mezzi di quel tempo potessero sollevare cose così grosse, infatti anche quelli moderni non so se ce la farebbero.....inoltre anche quel viso su Marte sembra proprio umano.......quanti misteri!!! :ninja:

Ti conviene chiudere a chiave.....

Tidus™

la cosa + strana sta nella sfinge... infatti si è visto ke la testa originale nn era quella, ma è stata sostituita... come potevano a quei tempi??
Sono [ 42 giorni ] che non faccio battute sui souls.*
*Aggiornato al 01/02/2024
Se hai appena letto un mio post relativo a un "Souls" probabilmente è di tipo ironico, in nessun caso volevo offendere la comunità dei souls e i suoi simpaticissimi seguaci.
Se ti senti offeso me ne dispiaccio ma prova a rileggere il post in chiave ironica contestualizzandolo al contempo al mood generale della discussione.



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Prima Parte :

La Scienza sta crollando. L'archeologia, quella cosiddetta "scientifica" e "ortodossa", non è in grado di rispondere alle accuratissime ipotesi formulate dai Martin Mystère che la stanno corrodendo di giorno in giorno. Scienziati come Hancock (nell'immagine sotto, davanti a Giza), Bauval e Lemesurier hanno unificato, in una teoria altamente scientifica, dati e rilevazioni sull'origine della civiltà egizia, sgretolando la cronologia che fino a qui era sembrata inamovibile dogma: la data di costruzione delle piramidi andrebbe retrodatata di parecchi millenni, così come la disponibilità di raffinatissime tecnologie (ben più sofisticate di quelle odierne). La Scienza si oppone all'opera di aggressione avanzata dalla Nuova Archeologia. Un esempio su tutti: il direttore del museo del Cairo, Zahi Hawass, responsabile degli scavi nel complesso di Giza da un decennio in polemica con Graham Hancock, da anni nega il permesso a questi scienziati di verificare l'ipotesi dell'esistenza di una camera segreta al di sotto delle zampre della Sfinge di Cheope. La stanza in questione conterrebbe dati sconcertanti sull'origine della cultura egizia e sull'esistenza di una civiltà prediluviana, identificata con Atlantide. Cambiano i mezzi, gli strumenti, le dotazioni. Particolare rilievo, in questo campo, viene dato alle profezie di Edgar Cayce, l'uomo che in trance ha perfettamente descritto l'interno delle stanze delle piramidi a Giza: quelle note e quelle ancora da scoprire. E' Cayce il primo formulatore della teoria dello "specchio", comprovata da Bauval & co: i complessi piramidali mimano la dislocazione degli astri della costellazione di Orione, costituendo una sorta di mappa storica e ultraterrestre, che permette di comprendere le origini nebulose e il futuro incerto del popolo della Terra. Ecco a quali scoperte e suggestioni l'Egitto extraterrestre ci sta esponendo...
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Seconda Parte :

L'ingegner Robert Bauval camminava tra le sale del caotico Museo Egizio di El Cairo. Altri passi si aggiungevano ai tanti che già aveva fatto, in quello stesso luogo, ammirando i resti di una gloriosa civiltà del passato che, migliaia di anni fa, popolava la fertile Valle del Nilo. Su una delle pareti della sala che ospita l'impressionante statua in diorite del faraone Kefren (2550 a.C. ca.), Bauval notò la presenza di un'impressionante fotografia aerea che mostrava i vertici delle tre piramidi della piana di Giza: quella di Keope (ca. 2575 a.C.), quella di Kefren e quella di Micerino (ca. 2500 a.C.). Per quanto possa apparire strano, era la prima volta che si rendeva conto dell'esistenza di questa immensa fotografia, scattata dalla forza aerea egiziana negli anni '50. Da quell'altezza si notava chiaramente che le tre mastodontiche costruzioni non erano allineate. La più piccola, quella che rappresenta la tomba del faraone Micerino, non era posta sulla stessa diagonale sulla quale si trovavano le due sorelle maggiori."... si notava tanto quanto si nota un quadro storto su una parete" commentò lo stesso Bauval. Questa singolare scoperta cambierà radicalmente la vita dell'ormai famoso ingegnere anglo-egiziano.
Poco tempo dopo, mentre si trovava in Arabia Saudita, per lavoro, fece la scoperta più importante. Una notte d'estate Bauval e la sua famiglia, accompagnati da alcuni amici, decisero di approfittare della temperatura mite di una notte estiva ed uscirono a passeggiare. Fu in quel momento che, guardando il cielo, l'ingegnere fece una delle scoperte più importanti di questo secolo, lasciando a bocca aperta anche la più ortodossa egittologia. Con sorpresa notò che la posizione delle tre stelle che costituiscono la cintura della costellazione di Orione era esattamente identica alla posizione nella quale sono disposte le tre piramidi della piana di Giza. Era l'anno 1983: e così ebbe inizio la ricerca.

Questa scoperta trascinò Bauval in un'affascinante avventura che lo vedrà impegnato a risolvere uno dei più grandi misteri dell'antichità: perché furono costruite le piramidi e che significato avevano questi monumenti per gli antichi egizi? I primi risultati del suo lavoro furono pubblicati, nel 1989, nella prestigiosa rivista specializzata londinese Discussion in Egyptology. L'articolo era intitolato "Un piano maestro per le tre piramidi di Giza, basato sulla configurazione delle tre stelle del cinturione di Orione". Questo primo passo nell'egittologia tradizionale gli servì per ottenere il rispetto e l'ammirazione di studiosi di prestigio come I. Eiddon S. Edwards, del Museo Britannico di Londra, e Jaromir Malek, dell'università di Oxford. Pubblicò poi un libro, Il mistero di Orione, che in poco tempo divenne un autentico best-seller. La teoria di Bauval potrebbe essere considerata una delle prove definitive della funzione astronomica delle misteriose costruzioni piramidali. A sostegno delle sue ipotesi Bauval fornì un buon numero di prove archeologiche e documentali. Secondo la sua teoria la grande piramide di Keope costituirebbe la rappresentazione della stella Zeta Orioni detta anche Alnitak. La piramide di Kefren, invece, è identificabile con la stella Epsilon Orioni o Alnilam, mentre quella di Micerino con Delta Orioni, detta anche Mintaca.

Come reagì Bauval quando si accorse che i condotti di ventilazione delle camere della Grande Piramide di Keope puntavano verso alcune costellazioni tra le quali quella di Orione? Questa scoperta, già resa nota dagli egittologi Badawy e Trimble, negli anni '60, non fece altro che confermare i sospetti del nostro ingegnere. Con l'ausilio di un buon programma per calcolatori elettronici - lo Skyglobe 3.5 - Bauval osservò che nell'epoca nella quale si pensa siano state costruite le piramidi (ca. 2500 a.C.), esistevano una serie di connessioni tra la posizione degli astri e quella delle mastodontiche costruzioni situate sulla piana di Giza. Non poteva trattarsi certo di una coincidenza. Il condotto posto a nord della camera del Re, nella Grande Piramide, era orientato verso la stella Alpha o Tuban, della costellazione del Dragone e che nell'antichità svolgeva la stessa funzione della stella polare oggi: indicare il nord. Il corridoio situato a sud puntava invece verso la stella Zeta Orionis. I corridoi che portano alla Camera della Regina, ubicata esattamente sotto la Camera del Re, offrirono al nostro investigatore la possibilità di effettuare nuove sorprendenti scoperte. Il condotto situato a nord era orientato verso la stella Sirio, la più brillante della costellazione del Cane Maggiore, e una delle più importanti dal momento che si identificava con la dea Iside, moglie di Osiride. Il periodo storico nel quale la posizione degli astri corrispondeva esattamente alla posizione delle piramidi sulla piana di Gizeh era quello compreso tra il 2475 e 2400 a.C., una data piuttosto vicina quella proposta dall'egittologia tradizionale (2589 - 2566 a.C.). Secondo gli studi dell'ingegnere angloamericano, poi, l'ubicazione delle tre piramidi situate sulle coste orientali del Nilo coinciderebbe con la posizione degli astri nella costellazione di Orione, posta ad est rispetto alla Via Lattea (che gli egiziani identificavano con l'idilliaco Duat, una specie di paradiso nel quale le anime dei defunti sostavano prima di rinascere).

La relazione tra le piramidi e la mappa stellare non è comunque limitata al solo territorio della piana di Giza. Secondo Bauval, infatti, il progetto di costruzione non prevedeva la riproduzione in scala della sola cintura di Orione ma anche quella di altri astri appartenenti alla stessa costellazione. Per esempio, la piramide del faraone Djedefre (ca. 2475 a.C.), situata nella località di Abou Rowash, potrebbe essere identificata con la stella Kappa Orionis, chiamata anche Saiph. Anche la piramide di Nebka (ca. 2530 a.C.), nella regione di Zauyet el Aryan, dovrebbe rappresentare la stella Gamma Orionis o Bellatrix. Secondo questa ipotesi rimarrebbero da scoprire le piramidi che rappresentano le stelle Alpha, Beta e Lambda Orionis, con le quali si completerebbe l'intera costellazione di Orione, che comprende otto astri. All'inizio del 1998 un'équipe di investigatori britannici ha iniziato l'opera, fino ad oggi infruttuosa, della ricerca di queste nuove piramidi. La teoria di Bauval, così, confermerebbe anche il sospetto che gli egittologi hanno da tempo e cioè che gli egiziani identificavano il Nilo con la Via Lattea. Ed è effettivamente così: Come in cielo così in Terra, la piana di Giza è la perfetta riproduzione della costellazione di Orione.

A questo punto l'egittologia ortodossa dovrebbe tentare almeno di prendere in considerazione questa teoria. Comunque le investigazioni di Bauval non si fermarono a questo ma proseguirono oltre. Se il computer gli dimostrava che nel 2475 a.C. le costruzioni situate sulla piana di Giza puntavano verso la costellazione di Orione, Bauval si rese conto che esisteva una data ancora più precisa: il 10.500 a.C.. Due anni dopo aver pubblicato il suo primo best - seller, Robert Bauval, in collaborazione con un altro genio in questo campo, Graham Hancock, scrisse Il guardiano della genesi. Prendendo in questa occasione come perno della sua investigazione la Sfinge di Giza e la Grande Piramide, Bauval speculò sulla possibilità che questi monumenti furono costruiti in un periodo non lontano dal 10.500 a.C.. C'era un ulteriore dettaglio che sembrava conferire maggior forza all'ipotesi che la data corretta fosse il 10.500 a.C. ed era rappresentato dalla Sfinge di Giza: è un caso che in quell'epoca puntasse perfettamente verso la costellazione del Leone? Questo significa che la Sfinge, ugualmente alle piramidi, fù costruita molto prima di quanto non affermi l'egittologia ortodossa? Quale civiltà, 12.000 anni fa, sarebbe stata capace di progettare e costruire monumenti di questo tipo nella Valle del Nilo? E a quale scopo? Nessuno può negare le affermazioni di Robert Bauval, tuttavia non esiste nessuna fonte, né archeologica, né documentale che potrebbe testimoniare che la Grande Piramide sarebbe stata costruita nel periodo della IV dinastia (ca. 2500 a.C.). D'altronde, potrebbero gli archeologi del 5000 stabilire l'anno di costruzione di una chiesa romanica basandosi sulla scoperta di un negozio di elettrodomestici situato nella via di fronte?
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Terza Parte :

INTERVISTA A ROBERT BAUVAL


Come ha scoperto la straordinaria similitudine tra l'allineamento delle piramidi di Giza e le stelle della cintura di Orione?

Inizialmente me ne sono interessato da un punto di vista ingegneristico e architettonico. Era il 1979 e stavo lavorando in Medio Oriente alla costruzione di alcuni palazzi che dovevano essere eretti in allineamento. Il progetto era molto complesso, così ho preso ad esempio la piana di Giza dove, come tutti sanno, ci sono le due piramidi maggiori, perfettamente allineate e la più piccola, la terza, esterna a questo preciso schema. Così è cominciato tutto. Ho iniziato a consultare libri sull'antico Egitto, quando mi sono letteralmente imbattuto nel "testo delle piramidi". Mi sono subito reso conto che i costruttori delle piramidi possedevano una profonda "religione delle stelle" secondo la quale essi provenivano dal cosmo, e più precisamente dalla costellazione di Orione. Ho quindi pensato che ci potesse essere una connessione con le stelle, quindi ho chiesto ad un amico, esperto navigatore, di indicarmele, infatti avevo letto molto, ma ancora non mi ero preso il disturbo di guardarle, mi sembrava solo una questione di religione. Una notte me le ha indicate, "quella è la cintura di Orione!"; le due più grandi e brillanti erano allineate, la terza, più piccola era fuori dall'allineamento, esattamente come le piramidi, ecco fatto! Mi sembrava di vedere un disegno, lo schema stellare era molto simile a quello della piana di Giza. Più avanti scoprii che nel 1964, un astronomo egittologo aveva notato che uno dei condotti che vi sono all'interno della piramide, ve ne sono quattro, quello che usciva dalla "camera del re" era orientato verso Sud, proprio in corrispondenza della cintura di Orione. Troppe connessioni, troppe coincidenze, a mio parere. Così ho avanzato l'ipotesi di Orione e ho pubblicato le mie conclusioni nel 1994 nel libro "The Orion Mystery".

Perché i costruttori delle piramidi volevano riprodurre il cielo sulla terra? Qual era il loro messaggio? E per chi?
Coloro che disegnarono le piramidi erano sacerdoti, sacerdoti astronomi appartenenti ad un tempio che suppongo, per gli egiziani, fosse come il Vaticano per noi oggi. Erano i custodi della conoscenza religiosa. Credevano che noi, come esseri umani, viviamo in un mondo doppio, non abbiamo solo un'esistenza sulla terra, ma anche un'altra vita nel cosmo. Credevano fermamente nell'immortalità dell'anima e che lo spirito non muore con la persona, ma è in grado di dipartire dal corpo e di vivere in una sorta di universo parallelo. Il messaggio, volendo, potrebbe essere questo.

Iside e Osiride erano extraterrestri?

Gli antichi egizi credevano che la creazione fosse avvenuta dal nulla preesistente, e la prima creazione visibile fu il sole, intesa come la prima cosa che apparve. Lo chiamavano AMUN-RA, il creatore, l'energia creante, e ciò corrisponde al vero, lo possiamo constatare noi stessi. Dal sole vennero i creatori, inviati sulla Terra per stabilire una civiltà. Quindi Osiride è l'equivalente del Messia venuto non tanto per stabilire una civiltà, ma per creare ordine, regole e cultura, il sistema della fede. Ora, se alcuni vogliono credere che Osiride fosse un extraterrestre... questa opinione appartiene ad un certo modo di pensare... Io personalmente non la vedo in questo modo, in ogni caso bisogna anche capire cosa si intende per extraterrestri. Infatti penso che noi tutti siamo extraterrestri in un certo senso, perché siamo il prodotto di un'evoluzione stellare. Noi stessi siamo stelle, siamo fatti di materia stellare. Ciò che però veramente colpisce di questa antica civiltà è il modo con cui si accostavano alla conoscenza. Gli egizi non studiavano il loro mondo circostante con un approccio scientifico-empirico, ma utilizzavano un'altra capacità di pensiero che noi tutti abbiamo, ma che non usiamo, o meglio, che abbiamo dimenticato; intendo l'approccio interiore alla conoscenza. Essi infatti credevano che le informazioni fossero all'interno di noi, ciò che i primi mistici cristiani chiamavano "knos" o gnosi.

Cosa pensa della stanza sotto la Sfinge?

Sappiamo che gli antichi egizi, nei loro testi, parlavano frequentemente della "stanza della trasfigurazione", indicando la sua collocazione a Giza, dovrebbe infatti trovarsi sotto la Sfinge. Vi sono poi strani miti, storie e profezie relative all'esistenza della camera. Ancora più importanti però sono le esplorazioni effettuate da un team americano con radar e sismografi. Gli studiosi avrebbero infatti individuato larghe cavità al di sotto della Sfinge che sembrerebbero essere artificiali, intendo costruite appositamente. La difficoltà a questo punto è che le autorità egiziane non sono molto convinte di questi risultati. L'area della Sfinge è altamente protetta e la burocrazia che la regola molto severa. Tuttavia dovrebbe essere in atto una spedizione proprio adesso nel mese di dicembre (si riferisce al momento dell'intervista N.d.R.) sempre ad opera dello stesso team americano equipaggiato con nuovi tipi di radar. Sembra che gli egiziani abbiano trovato un accordo; se saranno in grado di provare e di convincerli della loro teoria, gli esploratori avranno il permesso di investigare ulteriormente. Se gli consentiranno di scavare o perforare il terreno, non lo sappiamo. Aspettiamo di conoscere gli sviluppi.

Ci può parlare dei suo ultimo libro scritto con G. Hancock e Grigsby sugli enigmi di Marte? Ci può dire qualcosa circa la confusione degli organi ufficiali, sulle informazioni riguardanti i monumenti di Marte?

Vi dirò la mia opinione che concorda con quella di Graham su quel fenomeno a tutti noto come "la faccia di Marte". Nel 1997 abbiamo deciso di scrivere un libro. Quello che abbiamo cercato di fare non è stato tanto provare o confutare la teoria, ma dimostrare che vi era qualcosa che doveva essere assolutamente investigato. Abbiamo incontrato molte difficoltà nel realizzare questo progetto, ma eravamo determinati nel sostenere che vi erano elementi che andavano assolutamente chiarificati. La mia conclusione personale è che non credo che i monumenti siano artificiali, l'ho scritto nel mio libro su Marte. Tuttavia ciò che veramente abbiamo ritenuto importante valutare è che il nostro pianeta più vicino è morto, distrutto da una pioggia di asteroidi, ma se fosse successo a noi? Quindi pensiamo che dovremmo considerare seriamente questo pericolo e trovare delle soluzioni.
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Quarta Parte :

L'OPERAZIONE UPUAUT

Rudolf Gantenbrink, ingegnere tedesco, si interessa di egittologia dal 1987. Incoraggiato dal più prestigioso tra gli egittologi tedeschi, il professor Stadelmann, Gatenbrink ha eseguito alcuni sopralluoghi sulla spianata di Giza, dal 1990 al '92. La sua ipotesi di lavoro: un tentativo hi-tech di esplorazione dei condotti che sembrerebbero aerare le camere all'interno della Grande Piramide. Sulle tracce degli studi di Hancock, Bauval e Lemesurier, l'ingegnere tedesco supponeva che tali condotti fossero qualcosa di ben diverso da semplici canali di aerazione. Poteva trattarsi, per esempio, di dotti sacrificali, quando non di fori telescopici per l'osservazione dei movimenti delle costellazioni su cui, ai tempi della progettazione delle Piramidi, essi puntavano. Gantenbrink supponeva che ulteriori aperture si affacciassero lungo i condotti: aperture destinate a congiungere a questi tunnel altre stanze interne alla Piramide, finora mai scoperte. Ed ecco il salto di qualità tecnologico fatto compiere da Gantenbrink alla ricerca all'interno di Giza: un piccolo robot semovente, UPUAUT, assai simile al Sojourner di Mars Pathfinder, avrebbe percorso i condotti, illuminando zone mai prima osservate da occhio umano (cliccando qui o sull'immagine qui sopra, si possono visualizzare le zone che UPUAUT ha esplorato all'interno della Grande Piramide).
Nel '92 e '93, approfittando di tre sporadici cedimenti nella riottosità di Zahi Hawass, direttore del complesso archeologico di Giza, Rudolf Gantenbrink ha fatto percorrere a tre generazioni di UPUAUT i cunicoli dei condotti. Le sue scoperte si sono rivelate decisive. Il piccolo robot ha individuato la presenza di molti altri dotti e si è fermato di fronte alla porta sbarrata di una nuova stanza interna alla Piramide. Alcune sessioni sperimentali di UPUAUT si sono protratte ben oltre il calar del sole, costringendo Gantenbrink a pernottare - nel '92, in totale solitudine - all'interno dei gelidi ambienti della Grande Piramide.
Zahi Hawass ha negato nuovi permessi di esplorazione legati all'uso di robot. Rudolf Gantenbrink, supportato da alcuni media e da Graham Hancock, spera di riuscire a tornare con un nuovo UPUAUT a Giza. Siamo soltanto all'inizio di nuove, straordinarie scoperte.
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Quinta ed ultima Parte :
 
CAYCE, IL PROFETA DELLA SFINGE
 
A ventuno anni Edgar Cayce era già celebre per aver guarito a distanza alcuni pazienti considerati incurabili. A 43 anni, aveva offerto circa 14.000 consulti a distanza ad oltre 6000 pazienti. Le sue sedute sono state fedelmente trascritte e poste a disposizione di medici, psicologi, scrittori, studiosi e ricercatori. L'Associazione per la Ricerca e la Conoscenza ha raggruppato i suoi scritti sull'interpretazione dei sogni, sullo spirito umano, la reincarnazione e la telepatia.
Nato il 18 marzo del 1877 a Hopkinsville, negli Stati Uniti, Cayce ha cominciato a lavorare come rappresentante di commercio, prima di scoprire le sue doti di guaritore a ventuno anni. Colpito da una paralisi progressiva alle corde vocali, che la medicina riteneva incurabile, chiese ad un suo amico di aiutarlo a sprofondare nello stato ipnotico: Cayce riuscì in tal modo a scoprire l'origine della sua malattia. Sebbene non avesse alcuna nozione medica, si prescrisse un trattamento appropriato e ritrovò l'uso della parola.
Un gruppo di medici si interessò a questo strano caso e gli chiese di fare le diagnosi di alcuni pazienti che erano ritenuti terminali. Gli comunicarono soltanto il nome e l'indirizzo dei malati, senza fornirgli alcuna informazione di ordine medico. Edgar Cayce entrò facilmente in contatto telepatico con l'inconscio dei pazienti in questione, anche se si trovavano ad una certa distanza. Stupefatto dalla loro spettacolare guarigione il dottor Wesley Ketchum inviò un rapporto su questi esperimenti ad una fondazione di ricerca a Boston.
Il 9 ottobre del 1910, il Ney-York Times pubblicò un lungo articolo sugli strani poteri di Cayce. A partire da questa data, un numero impressionante di malati fece appello al geniale taumaturgo. Ad un certo punto Cayce scoprì la realtà della reincarnazione nell'ambito delle sue sedute: rimase profondamente turbato da questa inattesa scoperta, soprattutto per il fatto che era profondamente cristiano. La sua prima reazione fu quella di sospendere le sedute per evitare di imbattersi in dimensioni che gli erano ignote; ma, esortato dai suoi amici, riprese infine le consultazioni. Tra il 1923 e 1945, realizzò 2500 sedute consacrate in particolare alle vite anteriori dei suoi pazienti: scoprendo i loro errori passati, Cayce comprendeva l'origine dei problemi nella vita attuale dei suoi pazienti.
Cayce si è sottoposto a sedute di ipnosi per riconnettersi alle sue proprie vite passate. Nel corso di queste sedute Cayce ha ricordato di essere esistito anche all'epoca degli egiziani. Secondo Edgar Cayce, Atlantide venne distrutta nel 10.000 a.c. e la popolazione migrò attraverso Portogallo, Francia, Spagna ed Egitto. Proprio in Egitto, secondo Cayce, prima del 10.000 a.c. vivevano tribù provenienti dai Carpazi e guidate da un sacerdote (Rà-ta) esiliato in Abissinia per 9 anni. Gli atlantidei, grazie alla loro sofisticata tecnologia, cercarono di sottomettere la tribù che richiamò Ra-ta per trattare con i potenti sconosciuti. Secondo il racconto di Cayce, gli atlantidei accettarono l'alleanza e costruirono la grande piramide di Giza (denominandola "Casa degli iniziati"), datata da Cayce 10.390 a.c. Lo stesso Cayce, durante una delle sue sessioni di trance, afferma che la stanza dei documenti che testimonia l'esistenza di Atlantide si trova nel tempio di Iltar, posto vicino alla Sfinge: precisamente tra le sue zampe. Recentemente è stato ritrovato un tunnel scavato precedentemente sotto la coda della Sfinge che conduce ad una stanza sommersa in parte dall'acqua e che al centro presenta un "sarcofago" senza coperchio e senza iscrizioni. Cayce afferma che le prove precedentemente contenute all'interno di tale sarcofago sono state rimosse e portate in un altro luogo. Particolari emergenti dalle sedute di autoipnosi di Cayce: in una necropoli della piana di Giza c'è un disegno con una donna bionda caratteristica, secondo Cayce, degli Atlantidei; Cayce, durante una seduta ipnotica scrive in una lingua tra l'egiziano e una seconda sconosciuta, che sostiene essere il dialetto atlantideo; Cayce afferma che nel 2028 la Terra si spaccherà nella parte occidentale degli Stati Uniti (California), il Giappone si inabisserà e l'Europa verrà modificata a vista d'occhio, Atlantide risorgerà davanti alla costa orientale degli Stati Uniti con la consequenziale inversione dei poli.
E' abbastanza sorprendente il grado di precisione con cui l'archeoastronomia ha verificato le ipotesi e le previsioni di Cayce. Il tempo si occuperà di verificare eventualmente le fosche profezie di questo medium straordianario.
Golosone®

Golosone®

Mi "intrigano" parecchio queste cose....

 
Golosone®

The_Great_Sephiroth

La domanda è: come hanno fatto, uomini appena usciti dall'età della pietra, a costruire delle strutture così imponenti?Come mai troviamo un volto che ricorda la sfinge ed una piramide su Marte?E come mai troviamo delle piramidi UGUALI in giappone (sommersa) e simili (vi dice niente la parola PIRAMIDI MAYA?)...ma non guardiamo solo le piramidi...a Macchupicchu (Perù) e in antiche città atzeche ed orientali è statov trovato lo stesso sistema di incastro delle pietre usato dagli egizi....le pietre sono scavate ad angolo....cose troppo evolute per l'epoca...e l'astronomia?Come facevano all'epoca, con la tecnologia che si ritrovavano (che equivale a NIENTE) a conoscerele complesse costellazioni così tanto da costruire il complesso di Piramidi tenendo conto della posizione di Orione???

I am Alpha and Omega,the Beginning and the End, the First and the Last...

caos87

CitazioneCome facevano all'epoca, con la tecnologia che si ritrovavano (che equivale a NIENTE) a conoscerele complesse costellazioni così tanto da costruire il complesso di Piramidi tenendo conto della posizione di Orione???
probabilmente c'è una spiegazione...
proveniavno davvero dalle stelle...

CitazioneEsatto... voi lilim usate chiamarlo cosi'... Il sacro dominio che non puo' essere violato da alcuno, la luce dell'animo [..] le mura dell'animo che tutti possiedono.

questa citazione non poteva mancare...
Citazione di: Silver ElementIo direi che pure i mod sono rari ultimamente
P.S: Se vedete un admin tirategli subito la Pokéball prima che scappi

Zell85

A me stupisce molto il come possono aver fatto a trasportare quegli enormi macigni e a disporli in un  modo così preciso e allineato con le costellazioni

kraken

L'unica spiegazione per le somiglianze tra le culture è la presenza di una radice comune che si è divisa nei vari ceppi.
Fare le pietre era la cosa meno difficile poi usarle per fare le piramidi è difficile

  [p][/p]

Carbuncle

Bà...ki lo sa...tutti sti misteri a sto mondo nn vanno bene.....pensare troppo fa male!!!            

[span style='font-size:14pt;line-height:100%'][span style='color:blue']PASSIONE[/span][/span][span style='font-size:14pt;line-height:100%'][span style='color:black'] BIANCO[/span]NERA[/span]

zidane | Reverendo Manson scrive:
allora
zidane | Reverendo Manson scrive:
me la dai o no? :0°°°°
MaRty+ P !! ma zid e' morto? O_O a no eccolo qui!! scrive:
n'attimo
MaRty+ P !! ma zid e' morto? O_O a no eccolo qui!! scrive:
 la devo cerca

[span style='color:red']o.o[/span]
[span style='font-size:14pt;line-height:100%']Diamo a cesare cio che è di cesare...Clicca QUI O.O [/span]

Pablo Escobar

Anche io sono abbastanza... come dire... perplesso, ma in quanto alle costellazioni mi permetto di citare mia madre:
"Ogni buon matematico sarebbe in grado di trovare relazioni matematiche tra 4-5 costruzioni"

Non voglio crederci.. ma forse.. in fondo in fondo ha ragione.

I WANT TO BELIEVE
NON SOTTOVALUTATE LA POTENZA DEL DIAVOLO!