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Terra di Confine

Aperto da Silver Element, 9 Aprile 2006, 09:59:25

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+++Eric_Draven+++

"ho notato ieri sera il tuo tatuaggio, l'inferno.. un mezzo sangue come me può solo sognare di arrivare in tale luogo" lasciò trtasparire una vena di tristezza e desolazione nel suo sguardo, era tornato di cativo umore, tento di scaciare quei tristi pensieri dalla mente "comunque l'inferno è troppo clado per me!" Tento quasi fi fare un sorriso ma non gli riuscì. "sei molto dotata a disegnare lilith, anche io sono un disengatore, beh un cartografo a dire la verità, l maggior parte delle mappe che ho con me sono opera mia..." andò verso la sua borsa da viaggo e tirò fuori la mappa della zona mostrandola a Lilith "vedi, questa è opera mia, ora siamo qui, usciremo dalla città e procederemo verso est, queste sono le grotte, ci vorrranno tre giorni, quattro se viene fuori quelche intoppo, dicono che parecchie creature vaghino per le aride terre in questa zona, ma nulla di preoccupante, tieni gli occhi aperti e aguzza l'udito" kemos si sedette nuovamente sul letto "espettami fuori, ti raggiungerò tra poco..."

Silver Element

Veht era seduto in un angolo della stiva. Stava meditando, pensava a come fare epr evadere da li e poi sopratutto come arrivare a terra senza morire sfracellato.
La guardia otreana sembrava piuttosto stanca perchè più di qualche volta socchidueva gli occhi e sbadigliava sonoramente.
Un soldato umano gli sia vvicinò
-Tu eri quello che era con noi al campo vero?-
-Si- disse lui freddo
Il soldato si fece coraggio e chiese
-Cosa pensi che ci accadrà qui? Moriremo?-
-Se non taci sarai il primo a  morire, e per mano mia- disse Veht
Il sodato sgranò gli occhi e balbettò inizialmente qualcosa senza senso, ma poi disse con appena un filo di voce
-M...ma credevo che tu....stessi dalla nostra parte....-
-Io non sto dalla parte di nessuno. Io combatto solamente per me, la tua sorte, come quella di tutti quelli che sono qui su questa nave non mi interessa. Le uniche vite che mi interessno sono quelle dei ricercati, loro devono rimanere vivi, solamente epr essere poi uccisi da me-
Il soldato gaurdò Veht con rabbia, odio e sopratutto molto disprezzo
-Non sei degno di essere considerato umano allora, gli umanis anno eprdonare, sanno amare....e tu....-
-Io sono un cacciatore di taglie. Vivo con la morte. Sono la morte-
Il soldato lo fissò incredulo, poi si voltò e se ne andò ed iniziò a parlare con gli altri soldati, molto probabilmente di lui. Molti vociferavano quando lo vedevano, molto probabilmente lo consideravano feccia.
Veht vide l'occasione di una fuga qualche ora dopo, quando una guardia otreana venne a portare dei vassoi con il pranzo.
Veht sfruttò l'attimo di distrazione della gardia al portone epr sgattaiolare fuori.
Si ritrovò nuovamente come a camminare sul vetro. La nave era costruita di quel materiale trasparente, le uniche zone che erano costruite en altor amteriale erano le stive, al sala motori e probabilmente la sala di controllo.
Veht fece a ritroso il percorso che aveva fatto legato con el guardie e ritornò al ponte.
Riuscì in tempo a nasconderi da alcuni umanoidi che pattugliavano il ponte. Erano armati.
Le sentì parlare, non capì quelloc eh dicevano, ma capì solamente ill nome di una città
-Ifle-
Ifle è una delle poche città ancora non attaccate direttamente dagli otreani...dannazione...se arrivano li con qeusta nave non avrò molte possibilità di fuga.
Voltandosi veht vide qulcosa che attirò al sua attenzione. Erano delle piccole scialuppe di salvataggio, forse aveva finalmente trovato il modo per andarsene.
Salì nella scialuppa.
Sganciò la sialuppa e si alsciò cadere nel vuoto.
Aprì gli occhi. Vide una città non molto lontana, probabilmente stavano volando vicino ad Egon per arrivare ad Ifle prima.
Veht creò una barriera attorno al suo corpo prima di arrivare a terra. Resistette all'urto, ma svenne a causa dell'eccessivo spreco di energia epr al barriera magica.
Era dasolo, svenuto, nelle rpaterie vicine ad Egon.
Citazione di: T-Metal
Citazione di: Silver ElementQuindi se dio esiste....vivi il lato Dio della Vita....

Devi smettere di farti le piste di tasti liofilizzati della tastiera  :ph34r:


Silea

Lilith annuì:-daccordo...- disse. Raccolse la sua roba e scese al piano inferiore... Nell'aria c'era profumo di caffè, nelle cucine stavano preparando la colazione. Sospirò e si diresse verso la porta, a quell'ora non c'era praticamente nessuno sveglio, solo qualche avventuriero che si era alzato per cominciare il suo viggio.
Si sedette fuori, cominciò a soffiare un ventcello fresco; alzò gli occhi al cielo, delle grosse nubi grige si stavano addensando e stavano coprendo il sole nascente... Sarebbe sicuramente scoppiato un temporale, le piaceva la piaggia, soprattutto in estate... Mentre aspettava continuò il disegno che stava facendo... "L'inferno" pensò "continuo a sperare di vederlo un giorno, è sempre stata la mia vera casa, un giorno tornerò..." poi le venne un'illuminazione improvvisa "ecco cos'è il tatuaggio di Kemos!!! Ora ricordo perfettamente..."
[img]http://www.cartolinemusicali.net/files/il%20corvo/cartoline5.jpg" border="0" alt="" /]
[img]http://cof.rockmetal.art.pl/images/galeria/54.jpg" border="0" alt="" /]

"la morte temuta
la morte maliarda
la morte fottuta
la morte bastarda"

Io, subito feci di tutto per rivederla,
Stimolato dall'eccitante inerzia di mezzanotte,
Non conoscendo ancora neppure il suo nome.
Su un piccolo precipizio sopra l'abisso carnale
Danzai come un cieco chierichetto
Ubriaco di vino rosso, le sue labbra morte sulle mie
Bagnate col profumo della notte

+++Eric_Draven+++

Kemos si giro e vide Lilith seduta a disegnare in attesa di partire, po guardò il cileo e un ultima volta la cartina che aveva in mano, il viaggio era corto, non c'erano dubbia ma nel tragitto non c'era nulla di nulla, solo una grande pianure. Kemos andò da Lilith "mi dispiace, non c'è tempo per disengare, è ora di partire, seguimi" Kemos si mise in cammino fuori dalla città seguito dalla sua nuova compagna di vaggio... "compagna di viaggio" pensare a questo termine gli faceva uno strano effetto. le strade erano quasi totalmente deserte, era troppo presto per iniziare ad aprire le bancarelle del mercato, o per aprire le osterie, c'era solo qualche ubriacnone barcollante con aria smarrita. I due percorsero al via principale fino alla porta d'uscite della citta, davanti a loro c'era slo una grande pianura quasi totalmente arida, le grotte non si riucivano a vedere da dove si trovavano loro, la giornata on era afatto limpida, presto sarebbe iniziato il temporale. eranpousciti solo di poche centinaia di metri dalla città e Kemos vide Lilith con un'espressione come se fosse tra le nuvole, era strano che fosse così silenziosa "qualche problama Lilith?" le disse continuando a camminare...

Silea

Il ragazzo la scosse dai suoi pensieri:-oh, scusa... Stavo pensando...- iniziò ricordando le cose che aveva studiato da bambina sulla sua cultura:-forse ricordo che cos'è il tuo tatuaggio- iniziò guardandolo negli occhi:
-ti interessa ancora?- chiese... Un fulmine squarciò il cielo, poco dopo cominciò a piovere e nel giro di pochi secondi iniziò un acquazzone:-cristo...- mormorò Lilith guardando il cielo...
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"la morte temuta
la morte maliarda
la morte fottuta
la morte bastarda"

Io, subito feci di tutto per rivederla,
Stimolato dall'eccitante inerzia di mezzanotte,
Non conoscendo ancora neppure il suo nome.
Su un piccolo precipizio sopra l'abisso carnale
Danzai come un cieco chierichetto
Ubriaco di vino rosso, le sue labbra morte sulle mie
Bagnate col profumo della notte

+++Eric_Draven+++

"cos'hai lilith? non ti piace la pioggia?... io l'adoro..." Kemos guardò in alto per bagnarsi il viso con la pioggia poi mandò i capelli dietro al collo "il mio tatuaggio dicevi eh" finalmente quella ragazza si era dimostrata davvero utile, Kemos era sicuro che sarebbe stata ancora fondamentale nella sua ricerca, poi sembrava un' eccellente guerriera "meglio viaggiare con una donna che viaggiare soli" pensò in fretta Kemos, poi si rivolse nuovamente a Lilith "avanti, dimmi quello che sai..."

Silea

Lilith sospirò:-mi piace la pioggia- disse:-ma odio il fango- aggiunse, fece un altro sospiro...
-allora il tuo tatuaggio è la riproduzione di uno dei sigilli delle porte dell'inferno...- prese una pausa, riflettè ancora un po' poi aggiunse:-evidentemente il tuo genitore demone era uno dei guardiani delle porte...- scosse la testa:-ne sono rimasti pochissimi... è un male perchè così le porte sono più vulnerabili agli attacchi e rischiano di aprirsi, ma per questo c'è Cerbero...- si scosse un po' d'acqua di dosso:-piove a catinelle...- disse più a sè stessa che a Kemos...
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"la morte temuta
la morte maliarda
la morte fottuta
la morte bastarda"

Io, subito feci di tutto per rivederla,
Stimolato dall'eccitante inerzia di mezzanotte,
Non conoscendo ancora neppure il suo nome.
Su un piccolo precipizio sopra l'abisso carnale
Danzai come un cieco chierichetto
Ubriaco di vino rosso, le sue labbra morte sulle mie
Bagnate col profumo della notte

+++Eric_Draven+++

"pote dell'inferno? guardiani? interessante..." erano tutti concetti nuovi per kemos, suo padre non lo aveva mai reso partecipe delle sue conversazioni, e poi Kemos voleva avere a che fare con suo padre il meno possibile... Lilith si stava rivelando per Kemos di grande aiuto, voleva saperne di più, ma quello non era il momento più adatto, le avrebbe domandato qualcosa più tardi... "se mio padre era un guardiano vuol dire che ora la porta dell'inferno è ancora più debole, e se sono tutti come lui pure un bambino potrebbe entrarci..." disse Kemos in tono sarcastico... Il ragazzo prese il suo mantello che usava per ripararsi dall intemperie e lo porse a Lilith "prendi, eviterai di imbrattarti di fango..." disse Kemos in tono del tutto freddo "andiamo.. il viaggio è lungo..." e si rimise in cammino...

Silea

-non mi riparerà dal fango a meno che non me lo leghi intorno ai piedi...- disse Lilith restituendo il mantello a Kemos:-comunque... Non so chi fosse tuo padre ma ti assicuro che non è tanto da bambini entrare all'inferno...- aggiunse seria:-sarebbe stato bello se si fosse potuto infiltrare anche un bambino... Certe cose non sarebbero successe...- si bloccò improvvisamente... Non voleva parlare di quelle cose... Si zittì e il suo volto si oscurò... L'unico rumore rimase la pioggia...
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"la morte temuta
la morte maliarda
la morte fottuta
la morte bastarda"

Io, subito feci di tutto per rivederla,
Stimolato dall'eccitante inerzia di mezzanotte,
Non conoscendo ancora neppure il suo nome.
Su un piccolo precipizio sopra l'abisso carnale
Danzai come un cieco chierichetto
Ubriaco di vino rosso, le sue labbra morte sulle mie
Bagnate col profumo della notte

Silea

#69
Kemos: quali cose?
Lilith: oh sai- prese una pausa-non credo ti interesseranno
Kemos:decido io quello che mi interessa...
Lilith: abbassa i toni, bimbo- intimò Lilith:- comunque sai Una di queste cose riguarda uno come te: Un mezzodemone... Era il mio migliore amico, aveva iniziato a viaggiare, Mi aveva promesso sarebbe tornato... Qualche mese dopo fu trovato a nord, morto... E l'altra cosa- fece di nuovo silenzio
Kemos: l'altra cosa? (disse Kemos incuriosito dalla vicenda)
Lilith: la voce di Lilith era tremante:-già l'altra cosa- sembrava altrove "perchè diavolo gli sto raccondo tutte queste cose?" pensò Lilith "forse perchè è un mezzodemone come il mio vecchio amico..."
 Kemos: (kemos mise entrembe le sue mani sulle spalle di lilith) "Lilith, l'atra cosa qual'è?"
Lilith: Lilith distolse lo sguardo per non far vedere i suoi occhi pieni di lacrime:-Il mio fidanzato- iniziò lei:-eravamo felici... Davvero... Era un demone come me. I suoi genitori però volevano che restasse nell'inferno, mentre lui voleva vivere qui per starmi accanto finché non avremmo potuto andare all'inferno insieme. I suoi genitori erano una famiglia ricca e nobile... Conoscevano i pezzi grossi e non amavano loro figlio, invece... loro venirono qua sulla terra e lo uccisero- si interuppe, poi aggiunse piano:- davanti ai miei occhi- le lacrime scendevano dai suoi occhi copiosamente, ma la pioggia mascherava tutto
Kemos: Kemos riconosceva il suono della voce di una ragazza che piange, da ragazzo aveva sentito tante volte sua sorella scoppiare in lacrime, non poteva vedere una ragazza piangere, sarebbe rimasto impassibile di fronte a tutto ma non a quello. Kemos si abbassò in modo che il suo viso arrivasse alla stessa altezza di Lilith le spostò i capelli bagnati dalla fronte e parlò premurosamente "non piangere, ogni uomo, donna, o demone nella vita ha i propri dolori, le proprie ombre che non può scacciare, no ho pure io, più terribili di quanto si possa immaginare, ma la vita va avanti, quando sei felice scopri che non è tutto poi così bello, e quando sei nel baratro pensi che non risalirai mai più, ma la vita continua, non dimenticarlo"
Lilith: -lo so che continua- disse:- anche se ho desiderato a volte che non continuasse più... Ti sembrerà strano detto da me, ma mi sono trovata troppe volte a detestare il mio respiro, a desiderare che il mio cuore si fermasse E in quei momenti ero sempre sola Mi sono fatta forza fino ad ora senza mai demordere, cercando di nascondere il passato- sospirò:-grazie, comunque lo apprezzo molto- aggiunse; appoggiò la mano su quella del ragazzo, lo guardò negli occhi... Sembrava molto più grande tutto all'improvviso
Kemos: Kemos guardò lo sguardo pieno di lacrime di Lilith ancora per un secondo "andiamo Lilith, abbiamo ancora molta strada da fare..." disse con tono quasi sconsolato...
Lilith: - d'accordo- disse malinconica:-anche se mi sembri Sconsolato- aggiunse asciugandosi le lacrime
Kemos: "come ti ho detto, ognuno ha le sue ombre..." poi si rimise in cammino...
Lilith: -comunque io ti ho raccontato le mie ombre- sbottò lei
Kemos: Kemos si girò leggermente stizzito verso Lilith " e così vuoi sapere cosa nascondo eh..." si avvicinò a Lilith "da ragazzo abitavo al nord, a Selimir, mio padre era un Demone, come presumi tu un guardiano dei cancelli infernali, mia madre una semplice umana, avevo una sorella, era tutto per me..." Kemos  guardò il terreno per un attimo... "non eravamo una famiglia felice, quella bestia di mio padre di notte violentava la mia sorellina, era poco più di una bambina, ogni notte le sentivo piangere nel buio, sentivo le sue urla, doveva finire tutto questo!" il ragazzo strinse forte il pugno "una sera tornai e mentre quel bastardo violentava mia sorella l'ho massacrato... poi sono partito con mia sorelle per non tornare mai più... contenta ora Lilith?!" disse Kemos con tono piuttosto alterato
Lilith: -si, grazie! - rispose lei altrettanto alterata, sembrava di nuovo una bambina di 15 anni
Kemos: "ah ragazze, demoni o umane sono tutte uguali!" pensò Kemos... "ora adiamo lilith, hai avuto quello che volevi, è ora di metterci in viaggio"
Lilith: Lilith fece un grugnito irritato e borbottò:-uomini!! Che siano mezzi demoni, demoni, umani o troll restano delle facce di bronzo egoisti-
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la morte maliarda
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Silver Element

#70
Veht si sforzò di aprire gli occhi. La testa gli faceva male e sentiva tutti i muscoli induriti. Cercò di rialzarsi ma cadde malamente a terra
Sono ancora troppo stanco, ma rimanere qui sarebbe un suicidio pensò
Provò ancora a rialzarsi, ma niente, non c'era verso di stare in piedi.
Un fulmine squarciò il cielo, ed iniziò a piovere
Per quanto sono rimasto svenuto...dannazione...ho perso solamente tempo
Praterie, neint'altro, nessuan forma di vita all'orizzonte. La barriera aveva attutito l'urto ma epr roa non avrebbe potuto muoversi, se fosse statoa ttaccato non avrebbe potuto reagire. Era inerme, per ora.
Si distese e lasciòc eh le goccie fredde d'acqua gli bagnassero il volto. Era una sensazione piacevole. Sentire il ticchettio leggero di goccie quasi invisibile che cadevano sulla pelle.
Per roa non poteva fare neinte, se non attendere che gli ritornassero un po' le forze per poter arrivare fino ad Egon.
Citazione di: T-Metal
Citazione di: Silver ElementQuindi se dio esiste....vivi il lato Dio della Vita....

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+++Eric_Draven+++

Finalmente Kemos e Lilith ripresero a camminare, la pioggia continuava ad essere imperterrita e li aveva completamente bagnati, tirava un forte vento che alzava la polvere dal terreno, camminare non era semplice, oltretutto la polvere che arrivava addosso ai due compagni di viaggio si trasformava prsto in fango con l'acqua. continuando a camminares tringendo gli occhi Kemos si rovolse a Lilith "visto che la mia tunica ti sarebbe servita, sei piena di fango adesso..." Kemos accennò un piccolo sorriso, come se provasse divertimento a vedere Lilith infangarsi perchè non gli aveva dato retta. Kemos si fermò di colpo, si mise una mano sopra gli occhi per ripararseli dalle polveri, vedeva qualcosa in lontananza "Li vedi anche tu Lilith? sembra una scialuppa di slavataggio, avviciniamoci potremmo trovarci dentro qualcosa di utile... spero"

Silea

La ragazza alzò la testa:-si, li vedo...- disse con ancora un po' di astio nella voce:-comunque...- iniziò:-credo che mi avresti fatto pagare l'affitto a usare la tua tunica...- disse con aria saccente, poi riabbassò la testa per non essere colpita dalla polvere. Giunsero nelle vicinanze della scialuppa "magari dentro c'è qualcuno" pensò.
-Non si è mai visto- iniziò a borbottare:- il fango volante!!! Ma che razza di cosa stupida è...?-
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"la morte temuta
la morte maliarda
la morte fottuta
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+++Eric_Draven+++

"non è fango volante ragazzina" iniziò Kemos "in questa zona per la mancanza di montagne e la vicinanza al mare il vento soffia prima del temporale, alza la polvere e quando piove ritorna a terra come fango, è per questo che ho offerto la tunica..." Kemos era davvero troppo divertito, ma ora on c'era tempo per trastullarsi a infastidire Lilith, erano davanti alla scialuppa, dentro giaceva un ragazzo, ancora respirava...

Silea

-se lo sapevi potevi dirmelo subito!- disse lei irritata:-e piantala di chiamarmi ragazzina, pallone gonfiato...- aggiunse stizzita, poi osservò il ragazzo nella scialuppa:-è ancora vivo...- mormorò:-dobbiamo portarlo subito in un villaggio o morirà...- disse ancora.
Poi guardò Kemos e gli disse:-e poi non so che ci trovi di così divertente! Percepisco quanto ti diverti a vedermi irritata- cambiò nuovamente tono, sembrava ancora una volta molto adulta:-se mi arrabbiassi davvero avresti ben poco da divertiti!- sibilò malvagia, si chinò di nuovo sul ragazzo ferito:-mi senti?- disse piano
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"la morte temuta
la morte maliarda
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